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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2012-01408
"CENTRO CULTURALE ISLAMICO A MIRAFIORI SUD" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 16 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201408/002, presentata in
data 16 marzo 2012, avente per oggetto:
"Centro culturale islamico a Mirafiori Sud"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Risulta anche a noi (perché l'abbiamo letto sul giornale, come i Consiglieri) che, nel
mese di dicembre, è stato inaugurato un centro culturale islamico.
Si è provveduto ad eseguire un sopralluogo il 1° marzo 2012 con l'Ufficio di
Vigilanza e si è rilevato quanto segue: il 23 dicembre 2012 veniva presentata una
CIL da parte del proprietario per la sistemazione e l'adeguamento dei bagni e
l'installazione di una scala in acciaio, senza cambiamento di destinazione d'uso; in
data 1° marzo 2012 veniva effettuato il sopralluogo di verifica dello stato dei luoghi,
in presenza del proprietario e del professionista incaricato, durante il quale si è
riscontrato che i locali risultavano liberi e che gli interventi richiesti con la CIL erano
stati eseguiti solo parzialmente (quindi, solo modifiche interne per l'adeguamento dei
bagni), mentre la scala di sicurezza a collegamento tra piano cortile ed interrato non
risultava eseguita.
Pertanto, le opere realizzate, in quanto rientranti nella manutenzione straordinaria,
saranno soggette ad una sanzione amministrativa, come è previsto dalla Legge.
Si fa presente che il 5 marzo 2012 il professionista incaricato comunicava all'Ufficio
di Vigilanza che, a breve, avrebbe presentato una nuova CIL in sanatoria ed in
sostituzione di quella presentata precedentemente, con la rinuncia alla realizzazione
della scala di collegamento, che sarà oggetto di separata pratica edilizia.
Questo è quanto è noto al Settore Edilizia Privata. Al 1° marzo 2012, quando è stata
effettuata l'ispezione da parte dell'Ufficio di Vigilanza, non risultavano né arredi, né
altri tipi di allestimenti che potessero far pensare ad un uso diverso da quello previsto
da quell'area (che è quello di laboratorio artigianale).
Naturalmente, mi riservo di comunicare al Consiglio se verranno presentate altre
richieste, o modifiche, o modifiche di destinazione d'uso.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio l'Assessore della risposta, che però è parziale, perché non ha risposto al
punto 5 dell'interpellanza.
L'Assessore sa che sono molto sensibile al tema e, quando ho letto la sua
dichiarazione del 9 o 10 novembre in cui ha detto che avevate avuto qualche contatto
ma nessuna documentazione e nulla di ufficiale, sono rimasto un po' perplesso,
perché so che anche lei è sensibile all'argomento dei centri culturali islamici,
sapendo che non si possono definire moschee, perché, per fortuna, non hanno la
possibilità di metterci il minareto sopra e, quindi, non possono diventare moschee al
100%, così mi è stato riferito.
Detto ciò, secondo me è gravissimo il fatto che la Città scopra per caso, come ci ha
riferito nella risposta all'interpellanza, che viene creato un centro culturale islamico,
dopo tutto quello che succede e non sapendo quali sono le ricadute sul centro
culturale.
Eravamo tutti presenti quando, al Consiglio aperto della Circoscrizione 9, i cittadini
le chiedevano spiegazioni e non erano felici dell'apertura, che è stata decisa senza
che qualcuno abbia chiesto il loro parere, dato che comunque vivono lì e c'è una
situazione urbanistica già difficile. Noi andiamo ad inserire questi contesti in luoghi
che, probabilmente, non sono atti a sopportarli; perché non li facciamo magari in una
zona industriale dismessa? Perché non li mettiamo nei campi, dove anche loro
avrebbero condizioni più dignitose e, magari, senza avere alcun impatto sulla
cittadinanza?
I grandi problemi derivano, anche dal mio punto di vista, dalla mancanza di
integrazione da parte di chi va in questi posti, perché c'è come un rigetto
dell'integrazione. Ho letto un comunicato del vicepresidente della Circoscrizione 9 in
cui invitava i cittadini ad integrarsi con il centro culturale; se questi sono i punti di
vista, probabilmente c'è da rivedere qualcosa nel modo di affrontare le situazioni da
parte di questa Amministrazione.
Andando nello specifico, i problemi sono di ordine pubblico, perché questo centro
culturale, essendo all'interno di un cortile, crea disagi alle persone che ci vivono,
anche in termini acustici. Non so se sia stata fatta anche una rilevazione o se sia
possibile approfondire la questione per capire quali sono gli impatti sulle aree
circostanti e sui palazzi e come si va a sviluppare un piano di interventi sui
parcheggi. Mi sono recato sul posto di venerdì e le assicuro che bisogna girare per un
quarto d'ora prima di trovare un parcheggio. Non è un buon servizio alla cittadinanza
se chi abita lì, quando torna a casa, deve parcheggiare la macchina ad un chilometro
e mezzo o due di distanza.
I mezzi pubblici - naturalmente, so che questa non è una sua competenza - non sono
adeguati a sopportare quello che è l'impatto delle persone che arriveranno. Si dice
che, poi, la Metropolitana arriverà lì vicino, ma sappiamo perfettamente che...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Strada delle Cacce. L'interpellanza è su
Strada delle Cacce. Ho fatto un breve riferimento... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Assessore, è un argomento generale, perché nessuno si è ancora
posto il problema di discuterlo. Sono anni che chiediamo di regolamentare questo
determinato tipo di fenomeno e si è sempre preferito fare orecchie da mercante, anzi i
problemi si affrontano dopo, quando ormai sono emersi.
Più andiamo avanti così e più questi fenomeni continueranno ad essere importanti e
ad avere delle notevoli ricadute sulla cittadinanza, perché adesso facciamo un centro
culturale e poi, quando ci accorgeremo che ha dei problemi, gli faremo pagare una
sanzione amministrativa? Dovrebbe essere il contrario.
La Città dovrebbe sapere prima che queste cose avvengono, dovrebbe sapere prima
che bisogna fare i controlli, anche perché è andata bene che non è successo nulla di
grave e che non ci sono stati dei problemi, tanto che la sanzione è soltanto
amministrativa, ma, Assessore, se, in caso di incendio, non ci fossero state le uscite
di emergenza, se ne assumeva lei la responsabilità? Questa è la mia domanda. Chi si
assume la responsabilità di andare a controllare prima che si verifichino dei
problemi?
Ribadisco - questa è una parte molto importante - che il 5 marzo è stata fatta la
sanatoria; il sopralluogo è stato... così ha detto della CIL. Il sopralluogo è stato fatto
dopo l'apertura, visto che è stato aperto a dicembre, ma se per caso ci fosse stato un
incendio (naturalmente, mi auguro che non accada mai), le vie di fuga non fossero
state adeguate e ci scappava il morto, che cosa succedeva, Assessore?

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
L'interpellanza fa riferimento alla richiesta delle pratiche edilizie ed ho risposto su
questo, perché di solito vado a tema. Naturalmente, questa vicenda porta con sé tutta
una serie di altri argomenti che abbiamo avuto modo di discutere in altre sedi. Fermo
restando che esistono dei principi previsti dalla nostra Costituzione ed esiste,
quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi dispiace, ma ritorno sempre lì
perché non esistono Regolamenti Comunali che possano andare contro i principi di
libertà previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana; mi dispiace, ma è così.
In questo caso, in un edificio adibito a laboratorio artigianale, senza che fosse
richiesto alcun tipo di autorizzazione (a differenza di quanto è successo in Via
Genova, in Via Urbino ed in altre sedi), sono stati fatti dei lavori di adeguamento
senza specificare il cambio di destinazione d'uso da parte di un proprietario che ha
affittato privatamente ad un'associazione culturale privata.
Nel momento in cui ci siamo accorti che lì succedevano delle cose difformi da
quanto previsto dall'uso di quel luogo, la Commissione di Vigilanza ha agito nel
rispetto delle regole e della Legge.
Non si può mettere tutto sullo stesso piano; noi affermiamo il principio ed il primato
della Legge, che, a partire dal fatto che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge
senza differenza di alcun genere, il primato della Legge vale per tutti. Vale per chi
non richiede le autorizzazioni e, quindi, la Commissione di Vigilanza ha agito
esattamente come fa tutte le volte che c'è un abuso e, nel momento in cui viene a
conoscenza dell'abuso, sanziona; si tratta di una sanzione amministrativa perché la
Legge prevede questo.
In altri casi, dove le procedure e la Legge vengono seguiti, questa Amministrazione
non ostacola semplicemente perché ritiene che il rispetto della Legge ed il rispetto
della normativa vigente siano il primato che garantisce un trattamento di uguaglianza
nei confronti di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede, dalla loro
appartenenza e dalla loro origine.
Il primato della Legge garantisce tutti e lo applichiamo così tanto che, quando c'è un
abuso, non guardiamo in faccia nessuno: andiamo e puniamo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve integrazione, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Visto che la Legge italiana lo permette, domani un'associazione potrà aprire un
circolo nazista in centro a Torino... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Li
denunci, Assessore, non è un mio problema, perché a me non sembra che abbia
molto di nazista. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sto parlando di
CasaPound, non credo che abbia nulla di nazista, per quanto sia un'associazione
chiaramente schierata.
Detto ciò, la Costituzione dice che ognuno può professare quello che vuole ed il
Regolamento, Assessore, serve ad evitare che succedano delle catastrofi. Ripeto la
domanda, chi si assume la responsabilità se ci scappa il morto? La cosa che ritengo
folle è che non esista un Regolamento che dica che bisogna avvisare prima di fare un
determinato tipo di intervento. Siamo in una situazione in cui tutti possono fare
quello che vogliono, senza avvisare. Dobbiamo andare a scoprirlo dopo che aprono
un centro culturale?
Questo è totalmente inaccettabile. Bisogna mettersi nella condizione di farsi avvisare
e, se tutto è fatto nel rispetto della Legge, va bene, ma è un altro discorso. Bisogna
avvisare, esattamente come bisogna avvisare se si costruisce una moschea, una
sinagoga, un centro nazista o un centro comunista.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Forse le sfugge il principio di libertà di associazione, di libertà di espressione e di
libertà di culto, ma non stiamo facendo una discussione sui principi costituzionali.
Per quanto riguarda la responsabilità se ci scappa il morto, di fronte ad una situazione
che non presentava caratteri di regolarità, perché non era stata autorizzata, la
responsabilità è del proprietario privato che ha affittato privatamente ad
un'associazione senza seguire la procedura prevista; tant'è che, nel momento in cui
ci siamo resi conto che quell'edificio non era a norma, è stato sanzionato e gli è stato
detto di mettersi a norma, perché altrimenti non avremmo permesso la riapertura.
Mi sembra che le Commissioni di Vigilanza esistano proprio per questo motivo e
credo che non le sfugga che l'abusivismo edilizio avviene indipendentemente dalla
fede che si professa. Si può essere laici, atei o ortodossi di rito antico e le opere
edilizie abusive si fanno e le Commissioni di Vigilanza servono a questo, cioè
sanzionano quando le cose non sono fatte a regola d'arte.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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