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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 43
ORDINE DEL GIORNO 2012-01188
"INDIRIZZI PER LA CRISI DEL CONSORZIO CSEA PARTECIPATO DALLA CITTA' DI TORINO" PRESENTATO DAL PRESIDENTE FERRARIS ED ALTRI CONSIGLIERI IN DATA 5 MARZO 2012. [Testo coordinato]
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201201188/002, presentata in data 5 marzo 2012, avente per oggetto:
\"Indirizzi per la crisi del Consorzio CSEA partecipato dalla Città di Torino\".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Si tratta di una proposta di ordine del giorno che abbiamo concordato in sede di
Conferenza dei Capigruppo oggi pomeriggio, prima dell'inizio del Consiglio, per la
quale sono presenti delle persone interessate all'argomento, che hanno atteso e hanno
ascoltato fino adesso.
Poiché questo provvedimento non è inserito nell'Ordine del Giorno, mi permetto di
darne lettura per il Consiglio Comunale e per il pubblico presente.
Consigliere Cassiani, abbiamo appena ribadito un concetto, quindi stia al suo posto,
per cortesia, così almeno non dobbiamo ripeterlo.
"Il Consiglio Comunale di Torino,
esprime apprensione per la grave crisi in cui versa la società partecipata parzialmente
dal Comune denominata 'CSEA', con sede in Torino in Via Bardonecchia 151, sia
per i negativi effetti sull'occupazione, sia per l'importanza nell'offerta nel campo
della formazione professionale, ambito nel quale detta Società detiene certamente alti
livelli professionali;
rileva infatti che i lavoratori non percepiscono lo stipendio da oltre due mesi e che i
dati economici e finanziari emersi nelle ultime sedute del Consiglio di
Amministrazione sono molto preoccupanti. In particolare si registra che il rapporto
tra patrimonio netto ed indebitamento è ampiamente superiore al terzo ammesso per
legge; in particolare rispetto ai dati presentati dall'Amministratore Delegato e dal
Presidente di CSEA (continuativamente alla guida della società da oltre 15 anni)
l'indebitamento e la situazione patrimoniale oggi emersa è inquietante ed
inaccettabile. Infatti nello scorso autunno, durante l'audizione della terza
commissione, l'Amministratore Delegato CSEA ed il Presidente CSEA avevano
parlato di una momentanea crisi di liquidità e di una modesta contrazione del
fatturato, situazione chiaramente incompatibile con quella oggi palesatasi;
giudica quindi tale situazione frutto di una cattiva gestione protrattasi fino ai giorni
nostri, che ha portato ad assumere, anche negli ultimi mesi, ulteriore personale,
nonostante l'incapacità di far fronte alla retribuzione del personale storico e lo stato
di cassa integrazione;
consapevole che la compagine sociale del consorzio CSEA annovera società in
liquidazione, inattive e non interessate al consorzio stesso;
impegna il Sindaco e l'Amministrazione a svolgere ogni iniziativa utile ed in ogni
sede, volta a:
1) garantire il quadro occupazionale dell'azienda, intervenendo con i necessari
ammortizzatori sociali nei confronti dei dipendenti così duramente colpiti e per
altro fra i creditori diretti del consorzio;
2) chiarire e rendere pubblica al più presto la situazione economica e finanziaria
dell'Ente analizzando e definendo il debito CSEA;
3) valutare la possibilità di intervenire con un piano di ricapitalizzazione del
consorzio, garantendo per il futuro un mix sano di pubblico, protagonismo dei
lavoratori e privato motivato agli scopi non lucrativi del consorzio ed alla
finalità della formazione professionale, dopo aver concertato con Regione e
Provincia una strategia di rilancio industriale che salvaguardi il ruolo di CSEA
come soggetto protagonista del sistema di formazione professionale pubblico,
coinvolgendo ampiamente sia i sindacati che direttamente i lavoratori;
4) tutelare l'interesse dell'Amministrazione, dei lavoratori e degli utenti in ogni
sede, chiedendo all'Avvocatura Comunale in che forme sia più consono
procedere nei confronti degli amministratori dell'azienda, per accertare le
responsabilità ed eventuali violazioni di legge;
5) assicurare il completamento dell'anno formativo attraverso il ripristino delle
condizioni necessarie all'attività didattica, a tutela di 3.300 ragazzi che rischiano
di perdere il lavoro".
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo che sia giusto, nei confronti, oltre che del Consiglio, anche dei lavoratori della
CSEA, che sono stati qui ad attendere questo passaggio, che non si esaurisca il tutto
semplicemente in voto e in un atto burocratico.
