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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 30
ORDINE DEL GIORNO 2012-01250
"IMPEGNO ALL'ADOZIONE DI INIZIATIVE SULLA DRAMMATICA SITUAZIONE DEL TIBET IN OCCASIONE DEL 53MO ANNIVERSARIO DELL'INSURREZIONE DI LHASA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE VIALE IN DATA 8 MARZO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovani Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201201250/002, presentata in data 8 marzo 2012, avente per oggetto:
"Impegno all'adozione di iniziative sulla drammatica situazione del Tibet in
occasione del 53mo anniversario dell'insurrezione di Lhasa"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Il tema merita un minimo di riflessione, per cui noi voteremo la proposta di ordine
del giorno e credo che sarà votato all'unanimità dell'Aula.
L'unica cosa che mi sento di dire, avendo anche avuto modo di frequentare qualche
incontro di organizzazioni internazionali in passato, di diplomazia, eccetera, è di
metterci molta cautela nell'approvare questo genere di atti e, in particolare, nel
trattare questo genere di situazioni, in quanto raramente la ragione sta solo da una
parte completamente e non qualcosa anche dall'altra.
Credo che sia giusto quanto viene elencato nell'impegnativa a favore dei diritti
umani, quindi la voteremo. Però, forse, ci vorrebbe anche un po' di cautela quando si
votano atti di questo genere e si va ad entrare, comunque, in conflitti che si
trascinano da molti anni, direi decenni, senza trovare particolari soluzioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Condivido a tal punto la proposta di ordine del giorno presentata dal Consigliere
Viale da aver insistito per apporre anche la mia firma.
Stimolato dall'intervento del Consigliere Bertola, invece, dico che l'importanza di
questi atti di indirizzo sta proprio nella portata pratica anche delle impegnative. Nel
senso che l'impegnativa, che costituisce un paio di pagine su tutto l'atto, crea degli
obblighi per l'Amministrazione Comunale e per la Giunta veramente impegnativi -
scusate il bisticcio di parole -, perché non si limita ad un'espressione vaga di
solidarietà, ma richiede un intervento deciso e attivo dell'Amministrazione
Comunale, esplicitamente nei confronti delle autorità cinesi.
Sinceramente, credo che questo sia un merito di questa proposta di ordine del giorno,
però, allora, dobbiamo anche essere chiari tra di noi e andare a verificare e sollecitare
la Giunta, se - come mi auguro - verrà approvata a larga maggioranza, relativamente
al fatto che venga veramente portata avanti con atti formali e ufficiali di politica
internazionale da parte del nostro Sindaco, per riassumere poi la volontà di tutta
l'Aula.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Faccio presente che stamattina c'è stata una delegazione - lo raccontavo all'inizio del
Consiglio - di rappresentanza di associazioni pro Tibet, come Italia-Tibet, che hanno
fatto espressamente delle richieste, anche fattive.
La proposta di ordine del giorno è rivolta al Sindaco, alla Giunta e anche al
Consiglio, quindi anche all'Ufficio di Presidenza, ma, forse, sarebbe stato opportuno
che estendesse l'impegno in modo che questa sua richiesta di verifica potesse essere
più snella.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Non volevo intervenire, ma mi sembra opportuno ricordare come questa proposta di
ordine del giorno sia sostanzialmente identica a quella che è stata approvata nei
giorni passati da diversi Consigli Regionali e Consigli Comunali da altre parti.
Di solito, il voto è quasi sempre unanime, con qualche Consigliere che si astiene e
pochi che votano contro.
Mi fa piacere, perché qualche anno fa, quando si cominciò a discutere del Tibet, la
posizione era sostanzialmente quella che ha illustrato prima il Consigliere Bertola,
cioè dubbi.
Credo che questa proposta di ordine del giorno non entri più di tanto nel merito della
questione di indipendenza del Tibet e di cosa bisogna risolvere, quanto il denunciare
un comportamento di repressione nei confronti della cultura tibetana, di una
situazione che ormai si trascina da tantissimo tempo.
Quindi, la questione è di prendere posizione su una vicenda che chiaramente pone il
discorso dei diritti civili.
Faccio notare che non c'è solo il Tibet, c'è anche il Gulistan e altri paesi cristiani.
Sono parecchie le popolazioni che per motivi religiosi o ideologici vengono, in
qualche modo, limitati in quelli che normalmente chiamiamo diritti civili.
Ecco perché il fatto che l'attenzione venga posta e mantenuta è importante.
Da questo punto di vista, la Città di Torino autonomamente ha esposto la bandiera
sullo Scalone monumentale per tutto il mese di marzo, al pari di altri Enti. E io sono
estremamente tutelato perché in questa Regione, in Piemonte, c'è da sempre un
comitato, un'associazione che si occupa del Tibet, il cui nome esatto nell'ultima
formulazione non ricordo, che però, in passato, era stata presieduta anche
dall'Assessore Spinosa, che oggi è un Assessore della nostra Giunta, e che vede
Giampiero Leo un attivo ormai quasi militante, nel senso che si muove con estrema
competenza a vari livelli.
È chiaro che tutto ciò non entra più di tanto nel merito di cosa fare nei confronti della
Cina, ma pone una questione che è sempre più all'ordine del giorno.
Dico un'ultima cosa, perché mi sembra opportuno dire tutto. Il Consiglio Regionale
del Lazio ha approvato la stessa proposta di ordine del giorno - perché non è che io
l'abbia modificata, ho soltanto aggiustato alcune parti -, in più ha aggiunto il
boicottaggio dei prodotti cinesi, cosa che nella mia proposta di ordine del giorno non
c'è, proprio perché ritengo esagerato e fuorviante in questo momento porre una
questione che, detta così, ricorda altri boicottaggi del passato, che hanno avuto più o
meno fortuna o comunque sicuramente una rilevanza politica.
Dire di boicottare i prodotti cinesi è un discorso molto complicato oggi per quanto
riguarda i rapporti economici, perché non è soltanto dire: "Non compriamo i prodotti
Made in China", altrimenti la metà di noi si spoglierebbe dei vestiti che oggi indossa
o delle scarpe che porta o di tantissime altre cose, perché la gran parte delle ditte
occidentali, molte volte, utilizza la manodopera di fabbriche cinesi.
Dopodiché, in questo momento, nel Lazio non stanno ponendo il problema, ma
qualcuno ha detto che cosa facciamo nei confronti dei cinesi in Italia e della loro
produzione e se dobbiamo, in qualche modo, avere posizioni così estremiste.
Il problema, però, è mantenere alta l'attenzione.
Io credo che questa proposta di ordine del giorno sia condivisibile da tutti, non
perché non dica niente, ma proprio perché mantiene una posizione di fermezza nei
confronti di un problema, senza entrare nella questione religiosa, politica, per il quale
ovviamente bisogna trovare delle soluzioni, ma per questo esistono i legittimi
rappresentanti del popolo tibetano e degli esiliati, dei tibetani che sono nel mondo,
compresa la comunità tibetana che c'è in Italia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Anch'io sono talmente a favore della proposta di ordine del giorno del Consigliere
Viale che, stranamente, ho aggiunto la firma. È un tema da noi veramente sentito,
talmente tanto sentito che il Gruppo della Lega Nord, da quando si è trasferita come
Ufficio, sul suo balcone di Via Garibaldi ha una bandiera del Tibet esposta e intende
farla rimanere almeno fino a quando questo Gruppo continuerà ad esserci, perché
questo argomento non dev'essere ricordato soltanto il 10 marzo, ma dev'essere a
memoria continua.
Apprezzo l'impegnativa, perché, quando un popolo viene oppresso e anche trucidato,
come succede al popolo tibetano - prima, ho assistito all'incontro della delegazione
tibetana con il Presidente Ferraris, al quale ci hanno raccontato delle cose davvero
anche molto dolorose -, ad oggi, uno Stato civile, secondo me, è obbligato a
riconoscerlo.
Sicuramente, il comportamento della Cina in questi anni non è stato dei migliori,
anzi, continua ad oscurare sempre di più il fenomeno e la cosa non può che lasciarci
stupiti per un Paese che si vuole affacciare all'Europa nella maniera in cui sta
facendo.
Quindi, io approvo tutti quelli che sono i punti dell'impegnativa, anche perché sono
molto duri. Adesso il Sindaco non c'è, ma più avanti chiederemo come procederanno
gli sviluppi dei punti della proposta di ordine del giorno, perché sono tanti e - ripeto -
sono davvero impegnativi. Siccome penso che il Consiglio, anche visto il numero di
firme che sono state apposte, voterà positivamente questo atto, secondo me è
fondamentale anche un ruolo di controllo, perché non rimanga soltanto una
marchetta o un voto fine a se stesso, ma sia davvero un segnale concreto che questa
Città, che ha dei valori di resistenza davvero importanti, possa portare avanti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo solo che tra le richieste avanzate fattivamente, come azioni concrete da parte
delle associazioni, vi è stata quella riguardante la formazione dei giovani, l'assistenza
ospedaliera e sanitaria, relativamente quindi anche alla carenza di strutture in sede, e
l'attenzione rivolta alle fasce più anziane.
A tal proposito, l'Ufficio di Presidenza si è preso l'impegno di coinvolgere in
qualche modo il Consiglio per cercare delle modalità di raccolta fondi in questo
senso.
Questo è già un aspetto che forse non viene riportato sulla proposta di ordine del
giorno, anche perché non è quello il tema dell'ordine del giorno, ma ci tenevo che il
Consiglio fosse informato.
In merito alle bandiere, ricordo ai Gruppi Consiliari che le espongono che dovremmo
concordare una modalità di esposizione preventiva, affinché non vi siano poi delle
anomalie funzionali e anche regolamentari.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine
del giorno:
Presenti 36, favorevoli 36.
La proposta di ordine del giorno è approvata.
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