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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2012-01258
"CHI PROGETTA I PROGETTI?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BERTHIER IN DATA 8 MARZO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201258/002, presentata in
data 8 marzo 2012, avente per oggetto:
"Chi progetta i progetti?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza - al di là del titolo simpatico - chiede chi valuti e giudichi i progetti
nei vari Settori dell'Amministrazione Comunale, a chi vengano affidati i progetti (se
a personale interno o a professionisti esterni) e, ad esempio nel caso di progetti
relativi ai Lavori Pubblici, in che modo vengano scelti i progettisti e quale sia il
tariffario - se esiste - per i progettisti.
L'Ufficio risponde con una nota. I progetti afferenti alle opere pubbliche della Città
vengono redatti sulla scorta dell'attuale normativa vigente, il Decreto Legislativo
163/2006, il cosiddetto Codice dei Contratti. Per ogni livello di progettazione, sono
verificati dal personale tecnico della stazione appaltante, che non abbia preso, in
qualche modo, parte all'iter della redazione dei progetti medesimi e, poi, validati dal
Responsabile Unico di Procedimento (RUP). Più precisamente, l'attività di verifica,
ora puntualmente descritta dal nuovo Regolamento, consiste nell'accertamento della
rispondenza degli elaborati progettuali alle norme tecniche e prestazionali, al
controllo puntuale dei capitolati di appalto ed alla documentazione inerente la stima
economica, con particolare riferimento a che gli elementi di computo metrico
estimativo e lo schema di contratto individuino correttamente le categorie di
lavorazione, e nella verifica dell'avvenuta acquisizione dell'approvazione e
dell'autorizzazione da parte degli organismi competenti, eccetera.
Tale attività si concretizza nella redazione di appositi verbali, da redigere anche in
contraddittorio con il progettista, e in rapporti specifici. Sulla scorta di tale attività, il
responsabile di procedimento valida formalmente il progetto, che viene posto a base
di gara e, con apposito atto, da costui sottoscritto.
Allo stato attuale, questo complesso iter (che, in buona sostanza, altro non è che una
sorta di collaudo della progettazione) può essere svolto internamente dagli Uffici
Tecnici delle stazioni appaltanti sino alla soglia di 20.000.000 di Euro, non essendo
ancora stato predisposto dal Governo un apposito D.M. sulle modalità e procedure di
accreditamento di soggetti (sia interni che esterni alle Pubbliche Amministrazioni),
per opere pubbliche di particolare complessità per le quali le professionalità tecniche
interne non sono adeguate, e, in ogni caso, è sempre possibile il ricorso a soggetti
verificatori esterni accreditati dalla procedura SINCERT.
Per quanto riguarda il secondo punto, poiché la maggior parte degli interventi
finanziati negli ultimi anni sta rivestendo un carattere prevalentemente manutentivo
con una sensibile contrazione sul fronte delle nuove opere, l'attività della
progettazione è stata principalmente affidata facendo ricorso al personale tecnico
interno all'Amministrazione. Infatti, negli ultimi anni si è cercato di valorizzare al
massimo la struttura tecnica comunale, affidando all'esterno soltanto limitati
incarichi di supporto, motivati per la specificità dell'attività richiesta e dall'assenza
all'interno dell'Ente di tali professionalità, come peraltro previsto dall'articolo 90,
comma 6, del Codice dei Contratti Pubblici.
Relativamente al punto 3, cioè ai metodi di affidamento degli incarichi, qualora si
ricorra a professionalità esterne, il Codice dei Contratti Pubblici impone
tassativamente, a seconda di soglie predeterminate, specifiche procedure da adottare
per l'individuazione di tali professionalità. In particolare, l'incarico può essere
affidato direttamente dal Responsabile Unico del Procedimento (il RUP) se è di
importo inferiore ai 40.000 Euro (prima dell'ultima modifica la soglia era 20.000
Euro), mentre, se è superiore ad un importo stimato di 100.000 Euro, è
imprescindibile l'utilizzo della gara pubblica, secondo il criterio dell'offerta
economicamente più vantaggiosa, ove il peso riferito al prezzo è sempre stato
marginale, in quanto l'aggiudicazione avviene sulla scorta di valutazioni e su una
pluralità di elementi qualitativi, a dimostrazione delle capacità professionali dei
concorrenti. Invece, nell'affidamento di incarichi professionali al di sotto della soglia
dei 100.000 Euro, ma di importo maggiore a 40.000 Euro, l'Amministrazione
procede, ai sensi dell'articolo 91 del Decreto Legislativo n. 163/2006, sempre nel
rispetto dei principi comunitari di trasparenza, concorrenzialità, pubblicità e
proporzionalità, ricercando le professionalità con le seguenti modalità operative: la
redazione di un avviso pubblico mediante la predisposizione di una graduatoria di
merito attraverso l'attribuzione dei punteggi preventivamente indicati nell'avviso
stesso e l'invito ad almeno i primi 5 concorrenti a presentare il ribasso sul preventivo
di parcella, all'uopo predisposto dall'Amministrazione, con esclusione delle offerte
anomale.
A proposito del punto 4, cioè in relazione all'ultimo punto dell'interpellanza, si fa
presente che sino alla data dell'entrata in vigore del D.L. 24/01/2012, detto Decreto
Liberalizzazione, attualmente in fase di conversione (o, almeno, lo era quando è stata
scritta la nota), le parcelle riferite alle prestazioni professionali dei progettisti era al
D.M. 04/04/2001; poi, di volta in volta, il professionista ribassava, come per
l'aggiudicazione dei lavori, la sua prestazione, nell'ottica di una libera concorrenza e
del fatto che, ormai, il concetto dei minimi di tariffa non era più legislativamente
previsto.
A seguito, invece, del D.M. sopracitato, il Legislatore ha formalmente abrogato,
indistintamente, tutte le tariffe professionali nel sistema ordinistico, comprese le
disposizioni normative che per la determinazione del compenso vi rinviano, quindi
anche quelle di cui al precitato D.M. 04/04/2001.
Allo stato attuale, gli Uffici Tecnici stanno attendendo che sulla materia venga fatta
chiarezza, confidando nell'imminente conversione del precitato Decreto, ma
soprattutto in un sollecito chiarimento ministeriale che possa indirizzare le Pubbliche
Amministrazioni verso una ragionevole uniformità di comportamento nella
determinazione dei compensi professionali. Mi sembra che la risposta sia esaustiva.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Ringrazio l'Assessore per la risposta, ma sono già molto raffreddato questa mattina e
tutte le sue sigle ed i suoi numeri hanno veramente peggiorato la mia situazione di
stordimento. In primo luogo, mi fa piacere che, questa mattina, le mie interpellanze
abbiano una sequenza abbastanza lineare, per cui questa interpellanza si rifà a quella
precedente e sicuramente, se l'Assessore Lubatti tornerà, anche a quelle che
discuteremo dopo.
Il problema di chi valuta i progetti è proprio questo, l'abbiamo sentito prima: come si
fa a dare un appalto ad un'azienda o ad una ditta per realizzare un progetto e, poi,
non prevedere che questa ditta, nell'arco di 6 o 7 mesi, possa fallire? Evidentemente,
in questi casi, si creano dei problemi enormi (come l'interruzione dei lavori o una
pessima esecuzione dei lavori), anche perché è probabile che, magari, a chi viene
concesso l'appalto offra un prezzo migliore di quello previsto, come si diceva prima,
e, pur avendo speso meno di 20.000.000 di Euro, peccato che poi, se l'opera non è
fatta in modo adeguato e l'azienda fallisce, per forza di cose vi siano situazioni
anomale, gravi e di disagio.
Adesso sto parlando con lei, Assessore Passoni, ma si rifà molto anche a tutti i lavori
pubblici. Un mese fa, per la terza volta nell'arco di 6 mesi, è imploso il controviale di
Corso Re Umberto con Corso Sommelier; è una situazione veramente allucinante a
causa dei lavori eseguiti male da parte di chi aveva fatto lo scavo e aveva cambiato
delle tubature.
Capisco che questo Comune sia diventato il più indebitato di tutta Italia a causa dei
lavori che vengono rifatti più volte. Mi si dice anche che chi fa i lavori garantisce
un'assicurazione e che, quindi, tante volte non si spende nuovamente, perché la
società si tutela di "mettere una pezza" - perché altro non sono che pezze - su quello
che hanno fatto, ma lo possono fare se non falliscono. Quindi, per risparmiare poi
rischiamo di incorrere tutte le volte in situazioni che sono veramente ridicole, perché
non è che uno dice: "È un'opera nuova e impegnativa, c'è il tempo, ma ci siamo
sbagliati, perché credevamo fossero persone affidabili"; ciò è sempre così e lo è su
tutto.
Per esempio, anche per quanto riguarda il punto 2, visto che vengono utilizzati i
progetti anche da personale interno, dovrebbe essere personale altamente qualificato
e mi sorprende che, ogni tanto, ci siano degli stati d'ombra in cui qualcosa sfugge,
ma sfugge sempre e comunque, per tutti i lavori.
Quindi, credo che, visto che la situazione è questa e non è solo di quest'anno (penso
che sia così da anni), sia peggiorata ultimamente; non lo so con esattezza. Però, le
persone che lavorano e che sono utilizzate all'interno del Comune sono sempre le
stesse e, quindi, o ci diamo una regolata, o le cambiamo, o diamo delle regole nuove.
Per quanto riguarda il tariffario, non ho capito bene se esista (ormai ero stordito); se
non esiste ed è in valutazione, accidenti! Abbiamo aspettato! Cioè, credo che il
tariffario fosse la prima cosa che bisognava pensare di fare per la trasparenza.
Chiedo all'Assessore se mi può consegnare la documentazione in modo tale da
poterla leggere in tempi migliori ed approfondirla; non escludo di ritornare sul
merito, anche perché credo che il problema esista e vada tenuto sotto controllo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Vorrei precisare, come per l'interpellanza precedente, che il quesito era un altro e
non le considerazioni che ha fatto Berthier. Il Consigliere chiedeva chi progetta i
progetti e la risposta riguardava come si fanno i progetti, chi controlla, come
vengono affidati, eccetera.
L'esecuzione dei lavori (cioè un'impresa appaltatrice che non conclude, che non è
affidabile o altro) attiene al Codice degli Appalti e alle modalità dell'offerta
economicamente più vantaggiosa, piuttosto che al massimo ribasso. Questa Città ha
affrontato una fase anche molto delicata nei primi anni 2000 rispetto al famoso
scandalo appalti, da cui è nato anche un ripensamento normativo della vecchia
Merloni-ter a livello nazionale, su cui, se interessa approfondire, sono a disposizione.
Vorrei fare solo una considerazione (e taccio sul merito, che però è tecnico), ma non
si può rispondere "pizza e fichi" a quesiti che sono assolutamente tecnici, per cui
proverò a dirla nel modo più semplice possibile.
Se il problema è chiarire che in questo Paese esistono problemi rispetto alle
metodologie di affidamento di contratti ed appalti, di applicazione del concetto del
Codice degli Appalti, che in Italia le imprese falliscono più che in altri Paesi e che i
ribassi sono i più alti della media, parliamone, purché non facciamo sempre un
ragionamento per cui, alla fine, sembra che tutti i problemi del mondo, compreso un
asteroide in viaggio verso Marte, siano colpa del Comune di Torino!
È vero che esiste un problema rispetto alla gestione dei Lavori Pubblici, al Codice
degli Appalti ed alla sua applicazione e che ci sono stati episodi di fallimenti di
imprese, ma che questo corrisponda a dabbenaggine, o superficialità, o mancato
controllo da parte della Città, in questo caso francamente mi sento di negarlo.
Lo affermo perché su questo la Città ha un'esperienza (dato che ha fatto grandi opere
e grandi investimenti) molto alta, per cui mi sento anche di dire che non ci può essere
alcun messaggio che correla la situazione economica o l'indebitamento della Città
con l'esecuzione di opere pubbliche. Sinceramente, non mi pare fondato.
Credo che, invece, se il tema è quello di andare ad esaminare situazioni in cui nel
sistema degli appalti pubblici, anche di questa Città, ci sono imprese fallite
(conoscete il caso del ponte verso Barca-Bertolla, per dirne uno, con l'allungamento
dei lavori), non vi è alcun problema ad analizzarne le cause ed i motivi, però
dobbiamo circostanziare i casi e non fare di tutta l'erba un fascio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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