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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201370/002, presentata in data 14 marzo 2012, avente per oggetto: "Alle OGR... tutto, 'Ma l'amore no'!!!" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Va innanzitutto precisato che la trasmissione di cui trattasi è organizzata da una società che si chiama Endemol, che è una società che produce format televisivi che, ovviamente, vengono poi commissionati dalle varie reti televisive nazionali e internazionali. In questo caso, circa un mese mezzo fa, la società Endemol ha preso contatto con la Film Commission di Torino, richiedendo l'eventuale disponibilità di spazi nella Città di Torino per questa nuova trasmissione, il cui titolo è relativo all'amore e dovrebbe avere come protagonisti la coppia televisiva Fazio - Saviano. Si tratta di una trasmissione il cui format prevede tre serate in diretta televisiva, programmate sull'emittente La7, ovviamente in prime time; una trasmissione che dovrebbe avere uno sviluppo, anche orario, particolarmente prolungato; diciamo che dovrebbe occupare la prima e la seconda serata. Il format è legato in particolare all'amore per il mondo della cultura. La società Endemol ha pensato di trovare un'idonea location nella nostra città, perché la trasmissione dovrebbe andare in onda nelle stesse date in cui a Torino si terrà il Salone Internazionale del Libro. La società Endemol ha ricevuto indicazioni di tre location. Ha provveduto a fare, ovviamente, delle valutazioni di congruità rispetto alle tre location. A un certo punto, le due location che erano rimaste in ballo per l'eventuale trasmissione di Saviano erano il Teatro dell'Opera, il Teatro Regio e le Officine Grandi Riparazioni. Il Teatro Regio era ritenuto sostanzialmente compatibile col format televisivo, avendo, com'è noto, un palco, le attrezzature tecniche e la platea già predisposta. Ma purtroppo il Sovrintendente del Regio ha dovuto constatare che non vi era la disponibilità da parte del Teatro di poter offrire la garanzia dei dieci giorni precedenti alle dirette televisive, che sono necessari per le prove di una trasmissione di questo genere. Quindi, vi era un'impossibilità tecnica a utilizzare il Teatro Regio, perché sarebbe stato disponibile per le trasmissioni, ma non per le prove. Una trasmissione di questo genere ha bisogno di un lungo periodo di prova. È una trasmissione in cui si articoleranno complessi, oltre gli ospiti; è anche prevista un'orchestra e un corpo di ballo. Quindi si tratta di una trasmissione in grande stile: questa è stata la difficoltà. A quel punto, la società Endemol ha mostrato un particolare interesse per l'eventuale sede delle Officine Grandi Riparazioni. Per dare una risposta compiuta all'interpellanza, è bene precisare quello che sta avvenendo alle OGR. Le OGR, come voi sapete, sono uno spazio gestito dal Comitato dei 150 anni; sono state una delle sedi di attività del Comitato, in particolare per quello che riguarda la mostra \"Fare gli Italiani\" e la mostra \"Fare futuro\", che si sono tenute nel 2011. Quando il Comune di Torino, nell'ambito del Comitato, ha sostenuto la necessità di immaginare che le OGR potessero riospitare la riapertura (cosa che è avvenuta) della mostra \"Fare gli Italiani\" anche per l'anno 2012, il Comitato ha deciso di separare sostanzialmente la gestione delle OGR in due parti; una, che sta attuando la liquidazione del Comitato stesso, per le attività svolte dalla sua nascita; l'altra, invece, con un conto separato, che gestisce la riapertura della mostra \"Fare gli Italiani\" e delle OGR, la cui responsabilità, dal punto di vista del conguaglio costi- ricavi, è esclusivamente legata alla Città di Torino. A seguito di questa deliberazione, la Città di Torino ha quindi sottoscritto un accordo con il Comitato 150 anni, che rimane formalmente il gestore, come è inevitabile che sia, dello spazio OGR, fermo restando che - così dice l'accordo realizzato e firmato tra la Città e il Comitato 150 anni - è facoltà della Città procedere, visto che il rischio della riapertura è totalmente a carico del Comune di Torino, all'assegnazione degli spazi più ampi delle OGR. Perché a parte le attese di introiti da sponsor e da biglietteria relativi alla mostra, l'idea è di far rivivere le OGR in tutto il loro potenziale, compresa la parte in cui l'anno scorso era ospitata la mostra \"Fare gli Italiani\", il bar, il giardino e tutti gli spazi che le OGR sono in grado di mettere sul mercato. Avvalendoci proprio di questa facoltà, io ho inviato al Comitato 150 anni una richiesta di utilizzo gratuito - come è previsto dalla convenzione -, da parte della Città, degli spazi dell'ex mostra \"Fare futuro\", che sono stati scelti dalla società Endemol per ospitare questa produzione televisiva. Questi spazi sono stati richiesti nella loro completezza, perché in realtà c'è una parte di uffici che entreranno già da metà di aprile, ma nella loro completezza sono richiesti a far data dal 1° maggio, perché, come dicevo prima, ci sarà il problema di riallestire questi spazi a uso di platea televisiva, con tanto di scenografie, palchi, sistema audio, eccetera; inoltre, ci sarà la necessità di avviare l'intenso ciclo di prove, per arrivare alle tre serate in diretta. Qual è sostanzialmente l'accordo che abbiamo maturato con la società Endemol? Di dare loro la possibilità di utilizzare questi spazi. Ovviamente, tutti i costi relativi all'adattamento scenografico, nonché le utenze, eccetera, saranno sostenute direttamente dalla società Endemol. Mentre, siccome il programma andrà in onda su La7, noi abbiamo richiesto e ottenuto, da parte dell'emittente televisiva - perché ovviamente sono due questioni separate, chi produce il programma da una parte e l'emittente che lo acquista per la messa in onda, dall'altra - la garanzia di poter avere tre spazi pubblicitari (noti come telepromozioni), delle durata massima di novanta secondi ciascuna (si tratta della durata massima delle telepromozioni prevista oggi), che saranno posizionate nelle tre serate di messa in onda del programma. Il tutto, ovviamente, gratuitamente. Tengo a far presente che si tratta di una trasmissione molto attesa, come potete immaginare, che l'anno scorso, seppure in una forma editorialmente diversa, e stata ospitata nell'ambito della programmazione di Raitre, ottenendo uno share, in termini di ascolti, assolutamente importante. Nel 2011, credo sia stata la trasmissione televisiva che ha avuto l'audience maggiore, eccetto ovviamente le finali dei mondiali di calcio, cioè i grandi eventi sportivi. Quindi, pensiamo che questa trasmissione possa avere un'audience molto elevata. Le stime vanno dagli otto milioni di telespettatori a puntata ai dieci milioni e mezzo, registrate nell'edizione precedente su Raitre. In ogni caso, si tratta della possibilità, credo assolutamente importante per il nostro territorio, di poter avere novanta secondi, per tre puntate. Quindi, una possibilità assolutamente unica, in termini di promozione della nostra città e del nostro territorio. Vorrei, infine, ricordare che uno spazio televisivo di questo genere si può valutare, in termini di acquisto (come si suol dire \"net-net\", il netto a pagare), intorno circa 500.000 Euro. Quindi, stiamo parlando di una contropartita di assoluto valore, che la rete televisiva La7 darebbe al Comune di Torino, che unitamente al valore in sé di ospitare una trasmissione di questo genere, rappresenta per la nostra città e per il territorio un terreno di assoluto interesse. È ovvio che il nostro desiderio è di usufruire di questi tre spazi di novanta secondi, con queste tre telepromozioni, per riuscire a colloquiare con la grande quantità di italiani che vedranno questa trasmissione, prospettando, nel modo migliore possibile, il desiderio che abbiamo di offrire loro la visione di un territorio, non solo della città, ma anche della nostra provincia, di Venaria, di Rivoli, delle bellezze della città, nell'ovvio tentativo di fare un'operazione promozionale - io credo di indubbio valore - sostanzialmente a costo zero. È chiaro che per produrre le telepromozioni ci saranno dei costi, ma lo spazio delle telepromozioni, per il valore che dicevo, costituisce di per sé un viatico assolutamente eccezionale. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore per aver ripercorso le varie fasi del processo che ha portato l'assegnazione di uno spazio simile al programma "Ma l'amore no". Però, devo anche rilevare, per questo mi ritengo insoddisfatto della risposta, che l'Assessore non ha fornito delle risposte puntuali ai singoli quesiti che l'interpellanza poneva. Intanto, il percorso evidenziato non era stato reso noto sui quotidiani e i quotidiani sono stati l'unico tramite attraverso cui i Consiglieri, al pari di tutti i cittadini, hanno potuto ricevere un'informazione sulla trattativa che il Comune aveva intrapreso con la casa produttrice Endemol, piuttosto che con l'emittente La7. Il ruolo di Film Commission, ad esempio, non era stato evidenziato. Anche dalla sua risposta non appare del tutto chiaro, durante la trattativa della Endemol con Film Commission, rispetto alle varie location da selezionare, in quale momento il Comune è entrato in gioco nell'individuazione dello spazio delle OGR. Poi, c'è stato un accenno a una comunicazione inviata al Comitato Italia 150, ma non sul fatto se la Giunta Comunale di Torino abbia, o meno, comunicato, interpellato, chiesto un parere agli altri partner (ovvero la Provincia di Torino, la Regione Piemonte) di tutte le iniziative che alle OGR si sono svolte, rispetto all'opportunità di invitare comunque un programma di cui nessuno contesta il seguito a livello di share, ma di cui invece tutti, già nel corso delle passate edizioni, hanno contestato la direzione in termini di equilibrio politico. Anche Santoro ha avuto un grandissimo share, però è stata un'attenzione mediatica attirata soprattutto da polemiche che hanno diviso, invece che unire. L'opportunità di assegnare una location che è stata rilanciata proprio nel segno dell'Unità d'Italia, quindi delle unità degli italiani, a una trasmissione che invece sappiamo che cercherà di ottenere questi ascolti solo con provocazioni che tendono a dividere, i pro vita contro gli abortisti, o le persone a favore dell'eutanasia, piuttosto che i sostenitori di Berlusconi o i suoi detrattori, i Sì TAV o i No TAV. Insomma, cercherà solo di cavalcare le divisioni che percorrono la nostra penisola, che di sicuro non necessita di altre divisioni in tal senso. Forse, per correttezza istituzionale, valeva la pena condividere una scelta di questo tenore con altri Enti. Magari è successo, ma di questo non ho notizia, se non in via informale dall'Assessore Regionale Coppola, che l'ha appresa dai quotidiani. Soprattutto, non c'è stato un coinvolgimento del Consiglio; di questo sono testimone diretto, non ho dubbi. Nell'interpellanza si poneva un quesito che non ha ottenuto risposta, cioè se questa scelta sia stata condivisa dall'Assessore Braccialarghe con il Sindaco e la Giunta, con una formale deliberazione di Giunta, o se invece sia stata una trattativa come singolo Assessore. Quindi, chiedo che questa interpellanza venga rinviata in V Commissione per approfondire questi aspetti, anche perché sarebbe stato il caso di coinvolgere tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio per valutare se l'attribuzione di una connotazione fortemente politicizzata a una location culturale come le OGR, valga 270 secondi di promozione televisiva, oppure no. Quindi credo sia opportuno un approfondimento in V Commissione, anche per valutare le ricadute successive. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Ovviamente, nulla in contrario a discutere in qualsiasi altra sede di quello che il Consigliere desidera. Io ci tengo, però, se non sono stato chiaro, a precisare due elementi che mi sembrano chiari nella sua interpellanza, ma mi sembravano chiari nella mia risposta. Non siamo noi a stabilire dove una trasmissione televisiva ha interesse a svolgersi. Una trasmissione televisiva, come un film, ritiene di avere un interesse, come in questo caso, per la Città di Torino, per i motivi che ricordavo prima (la contemporanea presenza del Salone Internazionale del Libro) e verifica quali sono le location che, ovviamente, possono star bene alla produzione televisiva medesima. Quindi, siccome Film Commission è riconosciuta e tutti noi sappiamo che è lì ed è nata proprio con l'obiettivo di portare a Torino produzioni filmiche o televisive, qualunque operatore - in questo caso Endemol - si è rivolto a Film Commission per avere delle indicazioni di praticabilità. Ha fatto le sue verifiche. Ripeto, per tanto tempo ha coltivato l'ipotesi del Teatro Regio; poi, purtroppo, non è stato possibile per il motivo che spiegavo prima, cioè avevano bisogno di un periodo molto lungo per effettuare le prove. Infine, ha manifestato interesse per le OGR. Io ho saputo di questa vicenda quando il Vicepresidente del Comitato 150 anni, Alberto Vanelli, mi ha chiamato per dirmi che vi erano già stati tre sopralluoghi di Endemol alle OGR, e che gli pareva, da parte sua, che vi fosse un interesse. Quindi, voleva sapere, ai fini della convenzione in atto per l'esercizio delle OGR nell'anno 2012, che vede la Città di Torino come il gestore sostanzialmente di quegli spazi, se ritenevo, da parte mia, che quelle ipotesi potessero andare avanti. A quel punto sono entrato nella vicenda. Ho avuto i rapporti con la società Endemol; ho chiesto determinate garanzie, rispetto alla copertura delle spese, ovviamente a loro carico, per tutta la trasformazione che sarà necessaria, perché quello spazio oggi è nudo e diventerà uno studio televisivo. Nel contempo ho cercato di portare a casa - credo - un indubbio valore per la città e per il territorio, perché - ripeto - se riusciremo a utilizzare bene questa telepromozione, credo che, non solo in termini di valore economico, ma in termini di campagna promozionale per il nostro territorio, sia un vantaggio assoluto. Dopodiché, premesso che Alberto Vanelli, in quanto Vicepresidente del Comitato, così come ha informato me di questa ipotesi, ha informato anche l'Assessore Coppola e l'Assessore Perone, colgo l'occasione per ribadire che con il Comitato non ci limiteremo, ovviamente, a parlare di Torino. La nostra esigenza è di sfruttare un'occasione di questo genere per accendere un riflettore di grandissimo interesse dal punto di vista promozionale su Torino, ma anche sulla sua provincia. Quando parleremo (e io sono convinto sia uno degli elementi di richiamo) di Venaria, piuttosto che di Rivoli, parliamo, come ben sappiamo, di strutture che non sono strettamente legate alla cinta daziaria della nostra città. Quando parleremo (come sono convinto si debba fare) della grande tradizione enogastronomica di Torino, come uno degli elementi di forte richiamo turistico e culturale, è evidente che parliamo di un valore che non è solo della Città di Torino. Detto questo, è evidente che io, su tutta questa questione, ho avuto modo di parlare con il Sindaco, con il quale ho avuto modo di convenire sull'opportunità di questa questione. Non siamo ancora passati in Giunta, ma per un livello di informazione, non di deliberazione; perché la deliberazione, in questo caso, è del Comitato 150 anni, atteso il ruolo che nel 2012 esercita il Comune di Torino, tra l'altro, indicato nell'Assessore pro tempore alla Cultura e al Turismo, quindi a me medesimo, ma per un semplice motivo, perché ancora gli atti formali, che sono la stesura e la firma del contratto con Endemol, che deve precisare essere a loro carico esclusivo tutti i costi derivanti dalla produzione e, dall'altra parte, la contemporanea definizione, per iscritto, dell'accordo con l'emittente La7, relativa alla concessione gratuita degli spazi che ho menzionato, non si è ancora concretizzata. Nel senso che ci siamo scambiati dell'e-mail impegnative che vanno in questa direzione, ma gli atti conclusivi non sono stati ancora siglati. Io, peraltro, credo - lo dico con molta franchezza -, al di là degli apprezzamenti sulla trasmissione, che un'occasione di questo genere sia importante per la Città di Torino, un po' perché è una trasmissione di sicuro interesse e con un elevato numero di telespettatori, ma soprattutto perché personalmente credo che questa sia un'ottima occasione per fare una promozione incisiva - e sapete quanto ne abbiamo bisogno - per parlare a più gente possibile della meravigliosa occasione che si può avere venendo a Torino e provincia, nella nostra Regione, a gustare le molte cose, dal punto di vista culturale e non solo, che siamo in grado di offrire. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |