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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo all'esame dell'interpellanza n. mecc. 201201232/002, presentata in data 8 marzo 2012, avente ad oggetto: "Festeggiamo le donne piemontesi" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Spinosa. SPINOSA Mariacristina (Assessore) Mi scuso se non mi alzo in piedi, ma ho un problema a una gamba e non posso caricarla più di tanto. Volevo rispondere all'interpellanza \"Festeggiamo le donne piemontesi\" presentata dai Consiglieri Ricca, Carbonero e Cervetti in data 8 marzo. In questa interpellanza si chiede motivo per cui si è deciso di dare tanta visibilità alle donne straniere, strumentalizzando addirittura l'argomento di fatti avvenuti lo scorso anno, e di trascurare le donne italiane e piemontesi che contribuiscono all'economia nazionale ogni giorno. Intanto, volevo precisare che l'iniziativa del convegno del 9 marzo 2012, presso la Sala Rossa, quella in cui si è ricordato il Sindaco Magnani Noya e c'è stato un successivo momento in cui si è affrontato l'argomento della Primavera Araba, è stata promossa dalla Consulta Femminile Comunale. Infatti, c'è il verbale della riunione del 13 febbraio, ore 16.00, in cui la Consulta, con i presenti, ha promosso questa iniziativa. Ovviamente sono stata invitata e ho partecipato, trovandola una bella iniziativa; però non è stata promossa da me, quindi non voglio prendermi dei meriti che non ho. Quindi, l'iniziativa del 9 marzo è stata organizzata e promossa dalla Consulta Femminile Comunale. Nel verbale ci sono i presenti e gli assenti, da cui si evince chi ha organizzato il tutto. Ritornando, invece, all'Assessorato che rappresento, abbiamo promosso una serie di iniziative, tramite affissioni, locandine e sito internet, intitolate \"8 marzo e non solo\". Nella giornata del 8 marzo abbiamo promosso una mostra fotografica chiamata \"Women at work\", \"Donne a lavoro\", di Laura Portinaro, una giovane fotografa piemontese residente a Londra. Inoltre, abbiamo promosso una rassegna cinematografica, al Cinema Romano, con una serie di film, tra cui \"La ciociara\", \"La scelta di Sophie\", \"La Venere nera e \"We want sex\". Nel contempo, sempre perché abbiamo parlato di \"8 marzo e non solo\", abbiamo pubblicizzato, in tutte le maniere e in tutte le forme possibili, tutte le iniziative sia del 8 marzo, che in tutto il mese di marzo, che facevano riferimento ovviamente alla celebrazione della festa della donna, affrontando tematiche relative alle questioni delle politiche di genere e abbiamo pubblicizzato tutte le iniziative di tutte le Circoscrizioni. Quindi, l'\"8 marzo e non solo\" è stata incentrata su una serie di iniziative promosse dalle varie Circoscrizioni. Per quanto mi riguarda, non ritengo che le iniziative del 8 marzo siano state incentrate solo sulle questioni della Primavera Araba. Relativamente all'iniziativa sulla Primavera Araba è stata fatta questa iniziativa dalla Consulta Femminile Comunale, come ho già detto, alla quale ha preso parte e che ho ritenuto una bella iniziativa. Come Assessorato abbiamo promosso l'incontro con Tawakkul Karman, premio Nobel per la pace 2011, che ha ricevuto dal Consiglio Comunale la cittadinanza onoraria, che noi ovviamente abbiamo apprezzato e promosso. Ma è stato un mese prima della celebrazione del 8 marzo. Questo è quanto. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Ringrazio l'Assessore. Io presumo che qualsiasi iniziativa della Consulta Femminile Comunale debba avere un avallo dell'Assessorato alle Pari Opportunità, ecco perché attribuisco la responsabilità dell'iniziativa all'Assessore Spinosa. Quello che contesto è che nella giornata del 8 marzo 2012 si sia trovato il tempo di sottolineare una sensibilità alla lotta di queste donne arabe e non alla lotta delle donne italiane e piemontesi. Innanzitutto, mi sembra un po' strano sottolineare l'importanza delle donne arabe all'interno della rivoluzione della Primavera Araba, quando tutta la stampa marginalizza il fenomeno, anzi, non gli riconosce alcuna importanza. Stiamo parlando di una stampa che assolutamente non è vicino a noi, perché stiamo parlando di articoli comparsi su Il Manifesto, La Repubblica, dove in modo forse più oggettivo e più critico si sottolinea come le donne non abbiano avuto un ruolo decisivo in nessuna delle grandi piazze arabe. In Libia, la rivolta è stata maschile. Quindi, stiamo onorando e festeggiando qualcosa che dai media internazionali non è ritenuto assolutamente di grande valore. Il secondo punto della mia critica è: le donne torinesi dove le abbiamo lasciate? Le lotte quotidiane delle donne torinesi, delle donne piemontesi, delle donne italiane, dove le abbiamo lasciate? Perché io, proprio nei giorni del 7, 8 e 9 marzo, ho letto articoli che dicono: "Su 100 lavoratori solo 44 sono donne. Come spiega da tempo la Provincia di Torino, esiste una fragilità occupazionale maggiore per donne e ragazze". "Guadagnano, in media, il 40% in meno. Troppo forte in Piemonte il divario fra l'occupazione maschile e femminile e fra i relativi guadagni". Lo ha sottolineato l'Assessore Maccanti, illustrando il terzo Bilancio di genere della Regione e le donne guadagnano in media meno il 40% rispetto agli uomini. Poi ho letto che le donne sono penalizzate anche in quei contratti che una volta erano un loro primato, cioè quelli part-time, che consentivano di conciliare il lavoro con un'eventuale gravidanza. Anche il part-time è stato tolto al mondo femminile, attribuendolo a più larga scala al mondo maschile. Questo, ad esempio, per me è un argomento da trattare per quanto riguarda le donne eroine della nostra società. Leggo, ad esempio, che l'O.N.U., proprio in queste ultime settimane, al Dipartimento delle Pari Opportunità, ha parlato di femminicidio come prima causa di morte in Italia per le donne fra i 16 e i 44 anni, dove per "femminicidio" si intende la distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale. Leggo ancora che proprio l'O.N.U. ha sottoscritto: "Ogni tre giorni una donna in Italia viene uccisa dal proprio partner. Le Nazioni Unite sostengono che in centoventicinque Paesi del mondo le leggi penalizzano davvero la violenza domestica e l'uguaglianza è garantita. L'Italia, purtroppo, sembrerebbe far parte degli altri centotrentanove Paesi". Allora, la mia critica voleva solo sottolineare il fatto che forse anche noi abbiamo delle donne eroine, che lottano tutti i giorni e forse anche noi abbiamo qualche causa di ingiustizia e di sofferenza da appoggiare, in quanto figure istituzionali. È a questa attenzione, a questa sensibilità che invito l'Assessorato per il futuro. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Spinosa. SPINOSA Mariacristina (Assessore) Ringrazio il Consigliere Cervetti per aver citato dei temi molto interessanti, che sono già all'attenzione, ovviamente, mia e dell'Assessorato, per future iniziative. Ovviamente, per l'8 marzo, abbiamo dovuto fare una scelta e abbiamo organizzato questa mostra incentrata sul discorso delle donne e del lavoro. Non avevo citato - mi dispiace non averlo fatto, lo faccio adesso - l'iniziativa con Chiara Saraceno, della mattina del 8 marzo, in Sala Rossa, dove si è parlato della cittadinanza dimezzata. Dopodiché, abbiamo organizzato questa mostra sul lavoro femminile del nostro territorio, realizzato da una giovane fotografa piemontese. Tutti gli argomenti di cui ha parlato il Consigliere Cervetti sono interessanti e sono già alla nostra attenzione per organizzare delle iniziative. Però, vorrei dire al Consigliere che per quanto riguarda l'iniziativa della Consulta Femminile Comunale, nel verbale del 13 settembre si evincono gli assenti, tra cui anche il suo Partito. Questa sarebbe stata l'occasione giusta, in quanto la Consulta Femminile oltre che una Presidente ha anche un Ufficio di Presidenza, per inserire una propria proposta e magari fare qualcosa di diverso, promosso dalla Consulta stessa. Infatti, leggo che in quell'occasione, ad esempio, il Movimento 5 Stelle è intervenuto dando un suo parere, come tanti altri. Quindi, sulla questione della Consulta Femminile Comunale, non è passata nessuna autorizzazione da parte mia sull'iniziativa. Questa iniziativa è stata decisa, è stato redatto un verbale della riunione ed è stata promossa dalla Consulta Femminile Comunale. Per il futuro, consiglio di partecipare eventualmente a queste riunioni della Consulta Femminile Comunale, dove si ha la possibilità di esprimere una propria idea e di intervenire anche nell'organizzazione, approvando o disapprovando le eventuali proposte della Consulta Femminile Comunale. Per quanto riguarda, invece, le iniziative promosse dall'Assessorato, come ho già detto, sono state pubblicizzate su tutto il territorio della città di Torino le iniziative, dal 5 marzo fino a oltre il mese di marzo, che riguardano le politiche di genere e le donne. Se il Consigliere Cervetti vuole, le faccio avere tutto il calendario di iniziative, dove le Circoscrizioni hanno promosso, con le associazioni, iniziative su vari temi. Quindi, è stato un "8 marzo e non solo", proprio come è stato volutamente chiamato, che ha toccato vari temi. La questione non è di escludere alcuni temi, ma dovremmo parlare di quello che si è fatto su tutto il territorio della città. Io, comunque, apprezzo i temi di cui ha parlato il Consigliere Cervetti, che sono sicuramente temi di interesse. Però, quando ci sono delle iniziative bisogna fare delle scelte, e le scelte sono andate sul festeggiamento con Chiara Saraceno, con la mostra fotografica e con la rassegna cinematografica, unitamente a tutto il resto che si è svolto su tutto il territorio della città. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Ringrazio l'Assessore Spinosa. Innanzitutto la mia assenza è dovuta al fatto che partecipo già alla Consulta Femminile Regionale. Purtroppo siamo poche noi donne della Lega Nord e non possiamo partecipare a tutte le Consulte Femminili, ma in futuro cercheremo di essere più numerose. Quello che intendevo, e che mi ha spinta a presentare l'interpellanza, è che al di là delle numerose manifestazioni delle Circoscrizioni, sarebbe stata gradita una sensibilità a una celebrazione, in Sala Rossa, delle lotte e delle eroine di cui le ho appena parlato, perché qui ci sono le figure istituzionali che si fanno portavoce delle nostre lotte, delle nostre difficoltà e delle nostre donne, non nelle varie associazioni disperse nelle Circoscrizioni. Cioè è proprio il ruolo istituzionale della Sala Rossa che a me premeva sottolineare. Per quanto riguarda le manifestazioni esterne alla Sala Rossa, quindi non istituzionali, per me la sensibilità alle lotte delle nostre donne, sicuramente non poteva essere sottolineata da una mostra fotografica dell'artista londinese di origine piemontese. Io intendevo tutt'altro tipo di manifestazioni. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |