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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201201085/002, presentata in data 29 febbraio 2012, avente per oggetto: "Braccialarghe si dà al jazz" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Per la verità, mi do a tante cose, compreso il jazz. Effettivamente da alcuni mesi stiamo programmando un'iniziativa che dovrebbe vedere tornare alla luce, a Torino, una tradizione sopita, ma molto profonda della nostra Città, che è quella relativa alla musica jazz. Torino ha una grande offerta musicale, soprattutto di musica colta: si contano, ovviamente, l'Orchestra Sinfonica della Rai, il Teatro Regio, il Lingotto, l'Unione Musicale, l'Accademia Tempia e non so quant'altro. Abbiamo molte manifestazioni, anche cofinanziate dagli Enti Locali, relativi alla cosiddetta \"musica per giovani\", Club to Club, Traffic, MTV e quant'altro. Secondo me abbiamo il dovere di riportare alla luce anche un'anima profonda che c'è sempre stata in questa Città relativa al mondo del jazz. Il mondo del jazz è caratterizzato da una grandissima rappresentanza di musicisti, anche italiani e torinesi, e noi pensiamo che sia importante, non solo dal punto di vista culturale, ma anche turistico, cercare di rilanciare un'azione nella Città che nel 1935 ha visto il primo concerto in Europa di Neil Armstrong, che per tanti anni ha avuto un \"Festival del Jazz\" importante e che poi, purtroppo, ha perso questo tipo di strada e identità. In realtà non si tratta di un semplice festival del jazz, noi stiamo immaginando di programmare una serie di iniziative che si collocano in uno spazio fisico ben determinato perché, se voi avete in mente la mappa di Torino, guardate Piazza Vittorio e l'asse di Via Po, in realtà quello è un grande contrabbasso naturale. Quindi tutta quella zona, durante il periodo del jazz - quindi dal 27 aprile al 1° maggio compreso -, sarà caratterizzata da una serie di iniziative: ovviamente ci saranno dei concerti importanti di musica jazz, tra il cartellone che faremo in Piazza Castello, quello in Piazzale Valdo Fusi e la collaborazione che abbiamo attivato con più di 12 locali lungo il Po, eccetera; nel giro di quattro giorni avremo oltre 52 concerti; avremo anche un ciclo di film sul jazz al Museo del Cinema; avremo una serie di incontri con autori di libri e jazzisti al Circolo dei Lettori. Insomma, avremo tutta un'atmosfera legata al tentativo di attestarci come città importante anche per questo genere di iniziativa culturale. Per finanziare questa iniziativa, come è stato detto, si sottraggono risorse da \"MITO Settembre Musica\". Innanzitutto va precisato che MITO è una delle manifestazioni organizzate dall'attuale Fondazione per le Attività Musicali. Come voi sapete, MITO Settembre Musica è un accordo tra la Città di Torino e quella di Milano. L'accordo prevede, nel suo rinnovo - perché sono scaduti i primi 5 anni -, che il contributo delle due Amministrazioni sia pari e per l'edizione di quest'anno di MITO è stato determinato un contributo di 2 milioni di Euro. Poi la Fondazione per le Attività Musicali finanzia già una manifestazione che ci sarà nel corso della prossima Pasqua che si chiama \"Lodi Pascalis\" (che è una manifestazione di carattere musicale colto) e finanzierà l'iniziativa \"Europa Cantat\", che sarà presente a Torino dal 27 luglio al 5 agosto del 2012; si tratta di una manifestazione europea che per la prima volta verrà in Italia e a Torino e che già oggi conta più di 4.300 iscritti (artisti del coro, cori e amatori del genere del coro) che arrivano da tutta Europa. Poi 500.000 Euro saranno destinati, come quota parte, al Festival del Jazz. Non si tratta di una diminuzione di MITO, perché, ripeto, il contributo determinato nell'accordo tra le due Città prevede un investimento pari, e quindi 2 milioni di Euro, ma si tratta, appunto, di una quota parte del costo del jazz. L'altra parte, esattamente per un pari valore, quindi per 500.000 Euro, è già stata oggetto di ricerca di copertura da parte degli sponsor. Quindi, sono lieto di annunciare che noi abbiamo già raggiunto questa quota in termini di sponsorizzazioni, il che dimostra che c'è anche una grande attenzione e un grande desiderio, da parte degli sponsor, di partecipare ad attività nuove, come è il Festival del Jazz. Come ho già detto altre volte, non si può pensare che gli sponsor diano dei soldi, se non trovando, ovviamente, delle manifestazioni di loro particolare interesse. Siccome il jazz, come altre attività, ha un target prevalentemente interessante e mediamente giovane, su questo molte aziende ripongono anche la possibilità di contattare un target e un pubblico di riferimento a cui interessa. Contrariamente a quanto è scritto nell'interpellanza, il Festival non prevede pagamenti. Tutte le manifestazioni saranno gratuite, proprio perché l'intenzione della Città e mia personale è proprio di ricostruire e di ritrovare quest'anima profonda, di riavvicinare la stragrande parte dei cittadini a questo genere musicale, come credo che sia doveroso, almeno in questa prima fase. Questa iniziativa è stata collocata a cavallo dei ponti del 25 aprile e del 1° maggio proprio perché noi riteniamo che un Festival di questo genere possa aiutarci ad attrarre a Torino un pubblico di appassionati a questo genere musicale, quindi pensiamo di offrire una buona occasione per venire nella nostra Città e quindi anche per l'indotto di ordine turistico che si collega a tutte le manifestazioni che, in qualche maniera, stiamo cercando di programmare. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Ringrazio l'Assessore Braccialarghe per le risposte che ci ha dato. Innanzitutto, visto che la nostra preoccupazione era proprio l'entità dell'investimento che viene sottratto alla manifestazione MITO, allora mi chiedo e, anzi, chiedo all'Assessore se anche Milano ha ridotto l'investimento di 500.000 Euro per arrivare a questo pareggio di 2 milioni di Euro ciascuno. Inoltre, per essere ulteriormente rassicurata, perché non accada per l'ennesima volta che Torino venga messa in secondo piano rispetto a Milano, chiedo se è in anticipo una programmazione di MITO edizione 2012, per capire se è bilanciata o sbilanciata la programmazione sulle due Città, ovviamente sempre in vista del taglio. Questa mattina abbiamo ricevuto una lettera nella quale c'è scritto che nelle prossime settimane verranno chiariti i finanziatori, gli sponsor, lei adesso invece dice che gli sponsor sono già stati identificati e che i contratti, a quanto pare, sono già stati chiusi; quindi chiediamo di poter avere un elenco degli sponsor per capire quale sia l'entità, perché non vorremmo che, alla fine, gli sponsor si riducessero ai proprietari delle location che ospiteranno le manifestazioni. ma ci auguriamo di no. Quindi, chiediamo soltanto di poter avere un elenco. Ribadiamo un po' la nostra perplessità riguardo alla manifestazione del Festival del Jazz, innanzitutto perché ad oggi non è ancora stata pubblicizzata, per cui ci chiediamo come il turista che prevede di venire a Torino tra qualche settimana possa mettere nella propria programmazione familiare o personale di essere ospitato nelle nostre ricezioni turistiche, visto che non c'è pubblicità su Internet e non c'è un volantinaggio a Torino e - immagino - tanto meno in altre città. Quindi, questo è già un forte dubbio. Il nostro dubbio era anche relativamente al fatto che la manifestazione fosse proprio a cavallo di un ponte festivo primaverile, quando usualmente si va fuori città, perché non vorremmo che gli unici turisti fossero i cittadini: ben venga che i cittadini siano allietati dalla musica jazz in un periodo così difficile, ma in questo modo la manifestazione non arricchirebbe assolutamente le casse cittadine, quindi perderebbe un po' lo scopo, ovvero l'obiettivo di incentivare il turismo con una nuova iniziativa. Inoltre, ho alcune perplessità anche dovute allo stesso intervento dell'Assessore Passoni, che invoca, invece, rinunce capricciose della sua Giunta in vista di una riduzione degli investimenti, in un momento in cui si chiedono rinunce anche ai cittadini per la crisi che stiamo vivendo. L'Assessore mi risponde che potrebbe essere un modo per incentivare il turismo, la nostra paura è che, invece, da una grande manifestazione di eccellenza su cui si poteva puntare, che era MITO - ed è lì che noi dobbiamo cercare di essere calamita per il turismo -, finiamo per avere invece due mezze manifestazioni, cioè di non avere neanche più una delle due eccellenze. Noi saremo lieti di essere smentiti da atti che non avverranno, ma, se così non fosse, prepareremo un'interpellanza per andare a monitorare quali saranno i risultati di questa manifestazione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Volevo approfittare per dare ulteriori elementi al Consigliere. Il primo è relativo a MITO. Il concorso delle due Città è previsto, come ho detto prima, nella stessa misura, quindi sia noi che Milano abbiamo deciso, come Amministrazioni Pubbliche, di dare il pari contributo e quindi 2 milioni di Euro. Questo significa che ovviamente, sia per noi che per Milano, rispetto alle edizioni precedenti vi è una riduzione del contributo legato al Festival MITO. Questo, però, non toglie qualità a questo prodotto. Io ovviamente sto seguendo, di giorno in giorno, anche il programma che caratterizzerà "MITO Settembre Musica" nel settembre prossimo; posso qui dire, e credo senza tema di smentita, che l'edizione di quest'anno sarà un'edizione assolutamente in grado di competere con quella degli anni precedenti. Quindi, la domanda che si può porre legittimamente è: ma come si fa a fare un Festival con minore dotazione economica, mantenendo uno standard alto? La risposta è molto semplice: noi finora abbiamo avuto MITO che ha inseguito, in qualche maniera, le grandi platee, grandi platee, che, per esempio, per la Città di Torino hanno voluto dire, nelle edizioni precedenti, andare in affitto in location non proprie, spendendo moltissimi soldi di affitto, perché ovviamente ogni volta che si va, per esempio al Palaisozaki, struttura privata, si paga non solo l'affitto, ma anche tutto ciò che serve per rendere godibile il Palaisozaki dal punto di vista musicale, quindi amplificazione ad hoc, costruzione del palco, eccetera, con costi particolarmente rilevanti. Noi abbiamo pensato che sia arrivato il momento in cui questa manifestazione, anche per Torino - e non solo per Torino, anche per Milano - abbia un cartellone principale, Milano-Torino, assolutamente equilibrato, che credo non farà assolutamente immaginare né che Torino, né che Milano siano discriminate rispetto alla qualità dell'offerta, e abbiamo pensato di tornare ad utilizzare buona parte del budget, invece che in affitti, moltiplicando i nostri concerti all'interno della città e andando a riscoprire anche zone della città, perché una delle anime profonde di "Settembre Musica", che era nato proprio con questo obiettivo, è quello di "avvicinare", tra virgolette, il più possibile alla cosiddetta musica "colta", o comunque alla musica, più strati possibili della popolazione. Quindi, ripeto, noi faremo un'operazione in cui la qualità di MITO rimarrà, secondo me, di assoluta preminenza e avremo, invece, una moltiplicazione di concerti di MITO per la città, cercando di toccare il più possibile le Circoscrizioni, i luoghi ove è possibile fare musica, cercando anche di non inseguire tanto il puro dato numerico, ovvero di quante persone avranno visto, perché se facessi MITO in Piazza San Carlo, ovviamente farei il top dell'esaurito tecnico, non so come dire. Invece credo che in questo momento sia importante ritornare anche ad una matrice che, come nel caso del jazz, cerchi di utilizzare il denaro pubblico per offrire nuovi elementi di socializzazione e di incontro con la cultura da parte del più ampio strato possibile della popolazione. Sul tema della pubblicità, la manifestazione si terrà dal 27 aprile. È prevista una campagna pubblicitaria che partirà dal 1° aprile, che toccherà in maniera credo assoluta e importante anche tutti i media e tutti gli elementi di conoscenza. Credo sia ragionevole che una campagna di promozione per qualunque tipo di manifestazione parta sostanzialmente un mese prima; sarebbe assurdo farla partire prima, perché anche nel caso delle campagne di promozione dobbiamo ovviamente stare attenti al rapporto tra le risorse limitate che abbiamo per comunicare gli eventi e la necessità di concentrare la comunicazione in un periodo tecnico necessario. Sugli sponsor, non è che non voglio rispondere. La ricerca degli sponsor è ancora in parte aperta; posso dire che oggi abbiamo già raggiunto la "soglia" dell'investimento che ritenevo necessario, cioè il 50%, da parte di sponsor privati. Quindi, la manifestazione sul denaro pubblico verterà esclusivamente sul 50% del costo, perché l'altro 50% già oggi è stato contrattualizzato con alcuni sponsor. Non dico ancora quali sono gli sponsor, perché in queste ore sono in corso ulteriori trattative, perché ovviamente se riesco a trovare maggiori risorse dagli sponsor, ridurrò ovviamente in maniera parallela la parte di risorse pubbliche da destinare a questa manifestazione. Il mio non è un capriccio, credo che soprattutto dopo il 2011, un anno fortemente caratterizzato dal 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, che di per sé ha determinato un elemento di richiamo nella nostra Città, abbiamo la necessità di studiare tutte le opportunità possibili e immaginabili tra quello che abbiamo - tante - e quello che possiamo cercare di mettere in campo, perché la nostra città possa continuare a godere non di un costo nella cultura, ma io dico di un investimento, perché non dimentichiamoci che il ritorno, anche in termini economici, sui settori importanti della vita della città, c'è ed è considerevole in termini di indotto, quindi dal turismo e dalle attività di ordine culturale che riusciamo a programmare. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |