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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201105983/007, presentata dalla Giunta Comunale in data 3 novembre 2011, avente per oggetto: \"Istituzione del Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza\". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201200733/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 13 febbraio 2012, avente per oggetto: \"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201105983/007 avente per oggetto: \"Istituzione del Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza\". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 07/02/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati degli emendamenti. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Pellerino. PELLERINO Mariagrazia (Assessore) Questa proposta di deliberazione è stata ampiamente discussa in Commissione e ringrazio i Consiglieri che hanno portato dei contributi rilevanti ed interessanti in tema di emendamenti, per cui dirò solo qualche parola per illustrare questo provvedimento. Come sapete, è del luglio 2011 la Legge nazionale istitutiva del Garante per l'infanzia e l'adolescenza e nel 2009 anche la Regione Piemonte ha istituito la figura del Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza. L'articolo 31, comma 2, della Costituzione prevede che la Repubblica protegga l'infanzia e favorisca, con istituti necessari ed adeguati, lo scopo di tutela e protezione dell'infanzia; ebbene, il Garante dei diritti per l'infanzia e per l'adolescenza si inserisce proprio nel compito istituzionale assegnatoci dall'articolo 31 della Costituzione; non richiamo, poi, la convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo e dell'Adolescente del 1989, a cui la Legge nazionale di istituzione del Garante per l'infanzia e l'adolescenza dà attuazione. Le azioni del Garante, che è un organo autonomo ed indipendente, sono diverse. È un organo di garanzia, ma anche di tutela, di sostegno e di promozione e l'azione è diretta, da un lato, alla tutela e alla garanzia dei diritti e degli interessi diffusi dell'infanzia e dell'adolescenza, ma, dall'altro lato, è anche diretta alla garanzia e alla tutela dei diritti e degli interessi dei singoli soggetti minori. Infatti, l'articolo 4 prevede la possibilità per chiunque di accedere al Garante (questo, come dicevo, non soltanto per la tutela dei diritti diffusi, ma anche per segnalare singole violazioni). Sappiamo quella che è stata sinora la tradizione della Città di Torino in materia di interventi ed azioni a tutela dell'infanzia e dell'adolescenza. Vorrei ricordare che, sin dal 1990, la Città di Torino fa parte della rete italiana delle Città educative, che poi è diventata una rete internazionale, e anche che la Città di Torino è stata riconosciuta più volte da diversi organismi indipendenti come "Città amica delle bambine e dei bambini" e credo che questo sia sufficiente per far capire la centralità dell'infanzia e dell'adolescenza per la Città di Torino e per le Amministrazioni Comunali che hanno guidato questa Istituzione. Penso che questa figura consenta di dare ancora più corpo alle politiche per l'infanzia e per l'adolescenza attraverso uno sguardo trasversale a tutte le politiche amministrative. Ritengo che, oltre ad essere di stimolo all'Amministrazione Comunale, il Garante sia anche un organo in grado di mettere in rete i vari soggetti che si occupano del mondo dell'infanzia e dell'adolescenza: l'Amministrazione Comunale, ma anche l'associazionismo che si occupa di infanzia e di adolescenza e la Magistratura, che, nei singoli casi, è chiamata ad intervenire. Quindi, è sicuramente un organo che farà dialogare politica, Istituzione locale, cultura, associazioni e mondo della giustizia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per un'integrazione, al Sindaco. SINDACO Vorrei fare soltanto una considerazione, perché condivido tutto quel che è stato detto dall'Assessore. Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio sul fatto che assumiamo una deliberazione in attuazione di una Legge dello Stato di recente approvazione che ha istituito il Garante nazionale per l'infanzia e per l'adolescenza e nel dispositivo legislativo sollecita ed invita il sistema dei livelli istituzionali del nostro Paese a dotarsi di un'articolazione di questa figura. Quindi, non è una stravaganza locale, ma è una concreta attuazione di una Legge con cui lo Stato ha voluto sottolineare il valore che la Repubblica ed il suo assetto normativo ed istituzionale assegnano al tema dell'infanzia, dotandosi di una figura che, come tutti i garanti e le Authority, è soggetto terzo rispetto agli Esecutivi e che rappresenti una figura di sollecitazione, di stimolo, di monitoraggio e di controllo sulle politiche per l'infanzia. Sottolineo, quindi, il valore di un atto che è tanto più importante per la nostra Città perché, come ricordava l'Assessore Pellerino, Torino è una Città che ha sempre investito sull'infanzia. Vi ricordo che è tra le Città italiane che hanno la più alta quota di bambini che frequentano asili nido; è una Città che è dotata di una rete di scuole materne (pubbliche e paritarie) particolarmente diffusa; è una Città che sul piano culturale dispone di un'istituzione come il Teatro Ragazzi che sta diventando, a livello nazionale ed internazionale, un punto di riferimento nella cultura per l'infanzia; abbiamo una cultura ed una pratica consolidata di attenzione all'infanzia come un tema strategico di welfare della nostra Città e ci dotiamo di uno strumento, in coerenza con un impegno assunto a livello nazionale, che rafforza questa scelta. Preciso ancora, solo perché se ne tenga conto nel dibattito, che l'approvazione della Legge nazionale che istituisce il Garante per l'infanzia e l'adolescenza è stata sottolineata dal Presidente Napolitano lo scorso 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia, come un passo particolarmente significativo che mette il Paese all'avanguardia in questo campo e nella legislazione a tutela dei bambini. Quindi, credo che si debba tenere conto di tutto questo nel momento in cui discutiamo un provvedimento che, concretamente, dà attuazione nella nostra Città ad un impegno così significativo sul piano culturale e politico. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Trattandosi di una discussione congiunta, vorrei illustrare la proposta di ordine del giorno di accompagnamento, che nasce un po' dalle perplessità che, in realtà, abbiamo anche espresso durante la discussione in Commissione: mentre riteniamo che sia fondamentale la presenza di questa figura a livello regionale, proprio come tende a sottolineare anche la Legge a livello nazionale, abbiamo qualche perplessità su quale possa essere il ruolo del Garante a livello comunale; tra l'altro, per ora Torino è l'unica Città che istituisce questa figura e ci sembra difficile poter pensare che ogni singolo Comune andrà a istituire questa figura. Di conseguenza, ci sembra fondamentale che la Regione non solo mantenga questa figura (poiché c'è una proposta di Legge che la vuole eliminare), ma provveda anche a nominare questa figura il più presto possibile. Quindi, questa proposta di ordine del giorno è un invito alla Regione a mantenere questa figura ed a provvedere a nominarla al più presto. Per quanto riguarda la proposta di deliberazione che riguarda l'istituzione di questa figura a livello comunale, in fase di discussione degli emendamenti vorremmo anche capire qual è il parere dell'Assessore, in quanto riteniamo che alcuni elementi che abbiamo inserito come proposte migliorative per quanto riguarda la figura del Garante possano essere fondamentali anche per il ruolo che potrebbe eventualmente esercitare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Forse è in un momento così difficile ed importante, dove vengono richiesti ai cittadini sacrifici e dove le Amministrazioni locali (come il Comune di Torino) ricevono tagli quasi indecenti (perché non avranno più la possibilità di attingere a risorse che utilizzavano fino a pochi mesi fa), che bisogna andare a contestualizzare questo tipo di incarico o di nomina (come la vogliamo definire). È bello ed importante sapere che Torino è una città all'avanguardia per l'infanzia e che potrebbe essere la capitale dell'infanzia per le scuole materne e per le politiche per i bambini, ma Torino è anche la città con il tasso di disoccupazione giovanile più alto in Italia. Evidentemente, ciò accade perché in questa città, almeno fino ad ora, non sono state fatte delle politiche per i giovani ed il Sindaco - se mi permette una battuta - ha anche troppo da fare per occuparsi dei giovani di Torino e, magari, potrebbe pensare di spostare le deleghe a qualche altro Assessore, che magari ha un po' più di tempo libero; sicuramente, ne potrebbero beneficiare i ragazzi di questa città. In un momento del genere pensiamo che, dei 1.206 Comuni del Piemonte, Torino è l'unica città che istituisce un Garante e noi, che parliamo di Città Metropolitana e che vogliamo guardare oltre i confini della Città, pensiamo ai bambini di Moncalieri, di Nichelino, di San Mauro e dei Comuni limitrofi e della prima cintura che non potranno avere il Garante o, se potranno averlo (magari perché le loro Amministrazioni decideranno di nominarne uno e, quindi, di pagarne uno, perché, Sindaco, il Garante non è gratis, ma si paga, così come si paga lo staff e l'entourage, cioè la macchina che sta dietro al Garante), questo avrà un costo. Se, domani, tutti i 1.206 Comuni del Piemonte decidessero di istituire il Garante, quale sarebbe il costo per i cittadini? Perché, ovviamente, è pagato dai cittadini, pur essendoci già una funzione di questo tipo. Per fortuna, la Regione sta andando ad eliminare alcune figure, tra cui anche quella del Garante per l'infanzia e per l'adolescenza, ma non per lasciare a casa i bambini o per metterli in condizioni di difficoltà, ma perché sposta tutte le deleghe in capo al Difensore Civico. In questa maniera, si vanno ad ottimizzare i costi e ad abbassare dei tetti di spesa, che, ad oggi, sono importanti e sicuramente vanno a pesare sulle tasche dei cittadini. Secondo me, questo è un modo per razionalizzare e spendere meno ed è questa la direzione che dovrebbe prendere il Comune. Stiamo andando a tagliare gli stipendi dei dirigenti e stiamo cercando di raschiare il fondo del barile e, poi, andiamo a mettere in campo delle politiche che sono un doppione? Infatti, le competenze del Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza di Torino saranno esattamente le stesse di quelle del Difensore Civico della Regione, quando la Legge Regionale n. 188 del 07/12/2011 verrà approvata; faranno praticamente le stesse cose, per cui ci saranno due staff che lavoreranno sulle stesse situazioni e questo creerà anche un po' di imbarazzo alla cittadinanza, perché si domanderanno se debbano parlare con la Regione o con il Comune. Poi, vi sarà il problema di andare a spiegare alle persone che vivono fuori dalla nostra città che questo tipo di servizio lo potranno avere soltanto i cittadini di Torino. Inoltre, pensiamo ai Comuni più piccoli (quelli nella provincia di Torino, che hanno 50 o 80 abitanti e che, ovviamente, hanno dei bambini e degli adolescenti tra i loro cittadini) che non avranno a disposizione tutte le risorse che ha l'Amministrazione di Torino, perché un conto è istituire un Garante con i mezzi della Città di Torino, mentre è diverso istituire un Garante nella Città di Massello, che conta 56 abitanti. Questo è un discorso che a me sembra anche abbastanza discriminatorio, Sindaco, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Decida se fare politica nazionale o se fare il Sindaco di Torino, perché questo è sicuramente un punto di vista importante. Bisogna andare a capire che, in questo caso, il Garante sarà un doppione e avrà le stesse competenze del Difensore Civico in Regione ed i cittadini si troveranno nella situazione di dover scegliere o, comunque, di fronte ad un bivio: andare dal Garante del Comune o dal Garante della Regione? Anche questo, secondo me, è abbastanza imbarazzante per una Città come Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Lungi da me l'intenzione di voler contraddire il Sindaco quando afferma che questa proposta di deliberazione diventa una specie di applicazione a livello locale di una Legge nazionale; questo sarà anche vero, però bisogna anche tener conto delle fonti normative locali, del nostro Comune. Infatti, non sono io a smentire il Sindaco, ma è la stessa proposta di deliberazione che stiamo per votare che, di fatto, lo fa, perché in premessa, alla fine di pagina 2, precisa - dopo aver richiamato tutta una serie di principi e di funzioni che il Garante andrebbe a tutelare rispetto a quelle già condivise e richiamate dallo Statuto Civico - che il Consiglio Comunale può deliberare l'istituzione di consulte settoriali, indicandone i compiti e dice anche, apertamente ed esplicitamente, che i riferimenti appena citati (quindi, quelli dello Statuto cittadino) non indicano specifiche figure come quella del Garante dei minori, ma specificano delle consulte tematiche. Peccato che l'impegnativa di questa proposta di deliberazione vada a sancire il fatto che il Garante sarebbe un organo monocratico. Sinceramente, capisco che... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, lo dice la Legge, ma lo Statuto non consente la nomina di una simile figura, così come dice esplicitamente la premessa della proposta di deliberazione, di cui ho appena richiamato i passaggi. Visto che andiamo ad istituire un organo monocratico di fronte all'esplicita previsione dello Statuto che invece parla solo di consulte, anche a fronte delle modalità di nomina (che sarebbero le medesime dei CdA della società partecipate, ovvero un provvedimento assunto direttamente dal Sindaco previa mera consultazione della Conferenza dei Capigruppo), sinceramente credo che più che andare a badare alle finalità istituzionali che questa figura dovrebbe ricoprire, forse, invece, guardiamo più la persona che dovrebbe andare a ricoprire questa carica. Non vorrei dare troppo credito ai gossip e agli "spifferi" che vagano sulla rete, però, se noi esponenti dell'opposizione volessimo mettere un nome ed un cognome su una lettera e depositarla da un notaio (anche oggi, in sede di approvazione di questa deliberazione) e poi la aprissimo successivamente all'indicazione della persona che dovrà rivestire questa carica, credo che scoprireste delle incredibili doti divinatorie in capo agli esponenti di queste minoranze consiliari. Al termine della proposta di deliberazione, invece che entrare nel dettaglio del campo di intervento di questa figura, si bada a specificare che: "Per lo svolgimento dei propri compiti, il Garante è assistito da un ufficio dell'Amministrazione Comunale, che sarà istituito con successiva deliberazione della Giunta Comunale"; quindi, il Consiglio non avrà alcun ambito di intervento e, sinceramente, i miei dubbi, insieme alle mie rinnovate doti da oracolo, mi pongono in chiave piuttosto critica nei confronti di questa proposta di deliberazione. Sinceramente, credo che, facendo mie anche le riflessioni poste dal Capogruppo della Lega Nord, sarebbe meglio pensare ai bambini, piuttosto che pensare a chi dovrebbe pensare ai bambini. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Voteremo questa proposta di deliberazione, che abbiamo anche emendato in alcuni punti, cercando, in qualche modo, di togliere qualche equivoco che, a nostro giudizio, riportava questo documento. Nella versione originale della proposta di deliberazione, la figura del Garante assomigliava ad una specie di superconsulente dell'Amministrazione Comunale. Siamo intervenuti sulla proposta di deliberazione con i nostri emendamenti per ricondurre la figura del Garante alla sua funzione di Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza, scindendo la competenza sulle scelte delle politiche (che sono ovviamente in capo all'Amministrazione e alla politica) dalle competenze, invece, anche di monitoraggio e di verifica dell'efficacia delle politiche messe in campo dall'Amministrazione, che sono quelle più specificamente da mettere in capo alla nuova figura del Garante. Rispetto alle considerazioni fatte dai Consiglieri che mi hanno preceduto, un nostro emendamento propone che la carica del Garante sia di tre anni. Anche questa è una scelta che abbiamo fatto, cioè la non aderenza del mandato amministrativo di chi nomina il Garante con il mandato del Garante stesso, e credo che, in qualche misura, sia garanzia di terzietà. È una figura che non viene nominata, come proponeva la proposta di deliberazione, per la durata del mandato amministrativo, ma per tre anni. Sono convinta che, se si tratta di una figura di garanzia, è bene che il suo mandato non coincida con il mandato amministrativo di chi lo nomina e che, quindi, possa essere a scavalco su due diversi mandati amministrativi. Vorrei fare un'ultima considerazione su questo tema: la normativa che richiamava il Sindaco e che, in qualche misura, richiamava anche il Consigliere Appendino è una normativa fresca sostanzialmente; condivido la proposta di mozione del Consigliere Appendino che chiede alla Regione, così come prevede la norma nazionale, di istituire la figura del Garante. Trattandosi, però, di una normativa fresca, come ricordava il Sindaco siamo la prima Città a nominare un Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza (a livello nazionale è stato nominato pochi mesi fa), credo che aver introdotto la durata della carica di tre anni ci consenta di verificare, nel corso di questi primi tre anni, come si evolverà eventualmente la normativa regionale - se accadrà - e di poter eventualmente anche rivedere quanto oggi approviamo, per meglio inserirlo in un quadro che mi auguro nei prossimi anni sarà più definito, soprattutto a livello di scelte di normativa regionale, più che a livello di normativa nazionale (dove la Legge c'è ed è stata approvata). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Vorrei fare poche altre precisazioni, visto che il dibattito è stato approfondito e, tra l'altro, la proposta di deliberazione è stata sospesa per qualche mese, in quanto, per qualche tempo, in Parlamento si è pensato che questa figura venisse abrogata; invece è una delle poche rimaste, anche nell'ambito della riorganizzazione di cui parlavano prima le opposizioni. Vorrei sottolineare due punti: il primo punto è che è vero che, da sempre, in questa Città si riconosce l'innovazione nel campo dell'infanzia, ma è anche vero che abbiamo messo in campo una trasversalità di questo tema, non solo in un settore specifico, che è quello educativo, ma in generale nella concezione di una città a misura di bambino. Per questo, in generale - lo voglio ricordare -, questa è una proposta di deliberazione firmata dall'Assessore Pellerino, ma vale per tutta l'Amministrazione e per tutti gli ambiti. Faccio l'esempio del Design for All, cioè di concepire una città per le tante diversità, che non sono solo quelle classiche che conosciamo come abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili; quando parliamo di una città ripensata per un Design for All, i bambini sono una di quelle diversità. Il Garante dei diritti per l'infanzia dovrà essere anche quel tipo di Garante: non sarà un Garante solo con finalità educative, quindi un "contro Assessore" che controllerà le varie deliberazioni. È anche vero che approviamo questo documento in un momento assai difficile, non vorrei negarlo e non vorrei neanche nascondere quella che è stata una discussione sull'opportunità del momento storico. Bisogna tenere conto del momento storico e, tra le altre cose, della stessa uscita dal Patto di Stabilità, che ha fatto sì che per quanto riguarda le supplenze, relativamente alle assenze dei nostri educatori, tanti precari a giugno vedranno la fine di un percorso all'interno dell'Amministrazione, così come è stato negli ultimi mesi; è chiaro che l'opportunità di istituire un Garante deve far comprendere a tutti intanto il grave stato di disagio che c'è nel mondo dell'infanzia (degli asili e delle scuole dell'infanzia). Perché, come sapete, da anni la Città ricorda allo Stato quali sono le sue competenze e da anni non solo lo Stato non si assume le sue responsabilità, ma ce le lascia nel nostro Patto di Stabilità. Credo che sarebbe sbagliato collegare queste due questioni con il Garante, ma sarebbe anche sbagliato non ricordare che tanti precari e tanti genitori in questi mesi ci hanno chiesto di assumerci tutte le nostre responsabilità e di far presente sia al Parlamento che al Governo quelle che sono delle scelte ormai obbligate per gli Enti. Vorrei dire qualcosa anche sull'opportunità e sulla fase storica in cui ci ritroviamo. Mi dispiace che il Sindaco non sia presente, però, da mesi, la questione dell'austerità viene un po' tirata per la giacchetta dai vari soggetti politici. Oggi l'ha ricordata il Capogruppo della Lega, ma poteva farlo il Consigliere Bertola o poteva farlo, citando il Governo Monti, qualsiasi esponente del Partito Democratico o del PdL, ma però non è questo l'oggetto. Credo che, sempre di più negli ultimi anni, queste cariche siano state cariche onorifiche; tra l'altro, le fondazioni culturali della nostra Città lo fanno perlopiù gratuitamente. Credo che, tra l'altro, sia sbagliato, per cui voterò contro l'emendamento del Movimento 5 Stelle sui - se ricordo bene - 65 anni, perché ritengo che alla fine di una carriera da Magistrato, o da assistente sociale, o da giurista del mondo dell'infanzia, ci si possa candidare a questo ruolo, anzi, sarebbe opportuno, e su questo chiederei uno sforzo in più, visto che voteremo favorevolmente a quanto proposto dall'emendamento del Consigliere Levi relativo a: "fino a un massimo di", cioè su fino a quanto deve prendere il Garante. Però, nessuno ci vieta di scrivere - questo è un appello all'Assessore - all'interno di un bando che soggetti particolarmente interessati possono rinunciare a quel compenso. Lo possiamo scrivere? Possiamo iniziare a dire che le professionalità, proprio perché si sono spese in quei settori, alla fine di un'onorata carriera (magari perché in pensione o perché hanno finito il loro percorso), possono farlo anche gratuitamente? Intanto, superiamo questo concetto per cui dopo i 60 anni non si può più lavorare e questo, secondo me, è un errore, lo dico anche in termini di nomina. Un conto è una nomina operativa in un Consiglio d'Amministrazione, se il tema è ringiovanire la classe dirigente diffusa; in questo caso, nel campo dei Garanti, secondo me, invece, non bisogna escluderla. È un'opinione diversa da quella dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle e ritengo che possa essere propedeutica a dire che chi ha una pensione o un'indennità perché dovrebbe farsi pagare dalla Città di Torino per svolgere un'attività che potrebbe fare anche come volontariato e come fine del percorso, magari anche interessante, della propria carriera? Lo chiedo, perché, in realtà, avremmo preferito non votare in questo momento questo provvedimento; non l'abbiamo nascosto né in Commissione, né in Conferenza dei Capigruppo, perché in un momento in cui stiamo riorganizzando, sia nel campo dell'adolescenza che dall'infanzia, non volevamo dare una sbagliata percezione - mettiamola così - ai cittadini. Visto che a tutti noi sta a cuore il tema di non introdurre nuove risorse in campi non necessari, pensiamo che quella del Garante sia stata una grande innovazione nazionale, per cui teniamo conto di questa discussione e facciamo sì che anche nel bando e nell'evidenza pubblica, dopo aver provveduto ad un cambiamento del Regolamento Nomine, si faccia più attenzione anche a questo tipo di possibilità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non ho altri Consiglieri iscritti a parlare. |