Sappiamo tutti che la situazione della CSEA è particolarmente delicata e credo che
dobbiamo avere tutti consapevolezza della necessità dello stato di preoccupazione ed
inquietudine che agita l'animo di tutti coloro che vi lavorano, che vedono messo in
causa il loro lavoro, oltre che le condizioni fondamentali di certezza della loro vita.
Per questo io voglio dire al Consiglio Comunale e anche ai lavoratori della CSEA
che è impegno dell'Amministrazione Comunale cercare di mettere in campo gli
interventi che possano dare sostanza alla proposta di ordine del giorno che il
Consiglio Comunale sta per votare.
Come sanno per primi i lavoratori, la situazione non è semplice, c'è una condizione -
richiamata in particolare dal testo - di squilibrio tra il patrimonio netto e
l'indebitamento, che è particolarmente acuto e grave, che fa apparire come una delle
possibilità, a norma di legge, quella di dar corso a procedure di liquidazione. Noi
stiamo cercando di evitare che si arrivi a queste procedure.
La strada che abbiamo fin qui individuato è quella di fare corso alla Legge
straordinaria per il commissariamento degli Enti e delle aziende in crisi;
notoriamente si tratta della "Legge Prodi" o "Legge Marzano", a seconda di come la
si vuole invocare, comunque è la Legge sul commissariamento, che consente un
regime straordinario - ovviamente transitorio nel tempo - nel quale verificare la
possibilità di dare un esito positivo alla situazione di crisi che si è prodotta.
Questa proposta di ordine del giorno richiede una serie di adempimenti e di impegni,
che naturalmente tutti voteremo, ma che, dal punto di vista normativo, sono
strettamente connessi all'individuazione di un percorso che, a norma di legge, ci
consenta poi di realizzare tali obiettivi.
Questo è quello che mi sentivo di dire, assicurando ai lavoratori e al Consiglio che
c'è un'assoluta piena consapevolezza, da parte dell'Amministrazione, della criticità
della situazione e la volontà di arrivare ad individuare un percorso che consenta di
uscire da questa criticità.
Nelle prossime ore avremo un incontro anche con Regione e Provincia per affrontare
i passaggi necessari e per cercare di individuare un percorso che consenta di offrire,
ai lavoratori e agli allievi dell'attività della CSEA, quelle certezze che oggi né i
lavoratori né gli allievi hanno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Oggi viviamo l'ennesima puntata di quella che, se non riguardasse molti lavoratori e
lavoratrici, potremmo definire "la saga della CSEA".
Oggi avremmo voluto discutere una proposta di deliberazione con una strategia
definita, pronti ad affrontare quella che sarà l'assemblea straordinaria di domani,
invece, devo dire, ringrazio il Consiglio Comunale e i Gruppi tutti, perché comunque
riusciremo ad approvare una proposta di mozione che segna un orizzonte preciso e
che dice alcune cose chiare.
Ringrazio il Sindaco per le parole non banali e per l'impegno che so che in queste
ore sta applicando per cercare una soluzione ad una situazione particolarmente
intricata, come è quella della CSEA.
Non nego che avrei voluto che questa sera fosse presente in Aula anche il
Vicesindaco per dibattere in questo Consiglio Comunale - cosa che non abbiamo
potuto fare negli scorsi giorni nella Commissione speciale che avevamo convocato
con il consenso di quasi tutti i Consiglieri di tutte le forze, di maggioranza e di
opposizione - in merito a quale strategia si possa applicare di fronte ad una crisi così
grave.
Voglio ricordare che si tratta di una crisi che vede quasi 300 persone senza stipendio
già da due mesi e mezzo e quasi senza prospettive; una crisi che ha dei responsabili,
che deve individuare dei responsabili; una crisi che io credo - ed è oggetto di questa
proposta di ordine del giorno - chieda anche giustizia, perché, guardate, il caso della
CSEA non può e non deve essere un caso emblematico.
Stiamo parlando di un Consorzio senza scopo di lucro, che in questi anni ha gestito
milioni di Euro pubblici (da 15 a 18 di media all'anno) con un capitale sociale di soli
104.000 Euro.
Stiamo parlando di un Consorzio senza scopo di lucro, che nel 1997 ricevette in
eredità, dalla Città di Torino, quella che più che una struttura era una politica, cioè i
centri per l'impiego, con fiches da 30 miliardi di Lire, che indicizzati - ho fatto il
calcolo - valgono circa 30 milioni di Euro di oggi, che sommati ai circa 15 milioni di
Euro di sbilancio attuale fanno 45 milioni di Euro in 15 anni. Una perdita netta di 3
milioni di Euro all'anno.
Quindi non si può non dire che chi ha governato quell'azienda in questi anni, non lo
ha fatto con delle fortissime responsabilità.
Non possiamo dimenticare il fatto che in questo momento ci troviamo davanti ad
alcuni mesi difficili, che credo andranno affrontati insieme - e lo dico ai lavoratori -,
perché ci troviamo a metà dell'anno. Ma perché si possa chiedere a quei lavoratori di
portare a termine l'anno scolastico, l'anno formativo, io credo che come Istituzioni (a
partire da questo Consiglio Comunale, a partire dalla Città di Torino, che - voglio
ricordarlo - è il socio di maggioranza relativa, il socio pubblico più importante) noi
dovremo avere la capacità di delineare non solo un percorso formale - come diceva
giustamente il Sindaco prima -, ma anche un percorso sostanziale di uscita dalla crisi.
Un percorso che, come si dice in questa proposta di ordine del giorno, si deve
articolare in un accordo chiaro e forte, senza interessi fra i tre Enti; un accordo che
dia una prospettiva industriale a CSEA, un accordo che deve tenere conto della
quotidianità di quei lavoratori, un accordo che deve vedere la tutela
dell'accreditamento da parte della Regione Piemonte, un accordo che deve rimettere
CSEA nella possibilità di operare.
Ma non basterà un accordo, perché è chiaro che si pone anche fortemente il tema di
una compagine sociale che è non solo oggetto, è soggetto dei fatti di questi anni,
perché quell'Amministratore Delegato e quel Presidente sono rappresentanti delle
due principali società private, per capitale sociale, all'interno della società, società
che, a mio parere, ma credo anche a diritto dell'articolo 10 dello Statuto di CSEA
stessa, non hanno diritto di sedere dentro l'assemblea dei soci.
Eppure noi ci troviamo nella condizione, oggettivamente particolare, domani, di
un'assemblea straordinaria che non vedrà la Città di Torino come socio votante, ma
vedrà invece soci illegittimi prendere decisioni, spero per l'ultima volta, su questo
consorzio pubblico e sulla pelle di questi lavoratori.
Concludo sperando che questa proposta di ordine del giorno sia l'inizio di un
percorso, un percorso che, secondo me, deve vedere già nelle prossime settimane,
quanto prima possibile, a dare attuazione alla parte che può competere a questo
Consiglio Comunale di questa proposta di ordine del giorno (mi rivolgo in
particolare ai Presidenti Altamura, Mangone e Carbonero, perché sono i Presidenti
delle tre Commissioni che in questi mesi hanno seguito l'evolversi dei fatti di
CSEA), cioè a facilitare quegli spazi per permettere ai tre Enti di incontrarsi, per
esempio; a facilitare la possibilità di incontro fra Comune e sindacati, perché è chiaro
che non c'è prospettiva per CSEA se non un accordo tra Comune e sindacati; a
facilitare il ristabilirsi di un clima minimamente accettabile per quei lavoratori, che
devono essere non solo oggetto della discussione, devono diventare soggetto e
paradigma della situazione e della soluzione stessa.
Annoto che nella parte conclusiva della proposta di ordine del giorno, che mi sono
fatto carico di stendere con alcuni Colleghi (che poi è stata firmata da quasi tutto il
Consiglio Comunale), ci sono un paio di imprecisioni di cui mi scuso, ma sono state
dettate dal fatto che la mozione è stata veramente stesa in pochissimo tempo, fra ieri
sera e stamattina.
In particolare, voglio sottolineare che non parliamo proprio di "formazione
professionale pubblica", ma solamente di "formazione professionale". E voglio
sottolineare che i 3.300 ragazzi non rischiano di perdere "il lavoro", ma rischiano di
perdere "lo strumento che li può formare al lavoro", quello che CSEA prima di tutto
rappresenta.
Ed è proprio su questo che voglio concludere. Noi stiamo discutendo della vita e del
futuro di molti lavoratori, ma non possiamo banalizzare quello per cui queste persone
hanno lottato e lavorato in questi anni, il diritto ad una formazione professionale di
qualità che, mai come oggi, al tempo della crisi, è una delle poche leve pubbliche -
questo sì - per provare ad aggredire la crisi e per far incontrare il mercato del lavoro
con l'offerta di lavoro, o meglio, il non mercato del lavoro, perché è il mercato della
disoccupazione, con la speranza di tanti giovani, e non solo, di poter trovare
realizzazione nelle loro professioni.
Per questa ragione dobbiamo avere la consapevolezza che CSEA in questi anni è
stata una consorteria, una consorteria ingiusta che ha favorito pochi a danno di tanti e
che questo Consiglio Comunale, questa Amministrazione devono restituire CSEA al
suo mandato originale e importante, liberandola da chi l'ha occupata, trovando nuovi
soggetti, scommettendo sui lavoratori e soprattutto donandole un piano industriale e
le risorse necessarie per realizzarlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Ovviamente il mio intervento non sarà estremamente articolato come quello di chi mi
ha preceduto. Vorrei aggiungere solo alcune considerazioni.
Intanto il taglio del mio intervento sarebbe stato sicuramente più duro, come è
avvenuto in passato, ma questa sera devo riconoscere al Sindaco che per la prima
volta mi sembra che abbia la consapevolezza - almeno, l'ha sottolineato lui -
dell'estrema gravità della situazione dei lavoratori.
Perciò ritengo che fare polemica in questo momento non possa servire; in questo
momento serve soprattutto che si siedano ad un tavolo tutti gli Enti in audizione,
dalla Regione, al Comune, alla Provincia, per cercare di trovare una soluzione
definitiva, perché quando le situazioni si trascinano per tanti anni, poi rischiano
veramente di avere un epilogo che non deve andare nella direzione di colpire i
lavoratori.
Ovviamente oggi parliamo del loro futuro, però chi ha governato questa azienda deve
anche pagare. Devo dire che, in base all'audizione, alla proposta di ordine del giorno
che feci alcuni mesi fa, qualcuno quasi rideva sul fatto che io dichiaravo che c'erano
20 milioni di Euro, qualcuno disse che erano 4 milioni e che stavo esagerando,
invece la situazione era incontrollabile.
Non ho mai capito la posizione del Vicesindaco, che ultimamente, quando si parla di
CSEA, ha degli impegni impellenti. Questo è estremamente singolare, visto che tutte
le volte che noi abbiamo dibattuto sulla questione CSEA, in qualche modo lui ha
sempre avuto un atteggiamento abbastanza compiacente nei confronti di chi ha
amministrato CSEA in questi 15 anni. 15 anni!
Dopo tutti questi anni, tutte queste avvisaglie che si stavano verificando all'interno,
sotto il profilo economico, non riesco a capire come mai il Comune non sia
intervenuto in maniera netta per porre fine a questa situazione, che rischia di mettere
in pericolo la sorte di tantissimi lavoratori e tantissimi studenti.
Abbiamo votato prima il Sigillo. Normalmente in questi centri di formazione
professionale non è che partecipano le famiglie di persone abbienti, ma sicuramente
persone che comunque hanno bisogno di imparare un mestiere. Allora cerchiamo di
dare continuità a quello che abbiamo fatto prima, che avete applaudito, proprio con
questo gesto, nel cercare di rivedere in maniera radicale quella che è la situazione di
CSEA.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Intervengo partendo dalle parole del Sindaco, che, con il suo intervento, peraltro in
apertura, si assume, anche attraverso queste parole, la piena responsabilità politica
nella gestione della soluzione CSEA.
Si tratta di una situazione drammatica e molto grave. Io credo che le parole del
Sindaco, pur nella loro drammaticità, rappresentino, per il Consiglio Comunale e per
le lavoratrici e i lavoratori, la garanzia di un impegno che ovviamente non può essere
solo in capo alla Città e che riguarda ovviamente anche gli altri due Enti, in
particolare la Provincia e, io mi sento di dire, in particolare anche la Regione, perché
il sistema della formazione è un sistema complesso, nel quale CSEA in questo
periodo ha pagato un prezzo troppo alto. Quindi questa situazione va assolutamente
riportata alla normalità e va riequilibrata anche rispetto agli altri soggetti che fanno
formazione.
La seconda cosa che voglio dire riguarda la qualità del debito, un debito che in gran
parte è anche verso le lavoratrici e i lavoratori, non soltanto in termini morali, ma
anche in termini finanziari rispetto a quello che loro devono avere da CSEA o Enti,
come Enti previdenziali, devono avere, anche se mi è parso di capire che forse in
questo periodo qualcosa è stato fatto.
Io credo che noi non dobbiamo procedere se non nella strada del fare la massima
chiarezza e nel far emergere le responsabilità, e in questo senso mi pare che la
proposta di ordine del giorno sia davvero molto puntuale.
La Città ha investito ben più di quello che è il capitale sociale, che abbiamo visto
essere molto basso rispetto al volume di attività, perché gli investimenti della Città
sono stati notevoli, riguardano anche la proprietà in capo alla Città dei due principali
edifici nei quali si svolge l'attività di CSEA e anche del capitale umano che è
rappresentato da molti lavoratori che sono stati distaccati o sono stati comunque
coordinati dalla nostra Città. Quindi abbiamo una responsabilità che va al di là di
quella prevista dal 20% della quota.
Mi scuso, ovviamente, per essere stata molto rapida, per non poter argomentare, ma i
tempi sono quelli che sono.
Infine, quel che mi sento di chiedere al Sindaco è di fare in fretta, perché in questo
immenso problema c'è un ulteriore problema, ed è quello che, se i lavoratori e le
lavoratrici non tornano presto a fare didattica, la situazione potrebbe essere
particolarmente complicata dal fatto che le tempistiche richieste dell'Unione Europea
rischiano di precipitare.
A fronte dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, io credo ci siano anche questi
impegni che noi dobbiamo assolvere, quindi chiedo ancora una volta al Sindaco di
potersi fare garante, al più presto, di una soluzione che permetta a tutti di rientrare
nei propri doveri, avendo garanzia dei propri diritti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Io mi accodo molto brevemente a tutta l'esposizione che ha fatto il Consigliere
Curto. Abbiamo seguito questa vicenda molto seriamente e credo che questa sia la
dimostrazione di come, se la questione è veramente seria, noi sappiamo rispondere in
modo concreto e unitario, senza spartizioni politiche e senza divisioni.
Anche io ringrazio il Sindaco per questa sua presa di posizione, questa promessa e
avrei anche io un invito da farle in modo particolare. Come voi sapete, io arrivo dal
privato e nel privato non sono concesse determinate licenze e determinati errori, chi
sbaglia in questo modo, paga e paga pesantemente. Forse la vicenda CSEA ci può
insegnare e far capire che gestire parti importanti, aziende importanti, che è vero che
sono partecipate pubbliche, ma che hanno a che fare con delle persone che lavorano
alacremente, credono in quello che fanno e lottano per tanti anni, ci deve portare a
ragionare in tempi brevi, come spesso il privato è chiamato a fare, per poter
sopravvivere.
È chiaro che la macchina pubblica è una macchina molto pesante e le conseguenze
sono il debito che ci si porta dietro, non solo Torino, ma tantissime altre Città e
l'Italia in generale. Il mio invito è simile a quello fatto adesso dal Consigliere
Centillo, cioè di fare presto non solo ed esclusivamente per i dipendenti CSEA, ma
per il sistema in genere. Una presa di posizione veloce, importante e radicale darebbe
subito indicazione che l'Amministrazione di Torino non concede tregue di questo
tipo, non permette ad amministratori allegri di poter gestire aziende sulla pelle di
tante persone.
Questo è il mio invito personale, che però so che è accolto da tutto il Consiglio
Comunale, quindi la invito nuovamente e la ringrazio comunque.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Non mi voglio dilungare, perché ormai sappiamo tutti qual è la situazione di CSEA.
Questa mattina ho ricevuto una mail da parte di una mamma che ha il figlio che
frequenta dei corsi organizzati da CSEA e lunedì 12 inizieranno dei problemi non
indifferenti che porteranno danni materiali e morali a questa famiglia, ad esempio il
trasporto da Torino a Ceres è un problema di costi, poiché ha pagato l'abbonamento,
così come un ulteriore problema è il fatto di non avere la continuità didattica.
Oltre al problema delle famiglie, c'è anche il problema dei lavoratori che abbiamo
già affrontato tantissime volte, che però purtroppo sono ancora nella situazione di cui
parlavamo 5 o 6 mesi fa.
Quello che ritengo io è che oggi la responsabilità politica del Vicesindaco
Dealessandri sia evidente, signor Sindaco. Io sono contento delle parole che lei ha
detto stasera, perché spero che finalmente voglia incontrare la Regione Piemonte,
perché so che l'Assessore la sta cercando da diverso tempo, però sembra che non si
voglia arrivare ad una conclusione o ad avere un incontro chiarificatore, perché
effettivamente partecipare domani a un'assemblea senza un indirizzo vero e proprio,
a mio giudizio, oggettivamente, è un atto non concepibile rispetto ai problemi che
invece stiamo affrontando ormai da tantissimo tempo. Io direi un anno, ma chi è in
Comune sa che la situazione CSEA va avanti dal 1997, 1998, adesso non ricordo di
preciso. Quindi, sono anni che parliamo di questa cosa.
Per quanto riguarda la proposta di ordine del giorno del Consigliere Curto, credo che
tutti noi l'abbiamo firmata convintamente; io avrei voluto aggiungere un piccolo
emendamento a questa proposta di ordine del giorno, anche se, per responsabilità e
anche per norme regolamentari, ho preferito soprassedere, perché il nostro tema
politico, come Gruppo del PdL, è sostanzialmente un'azione di responsabilità nei
confronti degli amministratori, signor Sindaco.
Quindi, se lei avrà voglia e tempo di ascoltare, quello che il PdL all'opposizione dice
in Consiglio Comunale e quello che la Regione Piemonte, invece in maggioranza,
chiede alle altre Istituzioni, è cercare di dire agli amministratori che sono stati
responsabili di questa situazione e quindi procedere nei loro confronti, perché
oggettivamente questa è una delle soluzioni sul tappeto, oltre alle altre due che il
Vicesindaco ci ha prospettato.
Certo è che concordo con quanto hanno detto i Consiglieri precedentemente, ossia
che la velocità di risoluzione di questo problema, signor Sindaco, è fondamentale.
I lavoratori sono senza stipendio ormai da 5 mesi, quindi credo che se non agiamo
subito ora, si prospettano altri mesi senza stipendio, addirittura per tutto il 2012. Per
cui credo che sia ora che voi abbiate una posizione precisa insieme alla Provincia e
insieme alla Regione.
L'ultima cosa che vorrei aggiungere - solo per capire se ho ben capito quanto lei ha
detto - è che mi pare che vogliate accedere alla Legge Prodi. Su questo mi permetto
di sottolineare che forse il Ministero non è ben predisposto a... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Ha già parlato lei? Quindi io spero che sia così, perché dopo
la vicenda IAL, che è stato uno di quei danni non indifferenti, il Ministero, a mio
giudizio, su questo tipo di azione si avvicina con sospetto, perché non sempre sono
state mantenute le attese.
Quindi, io concludo questo intervento chiedendo veramente rapidità, chiedendo
responsabilità a lei: prenda in mano la situazione, perché il Vicesindaco, pur
competente, pur bravo, pur capace, pur rispettabile in tutte le sue azioni sempre e con
grande lealtà e correttezza in molte situazioni, su questa vicenda ci pare
oggettivamente politicamente inadempiente. Quindi la prego: faccia in fretta!

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Muzzarelli.

MUZZARELLI Marco
In realtà, credo che l'intervento del Sindaco abbia già chiarito più che ampiamente i
contenuti della proposta di ordine del giorno, però ci tenevo semplicemente a fare tre
precisazioni.
La prima è che credo che il caso CSEA apra una discussione e una riflessione sul
sistema formazione professionale, che in questo momento credo sia una delle poche
azioni di politiche attive del lavoro che il nostro territorio ha a disposizione. Penso
che non possiamo dimenticarci del fatto che la crisi CSEA rischia di mettere in crisi
anche tutto il sistema e credo sia rilevante anche ribadire, in qualche modo,
l'importanza della formazione professionale in questi termini.
L'altro elemento, prima ho fatto una puntualizzazione al Consigliere Curto
relativamente al fatto che all'interno della proposta di ordine del giorno viene citata
la presenza della parte pubblica di CSEA. Credo che CSEA debba caratterizzarsi,
come tutti gli altri Enti di formazione, per efficacia di interventi formativi, al di là
della presenza, in questo caso peraltro minoritaria, anche del Comune di Torino.
Penso che questo valga anche in generale per altri Enti.
Un'ultima puntualizzazione che ribadisco - anche se in parte è già stata ripresa dal
Consigliere Centillo - riguarda il fatto che credo non si possa prescindere da un
accordo e una concertazione opportuna con Provincia di Torino e Regione Piemonte
per la situazione di questo Ente, perché in questo momento sono loro i soggetti che,
in qualche modo, regolamentano la formazione professionale sul territorio
piemontese e quindi anche le situazioni legate a CSEA.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sarò breve, anche perché l'ora è tarda e molte delle cose che volevo dire sono già
state dette da molti Consiglieri. Devo dire con soddisfazione e con contentezza che,
mentre l'ultima volta che era arrivata una proposta di mozione relativa a CSEA il
Consiglio Comunale si era diviso, adesso mi sembra che siamo orientati ad approvare
questa proposta di ordine del giorno all'unanimità: credo che questo sia un grosso
passo avanti, di cui va dato merito a tutti. Quindi ringrazio anche i Consiglieri della
maggioranza che sono ancora qui numerosi. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Va bene. Comunque, sono contento di vedere che siamo arrivati ad
una posizione comune. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene. Peraltro,
ci sono delle assenze anche da questo lato.
Sostanzialmente vorrei però ribadire che comunque è grave quanto è successo in
questi ultimi giorni con la Commissione convocata, in cui poi all'ultimo quarto d'ora
il Vicesindaco parla e poi se ne va, poi promette una proposta di deliberazione che
poi non arriva alla Conferenza dei Capigruppo, e ci ritroviamo a guardarci negli
occhi nella Conferenza dei Capigruppo senza che sia stata fatta la Giunta
straordinaria con la deliberazione, per andare in assemblea e allora tiriamo fuori la
proposta di ordine del giorno, e ringrazio il Consigliere Curto che ci ha lavorato nel
fine settimana per poterla avere in Aula oggi, se no non avremmo avuto neanche
quella.
Credo che comunque vada fatta una riflessione. Quindi, sono contento di aver visto il
Sindaco che ha preso la parola di sua iniziativa all'inizio della discussione e si è
assunto le responsabilità. Penso che d'ora in poi il Sindaco sarà veramente il
riferimento del Consiglio e di tutte le parti coinvolte, dei lavoratori, eccetera, in
questa vicenda.
Penso che comunque andremo a scontare il fatto di aver perso sei mesi, perché la
situazione più o meno era chiara fin dall'inizio. Per cui, era sei mesi fa che si doveva
iniziare a cercare una via d'uscita e a cercare nuovi soci.
Adesso, non sono particolarmente addentro, forse non ho tutte le informazioni, ma
mi risulta che siamo ancora a zero nella ricerca di nuovi soci privati che possano
entrare al posto di quelli vecchi (che, in realtà, non esistono) o, comunque, di un
piano per ripartire; quindi, è questo che mi preoccupa.
Credo che su questo forse ci vorrebbero delle risposte e l'ultima richiesta che mi
sento di fare è comunque di smettere di dire non delle bugie, perché non credo che
qualcuno abbia raccontato delle vere bugie, però in questa vicenda sono state dette
tante mezze verità.
Forse per rispetto dei lavoratori (e aggiungerei, oltre che degli studenti, anche del
contribuente, che comunque ha mantenuto questo Ente pubblico per tanti anni) è
necessario dire la verità senza pietà, anche se la verità è sgradevole e, quindi, mettere
tutti nella condizione di capire esattamente in quale situazione sono, senza farsi
illusioni e senza abbattere le persone più del necessario, ma evitando di trascinare
delle illusioni che non hanno più fondamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Signor Sindaco, siamo alle strette finali di questa vicenda; dopo mesi di discussioni e
numerosissime Commissioni (la III, forse la I e anche altre che se ne sono occupate),
credo che ormai siamo al punto.
Lei ha dato una prospettiva che ci auguriamo possa in qualche modo risolvere la
questione. Però la questione CSEA deve farci riflettere e deve anche consentire un
qualche istante di autocritica, perché, evidentemente, in tutti questi anni non abbiamo
avuto persone nominate dalla Città di Torino che siano state in grado di verificare
che cosa succedeva lì dentro.
Dopo aver audito Presidente, Amministratore Delegato e - ma assolutamente senza
alcuna responsabilità - gli ultimi nostri rappresentanti nel Consiglio di
Amministrazione, abbiamo appurato che, diversamente da quello che dicevano i
dirigenti di quella società, il debito era tre volte - e forse più - maggiore di quello che
ci avevano detto.
È evidente che se, in tutti questi anni, il Consiglio di Amministrazione avesse
funzionato come doveva, probabilmente non saremmo arrivati al punto in cui si
trovano oggi i lavoratori, gli studenti e le famiglie degli studenti.
Questo ci deve far fare una riflessione su tutte le partecipazioni che ha la Città,
perché, probabilmente, il fatto che ci siano amministratori che sono lì da troppi anni
crea qualche problema.
Finalmente, sulla questione CSEA questa sera tutto il Consiglio Comunale voterà
all'unanimità una proposta di mozione che impegna la Giunta ed il Sindaco (ma il
Sindaco l'ha già fatto); è evidente che il segnale che la Città di Torino darà domani
su questo problema non è e non lo trovo un segnale positivo.
