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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200869/002, presentata in data 20 febbraio 2012, avente per oggetto: "Smart flop: l'Europa non ci ritiene abbastanza smart?" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Comincio con un rammarico, che è quello di chi, evidentemente, non ha saputo ancora condividere con il Consiglio Comunale, o perlomeno una parte di esso, una strategia che l'Amministrazione ha deciso di adottare e che, come fin dall'inizio è stato ben chiarito e specificato, non appende le proprie speranze alla possibilità che la Commissione Europea finanzi tutti i progetti che la stessa Città di Torino ha avanzato, avanza e avanzerà all'attenzione della Commissione Europea. Da questo punto di vista, devo incominciare con il dire, ad esempio, che la Città di Torino, in questi mesi, ha partecipato ad altri bandi (che non sono necessariamente etichettati come Smart City), che hanno visto il riconoscimento da parte della Commissione Europea. Sono bandi, tra l'altro, che vedono una congruità e, a volte, una corrispondenza straordinaria da parte di questa Città, rispetto allo sviluppo economico e sociale orientato alla green economy. Quindi, comincio con il dire che il rammarico è (ma sarà oggetto di una Commissione ad hoc a breve) di non essere ancora riuscito a condividere con il Consiglio Comunale come la strategia più ampia di Smart City non è solo ed esclusivamente la possibilità di partecipare a bandi. Anche perché, ci tengo a ribadirlo, in questo momento la Commissione Europea sta bandendo delle procedure con risorse residue del VII programma quadro, che sono decisamente limitate, anzi contenute, soprattutto se paragonate all'impegno economico che il Parlamento Europeo sta adottando rispetto al prossimo VIII programma quadro di ricerca e sviluppo "Horizon 2020", all'interno del quale la Città di Torino decide di candidarsi e inserirsi. Quindi, questa prima partecipazione a questi primi bandi (dall'alto valore simbolico, condivido, ma dal contenuto economico), hanno visto la Città di Torino partecipare con tre proposte, che andrò brevemente a riassumere, che tra l'altro l'Amministrazione e i partner che hanno condiviso e scritto i dossier di candidatura si sono impegnati comunque a realizzare. Di fatto, non abbiamo perso un'opportunità, lo dico al Consigliere Bertola; anzi, abbiamo approfittato della definizione e dell'opportunità dataci dai bandi per fare massa critica, come si suole dire, su tre procedure che hanno visto tra l'altro il coinvolgimento di qualificati soggetti che ci hanno guidato all'interno di questo percorso e che credo abbiano, a pieno titolo, merito di continuare a farlo nel corso dei prossimi anni. Quella delle Smart City è una strategia che vedrà la verifica degli obiettivi posti da "Horizon 2020", per l'appunto nel 2020; sarà quello l'appuntamento in cui potremo davvero verificare se questa Città avrà "floppato", come dice il Consigliere Bertola, oppure se sarà stata in grado di caratterizzarsi e di beneficiare anche di questa opportunità. Tengo anche a sottolineare che in questi primi mesi di lavoro di questa nuova Amministrazione, il primo riconoscimento è arrivato dall'ANCI (l'Associazione Nazionale Comuni d'Italia), che ha scelto la Città di Torino come città coordinatrice a livello nazionale dei lavori delle Città tutte Smart. Proprio recentemente si è svolto il primo momento di coordinamento, qui a Torino, che ha visto tra l'altro la partecipazione del Ministro Profumo, il quale ha ribadito come le Smart City siano una priorità anche di questo Governo. Quindi, oltre alle ipotesi di finanziamento comunitario, anche il Governo nazionale, attraverso appositi bandi, metterà a disposizione risorse utili allo sviluppo economico e sociale dei nostri territori. Questa premessa era doverosa rispetto ai tre progetti proposti, già illustrati nel corso di una Commissione. I bandi con scadenza 1° dicembre (quindi abbiamo avuto due mesi e mezzo per lavorarci) avevano avuto tre oggetti: uno era riferito alle Smart Grids, uno era riferito allo Smart Building e l'altro era riferito Planning. Rispetto al Grids si prevedeva, tra le altre cose, che un distretto fosse efficientato dal punto di vista energetico, sino a giungere quasi a emissioni zero. Il mancato finanziamento comunitario non ci permette di raggiungere in pieno tale obiettivo, ma nell'area individuata, sita nella zona nord di Torino, nell'area tra Corso Taranto, Via Pergolesi, Via Cravero e Piazza Sofia, in un complesso risalente al 1947, composto da 11 edifici e circa 240 alloggi ATC, per un totale di superficie pari a 14.600 metri quadrati, saranno attuati gli interventi coperti da finanziamenti POR Piemonte, che consentiranno comunque di rendere tali immobili decisamente meno energivori. Quindi, non riusciremo a raggiungere l'efficientamento energetico auspicato all'interno del nostro dossier di candidatura, ma interverremo comunque su questi immobili grazie a risorse locali. Il progetto Smart Grids proponeva un'ulteriore implementazione tecnologica del teleriscaldamento, dedicandosi oltre che al teleriscaldamento anche al teleraffrescamento. La nostra proposta proponeva degli accumulatori di calore e monitoraggi dettagliati anche in prossimità delle abitazioni private. Il finanziamento comunitario avrebbe dato copertura a una parte di questa sperimentazione (stiamo parlando sempre di contributi su sperimentazioni, quindi comunque sempre decisamente contenuti). Seppur in maniera limitata, c'è comunque la disponibilità da parte di IREN di realizzare una centrale di accumulo e quindi una centrale utile ad efficientare l'attuale rete di teleriscaldamento. Il progetto sul Planning prevedeva l'attuazione, infine, di un sistema di gestione di governance e i relativi strumenti per una Città che intende affrontare nuove