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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200463/002, presentata in data 30 gennaio 2012, avente per oggetto: "Giardini Via Faccioli" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nell'interpellanza il Consigliere lamenta il degrado dell'area di Via Faccioli e zone limitrofe e chiede come intenda porre rimedio l'Amministrazione. I sedimi in questione, originariamente di pertinenza dei condomini limitrofi, organizzati in apposito consorzio, furono destinati ad aree verdi pubbliche già a partire dalla deliberazione del Consiglio Comunale del 21 marzo 1990, successivamente confermata da una deliberazione del Consiglio del 1996. Da allora la gestione di tali aree è stata assunta dalla Città di Torino, che ha provveduto alla loro periodica manutenzione, tra l'altro attrezzandovi un campo di calcetto e insediando su una porzione del sedime un'area giochi per bambini. Nel corso del 2010 la necessità di approfondire questioni giuridiche circa il titolo di legittimazione dell'uso pubblico delle aree da parte del Comune ha causato la temporanea interruzione dell'attività di manutenzione delle stesse. Nonostante la chiara volontà, affermata dal Consiglio con le due deliberazioni, di pervenire all'acquisizione delle aree, infatti, il trasferimento della proprietà non si è mai perfezionato per la difficoltà di formalizzare un atto di compravendita che veda quali controparti, in particolare dopo lo scioglimento dei consorzi, la moltitudine di condomini singoli. Gli approfondimenti, in ogni caso, hanno permesso di convenire, da ultimo, che la legittimazione del possesso dell'area in argomento - anche se esercitata in concreto e manifestamente - e la sulla conseguente legittimità degli interventi di manutenzione sono a carico della Città. Sentita la Circoscrizione 10, competente per l'attivazione del servizio di pulizia e di manutenzione delle aree verdi, essa ha confermato il loro imminente avvio, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno, peraltro occupandosi di attivare il Settore Verde e l'AMIAT per le procedure di relativa competenza. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Assessore, la vicenda, che, come lei ha citato, ha inizio nel 1990 - e siamo nel 2013 - è preoccupante, se consideriamo che impieghiamo due anni per fare un trasferimento di proprietà e ad oggi, dopo due anni, se ho capito bene (perché è andato talmente veloce che forse mi è scappato qualche passaggio), ancora non si è avuto il cambio della proprietà, quindi è ancora proprietà comunale e siamo noi che dobbiamo ancora occuparci di questa proprietà nel periodo di cessione. Interrompere nel 2010, quando si è iniziato, ma non si è ancora concluso, dopo due o tre anni, la manutenzione, forse già nel 2010 bisognava intervenire e continuare comunque ogni lavoro di sfalciamento del prato e di mantenimento di un certo decoro, perché attorno ci sono anche degli stabili abbastanza carini, non è un posto degradato. Quindi in un'area in cui vi è un degrado simile per motivi non ben noti, per quale motivo, se la proprietà è ancora Comunale, non si interviene più? Allora, o si sollecita questo trasferimento di proprietà il prima possibile, oppure comunque si interviene il prima possibile. Adesso mi sembra che le condizioni meteorologiche non siano più così avverse come due o tre mesi fa, quindi pregherei l'Assessore, se possibile, di far intervenire immediatamente sull'area tutte le persone che possono aiutare a impedire questo degrado permanente e così ampio di quella zona (negli scorsi giorni e negli scorsi mesi sono usciti anche diversi articoli che manifestano come nessuno si occupi delle erbacce, dei giochini dei bambini e come ci sia un degrado assolutamente preoccupante per gli abitanti della zona), anche perché se un bambino cade e si fa male, in questo momento è comunque sempre l'Amministrazione che ne deve rispondere, se quella zona non è tutelata così come dovrebbe essere tutelata. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Sarò stato anche veloce, però c'è un equivoco di fondo: non è che la Città deve cedere le aree ai privati, ma, siccome l'intervento l'ha fatto un consorzio, poi sciolto, e di conseguenza le aree di pertinenza sono passate ai privati, la Città dovrebbe acquisire il titolo da una moltitudine di privati. Questo spiega perché, ad oggi, non è stato ancora possibile mettere intorno tutti i soggetti per il passaggio formale di proprietà. Dopodiché, la Città ne esercita il possesso e di conseguenza, chiarita la legittimità del possesso, interviene nuovamente. Nell'interregno tra il momento in cui il possesso sembrava non dovesse essere esercitato e sembrava, invece, si dovesse esercitare, la Città, prudenzialmente, aveva interrotto gli interventi di manutenzione. Però le aree non sono di proprietà della Città, sono in possesso di fatto della Città. Quindi la differenza giuridica è che non è che abbiamo dormito per 23 anni, bensì per 23 anni, per 20 anni si è pensato che il possesso fosse conseguente all'autorizzazione e al passaggio di proprietà, quando poi, in realtà, i vecchi consorzi non sono più esistiti e ci si è trovati di fronte a delle moltitudini di condomini che hanno anche idee diverse, perché spesso in questi ambienti e in questi ambiti uno vuole la comunalizzazione della strada, l'altro non vuole la comunalizzazione, uno vuole il passaggio pubblico perché pensa che porti benessere, l'altro pensa che invece porti disagio e disturbo. Quindi, questa condizione ha rallentato. Quindi non vi è stato assolutamente di alcun tipo di inefficienza da parte dell'Amministrazione, bensì un cauto e prudente atteggiamento di utilizzo delle risorse pubbliche di manutenzione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |