| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201200318/002, presentata dai Consiglieri Levi, Centillo, Genisio, Nomis, Tricarico e Paolino in data 23 gennaio 2012, avente per oggetto: "Reale Società Canottieri Cerea". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) A questa proposta di mozione è stato presentato un emendamento, a firma del primo proponente ed altri. La discussione avverrà contestualmente ed eventualmente voteremo il testo coordinato. La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Questa proposta di mozione è stata discussa in una riunione di Commissione, anche alla presenza del Presidente della Reale Società Cerea. Come richiama la proposta di mozione, la Reale Società Cerea ha una gloriosa storia: è la prima società remiera della città di Torino, datata 1863, ed è però l'unica società remiera - all'epoca lo erano tutte, perché avevano la stessa caratteristica - di Torino che ha mantenuto nel proprio Statuto una norma (che data 1863) secondo la quale solo gli uomini sono ammessi a far parte della Società. Insieme ai Consiglieri che hanno firmato la mozione, abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento per chiedere alla Società Cerea un adeguamento a ciò che oggi dice non solo il buonsenso, ma anche tutta una normativa (compresi la nostra Costituzione ed il nostro Statuto) operando per superare le discriminazioni di genere. Abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di chiedere alla Reale Società Cerea di modificare questa norma statutaria, anche in vista della scadenza della concessione dell'immobile (che avverrà l'11 luglio 2014), che appartiene alla Città di Torino. L'emendamento che presentiamo è figlio della discussione che si è svolta in Commissione e, in particolare, dell'impegno assunto a verbale dal presidente della Società Cerea sul fatto di procedere alla modifica dello Statuto. Visto e considerato questo impegno, abbiamo modificato il dispositivo della proposta di mozione, che era un po' perentorio e, soprattutto, forse un po' aggressivo, nel senso che si ipotizzava anche una revoca della concessione. Vista, però, l'intenzione dichiarata dal presidente di procedere alla modifica statutaria, abbiamo riscritto l'impegnativa, proponendo che il Sindaco e la Giunta richiedessero alla Società Cerea una modifica dello Statuto, al fine di poter, alla data della scadenza (cioè a luglio del 2014), procedere con il rinnovo della concessione. Questa norma contenuta nello Statuto della Società Cerea - che richiama certamente un passato di questa Società - a nostro giudizio non è più ammissibile oggi e sono convinta che la gloriosa storia della Reale Società Cerea non sarà assolutamente messa in discussione da una modifica statutaria che consenta anche alle donne, nell'anno di grazia 2012, di poter diventare socie della società e si possano trovare altri modi (più consoni rispetto a quello che, oggi, tutti noi, anche in quest'Aula, pensiamo rispetto alle discriminazione di genere) per rimanere, in qualche modo, anche fedeli al passato della propria Società. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Con molta franchezza, chiederei a chi ha presentato la proposta di mozione di congelarla e attendere gli sviluppi della modifica di Statuto del Cerea annunciata. Anche perché non posso non negare che la vicenda è nota da decenni ed è stata discussa più volte. Peraltro, ci sono associazioni che hanno anche i locali del Comune di Torino aperti a sole donne, mentre a soli uomini non ne so; quindi, che siano politiche con finalità legittime e altisonanti per loro, non è detto per tutti, dal punto di vista della discriminazione non è ammissibile. Sono convinto che se domani la Casa delle Donne fondasse e avesse un circolo canottieri sulla riva del Po, aperto alle sole donne, nessuno si scandalizzerebbe. Sarebbe, dal punto di vista assoluto, una discriminazione. Però, non lo sarebbe. Credo che il Cerea debba modificare lo Statuto. Il Cerea, peraltro, è stato aiutato da questa Città ed è stato il circolo di riferimento per tutta la vicenda olimpica in un passato recente. È uno dei circoli anche più attivi per quanto riguarda il rapporto con la Città di Torino. Mai nessuno ha posto un problema e non c'è mai stato un atteggiamento discriminatorio, nel senso che il circolo non ha soci femminili; potrà adesso aprire a soci femminili un circolo canottieri, poi saranno probabilmente le mogli dei soci, ma già adesso potevano accedere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, guardate che pragmaticamente è così, nel senso che potranno accedere o meno. Ritengo che, nel momento in cui il Presidente del Cerea si è impegnato a modificare lo Statuto, per un Consiglio Comunale serio, che affronta la questione, questo sia sufficiente. Poi, a posteriori vedremo. Non voglio nemmeno sentire e prendere in considerazione la minaccia di revoca della concessione per questo motivo, perché altrimenti, per coerenza, occorrerebbe andare a vedere tutti gli Statuti delle altre associazioni e, quando c'è un vincolo di genere per quanto riguarda la possibilità di accedervi, al di là delle motivazioni, revocare le concessioni. I diritti valgono per tutti; non sono interpretabili a seconda di chi si presenta. Sicuramente, da questo punto di vista, fa scandalo. Credo che in questa città una donna che abbia voluto fare canottaggio abbia potuto farlo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non al Cerea, da altre parti. D'altra parte, anche nei pulcini del Torino le donne non entravano e anche adesso negli spogliatoi della Juventus le donne non entrano. E credo che anche nel campionato di serie A sia così, infatti c'è un campionato femminile e non da molto c'è una tradizione di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Guardate, io sono tra i più aperti per quanto riguarda l'omosessualità, transgender, tutto quello che volete, donne, uomini, diritti, ma credo che ci voglia un po' di coerenza perché non è possibile tirare la fisarmonica a seconda delle questioni. Il Cerea deve modificare lo Statuto, perché non ha più senso e credo che possa benissimo accettare il fatto che oggi il canottaggio abbia avuto uno sviluppo femminile. Quindi, non c'è più nemmeno una giustificazione sportiva; deve soltanto adeguare i locali in quello che è lo standard di divisione tra maschi e femmine, che è accettato praticamente in tutti i posti. Nel momento in cui c'è un impegno del presidente e della Società a modificare lo Statuto, ritengo sia sufficiente. Ecco perché invito non a ritirare, ma a congelare la proposta di mozione e vedere gli sviluppi. Peraltro, la questione è imminente. Perché non l'abbia fatto negli anni passati e perché gli Assessori che hanno firmato un sacco di accordi, convenzioni, sovvenzioni, non se ne siano mai accorti, non voglio fare l'elenco, non mi riguarda... però un po' di pudore anche su queste cose e ogni tanto un po' di coerenza ci vorrebbe. Non è che tutti si sono sempre dimenticati della vicenda e si vuole mantenere una discriminazione. C'è una situazione che, proprio perché unica, è particolare. Questa è anche una cosa da tener presente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Io avevo chiesto alla presentatrice della proposta di mozione di depennare il nome della società sportiva, perché condivido il fatto che locali o, comunque, strutture date in concessione debbano essere agibili senza discriminazioni di genere, ma in questo caso si è un po' montata tutta la notizia. Il presidente ha chiarito in Commissione che, di fatto, le donne già oggi possono entrare, ma che l'unico problema è che non dispongono di spogliatoi. Per questo si sono appoggiati ad altre società di canottaggio che hanno gli spogliatoi anche per le donne. Le iscritte a queste società di canottaggio possono entrare liberamente anche al Cerea con la loro iscrizione all'altro club in base a una convenzione. La mozione mi sembra un po' una forzatura e mi sembra una messa all'indice di una società a cui però dovremmo anche chiedere di togliere quel "Reale" che ha nella denominazione, perché ormai i re non ci sono più da un pezzo, oltre che cambiare lo Statuto frutto dei tempi della loro nascita. Quindi, sinceramente mi sembra un po' forzata, mi sembra un po' dura, mi sembra un po' voler colpire una società sportiva, che, peraltro, è nota a Torino e che si è sempre distinta anche per le attività a favore della città, come durante le Olimpiadi. Come il Consigliere Viale, chiederei anch'io di congelarla, ma, se verrà votata, mi asterrò. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Credo che sia importante ed opportuno anche valutare la storicità di alcune situazioni, perché il problema - come è stato ripetuto - era ben noto. Era stato analizzato anche sul discorso dei rinnovi di concessione e sui fondi che potevano arrivare dalla Regione in passato su tutti gli impianti sportivi e già allora la società si era resa disponibile a portare queste modifiche, naturalmente funzionali anche ad un problema logistico che è quello degli spogliatoi. Quindi, credo che non ci dobbiamo scandalizzare. Prima, il Consigliere Viale faceva alcune analogie che io condivido. Noi viviamo in un Paese dove lo sport per eccellenza è il calcio, tutti gli altri sono sport minori. A questo punto, dovremmo analizzare tutte le concessioni degli impianti sportivi di calcio e concedere il rinnovo chiedendo di cambiare le regole della disciplina, prevedendo magari di applicare le quote rosa, ove possibile; anzi, chiedere addirittura di trasformare la formazione da undici a dieci giocatori, così possiamo avere cinque uomini e cinque donne. Io, ripeto, sono abbastanza titubante su questa mozione. Credo che in situazioni analoghe, soprattutto dove c'è una storia - la Canottieri Cerea è l'impianto di canottaggio più antico, è la storia del canottaggio; a Torino abbiamo la storia delle società remiere e credo che nessuno si sia mai scandalizzato per questa cosa - sia molto più opportuno, anziché creare un'imposizione con una mozione, fare in modo che ci sia un passaggio morbido, sul quale credo che la Società abbia dato grosse disponibilità, perché poi il problema è di natura logistica degli spogliatoi. Io faccio anche una piccola provocazione: noi abbiamo "l'arma" del rinnovo della concessione e il ragionamento è questo: siccome è una struttura pubblica, in cambio della concessione gli chiediamo questo. Ma allora è come se lo Stato italiano, nel riformare i Patti Lateranensi, pretendesse dalla Chiesa cattolica di rivedere alcune tradizioni, come il fatto di avere un papa e i sacerdoti uomini. Io credo che la storia e le tradizioni siano un fattore importante. Credo che non si debba nemmeno esagerare e nessuno si sogna di andare a valutare altre situazioni che possono creare turbamento dall'altra parte. Quindi, annuncio il mio voto contrario su questa proposta di mozione e chiedo - come ha fatto il Consigliere Viale - di fare in modo che sia la Società Canottieri Cerea ad arrivare a un cambiamento morbido, al passo con i tempi. Però, la tradizione è questa e credo che non debba essere rovinata con un'imposizione dell'Amministrazione, che troverai una forzatura. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Io farei un appello al Sindaco della Città: siccome abbiamo già discusso in Commissione questa mozione, credo che il Consigliere Levi-Montalcini abbia tutte le ragioni a sostenere quello che ha sostenuto ed è quello che, più o meno, avevamo concordato all'interno della Commissione. Sostanzialmente abbiamo avuto un atteggiamento sprezzante nei confronti del Cerea, accusando su La Stampa un'associazione remiera storica di non permettere alle donne di poter fare attività di canottaggio. Cosa che si è dimostrata falsa nei fatti, perché chiaramente la Società, attraverso il proprio presidente, è venuta in Commissione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico la mia opinione, magari non... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io c'ero in Commissione, fino ad un certo punto; magari avete cambiato idea. Ma in ogni caso l'intervento di Levi-Montalcini io l'ho sentito e sapevo cos'era. Sostanzialmente si è dimostrato non veritiero il fatto che l'associazione Cerea non permettesse alle donne di fare canottaggio. Il presidente stesso ha detto: "Sì, bisogna modificare questo Statuto, perché risale alla fine dell'Ottocento, però nella realtà di tutti i giorni, noi consentiamo alle donne di far canottaggio". Quindi, attraverso il principale organo di stampa di Torino, La Stampa, abbiamo accusato la Società Canottieri Cerea di fare un'opera non meritoria: cosa non vera. In secondo luogo, avevamo stabilito (correggetemi se sbaglio e naturalmente se sbaglio, sono pronto a fare ammenda) all'interno della mozione di non puntualizzare concretamente l'accusa al Cerea, perché chiaramente avrebbe portato dei problemi di qualunque genere. Io ero rimasto in Commissione sino all'intervento del Consigliere Levi-Montalcini; dopo quell'intervento sono uscito dalla Commissione, nella speranza che il Consigliere Levi-Montalcini consentisse alla maggioranza di fare una valutazione. Quindi, noi siamo assolutamente contrari a questa mozione, in linea con quello che abbiamo detto, e non la voteremo, signor Sindaco, perché ci pare assolutamente improprio dare la colpa a un'associazione che colpe non ne ha. Aggiungo una nota in più, polemica questa volta. La Presidente Marta Levi faceva l'Assessore alle Pari Opportunità fino a sette mesi fa; se avesse voluto fare qualcosa su quel tema, l'avrebbe potuto fare da Assessore nella precedente tornata amministrativa. Non l'ha fatto, per cui credo che non ci fosse il problema. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Musy. MUSY Alberto Il mio intervento si dipanerà in due istantanee riflessioni. Innanzitutto, dichiaro un conflitto di interesse, essendo socio di un circolo esclusivamente maschile, non quello oggetto della deliberazione. Inoltre, credo che il Comune, nel momento in cui concede dei beni, sia libero di fare una riflessione sulle qualità di un'associazione e di verificare se queste corrispondono alle finalità che il Comune si pone. In questo caso, però, è un'associazione privata, che non ha mai chiesto il riconoscimento, per cui ha un suo Statuto, che conserva credo più per affezione alla sua storicità, che per uno spirito discriminatorio. Comunque mi hanno riferito che è stata data ampia rassicurazione alla Commissione Comunale competente circa l'adeguamento dello Statuto ai tempi moderni. Direi che l'ipotesi prospettata dal Consigliere Viale, cioè di sospendere questa votazione e attendere che, in modo spontaneo, questa associazione si adegui, credo sia una soluzione da percorrere. Detto questo, non me la sento invece di sostenere un discorso collegato al dettato costituzionale, perché l'associazione privata, non riconosciuta, a meno che si lanci in discriminazioni evidenti, che hanno altri generi di regimi, è libera di organizzarsi, limitando l'iscrizione anche a un genere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Volevo solo aggiungere uno spunto di riflessione alla discussione. Noi siamo contrari alla proposta del Consigliere Levi. A parte che nel momento in cui io ho interloquito con le partecipanti donne del circolo Cerea, non ho sentito nessuna lamentela riguardo al non sentirsi al pari con i diritti degli uomini, in quanto partecipano all'attività sportiva e anche se non possono essere definite soci, prima di tutto c'è da parte loro la volontà di far parte della tradizione di quel circolo. Detto questo, mi sento però di farmi portavoce di un'altra iniziativa. Così come la maggioranza tiene a essere così scrupolosa a cambiare lo Statuto di questa associazione, in nome di un'altra parità, che non è quella fra uomo e donna, ma fra associazioni, ci permetteremo allora di monitorare tutte le associazioni che fanno parte della nostra società, in vista di un'ottica di integrazione della nostra città. Per cui, da oggi in poi, nel momento in cui ci sarà un'associazione facente parte di altre culture che, rispetto all'associazione Cerea o altre associazioni italiane, ha maggiori difficoltà a riconoscere la parità di diritti fra uomo e donna, ci faremo portavoce del fatto che da oggi in poi non verrà mai ammessa una qualunque forma di associazionismo in cui non sia previsto lo stesso diritto fra uomo e donna. Di questo mi faccio assolutamente portavoce. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tricarico. TRICARICO Roberto Capita spesso che di fronte a istanze plurali ci siano commenti singolari. Trovo assolutamente singolare il fatto che, per esempio, il Consigliere Viale dica che bisogna prima affermare il diritto universale e dopo occuparci della questione individuale. Io penso che si possano affermare diritti universali proprio partendo da vicende individuali. Quindi, credo che il "benaltrismo" sia un'idea che questo Consiglio Comunale non può assolutamente assumere ogni qualvolta viene presentata in maniera diretta quella che è evidentemente una discriminazione. Inoltre, credo che rimanere ancorati ai principi fissati nello Statuto, che chiedono che il Consiglio Comunale contrasti in ogni modo ogni forma di discriminazione, non vuol dire puntare il dito contro alcuno; anzi, si tratta evidentemente di una forma di responsabilità che si assume normalmente quando si arriva in prossimità della scadenza di questa concessione. Non me ne vogliano i Colleghi maschi che ho sentito intervenire in questo dibattito con argomenti proprio da maschi, perché è maschile fare riferimento al campionato di calcio, confondendo le squadre con il campo. Qui non si sta chiedendo di formare squadre calcistiche miste, ma si sta semplicemente chiedendo di poter utilizzare il campo, che è una cosa assolutamente diversa. Così come credo che siano un po' arditi gli argomenti blasfemi del Consigliere Sbriglio, perché qui non si tratta di chiedere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Blasfemi, caro Consigliere Sbriglio. Così come non si tratta qui di chiedere alcunché, né di rimettere in discussione principi ormai consolidati. Qui si chiede una cosa semplicissima, cioè di prendere in considerazione, in prossimità della scadenza, la possibilità di introdurre una modifica statutaria che consenta l'accesso alla pratica sportiva in locali di proprietà municipale. Poi, devo dire, che trovo veramente stucchevole - e sottolineo "stucchevole" - il fatto di fare riferimento... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a concludere. TRICARICO Roberto Trovo veramente stucchevole fare riferimento ai precedenti mandati amministrativi, come se il fatto di aver fatto l'Assessore per un periodo di cinque anni (in questo caso l'Assessore Marta Levi), magicamente avrebbe dovuto comportare la soluzione di tutti i problemi della città, quelli piccoli e quelli grandi. Ci si occupa delle questioni quando queste arrivano a scadenza e siccome siamo alla scadenza della concessione mi sembra puntuale occuparsene oggi. Invece, sarebbe stato assolutamente strumentale e politico occuparsene ieri. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Devo dire la verità, Presidente, la discussione mi sembra un po' surreale, per un semplice motivo. Se fossi stato al posto degli altri Consiglieri, io avrei prima di tutto ringraziato il Consigliere Levi, perché sarà pleonastico quello che è scritto nella mozione, non sarà stato utile citare il caso singolo, ma se nei prossimi mesi la società Cerea cambierà lo Statuto (come, tra l'altro, dichiarato in Commissione), sarà solo grazie al fatto che un Consigliere ha chiesto pubblicamente una cosa semplice. Cioè che ogni associazione è libera di fare quello che vuole, può anche essere un'associazione aperta solo agli uomini o alle donne, se si trova in un immobile privato. Per cui, in un immobile privato - vorrei che non vi sfuggisse questo -, se si vuole fare il circolo di poker per maschi o il circolo per sole donne/femmine (se è questa la discussione così alta che il Consiglio Comunale riesce a fare in queste situazioni), lo si può fare, la Costituzione lo prevede. Ma all'interno di un immobile pubblico, nel rispetto dello Statuto di questa Città, un'associazione non può essere aperta esclusivamente a un genere. Sarà pleonastico, sarà semplice, sarà stato sbagliato farlo su un singolo, ma intanto se non ci fosse stata questa sollecitazione quel singolo non avrebbe detto pubblicamente che è disponibile a cambiare lo Statuto. E se non fosse stato per il Consigliere Levi, probabilmente qualcuno, visto che la sua storia ha le radici nell'Ottocento, pensa ancora di essere in un circolo di bridge chissà dove oltre la Manica. Per fortuna la società cambia, credo che gli stessi associati del Cerea vogliano cambiare con essa; quindi, se vogliono rinnovare la concessione, come tutte le altre società, dovranno prevedere una semplice sentenza di non discriminazione di genere. Quindi, ringrazio il Consigliere Levi e ricordo che gli emendamenti sono stati depositati. Chiedo inoltre ai Consiglieri di non pontificare su discussioni a cui non hanno neanche assistito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Genisio. GENISIO Domenica Alcune cose le ha già dette il Consigliere Grimaldi, quindi non le ripeto. Però, ricordo e voglio mettere l'accento (perché mi sembra davvero di essere in una commedia di Moreno, quasi nella schizofrenia) sul fatto il Consigliere Levi ha sollevato una questione correttissima. Non solo lo Statuto della Città di Torino, ma tutte le norme nazionali ed europee, ma in particolare quelle nazionali, dicono che noi non possiamo dare finanziamenti, contributi a realtà che nel loro Statuto originario sono discriminanti, non perché quando l'hanno fatto intendevano discriminare un genere, ma perché l'epoca era quella. Le nuove normative prevedono che la Città conceda convenzioni, finanziamenti, a realtà che hanno gli Statuti adeguati. La n. 328, lo ricordo anche al Consigliere Musy, la legge sul volontariato e la legge sull'associazionismo, dettano esplicitamente questi principi. Quindi, mi sembra che sia veramente assurda questa contestazione. Forse si contesta perché il Cerea è la prima società importante di Torino? Non lo so. Io credo che non ci sia assolutamente nulla di sconveniente nell'approvare questa mozione, che dà un indirizzo. Non si revoca nulla, anzi, si dà il segnale a tutti che qualora non si adeguano gli Statuti, non si entra nei circuiti convenzionati della Città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Intervengo solo perché c'è la necessità, in realtà pensavo che la cosa fosse meno complicata. Siccome ho convocato la Commissione, congiuntamente alla Commissione Pari Opportunità, durante la quale, molto gentilmente, si è presentato liberamente il Presidente della Società Cerea, che è intervenuto in modo molto chiaro, raccontando un po' la storia del circolo e sottolineando che non c'è alcun tipo di volontà discriminatoria, volevo chiedere se era possibile valutare un subemendamento, di cui vorrei dare lettura, presentato congiuntamente con il Presidente Marta Levi - alla quale va il mio ringraziamento -, perché la questione in generale ha un significato politico, ma nella fattispecie non l'assume, perché il Presidente della Società Cerea è venuto liberamente in Commissione, la quale ha ritenuto "significativo e apprezzabile che il Presidente della Società Cerea abbia dichiarato la disponibilità a procedere a modificare il testo del proprio Statuto". Abbiamo tolto la vicenda della revoca, perché l'incontro con il Presidente della Società ci ha fatto propendere per una valutazione futura di ogni situazione nella quale possa esserci questo tipo di discriminazione, che potrebbe presentarsi anche in altre situazioni nelle quali viene utilizzato un immobile di proprietà della Cerea di Torino. Nella città ci sono circoli privati che conosciamo, dove liberamente si associano solo uomini, o solo donne, o solo persone che hanno maturato certe esperienze (per esempio, alcuni circoli dedicati alle Forze Armate), dove è assolutamente legittimo che ciò avvenga. Ma in un immobile pubblico è evidente che certe accortezze sono necessarie. Quindi, cercherò di stemperare le polemiche, chiedendo al Consiglio di valutare questo subemendamento prima dell'impegnativa, con il quale riteniamo significativo e apprezzabile il gesto libero del Presidente della Società Cerea, che, senza che gli venisse imposto da una mozione, né tanto meno da una pressione politica da parte del Consiglio, in Commissione ha dichiarato a verbale questa sua disponibilità. Di questo, tutti insieme lo abbiamo ringraziato già a quell'epoca. Deposito l'emendamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io sinceramente non riesco ad accalorarmi su una discussione simile, per un semplice motivo, perché come esistono associazioni femminili, o anche femministe, a cui possono aderire solo donne, godono di contributi pubblici e di sedi pubbliche, e nessuno di noi si sente offeso; come esistono associazioni LGBT, che sono promosse e consentono l'adesione solo a persone di orientamento omosessuale, in cui non sarebbe nemmeno sensato che aderissero persone di orientamento eterosessuale e nessuno si offende di questo; così come se esistesse un impianto sportivo di equitazione, a cui possono aderire solo persone che hanno un cavallo o che vanno a cavallo, sinceramente credo che nessuno di noi se ne sentirebbe mortalmente offeso. Quindi, rispetto a quello che ha detto il Consigliere Genisio, io non dico che debbano essere trattate diversamente istituzioni e associazioni diverse; per carità, siamo tutti uguali di fronte alla legge e ai regolamenti. Però diamo un peso anche alle tradizioni, diamo anche un peso alle polemiche rispetto alle tradizioni di un'istituzione. Se stessimo parlando di una violazione vissuta in modo negativo e discriminatorio, allora sarebbe legittimo affrontarla con questa animosità, ma il Presidente della Commissione, Cassiani, ha chiarito che da parte del circolo Cerea non c'era questa intenzione. Io chiedo solo a tutti di stare attenti a votare sull'onda emotiva, ideologica un documento che sembra una dichiarazione di guerra a un'istituzione sportiva cittadina. Riportiamo il dibattito sul piano che merita. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Devo dire che sono basita da questa discussione, nel senso che la prima formulazione della mozione era decisamente forte e anch'io non la condividevo, ma con la seconda formulazione, se leggiamo l'impegnativa, impegniamo il Sindaco e la Giunta, in fase di rinnovo della concessione degli impianti sportivi, a verificare che lo Statuto della società concessionaria sia rispettosa dei principi di pari opportunità. (INTERVENTO FOURI MICROFONO). il Consigliere Viale ha fatto un'osservazione fuori verbale che condivido, però questa discussione riguarda la concessione di impianti sportivi. Per cui, viste anche le linee programmatiche approvate da questo Consiglio, in cui si dà grande importanza alle pari opportunità, io ritengo che questo sarebbe anche un segnale molto importante e non lo ritengo invece un caso specifico. Quindi noi voteremo favorevolmente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, gliela do alla fine degli interventi. Abbia pazienza. Ripeto per l'ennesima volta, io sono ben lieto che si citino le persone e i Colleghi, ma il fatto personale bisogna valutarlo. RICCA Fabrizio Ritengo innanzitutto che la strumentalizzazione non può che recare un danno al circolo Cerea, perché questa situazione poteva essere gestita in maniera sicuramente più elegante, perché questo non fa il bene di un circolo storico di questa città. Penso che questa mozione manchi totalmente di eleganza, anche nel modo in cui è stata gestita a livello mediatico. Inoltre, bisogna capire che la cosiddetta parità dei sessi non avviene forzando, ma creando delle situazioni, come ha fatto il circolo Cerea, che si è appoggiato con il circolo di fronte per fare l'attività insieme, con la sola circostanza che le donne si cambiavano nello spogliatoio di quel circolo, mentre gli uomini usavano lo spogliatoio dell'altro. Dato che per cambiarsi nel circolo bisogna essere soci, abbiamo capito il motivo per cui era un circolo totalmente maschile. Questo è il motivo. Oggi, per la seconda volta, mi trovo stranamente d'accordo con il Consigliere Viale: perché i centri sportivi sì e tutto il resto no? A questo punto, o si rivede tutto o non si rivede niente. Ribadisco che questa è stata una situazione esclusivamente strumentale. Probabilmente c'è qualcosa in quel circolo che incute paura. Forse questo circolo non piace perché è un circolo di destra. Ripeto, secondo me questo documento manca totalmente di eleganza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Sono un po' sconcertato, perché andando avanti di questo passo perderemo tutte le associazioni più storiche che abbiamo a Torino. Quindi, dal momento che l'associazione stessa è intervenuta in Commissione e si è impegnata a rivedere lo Statuto, credo che prima di minacciarli di non rinnovargli il contratto, potremmo vedere se si mettono in linea con quanto è stato sollevato. Poi è indubbio che è anche un discorso di fattibilità (l'ha ribadito anche il Consigliere Ricca): se manca una struttura, non è che dalla mattina alla sera mi invento i bagni, le docce e delle zone adeguate al femminile. Anche perché mi sembra una forzatura. Se le donne partecipano comunque all'attività dell'associazione, negargli il rinnovo della concessione a priori, al di là del fatto che ci sia la buona volontà di modificare lo Statuto, vuol dire che probabilmente qualcuno ha già pensato a chi assegnare la nuova destinazione e che quindi non faccia più tanto comodo che questa associazione continui il suo operato. Per cui, ho ascoltato tutti gli interventi e a questo punto credo che voterò contro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Intervengo per fatto personale perché vorrei capire dal Consigliere Tricarico qual è stata la mia blasfemia. Io sono molto rispettoso della tutela del sentimento religioso e, tra l'altro, ho discusso anche una tesi di diritto ecclesiastico su questo tema. Però, se ci fossero situazioni di blasfemia, il reato di blasfemia è stato abrogato, però c'è una sanzione amministrativa, quindi chiedo che venga segnalato alle autorità. Faccio anche una piccola riflessione sull'impegnativa che si propone... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ha concluso il fatto personale? SBRIGLIO Giuseppe No, non ancora. Era una premessa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Allora, se è sul merito, non è per fatto personale. SBRIGLIO Giuseppe Non capisco quale possa essere l'impegno, se comunque è una competenza del Consiglio Comunale. Cioè noi impegniamo il Consiglio Comunale a rivotare in una certa maniera. Quindi, trovo anche inopportuno, o forse anche illegittimo, chiedere un'impegnativa su una competenza del Consiglio Comunale. Nel 2014, il Consiglio Comunale farà le valutazioni e sono convinto che nel 2014 ci sarà una soluzione che farà contenti tutti. Inoltre, credo che la Giunta, in fase di predisposizione di questo rinnovo, valuterà anche questi aspetti. Quindi, ribadisco la necessità di congelare questa mozione e fare in modo che gli eventi arrivino senza forzature e ripercussioni negative. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Io mi rendo conto che l'Aula si sia polarizzata su due aspetti, peraltro anche abbastanza trasversali. Allora, questa mozione non ha come scopo quello di affossare il Cerea. Questa mozione, a seguito di una discussione, ha voluto far emergere un problema relativo alle pari opportunità. Dopo la discussione in Commissione, nella quale la stessa Società Cerea si è detta non solo disponibile, ma già decisa in precedenza a cambiare lo Statuto, questa proposta di mozione, attraverso l'emendamento, propone di applicare, in fase di rinnovo della concessione degli impianti sportivi, a tutte le società concessionarie, (quindi non è una norma contro il Cerea), una norma che obblighi al rispetto dei principi di pari opportunità. La Città di Torino, che ha nel suo Statuto e nel programma del Sindaco il rispetto delle pari opportunità, chiede di adeguarsi al rispetto delle norme di pari opportunità non domani, ma qualora si dia una concessione. "Pari opportunità" vuol dire pari opportunità di genere, in questo caso, pari opportunità nei confronti dei disabili, pari opportunità nei confronti anche (se ho capito bene il discorso del Consigliere Cervetti) delle persone di origine straniera. Possiamo andare avanti, perché le discriminazioni possono essere di diverso tipo. Io sono fermamente convinta che questa mozione abbia questo valore, e questo emendamento, se riusciamo a non essere ideologici e a non avere posizioni precostituite, secondo me ci mette nelle condizioni di fare un piccolo passo avanti nei confronti dell'applicazione concreta delle pari opportunità. Non è una deliberazione, perché non stiamo votando la concessione al Cerea o ad altre società. Stiamo dando un indirizzo alla Giunta e, secondo me, è bene che questo indirizzo venga confermato dal Consiglio Comunale. |