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FERRARIS Giovani Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 201201250/002, presentata in data 8 marzo 2012, avente per oggetto: "Impegno all'adozione di iniziative sulla drammatica situazione del Tibet in occasione del 53mo anniversario dell'insurrezione di Lhasa" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il tema merita un minimo di riflessione, per cui noi voteremo la proposta di ordine del giorno e credo che sarà votato all'unanimità dell'Aula. L'unica cosa che mi sento di dire, avendo anche avuto modo di frequentare qualche incontro di organizzazioni internazionali in passato, di diplomazia, eccetera, è di metterci molta cautela nell'approvare questo genere di atti e, in particolare, nel trattare questo genere di situazioni, in quanto raramente la ragione sta solo da una parte completamente e non qualcosa anche dall'altra. Credo che sia giusto quanto viene elencato nell'impegnativa a favore dei diritti umani, quindi la voteremo. Però, forse, ci vorrebbe anche un po' di cautela quando si votano atti di questo genere e si va ad entrare, comunque, in conflitti che si trascinano da molti anni, direi decenni, senza trovare particolari soluzioni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Condivido a tal punto la proposta di ordine del giorno presentata dal Consigliere Viale da aver insistito per apporre anche la mia firma. Stimolato dall'intervento del Consigliere Bertola, invece, dico che l'importanza di questi atti di indirizzo sta proprio nella portata pratica anche delle impegnative. Nel senso che l'impegnativa, che costituisce un paio di pagine su tutto l'atto, crea degli obblighi per l'Amministrazione Comunale e per la Giunta veramente impegnativi - scusate il bisticcio di parole -, perché non si limita ad un'espressione vaga di solidarietà, ma richiede un intervento deciso e attivo dell'Amministrazione Comunale, esplicitamente nei confronti delle autorità cinesi. Sinceramente, credo che questo sia un merito di questa proposta di ordine del giorno, però, allora, dobbiamo anche essere chiari tra di noi e andare a verificare e sollecitare la Giunta, se - come mi auguro - verrà approvata a larga maggioranza, relativamente al fatto che venga veramente portata avanti con atti formali e ufficiali di politica internazionale da parte del nostro Sindaco, per riassumere poi la volontà di tutta l'Aula. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Faccio presente che stamattina c'è stata una delegazione - lo raccontavo all'inizio del Consiglio - di rappresentanza di associazioni pro Tibet, come Italia-Tibet, che hanno fatto espressamente delle richieste, anche fattive. La proposta di ordine del giorno è rivolta al Sindaco, alla Giunta e anche al Consiglio, quindi anche all'Ufficio di Presidenza, ma, forse, sarebbe stato opportuno che estendesse l'impegno in modo che questa sua richiesta di verifica potesse essere più snella. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non volevo intervenire, ma mi sembra opportuno ricordare come questa proposta di ordine del giorno sia sostanzialmente identica a quella che è stata approvata nei giorni passati da diversi Consigli Regionali e Consigli Comunali da altre parti. Di solito, il voto è quasi sempre unanime, con qualche Consigliere che si astiene e pochi che votano contro. Mi fa piacere, perché qualche anno fa, quando si cominciò a discutere del Tibet, la posizione era sostanzialmente quella che ha illustrato prima il Consigliere Bertola, cioè dubbi. Credo che questa proposta di ordine del giorno non entri più di tanto nel merito della questione di indipendenza del Tibet e di cosa bisogna risolvere, quanto il denunciare un comportamento di repressione nei confronti della cultura tibetana, di una situazione che ormai si trascina da tantissimo tempo. Quindi, la questione è di prendere posizione su una vicenda che chiaramente pone il discorso dei diritti civili. Faccio notare che non c'è solo il Tibet, c'è anche il Gulistan e altri paesi cristiani. Sono parecchie le popolazioni che per motivi religiosi o ideologici vengono, in qualche modo, limitati in quelli che normalmente chiamiamo diritti civili. Ecco perché il fatto che l'attenzione venga posta e mantenuta è importante. Da questo punto di vista, la Città di Torino autonomamente ha esposto la bandiera sullo Scalone monumentale per tutto il mese di marzo, al pari di altri Enti. E io sono estremamente tutelato perché in questa Regione, in Piemonte, c'è da sempre un comitato, un'associazione che si occupa del Tibet, il cui nome esatto nell'ultima formulazione non ricordo, che però, in passato, era stata presieduta anche dall'Assessore Spinosa, che oggi è un Assessore della nostra Giunta, e che vede Giampiero Leo un attivo ormai quasi militante, nel senso che si muove con estrema competenza a vari livelli. È chiaro che tutto ciò non entra più di tanto nel merito di cosa fare nei confronti della Cina, ma pone una questione che è sempre più all'ordine del giorno. Dico un'ultima cosa, perché mi sembra opportuno dire tutto. Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la stessa proposta di ordine del giorno - perché non è che io l'abbia modificata, ho soltanto aggiustato alcune parti -, in più ha aggiunto il boicottaggio dei prodotti cinesi, cosa che nella mia proposta di ordine del giorno non c'è, proprio perché ritengo esagerato e fuorviante in questo momento porre una questione che, detta così, ricorda altri boicottaggi del passato, che hanno avuto più o meno fortuna o comunque sicuramente una rilevanza politica. Dire di boicottare i prodotti cinesi è un discorso molto complicato oggi per quanto riguarda i rapporti economici, perché non è soltanto dire: "Non compriamo i prodotti Made in China", altrimenti la metà di noi si spoglierebbe dei vestiti che oggi indossa o delle scarpe che porta o di tantissime altre cose, perché la gran parte delle ditte occidentali, molte volte, utilizza la manodopera di fabbriche cinesi. Dopodiché, in questo momento, nel Lazio non stanno ponendo il problema, ma qualcuno ha detto che cosa facciamo nei confronti dei cinesi in Italia e della loro produzione e se dobbiamo, in qualche modo, avere posizioni così estremiste. Il problema, però, è mantenere alta l'attenzione. Io credo che questa proposta di ordine del giorno sia condivisibile da tutti, non perché non dica niente, ma proprio perché mantiene una posizione di fermezza nei confronti di un problema, senza entrare nella questione religiosa, politica, per il quale ovviamente bisogna trovare delle soluzioni, ma per questo esistono i legittimi rappresentanti del popolo tibetano e degli esiliati, dei tibetani che sono nel mondo, compresa la comunità tibetana che c'è in Italia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Anch'io sono talmente a favore della proposta di ordine del giorno del Consigliere Viale che, stranamente, ho aggiunto la firma. È un tema da noi veramente sentito, talmente tanto sentito che il Gruppo della Lega Nord, da quando si è trasferita come Ufficio, sul suo balcone di Via Garibaldi ha una bandiera del Tibet esposta e intende farla rimanere almeno fino a quando questo Gruppo continuerà ad esserci, perché questo argomento non dev'essere ricordato soltanto il 10 marzo, ma dev'essere a memoria continua. Apprezzo l'impegnativa, perché, quando un popolo viene oppresso e anche trucidato, come succede al popolo tibetano - prima, ho assistito all'incontro della delegazione tibetana con il Presidente Ferraris, al quale ci hanno raccontato delle cose davvero anche molto dolorose -, ad oggi, uno Stato civile, secondo me, è obbligato a riconoscerlo. Sicuramente, il comportamento della Cina in questi anni non è stato dei migliori, anzi, continua ad oscurare sempre di più il fenomeno e la cosa non può che lasciarci stupiti per un Paese che si vuole affacciare all'Europa nella maniera in cui sta facendo. Quindi, io approvo tutti quelli che sono i punti dell'impegnativa, anche perché sono molto duri. Adesso il Sindaco non c'è, ma più avanti chiederemo come procederanno gli sviluppi dei punti della proposta di ordine del giorno, perché sono tanti e - ripeto - sono davvero impegnativi. Siccome penso che il Consiglio, anche visto il numero di firme che sono state apposte, voterà positivamente questo atto, secondo me è fondamentale anche un ruolo di controllo, perché non rimanga soltanto una marchetta o un voto fine a se stesso, ma sia davvero un segnale concreto che questa Città, che ha dei valori di resistenza davvero importanti, possa portare avanti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Ricordo solo che tra le richieste avanzate fattivamente, come azioni concrete da parte delle associazioni, vi è stata quella riguardante la formazione dei giovani, l'assistenza ospedaliera e sanitaria, relativamente quindi anche alla carenza di strutture in sede, e l'attenzione rivolta alle fasce più anziane. A tal proposito, l'Ufficio di Presidenza si è preso l'impegno di coinvolgere in qualche modo il Consiglio per cercare delle modalità di raccolta fondi in questo senso. Questo è già un aspetto che forse non viene riportato sulla proposta di ordine del giorno, anche perché non è quello il tema dell'ordine del giorno, ma ci tenevo che il Consiglio fosse informato. In merito alle bandiere, ricordo ai Gruppi Consiliari che le espongono che dovremmo concordare una modalità di esposizione preventiva, affinché non vi siano poi delle anomalie funzionali e anche regolamentari. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine del giorno: Presenti 36, favorevoli 36. La proposta di ordine del giorno è approvata. |