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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201338, presentata in data 13 marzo 2012, avente per oggetto: "Cioccolaflop" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) I dati ufficiali, presentati in conferenza stampa alla chiusura della manifestazione del 2012, attestano i seguenti andamenti: oltre 500.000 presenze. Si è confermato e rafforzato il successo di Cioccolive, area realizzata grazie al sostegno della Camera di Commercio di Torino, che ha visto migliaia di persone partecipare ai laboratori, alle dimostrazioni live dei sessanta maestri fra cioccolatieri, pasticceri, chef, gelatieri e baristi. Le attività ludico-didattiche hanno registrato oltre 2.000 partecipanti; il sito di Cioccolatò ha registrato il più 200% di visite. Oltre mille sono state le persone che hanno navigato sul Po, con i battelli Ciocco Valentina e Ciocco Valentino. Nelle due domeniche dedicate, 150 visitatori e torinesi hanno partecipato ai tour di Cioccolatram, con la collaborazione di GTT e di Guido Castagna. Le vendite del Chocolat Show - dove era possibile trovare cioccolato di diversa provenienza, sia artigianale torinese, che industriale italiano e straniero, oltre a una serie di gadget ispirati al cioccolato - hanno registrato un più 10%. Trecento sono stati i partecipanti agli incontri giornalieri di "Cioccolata con l'autore", che ha visto, tra i protagonisti, il giornalista Bruno Gambarotta, il pasticcere Luca Montersino. Oltre 400 visitatori alla mostra "Chocolat: Mode e Segreti delle tavole del Settecento". Se questi dati rappresentano un "Cioccolaflop", io mi auguro altri cento di questi flop per la città e per il valore che queste manifestazioni inducono sul nostro territorio. Il tutto va considerato, ovviamente, alla luce di un anno caratterizzato da un andamento preoccupante della contrazione dei consumi. Quindi, aver registrato questo incremento di spettatori e di vendite rispetto all'edizione dell'anno scorso, credo che sia già di per sé un elemento positivo. Ricordo, infine, che ovviamente io mi trovo a gestire il rapporto che è stato disciplinato dalla Giunta precedente con una gara su questa manifestazione, che è stata aggiudicata dalla società Apice, concessionaria di questa iniziativa per i prossimi due anni, in un accordo quinquennale. La Città ha ceduto ad Apice il marchio, ottenendo in cambio un compenso economico di 30.000 Euro, più Iva, all'anno. Ricordo che, come sempre, quando vi è un gestore di una manifestazione, il rapporto delicato che intercorre tra il gestore medesimo e i vari partecipanti alla manifestazione, che ovviamente si caratterizza per un affitto per la location e per una percentuale sugli incassi, è un rapporto di natura economica, nel quale evidentemente l'Amministrazione Pubblica non può e non deve, a mio avviso, interferire. Detto questo, la preoccupazione che questa importante manifestazione si caratterizzi anche negli anni prossimi, sempre di più, come una manifestazione importante, anche dal punto di vista culturale, mi ha fatto convincere, fin da subito, a incontrare - cosa che avverrà nei prossimi giorni - le associazioni di categorie, gli artigiani del territorio, insieme all'organizzatore, per cercare di valutare non tanto gli aspetti economici che, come ripeto, sono propri ovviamente del meccanismo tra la ditta che organizza e gli eventuali partecipanti, ma soprattutto per capire tutto ciò che si può fare per qualificare ancor meglio questa importante manifestazione nelle prossime edizioni. Da questo punto di vista mi è stato chiesto di valutare - e ho dato una mia disponibilità personale - una diversa collocazione nell'ambito del calendario annuale della manifestazione. Tutti gli artigiani ritengono che il periodo ideale, per una manifestazione di questo genere, anche per questioni di ordine climatico, sia il mese di novembre; un mese già caratterizzato, per la nostra Città, da importanti manifestazioni culturali e artistiche, come Artissima e Torino Film Festival. Io mi sono impegnato a valutare questa ipotesi, che mi pare possa essere anche perseguita, alla luce però soprattutto di una ulteriore valorizzazione di quella che è, e ritengo debba rimanere, una importante manifestazione del nostro territorio. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ringrazio l'Assessore. Vorrei leggere il motivo che ha stimolato l'interpellanza: "Con la nostra assenza (spiegano le tredici realtà di eccellenza del cioccolato torinese) abbiamo voluto manifestare una presa di posizione chiara e lanciare un segnale sulla necessità di riportare sul giusto piano i pesi della tradizione cioccolatiera di Torino". Perché? Perché Torino è la Città del cioccolato. Probabilmente in Europa siamo la prima città del cioccolato. Ovunque si parli di cioccolato, viene in mente Torino. Per questo, probabilmente, quando è nato Cioccolatò è stato fatto un determinato percorso per convogliare tutte le varie realtà torinesi, che sono l'eccellenza, senza chiamare gente da fuori e vedere la Milka, la Perugina. A me ha toccato un pochino vedere i banchi vuoti. Se l'Assessore si augura cento flop, però facciamoli in un'altra città. Cioccolatò, nel 2010, era un'altra cosa. Personalmente ho visto un mercatino delle pulci del cioccolato, una manifestazione per torinesi. Questa è la dimensione che abbiamo dato a Cioccolatò: una manifestazione per torinesi. Come possiamo pretendere che le persone vengano da altre città italiane, o dall'estero, per vedere dieci bancarelle, quattro sdrai e una mucca viola gigante. È un po' poco per Torino e per i soldi che investiamo. I dati sono gli stessi del 2011, almeno per le 500.000 presenze, perché sono i torinesi, ma nessuno viene più da fuori Torino. Cioccolatò è andato talmente bene che non ho trovato un giornale che durante la settimana ne parlasse così bene, perché evidentemente non è stata questa grande manifestazione di attrazione. Se noi speriamo di utilizzare la tassa di soggiorno per incrementare il turismo, abbiamo sbagliato, perché probabilmente Cioccolatò ha portato zero visite a Torino. Il fatto che la gente utilizzi i battelli è bellissimo, ma sono i torinesi che non possono utilizzare i battelli durante l'anno e ne approfittano in questa manifestazione. Come diceva l'Assessore, in un momento di difficoltà economica, le persone si ritrovano in una manifestazione torinese. Sarebbe bello (se l'Assessore ce lo chiederà, noi saremo con lui) cercare di dare un tono internazionale a questo evento, perché secondo noi è fondamentale che Torino, durante questo tipo di manifestazioni, attiri persone da tutta Italia e da tutto il mondo. Io ricordo di aver incontrato dei ragazzi di Firenze, nel 2010, che mi hanno detto "Siamo venuti a Torino perché è la fiera del cioccolato". Quasi come Vinitaly in Veneto, dove tutti vanno per la fiera del vino, così tutti venivano a Torino per il cioccolato. Adesso non è più così, perché a passeggiare tra le bancarelle (ripeto, forse sarò anche noioso) c'erano solo torinesi. A me piacerebbe che potessimo mettere nel cassetto questi due anni, perché sono stati, dal mio punto di vista, davvero scarsi. Forse dobbiamo cambiare l'organizzazione, perché se i risultati non sono pari a quelli degli altri anni, allora l'organizzazione che ha gestito i lavori va sicuramente sostituita. Inoltre, diamo uno slancio internazionale, per farci conoscere di nuovo per qualcosa che non sia Fiat. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |