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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201200478/002, presentata in data 30 gennaio 2012, avente per oggetto: "Conferimento del Sigillo Civico, ai sensi dell'articolo 7 dello Statuto della Città, al/la neonato/a straniero/a iscritto/a per primo/a nel registro dell'Anagrafe del Comune di Torino nell'anno 2012" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) A questa proposta di mozione, sono stati presentati 194 emendamenti, che io sottopongo all'Aula con la discussione insieme alla proposta di mozione. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io, invece, chiederei una discussione distinta tra emendamenti e proposta di mozione, perché gli emendamenti hanno un senso, non sono meramente ostruzionistici, per chi li avrà letti, sono chiaramente provocatori e il numero stesso degli emendamenti lo chiarisce. Hanno però un senso, non sono emendamenti di punteggiatura, tanto per capirci. Quindi, io chiederei una discussione differenziata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La discussione avviene congiuntamente, così come previsto dal Regolamento e propongo che le votazioni vengano accorpate in un'unica votazione, ai sensi dell'art. 49 comma 4. La parola al Consigliere Tricarico. TRICARICO Roberto Io sono molto riconoscente al Sindaco per aver incoraggiato questa nostra proposta di mozione. Come è noto, un mese fa abbiamo avuto una discussione in occasione di una proposta di mozione che chiedeva all'Aula di aderire al forte richiamo del Presidente della Repubblica, affinché il nostro Paese finalmente riconoscesse, nella propria Legislazione, la cittadinanza ai bambini nati da genitori stranieri nel nostro Paese. Oggi, siamo qui a discutere una proposta che è certamente forte sotto il profilo simbolico, però ha anche una ricaduta pratica, perché riguarda la vita di una persona, di una famiglia, che noi abbiamo voluto prendere ad esempio rispetto all'Italia che noi vogliamo, al Paese che noi immaginiamo e alla comunità torinese alla quale noi aspiriamo. Quello che chiediamo all'Aula è un voto, che richiede l'adesione di almeno 27 Consiglieri Comunali. Il nostro Statuto prevede una maggioranza qualificata proprio per richiamare non solo la solennità dell'atto, ma anche l'importanza che il Sigillo Civico assume nel momento in cui viene pensato a favore di un residente nella nostra Città, perché di questo si tratta. C'è stata una discussione, lo so, in Conferenza dei Capigruppo tra chi avrebbe preferito la Cittadinanza Onoraria e chi invece si è dovuto attenere, come noi abbiamo fatto, al dettato dello Statuto, perché come sapete lo Statuto della Città di Torino prevede il Sigillo Civico per chi è già residente e quindi non consente la Cittadinanza Onoraria per chi è già cittadino. Allora, noi, interpretando alla lettera lo Statuto, abbiamo voluto dare all'Aula un ruolo che non può essere soltanto ridotto al contributo che ci viene richiesto dal Paese per ridurre l'indebitamento pubblico o per contribuire al risanamento delle nostre casse. Noi sappiamo che l'impegno politico in questi mesi è soprattutto concentrato sui valori dello spread, ma noi sappiamo altrettanto che il nostro impegno politico dev'essere anche misurato sulla nostra capacità di ridurre le distanze tra i cittadini. Devo dire che la distanza che oggi c'è tra cittadini che nascono nel nostro Paese, se figli di genitori italiani piuttosto che di genitori stranieri, è enorme. È enorme, perché noi sappiamo che, tra i diritti alla personalità, certamente il diritto al nome assume una valenza incoercibile, inviolabile ed è riconosciuto dalla Costituzione. Sappiamo altresì che è importante che a questo nome si associ un'identità territoriale, un'appartenenza, e sappiamo benissimo che i bambini che nascono a Torino, che poi crescono nella nostra città, si sentono da subito italiani, parlano la nostra lingua, crescono con i nostri bambini, nelle nostre scuole. Questa distanza è misurata soprattutto da chi - e in questa città sono tanti - conosce la condizione di sentirsi straniero, perché è accaduto già nel recente passato a molti di noi che hanno deciso di emigrare e sappiamo benissimo che c'è una distanza che viene sempre percepita tra te che sei qui da ieri con chi arriva oggi. Una distanza che, anche se non è la tua, perché appartiene ai tuoi genitori, tu senti sulla tua pelle, la vivi ogni giorno. Noi abbiamo il dovere, anzi l'obbligo di ridurre questa distanza, per renderla paritaria. Noi, certamente, oggi, con questo atto, non introduciamo un'innovazione politica, perché arriviamo anche dopo moltissime altre Amministrazioni del nostro Paese. Sapete benissimo che medesime iniziative sono state assunte da altri Comuni e da altre Province. Allora, il gesto che noi chiediamo a ciascun Consigliere è proprio quello di contribuire ad affermare i diritti di cittadinanza, di accrescere i diritti della nostra comunità, perché, badate, io penso che noi potremmo uscire da questo momento di difficoltà se teniamo assieme l'esigenza di ridurre l'indebitamento del nostro Paese e di accrescere i diritti dei nostri cittadini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio I momenti importanti, come questo del conferimento del Sigillo Civico ad una bambina normalissima, con due braccia e due gambe, una testa come tutti gli altri bambini che nascono, questo Gruppo li affronta con gesti importanti. Volevamo, Sindaco, farle un piccolo regalo. Questo è un biberon con un bel Sole delle Alpi che sta a rappresentare il modo di lavorare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La invito a riporre quel simbolo. RICCA Fabrizio Chi vuole affrontare i problemi dei bambini, i problemi delle persone che sono nate, i problemi delle famiglie che nascono, Sindaco, taglia la sede romana della Regione, toglie due Assessori rispetto all'anno prima, con quei soldi lì... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Lo può togliere? Altrimenti, devo toglierle la parola. Se toglie il simbolo, può continuare. Tolga anche lo strumento che possa essere considerato anche contundente. RICCA Fabrizio Ad ogni famiglia di un bambino appena nato vengono dati 250 Euro per poter andare a comprare il latte in polvere e per poter affrontare le spese di prima necessità relative a un momento così difficile, ma così bello, come quello della nascita di un bambino. Questo l'ha fatto il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, indistintamente dalla nazionalità dei bambini che sono nati; questo è l'importante. Quando noi in Regione abbiamo dato il bonus bebè, l'abbiamo dato sia all'italiano, sia al francese, sia a chi ha origine extracomunitaria, come chi, oggi, riceverà il Sigillo Civico. Questo significa lavorare senza guardare i confini, mettendo a disposizione delle risorse per chi ha davvero difficoltà. A noi viene anche difficile pensare di dare un riconoscimento, che dovrebbe essere concesso ad una persona per il motivo per cui si è distinta, ad una persona che non sappiamo come... Mi voglio augurare che abbia un futuro davvero bellissimo davanti, ma noi non sappiamo in che modo questa bambina, o questo bambino - adesso non so di che sesso sia -, affronterà la vita. Leggiamo tutti i giorni di persone normali che, poi, affrontano momenti di difficoltà in maniera sbagliata e si macchiano di qualsiasi cosa. Questo è il motivo per cui non siamo favorevoli ad assegnare un Sigillo Civico ad una persona che è nata, perché allora dovremmo darlo a tutti i bambini che nascono, oppure al primo nato di tutti gli anni in cui il Consiglio Comunale si riunisce. Davvero, secondo me, è denigrante verso il Sigillo Civico concederlo a chi non ha ancora fatto niente, solamente perché è nato. Se uno poi vuole parlare di ius soli, si può fare, ma non in questi termini. È come dire: diamo il pallone d'oro a un giocatore di calcio che sta chiudendo la carriera, oppure che la sta iniziando, soltanto perché è una promessa. Non ha senso. Se noi vogliamo continuare a mantenere i simboli in questa Città, i simboli vanno pesati e, secondo noi, questo simbolo è troppo importante per concederlo ad una persona che è esclusivamente solo nata. Il nostro voto sarà assolutamente contrario. Non abbiamo fatto emendamenti, perché emendare una cosa di questo tipo è superfluo. Ha perso di valore, secondo noi, il conferimento del Sigillo Civico. Potevamo darlo magari ad un operaio che con 800 Euro porta avanti una famiglia con una moglie e due figli. Avrebbe avuto più senso. Quello sarebbe stato un eroe; non concederlo ad una bambina che l'unica cosa che ha fatto è stata nascere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio In questa sede non voglio ripercorrere i motivi di scetticismo che caratterizzano il nostro Gruppo per quel che riguarda la campagna dello ius loci, perché è stata una separata discussione già approfondita ed entusiasmante. Vogliamo, però, sottolineare come la scelta di dedicare un Sigillo Civico e conferirlo per la motivazione solo di essere nato snaturi il senso di questa onorificenza. Nel senso che lo Statuto cittadino prevede esplicitamente che venga conferito come riconoscimento a personalità che si siano distinte per qualche motivo. Noi a questa bambina auguriamo il migliore futuro con grande sincerità e le auguriamo di integrarsi. Il problema è che noi questo non lo possiamo sapere e conferiamo un'onorificenza che rimarrà per tutta la vita ad una persona che non sappiamo come diventerà. Rispetto la volontà del Consigliere Tricarico di porre questo tema con una proposta di mozione, che, magari, io giudico provocatoria - però positivamente provocatoria - ad un tema di principio, perché anima il dibattito, però mi trovo anche a doverla considerare e giudicare una provocazione, perché sinceramente sappiamo benissimo che - e l'ha detto anche nel suo intervento - l'integrazione avviene con un percorso di crescita, avviene con un percorso di vita. Il Consigliere del PD, Viale, sui media aveva proposto di riformulare una proposta che andasse a modificare lo Statuto e considerasse l'eventualità di conferire la cittadinanza onoraria ai bambini che, però, hanno maturato la scuola dell'obbligo sul nostro territorio e quindi hanno studiato l'italiano, hanno vissuto e condiviso una parte importante di infanzia con coetanei italiani, magari hanno anche scelto una squadra torinese da tifare, mangiano il cibo tradizionale delle nostre terre; un bambino che faccia questo percorso, qualunque siano le sue origini, oggettivamente diventa torinese a tutti gli effetti. La bambina cui questa Amministrazione va a conferire il Sigillo Civico, invece, non sappiamo minimamente se deciderà di integrarsi nella nostra cultura, nella nostra città, oppure no. Visto che a provocazione si risponde con provocazione, ho portato anch'io un contributo in tal senso, anche se spero un po' più acuto di quello dei Colleghi della Lega Nord, perché, riflettendo, mi sono accorto che in realtà la Città di Torino ha già conferito un qualcosa che rende democraticamente del tutto uguali i bambini di cittadinanza italiana ed extracomunitaria che si trovano a nascere e vivere qui sotto la Mole. Sapete di cosa si tratta? Si tratta del debito Comunale. Perché, vedete, ogni bambino che nasce a Torino ha già un debito pro capite di oltre 5.700 Euro e questo dono di debito che regalate a tutti i bambini, con grande senso di democrazia, con grande senso di uguaglianza, è di sicuro onestamente un dono che effettivamente conferite. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, metta via anche lei lo striscione. MARRONE Maurizio Io credo che alla bambina cui volete conferire questo Sigillo Civico, sarebbe più onesto conferire un bollettino postale per informare la sua famiglia delle migliaia di Euro di debito che voi le avete creato sul suo futuro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vi invito a comportarvi secondo la disposizione regolamentare, perché, va bene essere chiamati, ma voi lo fate certamente per essere ripresi. Invece, in quest'Aula bisogna attenersi alle regole, che non vuol dire nient'altro che comportarsi in modo civile in base a quello che è il Regolamento e lo Statuto. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei spiegare perché non voteremo questa proposta di mozione, nonostante noi abbiamo già espresso in passato posizioni molto vicine, anche favorevoli a quanto possa favorire l'integrazione degli immigrati. Come abbiamo già fatto, lo rifaremmo oggi se capitasse, abbiamo espresso un voto favorevole alla campagna "L'Italia sono anch'io". Il ragionamento sulla nostra posizione deriva da un'analisi di che cos'è effettivamente il Sigillo Civico che, secondo il nostro Statuto, va conferito a persone che siano meritevoli di particolare riconoscimento, oltre che torinesi. In effetti, andandoci a vedere in passato a chi è stato dato il Sigillo Civico, è stato dato a personalità del calibro di Norberto Bobbio, oppure è stato dato a cittadini che avessero compiuto un atto particolarmente degno di lode, come la signora che aveva ritrovato la borsa con 400.000 Euro e l'aveva restituita. Qui, in questo caso, onestamente non si vede quale sia il merito di questa persona e lo trovo anche un po' squalificante, in un periodo in cui si fanno tanti discorsi di meritocrazia, per costruire questa operazione, andare a dare un riconoscimento sostanzialmente casuale ad una persona che poi, magari, fra due anni andrà via da Torino, non ci tornerà mai più e resterà questo Sigillo Civico ad una persona che magari non saprà più esattamente neanche dov'è Torino. Noi avremmo votato volentieri un altro tipo di riconoscimento, una Cittadinanza Onoraria, anche andando, eventualmente, a modificare lo Statuto, se il problema è quanto è scritto attualmente nello Statuto, che probabilmente è stato scritto quando non c'erano tanti cittadini non italiani che vivevano Torino. Comunque, noi avremmo votato volentieri un segno di questa indicazione, però questo qui, onestamente, guardando la sostanza delle cose, non è votabile. Il problema è che questa diventa un'operazione onestamente puramente strumentale e lo si è visto benissimo nel dibattito con strumentalizzazioni, intanto da parte della maggioranza in quanto lo scopo di questa mozione onestamente sembra quello di fare qualche titolo sul giornale domani mattina, per qualche esponente della maggioranza. E anche da parte dell'opposizione abbiamo visto una risposta totalmente strumentale, con l'esibizione di oggetti vari, eccetera. E tutto questo avviene, detto proprio sinceramente, sulla testa dei lavoratori dello CSEA che sono qui che aspettano, invece, di discutere una questione