| Interventi |
RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200827/002, presentata in data 17 febbraio 2012, avente per oggetto: "Case di prima accoglienza notturna, limiti di età e percorsi alternativi" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) In riferimento a questa interpellanza, avevo già avuto occasione di fare un approfondimento durante la scorsa seduta, in quanto c'era stata un'analoga interpellanza presentata dal Consigliere Scanderebech. In ogni caso, riferisco nuovamente nel merito. L'interpellanza riguarda le case di prima accoglienza, i limiti di età e i percorsi alternativi. Intanto, credo di poter assolutamente rassicurare i Consiglieri che non c'è un Regolamento Comunale che ponga dei limiti, ma piuttosto direi che i dormitori e, nella fattispecie, i servizi di bassa soglia sono prioritariamente rivolti alle persone tra i 18 e i 65 anni. Questo per evidenti motivi di appropriatezza di intervento, perché, essendo per l'appunto servizi di bassa soglia, o comunque con caratteristiche di ospitalità prevalentemente notturna, non sono evidentemente rispondenti ai bisogni di persone che, invece, per problemi legati ad un'età avanzata, hanno bisogno di accoglienze di altro tipo e anche più continuative durante il giorno. Però, l'accoglienza è prioritariamente riferita a queste persone, cioè noi non escludiamo la possibilità di accogliere anche persone ultrasessantacinquenni. Naturalmente, in questo caso, la soluzione non è considerata quella ottimale o definitiva e quindi, laddove ci siano emergenze di questo tipo, successivamente vengono avviati dei percorsi in tempi più o meno brevi, a seconda delle situazioni e anche delle risorse personali, per trovare delle risposte anche di tipo abitativo più adeguate e consone all'età delle persone richiedenti. Nella fattispecie, nel 2011, abbiamo accolto nelle strutture di bassa soglia, quindi nei cosiddetti dormitori, 29 persone che avevano più di 65 anni; di queste, alcune sono state inserite o in alloggi con percorsi di autonomia per adulti o, in qualche caso, sono rientrati nel proprio appartamento; 5 sono state inserite in strutture per anziani; altri hanno avuto degli ingressi in alloggi ATC; a gennaio 2012, sono ancora presenti 3 persone all'interno dei dormitori, proprio per trovare altre soluzioni. Quindi, credo che in questa direzione l'individuazione di una fascia di età non è finalizzata ad escludere una possibilità a chi ha più di 65 anni, ma a dire che per chi ha più di 65 anni è meglio che si individuino altri percorsi più consoni all'età e ai bisogni legati all'età. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Ringrazio l'Assessore per la risposta. È evidente che l'interpellanza nasceva proprio dal desiderio di sapere un po' quali erano le proposte, di cui abbiamo anche parlato, informalmente, con l'Assessore. È vero che non esiste un Regolamento Comunale, però, andando ad esempio sui siti del Comune, in relazione ai vari dormitori, ai centri di prima accoglienza, viene scritto in maniera abbastanza evidente che l'età per l'accettazione delle persone è compresa fino a 65 anni. Quindi, la domanda sorgeva abbastanza spontanea: le persone oltre i 65 anni che tipo di percorso devono fare? Poi, ho avuto anch'io riscontro che, in realtà, se proprio non c'è altra soluzione, queste persone vengono comunque accolte per qualche notte anche all'interno dei dormitori. Si tratta però di capire qual è il percorso per il futuro, perché a volte sono anche persone che hanno una famiglia, la quale si trova nelle condizioni dell'ultrasessantacinquenne e, quindi, non ha reddito, non sa come fare a vivere e molto spesso le proposte che vengono fatte sono anche di separazione del nucleo familiare tra marito e moglie. Per questo motivo, le mie domande di questa interpellanza erano proprio rivolte a sapere che cosa succede quando magari ad una persona di 70 anni, che ha una moglie nella sua stessa condizione, che non lavora, non ha reddito e che si trova in difficoltà, viene proposto un percorso di un certo tipo, per esempio all'interno di una struttura per anziani. Che cosa succede rispetto alla moglie, cioè il nucleo familiare si separa? Si trattava un po' di capire. Prendo atto dei dati riportati dall'Assessore, cioè che, nel 2011, per tutte queste 29 persone è stata trovata comunque una soluzione e quindi questo famoso percorso alternativo. Però, 29 persone mi sembrano poche, perché penso già solo a tutte le richieste che vengono avanzate rispetto alle emergenze abitative, anche se magari non si tratta di ultrasettantenni. Mi sembrano poche, però ne prendo atto. È anche vero che ci sono persone che poi hanno un percorso diverso, di cui la Città non ha riscontro. Può essere. Comunque, rispetto alla percezione che si ha dai giornali e anche in città, 29 non mi sembrano così tante. Però, insomma, se questi sono i numeri, ne prendo atto. Chiedo, inoltre, se l'Assessore possa specificare rispetto al nucleo familiare, perché ha parlato di soluzioni all'interno di strutture per anziani o alloggi, però vorrei capire se c'è, per esempio, un coniuge, se c'è il caso di una moglie, perché si dà per scontato che i figli magari più giovani possano trovare anche percorsi di altro tipo. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Dalle parole del Consigliere mi sembra emerga in modo evidente il fatto che non si possa generalizzare, cioè ogni situazione è a sé e ogni caso necessita di un progetto specifico. È chiaro che, mediamente, chi si rivolge ai dormitori è in una situazione di non famiglia a carico. Io aggiungerei a questo che c'è tutta una serie di Regolamenti e di condizioni che favoriscono gli interventi nei confronti addirittura di ultrasessantenni. Per esempio, c'è poi tutto il meccanismo di sostegno al reddito che interviene laddove ci siano delle pensioni insufficienti, perché quantomeno la pensione sociale, superata una certa soglia di età, è un requisito che hanno quasi tutti i cittadini, ma poi ci sono dei meccanismi di sostegno al reddito e integrazioni di pensioni che sono proprio mirati a sostenere ulteriormente la popolazione anziana - questo, ovviamente, a prescindere dalla necessità di essere in emergenza abitativa o meno -, che hanno anche una funzione preventiva, affinché gli anziani non si debbano trovare in una situazione di emergenza abitativa. Questo, naturalmente, non esclude la possibilità che ci siano alcuni casi particolari su cui evidentemente, però, necessita un approfondimento specifico. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |