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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 41
MOZIONE 2012-01493
(MOZIONE N. 27/2012) "DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE MECC. 2011 06634/016. PROROGARE PER TRE MESI I TERMINI DI ENTRATA IN VIGORE DEGLI INDIRIZZI PREVISTI DALLA DELIBERAZIONE" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA GENISIO IN DATA 22 MARZO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201201493/002, presentata
dal Consigliere Genisio in data 22 marzo 2012, avente per oggetto:
"Deliberazione Consiglio Comunale n. mecc. 2011-06634/016. Prorogare per tre
mesi i termini di entrata in vigore degli indirizzi previsti dalla deliberazione".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sono stati presentati 2 emendamenti dal Consigliere Genisio e 3 emendamenti dal
Consigliere Viale.
Questa proposta di mozione è stata dibattuta anche in Conferenza dei Capigruppo,
considerando le istanze pervenute in questo periodo dall'Assessorato al Commercio
nei confronti della deliberazione che abbiamo votato poco tempo fa.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Avendo presentato la mozione, prendo la parola per prima, Consigliere Viale.
Apprendo adesso che il Consigliere Viale ha presentato degli emendamenti. Siamo in
democrazia, quindi accettiamo tutto.
La motivazione di questa mozione - che è stata firmata bipartisan, ci sono anche
Consiglieri della minoranza - nasce dalla consapevolezza acquisita pienamente dopo
l'approvazione del nuovo Regolamento in materia di esercizio dell'attività di
acconciatori ed estetisti, che l'Assessore Tedesco (sono contenta che sia in Aula) ci
aveva presentato e che avevamo discusso in più sedute di Commissioni Consiliari.
Questa consapevolezza è nata dalla sollecitazione pervenuta da associazioni,
nazionali e locali, di massaggiatori shiatsu e di quelli che esercitano le discipline bio
naturali, che per noi Consiglieri - mi risulta anche per l'Assessore – non erano
comprese nella circolare che l'Amministrazione regionale ha predisposto nello
scorso mese di luglio, pubblicandola anche sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Nonostante le iniziative per tranquillizzare queste persone, che avrebbero delle serie
difficoltà a continuare a esercitare la loro attività con la presenza di un tecnico
esperto e diplomato a livello nazionale, che quindi poco conosce la finalità, la
filosofia e l'obiettivo delle discipline bio naturali, hanno chiesto di rileggere i dettati,
in particolare della normativa regionale, di prendere qualche mese di riflessione per
riuscire a stabilire con certezza che le loro attività non rientrano né nel Regolamento
degli estetisti, né tanto meno dei massaggi terapeutici.
Abbiamo verificato la documentazione ricevuta e abbiamo parlato con
l'Amministrazione regionale. L'Assessore Tedesco, nella seduta della scorsa
settimana, si è dichiarata disponibile a intraprendere un dialogo molto serrato con la
Regione, per convenire su un periodo non di sospensione, come avevo chiesto io,
diciamo pure molto pesantemente e provocatoriamente, ma di proroga, che possa
consentire di chiarire definitivamente quello che potrebbe essere l'aspetto negativo di
questi operatori, che nella nostra città, in particolare nella Regione, sono numerosi,
più di duemila.
Il parere regionale è stato inviato ed è pubblicato sul Bollettino Ufficiale, quindi è un
atto a cui è opportuno che le Amministrazioni Comunali si attengano. Per cui, io non
contesto assolutamente le scelte della Giunta; l'abbiamo votato e lo voglio dire anche
qui - l'ho già detto in Commissione - non abbiamo approfondito… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO).
Questo atto è stato discusso, contestato, abbiamo pareri molto difformi. Credo che
l'importante sia accogliere le istanze dei nostri operatori, capire con la Regione, con
la quale abbiamo già interloquito positivamente, come si possa stabilire con certezza
che questi operatori possono continuare a svolgere le attività senza essere equiparati
agli estetisti.
In altre Regioni le normative sono state già attuate. La nostra Regione aveva
predisposto una Legge che è stata dichiarata incostituzionale, lo sappiamo tutti. Forse
è opportuno ripartire da lì per regolamentare definitivamente un tracciato che non
lasci confusioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio il Consigliere Genisio. Non ho capito se gli emendamenti a firma Viale
vengono accolti dal Collega Genisio; dubito, ma sarebbe utile capirlo.
Annuncio il mio voto favorevole, anche perché ho sottoscritto i due emendamenti
presentati dal Consigliere Genisio. È sempre bello e utile quando si fa un passo
indietro, quando si capisce di aver sbagliato su un Regolamento. Se c'è il tempo per
approfondire e per verificare tutti gli errori che sono stati commessi, è sempre
opportuno fare un passo indietro. Quindi, dichiaro il mio voto favorevole.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo che l'interpretazione data dal Consigliere Genisio è stata condivisa in
Conferenza dei Capigruppo.
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Signor Sindaco, questa è una vicenda che riguarda circa 800 lavoratori della città di
Torino, i quali dopo l'approvazione della deliberazione del 6 febbraio, ci hanno
chiesto di essere ascoltati, perché vedevano in serio pericolo la propria attività.
Sono arrivate decine di e-mail; li abbiamo convocati in Commissione, alla presenza
dell'Assessore Tedesco, proponente la deliberazione approvata dal Consiglio
Comunale, e abbiamo conosciuto un mondo che ignoravamo. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non ufficialmente, mi correggono.
È un mondo variegato, nel quale ci sono numerosi problemi, anche di sopravvivenza,
in questo periodo di crisi economica. Questo Regolamento determinerebbe la
chiusura di queste attività produttive. Perché? (Chiedo al signor Sindaco,
cortesemente, di essere seguito, pochi minuti, non mi dilungo molto). Perché questi
piccoli imprenditori hanno la preoccupazione di chiudere?
L'Assessore Tedesco ha chiesto alla Regione un parere sull'apertura dei centri
massaggi. Signor Sindaco, le leggo un passaggio di questo parere: "Allo stato attuale
le Direzioni scriventi ritengono che tutte le attività di massaggi, comunque
denominate, trattandosi in ogni caso di interventi diretti su un corpo umano, debbano
essere ricondotti alle due tipologie di massaggi terapeutici o estetici e, di
conseguenza, alle normative di riferimento tutt'oggi in vigore e già applicate".
Già solo questa frase chiarisce da dove nascono i problemi. L'Assessore, di questo
parere non vincolante (un parere non vincola mai nessuno), ne ha fatto un
Regolamento. Questo Regolamento, signor Sindaco, ha due conseguenze. La prima
riguarda l'adeguamento alle norme igienico-sanitarie, per cui se si va a vedere nel
Regolamento, ci sono tutta una serie di imposizioni che diversamente non ci
sarebbero. L'altra conseguenza è che questi operatori, per norma regolamentare del
Consiglio Comunale di Torino, devono diventare estetisti, per essere estetisti bisogna
avere un titolo da estetista.
Questi soggetti, che estetisti non sono e non si sentono, per poter continuare a
esercitare le proprie attività, devono assumere un coordinatore tecnico. Cioè soggetti
che lavorano quasi tutti come imprenditori di se stessi, dovrebbero assumere un
soggetto che ha frequentato un corso di formazione per estetista, che normalmente
(così mi dicono) non prevede un approfondimento sui massaggi. Quindi, dovrebbero
prendere dei soggetti che non hanno mai studiato e praticato massaggi. È evidente
che questo determinerebbe la chiusura di queste attività.
Allora, questa mozione (ringrazio il Consigliere Genisio per averla presentata, e
ringrazio anche l'Assessore, perché in Commissione ha dichiarato, a verbale, la
propria disponibilità - spero che lo faccia con un atto ufficiale nei prossimi giorni - a
concedere una proroga di tre mesi sia per l'adeguamento igienico sanitario, sia per il
tecnico che gli operatori dovrebbero obbligatoriamente assumere a partire da
maggio), è un atto di indirizzo del Consiglio Comunale.
In questo caso potevamo non presentare una mozione, perché ci fidiamo
dell'Assessore Tedesco, il quale, avendo assunto l'impegno, a verbale, in
Commissione, alla presenza di almeno trenta persone interessate alla questione,
avrebbe potuto presentare già domani in Giunta un provvedimento. Quindi, la
mozione era del tutto superflua.
Tuttavia, per dare maggiore forza politica all'atto, che sicuramente l'Assessore o i
dirigenti in questi giorni predisporranno, abbiamo pensato di presentare questa
mozione, che è stata tra l'altro trasformata con un emendamento, perché anziché
sospendere i termini, li proroga di tre mesi, così come aveva concordato l'Assessore
nella nostra Commissione.
Io però credo che in questi tre mesi bisognerà trovare le modalità per riuscire a
definire meglio il quadro normativo di questo Regolamento, perché, signor Sindaco,
io me lo sono riletto un po' di volte per trovare un appiglio normativo che consenta a
queste persone di stare tranquille; invece non ho rinvenuto - né nel parere della
Regione, né nella deliberazione, né nel Regolamento allegato - alcuna norma che
possa tranquillizzare tutti questi operatori. Parliamo di circa 800 persone.
L'Assessore, in Commissione e in altre sedi, ha riferito formalmente che questi
soggetti possono stare tranquilli, perché non sono interessati dalla norma. Però,
Assessore, i Regolamenti, fino a quando non vengono modificati, durano in eterno;
per questo motivo è necessario elaborarli pensando ai successivi dieci, venti anni.
Questo Regolamento non autorizza alla lettura che l'Assessore ha dato in
Commissione.
Pregherei l'Assessore, uno, di predisporre gli atti consequenziali agli impegni assunti
in Commissione; due, di lavorare in questi tre mesi per tranquillizzare circa 800
onesti lavoratori. Quelli che non sono onesti devono essere individuati e sanzionati
con le sanzioni che l'Assessore ha giustamente inserito nel suo Regolamento. Se le
sanzioni amministrative non sono sufficienti, ci sono le sanzioni penali, per chi
commette fatti di rilevanza penale.
Siccome il Comune di Torino è un Ente pubblico e si occupa di norme e di
Regolamenti amministrativi, facciamo il nostro lavoro attenendoci a questo. Il resto
lasciamolo fare agli organi competenti, capaci di indagare e di perseguire eventuali
fatti di rilevanza penale.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Subito dopo l'approvazione del Regolamento, sui giornali sono comparse le prime
lamentele di queste associazioni. Abbiamo quindi cercato di capire che cosa fosse
successo e credo che sia ormai indubitabile che sia stato commesso un errore nella
formulazione del Regolamento, rispetto all'effettiva volontà del Consiglio
Comunale.
Nel senso che anche dalla discussione emersa in Commissione nessuna forza
politica, né di maggioranza né di opposizione, voleva imporre la presenza di un
estetista diplomata alle attività che non svolgono attività di estetista. Perché un
estetista non svolge le attività sul corpo umano previste dalle varie discipline
bionaturali, che a loro volta non praticano niente di ciò che viene insegnato al corso
di estetista.
Per questo motivo, non avrebbe senso obbligare un imprenditore che avvia
un'attività di shiatsu, di naturopatia, di massaggi cinesi, eccetera, a spendere magari
60.000 Euro l'anno per pagare due estetiste, perché visti gli orari di apertura saranno
necessari due dipendenti, che staranno lì a fare non si sa cosa, visto che non svolgono
attività di quel tipo.
Quindi, assodata questa volontà, credo sia importante aprire in questo momento una
fase di discussione con queste associazioni e, in questo senso, ovviamente siamo
favorevoli alla mozione.
Noi non abbiamo presentato atti, aspettavamo di vedere la discussione in
Commissione, e credo che il provvedimento sia condiviso da tutta la Commissione,
perché crediamo che questi tre mesi siano necessari per discutere con queste
associazioni di imprenditori e per capire meglio il quadro legislativo, perché ci sono
alcuni punti non chiari.
Non è chiaro se questo parere regionale sia vincolante o no, e non è chiaro se si possa
distinguere, dal punto di vista normativo, tra le diverse sottocategorie delle discipline
bionaturali, visto che in Commissione si era anche discusso se il nuovo Regolamento
si applicasse soltanto al massaggio cinese e non allo shiatsu.
Però, oltre a essere abbastanza difficile trovare delle differenze sostanziali all'interno
di questo genere di attività, che sono sì distinte, ma comunque hanno delle basi
comuni nell'approccio filosofico al corpo umano, visto come parte del tutto, diventa
difficile, anche dal punto di vista normativo, sostenere che alcune di queste ricadono
nella categorie estetica, mentre altre no.
