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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Marzo 2012 ore 10,30
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2012-00869
"SMART FLOP: L'EUROPA NON CI RITIENE ABBASTANZA SMART?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA E APPENDINO IN DATA 20 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200869/002, presentata in
data 20 febbraio 2012, avente per oggetto:
"Smart flop: l'Europa non ci ritiene abbastanza smart?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Comincio con un rammarico, che è quello di chi, evidentemente, non ha saputo
ancora condividere con il Consiglio Comunale, o perlomeno una parte di esso, una
strategia che l'Amministrazione ha deciso di adottare e che, come fin dall'inizio è
stato ben chiarito e specificato, non appende le proprie speranze alla possibilità che
la Commissione Europea finanzi tutti i progetti che la stessa Città di Torino ha
avanzato, avanza e avanzerà all'attenzione della Commissione Europea.
Da questo punto di vista, devo incominciare con il dire, ad esempio, che la Città di
Torino, in questi mesi, ha partecipato ad altri bandi (che non sono necessariamente
etichettati come Smart City), che hanno visto il riconoscimento da parte della
Commissione Europea. Sono bandi, tra l'altro, che vedono una congruità e, a volte,
una corrispondenza straordinaria da parte di questa Città, rispetto allo sviluppo
economico e sociale orientato alla green economy.
Quindi, comincio con il dire che il rammarico è (ma sarà oggetto di una
Commissione ad hoc a breve) di non essere ancora riuscito a condividere con il
Consiglio Comunale come la strategia più ampia di Smart City non è solo ed
esclusivamente la possibilità di partecipare a bandi. Anche perché, ci tengo a
ribadirlo, in questo momento la Commissione Europea sta bandendo delle procedure
con risorse residue del VII programma quadro, che sono decisamente limitate, anzi
contenute, soprattutto se paragonate all'impegno economico che il Parlamento
Europeo sta adottando rispetto al prossimo VIII programma quadro di ricerca e
sviluppo "Horizon 2020", all'interno del quale la Città di Torino decide di candidarsi
e inserirsi.
Quindi, questa prima partecipazione a questi primi bandi (dall'alto valore simbolico,
condivido, ma dal contenuto economico), hanno visto la Città di Torino partecipare
con tre proposte, che andrò brevemente a riassumere, che tra l'altro
l'Amministrazione e i partner che hanno condiviso e scritto i dossier di candidatura si
sono impegnati comunque a realizzare. Di fatto, non abbiamo perso un'opportunità,
lo dico al Consigliere Bertola; anzi, abbiamo approfittato della definizione e
dell'opportunità dataci dai bandi per fare massa critica, come si suole dire, su tre
procedure che hanno visto tra l'altro il coinvolgimento di qualificati soggetti che ci
hanno guidato all'interno di questo percorso e che credo abbiano, a pieno titolo,
merito di continuare a farlo nel corso dei prossimi anni.
Quella delle Smart City è una strategia che vedrà la verifica degli obiettivi posti da
"Horizon 2020", per l'appunto nel 2020; sarà quello l'appuntamento in cui potremo
davvero verificare se questa Città avrà "floppato", come dice il Consigliere Bertola,
oppure se sarà stata in grado di caratterizzarsi e di beneficiare anche di questa
opportunità.
Tengo anche a sottolineare che in questi primi mesi di lavoro di questa nuova
Amministrazione, il primo riconoscimento è arrivato dall'ANCI (l'Associazione
Nazionale Comuni d'Italia), che ha scelto la Città di Torino come città coordinatrice
a livello nazionale dei lavori delle Città tutte Smart. Proprio recentemente si è svolto
il primo momento di coordinamento, qui a Torino, che ha visto tra l'altro la
partecipazione del Ministro Profumo, il quale ha ribadito come le Smart City siano
una priorità anche di questo Governo. Quindi, oltre alle ipotesi di finanziamento
comunitario, anche il Governo nazionale, attraverso appositi bandi, metterà a
disposizione risorse utili allo sviluppo economico e sociale dei nostri territori.
Questa premessa era doverosa rispetto ai tre progetti proposti, già illustrati nel corso
di una Commissione. I bandi con scadenza 1° dicembre (quindi abbiamo avuto due
mesi e mezzo per lavorarci) avevano avuto tre oggetti: uno era riferito alle Smart
Grids, uno era riferito allo Smart Building e l'altro era riferito Planning.
Rispetto al Grids si prevedeva, tra le altre cose, che un distretto fosse efficientato dal
punto di vista energetico, sino a giungere quasi a emissioni zero. Il mancato
finanziamento comunitario non ci permette di raggiungere in pieno tale obiettivo, ma
nell'area individuata, sita nella zona nord di Torino, nell'area tra Corso Taranto, Via
Pergolesi, Via Cravero e Piazza Sofia, in un complesso risalente al 1947, composto
da 11 edifici e circa 240 alloggi ATC, per un totale di superficie pari a 14.600 metri
quadrati, saranno attuati gli interventi coperti da finanziamenti POR Piemonte, che
consentiranno comunque di rendere tali immobili decisamente meno energivori.
Quindi, non riusciremo a raggiungere l'efficientamento energetico auspicato
all'interno del nostro dossier di candidatura, ma interverremo comunque su questi
immobili grazie a risorse locali.
Il progetto Smart Grids proponeva un'ulteriore implementazione tecnologica del
teleriscaldamento, dedicandosi oltre che al teleriscaldamento anche al
teleraffrescamento. La nostra proposta proponeva degli accumulatori di calore e
monitoraggi dettagliati anche in prossimità delle abitazioni private. Il finanziamento
comunitario avrebbe dato copertura a una parte di questa sperimentazione (stiamo
parlando sempre di contributi su sperimentazioni, quindi comunque sempre
decisamente contenuti). Seppur in maniera limitata, c'è comunque la disponibilità da
parte di IREN di realizzare una centrale di accumulo e quindi una centrale utile ad
efficientare l'attuale rete di teleriscaldamento.
Il progetto sul Planning prevedeva l'attuazione, infine, di un sistema di gestione di
governance e i relativi strumenti per una Città che intende affrontare nuove
trasformazioni socioeconomiche. Con la costituzione della fondazione di Torino
Smart City, approvata dal Consiglio Comunale, con l'adozione di strumenti, alcuni in
fase di implementazione a sostegno delle sue attività, questo progetto di fatto ha
trovato comunque piena applicazione. Quindi, indipendentemente dal finanziamento
della Commissione Europea - che, certo, ci avrebbe fatto comodo -, tutto il lavoro di
planning, cioè di pianificazione dei prossimi anni, che sarà poi oggetto della
Commissione ad hoc prima citata, vedrà comunque e vede già di fatto un impegno
preciso da parte dell'Amministrazione.
In sintesi, i finanziamenti comunitari sono un'importante forma di sostegno
economico per l'attuazione dei progetti, ma all'interno della strategia Torino Smart
City rappresentano uno degli strumenti per perseguire quelle azioni che si intendono
mettere in campo e le cui finalità si intendono perseguire comunque.
Visto che questo Consiglio Comunale a breve inizierà la discussione sul Bilancio
della Città di Torino, ne approfitto per dire che tutto quanto fin qui fatto da questa
Amministrazione rispetto alle Smart City è stato fatto senza un impegno economico
specifico. Per questo, da un certo punto di vista, va dato merito alla struttura, per aver
fatto un egregio lavoro che comunque ha cominciato a mettere le basi per poter
avviare una progettualità importante e fondamentale per la strategia di questa
Amministrazione, ma che, a questo punto, ha bisogno di un'implementazione
economica, che vedrà tra l'altro la partecipazione diretta dei tanti partner che ad oggi
hanno sottoscritto la manifestazione di interesse e quindi hanno voluto scegliere di
condividere questa strategia.
Nelle prossime ore, conto di poter dare comunicazione compiuta. Nella prossima
Commissione Consiliare avremo certezze ulteriori rispetto all'impegno economico di
questi nostri partner privati.
Nella nuova definizione delle regole di ingaggio tra pubblico e privato sta la
sostenibilità economica di questa strategia. Io credo che per un'Amministrazione
come la nostra, ancorché caratterizzata da un'esiguità di risorse, avviare una
progettualità come quella delle Smart City, attraverso una nuova collaborazione tra
pubblico e privato, sia la migliore risposta per offrire al nostro territorio una strategia
di sviluppo economico e sociale sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale,
ma evidentemente anche dal punto di vista economico.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore e vorrei rassicurarlo un po' rispetto alla facile battuta del titolo
dell'interpellanza, dovuta forse anche un po' alla sfortuna che ha avuto questa
vicenda, perché l'unico momento in cui il progetto Smart City è stato ultimamente
oggetto dell'attenzione dei giornali è stato proprio quando i bandi sono andati male.
Però, succede, nel senso che, anche per esperienza, vincere i bandi europei non è così
facile come si pensava.
Il messaggio che volevo mandare - visto che nel momento in cui era stato presentato
il progetto, era stata posta parecchia enfasi su questi bandi europei - era di fare un
pochino più attenzione, nel senso che i bandi europei sono oggettivamente difficili da
vincere. Quindi, anche avendo dei buoni progetti, c'è talmente tanta concorrenza che
non è così facile poi vederseli aggiudicati.
Però, proprio perché condividiamo l'assoluta importanza di questo progetto per il
futuro della città, abbiamo voluto portare la questione in Aula per capire qual era
effettivamente la situazione; cioè, se alla fine si riusciva lo stesso a realizzare
qualcuna di queste attività (mi ha fatto piacere sentire che almeno una si è riusciti a
portarla avanti interamente e per le altre comunque qualcosa si è fatto) e per capire
quali fossero i progetti per il 2012.
Vista la situazione finanziaria e la programmazione del Bilancio, mi sembra di capire
che forse manca ancora il commitment sul 2012 di una quantità di fondi sufficienti a
fare qualcosa di significativo. Quindi, credo che questo messaggio vada rimandato a
tutto il Consiglio, per capire se vogliamo seriamente proseguire su questa strada. Ciò
che vorremmo evitare è che si parli tanto di Smart City, ma alla fine se ne parli e
basta, sostanzialmente per mancanza di fondi, perché purtroppo senza i fondi non si
può fare granché.
Per cui, la richiesta di attenzione all'Amministrazione e anche al Consiglio è di
valutare effettivamente che cosa si riesce a fare con i fondi della Città. Certo, se
riusciremo a vincere qualche bando europeo non potrà che fare piacere; magari, dopo
la prima volta, riusciamo a capire un po' meglio come presentarli. Tra l'altro, sono
anche delle questioni piuttosto tecniche, per cui spesso più che il progetto, conta il
suo impacchettamento, il fatto di utilizzare determinate parole chiave presenti nel
bando. C'è proprio una technicality di stesura dei bandi europei. Però, con questa
esperienza, riusciremo forse ad avere anche dei fondi dall'Europa e questo non potrà
che fare piacere.
Tra l'altro, la filosofia dello Smart City è veramente una questione trasversale; questa
è una cosa che forse tutta la Giunta dovrebbe tenere a mente quando tratta qualunque
argomento a cui destinare dei progetti specifici, che però ci devono essere, perché se
no non si capisce perché abbiamo una fondazione con questo nome e abbiamo messo
tutta questa enfasi su questo progetto.
Per cui, io rimanderei l'interpellanza in Commissione; però, se è già prevista una
Commissione in cui discutere l'argomento, va benissimo così, non c'è bisogno di
aggiungere l'interpellanza. Però, vorrei capire in questa sede quali sono i progetti
concreti per il 2012, per mettere un po' di sostanza dietro a questo progetto.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'Assessore Lavolta ha detto che la Commissione è convocata per il 5 aprile 2012.
L'interpellanza è discussa.
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