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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 36
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-01524
SERVIZIO DI RICOVERO ALBERGHIERO DI FAMIGLIE SFRATTATE O SGOMBERATE PRESSO STRUTTURE CONVENZIONATE CON LA CITTA' - MODIFICA CRITERI DI PARTECIPAZIONE ALLA SPESA PER LA FRUIZIONE DEL SERVIZIO - APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201201524/012, presentata dalla Giunta Comunale in data 28 marzo 2012, avente per
oggetto:
"Servizio di ricovero alberghiero di famiglie sfrattate o sgomberate presso strutture
convenzionate con la Città - Modifica criteri di partecipazione alla spesa per la
fruizione del servizio - Approvazione"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Come discusso in Conferenza dei Capigruppo, questa proposta di deliberazione
arriva in Aula ex art. 93, considerata l'importanza e la gravità del momento della
nostra società.
La parola all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Questa proposta di deliberazione introduce una sorta di compartecipazione alla spesa
per quanto riguarda l'accoglienza alberghiera di persone che hanno uno sfratto per
morosità o che, comunque, rientrano nei requisiti dell'emergenza abitativa.
I motivi per cui viene proposta questa deliberazione sono i seguenti. Intanto,
sicuramente per introdurre dei principi di equità. Finora, l'inserimento in struttura
alberghiera avveniva prevalentemente a totale carico della Città. Questo,
naturalmente, a prescindere dalla situazione reddituale, o meglio, chi stava al di sotto
di un certo reddito era totalmente a carico della Città, ma rappresentava la stragrande
maggioranza, tant'è che nell'anno passato, a fronte di una spesa di circa 400.000
Euro per la Città, il contributo da parte degli ospitati in strutture alberghiere è stato di
circa 9.000 Euro. Quindi, un grosso gap.
Credo sia importante anche precisare che stiamo parlando di quelle persone che,
appunto, a seguito di uno sfratto o di una dichiarazione di inidoneità della propria
abitazione, hanno già acquisito un parere favorevole dalla Commissione Emergenza
Abitativa, quindi hanno titolo per entrare in casa popolare, ma, dal momento in cui
acquisiscono questo diritto a quello in cui materialmente è possibile fare
l'abbinamento (quindi la consegna delle chiavi dell'alloggio da parte di ATC ), ci
sono dei tempi tecnici, che non sono solo di natura burocratica, ma molto spesso è
necessario individuare l'alloggio adeguato, anche per dimensioni, al numero di
componenti del nucleo. Quindi, ci sono dei tempi assolutamente necessari.
L'anno scorso, nel 2011, questo tempo è stato in media di circa 40 giorni. Quindi, il
tempo necessario a fare questo abbinamento è un po' più di un mese.
Durante questo periodo, quello che si propone nella deliberazione è sostanzialmente
di chiedere alle famiglie di contribuire alla spesa, esattamente come previsto dalla
nuova Legge Regionale n. 3/2010, che prevede una soglia, diciamo così, di
definizione dei canoni di Edilizia Residenziale Pubblica. Quindi, in buona sostanza,
viene richiesto ai nuclei familiari di contribuire esattamente nella misura in cui, da
Regolamento Regionale, si definisce la percentuale di compartecipazione che
pagherebbero entrando da quel giorno in una casa di Edilizia Residenziale Pubblica.
In un momento come questo, ci sembra che questa proposta vada non soltanto sul
piano economico, ma soprattutto sul piano della corresponsabilizzazione delle
famiglie, alle quali, nel momento in cui entreranno in una casa di Edilizia
Residenziale Pubblica e siano possessori di un reddito, verrà richiesto comunque di
pagare il canone d'affitto.
L'unica eccezione prevista è laddove queste famiglie siano a totale carico
dell'assistenza economica comunale, perché, mi sembra evidente, diventerebbe una
partita di giro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Visto che per questa proposta di deliberazione è stato richiesto l'articolo 93 ed è stato
concesso dai Capigruppo, dobbiamo discuterne qui in Aula. Apprendo in questo
momento e dalla lettura della proposta di deliberazione (l'ho letta venerdì
pomeriggio ai Capigruppo) che, per l'assegnazione, il tempo necessario per
individuare l'alloggio adeguato al nucleo, verificare l'abbinamento con la famiglia e
per la procedura di stipulazione della convenzione presso ATC ci vogliono circa 44
giorni, come l'Assessore ha detto poco fa.
Sinceramente, questi 44 giorni mi preoccupano moltissimo, perché mi chiedo se sia
davvero necessario impiegare quei 44 giorni o se, eventualmente, l'Amministrazione
non facesse meglio ad intervenire su quella tempistica e su quella burocrazia, quindi
non presentando un'altra deliberazione, che va sempre contro i nuclei più poveri e
quindi a scapito delle fasce più deboli, ma avrei preferito votare oggi una proposta di
deliberazione che si impegnava a ridurre quei tempi di attesa.
Non penso che siano tempi di attesa obbligatori, ma penso che siano più tempi di
attesa che l'Amministrazione compie, perché ci sono problemi burocratici, quindi
forse si potevano migliorare questi tempi d'attesa.
Io non mi sento di poter votare contro questa proposta di deliberazione, perché
vorrebbe anche dire essere contrario a questo servizio dato dalla Città, però non mi
sento neanche di poter votare a favore, proprio per questo motivo, perché comunque
io oggi non mi sento in grado di poter dire alle fasce deboli che devono ancora
pagare un servizio che la Città fino ad oggi offriva gratuitamente.
Ancora peggio, però, sarebbe stato sentirsi dire che questa Città voleva sospendere il
servizio.
Quindi, il mio voto sarà di astensione.
Ripeto, la domanda che pongo è in merito a quei 44 giorni: perché non si possono
diminuire? Di quanto si potrebbero diminuire questi tempi? Burocraticamente, quanti
sono i giorni minimi necessari per assegnare questo alloggio?
Il problema è quello, perché se noi riuscissimo a togliere questo tempo d'attesa, non
ci sarebbe il problema del finanziamento, considerando anche il fatto che, nei
prossimi anni, 2012, 2013, 2014, questi nuclei familiari, da cinquecento persone,
aumenteranno.
Quindi, intanto io invito l'Assessore a rispondere a questa mia domanda tecnica e poi
a verificare come, nei prossimi anni, si possa compiere davvero un lavoro importante
sulla riduzione di questo tempo burocratico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Intervengo per esprimere il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico a
questa proposta di deliberazione presentata dall'Assessore Tisi.
Noi siamo convinti che questa proposta di deliberazione faccia un ulteriore passo per
avvicinare, per quanto possibile, in posizione di parità, le due differenti tipologie che
accedono all'Edilizia Pubblica, perché - come noi tutti sappiamo - per accedere
all'Edilizia Pubblica o si partecipa ad un bando, oppure si ottiene un parere
favorevole dalla Commissione Emergenza Abitativa.
I tempi di attesa per coloro che accedono attraverso bando sono lunghi. Inoltre,
coloro che accedono attraverso bando insistono nella propria abitazione fino a
quando il Comune non mette loro a disposizione una nuova sistemazione. I costi di
permanenza di queste famiglie che accedono alla casa popolare attraverso bando
sono totalmente a loro carico.
Infatti, chi vive in una casa privata, in attesa di assegnazione di una casa popolare,
sostiene i costi dell'abitazione fino a quando il Comune non mette a disposizione un
appartamento con minori costi e con un canone certamente diverso rispetto a quello
che pagano all'interno di un appartamento occupato con un contratto stipulato
secondo i criteri del mercato privato della locazione.
Invece, per coloro che per un'emergenza si trovano improvvisamente sfrattati, e per
questo ottengono, giustamente, da parte del Comune una protezione, la spesa per la
sistemazione ponte risulterebbe a totale carico dell'Amministrazione.
Come vedete, siamo di fronte a due posizioni certamente uguali, ma trattate
diversamente.
Quindi, personalmente, tra l'altro, non posso fare altro che complimentarmi con
l'Assessore, in quanto ho esercitato questa delega nei dieci anni precedenti e quindi
lei è la testimonianza di come il cambiamento possa fare anche bene. Dunque, io
credo che lei stia facendo veramente un buon lavoro; in particolare, allineando queste
posizioni, consente di stabilire un principio, seppur piccolo, verso quella parità di
trattamento di cui una Pubblica Amministrazione deve sempre tenere conto e, per
quanto possibile, ispirarsi.
In secondo luogo, il principio individuato, che stava già maturando all'interno delle
discussioni che si facevano negli Uffici e nelle precedenti riunioni della
Commissione Emergenza Abitativa, è anche un principio di responsabilizzazione che
può dare dei frutti anche nel prosieguo del legame tra i nuovi assegnatari ed il
sistema pubblico; una responsabilizzazione che impegna il nuovo occupante a
sostenere quei costi, certamente sociali, ma che sono necessari per alimentare, per
quanto possibile, il circuito dell'Edilizia Pubblica.
In ultimo - ed è il motivo per il quale il nostro convincimento è pieno - la Giunta, con
questa proposta di deliberazione, non fa soltanto un discorso di responsabilizzazione,
non introduce soltanto un principio di compartecipazione, ma si fa carico di quanto è
assolutamente indispensabile, cioè di quelle categorie di persone che sono già
totalmente a carico dell'Amministrazione Pubblica, in quanto assistite dai Servizi
Sociali ed è evidente che per queste non c'è altra soluzione che quella di fornire la
sistemazione alberghiera con totale gratuità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Questa proposta di deliberazione rappresenta sicuramente più luci che ombre. Le
ombre sono determinate dal fatto che, comunque, le persone che vivono in una
situazione alberghiera non hanno a disposizione certe comodità, ad esempio, per
quanto concerne l'alimentazione dei figli, infatti molte volte devono portarli in
mense aziendali. C'è veramente una situazione di grosso disagio.
In linea di massima, condividiamo l'iniziativa della proposta di deliberazione, però
bisognerebbe veramente sforzarsi in maniera decisa affinché si possano ridurre questi
tempi d'attesa - secondo me tutto si può ridurre, soprattutto quando parliamo di
burocrazia -, perché ritengo che nessuna famiglia possa vivere in maniera agevole in
una stanza di albergo, proprio per le situazioni che citavo prima, ad esempio per
lavare i vestiti, alimentarsi e tutta una serie di situazioni.
Perciò, bisognerebbe sicuramente andare nella direzione di una maggiore
semplificazione dell'assegnazione. Non dico passare da 44 giorni a 10, ma sarebbe
sufficiente dimezzarli; questo comporterebbe anche una notevole riduzione della
spesa da parte dell'Amministrazione.
Non voglio ancora pronunciarmi, ma, in linea di massima, siamo favorevoli; sarà
però il mio Capogruppo ad esprimersi per quanto concerne il Gruppo del PDL.
Comunque, si tratta di una lodevole iniziativa. Mi permetto, però, di suggerire
all'Assessore se possa magari fare uno studio che porti alla riduzione dei giorni
d'attesa, perché purtroppo questa situazione non piace molto alle famiglie (non sono
hotel a cinque stelle al mare).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Intanto, faccio un ringraziamento doveroso all'Assessore Tisi, perché, come ha
ricordato bene l'ex Assessore Tricarico, che conosce bene questa materia, è difficile
anche per ATC e per la Città dare delle risposte, soprattutto anche dopo l'emergenza
abitativa.
Credo che - lo diceva implicitamente il Consigliere Tricarico - 45 giorni siano
comunque pochi rispetto ad altre Città italiane. Vorrei anche dire al Consigliere
Scanderebech che è tutto interesse della Città far sì che quei giorni siano meno,
anche perché, in realtà, che cosa succede nell'emergenza abitativa? Lei dovrebbe
saperlo: di fatto, si registrano le esigenze di quella famiglia, da quante persone è
composto il nucleo, quindi quanti sono i vincitori, e oggettivamente, quando ci
troviamo in soluzioni come quelle torinesi, in cui tendenzialmente - correggetemi se
sbaglio - le abitazioni sono molto più piccole rispetto alle esigenze dei nuclei, 45
giorni sono veramente pochi.
Comunque, sono intervenuto non tanto per precisare queste cose al Consigliere
Scanderebech, che sa che è interesse della Città far sì che quella soluzione sia proprio
una soluzione ponte, ma per ricordare che questa innovazione serve ed anticipa uno
dei grandi temi del futuro.
Ha ragione l'Assessore Tisi quando ricorda che questo tipo di esperienze, come
quella di Via Ivrea, saranno purtroppo - dico anche purtroppo, nel senso che non è
solo un dato positivo - un pezzo delle strategie del futuro. A questo proposito,
bisogna ricordare la Legge Regionale. Spero che la prossima settimana tutta
l'opposizione voti con noi questo nuovo Regolamento dell'emergenza abitativa,
perché, in riferimento a questi casi sociali la Legge scrive che per tre mesi devono
stare in dormitori. Ma non possiamo pensare ai dormitori come sono oggi; dovremo
pensare a soluzioni di social housing diverse per le famiglie torinesi.
È chiaro che il problema non è scrivere nell'emendamento di accorciare i tempi. Da
una parte, dobbiamo far sì che quelle famiglie inizino ad anticipare la spesa relativa
al canone previsto per la casa popolare, sulla base di determinati parametri. Quindi,
non stiamo chiedendo a tutti di compartecipare allo stesso modo, stiamo dicendo che
questi cittadini compartecipino a seconda di quanto possono. Tra l'altro, come
succede già nelle case popolari.
Come sapete, non tutti i cittadini che abitano nelle case popolari compartecipano. La
stragrande parte, purtroppo, si trova in situazioni molto gravi di disagio economico,
quindi il loro contributo sarà molto basso, come succederà nel caso di Via Ivrea,
mentre in altri casi, invece, possono compartecipare più sostanziosamente a questo
tipo di soluzione.
Comunque, noi intanto ringraziamo tutti i Consiglieri per la disponibilità ad
anticipare questa proposta di deliberazione che, secondo noi, è strategica soprattutto
rispetto al nuovo Regolamento di emergenza abitativa, che speriamo si possa votare
la prossima settimana, nel primo Consiglio utile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io mi trovo anche a condividere, visto che poi le esperienze sono analoghe,
l'intervento del Consigliere Grimaldi, peccato che si riferisca alle strutture e ai
dormitori, mentre qui, invece, stiamo parlando delle strutture alberghiere
convenzionate; è un altro ragionamento.
Sulla scia di quanto anticipato dal Consigliere Liardo, di cui sottoscrivo in pieno
l'intervento, condivido, al pari suo e degli altri Colleghi del Gruppo, l'impostazione
culturale della compartecipazione alle spese e della corresponsabilizzazione, perché
aiuta a porre fine ad una certa cultura dell'assistenzialismo che ha contribuito ad
affossare il nostro stato sociale, però non possiamo non considerare - e chi vive la
Commissione Emergenza Abitativa lo sa bene - che, in realtà, la permanenza in
albergo crea dei disagi. Per carità, niente di terribile, però, anche se l'assenza della
possibilità di cucinare e consumare i pasti in loco e l'impossibilità di lavare gli
indumenti sembrano sciocchezze, nella quotidianità sappiamo tutti che le persone che
passano attraverso quella fase vivono un disagio che, oggettivamente, nella
sistemazione definitiva dell'alloggio popolare non vivrebbero.
Io sinceramente continuo a rilevare un'ingiustizia di fondo nel far pagare una cifra,
in concreto, che è completamente pari a quella che poi i singoli dovranno pagare
riguardo ad un servizio, cioè l'usufruire della casa popolare, che in realtà comporta
benefici completi e non parziali di una sistemazione alberghiera.
Come ha già detto il Consigliere Liardo, forse sarebbe stato più opportuno
individuare una misura proporzionale, magari molto vicina alle cifre indicate nella
tabella del Regolamento richiamata, ma non pari, perché, altrimenti, c'è
oggettivamente - per carità, non insormontabile - una piccola ingiustizia di fondo.
Questo dobbiamo rilevarlo rispetto a persone che, come è stato ricordato, se sono in
quella situazione e se sono stati riscontrati in capo a loro i requisiti, vivono
oggettivamente una situazione di disagio sociale ed economico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Tisi, per una replica.

TISI Elide (Assessore)
La richiesta di restringere i tempi, come veniva già sottolineato da alcuni Consiglieri,
è naturalmente anche nelle nostre preoccupazioni, perché è interesse sia della Città
che delle persone.
Prima, però, dicevo che non si tratta solo di tempi burocratici, perché - molto
concretamente - gli alloggi che si rendono disponibili, nella maggioranza dei casi,
diciamo otto su dieci, sono piccoli. Spesso, si tratta di nuclei con figli, quindi il
problema non è relativo alla procedura burocratica, ma, dal momento in cui la CEA
dice che il requisito c'è, bisogna rendere materialmente disponibile l'alloggio.
Quindi, questi tempi sono determinati dalla tempistica per fare l'abbinamento tra la
tipologia di nucleo e l'alloggio disponibile.
Comunque, è già una sollecitazione che stiamo facendo con ATC, proprio per avere i
tempi più brevi possibili e sicuramente è una preoccupazione anche nostra.
Dal punto di vista del disagio, credo che sia importante precisare che io ho parlato di
situazioni alberghiere, ma, in realtà, dal 1° gennaio di quest'anno, queste tipologie di
famiglie vengono inserite non nei vari alberghi dove solitamente l'assistenza inseriva
le persone, ma, attraverso una convenzione, nell'albergo sociale di Via Ivrea, che -
come sapete, per chi ha avuto modo di visitarlo - è un posto che non offre solo la
camera d'albergo, ma tutta una serie di possibilità a lato.
Quindi, dal punto di vista della dignità della collocazione e anche della possibilità di
fruire di servizi, mi permetto di dire che, da gennaio di quest'anno, è stato fatto un
salto qualitativo.
La preoccupazione, evidentemente, per la Città è quella di continuare a garantire
questa possibilità alle famiglie e di farlo nel modo più equo possibile.
È evidente che c'è, anche sulla base di quello che ricordavo essere il Regolamento
Regionale, un'attenzione particolare ai nuclei con i redditi più bassi; ad esempio, in
base alla nuova Legge Regionale, coloro che hanno redditi fino a 6.000 Euro, come
coloro che avendo zero reddito sono morosi incolpevoli e come tali occuperanno una
casa di Edilizia Residenziale Pubblica, dovranno comunque pagare un canone
mensile di 40 Euro.
Quindi, mi sembra che la valenza di questa proposta di deliberazione abbia proprio
anche la funzione di far comprendere come sia importante contribuire, anche sulla
base delle proprie possibilità reddituali, ad una collocazione che, comunque,
sicuramente, risponda il più possibile a dei bisogni di una famiglia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
presenti 35, astenuti 3, favorevoli 32.
La proposta di deliberazione è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 35, astenuti 3, favorevoli 32.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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