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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 15
INTERPELLANZA 2012-01078
"COSTA CSEA UN NAUFRAGIO ANNUNCIATO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 28 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201078/002, presentata in
data 28 febbraio 2012, avente per oggetto:
"Costa CSEA un naufragio annunciato"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Sul fatto che si siano tenuti i tavoli di concertazione, questi si sono sempre tenuti, sia
per cercare di affrontare, fino a tre mesi fa, un dato di crisi che ritenevamo
sostanzialmente contemporaneo, sia quando, invece, sulla base del lavoro fatto dagli
advisor, si è dovuto prendere atto di una situazione di messa in liquidazione della
società stessa.
È evidente che la priorità posta, intimamente e sufficientemente legata (poi,
ovviamente, ogni strumento può dare risposte diverse) da parte dell'insieme delle
istituzioni e sicuramente anche da parte nostra, era il futuro dal punto di vista
formativo, essendoci oltre duemila allievi, di cui circa mille solo sul tema
dell'obbligo formativo.
Per questa ragione, come abbiamo avuto modo di discutere in Commissione la scorsa
settimana, pur consapevoli delle difficoltà di un tale tragitto, in accordo con
Provincia e Regione, avevamo assunto di dare la stessa indicazione che ha dato
l'Assemblea che ha messo in atto e si è pronunciata sulla liquidazione, cioè il fatto di
poter perseguire la strada dell'amministrazione straordinaria. Cosa che rimane
teoricamente valida ad oggi.
Qual è la novità che da quel momento è scaturita? (Anche di questo abbiamo
discusso in Commissione mercoledì scorso). È il fatto che, avendo CSEA in questo
periodo già usato gli anticipi - che sono previsti, niente di strano, vale per l'insieme
dei Centri di Formazione -, è da dicembre che abbiamo una sofferenza significativa
perché non venivano pagati gli stipendi.
Rifacendo i conti (al di là del fatto che ci sono parzialmente versioni diverse, nel
senso che la Provincia ritiene che non sia "in bonis" fare il rendiconto, mentre gli
amministrativi di CSEA pensano il contrario), in realtà non sono e non sarebbero
sufficienti a garantire, anche solo parzialmente, una continuità di stipendi, di Irpef e
di contribuzione collegata alla parte di stipendi.
Per questa ragione, come avete visto nei giorni scorsi, ancora oggi mi risulta ci sia
un'assemblea dei lavoratori (non so se questa mattina, o oggi pomeriggio), per
verificare se c'è la possibilità, onde evitare l'apertura di una procedura fallimentare,
di costituire una cooperativa totalmente ex novo, in modo tale da poter avere delle
risorse, che CSEA 1 non potrebbe avere, ma la CSEA nuova sì, per poter proseguire
le attività e contemporaneamente non perdere l'accreditamento, che è una questione
decisiva per poter proseguire, o per fare attività formativa, o per proseguire le stesse.
La formula della cooperativa è una delle pochissime modalità (ed è per questo che
l'Assessore Regionale l'ha messa sul tavolo), accanto all'organizzazione dei Centri
prevista dalla legislazione in tema di formazione, che ha la possibilità di avere
l'accreditamento ed essere in grado di proseguire le attività.
Qualsiasi altra definizione di società, con qualsiasi forma giuridica, è molto difficile
pensare che abbia la possibilità di poter attuare la formazione, perché è necessaria la
procedura di accreditamento, mentre per altri soggetti diventerebbe oggettivamente
difficile, secondo l'Assessore, i dirigenti e i funzionari della Regione che seguono in
particolare queste cose.
Per cui, tutti i tentativi per evitare questo, in parte sono già stati fatti e in parte si
stanno facendo. Credo che a questo punto non abbiamo più giorni per capire in quale
situazione si trovi la CSEA, ma abbiamo a disposizione ore per capire che in realtà,
al di là delle due strade che ho sinteticamente richiamato, non ci sono altre
possibilità.
Però, qualunque delle due che si seguirà, anche quella fallimentare, non vuol dire che
non si tenga conto a) del tema proseguimento corsi b) del tema occupazione; nel
senso che mantenere un'entità - ed è per questo che sono state proposte queste
soluzioni - potrebbe dare maggiore possibilità di occupazione, rispetto ad altre
ipotesi, che prevedono sostanzialmente di mettere a disposizione l'insieme dei corsi
di formazione, che oggi vengono svolti da CSEA nei diversi centri, in rapporto al
sistema formativo, con tutte le presenze che oggi il sistema regionale non solo ci
propone, ma che si è consolidato in questi ultimi vent'anni come possibilità non solo
di rispondere a quanta formazione viene fatta oggi, ma di prendere in considerazione
qualsiasi nuova ipotesi di necessità formativa.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio il Vicesindaco. L'interpellanza è datata 28 febbraio, quindi arriva in Aula
per la discussione chiaramente in ritardo rispetto a tutti gli eventi successivi, riassunti
poc'anzi dal Vicesindaco, che praticamente ribadiscono quanto è stato detto la scorsa
settimana, quando ci si è trovati con Regione e Provincia ad affrontare, credo oramai
in modo praticamente definitivo, l'argomento CSEA.
Io ci tengo a dire due cose. Durante l'incontro di mercoledì, la Provincia ha spiegato
che gli anticipi li ha versati; quindi il suo dovere l'ha fatto. La Regione, giustamente,
ha spiegato alcune soluzioni, tra cui - come diceva prima il Vicesindaco - quella della
cooperativa, che in questo momento sembra essere l'unica possibilità perseguibile.
Cosa rinfaccio (se di rinfaccio si può parlare) al Comune? Il fatto che l'unico Ente
veramente interessato, in quanto socio, è stato l'unico completamente immobile in
questa situazione. E questo chiaramente ci dispiace.
Allora, approfitto di questa interpellanza - così non ne faccio un cappello politico,
come invece, anche questo con grande dispiacere, ho visto fare in queste settimane
da parte di alcuni componenti della maggioranza, che ne hanno fatto una bandiera
forse più politica che non di ricerca di una soluzione -, perché mi sono giunte delle
voci che, invece, in questo momento, ci sia già la volontà di guardare oltre, cioè
quello che sarà il dopo, in modo secondo me non estremamente corretto.
Spero di poterle documentare al più presto, ma so di "accordi", chiamiamoli così,
non voglio dire sottobanco, perché sarebbe una parola un po' troppo grossa, ma
sicuramente di un disegno che si sta delineando su come sistemare o verso chi
verranno allocati i i prossimi corsi degli studenti.
Io lo dico adesso, in modo che non si dica che non ci sia stato questo avviso: sono
giunte queste voci e io, come è mia abitudine, farò in modo di documentarle,
assolutamente, perché di parole ne abbiamo sentite tantissime e non sono servite
assolutamente a niente. Chiedo, a questo punto, che il Comune sia molto attento e
sorvegli attentamente che non succeda niente di questo tipo, perché se no, oltre a
doverlo documentare, dovrà rispondere anche di un progetto che va al di là del fatto
di non aver aiutato un'azienda a non morire, ma di avere aiutato altre ad approfittare
dell'agonia di un'azienda.
Ci tengo a dirlo e spero che il Vicesindaco vorrà condividere con me la certezza che
tutto questo non accadrà.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
In realtà è molto difficile per la Città prendersi in carico la situazione di CSEA e di
dargli una risposta, perché la Città, come ben sappiamo, nel 1997 aveva fatto un atto
di dismissione della stessa, accompagnandolo anche con forti contributi.
Nonostante questo, la cosa secondo me importante è che la Città abbia dichiarato
(dato che l'ho fatto io, ci tengo) che, nonostante l'uscita dal Patto di Stabilità, ma
comunque per il Decreto Milleproroghe, l'Amministrazione non abbia la possibilità
di fare un Euro di mutuo, se la parte privata di CSEA avesse fatto una
ricapitalizzazione, ovviamente la Città avrebbe partecipato. Il come era ovviamente
tutto da pensare, non avendo quella possibilità che è stata l'unica che l'insieme degli
Enti pubblici hanno utilizzato per ricapitalizzare le società.
Dal punto di vista dei corsi, a me risulta che la Provincia stia pensando, perché c'è il
problema legato al fatto che i genitori degli allievi chiedono ovviamente una
prosecuzione dell'attività. Cioè stiamo parlando di un servizio pubblico.
L'operazione delle distribuzioni non dipende dalla Città, dipende dalla Provincia e
dalla Regione; cioè la Regione ha la delega sulla formazione e, per una parte di
attività, delega le Province ad agire per nome e per conto della Regione.
La cosa che io posso affermare è che cosa fa il Comune. Se si va in questa direzione,
vengono privilegiate le soluzioni che danno un maggiore risultato dal punto di vista
occupazionale, fermo restando la qualità della formazione, perché 280 persone, 280
famiglie, a cui va aggiunto un po' di indotto, in una situazione come questa,
rappresentano un problema sociale che non possiamo che condividere come una delle
alte priorità, accanto a quella della formazione per gli allievi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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