Giovedì, ci siamo ritrovati in Commissione con il Vicesindaco (che è stato invitato
ad horas, quindi da un momento all'altro, ed aveva un impegno istituzionale per cui
non poteva fermarsi in Commissione) ed è emerso il fatto che il giorno seguente
sarebbe stata approvata una deliberazione che consentiva alla Città di partecipare
all'assemblea straordinaria di questa società. Quella deliberazione non è stata
approvata e, quindi, avevamo anche valutato la possibilità di riunire una
Commissione straordinaria per lunedì mattina - cioè, oggi - unitamente a Provincia e
Regione.
Purtroppo la situazione non ci ha consentito di fare una discussione su una
deliberazione di indirizzo da dare al rappresentante della Città e abbiamo trovato
come soluzione la presentazione di questa proposta di mozione che impegna la
Giunta e noi, ma, purtroppo, non impegna nessuno nell'assemblea di domani e devo
dire che questo non è un bel segnale che la Città dà a questi lavoratori.
Sindaco, abbiamo ascoltato le sue parole e crediamo in quello che dice; è evidente,
però, che, essendo alla stretta finale in questa situazione, il commissariamento e
l'applicazione della Legge che lei prima richiamava costringerà sicuramente i soci -
ad iniziare dalla Città - a contribuire al mantenimento di questa società. Non sono
favorevole allo spreco di soldi in società decotte o che non hanno un futuro, però in
questa circostanza mi sento di dire che è opportuno che questo tipo di struttura viva
in questa Città; in primo luogo, perché è l'unica società di formazione partecipata dal
pubblico e, poi, perché credo che abbia delle vere potenzialità (essendo il
committente, tra gli altri, proprio il pubblico).
È evidente che, risolti i problemi di gestione (evidentemente non può essere gestita
come è stata gestita sino adesso), questa società può avere un futuro e dare un futuro
a circa 300 famiglie e non solo, ma a tanti giovani e ragazzi, perché non ricordo se il
Consigliere Liardo o il Capogruppo dell'opposizione aveva ragione quando diceva
che queste scuole sono frequentate da persone che vanno lì ad imparare un mestiere e
probabilmente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi scusi, ogni tanto
confondo il suo nome e non volevo fare un errore in diretta. Quindi, è evidente che il
livello sociale che è iscritto a questo tipo di scuola è quello che ha bisogno di
formazione per riqualificarsi e noi, come maggioranza di centrosinistra, dobbiamo
prestare attenzione a questo tipo di realtà.
Signor Sindaco, a lei affidiamo tutta la fiducia che necessita il caso e ovviamente il
Consiglio non si esimerà dal fare il proprio dovere. Nei prossimi giorni, in
Commissione convocheremo Provincia e Regione affinché anche loro assumano
pubblicamente degli impegni, perché, se questo Ente è importante per la Città di
Torino, è altrettanto importante per la Provincia e per la Regione Piemonte.
Ormai le carte si sono scoperte per tutti ed è opportuno che la discussione avvenga in
maniera pubblica e che l'opinione pubblica si faccia un'opinione sulla base di quello
che sentirà e, soprattutto, di quello che vedrà nei fatti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Condivido tutto quello che è stato detto e vorrei dire al Capogruppo del PdL che non
vi è alcun problema nei nostri rapporti con la Regione. Ho parlato più volte con
l'Assessore Porchietto, so che anche il Vicesindaco, che segue questa vicenda, è
continuamente in contatto con lei ed avremmo dovuto vederla in questi giorni, ma la
vicenda relativa alla TAV ha sconvolto le nostre agende. Ho parlato con l'Assessore
Porchietto anche questa sera per realizzare nelle prossime ore un incontro tra
Comune, Provincia e Regione, in modo tale da dare seguito alla collaborazione che
c'è sempre stata relativamente a questa vicenda.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Mi sono permesso di interpretare i due errori commentati dal Consigliere Curto,
presentando 2 emendamenti. L'emendamento n. 1 recita: "Al punto 3
dell'impegnativa sopprimere la parola 'pubblico'". L'emendamento n. 2 recita: "Al
punto 5 dell'impegnativa sostituire le parole: 'il lavoro' con: 'la formazione come
strumento per raggiungere un'opportunità di lavoro'".
Se nessuno si oppone, li emendo io direttamente.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine
del giorno così emendata:
Presenti 32, astenuti 1, favorevoli 31.
La proposta di ordine del giorno è approvata.
Ne approfitto per ringraziare i lavoratori CSEA per la pazienza che hanno avuto e mi
auguro che questo intervento possa produrre una parte dei risultati che voi auspicate
anche attraverso l'interessamento diretto del Sindaco, così come ha annunciato nel
corso del suo intervento.
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