molto concreta e molto importante. Per cui, fa doppiamente arrabbiare. L'ultima cosa che vorrei dire è che, pur di far passare questa operazione, che ritengo strumentale, la maggioranza è andata addirittura a mendicare, anzi, chiedere i voti di alcuni esponenti dell'opposizione. Perché è indispensabile, certo, quindi ha trovato i voti di due Consiglieri Comunali, a quanto ci risulta. Poi, vedremo, ovviamente, al momento della votazione. Allora, proprio perché è un atto simbolico, strumentale, l'avete detto tutti, io vorrei leggere quanto è a verbale della seduta di lunedì 16 gennaio da parte di uno di questi due Consiglieri. Discussione sull'interpellanza 201108165 sui rifugiati richiedenti asilo. Le dichiarazioni sono: "Io avrei voluto sapere dove sono ospitati questi signori, che a me risultano 407, ma, se tanto mi dà tanto, anche in questo caso ci sarà la moltiplicazione dei pani e dei pesci come per gli zingari, quindi saranno sicuramente di più. Anche se hanno asilo politico, potrebbero benissimo lavorare, essere autosufficienti e indipendenti. Ma per carità di Dio, io non ho nessun problema interrazziale". Non so se nell'intenzione del Consigliere ci sia la razza italiana e la razza del richiedente rifugiato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Una delle due persone, quello che sta seduto lì. Però, onestamente, mi sembra che se volete fare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, il Consigliere Berthier, citato dal verbale del Consiglio Comunale. Mi sembra che se volete fare un atto simbolico, il fatto che questa roba passi col voto determinante di un Consigliere che considera una differenza interrazziale tra noi e i richiedenti asilo sia veramente estremamente simbolico di come funziona la politica. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Grazie, Presidente. L'intervento è già chiuso. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta C'è una differenza fondamentale, però, tra un atto simbolico e un atto strumentale. Questo non è un atto strumentale, questo è un atto simbolico. Rifiuterei il termine strumentale. Non c'è alcuna differenza dal punto di vista simbolico tra il Sigillo Civico e la Cittadinanza Onoraria. Si tratta sempre di un riconoscimento che viene fatto. Quindi, non capisco, francamente, la posizione appena espressa dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle. Quindi, è evidente che questo è un atto che questo Consiglio Comunale assumerà. È un atto fortemente simbolico che segue, peraltro, un'espressione su cui questo Consiglio Comunale si è espresso con una proposta di mozione rispetto al tema dello ius soli. Non più tardi della settimana scorsa in Commissione abbiamo avuto modo di incontrare una persona che dall'ex Jugoslavia è qui da cinquant'anni, senza documenti, senza cittadinanza, ma anche senza documenti nel caso specifico, con ormai figli e nipoti nati non a Torino, in questo caso era a Collegno, comunque nati sul nostro territorio e con un senso di ovvio smarrimento e assenza di futuro, soprattutto per i ragazzi nati qui, derivato da questa situazione. Io credo, come richiamava il Presidente Napolitano, che non sia giusto che nel nostro Paese, fino al compimento del diciottesimo anno di età sei tutelato - anche questo è stato detto in Commissione - e lo Stato ti difende, in qualche modo. Dal compimento del diciottesimo anno di età invece è lo Stato che sente di doversi difendere da te. Tutto questo crea disagio, crea situazioni insostenibili, crea il fatto che ci si deve inventare i modi per riuscire a continuare a restare nel nostro Paese, perché, viceversa, se non hai da mantenerti, sappiamo tutte le storie, sei espulso. Credo che questo sia profondamente ingiusto e quindi credo che questo atto simbolico del Sigillo Civico - ma poteva essere una Cittadinanza Onoraria, insisto, non fa alcuna differenza - sia giusto e doveroso assumerlo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo per due motivi, perché le cose serie devono essere affrontate in modo serio e bisogna soprattutto avere un po' di chiarezza. Io intervengo perché ho sentito prima fare alcuni riferimenti al fatto che discutiamo di questo e CSEA passa dopo. Chi dice questo non ha la minima idea di che cosa sia una questione democratica. Io in quest'Aula ho passato le notti. Chi non vuole fare il Consigliere Comunale vada a casa. Non è che l'ora del tè, piuttosto che dell'aperitivo, o il dopocena, cambi l'importanza di una materia. Quindi un'argomentazione di questo tipo dimostra una debolezza nei confronti dell'argomento specifico. L'argomento specifico è ovviamente simbolico. Io auspico che oggi abbia il voto favorevole di 27 Consiglieri. Poteva essere - come è stato - il Sigillo Civico alla prima nata residente a Torino, non cittadina italiana, o poteva essere la Cittadinanza Onoraria alla prima nata a Torino non residente a Torino. Io dico che il 