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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 2 Aprile 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 12
INTERPELLANZA 2012-01370
"ALLE OGR... TUTTO, 'MA L'AMORE NO'"!!!" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 14 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201370/002, presentata in
data 14 marzo 2012, avente per oggetto:
"Alle OGR... tutto, 'Ma l'amore no'!!!"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Va innanzitutto precisato che la trasmissione di cui trattasi è organizzata da una
società che si chiama Endemol, che è una società che produce format televisivi che,
ovviamente, vengono poi commissionati dalle varie reti televisive nazionali e
internazionali.
In questo caso, circa un mese mezzo fa, la società Endemol ha preso contatto con la
Film Commission di Torino, richiedendo l'eventuale disponibilità di spazi nella Città
di Torino per questa nuova trasmissione, il cui titolo è relativo all'amore e dovrebbe
avere come protagonisti la coppia televisiva Fazio - Saviano.
Si tratta di una trasmissione il cui format prevede tre serate in diretta televisiva,
programmate sull'emittente La7, ovviamente in prime time; una trasmissione che
dovrebbe avere uno sviluppo, anche orario, particolarmente prolungato; diciamo che
dovrebbe occupare la prima e la seconda serata.
Il format è legato in particolare all'amore per il mondo della cultura. La società
Endemol ha pensato di trovare un'idonea location nella nostra città, perché la
trasmissione dovrebbe andare in onda nelle stesse date in cui a Torino si terrà il
Salone Internazionale del Libro.
La società Endemol ha ricevuto indicazioni di tre location. Ha provveduto a fare,
ovviamente, delle valutazioni di congruità rispetto alle tre location. A un certo punto,
le due location che erano rimaste in ballo per l'eventuale trasmissione di Saviano
erano il Teatro dell'Opera, il Teatro Regio e le Officine Grandi Riparazioni.
Il Teatro Regio era ritenuto sostanzialmente compatibile col format televisivo,
avendo, com'è noto, un palco, le attrezzature tecniche e la platea già predisposta. Ma
purtroppo il Sovrintendente del Regio ha dovuto constatare che non vi era la
disponibilità da parte del Teatro di poter offrire la garanzia dei dieci giorni precedenti
alle dirette televisive, che sono necessari per le prove di una trasmissione di questo
genere. Quindi, vi era un'impossibilità tecnica a utilizzare il Teatro Regio, perché
sarebbe stato disponibile per le trasmissioni, ma non per le prove.
Una trasmissione di questo genere ha bisogno di un lungo periodo di prova. È una
trasmissione in cui si articoleranno complessi, oltre gli ospiti; è anche prevista
un'orchestra e un corpo di ballo. Quindi si tratta di una trasmissione in grande stile:
questa è stata la difficoltà.
A quel punto, la società Endemol ha mostrato un particolare interesse per l'eventuale
sede delle Officine Grandi Riparazioni. Per dare una risposta compiuta
all'interpellanza, è bene precisare quello che sta avvenendo alle OGR. Le OGR,
come voi sapete, sono uno spazio gestito dal Comitato dei 150 anni; sono state una
delle sedi di attività del Comitato, in particolare per quello che riguarda la mostra
\"Fare gli Italiani\" e la mostra \"Fare futuro\", che si sono tenute nel 2011.
Quando il Comune di Torino, nell'ambito del Comitato, ha sostenuto la necessità di
immaginare che le OGR potessero riospitare la riapertura (cosa che è avvenuta) della
mostra \"Fare gli Italiani\" anche per l'anno 2012, il Comitato ha deciso di separare
sostanzialmente la gestione delle OGR in due parti; una, che sta attuando la
liquidazione del Comitato stesso, per le attività svolte dalla sua nascita; l'altra,
invece, con un conto separato, che gestisce la riapertura della mostra \"Fare gli
Italiani\" e delle OGR, la cui responsabilità, dal punto di vista del conguaglio costi-
ricavi, è esclusivamente legata alla Città di Torino.
A seguito di questa deliberazione, la Città di Torino ha quindi sottoscritto un accordo
con il Comitato 150 anni, che rimane formalmente il gestore, come è inevitabile che
sia, dello spazio OGR, fermo restando che - così dice l'accordo realizzato e firmato
tra la Città e il Comitato 150 anni - è facoltà della Città procedere, visto che il rischio
della riapertura è totalmente a carico del Comune di Torino, all'assegnazione degli
spazi più ampi delle OGR. Perché a parte le attese di introiti da sponsor e da
biglietteria relativi alla mostra, l'idea è di far rivivere le OGR in tutto il loro
potenziale, compresa la parte in cui l'anno scorso era ospitata la mostra \"Fare gli
Italiani\", il bar, il giardino e tutti gli spazi che le OGR sono in grado di mettere sul
mercato.
Avvalendoci proprio di questa facoltà, io ho inviato al Comitato 150 anni una
richiesta di utilizzo gratuito - come è previsto dalla convenzione -, da parte della
Città, degli spazi dell'ex mostra \"Fare futuro\", che sono stati scelti dalla società
Endemol per ospitare questa produzione televisiva.
Questi spazi sono stati richiesti nella loro completezza, perché in realtà c'è una parte
di uffici che entreranno già da metà di aprile, ma nella loro completezza sono
richiesti a far data dal 1° maggio, perché, come dicevo prima, ci sarà il problema di
riallestire questi spazi a uso di platea televisiva, con tanto di scenografie, palchi,
sistema audio, eccetera; inoltre, ci sarà la necessità di avviare l'intenso ciclo di prove,
per arrivare alle tre serate in diretta.
Qual è sostanzialmente l'accordo che abbiamo maturato con la società Endemol? Di
dare loro la possibilità di utilizzare questi spazi. Ovviamente, tutti i costi relativi
all'adattamento scenografico, nonché le utenze, eccetera, saranno sostenute
direttamente dalla società Endemol. Mentre, siccome il programma andrà in onda su
La7, noi abbiamo richiesto e ottenuto, da parte dell'emittente televisiva - perché
ovviamente sono due questioni separate, chi produce il programma da una parte e
l'emittente che lo acquista per la messa in onda, dall'altra - la garanzia di poter avere
tre spazi pubblicitari (noti come telepromozioni), delle durata massima di novanta
secondi ciascuna (si tratta della durata massima delle telepromozioni prevista oggi),
che saranno posizionate nelle tre serate di messa in onda del programma. Il tutto,
ovviamente, gratuitamente.
Tengo a far presente che si tratta di una trasmissione molto attesa, come potete
immaginare, che l'anno scorso, seppure in una forma editorialmente diversa, e stata
ospitata nell'ambito della programmazione di Raitre, ottenendo uno share, in termini
di ascolti, assolutamente importante. Nel 2011, credo sia stata la trasmissione
televisiva che ha avuto l'audience maggiore, eccetto ovviamente le finali dei
mondiali di calcio, cioè i grandi eventi sportivi.
Quindi, pensiamo che questa trasmissione possa avere un'audience molto elevata.
Le stime vanno dagli otto milioni di telespettatori a puntata ai dieci milioni e mezzo,
registrate nell'edizione precedente su Raitre. In ogni caso, si tratta della possibilità,
credo assolutamente importante per il nostro territorio, di poter avere novanta
secondi, per tre puntate. Quindi, una possibilità assolutamente unica, in termini di
promozione della nostra città e del nostro territorio.
Vorrei, infine, ricordare che uno spazio televisivo di questo genere si può valutare, in
termini di acquisto (come si suol dire \"net-net\", il netto a pagare), intorno circa
500.000 Euro. Quindi, stiamo parlando di una contropartita di assoluto valore, che la
rete televisiva La7 darebbe al Comune di Torino, che unitamente al valore in sé di
ospitare una trasmissione di questo genere, rappresenta per la nostra città e per il
territorio un terreno di assoluto interesse.
È ovvio che il nostro desiderio è di usufruire di questi tre spazi di novanta secondi,
con queste tre telepromozioni, per riuscire a colloquiare con la grande quantità di
italiani che vedranno questa trasmissione, prospettando, nel modo migliore possibile,
il desiderio che abbiamo di offrire loro la visione di un territorio, non solo della città,
ma anche della nostra provincia, di Venaria, di Rivoli, delle bellezze della città,
nell'ovvio tentativo di fare un'operazione promozionale - io credo di indubbio valore
- sostanzialmente a costo zero.
È chiaro che per produrre le telepromozioni ci saranno dei costi, ma lo spazio delle
telepromozioni, per il valore che dicevo, costituisce di per sé un viatico
assolutamente eccezionale.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessore per aver ripercorso le varie fasi del processo che ha portato
l'assegnazione di uno spazio simile al programma "Ma l'amore no". Però, devo
anche rilevare, per questo mi ritengo insoddisfatto della risposta, che l'Assessore non
ha fornito delle risposte puntuali ai singoli quesiti che l'interpellanza poneva. Intanto,
il percorso evidenziato non era stato reso noto sui quotidiani e i quotidiani sono stati
l'unico tramite attraverso cui i Consiglieri, al pari di tutti i cittadini, hanno potuto
ricevere un'informazione sulla trattativa che il Comune aveva intrapreso con la casa
produttrice Endemol, piuttosto che con l'emittente La7. Il ruolo di Film Commission,
ad esempio, non era stato evidenziato.
Anche dalla sua risposta non appare del tutto chiaro, durante la trattativa della
Endemol con Film Commission, rispetto alle varie location da selezionare, in quale
momento il Comune è entrato in gioco nell'individuazione dello spazio delle OGR.
Poi, c'è stato un accenno a una comunicazione inviata al Comitato Italia 150, ma non
sul fatto se la Giunta Comunale di Torino abbia, o meno, comunicato, interpellato,
chiesto un parere agli altri partner (ovvero la Provincia di Torino, la Regione
Piemonte) di tutte le iniziative che alle OGR si sono svolte, rispetto all'opportunità di
invitare comunque un programma di cui nessuno contesta il seguito a livello di share,
ma di cui invece tutti, già nel corso delle passate edizioni, hanno contestato la
direzione in termini di equilibrio politico. Anche Santoro ha avuto un grandissimo
share, però è stata un'attenzione mediatica attirata soprattutto da polemiche che
hanno diviso, invece che unire.
L'opportunità di assegnare una location che è stata rilanciata proprio nel segno
dell'Unità d'Italia, quindi delle unità degli italiani, a una trasmissione che invece
sappiamo che cercherà di ottenere questi ascolti solo con provocazioni che tendono a
dividere, i pro vita contro gli abortisti, o le persone a favore dell'eutanasia, piuttosto
che i sostenitori di Berlusconi o i suoi detrattori, i Sì TAV o i No TAV. Insomma,
cercherà solo di cavalcare le divisioni che percorrono la nostra penisola, che di sicuro
non necessita di altre divisioni in tal senso.
Forse, per correttezza istituzionale, valeva la pena condividere una scelta di questo
tenore con altri Enti. Magari è successo, ma di questo non ho notizia, se non in via
informale dall'Assessore Regionale Coppola, che l'ha appresa dai quotidiani.
Soprattutto, non c'è stato un coinvolgimento del Consiglio; di questo sono testimone
diretto, non ho dubbi.
Nell'interpellanza si poneva un quesito che non ha ottenuto risposta, cioè se questa
scelta sia stata condivisa dall'Assessore Braccialarghe con il Sindaco e la Giunta, con
una formale deliberazione di Giunta, o se invece sia stata una trattativa come singolo
Assessore.
Quindi, chiedo che questa interpellanza venga rinviata in V Commissione per
approfondire questi aspetti, anche perché sarebbe stato il caso di coinvolgere tutte le
forze politiche rappresentate in Consiglio per valutare se l'attribuzione di una
connotazione fortemente politicizzata a una location culturale come le OGR, valga
270 secondi di promozione televisiva, oppure no.
Quindi credo sia opportuno un approfondimento in V Commissione, anche per
valutare le ricadute successive.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Ovviamente, nulla in contrario a discutere in qualsiasi altra sede di quello che il
Consigliere desidera.
Io ci tengo, però, se non sono stato chiaro, a precisare due elementi che mi sembrano
chiari nella sua interpellanza, ma mi sembravano chiari nella mia risposta.
Non siamo noi a stabilire dove una trasmissione televisiva ha interesse a svolgersi.
Una trasmissione televisiva, come un film, ritiene di avere un interesse, come in
questo caso, per la Città di Torino, per i motivi che ricordavo prima (la
contemporanea presenza del Salone Internazionale del Libro) e verifica quali sono le
location che, ovviamente, possono star bene alla produzione televisiva medesima.
Quindi, siccome Film Commission è riconosciuta e tutti noi sappiamo che è lì ed è
nata proprio con l'obiettivo di portare a Torino produzioni filmiche o televisive,
qualunque operatore - in questo caso Endemol - si è rivolto a Film Commission per
avere delle indicazioni di praticabilità.
Ha fatto le sue verifiche. Ripeto, per tanto tempo ha coltivato l'ipotesi del Teatro
Regio; poi, purtroppo, non è stato possibile per il motivo che spiegavo prima, cioè
avevano bisogno di un periodo molto lungo per effettuare le prove. Infine, ha
manifestato interesse per le OGR.
Io ho saputo di questa vicenda quando il Vicepresidente del Comitato 150 anni,
Alberto Vanelli, mi ha chiamato per dirmi che vi erano già stati tre sopralluoghi di
Endemol alle OGR, e che gli pareva, da parte sua, che vi fosse un interesse. Quindi,
voleva sapere, ai fini della convenzione in atto per l'esercizio delle OGR nell'anno
2012, che vede la Città di Torino come il gestore sostanzialmente di quegli spazi, se
ritenevo, da parte mia, che quelle ipotesi potessero andare avanti.
A quel punto sono entrato nella vicenda. Ho avuto i rapporti con la società Endemol;
ho chiesto determinate garanzie, rispetto alla copertura delle spese, ovviamente a loro
carico, per tutta la trasformazione che sarà necessaria, perché quello spazio oggi è
nudo e diventerà uno studio televisivo. Nel contempo ho cercato di portare a casa -
credo - un indubbio valore per la città e per il territorio, perché - ripeto - se
riusciremo a utilizzare bene questa telepromozione, credo che, non solo in termini di
valore economico, ma in termini di campagna promozionale per il nostro territorio,
sia un vantaggio assoluto.
Dopodiché, premesso che Alberto Vanelli, in quanto Vicepresidente del Comitato,
così come ha informato me di questa ipotesi, ha informato anche l'Assessore
Coppola e l'Assessore Perone, colgo l'occasione per ribadire che con il Comitato non
ci limiteremo, ovviamente, a parlare di Torino. La nostra esigenza è di sfruttare
un'occasione di questo genere per accendere un riflettore di grandissimo interesse dal
punto di vista promozionale su Torino, ma anche sulla sua provincia.
Quando parleremo (e io sono convinto sia uno degli elementi di richiamo) di
Venaria, piuttosto che di Rivoli, parliamo, come ben sappiamo, di strutture che non
sono strettamente legate alla cinta daziaria della nostra città. Quando parleremo
(come sono convinto si debba fare) della grande tradizione enogastronomica di
Torino, come uno degli elementi di forte richiamo turistico e culturale, è evidente che
parliamo di un valore che non è solo della Città di Torino.
Detto questo, è evidente che io, su tutta questa questione, ho avuto modo di parlare
con il Sindaco, con il quale ho avuto modo di convenire sull'opportunità di questa
questione. Non siamo ancora passati in Giunta, ma per un livello di informazione,
non di deliberazione; perché la deliberazione, in questo caso, è del Comitato 150
anni, atteso il ruolo che nel 2012 esercita il Comune di Torino, tra l'altro, indicato
nell'Assessore pro tempore alla Cultura e al Turismo, quindi a me medesimo, ma per
un semplice motivo, perché ancora gli atti formali, che sono la stesura e la firma del
contratto con Endemol, che deve precisare essere a loro carico esclusivo tutti i costi
derivanti dalla produzione e, dall'altra parte, la contemporanea definizione, per
iscritto, dell'accordo con l'emittente La7, relativa alla concessione gratuita degli
spazi che ho menzionato, non si è ancora concretizzata. Nel senso che ci siamo
scambiati dell'e-mail impegnative che vanno in questa direzione, ma gli atti
conclusivi non sono stati ancora siglati.
Io, peraltro, credo - lo dico con molta franchezza -, al di là degli apprezzamenti sulla
trasmissione, che un'occasione di questo genere sia importante per la Città di Torino,
un po' perché è una trasmissione di sicuro interesse e con un elevato numero di
telespettatori, ma soprattutto perché personalmente credo che questa sia un'ottima
occasione per fare una promozione incisiva - e sapete quanto ne abbiamo bisogno -
per parlare a più gente possibile della meravigliosa occasione che si può avere venendo
a Torino e provincia, nella nostra Regione, a gustare le molte cose, dal punto di vista
culturale e non solo, che siamo in grado di offrire.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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