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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 41
MOZIONE 2012-00478
(MOZIONE N. 18/2012) "CONFERIMENTO DEL SIGILLO CIVICO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 7 DELLO STATUTO DELLA CITTA', AL/LA NEONATO/A STRANIERO/A ISCRITTO/A PER PRIMO/A NEL REGISTRO DELL'ANAGRAFE DEL COMUNE DI TORINO NELL'ANNO 2012" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE TRICARICO, DAL PRESIDENTE FERRARIS ED ALTRI CONSIGLIERI IN DATA 30 GENNAIO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201200478/002,
presentata in data 30 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Conferimento del Sigillo Civico, ai sensi dell'articolo 7 dello Statuto della Città,
al/la neonato/a straniero/a iscritto/a per primo/a nel registro dell'Anagrafe del
Comune di Torino nell'anno 2012"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
A questa proposta di mozione, sono stati presentati 194 emendamenti, che io
sottopongo all'Aula con la discussione insieme alla proposta di mozione.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io, invece, chiederei una discussione distinta tra emendamenti e proposta di mozione,
perché gli emendamenti hanno un senso, non sono meramente ostruzionistici, per chi
li avrà letti, sono chiaramente provocatori e il numero stesso degli emendamenti lo
chiarisce. Hanno però un senso, non sono emendamenti di punteggiatura, tanto per
capirci.
Quindi, io chiederei una discussione differenziata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La discussione avviene congiuntamente, così come previsto dal Regolamento e
propongo che le votazioni vengano accorpate in un'unica votazione, ai sensi dell'art.
49 comma 4.
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Io sono molto riconoscente al Sindaco per aver incoraggiato questa nostra proposta
di mozione. Come è noto, un mese fa abbiamo avuto una discussione in occasione di
una proposta di mozione che chiedeva all'Aula di aderire al forte richiamo del
Presidente della Repubblica, affinché il nostro Paese finalmente riconoscesse, nella
propria Legislazione, la cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri nel nostro
Paese. Oggi, siamo qui a discutere una proposta che è certamente forte sotto il profilo
simbolico, però ha anche una ricaduta pratica, perché riguarda la vita di una persona,
di una famiglia, che noi abbiamo voluto prendere ad esempio rispetto all'Italia che
noi vogliamo, al Paese che noi immaginiamo e alla comunità torinese alla quale noi
aspiriamo.
Quello che chiediamo all'Aula è un voto, che richiede l'adesione di almeno 27
Consiglieri Comunali.
Il nostro Statuto prevede una maggioranza qualificata proprio per richiamare non
solo la solennità dell'atto, ma anche l'importanza che il Sigillo Civico assume nel
momento in cui viene pensato a favore di un residente nella nostra Città, perché di
questo si tratta.
C'è stata una discussione, lo so, in Conferenza dei Capigruppo tra chi avrebbe
preferito la Cittadinanza Onoraria e chi invece si è dovuto attenere, come noi
abbiamo fatto, al dettato dello Statuto, perché come sapete lo Statuto della Città di
Torino prevede il Sigillo Civico per chi è già residente e quindi non consente la
Cittadinanza Onoraria per chi è già cittadino.
Allora, noi, interpretando alla lettera lo Statuto, abbiamo voluto dare all'Aula un
ruolo che non può essere soltanto ridotto al contributo che ci viene richiesto dal
Paese per ridurre l'indebitamento pubblico o per contribuire al risanamento delle
nostre casse. Noi sappiamo che l'impegno politico in questi mesi è soprattutto
concentrato sui valori dello spread, ma noi sappiamo altrettanto che il nostro
impegno politico dev'essere anche misurato sulla nostra capacità di ridurre le
distanze tra i cittadini.
Devo dire che la distanza che oggi c'è tra cittadini che nascono nel nostro Paese, se
figli di genitori italiani piuttosto che di genitori stranieri, è enorme. È enorme, perché
noi sappiamo che, tra i diritti alla personalità, certamente il diritto al nome assume
una valenza incoercibile, inviolabile ed è riconosciuto dalla Costituzione.
Sappiamo altresì che è importante che a questo nome si associ un'identità territoriale,
un'appartenenza, e sappiamo benissimo che i bambini che nascono a Torino, che poi
crescono nella nostra città, si sentono da subito italiani, parlano la nostra lingua,
crescono con i nostri bambini, nelle nostre scuole.
Questa distanza è misurata soprattutto da chi - e in questa città sono tanti - conosce la
condizione di sentirsi straniero, perché è accaduto già nel recente passato a molti di
noi che hanno deciso di emigrare e sappiamo benissimo che c'è una distanza che
viene sempre percepita tra te che sei qui da ieri con chi arriva oggi. Una distanza che,
anche se non è la tua, perché appartiene ai tuoi genitori, tu senti sulla tua pelle, la
vivi ogni giorno.
Noi abbiamo il dovere, anzi l'obbligo di ridurre questa distanza, per renderla
paritaria. Noi, certamente, oggi, con questo atto, non introduciamo un'innovazione
politica, perché arriviamo anche dopo moltissime altre Amministrazioni del nostro
Paese. Sapete benissimo che medesime iniziative sono state assunte da altri Comuni
e da altre Province.
Allora, il gesto che noi chiediamo a ciascun Consigliere è proprio quello di
contribuire ad affermare i diritti di cittadinanza, di accrescere i diritti della nostra
comunità, perché, badate, io penso che noi potremmo uscire da questo momento di
difficoltà se teniamo assieme l'esigenza di ridurre l'indebitamento del nostro Paese e
di accrescere i diritti dei nostri cittadini.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
I momenti importanti, come questo del conferimento del Sigillo Civico ad una
bambina normalissima, con due braccia e due gambe, una testa come tutti gli altri
bambini che nascono, questo Gruppo li affronta con gesti importanti.
Volevamo, Sindaco, farle un piccolo regalo. Questo è un biberon con un bel Sole
delle Alpi che sta a rappresentare il modo di lavorare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a riporre quel simbolo.

RICCA Fabrizio
Chi vuole affrontare i problemi dei bambini, i problemi delle persone che sono nate, i
problemi delle famiglie che nascono, Sindaco, taglia la sede romana della Regione,
toglie due Assessori rispetto all'anno prima, con quei soldi lì...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Lo può togliere? Altrimenti, devo toglierle la parola. Se toglie il simbolo, può
continuare.
Tolga anche lo strumento che possa essere considerato anche contundente.

RICCA Fabrizio
Ad ogni famiglia di un bambino appena nato vengono dati 250 Euro per poter andare
a comprare il latte in polvere e per poter affrontare le spese di prima necessità
relative a un momento così difficile, ma così bello, come quello della nascita di un
bambino.
Questo l'ha fatto il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota,
indistintamente dalla nazionalità dei bambini che sono nati; questo è l'importante.
Quando noi in Regione abbiamo dato il bonus bebè, l'abbiamo dato sia all'italiano,
sia al francese, sia a chi ha origine extracomunitaria, come chi, oggi, riceverà il
Sigillo Civico. Questo significa lavorare senza guardare i confini, mettendo a
disposizione delle risorse per chi ha davvero difficoltà.
A noi viene anche difficile pensare di dare un riconoscimento, che dovrebbe essere
concesso ad una persona per il motivo per cui si è distinta, ad una persona che non
sappiamo come... Mi voglio augurare che abbia un futuro davvero bellissimo davanti,
ma noi non sappiamo in che modo questa bambina, o questo bambino - adesso non
so di che sesso sia -, affronterà la vita.
Leggiamo tutti i giorni di persone normali che, poi, affrontano momenti di difficoltà
in maniera sbagliata e si macchiano di qualsiasi cosa.
Questo è il motivo per cui non siamo favorevoli ad assegnare un Sigillo Civico ad
una persona che è nata, perché allora dovremmo darlo a tutti i bambini che nascono,
oppure al primo nato di tutti gli anni in cui il Consiglio Comunale si riunisce.
Davvero, secondo me, è denigrante verso il Sigillo Civico concederlo a chi non ha
ancora fatto niente, solamente perché è nato.
Se uno poi vuole parlare di ius soli, si può fare, ma non in questi termini. È come
dire: diamo il pallone d'oro a un giocatore di calcio che sta chiudendo la carriera,
oppure che la sta iniziando, soltanto perché è una promessa. Non ha senso.
Se noi vogliamo continuare a mantenere i simboli in questa Città, i simboli vanno
pesati e, secondo noi, questo simbolo è troppo importante per concederlo ad una
persona che è esclusivamente solo nata.
Il nostro voto sarà assolutamente contrario.
Non abbiamo fatto emendamenti, perché emendare una cosa di questo tipo è
superfluo. Ha perso di valore, secondo noi, il conferimento del Sigillo Civico.
Potevamo darlo magari ad un operaio che con 800 Euro porta avanti una famiglia
con una moglie e due figli. Avrebbe avuto più senso. Quello sarebbe stato un eroe;
non concederlo ad una bambina che l'unica cosa che ha fatto è stata nascere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In questa sede non voglio ripercorrere i motivi di scetticismo che caratterizzano il
nostro Gruppo per quel che riguarda la campagna dello ius loci, perché è stata una
separata discussione già approfondita ed entusiasmante.
Vogliamo, però, sottolineare come la scelta di dedicare un Sigillo Civico e conferirlo
per la motivazione solo di essere nato snaturi il senso di questa onorificenza. Nel
senso che lo Statuto cittadino prevede esplicitamente che venga conferito come
riconoscimento a personalità che si siano distinte per qualche motivo.
Noi a questa bambina auguriamo il migliore futuro con grande sincerità e le
auguriamo di integrarsi. Il problema è che noi questo non lo possiamo sapere e
conferiamo un'onorificenza che rimarrà per tutta la vita ad una persona che non
sappiamo come diventerà.
Rispetto la volontà del Consigliere Tricarico di porre questo tema con una proposta
di mozione, che, magari, io giudico provocatoria - però positivamente provocatoria -
ad un tema di principio, perché anima il dibattito, però mi trovo anche a doverla
considerare e giudicare una provocazione, perché sinceramente sappiamo benissimo
che - e l'ha detto anche nel suo intervento - l'integrazione avviene con un percorso di
crescita, avviene con un percorso di vita.
Il Consigliere del PD, Viale, sui media aveva proposto di riformulare una proposta
che andasse a modificare lo Statuto e considerasse l'eventualità di conferire la
cittadinanza onoraria ai bambini che, però, hanno maturato la scuola dell'obbligo sul
nostro territorio e quindi hanno studiato l'italiano, hanno vissuto e condiviso una
parte importante di infanzia con coetanei italiani, magari hanno anche scelto una
squadra torinese da tifare, mangiano il cibo tradizionale delle nostre terre; un
bambino che faccia questo percorso, qualunque siano le sue origini, oggettivamente
diventa torinese a tutti gli effetti.
La bambina cui questa Amministrazione va a conferire il Sigillo Civico, invece, non
sappiamo minimamente se deciderà di integrarsi nella nostra cultura, nella nostra
città, oppure no.
Visto che a provocazione si risponde con provocazione, ho portato anch'io un
contributo in tal senso, anche se spero un po' più acuto di quello dei Colleghi della
Lega Nord, perché, riflettendo, mi sono accorto che in realtà la Città di Torino ha già
conferito un qualcosa che rende democraticamente del tutto uguali i bambini di
cittadinanza italiana ed extracomunitaria che si trovano a nascere e vivere qui sotto la
Mole. Sapete di cosa si tratta? Si tratta del debito Comunale. Perché, vedete, ogni
bambino che nasce a Torino ha già un debito pro capite di oltre 5.700 Euro e questo
dono di debito che regalate a tutti i bambini, con grande senso di democrazia, con
grande senso di uguaglianza, è di sicuro onestamente un dono che effettivamente
conferite.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, metta via anche lei lo striscione.

MARRONE Maurizio
Io credo che alla bambina cui volete conferire questo Sigillo Civico, sarebbe più
onesto conferire un bollettino postale per informare la sua famiglia delle migliaia di
Euro di debito che voi le avete creato sul suo futuro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vi invito a comportarvi secondo la disposizione regolamentare, perché, va bene
essere chiamati, ma voi lo fate certamente per essere ripresi.
Invece, in quest'Aula bisogna attenersi alle regole, che non vuol dire nient'altro che
comportarsi in modo civile in base a quello che è il Regolamento e lo Statuto.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei spiegare perché non voteremo questa proposta di mozione, nonostante noi
abbiamo già espresso in passato posizioni molto vicine, anche favorevoli a quanto
possa favorire l'integrazione degli immigrati.
Come abbiamo già fatto, lo rifaremmo oggi se capitasse, abbiamo espresso un voto
favorevole alla campagna "L'Italia sono anch'io".
Il ragionamento sulla nostra posizione deriva da un'analisi di che cos'è
effettivamente il Sigillo Civico che, secondo il nostro Statuto, va conferito a persone
che siano meritevoli di particolare riconoscimento, oltre che torinesi.
In effetti, andandoci a vedere in passato a chi è stato dato il Sigillo Civico, è stato
dato a personalità del calibro di Norberto Bobbio, oppure è stato dato a cittadini che
avessero compiuto un atto particolarmente degno di lode, come la signora che aveva
ritrovato la borsa con 400.000 Euro e l'aveva restituita.
Qui, in questo caso, onestamente non si vede quale sia il merito di questa persona e
lo trovo anche un po' squalificante, in un periodo in cui si fanno tanti discorsi di
meritocrazia, per costruire questa operazione, andare a dare un riconoscimento
sostanzialmente casuale ad una persona che poi, magari, fra due anni andrà via da
Torino, non ci tornerà mai più e resterà questo Sigillo Civico ad una persona che
magari non saprà più esattamente neanche dov'è Torino.
Noi avremmo votato volentieri un altro tipo di riconoscimento, una Cittadinanza
Onoraria, anche andando, eventualmente, a modificare lo Statuto, se il problema è
quanto è scritto attualmente nello Statuto, che probabilmente è stato scritto quando
non c'erano tanti cittadini non italiani che vivevano Torino.
Comunque, noi avremmo votato volentieri un segno di questa indicazione, però
questo qui, onestamente, guardando la sostanza delle cose, non è votabile.
Il problema è che questa diventa un'operazione onestamente puramente strumentale
e lo si è visto benissimo nel dibattito con strumentalizzazioni, intanto da parte della
maggioranza in quanto lo scopo di questa mozione onestamente sembra quello di
fare qualche titolo sul giornale domani mattina, per qualche esponente della
maggioranza. E anche da parte dell'opposizione abbiamo visto una risposta
totalmente strumentale, con l'esibizione di oggetti vari, eccetera.
E tutto questo avviene, detto proprio sinceramente, sulla testa dei lavoratori dello
CSEA che sono qui che aspettano, invece, di discutere una questione molto concreta
e molto importante. Per cui, fa doppiamente arrabbiare.
L'ultima cosa che vorrei dire è che, pur di far passare questa operazione, che ritengo
strumentale, la maggioranza è andata addirittura a mendicare, anzi, chiedere i voti di
alcuni esponenti dell'opposizione. Perché è indispensabile, certo, quindi ha trovato i
voti di due Consiglieri Comunali, a quanto ci risulta. Poi, vedremo, ovviamente, al
momento della votazione.
Allora, proprio perché è un atto simbolico, strumentale, l'avete detto tutti, io vorrei
leggere quanto è a verbale della seduta di lunedì 16 gennaio da parte di uno di questi
due Consiglieri. Discussione sull'interpellanza 201108165 sui rifugiati richiedenti
asilo. Le dichiarazioni sono: "Io avrei voluto sapere dove sono ospitati questi signori,
che a me risultano 407, ma, se tanto mi dà tanto, anche in questo caso ci sarà la
moltiplicazione dei pani e dei pesci come per gli zingari, quindi saranno sicuramente
di più. Anche se hanno asilo politico, potrebbero benissimo lavorare, essere
autosufficienti e indipendenti. Ma per carità di Dio, io non ho nessun problema
interrazziale".
Non so se nell'intenzione del Consigliere ci sia la razza italiana e la razza del
richiedente rifugiato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Una delle due
persone, quello che sta seduto lì. Però, onestamente, mi sembra che se volete fare...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, il Consigliere Berthier, citato dal
verbale del Consiglio Comunale.
Mi sembra che se volete fare un atto simbolico, il fatto che questa roba passi col voto
determinante di un Consigliere che considera una differenza interrazziale tra noi e i
richiedenti asilo sia veramente estremamente simbolico di come funziona la politica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Grazie, Presidente. L'intervento è già chiuso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
C'è una differenza fondamentale, però, tra un atto simbolico e un atto strumentale.
Questo non è un atto strumentale, questo è un atto simbolico. Rifiuterei il termine
strumentale.
Non c'è alcuna differenza dal punto di vista simbolico tra il Sigillo Civico e la
Cittadinanza Onoraria. Si tratta sempre di un riconoscimento che viene fatto.
Quindi, non capisco, francamente, la posizione appena espressa dal Capogruppo del
Movimento 5 Stelle.
Quindi, è evidente che questo è un atto che questo Consiglio Comunale assumerà. È
un atto fortemente simbolico che segue, peraltro, un'espressione su cui questo
Consiglio Comunale si è espresso con una proposta di mozione rispetto al tema dello
ius soli.
Non più tardi della settimana scorsa in Commissione abbiamo avuto modo di
incontrare una persona che dall'ex Jugoslavia è qui da cinquant'anni, senza
documenti, senza cittadinanza, ma anche senza documenti nel caso specifico, con
ormai figli e nipoti nati non a Torino, in questo caso era a Collegno, comunque nati
sul nostro territorio e con un senso di ovvio smarrimento e assenza di futuro,
soprattutto per i ragazzi nati qui, derivato da questa situazione.
Io credo, come richiamava il Presidente Napolitano, che non sia giusto che nel nostro
Paese, fino al compimento del diciottesimo anno di età sei tutelato - anche questo è
stato detto in Commissione - e lo Stato ti difende, in qualche modo. Dal compimento
del diciottesimo anno di età invece è lo Stato che sente di doversi difendere da te.
Tutto questo crea disagio, crea situazioni insostenibili, crea il fatto che ci si deve
inventare i modi per riuscire a continuare a restare nel nostro Paese, perché,
viceversa, se non hai da mantenerti, sappiamo tutte le storie, sei espulso.
Credo che questo sia profondamente ingiusto e quindi credo che questo atto
simbolico del Sigillo Civico - ma poteva essere una Cittadinanza Onoraria, insisto,
non fa alcuna differenza - sia giusto e doveroso assumerlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo per due motivi, perché le cose serie devono essere affrontate in modo
serio e bisogna soprattutto avere un po' di chiarezza.
Io intervengo perché ho sentito prima fare alcuni riferimenti al fatto che discutiamo
di questo e CSEA passa dopo. Chi dice questo non ha la minima idea di che cosa sia
una questione democratica. Io in quest'Aula ho passato le notti. Chi non vuole fare il
Consigliere Comunale vada a casa. Non è che l'ora del tè, piuttosto che
dell'aperitivo, o il dopocena, cambi l'importanza di una materia.
Quindi un'argomentazione di questo tipo dimostra una debolezza nei confronti
dell'argomento specifico. L'argomento specifico è ovviamente simbolico. Io auspico
che oggi abbia il voto favorevole di 27 Consiglieri. Poteva essere - come è stato - il
Sigillo Civico alla prima nata residente a Torino, non cittadina italiana, o poteva
essere la Cittadinanza Onoraria alla prima nata a Torino non residente a Torino.
Io dico che il 25% dei bambini nati nel 2011 al Sant'Anna è figlio di madri straniere.
Di queste, quante siano, poi, regolari, cittadine italiane, o meno, non lo so, ma il 25%
al Sant'Anna, che è la percentuale più alto rispetto a quella degli altri ospedali, fa
capire come esiste un problema di persone che nascono in questo Paese, in questa
città, che vivranno insieme ad altri. La politica è fatta anche di atti simbolici, è fatta
anche di assunzioni di responsabilità. Chi non lo condivide è sempre bravo a dire che
qualcun altro è contro i simboli; poi, arriva qui ed esibisce il biberon come i
pannolini con il marchio esibiti l'anno scorso.
"I pannolini li hanno dati a tutti" non è vero, perché i fondi sono mancati e li hanno
presi agli anziani. Non è cambiato nulla sulle politiche delle famiglie. Non c'è un
bambino che è nato in più per quei pannolini e lo sanno. Era uno spot della Regione.
L'ho criticata. Ne prendo atto. Ognuno è responsabile dei propri atti.
Io credo che oggi, tra le tante proposte, questa qui sia una delle tante che ci poteva
essere, perché pone il problema. Il fatto che il Consiglio Comunale di Torino approvi
questo atto, ha chiaramente un significato.
Poi, dico - e chiudo - che io ho proposto una modifica di Statuto, non in
contrapposizione, ma come passo avanti, per due ragioni; la prima, perché la
modifica di Statuto permette di approvare, in seconda battuta, a maggioranza
semplice e quindi inchioda la maggioranza alle proprie responsabilità e non chiede
ad altri di dare dei voti di cortesia, anche senza esserne convinto, come qualche volta
sembra. La seconda cosa che chiedo in quella modifica dello Statuto è che venga
istituito un Albo delle Cittadinanze Onorarie, per tutti i casi di questo tipo, che non
hanno sicuramente un significato, però sicuramente è un passo avanti. Altri l'hanno
fatto in giro per l'Italia, è un dibattito aperto. Io spero che la conseguenza di questo
dibattito sia che forze politiche, coalizioni, schieramenti dicano chiaro e tondo agli
elettori che cosa pensino di questo e lo pongano al loro programma politico.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Volevo solo sottolineare al Collega che è lì dietro, adesso non mi ricordo bene come
si chiama, che i due documenti sono assolutamente diversi e non inerenti allo stesso
argomento, per cui, visto che passa le notti, i giorni, le domeniche ad andare a
spulciare tutti i documenti vecchi, vada a rivedersi bene l'interpellanza.
Per quanto riguarda il resto, invece, non credo di aver partecipato ad una campagna
acquisti, anche perché il Consigliere Lo Russo non mi ha contattato, non mi ha
chiesto nulla, è una valutazione che ho fatto personalmente, ma non solo
personalmente, l'ho fatta anche con il mio Gruppo. Per cui credo di essere sereno e
tranquillo e credo che questo sia un atto simbolico che non muova e non smuova
l'opinione pubblica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Non intendevo intervenire in modo da accorciare i lavori di questa seduta e votare
subito la proposta di ordine del giorno successiva, però sono stata sollecitata dai
Colleghi seduti dietro di me.
Io ho sottoscritto e firmato questo documento con convinzione, perché penso che la
sfida dell'integrazione deve essere vinta in Italia, così come in Europa, attraverso un
programma di estensione della cittadinanza sociale e di quella politica.
Questo è solo un simbolo, non è nient'altro, quindi votare simbolicamente per dare la
Cittadinanza Onoraria al primo nato torinese, che ha dei genitori che sono qui da
sempre, da tantissimo, che si sono integrati, penso che sia un segnale forte che noi
dobbiamo dare.
Voglio lasciare una piccola riflessione anche a voi di un'esperienza recente che mi ha
segnato particolarmente. Mi è capitato di parlare con Don Andrea del Sermig e gli ho
chiesto se questi ragazzi, che non sono torinesi, che arrivano da culture diverse, che
magari sono anche nati in altri Paesi e che studiano lì da lui, siano integrati
veramente o se, invece, siano esclusi da queste classi. Gli ho chiesto anche come si
comportino nei confronti degli altri ragazzini torinesi della nostra città. Don Andrea
mi ha risposto: "Federica, se tu mi fai queste domande è perché proprio non hai idea
di che cosa capiti qui. C'è un'integrazione e si sentono più integrati loro dei nostri
torinesi nelle altre scuole cittadine. Più integrazione di così non ci può essere".
A quel punto, detto sinceramente, mi è presa un'emozione, perché non pensavo mai e
poi mai che potesse succedere una cosa simile e che quindi potessero venirmi a dire
che ci sono dei ghetti tra persone torinesi - mi dispiace chiamarli ghetti, perché non
bisogna chiamarli in questo modo -, ci sono delle persone che vengono escluse e, in
quell'esempio, al Sermig questo non accade, ma, anzi, c'è un'integrazione totale.
Questo è il segnale di questa integrazione che probabilmente non c'è solo lì, ma in
molte parti della nostra città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
È una mia curiosità, vorrei sapere solo una cosa, se il Consigliere Berthier prima di
prendere questa decisione abbia consultato tutte le parti coalizzate all'interno del suo
Gruppo, perché mi pare che faccia parte anche Forza Nuova e non credo che Forza
Nuova sia così d'accordo su questa decisione. Ma magari sì e quindi mi sbaglio io e
chiedo scusa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, questo era solo un
inciso, una mia curiosità.
Io provo solo ad invitarvi a riflettere bene su questo gesto simbolico che voi portate
avanti, perché continuate a dire che è un gesto simbolico. Attenzione, perché state
per marchiare in modo definitivo una persona che non è cosciente di quello che gli si
sta donando - possiamo dire che sta subendo, non lo so - però comunque gli state
dando un'onorificenza che si porterà dietro tutta la vita.
Una persona che ha una cultura diversa, che ha pensieri diversi, che potrebbe
ritornare appunto a casa sua e portarsi dietro questo fardello. Attenzione perché poi
un domani... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Paolino, un
momento, è stato zitto fino adesso, continui. Fa del bene alla società.
Stavo dicendo...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Per cortesia, può di nuovo togliere quel biberon?

CARBONERO Roberto
È un passo molto importante, vorrei solo che foste coscienti, che non fosse
l'ennesimo simbolo - si possono usare anche altri termini, ma chiamiamolo simbolo -
vorrei che ne foste estremamente coscienti, cioè che voi siate convinti del passo che
state facendo. Perché, ve lo ripeto, state investendo una persona, al di là che non è
cosciente, perché è chiaro, è piccolissima, quindi è una neonata, ci mancherebbe, è
una creatura, però che domani si porterà tra la sua gente una condizione comunque a
prescindere diversa e dovrà in qualche modo rendersi fiera di questo fardello che si
sta portando dietro.
Quindi se ne siete certi, ne siete convinti, sono contento per voi, però siatene
veramente certi, che non sia l'ennesimo simbolo che appiccicate addosso a qualcuno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Sì, è vero, noi stiamo per votare con il Sigillo Civico un simbolo. I simboli sono cose
potenti, a volte anche pericolose, nel senso che, se sono vuote, rischiano di
rappresentare non dei punti di avanzamento, non degli orizzonti da cercare, ma in
realtà rischiano di rappresentare delle cose senza costrutto.
Io non credo che sia questo il caso, credo che noi di questo simbolo abbiamo una
profonda necessità, a patto che capiamo quali sono i limiti di questo stesso simbolo.
Quando il Consigliere Tricarico, che - devo dire - è stato sponsor fin dall'inizio della
campagna "L'Italia sono anch'io" ed è innegabile che questo sigillo è collegato a
quella campagna, mi propose il Sigillo Civico come strumento per fare un passaggio
ulteriore a quella campagna, io gli feci una controproposta. La ricordo e la voglio
ricordare in quest'Aula. Io gli dissi: Roberto, ma perché invece di dare la
Cittadinanza Onoraria, allora la Cittadinanza Onoraria, ad una bambina appena nata,
non la diamo a Suad Omar, una ragazza straniera che ha cercato di entrare in questo
Consiglio Comunale candidandosi, non c'è riuscita come tante altre persone di
questa città, ma che un giorno, per il colore della sua pelle, su un mezzo GTT di
questa città è stata aggredita ed è stata picchiata.
E ricordo ancora il commento che il mio Collega Tricarico mi diede, che mi restituì,
fu quello di dire: Michele, potremmo non farcela, cioè una Cittadinanza Onoraria a
Suad Omar potrebbe non passare il vaglio dell'Aula. Scegliamo invece una bambina,
consegniamo la nostra speranza al futuro, scommettiamo sul futuro di questa città.
Ed è con questa consapevolezza che io oggi voto quel Sigillo Civico, sapendo che la
nostra città ha bisogno che gli venga indicata una direzione con chiarezza, una
prospettiva, un orizzonte - lo diceva prima il Consigliere Tricarico -, gli venga
consegnata una speranza e un dovere, quello di accorciare le distanze tra le persone
pure in un momento in cui la situazione economica vorrebbe allontanarle e
soprattutto pure in un momento in cui una parte della politica scommette su quelle
distanze per costruire successi e costruire consenso.
Però, io credo che la maggioranza che voterà questo Sigillo Civico, qualunque essa
sia, e io ripeto ai Colleghi che, se non vogliono consegnare il voto su questo Sigillo
Civico - lo dico ai miei Colleghi del Movimento 5 Stelle - nelle mani di una
maggioranza costruita a 27, allora seguano questo segnale, seguano questa speranza,
seguano questo orizzonte e sostengano quello che un simbolo, è solo un simbolo, ma
è un simbolo, e questo non va dimenticato. Quindi, seguano la maggioranza di questo
Consiglio Comunale.
Io credo, però, che dobbiamo avere coscienza che non basterà, che ai diritti civili
vanno sempre affiancati i diritti sociali, che questo Consiglio Comunale compirà il
suo dovere quando sancirà e riconoscerà il diritto alla residenza ai rifugiati di questa
città, ai cittadini europei, anche se chiamati da qualcuno zingari, agli emigrati di
seconda generazione, a tutte quelle persone che in questa città vivono, lavorano,
studiano, sognano, amano, crescono.
Io non so se qualcuno dei Colleghi in quest'Aula ha preso un turno di cittadinanze.
Sapete, noi Consiglieri Comunali possiamo sposare e devo dire che è un'emozione
enorme, sei garante, sei il suggellatore dell'amore tra due persone, del patto tra due
persone, ma noi Consiglieri Comunali possiamo anche consegnare le cittadinanze.
Io consiglio a tutti quanti i Colleghi di fare questa esperienza almeno una volta,
scopriranno quel portato straordinario di emozioni, di sogni umani, ma anche di
cittadinanza che sta in quelle persone, donne e uomini di questa città, cittadini del
futuro esattamente come questa bambina.
Chiudo con un invito, però, al Collega Tricarico e al Sindaco che consegnerà il
Sigillo, di scrivere due righe a quella bambina raccontando il dibattito di oggi, anche
le strumentalizzazioni, perché quella bambina cresca nel futuro sapendo la
responsabilità che lei e tutta la sua generazione portano, quella di cambiare questo
Paese e renderlo un Paese a portata di tutti, di chi è arrivato prima, di chi è arrivato
dopo, ma soprattutto di chi lo vorrà costruire.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io vorrei che ci riconducessimo alla ragione per cui il Consiglio Comunale sta
esaminando questo provvedimento e decidendo un atto di valore simbolico così forte.
La ragione sta nel fatto che è aperto in Italia, da tempo ormai, un dibattito su un nodo
che sta diventando sempre più critico ed è legato all'evoluzione demografica,
culturale e sociale del nostro Paese.
Noi siamo un Paese che per lungo periodo è stato Paese di emigranti e da circa
vent'anni, invece, conosce l'inversione di questa dinamica, per cui sono venuti
sostanzialmente cessando i flussi migratori di cui l'Italia è stata tributaria verso molti
Paesi del mondo nel corso dell'Ottocento e del Novecento, e invece il nostro Paese è
diventato via via sempre più destinatario di flussi migratori, che stanno cambiando il
volto, il profilo, il modo di essere della nostra società.
Ricordo che ci sono in Italia oggi una quantità di cittadini extracomunitari
stabilmente residenti nel nostro Paese pari all'8% della popolazione, cioè quasi
cinque milioni di persone, se non di più; ricordo che da Grosseto a Bolzano questa
percentuale è doppia, è mediamente del 15% e Torino conferma esattamente questa
tendenza, essendo Torino una città nella quale i cittadini di origine straniera residenti
nella nostra comunità e appartenenti alla nostra comunità sono circa 150.000 su
900.000 abitanti.
Ricordo che ci sono realtà del Nord del Paese dove siamo già oltre questa
percentuale. Una grande città come Brescia ha più del 20% della sua popolazione
costituita da cittadini di origine straniera.
Una presenza che è diventata parte integrante della nostra vita e che vede cittadini di
origine straniera, o discendenti da stranieri, essere parte integrante di ogni tipo di
attività.
Ho già ricordato altre volte che più del 50% delle colf che operano a servizio delle
nostre famiglie è costituito da donne o uomini, quando questo lavoro è esercitato da
uomini, di origine straniera, che più della metà della manovalanza del settore edile
italiano è costituito da cittadini stranieri, che se si va - lo dico, perché è significativo,
l'ho già detto un'altra volta - in una qualsiasi cascina tra Bergamo e Verona, dove è
concentrato l'80% del patrimonio zootecnico italiano, si vedrà che non c'è più un
mungitore salariato che non abbia un turbante in testa, perché sono tutti indiani o del
Bangladesh, e che i pomodori con cui noi facciamo l'insalata sulle nostre tavole tutti
i giorni sono raccolti nell'Agro di Rosarno da senegalesi e via di questo passo.
Per dire che questa è una presenza che sta diventando strutturale, poi ciascuno è
libero di esprimere i giudizi di valore che vuole, però è un dato di fatto.
È una presenza sempre più significativa nella vita della nostra società e io penso che
sia miopia pensare che questa presenza sia congiunturale, che c'è adesso, ma tra dieci
anni non ci sarà più, o addirittura sia ancora più miope pensare che, di fronte a questa
presenza, il nostro atteggiamento è quello di fare argine, ma da argine a che, quando
sono parte integrante della nostra vita e noi stessi fruiamo in molte delle attività della
nostra vita quotidiana delle loro prestazioni, a partire dal fatto che sono tantissimi gli
anziani soli, la cui unica compagnia è una badante extracomunitaria.
Allora, in questo scenario che è venuto mutando, si è posto un problema, che è tema
del dibattito politico da tempo ormai, cioè la grande quantità di bambini che nascono
in Italia da genitori extracomunitari e che sono privi di cittadinanza, nascono nel
nostro Paese, vivranno tutta la vita probabilmente nel nostro Paese, vanno nelle
scuole del nostro Paese, crescono nel nostro Paese ma non vedono riconosciuto
neanche il diritto ad essere considerati parte del nostro Paese.
Si è aperto un dibattito sulla necessità di definire una nuova legge sulla cittadinanza;
poi nel merito ci sono diversi disegni di legge ed è giusto che il Parlamento esamini
più ipotesi: quella di chi sostiene che la cittadinanza debba essere conferita
automaticamente all'atto di nascita, quella di chi ritiene che invece la cittadinanza
debba essere attribuita dopo un certo numero di anni di residenza certa, e quella di
chi propone che la cittadinanza venga riconosciuta dopo un aver seguito un corso
scolastico per un certo numero di anni. Ci sono varie proposte, ma tutte vanno nella
direzione di dare una soluzione a questo problema, perché chiunque percepisce
un'evidente contraddizione tra il nascere qui, il crescere qui e il non vedersi
riconosciuto.
L'atto che noi compiamo ha il valore simbolico di sollecitare le forze politiche e il
Parlamento ad affrontare questo problema e di dare un segnale che una grande Città,
nella quale il 15% dei cittadini ha origine straniera, riconosce questo come un
problema vero, a cui ritiene si debba dare una soluzione rispettosa nei confronti dei
cittadini, a partire da quelli che nascono qui. Questo è il valore!
Naturalmente, come tutti i gesti di valore simbolico, va letto nel suo carattere
simbolico.
Dopodiché è evidente che stiamo dando il Sigillo ad una bambina e, dandolo ad una
bambina, non lo diamo ad una persona che ha dietro di sé un percorso di vita.
Non credo che dare un riconoscimento di questo genere a una bambina di una
famiglia che è integrata qui stabilmente e non vede l'ora di veder riconosciuto il
diritto alla propria figlia di considerarsi italiana, marchi - come ha detto il
Consigliere Carbonero - questa bambina, semmai è un riconoscimento che va nella
direzione di farla considerare, a pieno titolo, parte della nostra comunità oggi e
domani.
Quindi, io francamente ritengo che questo sia un gesto di forte valore etico, morale,
culturale e politico. Mi auguro che sia sostenuto e votato dal più largo schieramento,
perché questo è un tema che non appartiene ad una maggioranza politica piuttosto
che a un'altra, è un grande tema di civiltà che ci interroga tutti come cittadini.
Al di là di quello che ciascuno pensa o vota, abbiamo tutti la necessità di domandarci
che cosa offriamo, in termini di riconoscimento di diritti e di cittadinanza, a una
creatura che nasce qui da genitori stranieri. È un qualcosa che ci interroga
moralmente e culturalmente, prima ancora che politicamente e istituzionalmente.
Io penso che questo gesto abbia un significato morale e politico chiaro, penso che
rappresenti una sollecitazione nei confronti del Parlamento, delle forze politiche e
delle Istituzioni a dare una soluzione adeguata a questo problema sul piano
legislativo e credo che rappresenti anche un riconoscimento che certamente
apprezzeranno quei 150.000 cittadini di origine straniera che vivono nel nostro
Paese.
Segnalo - e mi colpisce, perché ogni giorno lo faccio - che io ogni giorno, come
Sindaco (lo faccio io, ma lo farebbe chiunque fosse Sindaco al mio posto), firmo da
15 a 20 conferimenti di cittadinanza: è il segno tangibile di come sta cambiando la
nostra società, e prima prendiamo atto di questo cambiamento e adeguiamo noi stessi
a questo modo nuovo di essere società italiana, meglio sarà per tutti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Possiamo considerare concluso il dibattito.
Come ho detto prima, ai sensi dell'articolo 49, comma 4, si possono accorpare gli
emendamenti. Io ho chiesto di accorparli. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
No, non sono accorpati. Io pongo in votazione la proposta di accorpare i 194
emendamenti e il Consiglio si esprime.
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194:
Presenti 37, favorevoli 26, contrari 11.
La proposta di accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194 è approvata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194.
Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli
emendamenti dal n. 1 al n. 194:
Presenti 34, contrari 25, favorevoli 9.
L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194 è respinto.
In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 194,
sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati
sequenzialmente dal n. al n. .
Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di
mozione:
Presenti 37, astenuti 2, favorevoli 27, contrari 8.
La proposta di mozione è approvata.
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