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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201422/002, presentata in data 19 marzo 2012, avente per oggetto: "Quale destino per i cantieristi di lavoro qualificati?" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Le domande sono quattro. La spesa del Comune per i progetti di cantiere 2011-2012 è di circa 4.400.000 Euro. Il contributo regionale massimo erogabile per il Comune di Torino, di circa un milione di Euro, avviene a rendiconto tramite la Provincia. I cantieri 2011-2012 sono stati avviati previa approvazione dei relativi progetti e approvazione della concessione del contributo da parte della Provincia, sulla base dell'emanazione dell'apposita deliberazione regionale prevista dall'articolo 32 della Legge Regionale n. 34/2008. Tale approvazione per cinque progetti (cantieri generici, cantieri proseguimento e accompagnamento pensione, cantieri detenuti, cantieri disabili), per complessive 508 persone, ha esaurito il contributo massimo erogabile dalla Regione. I cantieri cosiddetti \"qualificati\" sono sempre stati a totale finanziamento del Comune. La Città, come sempre, nella deliberazione istitutiva dei cantieri precisava che solo compatibilmente con le disponibilità finanziarie si potranno avviare ulteriori progetti di cantiere per l'inserimento dei disoccupati in possesso di diploma di laurea, diploma di scuola media superiore, qualifica professionale o biennio di scuola superiore. I disoccupati da inserire nei citati progetti saranno individuati tra i riservatari delle graduatorie, in base al bando generale allegato all'atto. Oltre a un problema di Bilancio comunale, esiste al momento un problema di interpretazione/applicazione della norma relativa ai cantieri di lavoro. La DGR che di anno in anno definisce modalità di attuazione e riparto delle risorse finanziarie da destinare alla realizzazione di cantieri di lavoro, non è ancora stata emanata, perché l'INPS ha posto formalmente il problema della difformità della normativa regionale che regolamenta i cantieri di lavoro, sia per quel che riguarda le attività svolgibili all'interno dei cantieri, che per l'applicazione del regime contributivo agevolato, con quella nazionale, che ha la competenze esclusiva in materia previdenziale, non devoluta neppure in termini concorrenti alla legislazione regionale. Quindi, bisogna fare riferimento alla normativa nazionale. La questione interpretativa posta dall'INPS, che riferendosi esplicitamente all'articolo 59 della Legge n. 264/49 che recita: \"Promuove direttamente o autorizza, ove la disoccupazione sia particolarmente accentuata, l'apertura di cantieri-scuola per disoccupati per l'attività forestale, vivaistica, di rimboschimento, di sistemazione montana e di costruzione di opere di pubblica utilità\", pone il problema non solo per ciò che riguarda la contribuzione agevolata da parte dei Comuni, ma anche per quel che riguarda le attività svolgibili all'interno dei cantieri. La Legge Regionale n. 34/2008 all'articolo 32 recita: \"Per facilitare l'inserimento lavorativo e per favorire l'inclusione sociale è possibile, nell'ambito di misure di politiche attive del lavoro, prevederne anche l'utilizzo temporaneo e straordinario da parte dei Comuni, Comunità Montane, loro forme associative, organismi di diritto pubblico, in cantieri di lavoro per la realizzazione di opere e servizi di pubblica utilità\". Al momento, quindi, non vi è solo un problema economico della Città, ai fini dei cantieri per qualificati, ma, indipendentemente dal tema delle risorse comunali disponibili, il problema è subordinato anche a una ridefinizione delle attività consentite per cantieristi, che allo stato dell'arte, stante l'interpretazione attuale dell'INPS, non consentono sostanzialmente l'impiego di cantieristi in nessun servizio di pubblica utilità, ma solo per le attività che prima ho accennato: forestale, vivaistica, rimboschimento, sistemazione in montagna e opere di pubblica utilità. Per cui, questo tema, ovviamente, lo stiamo svolgendo; abbiamo già fatto tutta una serie di incontri formali e informali. Stiamo organizzando un incontro, un po' di approfondimento, in sede regionale fra i tre Assessori e le Organizzazioni Sindacali per vedere che cosa è possibile fare su tale argomento, con l'idea di poter proseguire le attività in essere che fin qui abbiamo fatto, ovviamente in base alle disponibilità economiche. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per essere venuto a fare, direi abbastanza chiaramente, il punto della situazione. Adesso almeno la situazione mi è chiara, cioè i problemi sono due: il primo è il fatto che i soldi li deve mettere il Comune e al momento non ce ne sono più; il secondo è la questione interpretativa posta dall'INPS della Legge nazionale, sul fatto che sia possibile continuare a far fare queste attività a queste persone, che spesso, per anni, sono state nei nostri Servizi, anche a contatto con il pubblico, hanno svolto tutta una serie di attività, debbo dire, per quanto mi risulta, con generale soddisfazione anche dei Servizi che li hanno impiegati. La questione che è stata affrontata di meno è: come pensiamo di uscirne? Nel senso che di fronte alle persone che aspettano, ormai da diversi mesi, di sapere se anche quest'anno ci saranno questi cantieri, se potranno usufruirne, bisognerebbe riuscire a fare chiarezza, anche sui tempi e sulle possibilità. Mi sembra di aver capito che adesso andremo a parlare con la Regione, cercheremo di capire se si trova una formula che permetta di far ripartire queste attività, compatibilmente con le osservazioni dell'INPS. Però, anche se riusciremo ad arrivare lì, c'è il problema delle risorse finanziarie. Quindi, non so se su questo c'è già un'idea di dove reperire le risorse, o se il problema di come reperire le risorse finanziarie è stato rimandato al momento in cui si dovesse capire che si può risolvere l'altro problema. Dopodiché, non so se l'Amministrazione ha pensato a delle alternative. Cioè nel caso in cui non si riuscisse a risolvere il problema della regolamentazione nazionale, o della questione dei soldi, mi chiedo se ci sia l'idea di qualche cosa che si può fare per queste persone, o se, come posso anche capire, vista la situazione, si dirà semplicemente: "Purtroppo non ci sono i cantieri, arrangiatevi". Non so se su questo si può già dire qualcosa, o se si pensa di discuterne in III Commissione, tra qualche tempo; non so quali siano i tempi di queste ulteriori discussioni, questo non l'ho capito. Quindi, vorrei capire quando si potrà avere qualche risposta in più. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Credo che il Consigliere possa apprezzare il fatto che se ci siamo occupati sino adesso di questo insieme di questioni, in prima persona, è perché abbiamo la volontà di proseguire. Quando possiamo riparlarne? Sicuramente sulla base di quanto verrà previsto dall'ipotesi di Bilancio che verrà approvata dal Comune, sarò in grado di dire che cosa può succedere dal punto di vista delle quantità di cantieri. Sapendo che è un problema molto delicato, perché tre anni fa avevamo già introdotto una riduzione da 35 a 25 ore, a fronte di una riduzione di risorse economiche, per riuscire almeno a mantenere il numero. Oggi, se ci sono meno risorse economiche, ovviamente il numero va rimodellato sull'insieme delle articolazioni che ci sono. La cosa che mi preoccupa, però, molto di più in questa fase, è la possibilità di agire comunque in questa situazione, però ci stiamo muovendo per vedere che cosa è possibile fare, cioè se è sufficiente la modifica regionale, oppure è necessario proporre e poi utilizzare qualche decretazione in corso, o situazioni simili, per fare qualche modifica di carattere nazionale, perché il tema è sempre molto delicato. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |