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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Iniziamo l'adunanza odierna discutendo l'interpellanza n. mecc. 201200469/002, presentata in data 30 gennaio 2012, avente per oggetto: "Il processo di vendita delle quote di Farmacie Comunali" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Rispondo all'interpellanza punto per punto. La valutazione redatta da Intesa Sanpaolo è stata eseguita in qualità di advisor. Essa non è stata asseverata dal Tribunale, in quanto non è richiesto dalla procedura applicata al caso di specie, che era quella individuata dalla deliberazione del Consiglio Comunale del 12 dicembre 1994. In particolare, la citata deliberazione approvava quanto segue: "La Civica Amministrazione provvederà, anche mediante conferimento d'incarico, alla valutazione delle partecipazioni da dismettere. Tale valutazione non sarà resa nota ai partecipanti alle trattative". La valutazione della Banca Intesa Sanpaolo, pertanto, è stata resa nota dopo l'apertura della busta contenente l'offerta economica, secondo gli indirizzi del Consiglio Comunale, appunto, del 1994. L'aggiudicazione della procedura in oggetto è avvenuta con determinazione dirigenziale n. 176 del dicembre 2008 a firma del Direttore del Servizio Centrale Appalti ed Economato, la dottoressa Mariangela Rossato. Il sottoscritto ha firmato la lettera di impegno sulla base della delega alle Partecipate conferitagli dal Sindaco. Gli impegni assunti con la lettera sottoscritta dal sottoscritto sono stati oggetto di approvazione, non senza modificazione e mediante l'adozione di patti parasociali da parte del Consiglio Comunale e solo in tale sede il Dirigente del Settore delle Partecipate ha espresso parere di regolarità tecnica, in quanto i pareri possono essere resi in sede di atto amministrativo. Tutte le procedure, ovviamente, sono state seguite e sono conformi alla normativa vigente in materia. L'intera procedura, compresi gli atti relativi alla lettera di impegno del sottoscritto e alla deliberazione del Consiglio Comunale, con la quale si procedeva all'approvazione dei patti parasociali, sono stati oggetto di disamina in sede di sentenza del TAR Piemonte, in data 15 giugno 2010, n. 2848, sentenza ormai consolidata dal momento che sono scaduti i termini per impugnare davanti al Consiglio di Stato, che non ne ha ravvisato l'illegittimità, ritenendo che la disciplina di gara e il sistema dei rapporti intersocietari per l'effettuazione del servizio rientrino nel novero degli atti di organizzazione. Invece, per quanto concerne il tema dei 2.000.000 di Euro, in data 09/05/2011 il Comune di Torino aveva provveduto a richiedere il rimborso parziale del credito verso Farmacie Comunali Torino S.p.A. per 2.000.000 di Euro. Durante il Consiglio d'Amministrazione del 17 giugno 2011, veniva dato mandato all'Amministratore Delegato di esplorare le strade migliori per il rimborso di detto debito. Durante, poi, il Consiglio d'Amministrazione del 27 giugno 2011, cioè dieci giorni dopo, veniva dato mandato all'Amministratore Delegato di stipulare un mutuo per Euro 2.000.000 con il Credito Cooperativo di Carrù, per effettuare la provvista di fondi per il rimborso del debito. In data 2 settembre 2011, la Società ha sottoscritto un finanziamento con atto redatto dallo Studio Associato Notai Aldo Scarabosio e Giuseppe Molino, repertorio n. 2488-1842. In data 7 settembre, Farmacie Comunali ha provveduto ad effettuare il bonifico di Euro 2.000.000 al Comune di Torino. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessore per le risposte. Devo dire che, nonostante questo tema sia già stato in parte dibattuto e nonostante le risposte dell'Assessore, a me questa vicenda continua a non essere chiara. Allora non ero presente in Consiglio Comunale, quindi, probabilmente, non mi sono chiari tutti i passaggi, ma devo dire che non mi sono chiari neanche in seguito a questa risposta da parte dell'Assessore, perché non riesco a capire se questa operazione sia stata fatta davvero nell'interesse dei torinesi. Non ho le capacità per valutare la nuova gestione, quindi non metto assolutamente in dubbio le competenze, la professionalità e il modo in cui effettivamente i nuovi soci stiano lavorando e producendo questo servizio, ma io, nei confronti di questa operazione, continuo ad avere molte perplessità, molte cose non mi convincono e mi fanno pensare che questo non sia assolutamente un modello che la Città dovrebbe replicare, come invece il Vicesindaco ha detto in altre occasioni. Dico quali sono questi dubbi, che, in realtà, in qualche modo, ho già detto in altre circostanze e continuo a ribadirli. Premesso che abbiamo fatto un accesso agli atti; che abbiamo avuto la valutazione che, appunto, è stata fatta da Intesa Sanpaolo, alla quale faceva riferimento il Vicesindaco; che erano state fatte due valutazioni, una tramite discounted cash flow, che prevedeva un certo valore, intorno ai 20.000.000, un'altra, invece, effettuata sulla base dei multipli e rispetto alla quale il mercato prevedeva un valore intorno ai 40.000.000; che la discriminante dovrebbe essere che - almeno così è anche scritto nella valutazione -, in caso di socio entrante operativo e quindi con poteri gestionali, il metodo applicato più corretto dovrebbe essere quello dei multipli (quindi si parla di un valore di 40.000.000); che era chiaro ed evidente, anche dalla lettera che è stata firmata dal Vicesindaco, su cui tornerò in un secondo momento, che il socio entrante avrebbe avuto, di fatto, dei poteri operativi, perché, anche se entrava con il 49%, non era un socio di minoranza, ma avrebbe avuto un potere forte, gestionale, non riesco davvero a capire come mai, tra i due valori, si sia comunque optato per un valore così basso. Poi, altro punto: la modifica dei patti parasociali. Ribadisco che mi sembra veramente strano che il 24 dicembre venga firmata una lettera in cui, di fatto, si impegna un Consiglio Comunale a votare tre-quattro mesi dopo delle modifiche dei patti parasociali. Perché questa cosa non era già stata inserita nel bando? Mi sarebbe sembrato più trasparente. Il terzo elemento, sicuramente, è che il socio entrante - ci tengo a ribadire per la seconda volta che non voglio assolutamente andare, in qualche modo, a giudicare la professionalità, perché non è il mio compito, io sto vedendo l'operazione come Consigliere Comunale, quindi come è stata gestita da parte del Comune -, di fatto, è concorrente diretto, perché stiamo parlando di una società formata praticamente da farmacisti, quindi andiamo in una situazione dove praticamente siamo in una sorta di monopolio. Per questo motivo, ritengo che - come ho già detto in premessa - questa sia un'operazione che non dovremo replicare; siccome sarà un anno in cui, di fatto, l'abbiamo anche letto dai giornali, dobbiamo trovare circa 380 milioni di Euro per rientrare nel Patto e un elemento fondamentale di queste entrate deriverà dalla vendita delle Partecipate, mi auguro che questa Amministrazione non replicherà questo modello. Me lo auguro, anche perché ritengo che sarebbe un danno, in qualche modo, arrecato ai cittadini e in questa sede mi aspetterei, anche da parte dell'Amministrazione, quindi del Vicesindaco, non tanto una continua difesa di questo modello, bensì un'analisi un po' più critica, per poter valutare quali siano stati effettivamente gli aspetti positivi e negativi di questa operazione, in modo tale da poter evitare di replicarli. Chiederei, se fosse possibile, di rimandare l'interpellanza in Commissione, soprattutto per quanto riguarda due punti; il primo è il discorso della congruità della valutazione, su cui non si è approfondito, il Vicesindaco non ha risposto; il secondo tema riguarda la lettera che è stata firmata dal Vicesindaco e potrebbe essere eventualmente una questione di Controllo di Gestione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Intervengo per dire semplicemente che capisco che si possa non essere d'accordo, ognuno può valutare il lavoro degli altri in un altro modo, ma io, a questo, non so che cosa farci. Pensiamo di aver risposto in tutte le sedi possibili ed immaginabili, dal punto di vista dell'indirizzo del controllo. Se qualcuno ha qualcosa da ridire, continui a dirlo, ma io non ci posso fare assolutamente nulla. Per questa ragione, avendo risposto a tutte le domande, non capisco perché dovremmo rimandare l'interpellanza in Commissione; se adottassimo questo metodo, dovremmo rimandarle tutte in Commissione, per cui non avrebbe senso l'interpellanza in Aula. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Il Consigliere Appendino aveva chiesto di rimandare l'interpellanza in I Commissione, per quanto riguarda la congruità della valutazione, e poi in Commissione Controllo di Gestione? La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Basta che ci capiamo, perché io non ho più nulla da dire; potete rimandarla in Commissione, però sappiate che io non ho nulla da aggiungere. Non so più che cosa devo dire su tale argomento. Detto che l'abbiamo già discusso venti volte. Poi, per carità. Pongo però un altro problema, ma ne discuteremo in Conferenza dei Capigruppo: vorrei capire perché tutte le volte che si discute un'interpellanza in Aula poi venga mandata in Commissione. Cioè, una delle due. O la mandiamo in Commissione, ma allora le mandiamo tutte. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Scusi, altrimenti sembra che non si voglia riprendere l'argomento. La prassi finora è stata questa, almeno da quando io presiedo queste riunioni, cioè, tutte le volte che è stata richiesta una Commissione, è stata concessa. Però, trovo giusto che se ne parli in Conferenza dei Capigruppo, così vedremo cosa fare. La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Visto che è stata fatta una dichiarazione a verbale, volevo precisare che - io parlo per il mio Gruppo -, se guardiamo tutte le interpellanze che sono state presentate e quelle che sono state riportate in Commissione, la percentuale è molto bassa. Quindi, quando noi chiediamo di rimandare un'interpellanza in Commissione mi sento di dire che è perché ci sono delle motivazioni sottostanti. Quindi, l'accusa che rimandiamo tutto in Commissione, sinceramente, la rimando al mittente. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Sì, però lo facciamo abbastanza facilmente. Quindi, l'interpellanza è discussa per l'Aula, ma viene mandata in Commissione per un approfondimento. |