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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 27

Comunicazioni del Vicesindaco su: "Situazione CSEA".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prima ho dimenticato la richiesta di comunicazioni sulla situazione CSEA, per cui il
Vicesindaco risponderà adesso.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Mercoledì scorso, abbiamo fatto il punto sulla situazione di CSEA, alla presenza
dell'Assessore Provinciale Chiama e dell'Assessore Regionale Porchietto, nel corso
di una lunga Commissione. Abbiamo fatto il punto sia rispetto alle discussioni
precedenti, che su quello che era necessario che capitasse o su quello che era
possibile prevedere che potesse succedere nei giorni successivi.
In sintesi, al di là delle opinioni di ciascuno di noi, abbiamo pensato tutti, a livello
istituzionale (per cui compreso il Comune), che, nel momento in cui non si è andati
verso una ricapitalizzazione, l'unica possibilità che avevamo per cercare di tenere
assieme e di difendere al meglio il Centro (intendendo le attività di formazione ed i
lavoratori) fosse l'amministrazione straordinaria, pur avendo avuto modo di
approfondire una diversità tra la situazione di CSEA e la situazione di IAL, che si è
discussa 2 anni or sono.
Si è preso atto che, in realtà, questa strada non era perseguibile, in quanto non
c'erano le risorse per accompagnare i lavoratori di CSEA da questo momento fino
alla conclusione dei corsi e al nuovo piano corsi. Vi è un'opinione diversa tra gli
amministratori di CSEA e la Provincia, perché i primi sostengono che facendo i
rendiconti qualche centinaio di migliaia di Euro potrebbe venir fuori, mentre la
Provincia ritiene che non sia possibile, anzi il suo parere è che, se si fa il punto allo
stato attuale, sostanzialmente per la situazione di CSEA non vi sia possibilità di
recupero di ulteriori risorse.
Sulla base di questa situazione, in quella sede abbiamo appreso che il giorno
precedente il liquidatore, il dottor Brogi, aveva ricevuto una lettera da parte della
Provincia che gli chiedeva di avere una comunicazione certa di ripresa dei corsi entro
la giornata di oggi, senza la quale per la Provincia non era più possibile mantenere
l'affidamento dei corsi stessi, perché già oggi, per il tempo che si è perso a causa
della mancata attività (anche se non in tutti i centri e non per tutte le situazioni), una
serie di corsi, in particolare l'aspetto del diritto-dovere (cioè dei ragazzi nel biennio),
rischiano di finire ad agosto. Sappiamo che non è proprio la soluzione più agibile dal
punto di vista della possibilità per loro e per le famiglie.
Contemporaneamente, sempre in quella sede, abbiamo appreso che il liquidatore
aveva inviato una lettera, dicendo che per il momento non vedeva questa possibilità e
che non aveva potuto approfondire la situazione, stante l'agitazione in corso dei
dipendenti.
A differenza di quanto ho detto in Conferenza dei Capigruppo - e me ne scuso -,
mentre eravamo in seduta è arrivata questa e-mail del dottor Brogi (indirizzata al
sottoscritto, all'Assessore Regionale Porchietto, all'Assessore Provinciale Chiama, al
dirigente della Provincia Enrica Pejrolo e alla direttrice Paola Casagrande del Settore
Formazione e Lavoro della Regione Piemonte), che recita: \"In data odierna ho
provveduto a depositare presso il Tribunale di Torino istanza di fallimento in proprio
della società CSEA S.c.p.A..\".
Si tratta di un epilogo molto negativo, ma che era stato esaminato in quella
Commissione. Naturalmente, nessuno di noi si augurava un epilogo simile e tutti
abbiamo cercato - ognuno con le proprie possibilità - di evitare questa situazione,
anche attraverso l'avvio di quella discussione sull'eventualità di costituire una
cooperativa, opzione che, allo stato attuale, mi risulta che non sia stata
completamente scartata, ma non è stata decisa da un gruppo di lavoratori, nel senso
che, se ho le informazioni giuste, mi viene detto che l'approfondimento continua.
Al punto in cui eravamo (come credo sia stato comprensibile nella giornata di
mercoledì), in realtà era vero che, dal punto di vista dei tempi, non si poteva tirare
oltremodo da parte del liquidatore, perché ci sono sue responsabilità individuali,
anche di carattere patrimoniale, se non è in grado di dimostrare che è possibile
proseguire l'attività. Ad oggi, non poteva che prendere atto che non vi è la possibilità
di proseguire l'attività.
Nonostante questo epilogo, i problemi rimangono sempre gli stessi e, anche con
questo quadro, le priorità non possono cambiare. Le priorità sono sempre quelle del
mantenimento dei corsi e, in particolare, di risposta agli allievi. Ci sono i corsi
destinati agli allievi che sono molto giovani, cioè in diritto-dovere, per cui nella fase
dell'obbligo; poi, ci sono i corsi per il mercato del lavoro, per cui si tratta di persone
che, molto spesso, partecipano a questi corsi per cercare di adeguare la propria
professionalità e per passare da uno stato di disoccupazione ad uno stato di
occupazione; infine, si fa la procedura per crisi, cioè quell'intervento di formazione
legato alla cassa integrazione in deroga. Accanto a questo, c'è il problema
dell'occupazione e di come tutelare i lavoratori (sia nel breve che nel medio-lungo
periodo).
In primo luogo, credo che, come ha già fatto il liquidatore, si debba mettere in atto
tutta la procedura per far sì che, da parte della Commissione Regionale, vi sia la
possibilità di decidere di riconoscere la cassa integrazione in deroga per l'insieme dei
lavoratori.
In secondo luogo, nel più breve tempo possibile (cioè, in pochi giorni), da parte della
Provincia e da parte della Regione i corsi vengano distribuiti sull'attuale sistema
della formazione, cioè sui centri oggi esistenti ed accreditati. Ovviamente, questi
centri potranno attingere anche dai lavoratori di CSEA, magari sospendendo per il
periodo opportuno l'ammortizzatore sociale, come previsto dalla legislazione in
materia di ammortizzatori sociali; infatti, vi è la possibilità di uscire
dall'ammortizzatore e, poi, di rientrare, dopo aver fatto, per un certo periodo, un
determinato lavoro.
Inoltre, nel caso vi sia la necessità (come è probabile che succeda), dovremo vedere
se, per mantenere i corsi, alcuni centri chiederanno di utilizzare le sedi che oggi sono
a disposizione. Quella di Orbassano è in convenzione con il Comune di Orbassano,
ma è di proprietà della Regione; ad Ivrea l'edificio più grande è in affitto, mentre
l'altro è del Comune; Via Bardonecchia raggruppa quattro dei centri professionali,
anche se è un'unica sede, che è di proprietà del Comune di Torino, oltre ovviamente
al Pastore. La stessa situazione si presenta per Vercelli, Fossano, Cuorgnè e Chieri.
In questa situazione, dovremo stabilire (anche se, in parte, abbiamo già esaminato la
questione, ma l'approfondimento non è ancora terminato) come interrompere la
convenzione che, oggi, era in atto con CSEA e predisporre un provvedimento che, in
caso di richieste, ci permetta di far fronte a questa situazione.
Come abbiamo avuto modo di apprendere da parte degli Assessori competenti in
materia (da una parte, l'Assessore Regionale e, dall'altra parte, l'Assessore
Provinciale, che ha la delega della stessa Regione) durante la Commissione, all'avvio
dei nuovi corsi bisognerà cercare di creare un punto di equilibrio nella situazione che
i centri si trovano a dover affrontare in questo momento; si è appreso che questi corsi
non potranno che essere distribuiti sull'insieme dei centri, salvo che
l'approfondimento di questi 2 mesi non comporti il fatto che la cooperativa si vada a
costituire, possa essere accreditata e possa partecipare ai nuovi bandi. In ogni caso, ci
deve essere un'attenzione particolare per cercare di far sì che si dia anche una
risposta occupazionale al maggior numero possibile di lavoratori di CSEA.
Per cui, anche se oggi siamo di fronte ad un epilogo grave, in realtà non è che da
domani non dobbiamo più occuparcene o che non ci siano degli interventi che
coinvolgano anche la Città di Torino, al di là dell'accertamento delle responsabilità
(a maggior ragione con il caso di fallimento e con questa comunicazione) da parte
della stessa Procura.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Devo solo aggiungere alcune piccole considerazioni. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Non importa, facciano pure.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi, c'è il Vicesindaco che... Abbia pazienza.

LIARDO Enzo
Signor Sindaco, mi rivolgo direttamente a chi mi ha preceduto (in quanto ha
relazionato sulla situazione) e vorrei sottolineare che non è assolutamente vero che si
sono fatti tutti gli sforzi possibili ed immaginabili. Una prova è rappresentata dal
fatto che la situazione era talmente grave già a settembre che il 50% più uno dei
membri del Consiglio non votò un ordine del giorno da me presentato, perché era
nota la situazione che si stava determinando all'interno di CSEA.
Mi sembra che la situazione non si possa liquidare in due parole, considerando il
fatto che, negli anni passati, il Comune di Torino - questo ho avuto modo di
sottolinearlo più volte - ha delegato la formazione professionale a CSEA, perciò il
Comune non è un Ente estraneo. Adesso, vorrei capire dove andrà a finire la
formazione professionale in questa Città e nella nostra regione e quali saranno le
ricadute per i lavoratori (ma vedo che in questa Sala non vi è un grande interesse a
proposito) e, soprattutto, per i ragazzi che non potranno partecipare ai corsi. Mi fa
specie che gli organi di stampa, come ho già avuto modo di dire in Commissione, si
stiano occupando poco di questa vicenda, non vi è la stessa preoccupazione che ho
notato in altre vicende sicuramente più futili (tipo il jazz a Torino), rispetto ad una
situazione che coinvolge tante famiglie. Purtroppo, siamo arrivati a questo paradosso.
Mi è piaciuto che la dichiarazione del Vicesindaco non sia terminata in una
situazione fallimentare, ma proponga di cercare tutte le soluzioni possibili affinché si
possa dare una risposta a questi lavoratori (purtroppo, fino ad ora, per una serie di
vicende, non è stata data dal Comune).
Spero che non cali l'attenzione su questa vicenda e che si possano continuare a
trovare delle soluzioni; devo dire che i lavoratori non hanno assimilato appieno la
questione della cooperativa, anche perché gli Enti (sia il Comune che la Regione, ma
soprattutto il Comune) non hanno assolutamente annunciato che cosa potrebbero fare
per mettere in conto una soluzione che riguardi la cooperativa. I lavoratori sono già
in una situazione difficile, perché sono mesi che non percepiscono lo stipendio;
adesso si è prospettata la possibilità di costituirsi in cooperativa, ma Enti importanti,
come il Comune e la Regione (ribadisco, più il Comune), non hanno dato alcun tipo
di risposta in questa direzione.
La preoccupazione dei lavoratori ed il fatto di non avere lo stimolo di andare in
questa direzione sono dovuti al mancato pronunciamento in questo senso da parte del
Comune.
Mi piacerebbe sapere che cosa può fare, in termini economici, il Comune per quanto
riguarda l'eventuale appoggio (sia logistico che economico) a questa cooperativa,
che, purtroppo, non decolla o stenta a nascere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Vorrei far notare alla Sala Rossa che il naufragio annunciato e, con le parole del
Vicesindaco, oggi definito lo si capisce anche dalla presenza dei Consiglieri di
maggioranza; l'interesse che hanno avuto questo Consiglio e la stessa
Amministrazione verso questa vicenda è proporzionale al numero dei Consiglieri
presenti in questo momento (praticamente, è bassissimo). Questo è un peccato,
perché avremmo potuto fare.
Questa mattina, il Vicesindaco ha risposto ad una mia interpellanza presentata il 28
febbraio e siamo riusciti a discuterla solo oggi; sono certo che non sarebbe cambiato
assolutamente nulla, però il fatto di aver rimandato e di aver fatto sempre scivolare
questa discussione era proprio - credo - per poter comunque arrivare a questo
epilogo.
L'ho detto questa mattina e lo ripeto per i pochi presenti: da adesso in poi credo che
si apra un nuovo momento, dove ci sarà comunque da collocare forse il personale e
sicuramente gli studenti e tutto quello che era il "carrozzone CSEA".
Sono giunte voci di accordi preliminari già fatti. Prima di pronunciarmi, aspetto la
documentazione, come ho detto questa mattina al Vicesindaco e come ho sempre
fatto (documentare e non solo a parole). Spero che almeno in questa situazione,
l'Amministrazione Comunale di Torino, in quanto azionista anche se di minoranza,
voglia perlomeno vigilare un po' ed evitare che vengano fuori i soliti "pasticcetti"
che sappiamo fare all'italiana.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
È inutile nascondere la completa insoddisfazione per l'epilogo di questa vicenda,
anche se - come è stato detto - si apre un'altra fase. Un'insoddisfazione ed una
preoccupazione che, in realtà, non sono di oggi - come veniva detto - e che anche nel
documento della Corte dei Conti, relativo al Conto Consuntivo del 2010, trovano una
nota nel Settore Partecipate riferita a CSEA che dice: \"La società è in perdita nel
2008 e nel 2009, con un patrimonio netto che si riduce dal 2005 al 2010, passando da
2.135.675 Euro a 700.376 Euro\".
Lo sottolineo perché, in questi anni, abbiamo discusso più volte sulla questione
CSEA. Credo che questo epilogo, al di là dell'amarezza, non possa essere
considerato non solo soddisfacente, ma neanche veramente definitivo, perché in tutto
ciò ci sono altre questioni che dobbiamo tenere ben presenti e che, in realtà, erano
contenute nelle ultime parole del Vicesindaco, anche rispetto all'individuazione delle
responsabilità; ricordo che nella mozione che abbiamo votato pressoché
all'unanimità in quest'Aula abbiamo chiesto di verificare le responsabilità anche
attraverso il coinvolgimento del nostro Ufficio Legale e chiedo a verbale che si
verifichi la possibilità di costituirsi Parte Civile rispetto ai danni che sono stati
prodotti da questa gestione. Immagino che ci potranno essere strascichi di tipo
giudiziario anche rispetto a quanto detto dal liquidatore.
Vorrei però elencare alcune questioni molto velocemente. Intanto, credo che, dopo
aver avuto già dei problemi con IAL e dopo aver confermato con CSEA la difficoltà
del Settore della formazione professionale, non basterà togliere un altro soggetto dal
Settore formazione professionale per mettere in sicurezza quel sistema. È necessaria
una riflessione complessiva sull'intero sistema della formazione professionale, che
non può essere una coperta corta che si tira da una parte e dall'altra parte e non può
neanche avere una caratteristica che, rispetto agli organismi di formazione laici,
assorbe tutto ciò che c'è, di fatto cancellando una realtà formativa che aveva queste
caratteristiche.
Ritengo anche che, per il ritardo nella ripresa delle attività, non si possa attribuire ai
lavoratori di CSEA una qualsivoglia responsabilità; lo dico arrivando dal Comune di
Palermo, dove ho visto cumuli di immondizia per strada - è un fatto noto - dati anche
alle fiamme perché da 3 mesi quei lavoratori non ricevono lo stipendio. Credo che la
protesta così composta dei lavoratori di CSEA e rivolta direttamente ed in modo
netto nei confronti delle Istituzioni dia veramente l'immagine di un altro spaccato.
Credo che non sia giusto, da parte di nessuno, dire che, se i lavoratori fossero tornati
prima ai loro posti di lavoro, la situazione sarebbe mutata. È responsabilità della
politica creare le condizioni affinché si cominci da una parte e che poi, intorno al
primo punto che viene preso in mano, si snodi tutta una serie di azioni che possa
risolvere il problema; queste condizioni non vi sono state e me ne rammarico.
Concludo il mio intervento, sottolineando 2 questioni. In primo luogo, bisogna creare
meno disagio possibile ai ragazzi e, in questo senso, credo che sia importante
garantire la proposta che faceva il Vicesindaco di utilizzo delle sedi, perché questi
ragazzi, che in queste settimane hanno vissuto sulla loro pelle il problema e che
rischiano di finire i loro corsi molto avanti nel tempo, spesso sono molto fragili e
allontanarli e complicargli ulteriormente la vita disperdendoli in altri ambiti rischia di
pregiudicare il risultato della formazione.
L'altra questione, sempre relativamente ai soggetti deboli, che mi permetto di dire a
verbale riguarda i lavoratori. Da quello che ho capito, si apre una redistribuzione dei
corsi tra le agenzie formative che sono sul settore; chiedo garanzie affinché il
recupero dei lavoratori per questi corsi avvenga nella piena trasparenza, individuando
criteri corretti.
Quindi, da una parte non è possibile fare i corsi senza avere i lavoratori, chiedendo
alle agenzie di prendersi soltanto i corsi, senza avere, anche sul fronte occupazionale,
un minimo di impegno; dall'altra parte, siccome i lavoratori non si comprano al
supermercato e non si scelgono in base al fatto che piacciano o meno, chiedo che si
identifichino e definiscano con chiarezza i criteri che permetteranno, nelle diverse
fasce e alle diverse persone, di essere individuati per una possibilità di continuità del
proprio lavoro; per cui richiedo già da adesso che venga informato il Consiglio o,
quanto meno, la Commissione competente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro conclusa la comunicazione sulla situazione CSEA.
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