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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alle richieste di comunicazioni che sono avvenute nella giornata di oggi. Intanto, ci sono le comunicazioni della scorsa settimana riguardanti le attività e la situazione di CSEA. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Vicesindaco chiede di trattarle successivamente. Adesso trattiamo quelle relative alla morte dell'operaio sull'inceneritore. Sono pervenute ben tre comunicazioni sul tema, una da parte del Gruppo del PD, a firma dei Consiglieri Lo Russo, Altamura e Mangone, l'altra del Movimento 5 Stelle, a firma dei Consiglieri Appendino e Bertola, e la terza dal Gruppo Consiliare SEL, a firma dei Consiglieri Grimaldi e Curto, in merito all'incidente avvenuto il 30 marzo nel cantiere del termovalorizzatore del Gerbido, di cui ho parlato prima. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Buongiorno Consiglieri. Credo che, da parte di tutti noi, ritornare, a poche settimane dal precedente incidente, a commentare un altro incidente è già di per sé un evento che nessuno vorrebbe si verificasse, nessuno vorrebbe partecipare ad eventi come questi. Sabato mattina ero presente, con il Sindaco e alcuni di voi, come altri Amministratori, all'incontro con l'Arcivescovo e ho avuto la prima notizia, da parte dell'Amministratore Delegato, dell'ulteriore incidente avvenuto nella costruzione del termovalorizzatore, in circostanze - mi si diceva - simili a quelle che avevano già determinato la morte di Antonio Carpini. La prima reazione, ovviamente, è stata un sentimento di sgomento, perché non si può accettare l'idea del fatto che, per costruire impianti, seppure di assoluta utilità, sia necessario pagare un prezzo così alto come quello della vita. Il secondo sentimento è immediatamente di incredulità, perché, come poi dirò in seguito, in realtà le misure e le indicazioni che sono state assunte per la sicurezza in questo cantiere non dovrebbero determinare non solo incidenti mortali, ma nessun incidente vero dal punto di vista della sicurezza. Il terzo sentimento, ovviamente, era di preoccupazione, perché all'inizio, al di là del fatto che purtroppo era già stata accertata la morte di Cosimo Di Mauro, non si capiva come stavano gli altri due operai. Poi via via, sostanzialmente mentre venivamo via da Pianezza, tra le 12.30 e le 13.00, abbiamo poi appreso del fatto che i due feriti, seppur gravi, in realtà non versavano in pericolo di vita e, secondo la dichiarazione del pronto soccorso, erano in codice giallo. Per cui, a quel punto, è stato fatto il comunicato, da parte del Sindaco e di tutti noi, di cordoglio alla famiglia e di espressione di solidarietà sia alla famiglia che ai lavoratori interessati e colpiti da questa situazione. Dicevo incredulità, perché, quando abbiamo commentato in questa Sala il precedente incidente mortale, abbiamo detto sostanzialmente che c'era stata una caduta dal cassero, che è un ponteggio che, di fatto, sembra grossomodo un balcone e si vede, sostanzialmente, man mano che va avanti la costruzione. La cosa incredula e gravissima è il fatto che, mentre in quel caso noi abbiamo avuto la caduta di una persona, che ha comportato quell'infortunio gravissimo con la morte, in questo caso - come poi si è accertato nelle ore successive, anche se ovviamente le cause sono in fase di accertamento - è caduto il cassero; cioè la differenza tra cadere dal balcone e il fatto che il balcone cade. Ovviamente, di fronte a questo, i problemi che si pongono sono assolutamente superiori. Tra l'altro, a fronte dell'incidente successivo e di tutte le assunzioni di attenzione che erano state fatte, l'accordo con il CIPE del responsabile della sicurezza, i livelli di formazione, in realtà, dopo quell'incidente, che era avvenuto il 3 marzo, il giorno successivo al fermo per lutto del cantiere (cioè era stato fermato lunedì 5 marzo), il 6 marzo, in occasione della ripresa dei lavori, il responsabile dei lavori di TRM ha incontrato tutti i lavoratori per sensibilizzarli personalmente sul tema della sicurezza, affrontando l'insieme dei problemi. Il 12 marzo c'è stata una riunione con l'insieme delle ditte, in particolare di Edil Due, che è sempre la stessa azienda che sta facendo quel tipo di lavoro all'interno dell'ATI, che costruisce il termovalorizzatore, di cui erano dipendenti sia Antonio Carpini, sia Cosimo Di Mauro, Antonio Di Mauro e Mihai Lupu, cioè i due feriti. Il 21 marzo si è riunita la Commissione specialistica di tutti, sia della TRM, sia dell'ATI dell'insieme delle aziende, sia del Comitato della Sicurezza Esecutiva, sia del CPT, sia della Edil Due e sia dei tecnici della Peri. La ditta Peri è quella che costruisce i casseri. Il 28, per cui tre giorni prima dell'avvento di sabato, cioè il mercoledì, c'è stato lo SPreSAL: sostanzialmente, per ore hanno fatto i sopralluoghi per verificare sia l'adeguatezza dell'insieme delle procedure di sicurezza, sia dei materiali, delle modalità di montaggio e, in particolare, è stato affrontato, per questa incredulità, l'utilizzo dei casseri rampanti, esattamente dove l'attrezzatura in realtà sabato ha portato sostanzialmente al ferimento di due persone e, con il fatto che è cascato, alla morte di Cosimo Di Mauro. Ora, a fronte di questo, che cosa si farà e che cosa è stato fatto? Prima di tutto, ovviamente, c'è un approfondimento e una verifica tecnica per accertare tutte le responsabilità da parte della Procura. È stata posta a sequestro l'area interessata all'infortunio, non l'insieme del cantiere, in quanto l'insieme del cantiere, come già nella precedente situazione, neanche oggi presenta caratteristiche tali da dover bloccare l'insieme del cantiere, cosa che normalmente, anche dalle informazioni che abbiamo, decidono le Procure. L'area sottoposta a sequestro è stata data, come custode garante dell'area, all'Amministratore Delegato, persona che noi tutti conosciamo, Bruno Torresin, che ovviamente ha preso tutte le decisioni al riguardo, impedendo che qualcuno vada nell'area, non si può violare questa situazione. Adesso, sia da parte della Procura, ma anche su indicazione nostra e da parte di TRM, ancor prima di avere una risposta dalla Procura stessa, si tratta soprattutto di mettere in atto una verifica su questi casseri rampanti, nello specifico su quell'area del cantiere, perché bisogna garantire la sicurezza. Siccome al momento non c'è una spiegazione tecnica per cui è successo, è assolutamente necessario riuscire a capire questa cosa, in modo tale da poter dare certezza e sicurezza ai lavoratori che un domani dovranno ritornare su quell'area e continuare sostanzialmente quel livello di costruzione. Ovviamente questo non è solo l'intendimento che ha TRM, credo sia l'intendimento di tutti noi, perché accanto all'espressione di dolore, accanto alla vicinanza alla famiglia, che è stata ricevuta questa mattina dal Sindaco, in realtà è necessario affrontare la questione, con tutte le possibilità che oggi sono a disposizione, per capire perché è successo, in modo tale da prendere i necessari provvedimenti. Perché o siamo di fronte al fatto che è l'oggetto in sé, e allora si tratta di trovare soluzioni alternative, o si tratta di vedere se c'è un difetto di fabbricazione, o c'è stato un difetto dal punto di vista del montaggio, ma per chi se ne intende, mi dicono, sostanzialmente vi sono due situazioni di sicurezza, perché accanto ad una che può venir meno, c'è pure un'altra possibilità di intervento. Credo che questo sia il modo con cui noi possiamo rispondere meglio per garantire, sostanzialmente, il fatto che è possibile proseguire i lavori e ciò non può avvenire senza un chiarimento del perché e senza una soluzione; qualsiasi essa sia, di carattere tecnico, deve essere necessariamente affrontata. Per questa ragione, TRM ha dato immediatamente la disponibilità che, se si dovesse modificare proprio la progettazione e l'attrezzatura, ovviamente bisogna che TRM si faccia carico di eventuali oneri economici diversi da quelli finora definiti, a maggior ragione se questo dovesse dipendere dalla quantità di ore o dalla stanchezza che si determina in cantiere per le persone. Per cui, anche da questo punto di vista, sono state invitate le aziende, con le Organizzazioni Sindacali, a fare un punto anche sulla situazione lavoro, ancorché oggi non ci siano elementi che facciano presumere a noi o a chi se ne occupa che sia dovuto a ciò. Tutte le strade vanno affrontate, approfondite e verificate, perché non possiamo pensare che ci sia un rischio di morte nel proseguire i lavori, anche se, ovviamente, stiamo parlando di un impianto di grande utilità pubblica; credo che, negli anni, il Consiglio Comunale abbia affrontato questo argomento tantissime volte, per cui su questo credo sia inutile proseguire. A fronte di questo, credo che noi dovremo - come faremo e come abbiamo già fatto - stare molto attenti all'evoluzione della situazione ed essere disponibili, ovviamente, in qualità di socio di maggioranza di TRM, ad affrontare tutte le decisioni che saranno necessarie, ammesso che ci sia qualcosa che è possibile fare, ma qualcosa ci deve pur essere, una spiegazione, affinché questi casi non si ripetano, perché quanto è successo è già oltre non solo a qualsiasi speranza, ma a qualsiasi ragionevole cosa che avremmo potuto attenderci, stanti le attenzioni che si sono assunte. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei ringraziare il Vicesindaco, non formalmente, perché anche quando ci sono delle situazioni difficili, magari non dipendenti direttamente dalla sua persona, non ha mai paura a venire a metterci la faccia e a raccontare le cose. Quando c'è stato il primo incidente, meno di un mese fa, noi già chiedemmo allora le comunicazioni per sapere cosa era successo e poi ci limitammo a fare le condoglianze e a chiudere lì il discorso. Certo che la seconda volta in un mese porta veramente ad un livello di preoccupazione per cui viene difficile pensare che si tratti soltanto di disgrazia. Poi, può sempre succedere, però è chiaro che c'è qualcosa da rivedere nell'organizzazione di questo cantiere, indipendentemente dal fatto che sia l'inceneritore, potrebbe essere un ponte, una stazione, un edificio, una qualunque opera pubblica. Però non possiamo accettare che ci sia questo livello di incidenti nelle nostre opere pubbliche. Sono molto contento anche di aver sentito, da parte della politica, dell'Amministrazione, la volontà anche di fermare i lavori, di cambiare l'organizzazione dei lavori, rivedere e fare quanto sarà necessario. Personalmente io mi aspetterei anche un intervento della Magistratura, perché normalmente, quando succedono incidenti di questo genere, in genere dopo tre ore ci sono i sigilli al cantiere. Un po' mi sto chiedendo come mai non sia avvenuto né la prima, né la seconda volta. Io credo ci sia bisogno di verificare esattamente la responsabilità e il fatto che in questo cantiere vengano rispettate tutte le Leggi sulla sicurezza sul lavoro, magari anche audendo, se sarà possibile, il responsabile della sicurezza del cantiere in una delle prossime Commissioni, cercando di capire, perché credo che il livello di preoccupazione per quest'opera pubblica sia veramente ormai talmente elevato che richiede anche un'attenzione diretta da parte della Commissione e del Consiglio Comunale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Ringrazio il Vicesindaco per la puntualità e anche per l'evidente sofferenza che ha messo in questa relazione. Con il Vicesindaco, da diversi anni siamo impegnati con il Consiglio Comunale, dall'epoca dei primi cantieri delle Olimpiadi, a fare in modo che il concetto di sicurezza nei cantieri, in particolare nei cantieri pubblici, non abbia un valore solo di facciata, ma di sostanza. Quindi mi associo a lui nella perplessità, nello sgomento che ha colpito la nostra Amministrazione di fronte a questa situazione. Gli infortuni non sono mai frutto di una fatalità, e lo dice la Comunità Europea; lo dice in occasione di importanti direttive che ha emanato sulla sicurezza sul lavoro, quasi sempre gli infortuni sono causati da deficit tecnici o di progettazione. Due incidenti mortali in un mese nello stesso cantiere, nella stessa impresa, nella stessa fase lavorativa, mi permetto di dire anche nella stessa giornata del sabato, anche se questa può essere una casualità, non possono essere considerati una casualità. È evidente che, nonostante l'impegno eccezionale messo in campo da TRM, che viene confermato anche da quanto diceva adesso il Vicesindaco rispetto all'eventuale necessità di rivedere tutto l'impianto progettuale lavorativo, sul tema della sicurezza vi è l'urgenza di individuare le cause reali che sono alla base di tali eventi. Se si vuole dare un contributo, non episodico e di facciata, la lotta per affermare il diritto al lavoro sicuro - parliamo di persone che arrivano da fuori, parliamo di persone che arrivano dal sud, e questo ci lascia ancora più sgomenti - va posta in essere una procedura efficiente e cogente fuori dal formalismo burocratico, che, a partire dalla verifica sostanziale delle modalità degli affidamenti nelle fasi in subappalto, sia in grado di legarsi alla certezza della qualificazione delle imprese esecutrici, ai livelli di controllo della corretta esecuzione degli apprestamenti produttivi, alla qualificazione dei lavoratori e, non ultimo, al problema dell'affidabilità delle tecnologie impiegate nei cantieri. Proprio a questo proposito, in base a quanto diceva il Vicesindaco, io vi chiedo - e vorrei essere rassicurata in questo senso - se ci sono, al di là delle aree sequestrate, altre fasi lavorative che, in qualche modo, presentino gli stessi rischi, cioè se quei casseri sono utilizzati in altre fasi, quindi se dove continueranno i lavori quel tipo di rischio non è presente. Quindi, oltre al comprensibile cordoglio che viene espresso da ogni livello e a cui mi aggiungo in modo non formale, con profonda tristezza e solidarietà, anche alle famiglie delle persone che sono state colpite dagli infortuni mortali e dai gravi infortuni, è necessario profondere un impegno straordinario dell'Amministrazione Pubblica per quelle che sono le proprie competenze, affinché tutti i fattori vengano rimossi, tutti quelli che possono determinare i rischi in ogni fase dell'opera, dalla progettazione all'affidamento degli appalti e dei subappalti, c'è una parte che riguarda anche le linee guida del Sindaco, che parla del superamento degli affidamenti sulla base del minor prezzo, quindi no agli appalti al massimo ribasso, fino ad andare a vedere le singole fasi dell'esecuzione. Questo impegno, a parer mio, va perseguito ancora di più in una fase di crisi, come l'attuale, nella quale il fattore lavoro è fortemente indebolito nei diritti. Sicuramente, per ciò che riguarda TRM, c'è una cultura che parte dal diritto dei lavoratori. Io credo che la nostra Città, così profondamente colpita, pagando un prezzo come questo in termini di vite, debba fare in modo che ciò che è successo lì serva quantomeno a far sì che non succeda più. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Mangone. MANGONE Domenico Innanzitutto ringrazio la Giunta per le comunicazioni puntuali che ha fatto sulla vicenda. Ci associamo al dolore della famiglia per quanto è successo a questo signore che è mancato e anche un augurio di pronta guarigione al fratello di questo signore e all'altro signore di origine rumena. Sulla questione della sicurezza sul lavoro si parla molto ed è frutto di grandi riflessioni, però il dato che dobbiamo porre con evidenza è che negli ultimi anni la legislazione, soprattutto nazionale, ha un po' trascurato la vicenda sicurezza, rendendo le sanzioni meno pesanti di quelle che dovrebbero essere, perché è stato detto da tanti, si dice sempre in casi come questo che non si può morire di lavoro. Sembra una frase fatta, però la sostanza di questa frase è molto significativa. Queste persone, arrivate dal sud, dalla Puglia, uno rumeno, erano lì che lavoravano: uno è mancato il 3 marzo, l'altro qualche giorno fa. È evidente che questo non è più possibile. Così come ha dichiarato il Vicesindaco, noi crediamo che sia stato fatto tutto il possibile, ma in queste circostanze, in queste vicende, credo che dire che si sia fatto tutto il possibile, a questo punto, non è più sufficiente. Due morti in un mese e due feriti gravi in un mese, in un cantiere pubblico non sono assolutamente ammissibili. Volevo anche evidenziare un altro dato: la città di Torino è la città dove la Magistratura è particolarmente impegnata sulla questione legata alla sicurezza del lavoro. Noi abbiamo un Magistrato, un Pubblico Ministero, il dottor Guariniello, che ha fatto e fa la storia e la giurisprudenza in materia di sicurezza. Non ultimo il processo sull'Eternit. Ebbene, a Torino negli ultimi anni, però, stiamo assistendo ad una tragedia di morti sul lavoro. Questo mi pare assolutamente un paradosso, però è un dato di fatto. Allora, è evidente che le Istituzioni tutte, dalla Città di Torino per quello che compete, ma tutte le altre Istituzioni che sono impegnate in questo settore, è opportuno che facciano il loro, perché ricordo che ad esempio sulla vicenda ThyssenKrupp, erano emerse un po' di questioni legate ai controlli. Ebbene, allora evitiamo che ci siano circostanze poco chiare sui controlli della sicurezza del lavoro, perché, ad iniziare da noi, non possiamo assolutamente pensare che la fatalità possa incidere sulla vita dei lavoratori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Credo di poter parlare a nome di tutte le Commissioni che, in qualche modo, avranno la competenza di approfondire questo fatto, quindi per i Presidenti Altamura, Mangone, quindi per le Commissioni I, III e VI. Nelle prossime settimane avevamo già in programma un'audizione di TRM e credo che, a questo punto, chiederemo subito anche a loro di poter anticipare questa audizione. Certo è che possiamo dire che, a neanche un mese di distanza - era il 3 marzo, appunto, la morte del caposquadra della Edil Due, il quarantaduenne Antonio Carpini -, questa vicenda della morte di Cosimo Di Muro, avvenuta questo weekend, ed il fatto grave che ha colpito anche suo fratello ed un altro lavoratore (che speriamo possano rimettersi presto) ci sconvolgono ancora di più di quanto avvenuto lo scorso mese. Le morti sono, certo, tutte uguali nel mondo del lavoro, ma il fatto che dalle prime analisi, in qualche modo, i lavoratori fossero legati ed è venuta giù l'intera struttura preoccupa di più. Preoccupa di più, perché, in qualche modo, è quasi la messa in sicurezza del cantiere più grave del singolo fatto in cui ci può anche essere magari l'errore del singolo che non si è appeso. Certo, come diceva il Consigliere Centillo, il fatto che sia la stessa azienda, che sia lo stesso di sabato, potrebbe in qualche modo far venire in mente che ci siano dei ritmi troppo pesanti, che ci sia stata una richiesta di accelerazione, ma io credo che sarà la Magistratura a dirci quello che è successo. Trovo molto grave che nel secondo caso, nel caso del weekend, ci sia una struttura di mezzo, quindi la messa in sicurezza di un cantiere. Mi aveva stupito il Vicesindaco un mese fa, quando aveva detto: "Presteremo più controllo, cercheremo ancora di più". E ad un certo punto - lo dico perché oggi c'è la Commissione parlamentare che si occupa di questo - spesso si pensa che il problema sia solo legislativo, mentre ha ragione il Presidente Mangone, spesso il problema sono i controlli, spesso sono anche le inadempienze delle imprese, diciamoci la verità. Cioè non è detto che non ci siano gli strumenti oggi perché questi fatti non avvengano. Diciamo che spesso, poi, ci sono anche delle responsabilità che dovrebbero essere, prima che accertate, magari controllate. Con questo, dico solo che istituzionalmente le Commissioni competenti saranno vigili e a questo punto audiremo anche i responsabili di TRM e poi vedremo anche con i Commissari se continuare con questo tipo di lavoro, nel senso che, come sapete, fino ad arrivare alle indagini, che anche noi possiamo aprire per fatti particolarmente gravi, io credo sia importante che la Magistratura lavori, ma anche che la Pubblica Amministrazione si prenda le responsabilità sugli appalti e i subappalti di questo nostro grande Comune. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Condividendo, naturalmente, le comunicazioni e le valutazioni che ha già fatto il Vicesindaco, desidero ovviamente, prima di tutto, esprimere ancora una volta di qui il cordoglio di tutta la Città e mio personale per la tragica scomparsa di Cosimo Di Muro, l'ho fatto questa mattina ricevendo la famiglia, e naturalmente formulare gli auguri di guarigione, la più rapida, per Antonio Di Muro e Mihai Lupu, che, come sappiamo, sono rimasti feriti in questo incidente. È evidente che un incidente mortale sul lavoro scuote la coscienza di ciascuno di noi. Torino è una Città che ha conosciuto la tragedia della Thyssen; Torino è una Città che ha conosciuto spesso, essendo una grande Città industriale, di lavoro, operaia, incidenti sul lavoro mortali e ogni volta ci si pone il problema se si sia fatto tutto il necessario per evitarlo. E anche questa volta ci siamo posti questa domanda, come era accaduto un mese fa. Proprio il fatto che l'incidente, di sabato, sia avvenuto a poche settimane dal precedente, tuttavia, ci mette in una condizione che, per un verso, è più angosciante, per altro verso, però, è anche di maggiore responsabilità, nel senso che proprio dopo l'incidente di un mese fa noi avevamo richiesto ai dirigenti di TRM di mettere in campo tutte le misure di verifica e di controllo dei sistemi di sicurezza, adottando e assumendo tutto ciò che andava assunto, per rendere ulteriormente sicuro il lavoro di chi, in quel cantiere, ogni giorno presta la propria attività. Nei giorni scorsi, come ha ricordato il Vicesindaco, ci era stato dato conto di tutte le verifiche fatte, con gli organi istituzionali preposti, che tutti avevano portato alla conclusione che i sistemi di sicurezza adottati erano stati verificati, si erano predisposti anche interventi di messa a punto e quindi il cantiere era sicuro. Dopodiché, siamo di fronte ad un evento tragico che non può essere archiviato semplicemente per questo fatto e richiede naturalmente un ulteriore supplemento di approfondimento, che in primo luogo credo debba fare la Magistratura, come sta facendo, e a ciò che la Magistratura farà aggiungeremo ulteriormente tutte le verifiche che possono essere fatte direttamente dall'Amministrazione, insieme ai dirigenti di TRM e alle imprese. Quindi, io posso soltanto dire che naturalmente opereremo perché, ancora di più in questo cantiere, come in tutti i cantieri che riguardano gli investimenti e le attività dell'Amministrazione Comunale e, più in generale, opereremo affinché ci sia la massima sicurezza e, più in generale, opereremo perché tutti i meccanismi di tutela del lavoro possano essere ulteriormente rafforzati e resi efficaci. Mercoledì incontrerò il Procuratore Guariniello, con il quale esamineremo la situazione, anche alla luce di questi incidenti, e insieme a questo Procuratore - che come sappiamo ha accumulato, nel corso del tempo, un'esperienza ed una competenza universalmente riconosciuta su questi temi -, individueremo anche quali ulteriori adempimenti mettere in campo per garantire il massimo della sicurezza. Di più è difficile dire in queste ore, se non naturalmente che qualsiasi parola risulta assolutamente vana rispetto al fatto che una persona ha perso la vita e che, per quanto si possa fare e dire, quella tragedia è irreversibile, ma proprio il fatto che si sia consumata una tragedia di questa natura ci deve spingere e ci spinge a mettere in campo tutto ciò che è necessario perché altre tragedie non si ripetano più. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Abbiamo quindi concluso questa richiesta di comunicazioni. |