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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 36
MOZIONE 2012-00318
(MOZIONE N. 21/2012) "REALE SOCIET? CANOTTIERI CEREA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LEVI, CENTILLO, GENISIO, NOMIS, TRICARICO E PAOLINO IN DATA 23 GENNAIO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201200318/002, presentata
dai Consiglieri Levi, Centillo, Genisio, Nomis, Tricarico e Paolino in data 23
gennaio 2012, avente per oggetto:
"Reale Società Canottieri Cerea".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
A questa proposta di mozione è stato presentato un emendamento, a firma del primo
proponente ed altri. La discussione avverrà contestualmente ed eventualmente
voteremo il testo coordinato.
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
Questa proposta di mozione è stata discussa in una riunione di Commissione, anche
alla presenza del Presidente della Reale Società Cerea.
Come richiama la proposta di mozione, la Reale Società Cerea ha una gloriosa storia:
è la prima società remiera della città di Torino, datata 1863, ed è però l'unica società
remiera - all'epoca lo erano tutte, perché avevano la stessa caratteristica - di Torino
che ha mantenuto nel proprio Statuto una norma (che data 1863) secondo la quale
solo gli uomini sono ammessi a far parte della Società.
Insieme ai Consiglieri che hanno firmato la mozione, abbiamo ritenuto che fosse
giunto il momento per chiedere alla Società Cerea un adeguamento a ciò che oggi
dice non solo il buonsenso, ma anche tutta una normativa (compresi la nostra
Costituzione ed il nostro Statuto) operando per superare le discriminazioni di genere.
Abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di chiedere alla Reale Società Cerea
di modificare questa norma statutaria, anche in vista della scadenza della concessione
dell'immobile (che avverrà l'11 luglio 2014), che appartiene alla Città di Torino.
L'emendamento che presentiamo è figlio della discussione che si è svolta in
Commissione e, in particolare, dell'impegno assunto a verbale dal presidente della
Società Cerea sul fatto di procedere alla modifica dello Statuto.
Visto e considerato questo impegno, abbiamo modificato il dispositivo della proposta
di mozione, che era un po' perentorio e, soprattutto, forse un po' aggressivo, nel
senso che si ipotizzava anche una revoca della concessione. Vista, però, l'intenzione
dichiarata dal presidente di procedere alla modifica statutaria, abbiamo riscritto
l'impegnativa, proponendo che il Sindaco e la Giunta richiedessero alla Società
Cerea una modifica dello Statuto, al fine di poter, alla data della scadenza (cioè a
luglio del 2014), procedere con il rinnovo della concessione.
Questa norma contenuta nello Statuto della Società Cerea - che richiama certamente
un passato di questa Società - a nostro giudizio non è più ammissibile oggi e sono
convinta che la gloriosa storia della Reale Società Cerea non sarà assolutamente
messa in discussione da una modifica statutaria che consenta anche alle donne,
nell'anno di grazia 2012, di poter diventare socie della società e si possano trovare
altri modi (più consoni rispetto a quello che, oggi, tutti noi, anche in quest'Aula,
pensiamo rispetto alle discriminazione di genere) per rimanere, in qualche modo,
anche fedeli al passato della propria Società.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Con molta franchezza, chiederei a chi ha presentato la proposta di mozione di
congelarla e attendere gli sviluppi della modifica di Statuto del Cerea annunciata.
Anche perché non posso non negare che la vicenda è nota da decenni ed è stata
discussa più volte. Peraltro, ci sono associazioni che hanno anche i locali del
Comune di Torino aperti a sole donne, mentre a soli uomini non ne so; quindi, che
siano politiche con finalità legittime e altisonanti per loro, non è detto per tutti, dal
punto di vista della discriminazione non è ammissibile.
Sono convinto che se domani la Casa delle Donne fondasse e avesse un circolo
canottieri sulla riva del Po, aperto alle sole donne, nessuno si scandalizzerebbe.
Sarebbe, dal punto di vista assoluto, una discriminazione. Però, non lo sarebbe.
Credo che il Cerea debba modificare lo Statuto. Il Cerea, peraltro, è stato aiutato da
questa Città ed è stato il circolo di riferimento per tutta la vicenda olimpica in un
passato recente. È uno dei circoli anche più attivi per quanto riguarda il rapporto con
la Città di Torino. Mai nessuno ha posto un problema e non c'è mai stato un
atteggiamento discriminatorio, nel senso che il circolo non ha soci femminili; potrà
adesso aprire a soci femminili un circolo canottieri, poi saranno probabilmente le
mogli dei soci, ma già adesso potevano accedere... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, guardate che pragmaticamente è così, nel senso che potranno
accedere o meno.
Ritengo che, nel momento in cui il Presidente del Cerea si è impegnato a modificare
lo Statuto, per un Consiglio Comunale serio, che affronta la questione, questo sia
sufficiente. Poi, a posteriori vedremo.
Non voglio nemmeno sentire e prendere in considerazione la minaccia di revoca
della concessione per questo motivo, perché altrimenti, per coerenza, occorrerebbe
andare a vedere tutti gli Statuti delle altre associazioni e, quando c'è un vincolo di
genere per quanto riguarda la possibilità di accedervi, al di là delle motivazioni,
revocare le concessioni. I diritti valgono per tutti; non sono interpretabili a seconda
di chi si presenta.
Sicuramente, da questo punto di vista, fa scandalo. Credo che in questa città una
donna che abbia voluto fare canottaggio abbia potuto farlo... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non al Cerea, da altre parti. D'altra parte, anche nei pulcini
del Torino le donne non entravano e anche adesso negli spogliatoi della Juventus le
donne non entrano. E credo che anche nel campionato di serie A sia così, infatti c'è
un campionato femminile e non da molto c'è una tradizione di... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Guardate, io sono tra i più aperti per quanto riguarda
l'omosessualità, transgender, tutto quello che volete, donne, uomini, diritti, ma credo
che ci voglia un po' di coerenza perché non è possibile tirare la fisarmonica a
seconda delle questioni.
Il Cerea deve modificare lo Statuto, perché non ha più senso e credo che possa
benissimo accettare il fatto che oggi il canottaggio abbia avuto uno sviluppo
femminile. Quindi, non c'è più nemmeno una giustificazione sportiva; deve soltanto
adeguare i locali in quello che è lo standard di divisione tra maschi e femmine, che è
accettato praticamente in tutti i posti.
Nel momento in cui c'è un impegno del presidente e della Società a modificare lo
Statuto, ritengo sia sufficiente. Ecco perché invito non a ritirare, ma a congelare la
proposta di mozione e vedere gli sviluppi. Peraltro, la questione è imminente.
Perché non l'abbia fatto negli anni passati e perché gli Assessori che hanno firmato
un sacco di accordi, convenzioni, sovvenzioni, non se ne siano mai accorti, non
voglio fare l'elenco, non mi riguarda... però un po' di pudore anche su queste cose e
ogni tanto un po' di coerenza ci vorrebbe.
Non è che tutti si sono sempre dimenticati della vicenda e si vuole mantenere una
discriminazione. C'è una situazione che, proprio perché unica, è particolare. Questa è
anche una cosa da tener presente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Io avevo chiesto alla presentatrice della proposta di mozione di depennare il nome
della società sportiva, perché condivido il fatto che locali o,
comunque, strutture date in concessione debbano essere agibili senza
discriminazioni di genere, ma in questo caso si è un po' montata tutta la notizia. Il presidente ha
chiarito in Commissione che, di fatto, le donne già oggi possono entrare, ma che
l'unico problema è che non dispongono di spogliatoi. Per questo si sono appoggiati ad altre
società di canottaggio che hanno gli spogliatoi anche per le donne. Le iscritte a
queste società di canottaggio possono entrare liberamente anche al Cerea con la loro iscrizione
all'altro club in base a una convenzione.
La mozione mi sembra un po' una forzatura e mi sembra una messa all'indice di
una società a cui però dovremmo anche chiedere di togliere quel "Reale" che ha nella
denominazione, perché ormai i re non ci sono più da un pezzo, oltre che cambiare lo Statuto frutto dei tempi
della loro nascita.
Quindi, sinceramente mi sembra un po' forzata, mi sembra un po' dura, mi sembra
un po' voler colpire una società sportiva, che, peraltro, è nota a Torino e che si è
sempre distinta anche per le attività a favore della città, come durante le
Olimpiadi.
Come il Consigliere Viale, chiederei anch'io di congelarla, ma, se verrà votata, mi asterrò.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Credo che sia importante ed opportuno anche valutare la storicità di alcune
situazioni, perché il problema - come è stato ripetuto - era ben noto. Era stato
analizzato anche sul discorso dei rinnovi di concessione e sui fondi che potevano
arrivare dalla Regione in passato su tutti gli impianti sportivi e già allora la società si
era resa disponibile a portare queste modifiche, naturalmente funzionali anche ad un
problema logistico che è quello degli spogliatoi. Quindi, credo che non ci dobbiamo
scandalizzare.
Prima, il Consigliere Viale faceva alcune analogie che io condivido.
Noi viviamo in un Paese dove lo sport per eccellenza è il calcio, tutti gli altri sono
sport minori. A questo punto, dovremmo analizzare tutte le concessioni degli
impianti sportivi di calcio e concedere il rinnovo chiedendo di cambiare le regole
della disciplina, prevedendo magari di applicare le quote rosa, ove possibile; anzi,
chiedere addirittura di trasformare la formazione da undici a dieci giocatori, così
possiamo avere cinque uomini e cinque donne.
Io, ripeto, sono abbastanza titubante su questa mozione. Credo che in situazioni
analoghe, soprattutto dove c'è una storia - la Canottieri Cerea è l'impianto di
canottaggio più antico, è la storia del canottaggio; a Torino abbiamo la storia delle
società remiere e credo che nessuno si sia mai scandalizzato per questa cosa - sia
molto più opportuno, anziché creare un'imposizione con una mozione, fare in modo
che ci sia un passaggio morbido, sul quale credo che la Società abbia dato grosse
disponibilità, perché poi il problema è di natura logistica degli spogliatoi.
Io faccio anche una piccola provocazione: noi abbiamo "l'arma" del rinnovo della
concessione e il ragionamento è questo: siccome è una struttura pubblica, in cambio
della concessione gli chiediamo questo. Ma allora è come se lo Stato italiano, nel
riformare i Patti Lateranensi, pretendesse dalla Chiesa cattolica di rivedere alcune
tradizioni, come il fatto di avere un papa e i sacerdoti uomini.
Io credo che la storia e le tradizioni siano un fattore importante. Credo che non si
debba nemmeno esagerare e nessuno si sogna di andare a valutare altre situazioni che
possono creare turbamento dall'altra parte.
Quindi, annuncio il mio voto contrario su questa proposta di mozione e chiedo -
come ha fatto il Consigliere Viale - di fare in modo che sia la Società Canottieri
Cerea ad arrivare a un cambiamento morbido, al passo con i tempi. Però, la
tradizione è questa e credo che non debba essere rovinata con un'imposizione
dell'Amministrazione, che troverai una forzatura.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Io farei un appello al Sindaco della Città: siccome abbiamo già discusso in
Commissione questa mozione, credo che il Consigliere Levi-Montalcini abbia tutte le
ragioni a sostenere quello che ha sostenuto ed è quello che, più o meno, avevamo
concordato all'interno della Commissione.
Sostanzialmente abbiamo avuto un atteggiamento sprezzante nei confronti del Cerea,
accusando su La Stampa un'associazione remiera storica di non permettere alle
donne di poter fare attività di canottaggio. Cosa che si è dimostrata falsa nei fatti,
perché chiaramente la Società, attraverso il proprio presidente, è venuta in
Commissione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico la mia opinione,
magari non... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io c'ero in
Commissione, fino ad un certo punto; magari avete cambiato idea. Ma in ogni caso
l'intervento di Levi-Montalcini io l'ho sentito e sapevo cos'era.
Sostanzialmente si è dimostrato non veritiero il fatto che l'associazione Cerea non
permettesse alle donne di fare canottaggio. Il presidente stesso ha detto: "Sì, bisogna
modificare questo Statuto, perché risale alla fine dell'Ottocento, però nella realtà di
tutti i giorni, noi consentiamo alle donne di far canottaggio".
Quindi, attraverso il principale organo di stampa di Torino, La Stampa, abbiamo
accusato la Società Canottieri Cerea di fare un'opera non meritoria: cosa non vera.
In secondo luogo, avevamo stabilito (correggetemi se sbaglio e naturalmente se
sbaglio, sono pronto a fare ammenda) all'interno della mozione di non puntualizzare
concretamente l'accusa al Cerea, perché chiaramente avrebbe portato dei problemi di
qualunque genere.
Io ero rimasto in Commissione sino all'intervento del Consigliere Levi-Montalcini;
dopo quell'intervento sono uscito dalla Commissione, nella speranza che il
Consigliere Levi-Montalcini consentisse alla maggioranza di fare una valutazione.
Quindi, noi siamo assolutamente contrari a questa mozione, in linea con quello che
abbiamo detto, e non la voteremo, signor Sindaco, perché ci pare assolutamente
improprio dare la colpa a un'associazione che colpe non ne ha.
Aggiungo una nota in più, polemica questa volta. La Presidente Marta Levi faceva
l'Assessore alle Pari Opportunità fino a sette mesi fa; se avesse voluto fare qualcosa
su quel tema, l'avrebbe potuto fare da Assessore nella precedente tornata
amministrativa. Non l'ha fatto, per cui credo che non ci fosse il problema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Musy.

MUSY Alberto
Il mio intervento si dipanerà in due istantanee riflessioni.
Innanzitutto, dichiaro un conflitto di interesse, essendo socio di un circolo
esclusivamente maschile, non quello oggetto della deliberazione.
Inoltre, credo che il Comune, nel momento in cui concede dei beni, sia libero di fare
una riflessione sulle qualità di un'associazione e di verificare se queste
corrispondono alle finalità che il Comune si pone. In questo caso, però, è
un'associazione privata, che non ha mai chiesto il riconoscimento, per cui ha un suo
Statuto, che conserva credo più per affezione alla sua storicità, che per uno spirito
discriminatorio. Comunque mi hanno riferito che è stata data ampia rassicurazione
alla Commissione Comunale competente circa l'adeguamento dello Statuto ai tempi
moderni.
Direi che l'ipotesi prospettata dal Consigliere Viale, cioè di sospendere questa
votazione e attendere che, in modo spontaneo, questa associazione si adegui, credo
sia una soluzione da percorrere.
Detto questo, non me la sento invece di sostenere un discorso collegato al dettato
costituzionale, perché l'associazione privata, non riconosciuta, a meno che si lanci in
discriminazioni evidenti, che hanno altri generi di regimi, è libera di organizzarsi,
limitando l'iscrizione anche a un genere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cervetti.

CERVETTI Barbara Ingrid
Volevo solo aggiungere uno spunto di riflessione alla discussione. Noi siamo contrari
alla proposta del Consigliere Levi. A parte che nel momento in cui io ho interloquito
con le partecipanti donne del circolo Cerea, non ho sentito nessuna lamentela
riguardo al non sentirsi al pari con i diritti degli uomini, in quanto partecipano
all'attività sportiva e anche se non possono essere definite soci, prima di tutto c'è da
parte loro la volontà di far parte della tradizione di quel circolo.
Detto questo, mi sento però di farmi portavoce di un'altra iniziativa. Così come la
maggioranza tiene a essere così scrupolosa a cambiare lo Statuto di questa
associazione, in nome di un'altra parità, che non è quella fra uomo e donna, ma fra
associazioni, ci permetteremo allora di monitorare tutte le associazioni che fanno
parte della nostra società, in vista di un'ottica di integrazione della nostra città.
Per cui, da oggi in poi, nel momento in cui ci sarà un'associazione facente parte di
altre culture che, rispetto all'associazione Cerea o altre associazioni italiane, ha
maggiori difficoltà a riconoscere la parità di diritti fra uomo e donna, ci faremo
portavoce del fatto che da oggi in poi non verrà mai ammessa una qualunque forma
di associazionismo in cui non sia previsto lo stesso diritto fra uomo e donna. Di
questo mi faccio assolutamente portavoce.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Capita spesso che di fronte a istanze plurali ci siano commenti singolari. Trovo
assolutamente singolare il fatto che, per esempio, il Consigliere Viale dica che
bisogna prima affermare il diritto universale e dopo occuparci della questione
individuale.
Io penso che si possano affermare diritti universali proprio partendo da vicende
individuali. Quindi, credo che il "benaltrismo" sia un'idea che questo Consiglio
Comunale non può assolutamente assumere ogni qualvolta viene presentata in
maniera diretta quella che è evidentemente una discriminazione.
Inoltre, credo che rimanere ancorati ai principi fissati nello Statuto, che chiedono che
il Consiglio Comunale contrasti in ogni modo ogni forma di discriminazione, non
vuol dire puntare il dito contro alcuno; anzi, si tratta evidentemente di una forma di
responsabilità che si assume normalmente quando si arriva in prossimità della
scadenza di questa concessione.
Non me ne vogliano i Colleghi maschi che ho sentito intervenire in questo dibattito
con argomenti proprio da maschi, perché è maschile fare riferimento al campionato
di calcio, confondendo le squadre con il campo. Qui non si sta chiedendo di formare
squadre calcistiche miste, ma si sta semplicemente chiedendo di poter utilizzare il
campo, che è una cosa assolutamente diversa.
Così come credo che siano un po' arditi gli argomenti blasfemi del Consigliere
Sbriglio, perché qui non si tratta di chiedere... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Blasfemi, caro Consigliere Sbriglio. Così come non si tratta qui di
chiedere alcunché, né di rimettere in discussione principi ormai consolidati.
Qui si chiede una cosa semplicissima, cioè di prendere in considerazione, in
prossimità della scadenza, la possibilità di introdurre una modifica statutaria che
consenta l'accesso alla pratica sportiva in locali di proprietà municipale.
Poi, devo dire, che trovo veramente stucchevole - e sottolineo "stucchevole" - il fatto
di fare riferimento...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

TRICARICO Roberto
Trovo veramente stucchevole fare riferimento ai precedenti mandati amministrativi,
come se il fatto di aver fatto l'Assessore per un periodo di cinque anni (in questo
caso l'Assessore Marta Levi), magicamente avrebbe dovuto comportare la soluzione
di tutti i problemi della città, quelli piccoli e quelli grandi.
Ci si occupa delle questioni quando queste arrivano a scadenza e siccome siamo alla
scadenza della concessione mi sembra puntuale occuparsene oggi. Invece, sarebbe
stato assolutamente strumentale e politico occuparsene ieri.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Devo dire la verità, Presidente, la discussione mi sembra un po' surreale, per un
semplice motivo. Se fossi stato al posto degli altri Consiglieri, io avrei prima di tutto
ringraziato il Consigliere Levi, perché sarà pleonastico quello che è scritto nella
mozione, non sarà stato utile citare il caso singolo, ma se nei prossimi mesi la società
Cerea cambierà lo Statuto (come, tra l'altro, dichiarato in Commissione), sarà solo
grazie al fatto che un Consigliere ha chiesto pubblicamente una cosa semplice.
Cioè che ogni associazione è libera di fare quello che vuole, può anche essere
un'associazione aperta solo agli uomini o alle donne, se si trova in un immobile
privato. Per cui, in un immobile privato - vorrei che non vi sfuggisse questo -, se si
vuole fare il circolo di poker per maschi o il circolo per sole donne/femmine (se è
questa la discussione così alta che il Consiglio Comunale riesce a fare in queste
situazioni), lo si può fare, la Costituzione lo prevede. Ma all'interno di un immobile
pubblico, nel rispetto dello Statuto di questa Città, un'associazione non può essere
aperta esclusivamente a un genere.
Sarà pleonastico, sarà semplice, sarà stato sbagliato farlo su un singolo, ma intanto se
non ci fosse stata questa sollecitazione quel singolo non avrebbe detto pubblicamente
che è disponibile a cambiare lo Statuto. E se non fosse stato per il Consigliere Levi,
probabilmente qualcuno, visto che la sua storia ha le radici nell'Ottocento, pensa
ancora di essere in un circolo di bridge chissà dove oltre la Manica.
Per fortuna la società cambia, credo che gli stessi associati del Cerea vogliano
cambiare con essa; quindi, se vogliono rinnovare la concessione, come tutte le altre
società, dovranno prevedere una semplice sentenza di non discriminazione di genere.
Quindi, ringrazio il Consigliere Levi e ricordo che gli emendamenti sono stati
depositati. Chiedo inoltre ai Consiglieri di non pontificare su discussioni a cui non
hanno neanche assistito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Alcune cose le ha già dette il Consigliere Grimaldi, quindi non le ripeto. Però,
ricordo e voglio mettere l'accento (perché mi sembra davvero di essere in una
commedia di Moreno, quasi nella schizofrenia) sul fatto il Consigliere Levi ha
sollevato una questione correttissima. Non solo lo Statuto della Città di Torino, ma
tutte le norme nazionali ed europee, ma in particolare quelle nazionali, dicono che
noi non possiamo dare finanziamenti, contributi a realtà che nel loro Statuto
originario sono discriminanti, non perché quando l'hanno fatto intendevano
discriminare un genere, ma perché l'epoca era quella.
Le nuove normative prevedono che la Città conceda convenzioni, finanziamenti, a
realtà che hanno gli Statuti adeguati. La n. 328, lo ricordo anche al Consigliere
Musy, la legge sul volontariato e la legge sull'associazionismo, dettano
esplicitamente questi principi. Quindi, mi sembra che sia veramente assurda questa
contestazione. Forse si contesta perché il Cerea è la prima società importante di
Torino? Non lo so.
Io credo che non ci sia assolutamente nulla di sconveniente nell'approvare questa
mozione, che dà un indirizzo. Non si revoca nulla, anzi, si dà il segnale a tutti che
qualora non si adeguano gli Statuti, non si entra nei circuiti convenzionati della Città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Intervengo solo perché c'è la necessità, in realtà pensavo che la cosa fosse meno
complicata.
Siccome ho convocato la Commissione, congiuntamente alla Commissione Pari
Opportunità, durante la quale, molto gentilmente, si è presentato liberamente il
Presidente della Società Cerea, che è intervenuto in modo molto chiaro, raccontando
un po' la storia del circolo e sottolineando che non c'è alcun tipo di volontà
discriminatoria, volevo chiedere se era possibile valutare un subemendamento, di cui
vorrei dare lettura, presentato congiuntamente con il Presidente Marta Levi - alla
quale va il mio ringraziamento -, perché la questione in generale ha un significato
politico, ma nella fattispecie non l'assume, perché il Presidente della Società Cerea è
venuto liberamente in Commissione, la quale ha ritenuto "significativo e
apprezzabile che il Presidente della Società Cerea abbia dichiarato la disponibilità a
procedere a modificare il testo del proprio Statuto".
Abbiamo tolto la vicenda della revoca, perché l'incontro con il Presidente della
Società ci ha fatto propendere per una valutazione futura di ogni situazione nella
quale possa esserci questo tipo di discriminazione, che potrebbe presentarsi anche in
altre situazioni nelle quali viene utilizzato un immobile di proprietà della Cerea di
Torino.
Nella città ci sono circoli privati che conosciamo, dove liberamente si associano solo
uomini, o solo donne, o solo persone che hanno maturato certe esperienze (per
esempio, alcuni circoli dedicati alle Forze Armate), dove è assolutamente legittimo
che ciò avvenga. Ma in un immobile pubblico è evidente che certe accortezze sono
necessarie.
Quindi, cercherò di stemperare le polemiche, chiedendo al Consiglio di valutare
questo subemendamento prima dell'impegnativa, con il quale riteniamo significativo
e apprezzabile il gesto libero del Presidente della Società Cerea, che, senza che gli
venisse imposto da una mozione, né tanto meno da una pressione politica da parte del
Consiglio, in Commissione ha dichiarato a verbale questa sua disponibilità. Di
questo, tutti insieme lo abbiamo ringraziato già a quell'epoca. Deposito
l'emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io sinceramente non riesco ad accalorarmi su una discussione simile, per un semplice
motivo, perché come esistono associazioni femminili, o anche femministe, a cui
possono aderire solo donne, godono di contributi pubblici e di sedi pubbliche, e
nessuno di noi si sente offeso; come esistono associazioni LGBT, che sono promosse
e consentono l'adesione solo a persone di orientamento omosessuale, in cui non
sarebbe nemmeno sensato che aderissero persone di orientamento eterosessuale e
nessuno si offende di questo; così come se esistesse un impianto sportivo di
equitazione, a cui possono aderire solo persone che hanno un cavallo o che vanno a
cavallo, sinceramente credo che nessuno di noi se ne sentirebbe mortalmente offeso.
Quindi, rispetto a quello che ha detto il Consigliere Genisio, io non dico che debbano
essere trattate diversamente istituzioni e associazioni diverse; per carità, siamo tutti
uguali di fronte alla legge e ai regolamenti. Però diamo un peso anche alle tradizioni,
diamo anche un peso alle polemiche rispetto alle tradizioni di un'istituzione.
Se stessimo parlando di una violazione vissuta in modo negativo e discriminatorio,
allora sarebbe legittimo affrontarla con questa animosità, ma il Presidente della
Commissione, Cassiani, ha chiarito che da parte del circolo Cerea non c'era questa
intenzione.
Io chiedo solo a tutti di stare attenti a votare sull'onda emotiva, ideologica un
documento che sembra una dichiarazione di guerra a un'istituzione sportiva cittadina.
Riportiamo il dibattito sul piano che merita.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Devo dire che sono basita da questa discussione, nel senso che la prima formulazione
della mozione era decisamente forte e anch'io non la condividevo, ma con la seconda
formulazione, se leggiamo l'impegnativa, impegniamo il Sindaco e la Giunta, in fase
di rinnovo della concessione degli impianti sportivi, a verificare che lo Statuto della
società concessionaria sia rispettosa dei principi di pari opportunità.
(INTERVENTO FOURI MICROFONO). il Consigliere Viale ha fatto
un'osservazione fuori verbale che condivido, però questa discussione riguarda la
concessione di impianti sportivi. Per cui, viste anche le linee programmatiche
approvate da questo Consiglio, in cui si dà grande importanza alle pari opportunità,
io ritengo che questo sarebbe anche un segnale molto importante e non lo ritengo
invece un caso specifico. Quindi noi voteremo favorevolmente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, gliela
do alla fine degli interventi. Abbia pazienza. Ripeto per l'ennesima volta, io sono ben
lieto che si citino le persone e i Colleghi, ma il fatto personale bisogna valutarlo.

RICCA Fabrizio
Ritengo innanzitutto che la strumentalizzazione non può che recare un danno al
circolo Cerea, perché questa situazione poteva essere gestita in maniera sicuramente
più elegante, perché questo non fa il bene di un circolo storico di questa città. Penso
che questa mozione manchi totalmente di eleganza, anche nel modo in cui è stata
gestita a livello mediatico.
Inoltre, bisogna capire che la cosiddetta parità dei sessi non avviene forzando, ma
creando delle situazioni, come ha fatto il circolo Cerea, che si è appoggiato con il
circolo di fronte per fare l'attività insieme, con la sola circostanza che le donne si
cambiavano nello spogliatoio di quel circolo, mentre gli uomini usavano lo
spogliatoio dell'altro. Dato che per cambiarsi nel circolo bisogna essere soci,
abbiamo capito il motivo per cui era un circolo totalmente maschile. Questo è il
motivo.
Oggi, per la seconda volta, mi trovo stranamente d'accordo con il Consigliere Viale:
perché i centri sportivi sì e tutto il resto no? A questo punto, o si rivede tutto o non si
rivede niente.
Ribadisco che questa è stata una situazione esclusivamente strumentale.
Probabilmente c'è qualcosa in quel circolo che incute paura. Forse questo circolo non
piace perché è un circolo di destra.
Ripeto, secondo me questo documento manca totalmente di eleganza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Sono un po' sconcertato, perché andando avanti di questo passo perderemo tutte le
associazioni più storiche che abbiamo a Torino. Quindi, dal momento che
l'associazione stessa è intervenuta in Commissione e si è impegnata a rivedere lo
Statuto, credo che prima di minacciarli di non rinnovargli il contratto, potremmo
vedere se si mettono in linea con quanto è stato sollevato.
Poi è indubbio che è anche un discorso di fattibilità (l'ha ribadito anche il
Consigliere Ricca): se manca una struttura, non è che dalla mattina alla sera mi
invento i bagni, le docce e delle zone adeguate al femminile. Anche perché mi
sembra una forzatura.
Se le donne partecipano comunque all'attività dell'associazione, negargli il rinnovo
della concessione a priori, al di là del fatto che ci sia la buona volontà di modificare
lo Statuto, vuol dire che probabilmente qualcuno ha già pensato a chi assegnare la
nuova destinazione e che quindi non faccia più tanto comodo che questa associazione
continui il suo operato.
Per cui, ho ascoltato tutti gli interventi e a questo punto credo che voterò contro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Sbriglio.

SBRIGLIO Giuseppe
Intervengo per fatto personale perché vorrei capire dal Consigliere Tricarico qual è
stata la mia blasfemia. Io sono molto rispettoso della tutela del sentimento religioso
e, tra l'altro, ho discusso anche una tesi di diritto ecclesiastico su questo tema. Però,
se ci fossero situazioni di blasfemia, il reato di blasfemia è stato abrogato, però c'è
una sanzione amministrativa, quindi chiedo che venga segnalato alle autorità.
Faccio anche una piccola riflessione sull'impegnativa che si propone...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ha concluso il fatto personale?

SBRIGLIO Giuseppe
No, non ancora. Era una premessa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Allora, se è sul merito, non è per fatto personale.

SBRIGLIO Giuseppe
Non capisco quale possa essere l'impegno, se comunque è una competenza del
Consiglio Comunale. Cioè noi impegniamo il Consiglio Comunale a rivotare in una
certa maniera. Quindi, trovo anche inopportuno, o forse anche illegittimo, chiedere
un'impegnativa su una competenza del Consiglio Comunale.
Nel 2014, il Consiglio Comunale farà le valutazioni e sono convinto che nel 2014 ci
sarà una soluzione che farà contenti tutti. Inoltre, credo che la Giunta, in fase di
predisposizione di questo rinnovo, valuterà anche questi aspetti.
Quindi, ribadisco la necessità di congelare questa mozione e fare in modo che gli
eventi arrivino senza forzature e ripercussioni negative.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Io mi rendo conto che l'Aula si sia polarizzata su due aspetti, peraltro anche
abbastanza trasversali.
Allora, questa mozione non ha come scopo quello di affossare il Cerea. Questa
mozione, a seguito di una discussione, ha voluto far emergere un problema relativo
alle pari opportunità. Dopo la discussione in Commissione, nella quale la stessa
Società Cerea si è detta non solo disponibile, ma già decisa in precedenza a cambiare
lo Statuto, questa proposta di mozione, attraverso l'emendamento, propone di
applicare, in fase di rinnovo della concessione degli impianti sportivi, a tutte le
società concessionarie, (quindi non è una norma contro il Cerea), una norma che
obblighi al rispetto dei principi di pari opportunità.
La Città di Torino, che ha nel suo Statuto e nel programma del Sindaco il rispetto
delle pari opportunità, chiede di adeguarsi al rispetto delle norme di pari opportunità
non domani, ma qualora si dia una concessione. "Pari opportunità" vuol dire pari
opportunità di genere, in questo caso, pari opportunità nei confronti dei disabili, pari
opportunità nei confronti anche (se ho capito bene il discorso del Consigliere
Cervetti) delle persone di origine straniera. Possiamo andare avanti, perché le
discriminazioni possono essere di diverso tipo.
Io sono fermamente convinta che questa mozione abbia questo valore, e questo
emendamento, se riusciamo a non essere ideologici e a non avere posizioni
precostituite, secondo me ci mette nelle condizioni di fare un piccolo passo avanti nei
confronti dell'applicazione concreta delle pari opportunità.
Non è una deliberazione, perché non stiamo votando la concessione al Cerea o ad
altre società. Stiamo dando un indirizzo alla Giunta e, secondo me, è bene che questo
indirizzo venga confermato dal Consiglio Comunale.
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