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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201200545/002, presentata in data 2 febbraio 2012, avente per oggetto: "Guasti Linea Metropolitana" dell'interpellanza n. mecc. 201200721/002, presentata in data 10 febbraio 2012, avente per oggetto: "Allagamento stazioni Metro Torino" e dell'interpellanza n. mecc. 201200797/002, presentata in data 15 febbraio 2012, avente per oggetto: "Il gelo paralizza la metropolitana" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La risposta all'interpellanza precedente era relativa anche a queste interpellanze, visto che riguardano tutte lo stesso argomento, cioè i guasti alla Metropolitana dovuti al gelo. L'Assessore ritiene di aver già risposto? LUBATTI Claudio (Assessore) Se c'è qualche domanda un pochino più puntuale, posso provare a dare qualche risposta. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica È una trattazione un po' inusuale, nel senso che mi immaginavo di avere una risposta all'interpellanza e non di sentire una risposta ad altre interpellanze. Comunque, va benissimo lo stesso, nel senso che ho appreso una parte di risposta dall'interpellanza precedente. La domanda che sorge adesso, a posteriori di quella risposta, è: in quale modo si pensa di intervenire, quale prevenzione si intende attuare per il prossimo inverno, affinché non si verifichino più i guasti che si sono verificati quest'anno? Abitando a Torino, in Piemonte - Piemonte vuol dire ai piedi dei monti, non smetterò mai di dirlo in questa Sala -, era ovvio che potesse nevicare nella nostra città ed era abbastanza prevedibile che potessero scendere le temperature sotto una certa soglia. Voglio ricordare che, per gli interventi della Metropolitana, questo Comune si è indebitato milioni e milioni di Euro, forse miliardi, quindi, essendoci indebitati, non capisco per quale motivo non si sia fatta un'opera furba, funzionale e che non si blocchi ogni volta che c'è un imprevisto. Capisco che ci sia stata l'emergenza freddo, capisco che ci possano essere degli imprevisti, però quello che non capisco è come sia possibile che in una città come Torino, che è ai piedi dei monti, non si sia previsto un sistema per cui questa Metropolitana potesse continuare a funzionare, perché è rimasta totalmente paralizzata, non era neanche accessibile dalle scale mobili ed i tornelli non funzionavano. Assessore, sa meglio di me che cosa è successo alla Metropolitana, non glielo devo raccontare io. Mi sono trovata in altre città europee con tantissimi metri di neve e la Metropolitana funzionava benissimo, era l'unico mezzo per muoversi in città, perché i taxi si rifiutavano di muoversi e perché le autovetture private non erano in grado di muoversi nelle città così tanto innevate. Faccio l'esempio di Parigi l'anno scorso. Qui mi sembra ci sia stata la situazione opposta: anziché privilegiare il trasporto pubblico, si è privilegiato il trasporto privato, perché quello pubblico era inagibile. Quindi, io la inviterei a fare un piano strategico per il prossimo anno. Ormai siamo in un periodo in cui non si dovrebbero più verificare queste emergenze, ma cerchiamo di prevenire ciò che può succedere il prossimo anno. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Mi scusi, Assessore, però io ho alcuni dubbi; lei ci relaziona sempre, ma i contorni sono sempre un po' vaghi. C'è stato il problema dell'allagamento, il problema del gelo ed altri problemi. Io credo che un impianto di questo genere dovrebbe avere dei limiti in basso e dei limiti verso l'alto ampiamente sforabili, perché può capitare un inverno più gelido di un altro. È come se ci fosse un ascensore con portata quattro persone, peso massimo 100 chili. Normalmente, alcuni sistemi dovrebbero andare ben oltre la soglia di sicurezza. Io ritengo che l'errore umano ci sia stato, non tanto nella realizzazione, quanto proprio nel pensare come avrebbe dovuto essere fatto l'impianto. Ho anche il sospetto che il materiale scelto sia sotto la qualità necessaria e giustificata dal costo di tutta quest'opera. Ho anche il sospetto, purtroppo, che, se tanto mi dà tanto, quando comincerà a fare caldo, magari salterà il funzionamento degli impianti di aerazione o di raffreddamento. Per cui, magari passeremo da allagamenti ad una specie di metropolitana modello forno a microonde. Quindi, se tanto mi dà tanto, credo che molti materiali utilizzati siano sottosicurezza e sottoqualità. Quindi, più che fare - come diceva il Consigliere Scanderebech - una prevenzione per il prossimo anno, io direi che sarebbe il caso di andare a rivedere tutto il sistema fin d'ora. Inoltre, il fatto di non avere i pezzi di ricambio è veramente una leggerezza umana, assolutamente umana, perché qualsiasi pezzo, anche solo uno, potrebbe essere difettoso, capita in tutte le situazioni. Quindi, non aver previsto i ricambi adeguati in tempi utili è veramente una grandissima leggerezza umana. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Vorrei solo aggiungere una riflessione a quanto detto dai Consiglieri che mi hanno preceduto, cioè che questa situazione di guasti e di emergenze non è rivolta solo ad una tipologia rispetto all'argomento generale Metropolitana, ma non c'è stato un solo oggetto/soggetto che non sia stato coinvolto (tubazioni, scale, tornelli, porte della Metropolitana). Allora, giustamente c'è un po' di preoccupazione, perché, nonostante ogni giorno si avanzi tecnologicamente, ci ritroviamo, invece, con la Metropolitana che a -10 gradi si inchioda. Allora, la grande riflessione dev'essere fatta in questo senso. Adesso ci sarà il nuovo tratto, probabilmente si andrà avanti. Spero di non ritrovarci tutti insieme di nuovo qui, in Consiglio, a porci le stesse domande, perché effettivamente sarebbe grave. Ad esempio, probabilmente dico una stupidaggine, ma per il circuito antincendio non si è pensato al vascone di prima raccolta con all'interno dell'antigelo in modo da evitare che si rompessero i tubi; per le porte della Metropolitana, che appunto non si chiudevano per il troppo gelo, il tipo di liquido per gli impianti pneumatici, oleodinamici, avrebbe dovuto sopportare il gelo. Come dice giustamente il Consigliere Scanderebech, non dimentichiamoci che siamo ai piedi delle Alpi, non siamo a Palermo. Quindi, questo aspetto è da tenere in considerazione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) I Consiglieri hanno fatto delle valutazioni che sono, in buona parte, anche le mie, nel senso che tutta la documentazione che io ho recuperato, non solo per queste interpellanze, era utile per approfondire quali erano i meccanismi che stavano alla base sia della progettazione sia della manutenzione che facciamo agli impianti. Quando c'è stata la prima fuoriuscita di acqua alla stazione Paradiso sono stato immediatamente chiamato, quindi ho visto di persona quali sono quei disagi che i cittadini direttamente hanno, anche perché sono le classiche situazioni nelle quali il disgelo avviene in maniera consecutiva, quindi prima è toccato ad una stazione, poi alla stazione dopo, poi a quella successiva, e siamo arrivati a dover chiudere la Metropolitana, perché il rischio era troppo alto ed evidentemente anche i soli sistemi antincendio alternativi non garantivano più la sicurezza del sistema. Aggiungo, per rispondere in maniera dettagliata a quanto diceva il Consigliere Carbonero, che, anche qui, la normativa italiana non ci permette l'inserimento di antigelo all'interno dell'impianto. È stata la prima domanda che mi sono posto anch'io e ho subito chiesto delucidazioni al primo Vigile del Fuoco che ho incontrato. Quindi, in queste occasioni forse si fanno un po' i conti con i limiti della progettazione. Io ho chiesto, per esempio, una verifica se le nostre scale mobili debbano per forza essere a cielo aperto o meno. Poi, mercoledì sono stato invitato a Milano dal Collega all'inaugurazione dell'ultimo tratto della Metropolitana e, un po' sensibile sul tema, ho dato un'occhiata, verificando che sono tutte a cielo aperto, perché la scuola di pensiero dei progettisti europei in tutte le metropolitane è quella. Verificheremo se e come riusciremo nella nuova progettazione a far inserire più attenzione da questo punto di vista. Quindi, anche i piani di manutenzione mi sembrano ben fatti. Anche su questo sono, ovviamente, a vostra disposizione. Uno dei Consiglieri chiedeva qual è il sistema di sostituzione nel momento in cui si ferma la Metropolitana. Io, guardate, ero proprio lì e sono risalito in superficie per verificare che non ci fosse troppa gente ferma alle fermate, eccetera, ed il servizio sostitutivo è partito immediatamente perché c'erano le vetture ferme a Fermi e sono partite immediatamente. Quindi, il sistema ha retto dal punto di vista del servizio. È chiaro che i disagi ci sono e verificheremo in tutte le occasioni quali possano essere le possibilità, con tutti i limiti di Legge previsti, per evitare ulteriori disagi. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Le interpellanze sono discusse. |