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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 36
MOZIONE 2011-05623
"BAZAR PROJECT: UN FALLIMENTO A CUI PORRE FINE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 18 OTTOBRE 2011.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201105623/002,
presentata in data 18 ottobre 2011, avente per oggetto:
"Bazar Project: un fallimento a cui porre fine"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Questa proposta di mozione era sospesa in Aula; vorrei che il primo firmatario ci
comunicasse se intende mantenerla sospesa in Aula o se vuole discuterla.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Vorrei discuterla e porla in votazione, visto che il motivo della sospensione era
l'attesa di un sopralluogo informale, che, organizzato dal Presidente Mangone
insieme agli Assessori Curti e Tedesco, si è svolto regolarmente ieri mattina.
Credo che tutti (anche se devo ammettere che c'è stata una partecipazione un po'
bassa dei Consiglieri) abbiano ben chiari gli elementi di dibattito e, quindi, chiedo di
procedere alla discussione.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, abbiamo già anticipato la discussione di un progetto, tale Bazar Project, che
penso che tutti i Consiglieri conoscano già, per cui non vi annoierò ripercorrendolo
nel dettaglio, ma mi limiterò ad accennare al fatto che, in realtà, questa
Amministrazione decise già nella scorsa tornata amministrativa di creare il progetto
di Bazar Project e quindi l'Associazione o, quanto meno, di dare all'Associazione
Bazar Project un ruolo di autogestione del fenomeno del piccolo commercio al
dettaglio e dello scambio dell'usato, che aveva preso piede in modo abusivo la
domenica nell'area di Piazza della Repubblica.
Abbiamo già chiarito che, in realtà, qui si tratta di condividere o meno la dottrina che
sta alla base di una scelta di questo tipo; non voglio mettere in bocca a nessuno
parole che non sono condivise, ma penso di riassumere bene il concetto dicendo che
questa Amministrazione, tutto sommato, pensava di ridurre gli effetti
dell'abusivismo o dell'illegalità dando delle regole minime di auto-organizzazione e
vigilando sul rispetto di queste, quindi, di fatto, autorizzando un'area di piccolo
commercio improvvisato.
In realtà, dai dati forniti dall'Assessore Tedesco in risposta ad una mia interpellanza
e da quello che ci è stato riferito dagli operatori dell'Associazione Bazar Project nel
sopralluogo di ieri, si tratta di un'attività di piccolo commercio abusivo, quindi al di
fuori della registrazione nell'Associazione, e anche di commercio di articoli che non
sono contemplati dal Regolamento del Comune, per cui non solo merce usata, ma
anche merce nuova (la novità della merce la si desume dall'etichetta, piuttosto che
dal fatto che è ancora sigillata), insieme a merce di dubbia provenienza (come
cellulari, preziosi vari e articoli di questo genere) e, addirittura, alimenti che, per
definizione, ci auguriamo tutti che non siano stati usati.
La continuazione di questa proliferazione di abusivismo è stata rilevata dal sempre
maggior numero di sequestri ed interventi della Polizia Municipale, a cui va il nostro
plauso, perché i numeri parlano da soli e dimostrano che questa teoria della riduzione
del danno non ha funzionato, perché, oggettivamente, di fronte ai nostri occhi
(addirittura durante lo svolgimento del sopralluogo), arrivavano degli abusivi. Per
ammissione degli stessi responsabili dell'Associazione, molti degli espositori
autorizzati non esponevano il cartellino certificatore per timore delle ritorsioni degli
abusivi, che si mettevano a ridosso della loro piazzola. Insomma, è una conferma del
fatto che, in realtà, l'abusivismo ha trovato un polo attrattivo ed una selva in cui
celarsi proprio nel bazar che è stato promosso e, quindi, regolarizzato dal Comune di
Torino.
In realtà, si continua ad esporre i cittadini torinesi (che, in buona fede, vanno a
comprare lì perché sono attirati dal prezzo basso) a pericoli come l'incauto acquisto,
che, tutto sommato, è un reato che può essere commesso, ma che è giustificabile se
una persona va a comprare in un bazar che è autorizzato e, quindi, sanato e
regolarizzato dal Comune di Torino, ma quest'area continua ad attrarre degrado in
una zona storica di Porta Palazzo, dove questo degrado - per carità, lo abbiamo detto
tante volte - ha un suo radicamento nella storia, ma non per questo - e non mi
stancherò mai di dirlo - dobbiamo sentirci assolti dal dovere e dall'onere di porre fine
a questo degrado e a questa illegalità diffusa.
Per questi motivi, nonostante l'attenzione del dibattito abbia seguito, grosso modo,
quella del sopralluogo e del percorso in Commissione, chiedo di porre in votazione
questa proposta di mozione che chiede, senza tanti giri di parole, di porre fine al
progetto di Bazar Project.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Vi sono interventi in merito? Ricordo che, visto che è andata in Commissione, il
Presidente della Commissione può intervenire per tre minuti e gli altri Consiglieri per
3 e, poi, vi è la possibilità di una replica.
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Ieri, abbiamo fatto informalmente - lo preciso - un sopralluogo con la III
Commissione e tutti i Consiglieri che avevano piacere di intervenire; in effetti,
eravamo in pochi, però c'erano sia l'Assessore Curti che l'Assessore Tedesco e lì
abbiamo trovato quello che ci aspettavamo.
Questa vicenda parte da lontano, cioè da una situazione di abusivismo vero e da una
situazione che era fuori dal controllo, con un pezzo di territorio permanentemente
occupato o, quanto meno, tutte le domeniche occupato e fuori dal controllo, con un
insieme di abusivismo misto a manifestazioni di carattere - come le possiamo
definire? - politico di soggetti che erano lì a tutelare l'abusivismo.
Negli anni è stato chiesto più volte un intervento delle Forze dell'Ordine, così come
più volte è stato richiesto ai Tavoli, dove questi aspetti venivano discussi, di
intervenire e la risposta è sempre stata che si trattava di una questione di ordine
pubblico. Quando si utilizza l'espressione: "È una questione di ordine pubblico"
implicitamente si dice che è un problema che non riguarda la Città di Torino, ma del
quale sono le Forze dell'Ordine ad occuparsene.
D'altro canto, noi avevamo l'opinione pubblica del luogo che ci chiedeva di fare
qualcosa, per cui, sempre allo stesso Tavolo, abbiamo proposto una forma di
legalizzazione di quella situazione con l'obiettivo - ma nessuno di noi si era illuso e
si illude di risolvere radicalmente e definitivamente il problema in quell'area - di
provare a contenere le forme di illegalità che si sviluppavano in quel luogo.
Credo che l'Amministrazione abbia raggiunto il suo obiettivo, perché anche ieri, pur
ammettendo che parte delle cose che oggi ha raccontato il Consigliere Marrone sono
vere, non mi pare di aver visto nulla di straordinario.
Abbiamo visto una situazione di libero scambio con una serie di soggetti, alcuni dei
quali non avevano il cartellino, ma non credo che si possa definire un reato così
grave; tutto sommato, abbiamo visto una situazione sotto controllo, con un minimo
di ordine e con un servizio d'ordine organizzato dall'Associazione che gestisce quel
luogo. La situazione di ieri immagino che si possa vedere tutte le domeniche e non
credo che la nostra presenza abbia richiamato un certo numero di persone a tutela
dell'ordine pubblico.
Questa esperienza va sicuramente mantenuta e, per quanto è possibile, migliorata,
sapendo però che, evidentemente, un'area problematica come questa ha necessità di
differenti interventi e, negli anni, questa Amministrazione è intervenuta sotto diversi
aspetti, anche quelli della riqualificazione urbanistica e - non secondaria - di carattere
sociale.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ieri non ho partecipato al sopralluogo, ma mi reco spesso in quelle zone, conosco
bene Porta Palazzo, so come è cambiata negli anni e credo che ci sia qualcosa che mi
sfugge nella ricostruzione del Consigliere Marrone. Ogni tanto, si rischia di
confondere la povertà con la delinquenza e con quelle che sono varie sfumature di
grigio, che, in qualche modo, si incontrano in quei luoghi.
Sinceramente, non vedo neanche questa polemica sulla riduzione del danno; forse
non sta nella vostra cultura politica, forse è più facile parlare di rimozione, di
sgombero o di eliminazione, ma, di fatto, la povertà non si elimina e non si cancella
vietando a quelle persone - che, tra l'altro lo fanno solo di domenica - di vendere
quello che hanno in più, o quello che hanno raccattato in giro, o quello che altri gli
hanno donato e ceduto.
Questa è anche un po' la filosofia di "Mercanti per un giorno" e di tanti mercati delle
pulci. In questo caso è una parte dell'oggetto anche di quel compromesso, secondo
me, al rialzo, che ha fatto riemergere dall'illegalità un pezzo di quella città ed un
pezzo di quel mercato abusivo.
Lo si è fatto facendo un'Associazione, lo si è fatto registrando tutte le persone che di
domenica vogliono fare quel tipo di azione, lo si è fatto facendogli pagare un voucher
e chiedendogli di autoregolamentarsi, di fare loro le ispezioni, di farci vedere che
cos'è lecito e che cosa non è lecito per quelle associazioni; tra l'altro non lo fanno da
soli, ma in collaborazione con le Forze dell'Ordine.
L'Assessore Curti non ha ancora parlato, non l'ha citato il Consigliere Mangone,
però, prima di tutto, ringrazierei chi ha pensato quel progetto, chi ha pensato "The
Gate", chi oggi può andare in giro per questa Città e far sì che questo tipo di
esperienza faccia parte delle best practice, che in Europa in qualche modo ci vengono
riconosciute.
Come diceva il Consigliere Mangone, sono consapevole che in quell'emersione
dall'illegalità e nonostante quella riduzione del danno ci siano ancora soggetti che,
magari, tra virgolette, "fanno i furbi", chi, di fatto, viola un patto di civiltà e anche di
solidarietà che c'è all'interno di quell'Associazione, magari vendendo refurtiva
rubata, e chi - come dice il Consigliere Marrone - magari vende qualcosa di nuovo.
Ci sono i Vigili Urbani che svolgono il loro mestiere, tra l'altro proprio in
collaborazione con quell'Associazione, che (sia di domenica, che in settimana)
dichiara quali sono le piazzole che violano quel patto di solidarietà.
Sinceramente, non capisco e non voterò questa proposta di mozione; spero, invece,
che quei sopralluoghi servano al Consigliere Marrone, affinché possa distinguere
sempre più la delinquenza dalla povertà.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 33, favorevoli 12, contrari 21.
La proposta di mozione è respinta.
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