Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2012-00465
"ANCORA TASSE!" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 30 GENNAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200465/002, presentata in
data 30 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Ancora tasse!"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Scanderebech per questa interpellanza, perché mi dà modo
di fornire alcuni dati rispetto alla scuola dell'infanzia e all'impegno della Città di
Torino rispetto a questo servizio che, a tutti gli effetti, è una parte del comparto
scolastico del percorso formativo che viene messo a disposizione dei nostri bimbi e
delle nostre bimbe.
Ci tengo a fornire questi dati perché - come sappiamo - la scuola
dell'infanzia non sarebbe un compito istituzionale proprio della Città, ma piuttosto
una competenza statale, trattandosi di un servizio che è parte integrante del
percorso formativo scolastico.
La Città di Torino copre attualmente il 41% del sistema integrato delle scuole
dell'infanzia; vale a dire, fatta cento l'offerta complessiva, il 41% viene fornita dalla
Città, il 31% dalle private paritarie convenzionate e solo il 28% dallo Stato. Questo
mi sembra un punto interessante.
La Città di Torino ha 83 scuole, circa 8.800 posti, e il costo per la Città di Torino è
pari a 69.000.000 di Euro l'anno.
Il tasso di copertura - questo è rilevante ai fini dell'argomento dell'interpellanza - di
questa spesa, considerando le entrate che oggi abbiamo da tariffe, i contributi statali e
regionali, è pari soltanto al 17% del costo. Direi, quindi, che l'onere a carico della
Città, che è quello che dicevo prima, è davvero molto elevato.
Per questo motivo, stiamo valutando, ma non è ancora stata assunta alcuna decisione
in merito, di istituire una tassa annuale di iscrizione, parametrata, come sempre, alle
fasce ISEE e quindi da 30 Euro a 100 Euro all'anno. Il che vuol dire 2,50 Euro al
mese per le fasce più basse e circa 8 Euro al mese per le fasce più alte, perché 100
Euro è previsto per la fascia oltre i 24.000 Euro di ISEE, che quindi come reddito è
molto più elevato di 24.000 Euro.
Il gettito che potremmo ricavare - ovviamente si tratta di proiezioni - è di circa
650.000 Euro l'anno. Se questa ipotesi, che, al momento - ripeto e sottolineo - è
un'ipotesi, dovesse essere poi deliberata, si tratterebbe di una tantum che viene
versata al momento dell'iscrizione, esattamente come accade già oggi nelle scuole
paritarie convenzionate con la Città. A differenza delle scuole paritarie
convenzionate, però, tenete presente che, se per esempio le scuole della FISM sono
aperte dalle ore 8.30 alle ore 16.30, le nostre scuole sono aperte dalle ore 7.30 alle
ore 17.30, quindi anche questo orario così prolungato comporta i costi che prima ho
indicato.
Oltre a questo, abbiamo le attività e i vari laboratori in sede, tra cui anche
l'avvicinamento alla seconda lingua. Le nostre scuole dell'infanzia, ovviamente, si
fanno carico del sostegno all'inclusione scolastica anche dei bimbi con disabilità, di
materiali didattici e sanitari e di tutte le spese gestionali, che arrivano persino al
servizio di lavanderia per i bavaglini.
Quanto alle soluzioni alternative, quello che abbiamo richiesto, di cui c'è anche un
ordine del giorno che è stato votato qui in Consiglio Comunale anche da esponenti
dell'opposizione, prevede una richiesta forte: che lo Stato si faccia carico di questo
servizio. Questo è stato parzialmente raggiunto con un Protocollo d'Intesa che è in
corso di firma tra il MIUR Regionale e la Città di Torino per la progressiva
dismissione di 10 scuole dell'infanzia, a far data dall'anno scolastico 2013-2014.
La richiesta che lo Stato si accolli la propria competenza, quantomeno sotto il profilo
del costo, è stata necessaria perché non soltanto noi spendiamo all'incirca 69.000.000
di Euro l'anno per le scuole dell'infanzia, ma questa spesa ci viene poi caricata per il
tetto di spesa entro il quale dobbiamo stare per i vincoli del Patto di Stabilità. Quindi,
doppio onere.
Quello che abbiamo richiesto al Ministro Profumo, tutte e otto le grandi città,
nell'incontro che c'è stato il 14 febbraio con la rete delle grandi città che ho
promosso è stato proprio questo; ci siamo concentrati quasi esclusivamente su questa
richiesta, cioè che lo Stato si faccia carico delle scuole dell'infanzia, perché la
situazione che abbiamo a Torino è identica in altre grandi città, come per esempio
Milano, Bologna, Firenze, Napoli, e così via.
Ci auguriamo che questo in qualche modo accada.
Domani mi recherò nuovamente a Roma per incontrare il Capo Dipartimento del
Ministro, proprio per cercare di avviare questo discorso più generale anche nelle altre
città, oltre che nella nostra.
Quanto al contributo di iscrizione per le scuole dell'infanzia, per esempio, Modena
prevede una retta mensile, oppure altre città, come Ravenna e Pescara, hanno fatto la
scelta di una quota di iscrizione annuale. Ci sono poi altre città che prevedono delle
quote mensili, come per esempio Genova, con riferimento all'orario più lungo, cioè
chi vuole l'orario fino alle ore 17.30 ha un'integrazione della tariffa per la
ristorazione.
In generale, colgo l'occasione per dire che non ipotizziamo degli aumenti tariffari,
ma una maggiore progressività del sistema, nel senso di inserire delle soglie di
reddito più elevate e non fermarci alle attuali 24.000 o 28.000 Euro.
Così come, per l'anno scolastico 2012-2013, contiamo di introdurre la previsione che
il costo dei bollettini di pagamento, che oggi è a carico delle famiglie, sia a carico
della Città, ovviamente con opportuni accordi con l'operatore che si occuperà
dell'esazione; in ogni caso - ricordo -, è un Euro per ogni bollettino, quindi per le
famiglie che magari hanno anche più di un figlio è piuttosto significativo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Grazie, Assessore, per la passione con cui ha argomentato questo tema.
Io le dico - qui lo dico e qui lo porterò avanti - che non sono assolutamente
favorevole a questo contributo che lei ipotizza, perché la scorsa settimana abbiamo
votato una nuova tassa che inciderà sulla Città, che è la tassa di soggiorno. Oggi,
sento avallare l'ipotesi che avevo letto, cioè che lei vuole richiedere questo
contributo alle famiglie, che sono sempre quelle più disagiate e su cui incombono di
più tutti i doveri e anche tutte le tasse che nei Comuni vengono introdotte ogni
giorno, come novità del giorno.
Questa non mi sembra un'ipotesi, perché dai dati e dalle proiezioni che ha riportato
sembra ci sia stato uno studio, quindi vuol dire che c'è una reale volontà di attuarla il
prima possibile; non c'è ancora la proposta di deliberazione, però, secondo me,
l'avete già benissimo scritta e chiusa in un cassetto in attesa del via libera. Da come
parla, Assessore, sembra quasi tutto veritiero, che possa iniziare da un momento
all'altro, il prima possibile. Poi, ricordo all'Assessore che parla delle previsioni per il
prossimo anno, ma penso che prima dell'estate, comunque, sicuramente possa
diventare realtà questa ipotetica sua proposta di deliberazione.
Io le dico tranquillamente che mi opporrò fin dall'inizio se la Giunta (lei, l'Assessore
Passoni o chi per la Giunta è il competente in materia) porterà questa proposta di
deliberazione; avrete la battaglia dal mio Gruppo politico.
Spiego il motivo. Non si può ogni volta ipotizzare di tartassare sempre gli stessi. Io
inviterei l'Assessore a portare avanti azioni come quelle che ha detto, ad esempio la
dismissione di queste 10 scuole cittadine, ma anche a prevedere nuove ipotetiche
strategie di intervento per evitare questa tassa, perché, da quanto lei ha descritto, mi
sembra che attualmente si stia facendo troppo poco; sinceramente, mi immaginavo
che si facesse qualcosa in più e di aggiuntivo.
Pregherei anche l'Assessore di non comunicare queste ipotesi per mezzo stampa, ma
di comunicare prima al suo Consiglio Comunale se intende fare qualcosa di simile e
vedere che cosa magari propongano gli schieramenti politici e quali rimedi possano
avere a riguardo.
Ovviamente, lo Stato deve intervenire, non può essere inerte, non può fare finta di
niente. Io penso che, in questo momento, con i Ministri che noi abbiamo, possiamo
avere un dialogo proficuo e che soprattutto sappiano ciò che capita a Torino. Quindi,
chi meglio di lei può andare a spiegare ancora di più nel dettaglio che cosa capita a
Torino e chi meglio di lei può dare voce e farsi forza per ottenere qualcosa sulla
nostra Città?
Quindi, il mio augurio è che si prevedano altre ipotesi, quindi non di
istituzionalizzare e far diventare realtà questo contributo per le scuole, ma di
prevedere nuovi progetti e nuovi programmi affinché questo non possa essere
applicato, ma vi sia un rientro delle spese in maniera diversa.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
La ringrazio dell'invito all'impegno a trovare risorse aggiuntive. Come le dicevo
prima, è un invito che non solo raccolgo, ma che ho fatto mio sin dall'inizio del mio
mandato, proprio cercando un'azione forte di pressione sul Ministero, addirittura
costruendo questa Rete delle otto Grandi Città d'Italia, che non vuole essere
assolutamente sostitutiva dell'ANCI, ma è una rete specifica, perché il problema
delle scuole dell'infanzia è un problema che riguarda soltanto le grandi città e alcune
grandi città che, negli anni, hanno fatto questa scelta. D'altra parte, è una scelta
proprio per offrire alla cittadinanza, ai bambini innanzitutto, ma anche alle loro
famiglie, un servizio. Un servizio che, però, ha i costi che dicevo prima.
Il fatto che io possegga dei dati non è indicativo di una volontà assunta. Credo che
sia doveroso per chi si propone, in qualche modo, di fare della buona
Amministrazione occuparsi anche di quello che si chiama, nel gergo contabile, il
controllo di gestione; cioè, io voglio sapere quanto costano i servizi, non soltanto le
scuole di infanzia, ma anche per quanto riguarda gli altri servizi educativi sarei in grado
di essere così dettagliata nell'indicarle i costi. Questo quindi non significa che c'è
una volontà assunta e determinata rispetto all'introduzione di questa tassa di
iscrizione. È una possibilità e, appunto, avendola valutata come tale, è chiaro che
andiamo a fare delle proiezioni e delle previsioni, ma questo non significa,
naturalmente, avere assunto una volontà precisa; è in discussione.
Quanto al fatto che sia comparsa sui giornali, è stata una fuga di notizie non a me
addebitabile, anche perché le sedi per confrontarci sono quelle istituzionali, in primo
luogo la Commissione e, ovviamente, il Consiglio Comunale.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)