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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 13
INTERPELLANZA 2012-00749
"ASSURDA NORMA COMUNALE PER I DORMITORI" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 13 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200749/002, presentata in
data 13 febbraio 2012, avente per oggetto:
\"Assurda Norma Comunale per i dormitori\"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Innanzitutto, vorrei precisare che non si tratta di una norma, ma di un'indicazione
dovuta al fatto che le strutture assistenziali hanno caratteristiche molto precise e
quindi, laddove siano strutture di accoglienza per minori, ricomprendono una fascia
di età che va dagli 0 ai 18 anni.
Nel caso delle strutture per adulti il limite di età - che è orientativo e poi dirò meglio
perché - è quello dei 65 anni. È evidente, infatti, che strutture di bassa soglia, come
possono essere dei dormitori, e che quindi non danno l'accoglienza durante il giorno,
ma si limitano ad una ospitalità notturna, non sono ritenute e non sono, in effetti, le
strutture più appropriate ad ospitare persone anziane, non tanto perché manchi il
medico, ma soprattutto perché una persona anziana mediamente ha la necessità di
avere una struttura, o abitativa o di accoglienza, che gli garantisca una continuità
dell'intervento.
La norma, quindi, non esiste in quanto tale, ma si tratta di un'indicazione che
risponde e cerca di essere corrispondente a quello che più propriamente è il bisogno
delle persone.
In ogni caso, in situazioni di necessità, nelle nostre accoglienze notturne sono state
anche accolte persone ultrasessantacinquenni, ma per la maggioranza di queste sono
stati avviati percorsi per trovare sistemazioni più consone in altre tipologie di
strutture e credo che essere in possesso del dato dell'anno 2011 possa anche essere
interessante.
Nel 2011 si sono rivolte alle strutture di accoglienza notturna e sono state accolte 29
persone ultrasessantacinquenni. Di queste, dopo una permanenza che ha consentito
un accompagnamento - come dicevo - in altre collocazioni, 2 sono state inserite in
alloggio di autonomia per adulti, 7 sono rientrate nel loro alloggio (probabilmente
avevano difficoltà nel mantenimento), 5 sono stati inseriti in strutture per anziani
(quindi più consone al proprio stato di necessità), 3 sono state avviate in
assegnazione di alloggi di edilizia pubblica, 1 non era cittadino torinese ed è stato
accompagnato al rientro nel proprio comune di provenienza, mentre, altre 4 persone
stanno svolgendo tuttora un percorso di accompagnamento di uscita e quindi
utilizzano i servizi del dormitorio.
Questo per quanto riguarda le persone che vengono contattate e inserite in queste
strutture di bassa soglia.
L'indicazione, quindi, non è per penalizzare quelli che hanno più di 65 anni, ma
semmai, proprio perché si tratta di strutture di bassa soglia, si ritiene che non abbiano
tutta una serie di possibilità, che invece per le persone anziane è più opportuno
individuare.
Si tratta, quindi, semmai, di un'attenzione maggiore a chi ha una certa età e quindi
sicuramente necessita di altri tipi di percorso.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Ringrazio l'Assessore, perché mi tranquillizza su questa situazione.
Sicuramente però c'è da fare chiarezza sul sito Internet del Comune, perché se lei va
a vedere il sito, alla voce "Servizi sociali - Servizi per adulti - Servizio adulti in
difficoltà e senza dimora" vengono citate testuali parole: "È un servizio sociale
rivolto ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni non compiuti…", eccetera. Non
c'è scritto nulla - ma proprio nulla - su ciò che è previsto per gli over 65.
Un ipotetico over 65, quindi, che sia un minimo tecnologizzato e abbia Internet, non
sa che cosa ne possa fare del suo futuro e dove rivolgersi.
La pregherei, quindi, di fare chiarezza anche sul sito Internet perché chi va a
controllare, ad esempio una famiglia che controlla per il proprio caro o qualcosa di
simile, non trova nulla e soprattutto la pregherei di dire che non è una norma, ma una
linea generica dalla quale si può anche fare un passo indietro, che se c'è un caso
grave lo si accoglie lo stesso e che la situazione non è così rigida.
Ovviamente, la ringrazio, perché il dubbio era balzato all'occhio, nel senso che la
preoccupazione era quella di chiedersi: "Che cosa deve fare una persona che ha più
di 65 anni? Si deve buttare giù da un ponte?". Invece, non è così.
La ringrazio perché ho capito le risposte che devo dare a chi mi ha segnalato questa
non esattezza dell'informazione nel sito del Comune di Torino.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Possiamo aggiungere la parola "indicativamente", precisando comunque, come
dicevo, che i dormitori non sono strutture per anziani.
Oltre i 65 anni le persone sono considerate anziane, quindi si preferisce avviarle su
percorsi più congruenti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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