Da qui, la preoccupazione di tutte queste categorie professionali, che dicono che
anche se l'Amministrazione li invita a stare tranquilli, perché il Regolamento si
riferisce solo alle attività estetiche, in realtà, per come è scritto, riguarda tutti.
Quindi, credo che l'obiettivo sia arrivare magari a una riformulazione dell'articolo 1
del Regolamento, che renda chiaro a chi si applica e non ci sia il minimo dubbio tra
chi è dentro e chi è fuori. Possibilmente con delle giustificazioni sostenibili e
applicabili in maniera oggettiva, perché la cosa peggiore (concordo con il Collega
Mangone) è trovarsi fra vent'anni con un Regolamento ancora in vigore di cui non è
più chiara l'interpretazione. Per cui, crediamo che sia il momento del dialogo.
Anche io credo che se l'obiettivo è quello di colpire un florilegio di attività di origine
orientale che negli ultimi mesi hanno aperto in città - perché ci sono preoccupazioni
anche da parte dei cittadini sul tipo di attività veramente svolte lì dentro, ad esempio
sulla provenienza dei soldi usati per aprire improvvisamente tutte queste attività;
quindi le preoccupazioni sono più che legittime ed è giusto che l'Assessore abbia
voluto farsene carico -, non si possa utilizzare lo strumento del Regolamento, che
prevede una sanzione economica che sarebbe pesante solo per chi esercita
onestamente quel mestiere, quindi ha dei margini molto ridotti; mentre per chi
esercita disonestamente e guadagna molto, assumere due estetiste non sarebbe poi un
costo insopportabile, per cui paradossalmente c'è il rischio di avere una misura
controproducente.
Per cui, a maggior ragione, forse è il caso di ricordare che esistono altri strumenti per
colpire eventuali attività illecite che si svolgono in questi centri. Invece, cercare di
imporre la presenza di un estetista, quando l'estetista non ha niente da fare in questi
centri, onestamente sembra effettivamente un po' difficile da sostenere.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Io ho ricostruito la vicenda del dibattito in Commissione del Regolamento che
abbiamo approvato. L'ho ricostruito con l'ex Consigliere Furnari, che ha seguito per
conto nostro questo dibattito in Commissione, la quale mi diceva che le associazioni
degli estetisti sono state tutte ascoltate in Commissione. Di questo faccio ammenda,
perché questa cosa non la sapevo: in Conferenza dei Capigruppo avevo letto il
contrario. Quindi noi, scientemente, abbiamo approvato questo Regolamento, credo
un mese fa, adesso non mi ricordo quando.
Nella Commissione a cui abbiamo partecipato, a seguito di una richiesta di alcune
associazioni e di una giusta e legittima lobby nei confronti del Consiglio Comunale,
mi pareva di aver capito una chiusura sostanzialmente netta dall'Assessore rispetto a
qualunque tipo di modifica. E allora, dopo aver approfondito, a mio giudizio - ma
voglio ancora ascoltare le parole dell'Assessore prima di dare un parere definitivo - a
mio giudizio dobbiamo rispettare la Legge in vigore.
Il dibattito è annoso - correggetemi, se sbaglio -, nel senso che su queste medicine
alternative la letteratura è abbastanza ampia; lo diceva anche il Consigliere Viale in
Commissione, esprimendosi, almeno fin quando c'ero io, contrariamente a
qualunque tipo di modifica. Per cui è chiaro che le prese di posizione legislative non
sono ancora state fatte. In Commissione, le associazioni di categoria hanno detto che
c'è una proposta di legge fatta da un Consigliere Regionale della Lega Nord,
giacente in Consiglio Regionale, che potrebbe essere discussa.
Il mio invito in questo caso, ma sono pronto a correggermi se l'Assessore si
esprimerà contrariamente rispetto a quello che sto dicendo, è di attendere un
provvedimento legislativo vero e proprio che sancisca definitivamente, come è
successo ad esempio in Toscana, quello che possono o non possono fare coloro che
mettono le mani sul corpo di una persona.
Ossia, se oggi esiste questo parere della Regione, che il Presidente Mangone ha letto,
ed è inequivocabile, nel senso che mette chiaramente l'asticella oltre la quale non si
può andare per quanto riguarda i massaggi, io rimango dell'idea che sarebbe giusto
non approvare questa mozione, fino a che non succeda qualcosa dal punto di vista
legislativo.
In Commissione l'Assessore Tedesco, se ho capito bene, escludeva ad esempio lo
shiatsu da questo tipo di Regolamento; quindi, lo shiatsu non è obbligato a prendere
un direttore tecnico, mentre sono obbligati - finalmente, a mio giudizio - a prendere
un direttore tecnico tutti coloro, compreso il massaggio cinese, che non sono in
regola con il parere della Regione Piemonte. Vedo il Presidente Mangone che fa di
no con la testa, ma sono pronto a ricredermi rispetto a quello che sto dicendo, perché
cito soltanto quello che ho sentito in Commissione.
Se le cose stanno così, Assessore Tedesco, noi voteremo contro questa mozione. Se
invece le cose non sono come io le ho capite in Commissione, siamo pronti a
rivedere la nostra posizione.
Però ad oggi, stante così la questione, mi sembra opportuno, soprattutto a tutela di
coloro che fanno questo tipo di mestiere seriamente e legalmente, eliminare questo
tipo di sollecitazione alla Giunta, perché secondo me è un'accelerazione che non è
prevista dalla Legge e finirebbe per creare confusione, che probabilmente favorirebbe
ancora le attività borderline. Questa è la nostra opinione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Mi ricollego a quanto diceva il Consigliere Genisio, che ha presentato la mozione di
cui stiamo discutendo, e soprattutto ha presentato alcuni emendamenti che precisano
meglio l'oggetto della questione.
Relativamente agli emendamenti presentati dal Collega Viale, faccio rilevare
all'Aula e al Consigliere Viale che l'effetto dell'eventuale approvazione dei suoi
emendamenti costituirebbe un testo che sostanzialmente impegna il Sindaco e la
Giunta a revocare una deliberazione del Consiglio Comunale. È del tutto evidente
che, sul piano formale, si tratterebbe di un'operazione non corretta, in quanto
l'eventuale revoca della deliberazione in oggetto, non può che passare attraverso
l'approvazione di una deliberazione di revoca da parte del Consiglio Comunale, non
di certo di una mozione di indirizzo politico, che qualora venisse attuata
costituirebbe, questa sì, un vulnus giuridico molto rilevante.
A parte che credo non sia neanche tecnicamente possibile dare effetto all'eventuale
approvazione degli emendamenti, faccio mio il significato politico della questione e,
alla luce di queste considerazioni, che non entrano neanche nel merito specifico della
questione, per cui ci ritroviamo sulla posizione del Consigliere Genisio relativa alla
formulazione così come emendata dal medesimo Consigliere (emendamento
sottoscritto anche da altri Colleghi della Sala Rossa), chiedo al Consigliere Viale di
ritirare gli emendamenti proposti.
Se il Consigliere Viale ritiene di dover procedere a una revoca della deliberazione,
gli chiedo di adottare gli atti conseguenti della sua prerogativa e potestà consiliare,
previa verifica politica degli effetti, anche amministrativi, di un eventuale
provvedimento di questo tipo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
La prima osservazione è che se si revoca il Regolamento approvato in questo
Consiglio poco tempo fa, rimane in vigore il vecchio Regolamento e non c'è nessun
vuoto.
Non solo, ma se ho capito bene, noi dobbiamo modificare il nuovo Regolamento, ma
non abbiamo scadenze. Se invece di approvarlo adesso, l'avessimo approvato fra sei
mesi, non sarebbe cambiato assolutamente nulla. Ci sarebbe semplicemente una
cornice diversa.
Siamo di fronte a un parere della Regione, e in Commissione ho detto di muoverci
verso la Regione, perché io non so chi è stato il consulente che ha dato alla Regione
il concetto che ogni volta che si tocca il corpo umano è sempre massaggio, e che i
massaggi rientrano solo nella categoria estetica o terapeutica. Probabilmente non ha
chiesto un parere a nessuno che si occupa di una disciplina scientifica, perché ad
esempio vi sono molte discipline in una sorta di limbo (lasciamo perdere l'estetica e i
massaggi rilassanti, eccetera, che si possono forzare in questa questione, in cui
massaggio vuol dire percussioni, movimenti, eccetera, non entro nei particolari. Poi
ci sono i massaggi terapeutici, che sono un'altra categoria), che alcuni considerano
medicine non convenzionali, ma non lo sono (la chiropratica pensa di avere la dignità
di una concezione filosofica), che toccano il corpo, ma non implicano massaggi.
