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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200811/002, presentata in data 16 febbraio 2012, avente per oggetto: "Aumenti sicuri, servizi fantasma" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) I Consiglieri interpellanti segnalano alcune problematiche che sono note all'Amministrazione, in particolare i varchi di controllo dei biglietti, le emettitrici automatiche e le scale mobili che sono fuori uso. Do qualche informazione ai Consiglieri, anche perché è proprio di queste ore la notizia che la sperimentazione effettuata - su richiesta della Città - su alcuni tornelli da parte della stessa impresa che li ha montati, ha portato a esiti positivi. Quindi, tutti i tornelli in servizio presso la Metropolitana verranno adeguati alle eventuali nuove bassissime temperature, per evitare che si ripetano i disservizi che ci sono stati. Bisogna considerare che, ovviamente, la progettazione di quei tornelli è stata fatta immaginando delle temperature medie, che sono basse, ma non al livello di quelle che abbiamo avuto nelle scorse settimane; quindi, il servizio ha dovuto subire un rallentamento ed in particolare per quanto riguarda i tornelli è stato necessario metterli fuori uso per manutenzione per alcuni giorni. Credo che l'interpellanza nasca da qui. Poi darò qualche informazione precisa con materiale cartaceo, se i Consiglieri lo ritengono opportuno. Stessa cosa vale anche per le scale mobili. Le scale mobili avevano un problema differente, che non era dovuto alle questioni meteorologiche o alle basse temperature, ma era relativo ad un pezzo che, nella media delle scale mobili installate in tutte le città, va in usura dopo almeno cinque anni e quindi non c'era stata la prenotazione dei pezzi di ricambio nei primissimi anni, come ci è stato confermato anche dall'azienda che ha installato le scale mobili. Così non è successo a Torino, nel senso che i pezzi sono andati in usura molto presto. I costi sono stati a carico della stessa azienda, quindi non c'è stato alcun costo aggiuntivo né a carico della Città né tanto meno di Infra.To; nessun costo, quindi, per l'Amministrazione. La stessa azienda ha immediatamente ordinato, reperito e sostituito i pezzi che creavano il disservizio, quindi da quel momento le scale mobili dovrebbero, o dovranno, essere regolarmente in funzione. Una delle domande dell'interpellanza chiedeva se si è a conoscenza dei problemi riguardanti i varchi dei biglietti e le emettitrici automatiche collocate nell'atrio della stazione. Su questo stiamo provando a verificare quali possano essere le capacità di sostituzione immediata anche di alcune tipologie di bigliettazione, così come avviene un po' sulla linea 4 in forma sperimentale. La scorsa settimana sono stato sia a Roma che a Milano e, in effetti, le emettitrici automatiche hanno spesso problemi: in tutte le occasioni in cui ho preso la Metropolitana, ho dovuto girare almeno due o tre emettitrici automatiche. Quindi, potrebbe essere un'idea verificare la possibilità di emettere il biglietto direttamente a bordo, in caso di mancanza di utilizzo e di funzionamento da parte delle emettitrici automatiche. Per rispondere al punto 4 dell'interpellanza, non ci sono stati, con ragionevole certezza, errori umani; gli impianti antincendio che sono andati fuori uso - credo ci siano poi delle interpellanze successive, mi pare presentate dal Consigliere Scanderebech -, per la normativa italiana, devono comunque rimanere in pressione, quindi il fatto che ci sia stato un forte abbassamento della temperatura ha creato, da un lato, il blocco della circolazione del liquido interno e, dall'altro, nel momento in cui c'è stato lo sblocco per il nuovo rialzo delle temperature, le guarnizioni, evidentemente congelate, non hanno tenuto alla pressione e quindi c'è stato questo problema di allagamento. Quindi, direi che non si individuano cause derivanti da responsabilità per errori umani. Posso, però, garantire che abbiamo fatto tutto il possibile, ottenendo il risultato credo sperato anche dai singoli Consiglieri interpellanti, cioè che l'Amministrazione non avesse nessun costo a proprio carico, dovuto, invece, ad errate valutazioni da parte dell'azienda. Penso, ad esempio, alle scale mobili, sulla possibilità che questi pezzi non dovessero essere prenotati, perché non se ne immaginava un'usura così veloce ed i costi, era previsto dal contratto, sono stati - ripeto - non a carico della Città. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cervetti. CERVETTI Barbara Ingrid Ringrazio l'Assessore per le risposte date. L'unica puntualizzazione è che secondo noi, invece, l'errore umano c'è stato, nel momento in cui non sono stati previsti gli accorgimenti per le temperature che ci sono state in queste giornate. Non sono state temperature siberiane, quindi in questo senso per noi l'errore umano c'è stato, perché, abitando a Torino, eravamo in un range abbastanza previsto. Ovviamente, chiediamo se, gentilmente, l'Assessore può mandarci materiale cartaceo. Chiedevamo anche notizie di eventuali problemi che ci sono stati sulla coibentazione delle tubature. C'era giunta notizia che un problema dell'allagamento poteva essere dovuto alla mancata coibentazione delle tubature nella parte soprastante la Metropolitana. Si diceva che non era stata ritenuta necessaria la coibentazione di queste tubature, perché non si pensava si sarebbe arrivati a queste temperature. Chiedevamo anche informazioni riguardo questa coibentazione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Ho chiesto la parola, Presidente, perché il Consigliere ha posto una domanda precisa, alla quale va data una risposta precisa. In alcuni tratti dell'impianto antincendio la coibentazione non è proprio possibile per motivi di legge. Cioè, alcune tubazioni devono essere immediatamente reperibili ed accessibili per questioni di manutenzione immediata, essendo l'impianto antincendio un impianto che garantisce la sicurezza dell'intero sistema. In questo caso, però, si sta discutendo su quali possano essere le possibili migliorie, visto che andiamo anche verso la costruzione di un secondo tratto della prima Metropolitana, con una seconda Metropolitana - proprio per condividere un po' quello che, più che altro, si dice nei corridoi per il momento, perché non c'è ancora una valutazione ufficiale -, non è tanto la possibilità di coibentare che in alcuni casi - come dicevo - è vietata per Legge, ma quanto individuare il posizionamento delle centraline di interscambio tra queste varie tubazioni (ad esempio, a Paradiso voi le trovate praticamente all'ingresso della Metropolitana). Occorre verificare se, durante la fase di progettazione, sia possibile un posizionamento di questa centralina, che è quella che poi è andata in tilt nelle varie città - la stessa Milano è stata bloccata perché la stessa centralina, con lo stesso posizionamento è andata in blocco -, in uno spazio che garantisca sia l'accessibilità, per motivi di sicurezza, sia una maggior protezione dal punto di vista delle temperature, perché la normativa ci vieta di poter foderare e quindi di coibentare l'intero impianto. Nello stesso tempo, chiedendo un po' di informazioni ai tecnici, la Metropolitana francese, ad esempio, non ha il vincolo del mantenimento del liquido in pressione, il che sembra una banalità, ma, dal punto di vista tecnico, nel momento in cui congela, non c'è una pressione così forte quando l'impianto riparte e quindi, anche se il liquido dovesse congelare, quando scongela non crea problemi di rottura sulle guarnizioni. Quindi, stiamo facendo tutte le valutazioni possibili, insieme ovviamente ai tecnici del Settore e ai Vigili del Fuoco - perché gli impianti devono essere progettati, ma poi realizzati e, in un certo qual modo, collaudati direttamente dai Vigili del Fuoco -, per evitare che questi problemi in futuro si ripetano. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |