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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Prima ho dimenticato la richiesta di comunicazioni sulla situazione CSEA, per cui il Vicesindaco risponderà adesso. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Mercoledì scorso, abbiamo fatto il punto sulla situazione di CSEA, alla presenza dell'Assessore Provinciale Chiama e dell'Assessore Regionale Porchietto, nel corso di una lunga Commissione. Abbiamo fatto il punto sia rispetto alle discussioni precedenti, che su quello che era necessario che capitasse o su quello che era possibile prevedere che potesse succedere nei giorni successivi. In sintesi, al di là delle opinioni di ciascuno di noi, abbiamo pensato tutti, a livello istituzionale (per cui compreso il Comune), che, nel momento in cui non si è andati verso una ricapitalizzazione, l'unica possibilità che avevamo per cercare di tenere assieme e di difendere al meglio il Centro (intendendo le attività di formazione ed i lavoratori) fosse l'amministrazione straordinaria, pur avendo avuto modo di approfondire una diversità tra la situazione di CSEA e la situazione di IAL, che si è discussa 2 anni or sono. Si è preso atto che, in realtà, questa strada non era perseguibile, in quanto non c'erano le risorse per accompagnare i lavoratori di CSEA da questo momento fino alla conclusione dei corsi e al nuovo piano corsi. Vi è un'opinione diversa tra gli amministratori di CSEA e la Provincia, perché i primi sostengono che facendo i rendiconti qualche centinaio di migliaia di Euro potrebbe venir fuori, mentre la Provincia ritiene che non sia possibile, anzi il suo parere è che, se si fa il punto allo stato attuale, sostanzialmente per la situazione di CSEA non vi sia possibilità di recupero di ulteriori risorse. Sulla base di questa situazione, in quella sede abbiamo appreso che il giorno precedente il liquidatore, il dottor Brogi, aveva ricevuto una lettera da parte della Provincia che gli chiedeva di avere una comunicazione certa di ripresa dei corsi entro la giornata di oggi, senza la quale per la Provincia non era più possibile mantenere l'affidamento dei corsi stessi, perché già oggi, per il tempo che si è perso a causa della mancata attività (anche se non in tutti i centri e non per tutte le situazioni), una serie di corsi, in particolare l'aspetto del diritto-dovere (cioè dei ragazzi nel biennio), rischiano di finire ad agosto. Sappiamo che non è proprio la soluzione più agibile dal punto di vista della possibilità per loro e per le famiglie. Contemporaneamente, sempre in quella sede, abbiamo appreso che il liquidatore aveva inviato una lettera, dicendo che per il momento non vedeva questa possibilità e che non aveva potuto approfondire la situazione, stante l'agitazione in corso dei dipendenti. A differenza di quanto ho detto in Conferenza dei Capigruppo - e me ne scuso -, mentre eravamo in seduta è arrivata questa e-mail del dottor Brogi (indirizzata al sottoscritto, all'Assessore Regionale Porchietto, all'Assessore Provinciale Chiama, al dirigente della Provincia Enrica Pejrolo e alla direttrice Paola Casagrande del Settore Formazione e Lavoro della Regione Piemonte), che recita: \"In data odierna ho provveduto a depositare presso il Tribunale di Torino istanza di fallimento in proprio della società CSEA S.c.p.A..\". Si tratta di un epilogo molto negativo, ma che era stato esaminato in quella Commissione. Naturalmente, nessuno di noi si augurava un epilogo simile e tutti abbiamo cercato - ognuno con le proprie possibilità - di evitare questa situazione, anche attraverso l'avvio di quella discussione sull'eventualità di costituire una cooperativa, opzione che, allo stato attuale, mi risulta che non sia stata completamente scartata, ma non è stata decisa da un gruppo di lavoratori, nel senso che, se ho le informazioni giuste, mi viene detto che l'approfondimento continua. Al punto in cui eravamo (come credo sia stato comprensibile nella giornata di mercoledì), in realtà era vero che, dal punto di vista dei tempi, non si poteva tirare oltremodo da parte del liquidatore, perché ci sono sue responsabilità individuali, anche di carattere patrimoniale, se non è in grado di dimostrare che è possibile proseguire l'attività. Ad oggi, non poteva che prendere atto che non vi è la possibilità di proseguire l'attività. Nonostante questo epilogo, i problemi rimangono sempre gli stessi e, anche con questo quadro, le priorità non possono cambiare. Le priorità sono sempre quelle del mantenimento dei corsi e, in particolare, di risposta agli allievi. Ci sono i corsi destinati agli allievi che sono molto giovani, cioè in diritto-dovere, per cui nella fase dell'obbligo; poi, ci sono i corsi per il mercato del lavoro, per cui si tratta di persone che, molto spesso, partecipano a questi corsi per cercare di adeguare la propria professionalità e per passare da uno stato di disoccupazione ad uno stato di occupazione; infine, si fa la procedura per crisi, cioè quell'intervento di formazione legato alla cassa integrazione in deroga. Accanto a questo, c'è il problema dell'occupazione e di come tutelare i lavoratori (sia nel breve che nel medio-lungo periodo). In primo luogo, credo che, come ha già fatto il liquidatore, si debba mettere in atto tutta la procedura per far sì che, da parte della Commissione Regionale, vi sia la possibilità di decidere di riconoscere la cassa integrazione in deroga per l'insieme dei lavoratori. In secondo luogo, nel più breve tempo possibile (cioè, in pochi giorni), da parte della Provincia e da parte della Regione i corsi vengano distribuiti sull'attuale sistema della formazione, cioè sui centri oggi esistenti ed accreditati. Ovviamente, questi centri potranno attingere anche dai lavoratori di CSEA, magari sospendendo per il periodo opportuno l'ammortizzatore sociale, come previsto dalla legislazione in materia di ammortizzatori sociali; infatti, vi è la possibilità di uscire dall'ammortizzatore e, poi, di rientrare, dopo aver fatto, per un certo periodo, un determinato lavoro. Inoltre, nel caso vi sia la necessità (come è probabile che succeda), dovremo vedere se, per mantenere i corsi, alcuni centri chiederanno di utilizzare le sedi che oggi sono a disposizione. Quella di Orbassano è in convenzione con il Comune di Orbassano, ma è di proprietà della Regione; ad Ivrea l'edificio più grande è in affitto, mentre l'altro è del Comune; Via Bardonecchia raggruppa quattro dei centri professionali, anche se è un'unica sede, che è di proprietà del Comune di Torino, oltre ovviamente al Pastore. La stessa situazione si presenta per Vercelli, Fossano, Cuorgnè e Chieri. In questa situazione, dovremo stabilire (anche se, in parte, abbiamo già esaminato la questione, ma l'approfondimento non è ancora terminato) come interrompere la convenzione che, oggi, era in atto con CSEA e predisporre un provvedimento che, in caso di richieste, ci permetta di far fronte a questa situazione. Come abbiamo avuto modo di apprendere da parte degli Assessori competenti in materia (da una parte, l'Assessore Regionale e, dall'altra parte, l'Assessore Provinciale, che ha la delega della stessa Regione) durante la Commissione, all'avvio dei nuovi corsi bisognerà cercare di creare un punto di equilibrio nella situazione che i centri si trovano a dover affrontare in questo momento; si è appreso che questi corsi non potranno che essere distribuiti sull'insieme dei centri, salvo che l'approfondimento di questi 2 mesi non comporti il fatto che la cooperativa si vada a costituire, possa essere accreditata e possa partecipare ai nuovi bandi. In ogni caso, ci deve essere un'attenzione particolare per cercare di far sì che si dia anche una risposta occupazionale al maggior numero possibile di lavoratori di CSEA. Per cui, anche se oggi siamo di fronte ad un epilogo grave, in realtà non è che da domani non dobbiamo più occuparcene o che non ci siano degli interventi che coinvolgano anche la Città di Torino, al di là dell'accertamento delle responsabilità (a maggior ragione con il caso di fallimento e con questa comunicazione) da parte della stessa Procura. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Devo solo aggiungere alcune piccole considerazioni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non importa, facciano pure. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Scusi, c'è il Vicesindaco che... Abbia pazienza. LIARDO Enzo Signor Sindaco, mi rivolgo direttamente a chi mi ha preceduto (in quanto ha relazionato sulla situazione) e vorrei sottolineare che non è assolutamente vero che si sono fatti tutti gli sforzi possibili ed immaginabili. Una prova è rappresentata dal fatto che la situazione era talmente grave già a settembre che il 50% più uno dei membri del Consiglio non votò un ordine del giorno da me presentato, perché era nota la situazione che si stava determinando all'interno di CSEA. Mi sembra che la situazione non si possa liquidare in due parole, considerando il fatto che, negli anni passati, il Comune di Torino - questo ho avuto modo di sottolinearlo più volte - ha delegato la formazione professionale a CSEA, perciò il Comune non è un Ente estraneo. Adesso, vorrei capire dove andrà a finire la formazione professionale in questa Città e nella nostra regione e quali saranno le ricadute per i lavoratori (ma vedo che in questa Sala non vi è un grande interesse a proposito) e, soprattutto, per i ragazzi che non potranno partecipare ai corsi. Mi fa specie che gli organi di stampa, come ho già avuto modo di dire in Commissione, si stiano occupando poco di questa vicenda, non vi è la stessa preoccupazione che ho notato in altre vicende sicuramente più futili (tipo il jazz a Torino), rispetto ad una situazione che coinvolge tante famiglie. Purtroppo, siamo arrivati a questo paradosso. Mi è piaciuto che la dichiarazione del Vicesindaco non sia terminata in una situazione fallimentare, ma proponga di cercare tutte le soluzioni possibili affinché si possa dare una risposta a questi lavoratori (purtroppo, fino ad ora, per una serie di vicende, non è stata data dal Comune). Spero che non cali l'attenzione su questa vicenda e che si possano continuare a trovare delle soluzioni; devo dire che i lavoratori non hanno assimilato appieno la questione della cooperativa, anche perché gli Enti (sia il Comune che la Regione, ma soprattutto il Comune) non hanno assolutamente annunciato che cosa potrebbero fare per mettere in conto una soluzione che riguardi la cooperativa. I lavoratori sono già in una situazione difficile, perché sono mesi che non percepiscono lo stipendio; adesso si è prospettata la possibilità di costituirsi in cooperativa, ma Enti importanti, come il Comune e la Regione (ribadisco, più il Comune), non hanno dato alcun tipo di risposta in questa direzione. La preoccupazione dei lavoratori ed il fatto di non avere lo stimolo di andare in questa direzione sono dovuti al mancato pronunciamento in questo senso da parte del Comune. Mi piacerebbe sapere che cosa può fare, in termini economici, il Comune per quanto riguarda l'eventuale appoggio (sia logistico che economico) a questa cooperativa, che, purtroppo, non decolla o stenta a nascere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Vorrei far notare alla Sala Rossa che il naufragio annunciato e, con le parole del Vicesindaco, oggi definito lo si capisce anche dalla presenza dei Consiglieri di maggioranza; l'interesse che hanno avuto questo Consiglio e la stessa Amministrazione verso questa vicenda è proporzionale al numero dei Consiglieri presenti in questo momento (praticamente, è bassissimo). Questo è un peccato, perché avremmo potuto fare. Questa mattina, il Vicesindaco ha risposto ad una mia interpellanza presentata il 28 febbraio e siamo riusciti a discuterla solo oggi; sono certo che non sarebbe cambiato assolutamente nulla, però il fatto di aver rimandato e di aver fatto sempre scivolare questa discussione era proprio - credo - per poter comunque arrivare a questo epilogo. L'ho detto questa mattina e lo ripeto per i pochi presenti: da adesso in poi credo che si apra un nuovo momento, dove ci sarà comunque da collocare forse il personale e sicuramente gli studenti e tutto quello che era il "carrozzone CSEA". Sono giunte voci di accordi preliminari già fatti. Prima di pronunciarmi, aspetto la documentazione, come ho detto questa mattina al Vicesindaco e come ho sempre fatto (documentare e non solo a parole). Spero che almeno in questa situazione, l'Amministrazione Comunale di Torino, in quanto azionista anche se di minoranza, voglia perlomeno vigilare un po' ed evitare che vengano fuori i soliti "pasticcetti" che sappiamo fare all'italiana. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia È inutile nascondere la completa insoddisfazione per l'epilogo di questa vicenda, anche se - come è stato detto - si apre un'altra fase. Un'insoddisfazione ed una preoccupazione che, in realtà, non sono di oggi - come veniva detto - e che anche nel documento della Corte dei Conti, relativo al Conto Consuntivo del 2010, trovano una nota nel Settore Partecipate riferita a CSEA che dice: \"La società è in perdita nel 2008 e nel 2009, con un patrimonio netto che si riduce dal 2005 al 2010, passando da 2.135.675 Euro a 700.376 Euro\". Lo sottolineo perché, in questi anni, abbiamo discusso più volte sulla questione CSEA. Credo che questo epilogo, al di là dell'amarezza, non possa essere considerato non solo soddisfacente, ma neanche veramente definitivo, perché in tutto ciò ci sono altre questioni che dobbiamo tenere ben presenti e che, in realtà, erano contenute nelle ultime parole del Vicesindaco, anche rispetto all'individuazione delle responsabilità; ricordo che nella mozione che abbiamo votato pressoché all'unanimità in quest'Aula abbiamo chiesto di verificare le responsabilità anche attraverso il coinvolgimento del nostro Ufficio Legale e chiedo a verbale che si verifichi la possibilità di costituirsi Parte Civile rispetto ai danni che sono stati prodotti da questa gestione. Immagino che ci potranno essere strascichi di tipo giudiziario anche rispetto a quanto detto dal liquidatore. Vorrei però elencare alcune questioni molto velocemente. Intanto, credo che, dopo aver avuto già dei problemi con IAL e dopo aver confermato con CSEA la difficoltà del Settore della formazione professionale, non basterà togliere un altro soggetto dal Settore formazione professionale per mettere in sicurezza quel sistema. È necessaria una riflessione complessiva sull'intero sistema della formazione professionale, che non può essere una coperta corta che si tira da una parte e dall'altra parte e non può neanche avere una caratteristica che, rispetto agli organismi di formazione laici, assorbe tutto ciò che c'è, di fatto cancellando una realtà formativa che aveva queste caratteristiche. Ritengo anche che, per il ritardo nella ripresa delle attività, non si possa attribuire ai lavoratori di CSEA una qualsivoglia responsabilità; lo dico arrivando dal Comune di Palermo, dove ho visto cumuli di immondizia per strada - è un fatto noto - dati anche alle fiamme perché da 3 mesi quei lavoratori non ricevono lo stipendio. Credo che la protesta così composta dei lavoratori di CSEA e rivolta direttamente ed in modo netto nei confronti delle Istituzioni dia veramente l'immagine di un altro spaccato. Credo che non sia giusto, da parte di nessuno, dire che, se i lavoratori fossero tornati prima ai loro posti di lavoro, la situazione sarebbe mutata. È responsabilità della politica creare le condizioni affinché si cominci da una parte e che poi, intorno al primo punto che viene preso in mano, si snodi tutta una serie di azioni che possa risolvere il problema; queste condizioni non vi sono state e me ne rammarico. Concludo il mio intervento, sottolineando 2 questioni. In primo luogo, bisogna creare meno disagio possibile ai ragazzi e, in questo senso, credo che sia importante garantire la proposta che faceva il Vicesindaco di utilizzo delle sedi, perché questi ragazzi, che in queste settimane hanno vissuto sulla loro pelle il problema e che rischiano di finire i loro corsi molto avanti nel tempo, spesso sono molto fragili e allontanarli e complicargli ulteriormente la vita disperdendoli in altri ambiti rischia di pregiudicare il risultato della formazione. L'altra questione, sempre relativamente ai soggetti deboli, che mi permetto di dire a verbale riguarda i lavoratori. Da quello che ho capito, si apre una redistribuzione dei corsi tra le agenzie formative che sono sul settore; chiedo garanzie affinché il recupero dei lavoratori per questi corsi avvenga nella piena trasparenza, individuando criteri corretti. Quindi, da una parte non è possibile fare i corsi senza avere i lavoratori, chiedendo alle agenzie di prendersi soltanto i corsi, senza avere, anche sul fronte occupazionale, un minimo di impegno; dall'altra parte, siccome i lavoratori non si comprano al supermercato e non si scelgono in base al fatto che piacciano o meno, chiedo che si identifichino e definiscano con chiarezza i criteri che permetteranno, nelle diverse fasce e alle diverse persone, di essere individuati per una possibilità di continuità del proprio lavoro; per cui richiedo già da adesso che venga informato il Consiglio o, quanto meno, la Commissione competente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dichiaro conclusa la comunicazione sulla situazione CSEA. |