25% dei bambini nati nel 2011 al Sant'Anna è figlio di madri straniere. Di queste, quante siano, poi, regolari, cittadine italiane, o meno, non lo so, ma il 25% al Sant'Anna, che è la percentuale più alto rispetto a quella degli altri ospedali, fa capire come esiste un problema di persone che nascono in questo Paese, in questa città, che vivranno insieme ad altri. La politica è fatta anche di atti simbolici, è fatta anche di assunzioni di responsabilità. Chi non lo condivide è sempre bravo a dire che qualcun altro è contro i simboli; poi, arriva qui ed esibisce il biberon come i pannolini con il marchio esibiti l'anno scorso. "I pannolini li hanno dati a tutti" non è vero, perché i fondi sono mancati e li hanno presi agli anziani. Non è cambiato nulla sulle politiche delle famiglie. Non c'è un bambino che è nato in più per quei pannolini e lo sanno. Era uno spot della Regione. L'ho criticata. Ne prendo atto. Ognuno è responsabile dei propri atti. Io credo che oggi, tra le tante proposte, questa qui sia una delle tante che ci poteva essere, perché pone il problema. Il fatto che il Consiglio Comunale di Torino approvi questo atto, ha chiaramente un significato. Poi, dico - e chiudo - che io ho proposto una modifica di Statuto, non in contrapposizione, ma come passo avanti, per due ragioni; la prima, perché la modifica di Statuto permette di approvare, in seconda battuta, a maggioranza semplice e quindi inchioda la maggioranza alle proprie responsabilità e non chiede ad altri di dare dei voti di cortesia, anche senza esserne convinto, come qualche volta sembra. La seconda cosa che chiedo in quella modifica dello Statuto è che venga istituito un Albo delle Cittadinanze Onorarie, per tutti i casi di questo tipo, che non hanno sicuramente un significato, però sicuramente è un passo avanti. Altri l'hanno fatto in giro per l'Italia, è un dibattito aperto. Io spero che la conseguenza di questo dibattito sia che forze politiche, coalizioni, schieramenti dicano chiaro e tondo agli elettori che cosa pensino di questo e lo pongano al loro programma politico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Volevo solo sottolineare al Collega che è lì dietro, adesso non mi ricordo bene come si chiama, che i due documenti sono assolutamente diversi e non inerenti allo stesso argomento, per cui, visto che passa le notti, i giorni, le domeniche ad andare a spulciare tutti i documenti vecchi, vada a rivedersi bene l'interpellanza. Per quanto riguarda il resto, invece, non credo di aver partecipato ad una campagna acquisti, anche perché il Consigliere Lo Russo non mi ha contattato, non mi ha chiesto nulla, è una valutazione che ho fatto personalmente, ma non solo personalmente, l'ho fatta anche con il mio Gruppo. Per cui credo di essere sereno e tranquillo e credo che questo sia un atto simbolico che non muova e non smuova l'opinione pubblica. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Non intendevo intervenire in modo da accorciare i lavori di questa seduta e votare subito la proposta di ordine del giorno successiva, però sono stata sollecitata dai Colleghi seduti dietro di me. Io ho sottoscritto e firmato questo documento con convinzione, perché penso che la sfida dell'integrazione deve essere vinta in Italia, così come in Europa, attraverso un programma di estensione della cittadinanza sociale e di quella politica. Questo è solo un simbolo, non è nient'altro, quindi votare simbolicamente per dare la Cittadinanza Onoraria al primo nato torinese, che ha dei genitori che sono qui da sempre, da tantissimo, che si sono integrati, penso che sia un segnale forte che noi dobbiamo dare. Voglio lasciare una piccola riflessione anche a voi di un'esperienza recente che mi ha segnato particolarmente. Mi è capitato di parlare con Don Andrea del Sermig e gli ho chiesto se questi ragazzi, che non sono torinesi, che arrivano da culture diverse, che magari sono anche nati in altri Paesi e che studiano lì da lui, siano integrati veramente o se, invece, siano esclusi da queste classi. Gli ho chiesto anche come si comportino nei confronti degli altri ragazzini torinesi della nostra città. Don Andrea mi ha risposto: "Federica, se tu mi fai queste domande è perché proprio non hai idea di che cosa capiti qui. C'è un'integrazione e si sentono più integrati loro dei nostri torinesi nelle altre scuole cittadine. Più integrazione di così non ci può essere". A quel punto, detto sinceramente, mi è presa un'emozione, perché non pensavo mai e poi mai che potesse succedere una cosa simile e che quindi potessero venirmi a dire che ci sono dei ghetti tra persone torinesi - mi dispiace chiamarli ghetti, perché non bisogna chiamarli in questo modo -, ci sono delle persone che vengono escluse e, in quell'esempio, al Sermig questo non accade, ma, anzi, c'è un'integrazione totale. Questo è il segnale di questa integrazione che probabilmente non c'è solo lì, ma in molte parti della nostra città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto È una mia curiosità, vorrei sapere solo una cosa, se il Consigliere Berthier prima di prendere questa decisione abbia consultato tutte le parti coalizzate all'interno del suo Gruppo, perché mi pare che faccia parte anche Forza Nuova e non credo che Forza Nuova sia così d'accordo su questa decisione. Ma magari sì e quindi mi sbaglio io e chiedo scusa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, questo era solo un inciso, una mia curiosità. Io provo solo ad invitarvi a riflettere bene su questo gesto simbolico che voi portate avanti, perché continuate a dire che è un gesto simbolico. Attenzione, perché state per marchiare in modo definitivo una persona che non è cosciente di quello che gli si sta donando - possiamo dire che sta subendo, non lo so - però comunque gli state dando un'onorificenza che si porterà dietro tutta la vita. Una persona che ha una cultura diversa, che ha pensieri diversi, che potrebbe ritornare appunto a casa sua e portarsi dietro questo fardello. Attenzione perché poi un domani... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Paolino, un momento, è stato zitto fino adesso, continui. Fa del bene alla società. Stavo dicendo... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia, può di nuovo togliere quel biberon? CARBONERO Roberto È un passo molto importante, vorrei solo che foste coscienti, che non fosse l'ennesimo simbolo - si possono usare anche altri termini, ma chiamiamolo simbolo - vorrei che ne foste estremamente coscienti, cioè che voi siate convinti del passo che state facendo. Perché, ve lo ripeto, state investendo una persona, al di là che non è cosciente, perché è chiaro, è piccolissima, quindi è una neonata, ci mancherebbe, è una creatura, però che domani si porterà tra la sua gente una condizione comunque a prescindere diversa e dovrà in qualche modo rendersi fiera di questo fardello che si sta portando dietro. Quindi se ne siete certi, ne siete convinti, sono contento per voi, però siatene veramente certi, che non sia l'ennesimo simbolo che appiccicate addosso a qualcuno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Sì, è vero, noi stiamo per votare con il Sigillo Civico un simbolo. I simboli sono cose potenti, a volte anche pericolose, nel senso che, se sono vuote, rischiano di rappresentare non dei punti di avanzamento, non degli orizzonti da cercare, ma in realtà rischiano di rappresentare delle cose senza costrutto. Io non credo che sia questo il caso, credo che noi di questo simbolo abbiamo una profonda necessità, a patto che capiamo quali sono i limiti di questo stesso simbolo. Quando il Consigliere Tricarico, che - devo dire - è stato sponsor fin dall'inizio della campagna "L'Italia sono anch'io" ed è innegabile che questo sigillo è collegato a quella campagna, mi propose il Sigillo Civico come strumento per fare un passaggio ulteriore a quella campagna, io gli feci una controproposta. La ricordo e la voglio ricordare in quest'Aula. Io gli dissi: Roberto, ma perché invece di dare la Cittadinanza Onoraria, allora la Cittadinanza Onoraria, ad una bambina appena nata, non la diamo a Suad Omar, una ragazza straniera che ha cercato di entrare in questo Consiglio Comunale candidandosi, non c'è riuscita come tante altre persone di questa città, ma che un giorno, per il colore della sua pelle, su un mezzo GTT di questa città è stata aggredita ed è stata picchiata. E ricordo ancora il commento che il mio Collega Tricarico mi diede, che mi restituì, fu quello di dire: Michele, potremmo non farcela, cioè una Cittadinanza Onoraria a Suad Omar potrebbe non passare il vaglio dell'Aula. Scegliamo invece una bambina, consegniamo la nostra speranza al futuro, scommettiamo sul futuro di questa città. Ed è con questa consapevolezza che io oggi voto quel Sigillo Civico, sapendo che la nostra città ha bisogno che gli venga indicata una direzione con chiarezza, una prospettiva, un orizzonte - lo diceva prima il Consigliere Tricarico -, gli venga consegnata una speranza e un dovere, quello di accorciare le distanze tra le persone pure in un momento in cui la situazione economica vorrebbe allontanarle e soprattutto pure in un momento in cui una parte della politica scommette su quelle distanze per costruire successi e costruire consenso. Però, io credo che la maggioranza che voterà questo Sigillo Civico, qualunque essa sia, e io ripeto ai Colleghi che, se non vogliono consegnare il voto su questo Sigillo Civico - lo dico ai miei Colleghi del Movimento 5 Stelle - nelle mani di una maggioranza costruita a 27, allora seguano questo segnale, seguano questa speranza, seguano questo orizzonte e sostengano quello che un simbolo, è solo un simbolo, ma è un simbolo, e questo non va dimenticato. Quindi, seguano la maggioranza di questo Consiglio Comunale. Io credo, però, che dobbiamo avere coscienza che non basterà, che ai diritti civili vanno sempre affiancati i diritti sociali, che questo Consiglio Comunale compirà il suo dovere quando sancirà e riconoscerà il diritto alla residenza ai rifugiati di questa città, ai cittadini europei, anche se chiamati da qualcuno zingari, agli emigrati di seconda generazione, a tutte quelle persone che in questa città vivono, lavorano, studiano, sognano, amano, crescono. Io non so se qualcuno dei Colleghi in quest'Aula ha preso un turno di cittadinanze. Sapete, noi Consiglieri Comunali possiamo sposare e devo dire che è un'emozione enorme, sei garante, sei il suggellatore dell'amore tra due persone, del patto tra due persone, ma noi Consiglieri Comunali possiamo anche consegnare le cittadinanze. Io consiglio a tutti quanti i Colleghi di fare questa esperienza almeno una volta, scopriranno quel portato straordinario di emozioni, di sogni umani, ma anche di cittadinanza che sta in quelle persone, donne e uomini di questa città, cittadini del futuro esattamente come questa bambina. Chiudo con un invito, però, al Collega Tricarico e al Sindaco che consegnerà il Sigillo, di scrivere due righe a quella bambina raccontando il dibattito di oggi, anche le strumentalizzazioni, perché quella bambina cresca nel futuro sapendo la responsabilità che lei e tutta la sua generazione portano, quella di cambiare questo Paese e renderlo un Paese a portata di tutti, di chi è arrivato prima, di chi è arrivato dopo, ma soprattutto di chi lo vorrà costruire. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Io vorrei che ci riconducessimo alla ragione per cui il Consiglio Comunale sta esaminando questo provvedimento e decidendo un atto di valore simbolico così forte. La ragione sta nel fatto che è aperto in Italia, da tempo ormai, un dibattito su un nodo che sta diventando sempre più critico ed è legato all'evoluzione demografica, culturale e sociale del nostro Paese. Noi siamo un Paese che per lungo periodo è stato Paese di emigranti e da circa vent'anni, invece, conosce l'inversione di questa dinamica, per cui sono venuti sostanzialmente cessando i flussi migratori di cui l'Italia è stata tributaria verso molti Paesi del mondo nel corso dell'Ottocento e del Novecento, e invece il nostro Paese è diventato via via sempre più destinatario di flussi migratori, che stanno cambiando il volto, il profilo, il modo di essere della nostra società. Ricordo che ci sono in Italia oggi una quantità di cittadini extracomunitari stabilmente residenti nel nostro Paese pari all'8% della popolazione, cioè quasi cinque milioni di persone, se non di più; ricordo che da Grosseto a Bolzano questa percentuale è doppia, è mediamente del 15% e Torino conferma esattamente questa tendenza, essendo Torino una città nella quale i cittadini di origine straniera residenti nella nostra comunità e appartenenti alla nostra comunità sono circa 150.000 su 900.000 abitanti. Ricordo che ci sono realtà del Nord del Paese dove siamo già oltre questa percentuale. Una grande città come Brescia ha più del 20% della sua popolazione costituita da cittadini di origine straniera. Una presenza che è diventata parte integrante della nostra vita e che vede cittadini di origine straniera, o discendenti da stranieri, essere parte integrante di ogni tipo di attività. Ho già ricordato altre volte che più del 50% delle colf che operano a servizio delle nostre famiglie è costituito da donne o uomini, quando questo lavoro è esercitato da uomini, di origine straniera, che più della metà della manovalanza del settore edile italiano è costituito da cittadini stranieri, che se si va - lo dico, perché è significativo, l'ho già detto un'altra volta - in una qualsiasi cascina tra Bergamo e Verona, dove è concentrato l'80% del patrimonio zootecnico italiano, si vedrà che non c'è più un mungitore salariato che non abbia un turbante in testa, perché sono tutti indiani o del Bangladesh, e che i pomodori con cui noi facciamo l'insalata sulle nostre tavole tutti i giorni sono raccolti nell'Agro di Rosarno da senegalesi e via di questo passo. Per dire che questa è una presenza che sta diventando strutturale, poi ciascuno è libero di esprimere i giudizi di valore che vuole, però è un dato di fatto. È una presenza sempre più significativa nella vita della nostra società e io penso che sia miopia pensare che questa presenza sia congiunturale, che c'è adesso, ma tra dieci anni non ci sarà più, o addirittura sia ancora più miope pensare che, di fronte a questa presenza, il nostro atteggiamento è quello di fare argine, ma da argine a che, quando sono parte integrante della nostra vita e noi stessi fruiamo in molte delle attività della nostra vita quotidiana delle loro prestazioni, a partire dal fatto che sono tantissimi gli anziani soli, la cui unica compagnia è una badante extracomunitaria. Allora, in questo scenario che è venuto mutando, si è posto un problema, che è tema del dibattito politico da tempo ormai, cioè la grande quantità di bambini che nascono in Italia da genitori extracomunitari e che sono privi di cittadinanza, nascono nel nostro Paese, vivranno tutta la vita probabilmente nel nostro Paese, vanno nelle scuole del nostro Paese, crescono nel nostro Paese ma non vedono riconosciuto neanche il diritto ad essere considerati parte del nostro Paese. Si è aperto un dibattito sulla necessità di definire una nuova legge sulla cittadinanza; poi nel merito ci sono diversi disegni di legge ed è giusto che il Parlamento esamini più ipotesi: quella di chi sostiene che la cittadinanza debba essere conferita automaticamente all'atto di nascita, quella di chi ritiene che invece la cittadinanza debba essere attribuita dopo un certo numero di anni di residenza certa, e quella di chi propone che la cittadinanza venga riconosciuta dopo un aver seguito un corso scolastico per un certo numero di anni. Ci sono varie proposte, ma tutte vanno nella direzione di dare una soluzione a questo problema, perché chiunque percepisce un'evidente contraddizione tra il nascere qui, il crescere qui e il non vedersi riconosciuto. L'atto che noi compiamo ha il valore simbolico di sollecitare le forze politiche e il Parlamento ad affrontare questo problema e di dare un segnale che una grande Città, nella quale il 15% dei cittadini ha origine straniera, riconosce questo come un problema vero, a cui ritiene si debba dare una soluzione rispettosa nei confronti dei cittadini, a partire da quelli che nascono qui. Questo è il valore! Naturalmente, come tutti i gesti di valore simbolico, va letto nel suo carattere simbolico. Dopodiché è evidente che stiamo dando il Sigillo ad una bambina e, dandolo ad una bambina, non lo diamo ad una persona che ha dietro di sé un percorso di vita. Non credo che dare un riconoscimento di questo genere a una bambina di una famiglia che è integrata qui stabilmente e non vede l'ora di veder riconosciuto il diritto alla propria figlia di considerarsi italiana, marchi - come ha detto il Consigliere Carbonero - questa bambina, semmai è un riconoscimento che va nella direzione di farla considerare, a pieno titolo, parte della nostra comunità oggi e domani. Quindi, io francamente ritengo che questo sia un gesto di forte valore etico, morale, culturale e politico. Mi auguro che sia sostenuto e votato dal più largo schieramento, perché questo è un tema che non appartiene ad una maggioranza politica piuttosto che a un'altra, è un grande tema di civiltà che ci interroga tutti come cittadini. Al di là di quello che ciascuno pensa o vota, abbiamo tutti la necessità di domandarci che cosa offriamo, in termini di riconoscimento di diritti e di cittadinanza, a una creatura che nasce qui da genitori stranieri. È un qualcosa che ci interroga moralmente e culturalmente, prima ancora che politicamente e istituzionalmente. Io penso che questo gesto abbia un significato morale e politico chiaro, penso che rappresenti una sollecitazione nei confronti del Parlamento, delle forze politiche e delle Istituzioni a dare una soluzione adeguata a questo problema sul piano legislativo e credo che rappresenti anche un riconoscimento che certamente apprezzeranno quei 150.000 cittadini di origine straniera che vivono nel nostro Paese. Segnalo - e mi colpisce, perché ogni giorno lo faccio - che io ogni giorno, come Sindaco (lo faccio io, ma lo farebbe chiunque fosse Sindaco al mio posto), firmo da 15 a 20 conferimenti di cittadinanza: è il segno tangibile di come sta cambiando la nostra società, e prima prendiamo atto di questo cambiamento e adeguiamo noi stessi a questo modo nuovo di essere società italiana, meglio sarà per tutti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Possiamo considerare concluso il dibattito. Come ho detto prima, ai sensi dell'articolo 49, comma 4, si possono accorpare gli emendamenti. Io ho chiesto di accorparli. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non sono accorpati. Io pongo in votazione la proposta di accorpare i 194 emendamenti e il Consiglio si esprime. Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194: Presenti 37, favorevoli 26, contrari 11. La proposta di accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194 è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194. Non essendoci richieste d'intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194: Presenti 34, contrari 25, favorevoli 9. L'accorpamento degli emendamenti dal n. 1 al n. 194 è respinto. In seguito alla votazione di cui sopra, gli emendamenti originali, dal n. 1 al n. 194, sono inseriti nel presente verbale all'appendice degli emendamenti respinti, codificati sequenzialmente dal n. al n. . Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di mozione: Presenti 37, astenuti 2, favorevoli 27, contrari 8. La proposta di mozione è approvata. |