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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2012-00545
"GUASTI LINEA METROPOLITANA" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SCANDEREBECH IN DATA 2 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201200545/002,
presentata in data 2 febbraio 2012, avente per oggetto:
"Guasti Linea Metropolitana"
dell'interpellanza n. mecc. 201200721/002, presentata in data 10 febbraio 2012,
avente per oggetto:
"Allagamento stazioni Metro Torino"
e dell'interpellanza n. mecc. 201200797/002, presentata in data 15 febbraio 2012,
avente per oggetto:
"Il gelo paralizza la metropolitana"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La risposta all'interpellanza precedente era relativa anche a queste interpellanze,
visto che riguardano tutte lo stesso argomento, cioè i guasti alla Metropolitana dovuti
al gelo.
L'Assessore ritiene di aver già risposto?

LUBATTI Claudio (Assessore)
Se c'è qualche domanda un pochino più puntuale, posso provare a dare qualche
risposta.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
È una trattazione un po' inusuale, nel senso che mi immaginavo di avere una risposta
all'interpellanza e non di sentire una risposta ad altre interpellanze.
Comunque, va benissimo lo stesso, nel senso che ho appreso una parte di risposta
dall'interpellanza precedente. La domanda che sorge adesso, a posteriori di quella
risposta, è: in quale modo si pensa di intervenire, quale prevenzione si intende attuare
per il prossimo inverno, affinché non si verifichino più i guasti che si sono verificati
quest'anno?
Abitando a Torino, in Piemonte - Piemonte vuol dire ai piedi dei monti, non smetterò
mai di dirlo in questa Sala -, era ovvio che potesse nevicare nella nostra città ed era
abbastanza prevedibile che potessero scendere le temperature sotto una certa soglia.
Voglio ricordare che, per gli interventi della Metropolitana, questo Comune si è
indebitato milioni e milioni di Euro, forse miliardi, quindi, essendoci indebitati, non
capisco per quale motivo non si sia fatta un'opera furba, funzionale e che non si
blocchi ogni volta che c'è un imprevisto.
Capisco che ci sia stata l'emergenza freddo, capisco che ci possano essere degli
imprevisti, però quello che non capisco è come sia possibile che in una città come
Torino, che è ai piedi dei monti, non si sia previsto un sistema per cui questa
Metropolitana potesse continuare a funzionare, perché è rimasta totalmente
paralizzata, non era neanche accessibile dalle scale mobili ed i tornelli non
funzionavano.
Assessore, sa meglio di me che cosa è successo alla Metropolitana, non glielo devo
raccontare io.
Mi sono trovata in altre città europee con tantissimi metri di neve e la Metropolitana
funzionava benissimo, era l'unico mezzo per muoversi in città, perché i taxi si
rifiutavano di muoversi e perché le autovetture private non erano in grado di
muoversi nelle città così tanto innevate. Faccio l'esempio di Parigi l'anno scorso.
Qui mi sembra ci sia stata la situazione opposta: anziché privilegiare il trasporto
pubblico, si è privilegiato il trasporto privato, perché quello pubblico era inagibile.
Quindi, io la inviterei a fare un piano strategico per il prossimo anno.
Ormai siamo in un periodo in cui non si dovrebbero più verificare queste emergenze,
ma cerchiamo di prevenire ciò che può succedere il prossimo anno.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Mi scusi, Assessore, però io ho alcuni dubbi; lei ci relaziona sempre, ma i contorni
sono sempre un po' vaghi.
C'è stato il problema dell'allagamento, il problema del gelo ed altri problemi. Io credo
che un impianto di questo genere dovrebbe avere dei limiti in basso e dei limiti verso
l'alto ampiamente sforabili, perché può capitare un inverno più gelido di un altro. È
come se ci fosse un ascensore con portata quattro persone, peso massimo 100 chili.
Normalmente, alcuni sistemi dovrebbero andare ben oltre la soglia di sicurezza.
Io ritengo che l'errore umano ci sia stato, non tanto nella realizzazione, quanto
proprio nel pensare come avrebbe dovuto essere fatto l'impianto. Ho anche il
sospetto che il materiale scelto sia sotto la qualità necessaria e giustificata dal costo
di tutta quest'opera.
Ho anche il sospetto, purtroppo, che, se tanto mi dà tanto, quando comincerà a fare
caldo, magari salterà il funzionamento degli impianti di aerazione o di
raffreddamento. Per cui, magari passeremo da allagamenti ad una specie di
metropolitana modello forno a microonde.
Quindi, se tanto mi dà tanto, credo che molti materiali utilizzati siano sottosicurezza
e sottoqualità. Quindi, più che fare - come diceva il Consigliere Scanderebech - una
prevenzione per il prossimo anno, io direi che sarebbe il caso di andare a rivedere
tutto il sistema fin d'ora.
Inoltre, il fatto di non avere i pezzi di ricambio è veramente una leggerezza umana,
assolutamente umana, perché qualsiasi pezzo, anche solo uno, potrebbe essere
difettoso, capita in tutte le situazioni. Quindi, non aver previsto i ricambi adeguati in
tempi utili è veramente una grandissima leggerezza umana.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Vorrei solo aggiungere una riflessione a quanto detto dai Consiglieri che mi hanno
preceduto, cioè che questa situazione di guasti e di emergenze non è rivolta solo ad
una tipologia rispetto all'argomento generale Metropolitana, ma non c'è stato un solo
oggetto/soggetto che non sia stato coinvolto (tubazioni, scale, tornelli, porte della
Metropolitana).
Allora, giustamente c'è un po' di preoccupazione, perché, nonostante ogni giorno si
avanzi tecnologicamente, ci ritroviamo, invece, con la Metropolitana che a -10 gradi
si inchioda.
Allora, la grande riflessione dev'essere fatta in questo senso. Adesso ci sarà il nuovo
tratto, probabilmente si andrà avanti. Spero di non ritrovarci tutti insieme di nuovo
qui, in Consiglio, a porci le stesse domande, perché effettivamente sarebbe grave. Ad
esempio, probabilmente dico una stupidaggine, ma per il circuito antincendio non si
è pensato al vascone di prima raccolta con all'interno dell'antigelo in modo da
evitare che si rompessero i tubi; per le porte della Metropolitana, che appunto non si
chiudevano per il troppo gelo, il tipo di liquido per gli impianti pneumatici,
oleodinamici, avrebbe dovuto sopportare il gelo. Come dice giustamente il
Consigliere Scanderebech, non dimentichiamoci che siamo ai piedi delle Alpi, non
siamo a Palermo. Quindi, questo aspetto è da tenere in considerazione.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
I Consiglieri hanno fatto delle valutazioni che sono, in buona parte, anche le mie, nel
senso che tutta la documentazione che io ho recuperato, non solo per queste
interpellanze, era utile per approfondire quali erano i meccanismi che stavano alla
base sia della progettazione sia della manutenzione che facciamo agli impianti.
Quando c'è stata la prima fuoriuscita di acqua alla stazione Paradiso sono stato
immediatamente chiamato, quindi ho visto di persona quali sono quei disagi che i
cittadini direttamente hanno, anche perché sono le classiche situazioni nelle quali il
disgelo avviene in maniera consecutiva, quindi prima è toccato ad una stazione, poi
alla stazione dopo, poi a quella successiva, e siamo arrivati a dover chiudere la
Metropolitana, perché il rischio era troppo alto ed evidentemente anche i soli sistemi
antincendio alternativi non garantivano più la sicurezza del sistema.
Aggiungo, per rispondere in maniera dettagliata a quanto diceva il Consigliere
Carbonero, che, anche qui, la normativa italiana non ci permette l'inserimento di
antigelo all'interno dell'impianto. È stata la prima domanda che mi sono posto
anch'io e ho subito chiesto delucidazioni al primo Vigile del Fuoco che ho
incontrato.
Quindi, in queste occasioni forse si fanno un po' i conti con i limiti della
progettazione. Io ho chiesto, per esempio, una verifica se le nostre scale mobili
debbano per forza essere a cielo aperto o meno. Poi, mercoledì sono stato invitato a
Milano dal Collega all'inaugurazione dell'ultimo tratto della Metropolitana e, un po'
sensibile sul tema, ho dato un'occhiata, verificando che sono tutte a cielo aperto,
perché la scuola di pensiero dei progettisti europei in tutte le metropolitane è quella.
Verificheremo se e come riusciremo nella nuova progettazione a far inserire più
attenzione da questo punto di vista.
Quindi, anche i piani di manutenzione mi sembrano ben fatti. Anche su questo sono,
ovviamente, a vostra disposizione. Uno dei Consiglieri chiedeva qual è il sistema di
sostituzione nel momento in cui si ferma la Metropolitana. Io, guardate, ero proprio lì
e sono risalito in superficie per verificare che non ci fosse troppa gente ferma alle
fermate, eccetera, ed il servizio sostitutivo è partito immediatamente perché c'erano
le vetture ferme a Fermi e sono partite immediatamente.
Quindi, il sistema ha retto dal punto di vista del servizio. È chiaro che i disagi ci sono
e verificheremo in tutte le occasioni quali possano essere le possibilità, con tutti i
limiti di Legge previsti, per evitare ulteriori disagi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Le interpellanze sono discusse.
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