trasformazioni socioeconomiche. Con la costituzione della fondazione di Torino Smart City, approvata dal Consiglio Comunale, con l'adozione di strumenti, alcuni in fase di implementazione a sostegno delle sue attività, questo progetto di fatto ha trovato comunque piena applicazione. Quindi, indipendentemente dal finanziamento della Commissione Europea - che, certo, ci avrebbe fatto comodo -, tutto il lavoro di planning, cioè di pianificazione dei prossimi anni, che sarà poi oggetto della Commissione ad hoc prima citata, vedrà comunque e vede già di fatto un impegno preciso da parte dell'Amministrazione. In sintesi, i finanziamenti comunitari sono un'importante forma di sostegno economico per l'attuazione dei progetti, ma all'interno della strategia Torino Smart City rappresentano uno degli strumenti per perseguire quelle azioni che si intendono mettere in campo e le cui finalità si intendono perseguire comunque. Visto che questo Consiglio Comunale a breve inizierà la discussione sul Bilancio della Città di Torino, ne approfitto per dire che tutto quanto fin qui fatto da questa Amministrazione rispetto alle Smart City è stato fatto senza un impegno economico specifico. Per questo, da un certo punto di vista, va dato merito alla struttura, per aver fatto un egregio lavoro che comunque ha cominciato a mettere le basi per poter avviare una progettualità importante e fondamentale per la strategia di questa Amministrazione, ma che, a questo punto, ha bisogno di un'implementazione economica, che vedrà tra l'altro la partecipazione diretta dei tanti partner che ad oggi hanno sottoscritto la manifestazione di interesse e quindi hanno voluto scegliere di condividere questa strategia. Nelle prossime ore, conto di poter dare comunicazione compiuta. Nella prossima Commissione Consiliare avremo certezze ulteriori rispetto all'impegno economico di questi nostri partner privati. Nella nuova definizione delle regole di ingaggio tra pubblico e privato sta la sostenibilità economica di questa strategia. Io credo che per un'Amministrazione come la nostra, ancorché caratterizzata da un'esiguità di risorse, avviare una progettualità come quella delle Smart City, attraverso una nuova collaborazione tra pubblico e privato, sia la migliore risposta per offrire al nostro territorio una strategia di sviluppo economico e sociale sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale, ma evidentemente anche dal punto di vista economico. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore e vorrei rassicurarlo un po' rispetto alla facile battuta del titolo dell'interpellanza, dovuta forse anche un po' alla sfortuna che ha avuto questa vicenda, perché l'unico momento in cui il progetto Smart City è stato ultimamente oggetto dell'attenzione dei giornali è stato proprio quando i bandi sono andati male. Però, succede, nel senso che, anche per esperienza, vincere i bandi europei non è così facile come si pensava. Il messaggio che volevo mandare - visto che nel momento in cui era stato presentato il progetto, era stata posta parecchia enfasi su questi bandi europei - era di fare un pochino più attenzione, nel senso che i bandi europei sono oggettivamente difficili da vincere. Quindi, anche avendo dei buoni progetti, c'è talmente tanta concorrenza che non è così facile poi vederseli aggiudicati. Però, proprio perché condividiamo l'assoluta importanza di questo progetto per il futuro della città, abbiamo voluto portare la questione in Aula per capire qual era effettivamente la situazione; cioè, se alla fine si riusciva lo stesso a realizzare qualcuna di queste attività (mi ha fatto piacere sentire che almeno una si è riusciti a portarla avanti interamente e per le altre comunque qualcosa si è fatto) e per capire quali fossero i progetti per il 2012. Vista la situazione finanziaria e la programmazione del Bilancio, mi sembra di capire che forse manca ancora il commitment sul 2012 di una quantità di fondi sufficienti a fare qualcosa di significativo. Quindi, credo che questo messaggio vada rimandato a tutto il Consiglio, per capire se vogliamo seriamente proseguire su questa strada. Ciò che vorremmo evitare è che si parli tanto di Smart City, ma alla fine se ne parli e basta, sostanzialmente per mancanza di fondi, perché purtroppo senza i fondi non si può fare granché. Per cui, la richiesta di attenzione all'Amministrazione e anche al Consiglio è di valutare effettivamente che cosa si riesce a fare con i fondi della Città. Certo, se riusciremo a vincere qualche bando europeo non potrà che fare piacere; magari, dopo la prima volta, riusciamo a capire un po' meglio come presentarli. Tra l'altro, sono anche delle questioni piuttosto tecniche, per cui spesso più che il progetto, conta il suo impacchettamento, il fatto di utilizzare determinate parole chiave presenti nel bando. C'è proprio una technicality di stesura dei bandi europei. Però, con questa esperienza, riusciremo forse ad avere anche dei fondi dall'Europa e questo non potrà che fare piacere. Tra l'altro, la filosofia dello Smart City è veramente una questione trasversale; questa è una cosa che forse tutta la Giunta dovrebbe tenere a mente quando tratta qualunque argomento a cui destinare dei progetti specifici, che però ci devono essere, perché se no non si capisce perché abbiamo una fondazione con questo nome e abbiamo messo tutta questa enfasi su questo progetto. Per cui, io rimanderei l'interpellanza in Commissione; però, se è già prevista una Commissione in cui discutere l'argomento, va benissimo così, non c'è bisogno di aggiungere l'interpellanza. Però, vorrei capire in questa sede quali sono i progetti concreti per il 2012, per mettere un po' di sostanza dietro a questo progetto. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'Assessore Lavolta ha detto che la Commissione è convocata per il 5 aprile 2012. L'interpellanza è discussa. |