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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 33

Comunicazioni del Sindaco su "Esposizione striscioni dei due marò arrestati in India e di Paolo Bosusco, ostaggio dei ribelli maoisti in India".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Poiché il Sindaco è presente, lui ha da fare una comunicazione, che illustravo già alla
Conferenza dei Capigruppo, che è relativa ad una delega assessorile che ha esteso,
però prima di questo, visto che antecedentemente al suo arrivo vi è stata un po' di
bagarre riguardo alla comunicazione richiesta dal Consigliere Marrone sui due
militari attualmente arrestati in India, il Sindaco desiderava illustrare le decisioni che
intenderebbe intraprendere in merito, salvaguardando sia la Urru che questa nuova
richiesta del Consigliere Marrone.

SINDACO
Non so bene l'andamento della discussione prima che io fossi qui, ma comunque non
c'è alcuna ragione né di nervosismo, né di polemica.
Mi pare evidente che la Città debba essere attenta e solidale con tutti quei cittadini
italiani che si trovino in una condizione di cattività, per questa o quella ragione.
Così come abbiamo esposto la fotografia di Rossella Urru, chiedendone e
sollecitandone la liberazione, siamo altrettanto sensibili alla liberazione dei due
nostri militari in questo momento in stato di arresto in India, così come
dell'operatore italiano che nelle ore scorse è stato sequestrato in India e di cui ci
auguriamo nelle prossime ore ci possa essere la liberazione.
In relazione a questo sentimento di umana solidarietà, cui la nostra Città è attenta e
sensibile, abbiamo predisposto di fare in modo che al balcone del Palazzo Civico sia
messa, nei prossimi giorni, una iconografia che ricorda tutti questi cittadini che sono
in questa condizione, auspicandone la liberazione.
Per questo, ripeto, non c'è ragione di polemica. Poi ciascuno può avere opinioni
proprie su mille cose, ma la solidarietà umana nei confronti di persone che
ingiustamente si trovano ad essere private della loro libertà credo che la dobbiamo
dare a tutti in modo solidale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Bene, quindi io considererei conclusa la comunicazione. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Allora, se tutti sono d'accordo, possiamo anche aprire il dibattito,
però vorrei l'accordo di tutti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Il Sindaco ha comunicato le sue intenzioni, non mi pare che sia necessario andare al
dibattito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Grazie per la concessione, Presidente. Pensavo che il dibattito fosse sempre una delle
prerogative dell'Aula e che i Consiglieri dovessero anche, sia pur brevemente,
esprimere le loro opinioni liberamente, senza dover chiedere l'autorizzazione
all'Aula.
Detto questo, io concordo con quello che ha testé detto il Sindaco, che è
sensibilmente diverso da quello che era stato comunicato precedentemente dal
Presidente del Consiglio Comunale, quindi sono sostanzialmente d'accordo.
Tengo solo a precisare che la situazione di cattività nella quale si trovano i rapiti
italiani all'estero sia diversa da quella per la quale ci sono dei detenuti, per le quali
cause ancora giustamente non conosciamo tutti gli elementi, ovviamente ci sarà un
processo, parliamo di una grande democrazia, la più grande democrazia del mondo,
che è l'India, con la quale l'Italia intrattiene da moltissimo tempo rapporti di
cordialità di diplomatici a tutti i livelli, anche economici e politici.
Detto questo, è evidente che tutti ci aspettiamo che i cittadini italiani sempre possano
tornare a casa loro, per un aspetto legato alla solidarietà umana, personale e alle loro
famiglie.
Tenderei a ricordare all'Aula e al Presidente che dividerei, però, la situazione dei 38
e oltre operatori, o persone che lavorano all'estero, che sono in stato di privazione
della libertà a causa di rapimenti o vicende simili, rispetto a chi invece è detenuto,
anche se soltanto per arresto oppure perché sottoposto a procedimenti penali, che
ovviamente hanno tutt'altro tipo di condizione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Come ho detto in tempi non sospetti, io condivido il fatto di esporre le fotografie dei
due militari detenuti attualmente in India, nell'ambito di una missione internazionale,
in accordo internazionale per quanto riguarda la lotta alla pirateria.
Vorrei solo che sia chiara una cosa, però: non possiamo pensare che sui nostri
connazionali rapiti o detenuti all'estero ci sia sempre la lotta politica, per cui io
faccio il nome, qualcuno dice sì o no e alla fine mettiamo chiunque, perché, per
quanto mi riguarda, anche i detenuti per altre ragioni, che in Italia non lo sarebbero,
hanno il diritto di poter tornare a casa.
In questo Consiglio Comunale discutemmo una volta - allora non c'era l'abitudine di
appendere le fotografie - di quel torinese arrestato e detenuto alle Maldive per una
quantità di semi di marijuana che era praticamente risibile e tutti si mobilitarono.
All'epoca non si appendevano le fotografie. Sono tantissimi.
Io sono d'accordo e non voglio farne un caso politico, però occorre semplicemente
aver presente che, mentre tutte le vicende dei rapiti non sono mai chiare, perché tutto
si sa soltanto dopo, compresa quella in corso, che sembra abbastanza definita, del
piemontese rapito da sedicenti guerrieri maoisti, almeno così internazionalmente
riconosciuti, però la vicenda dei marò in questo momento è una vicenda abbastanza
non chiara, forse perché Vespa non ha ancora fatto nessun "Porta a Porta" con
testimonianze, schemi, rotte e via dicendo. Per cui occorre valutare attentamente
anche gli aspetti internazionali.
Io credo che tutto questo non possa essere, però, a critica dell'operato del Ministero
degli Esteri e del Ministro, che attualmente si sono mossi con tutta l'accortezza del
caso.
Quindi, nulla in contrario che si mettano fuori le foto, però è abbastanza probabile
che questo sia solo l'inizio di altre richieste, perché chiaramente... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). La Urru è uscita semplicemente da moltissimo tempo e
l'abbiamo lì, ma poteva uscire mesi prima.
Se domani qualche Consigliere chiede che per qualche caso particolare venga appeso
il ritratto fuori in segno di solidarietà, è difficile negarlo. Per cui avremo
permanentemente fuori un po' di esposti, che va benissimo, basta soltanto che sia
chiaro e la questione non sia strumentalizzata per altre ragioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto vorrei sottolineare il fatto che è da luglio che mettiamo striscioni fuori,
quindi non c'è pericolo che si inizi, perché abbiamo già iniziato.
Poi io sono perfettamente d'accordo a mettere fuori l'iconografia dei due marò, però
io terrei anche a sottolineare l'inadeguatezza del Ministro degli Esteri, che
probabilmente, se fosse stato di un partito politico, magari di un vecchio Governo,
forze politiche che adesso sono in maggioranza a livello parlamentare, avrebbe fatto
davvero tanto baccano, perché sicuramente non è questo il modo di condurre delle
trattative per riportare a casa dei militari. Probabilmente un Ministro tecnico in un
posto dove si fa politica pura, ovvero al Ministero degli Esteri, è, dal mio punto di
vista, totalmente inadeguato.
Quindi, oltre a mettere fuori questo striscione, sarebbe bello prendere anche una
posizione chiara su un Ministro che probabilmente non ha le competenze per
ricoprire quel ruolo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sarò brevissimo. Io vorrei soltanto dire che, vista la situazione, sarebbe forse il caso
di fare un pensiero a un minimo di regolamentazione o comunque di linee guida
stabili, concordate tra tutti, su questo argomento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Concordo. Provvederemo a parlarne in una Conferenza dei Capigruppo.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io ci tengo a ringraziare e anche ad esprimere un plauso in quest'Aula al Sindaco
Fassino, perché gli riconosco un merito in particolare: quello, da Primo Cittadino, di
aver sottratto alla polemica faziosa, politica, invece, un tema che richiede la giusta
serietà in un momento così drammatico.
Guai se arrivassimo a pensare che riportare a casa i militari sia di destra e riportare a
casa i cooperanti non governativi sia di sinistra.
Peraltro, la richiesta di comunicazioni partiva dal presupposto di lasciare,
ovviamente, fino alla liberazione, che tutti ci auguriamo essere veloce e vicina nel
tempo, della volontaria Urru.
Semplicemente questo ringraziamento è doveroso, perché un momento come questo
richiede grande coesione. Ricordiamo tutti che questo arresto, che è avvenuto durante
un momento elettoralmente teso, ha portato oggettivamente a definire un'azione, che
poi giustamente andrà accertata nelle sedi competenti, ovvero anche nelle sedi della
Magistratura italiana, quando i nostri militari saranno riportati in patria, è stato però
oggettivamente strumentalizzato fino addirittura a indurre le autorità indiane a
definire l'accaduto un atto di terrorismo, che è la motivazione per cui formalmente si
trattiene, al di là dei due marò, l'intero equipaggio civile della nave in India.
Io, peraltro, dissentendo dal mio ex Ministro, Ignazio La Russa, sono dell'idea che,
di fronte alla pirateria - perché ricordiamoci che non parliamo della Svezia, parliamo
di un contesto in cui ci sono i pirati nei mari -, la sicurezza dei cargo privati andrebbe
forse affidata ai contractor pagati dai privati, perché effettivamente questo caso ha
sollevato il problema, anche il conflitto oggettivamente di interessi, del fatto che le
compagnie private abbiano dei militari, quindi di Stato in quanto militari, a
difenderne gli interessi.
Su questo credo che i partiti, in sedi nazionali, dovrebbero ragionare oggettivamente
nelle sedi opportune.
Però è importante che la Città di Torino aderisca ad una campagna che riguarda tante
Amministrazioni - è partita da Roma, ma può riguardare anche Amministrazione
come quella torinese, di colore politico diverso -, dimostrando che in realtà l'Italia si
stringe attorno a due ragazzi in divisa, che stanno soffrendo una prigionia lontana.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consideriamo concluse queste comunicazioni.
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