| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201200758/046, presentata dalla Giunta Comunale in data 15 febbraio 2012, avente per oggetto: "Progetto TOCC - Torino Città da Coltivare. Definizione delle linee guida" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 01/03/2012 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Per cortesia, se possiamo abbassare il tono di voce, se no non si sente il dibattito. Teniamo presente che abbiamo anche degli ospiti che stanno osservando i lavori del Consiglio. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) È una deliberazione molto semplice. Con la VI Commissione Consiliare da diversi mesi ci siamo preoccupati di verificare come possiamo riconsiderare gli spazi verdi della città. In modo particolare, l'obiettivo di questa deliberazione è quello di immaginare come le aree destinate alla produzione agricola nella città possano rappresentare anche un'utilità sociale, preservando innanzitutto i due milioni di metri quadrati di aree agricole presenti sul nostro territorio. È stato fatto un primo lavoro di censimento di queste aree della città, che ci ha messo nelle condizioni di approcciare il tema in modo concreto. Grazie al lavoro della Commissione Consiliare si è definito un percorso di cui questa deliberazione rappresenta l'inizio. È una deliberazione, quindi, che avvia una consultazione innanzitutto con tutti gli operatori del settore, con le associazioni, con gli agricoltori, ma anche con tutti coloro i quali lavorano nell'ambito del sociale e possono immaginare l'impegno e l'impiego di lavori socialmente utili attraverso il riutilizzo di alcuni terreni. Per la Città di Torino, quindi, è l'occasione di perseguire un risultato progettuale di qualità, che si traduca in un vantaggio per la collettività, tenendo in considerazione quali sono le priorità che il territorio urbano impone di definire. Tra le priorità di questa deliberazione ne abbiamo citate alcune, ma non è detto che con il lavoro che con questo provvedimento deliberativo inauguriamo se ne individuino delle altre. Si parla di coltivazione di tipo tradizionale purché sostenibile; si parla della necessità di sostenere il cosiddetto concetto di catena corta; si parla di orticoltura urbana di tipo individuale, ma anche di carattere collettivo, attraverso anche la collaborazione e il coinvolgimento dei gruppi di acquisto solidale. È l'opportunità anche per parlare di forestazione urbana, soprattutto nella zona collinare della Città di Torino, che merita e continua a meritare l'attenzione dell'Amministrazione. Inoltre, è l'opportunità per salvaguardare e preservare le tante cascine che ancora oggi sono presenti nel contesto urbano, che nel corso degli anni, un po' per abbandono, si sono ridotte a uno stato di degrado che impone all'Amministrazione un'attenzione in questa direzione. Quindi, obiettivo di questo provvedimento è, da un lato, avviare un lavoro di censimento, che abbiamo già cominciato a fare, utile a rappresentare anche al Consiglio Comunale la straordinaria opportunità che il nostro territorio ha a disposizione. Dall'altro, immaginare, attraverso un focus su ciascuna delle aree, la loro definizione in termini di gestione, di organizzazione e anche di valorizzazione, utili naturalmente a soddisfare questi principi che, con il contributo della Commissione Consiliare e dei Consiglieri che hanno partecipato ai lavori, possano rispettare gli obiettivi che questo semplice provvedimento deliberativo, al voto del Consiglio Comunale, quest'oggi pone. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Noi siamo molto interessati a questo tema, perché crediamo che sia importante proteggere quel po' di attività agricola ancora presente all'interno di questa città, cercando il modo di innovare il loro utilizzo. Questa deliberazione è soltanto un inizio, nel senso che si limita a fissare delle linee guida un po' generiche. Per questo motivo abbiamo deciso di astenerci, in quanto vorremmo vedere la sostanza dei progetti che verranno presentati. Vorrei anche ricordare che è in corso una raccolta di firme per presentare una proposta di deliberazione di iniziativa popolare esattamente su questo tema, quindi credo che avremo modo di parlarne di nuovo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Avendo purtroppo perso parte dell'approfondimento di questa deliberazione in Commissione, colgo l'occasione di questa votazione per porre un interrogativo. In seguito al rogo della Continassa e alle polemiche che erano seguite, l'Amministrazione si era interrogata sulle soluzioni da adottare rispetto alle problematiche abitative dei rom che si trovano nelle periferie torinesi. Erano state prospettate molte ipotesi, di cui una in particolare - che aveva tenuto banco ed era stata riproposta successivamente, anche se questo dibattito è sempre stato portato avanti sui media e non nelle opportune sedi istituzionali - era l'affidamento in autocostruzione delle cascine diroccate. La domanda è questa: qual è la compatibilità di quella soluzione, che non è mai stata più riproposta, rispetto a un progetto di questo tipo? Ovvero, questo progetto può aprire a quelle soluzioni? Perché se le poche cascine in stato di abbandono presenti sul territorio torinese saranno destinate a questo progetto, è una conseguenza immediata che non saranno destinate all'autocostruzione per i nomadi. Cioè vorrei capire se i due progetti sono uno in esclusione all'altro, o se sono semplicemente due progetti differenti. Nel caso la risposta fosse quest'ultima, vorrei capire quali sarebbero oggettivamente le strutture di cui stiamo parlando, che rimarrebbero fuori da questa destinazione. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Questo progetto deve essere approfondito, ma ritengo che sia valido. Peccato che parlando di cascine si possa applicare il proverbio "È inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati". In questo caso si chiudono le cascine. Ve le posso menzionare una per una: cascina Fossata, la Continassa, tutta una serie di patrimoni che erano all'interno di questa città, soprattutto nella V Circoscrizione, che per una questione territoriale era ricca di queste realtà, che sono state praticamente abbandonate. Oggi ci troviamo nella situazione di dover ristrutturare queste cascine, con il rischio di snaturarne la fisionomia di un tempo. Concludo ribadendo la validità di questo provvedimento, che dovrà essere approfondito da parte del nostro Gruppo, nonostante sia tardivo, perché nelle zone che citavo prima questo patrimonio, con gli anni, è stato purtroppo cancellato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Prima di tutto ringrazio l'Assessore, ma soprattutto anche tutti i Funzionari che sin dalle prime audizioni della Commissione Ambiente si sono resi disponibili per la ricognizione promossa dall'Assessore in collaborazione con l'Assessorato all'Urbanistica. Questo provvedimento rappresenta un primo pezzo di questo lavoro. Come ricorderete, abbiamo audito le cooperative, le associazioni che si occupano dell'agricoltura in città, che soprattutto si occupano di un vecchio Regolamento, quello degli orti urbani, che di sicuro andrà riscritto (spero che lo riscriveremo insieme), perché teneva conto di una filosofia, presente soprattutto nel nord Italia, che era quella di legalizzare dei processi che riportavano alla terra un'intera generazione che veniva dal Sud e che veniva proprio da quei terreni agricoli. Io credo che quel grande passo in avanti sia stato fatto negli scorsi anni. Lo diceva l'Assessore Tricarico nella precedente tornata amministrativa, quando parlava degli orti urbani del Parco Sangone, dei 102 orti del Parco Europa e dei 173 orti dell'Arrivore. Di sicuro quello è stato un grandissimo sforzo della Città, che però non ha tenuto conto delle modalità che ormai possono uscire solo dai casi sociali, cioè dall'integrazione al reddito. Ci sono alcuni cambiamenti che interesseranno il Regolamento, ma in generale credo che questa deliberazione "quadro" possa servire a uscire dall'unico concetto di orto urbano. Certamente con l'Assessore Pellerino si potrebbe discutere degli orti scolastici, degli orti educativi, o dei nuovi percorsi che stanno nascendo dentro i nostri musei che si occupano di ambiente e di agricoltura, come il Museo "A Come Ambiente" e il "PAV". Però, in realtà, questo ci serve per uscire fuori dalla marginalità che l'agricoltura ha avuto in città. Ci sono tantissime aree della città che possono essere non solo selezionate, ma anche scelte. Al riguardo, Slow Food - che tra l'altro ci ha ringraziato ufficialmente proprio venerdì sera, durante la presentazione di "Turin", la nuova edizione storica di un giornale che parlerà anche della storia di questa città - ci ricordava quanto sia difficile tornare indietro su alcune scelte, nonostante sia facile cambiare la destinazione d'uso di questi terreni. Il Parco Europa, definito "Sangone", ha tantissime aree agricole che possono essere sfruttate non solo ad uso collettivo e sociale, ma anche per attrarre aziende. Con la III Commissione ci occuperemo anche di questo. Tra l'altro, da poco il Consiglio Comunale ha aggiunto il termine "Agricoltura" al nome della Commissione Lavoro, proprio perché secondo noi è possibile attrarre imprese, cooperative sociali, che in quelle cascine possono anche produrre. Ovviamente aspetto di ascoltare quello che ci dirà l'Assessore Lavolta, ma credo che non siano incompatibili la destinazione d'uso sociale e le esperienze di coabitazione e anche di autocostruzione. Non è questo l'oggetto di questa deliberazione, ma ne parlerà meglio l'Assessore Lavolta nella replica. Credo che questo sia un primo passo per fare una ricognizione di quelle aree verdi che dal Piano Regolatore erano state cancellate. Questo è un appello anche all'Assessore Curti, che ha visto questa ricognizione. Credo sia interesse della città ridefinire quelle porzioni che sono, sì, aree verdi, ma hanno una destinazione d'uso agricolo. Ritengo che nei prossimi anni sempre più persone ci chiederanno di farlo, anche come scelta urbanistica. Per questo, mi fa piacere ricordare che da poco abbiamo parlato di Variante 200, di quella che è un pezzo di quella destinazione. Nel Parco Stura abbiamo visto gli orti urbani già presenti in città. Credo che sarebbe molto bello pensare a una Variante 200 in cui si ritorna a parlare di spazio pubblico, che (ce lo dicono metropoli come Londra e come New York) può essere affrontato con un ritorno diverso al verde. Tanto è vero che gli orti collettivi e gli orti urbani hanno finalmente ripreso un'identità anche nelle zone periferiche della città. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola all'Assessore Lavolta LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio innanzitutto i Consiglieri, anche per il dibattito che si è svolto oggi. Ringrazio anche il Consigliere Liardo, che ha espresso un apprezzamento rispetto a questo provvedimento. Rispondendo nel merito, Consigliere Liardo, questa non è una deliberazione di carattere patrimoniale, per cui oggi non definiamo la destinazione d'uso di quelle poche cascine ancora rimaste a disposizione della Città di Torino, ma definiamo piuttosto un modello. Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di verificare esperienze positive di riutilizzo di alcune cascine; penso alla Cascina Roccafranca, che è inserita in un contesto urbano, ma penso anche ad altre esperienze, come quella del Parco del Nobile che, seppure a pochi metri dal centro cittadino, grazie a una gestione attenta e accurata, rappresenta una straordinaria opportunità anche dal punto di vista educativo, oltre che ambientale, per i cittadini torinesi e soprattutto per i più giovani. Questa è semplicemente una deliberazione di indirizzo, che inaugura un progetto che si chiama "Torino città da coltivare"; quindi, è un'esperienza che può rappresentare l'ipotesi e la definizione di un modello per il nostro territorio, che parte da un presupposto da non trascurare, cioè la disponibilità di un patrimonio agricolo, oggi definito "aree verdi", che è superiore ai due milioni di metri quadrati. Molte di queste aree sono utilizzate dagli agricoltori e molte altre sono assolutamente inutilizzate. Io credo che la trasversalità di questa materia, in particolare il coinvolgimento degli altri Assessorati, sia dal punto di vista educativo e culturale, ma soprattutto dal punto di vista di una di pianificazione concertata con l'Assessore all'Urbanistica, possa rappresentare un momento di svolta per un'Amministrazione che ha il coraggio di affermare che questa può rappresentare un'opportunità straordinaria per una città legata storicamente all'idea di città fabbrica, ma che oggi (così come avviene nelle più grandi capitali europee e mondiali) comincia a interrogarsi sulla compatibilità di un modello che questa deliberazione vuole affermare, sottolineando come il contatto con la terra e con la natura possa avvenire anche in un contesto urbano. Da questo punto di vista, credo sia una deliberazione tutt'altro che da sottovalutare e riconfermo il fatto che sancisce l'avvio di un percorso. Quindi, tutti i suggerimenti, compresi quelli che in questa sede ho avuto modo di ascoltare, saranno utili a definire il miglior modello possibile per una città da coltivare, quale vuole essere Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: Presenti 35, astenuti 11, favorevoli 24. La proposta di deliberazione è approvata. |