Implicano massaggi soltanto a causa del parere della Regione e i pareri per quanto mi
riguarda, finiscono in carteggio se non hanno una sussistenza forte di legge. Questa è
la mia prima legge, che ho sempre mantenuto: un parere vale nel momento in cui c'è
un supporto legislativo di legge; se un parere forza senza il supporto di legge, vale
pochissimo. Vale per chi lo fa valere.
Faccio degli esempi. La riflessologia, tanto per capirci, non che ci creda
particolarmente, non è nemmeno una disciplina medica, anche se viene presa in
considerazione nella tradizione cinese, consiste nel toccare i piedi. Oggi, con questo
Regolamento, costringiamo quei cinque, dieci, venti, non so quanti siano, riflessologi
torinesi a prendere un'estetista per poter andare avanti. Questa è la situazione.
La medicina ayurvedica, in tutte le sue salse e in tutte le sue componenti, di solito
usa delle sostanze (oli, burro e via dicendo), ma di certo tocca il corpo. Quanto tocca
e come tocca, finché non lo vado a verificare, prendo atto di una situazione
filosofica. Ecco perché potrei andare avanti con molti altri esempi.
Non credo che gli operatori del settore siano 800, come ha detto il Consigliere
Mangone, anche perché molti di quelli ascoltati in Commissione venivano da altre
città della Regione.
Io ho una soluzione in testa, che è molto semplice, ed è quella che il Comune di
Torino si assuma le proprie responsabilità e in merito alle due categorie (estetista e
terapeutico) individuate dal parere della Regione Piemonte - ma voglio vedere quanti
dei mille Comuni della Regione Piemonte si sono adeguati, perché le regole non
valgono solo per Torino -, si istituisce un registro di chi ritiene di non rientrare in
quelle categorie e quindi ha una sua attività del benessere (naturopatica, bionaturale,
le definizioni si sprecano). Ma chi vuole esercitare a Torino e ritiene che essere
chiamato estetista, pettinatrice o acconciatore sia una distorsione della propria
attività, a meno che sia illegale, deve essere riconosciuto dal Comune di Torino, con
tutti i controlli necessari per verificare che esercita quel tipo di attività.
Un riflessologo farà il riflessologo. Se poi un riflessologo si mette a fare la
pettinatrice o trattamenti cosmetici di altro tipo, allora la situazione cambia
completamente. Ecco perché credo che la questione esista e la mia richiesta di revoca
è semplicemente...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

VIALE Silvio
Sto finendo.
La mia richiesta di revoca è semplicemente per sollevare la questione e far capire che
il problema esiste davvero. Ed è chiaro che esisterà fino a quando qualcuno non farà i
controlli, perché se nessuno va al secondo o al terzo piano a controllare chi esercita
qualsivoglia attività, è chiaro che quello pensa di essere in regola.
Costringere ad assumere un estetista (non è soltanto una copertura scientifica),
presente permanentemente durante l'attività, che di riflessologia, ad esempio, non ne
capisce niente, finisce per essere sicuramente una cosa negativa. Allora, io sono
disposto a ritirare i miei emendamenti di revoca e ad accettare sia la sospensione, sia
la proroga di tre mesi, purché questo accada e si affronti la questione, con la Regione
o con chi se ne è occupato per conto della Regione.
La materia è molto complicata. Nel 2004, un esponente dell'UDC, mi pare che si
chiami Lucchesi, presentò un progetto di Legge; furono ritirati 500 emendamenti e
alla fine non se ne fece niente. In altre Regioni (Lombardia e Toscana) hanno
predisposto degli elenchi che non saranno soddisfacenti per tutti, ma cercano di
mettere un po' d'ordine. Io credo che questa sia la strada.
Un'ultima cosa, visto che il mio Capogruppo ha fatto osservazioni sul fatto che il
Consiglio Comunale non potrebbe revocare un atto del Consiglio Comunale.
Ovviamente può, l'unico difetto tecnico (ma non è colpa mia, perché ci siamo trovati
una mozione con procedura d'urgenza), è che questa è una mozione e nel momento
in cui dovesse passare la mia soluzione, che prevede la revoca del Regolamento…

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

VIALE Silvio
Presidente, cerchiamo di capire di cosa parliamo, altrimenti se andiamo avanti
soltanto con la fretta della cena, facciamo come l'altra volta che abbiamo approvato
all'unanimità un Regolamento (io non sono intervenuto all'epoca) perché era tardi e
bisognava andare a mangiare, e oggi ci troviamo qui a discutere di nuovo. Quindi, se
mi permette, stavo concludendo.
Dicevo che di fatto non sarebbe più una mozione, ma una deliberazione di revoca.
Quindi, l'unica cosa che avrei potuto aggiungere era un ulteriore emendamento per
sostituire "mozione" con "deliberazione". Poi qualcuno poteva contestarmi che non
era passato in Commissione e allora si tornava in Commissione.
Io sono disposto a ritirare i miei emendamenti, purché ci sia un impegno chiaro ad
arrivare - entro tre mesi dalla proroga, se passa la proroga, o entro i tempi più lunghi
della sospensione, se passa la sospensione - a una soluzione che faccia fare un passo
avanti, sapendo che un passo avanti troverà sempre degli scontenti. Ma oggi molti di
questi scontenti hanno delle ragioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
So che ci sono due Consiglieri usciti dal Palazzo che hanno difficoltà a rientrare.
Chiedo gentilmente agli Uffici di sentire i Vigili Urbani per vedere come farli
rientrare.
La parola all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Una breve replica, perché la discussione in Commissione sulla deliberazione e su
questa mozione, in sede di audizione delle categorie che avevano in quest'ultimo
periodo inondato il Consiglio Comunale e la Giunta di e-mail, è stata lunga, in
qualche punto esauriente, in altri momenti ha generato ulteriore confusione.
Il Capogruppo Tronzano ha capito correttamente: non c'è nessun passo indietro da
parte della Giunta. Però, visto che non sempre ci si fida dell'Assessore, questo è uno
di quei casi, Consigliere Mangone, nonostante le mie rassicurazioni che l'ambito di
questo Regolamento fosse ben preciso, io comunque non mi oppongo a che si
conceda una proroga di tre mesi per chiedere alla Regione di specificare meglio
l'ambito di applicazione del suo parere.
Io credo che il parere della Regione sia vincolante; è un parere firmato da due
Assessori, uno dei firmatari era Direttore alla Sanità e oggi è l'attuale Assessore
Regionale alla Sanità, ed è pubblicato sul BUR.
Però volevo chiarire ancora meglio che questo Regolamento, approvato non più di un
mese fa, all'unanimità, ha semplicemente tolto dal limbo normativo una particolare
categoria di attività, quella dei massaggi orientali rilassanti. Questa definizione non è
soggettiva, come potrebbe sembrare, ma è ripresa da alcune sentenze; non sto a
produrre tutta la legislazione, perché ci sono sentenze a favore e a sfavore.
Comunque, l'ambito di applicazione è solamente per i cosiddetti "centri di massaggi
orientali rilassanti". Questa è la definizione che essi stessi si sono dati. Voglio
ricordare che questo Regolamento non nasce per iniziativa solitaria e assolutamente
personale del mio Assessorato, ma un anno fa circa l'Assessore al Commercio
ricevette una quarantina di richieste di apertura di "centri di massaggi orientali
rilassanti", chiedendo un riconoscimento formale.
In conseguenza di quella richiesta, la Città si attivò per chiedere un parere
chiarificatore alla Regione. Il parere arrivò nel luglio dell'anno scorso, è iniziata la
lunga trattativa con tutte le associazioni di categoria, tra le quali vennero escluse -
perché erano escluse dall'ambito di applicazione del Regolamento - le categorie degli
shiatsu, i naturopati, le discipline bionaturali, gli ayurvedici, eccetera, che comunque
sono associazioni che hanno un albo riconosciuto a Roma. Quindi - ripeto - non
vennero consultate, perché erano escluse dall'ambito di applicazione del
Regolamento.
Detto questo, ovviamente non mi oppongo - come ho detto in Commissione - a
concedere una proroga, per chiedere alla Regione di specificare meglio il suo parere.
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