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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, passiamo alla richiesta di comunicazioni del Sindaco in merito agli scontri violenti tra manifestanti No-TAV e Forze dell'Ordine del 25 febbraio presso la stazione di Porta Nuova, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino. Ricordo al Sindaco, visto che non era presente, che, come Consiglio, abbiamo anche espresso la nostra solidarietà ai cinque Vigili Urbani feriti venerdì scorso a Palazzo Civico e per i quali l'intera Amministrazione si augura che guariscano presto. Successivamente alle comunicazioni ed al dibattito su questo argomento, passeremo all'esame delle proposte di ordine del giorno aventi lo stesso oggetto sulla solidarietà espressa al Procuratore Generale Giancarlo Caselli. La parola al Sindaco. SINDACO Naturalmente, affronterò anche il tema che ha suscitato questa richiesta di comunicazioni, ma penso che sia necessario partire da quanto è accaduto oggi per, poi, risalire a quanto è avvenuto nei giorni scorsi. Come sapete, nella giornata di oggi si è verificato un episodio molto doloroso: Luca Abbà, un esponente del Movimento "No-TAV" che si trovava nella zona che da molti mesi è oggetto di iniziative di contestazione della TAV da parte di quel Movimento, è salito su un traliccio della corrente ad alta tensione, da lì ha avviato una cronaca in diretta, attraverso il suo portatile radiomobile, con "Radio Blackout" ed un'onda emessa dall'antenna della radio da cui trasmetteva ha fatto ponte con l'alta tensione e questo ha prodotto una scarica molto grave che ha colpito lo stesso Luca Abbà. Il comunicato del CTO, dove è stato ricoverato, parla di una scarica elettrica, probabilmente entrata nel braccio destro e uscita dalla gamba destra, che ha prodotto conseguenze che si conosceranno nelle prossime ore; sono state anche diagnosticate - perché, poi, per effetto della scarica Abbà è precipitato al suolo - lesioni al torace, uno pneumotorace al polmone sinistro, una frattura dorsale composta e una contusione renale, oltre ad un trauma cranico ed un focolaio contusivo occipitale. È ovvio che tutti ci auguriamo che le condizioni migliorino e che, nelle prossime ore, i medici possano darci notizie più confortanti rispetto alla salute di Luca Abbà. Naturalmente, questo episodio non è isolato, ma si colloca in una situazione difficile e delicata che, da molto tempo, si trascina intorno alla realizzazione dell'investimento per la ferrovia ad Alta Velocità in Val di Susa; in questi mesi, abbiamo avuto, a fianco di un Movimento che pacificamente ha cercato di affermare le proprie ragioni, molti episodi che, invece, hanno segnato questa vicenda anche in termini più critici e problematici e, spesso, anche non pacifici. Venerdì scorso, un gruppo di esponenti dei centri sociali ha inscenato una manifestazione davanti al Comune, ha tentato di forzare l'ingresso del Palazzo Comunale e di invaderlo ed i Vigili Urbani, che sono di servizio alla tutela del Palazzo, hanno impedito che questo avvenisse, ma sono stati oggetto di aggressione e nello scontro tre di loro sono stati feriti e, nelle ore successive, sono stati ricoverati e curati presso gli ospedali cittadini. A latere di questa vicenda, mentre i tre Vigili contusi venivano portati all'ospedale, c'è stato un incidente stradale che ha prodotto altri due ferimenti. Sabato scorso, in coda alla manifestazione in Val di Susa, che - come i giornali riferiscono - ha avuto uno svolgimento pacifico, ci sono stati invece, in particolare nelle stazioni ferroviarie da cui ripartivano una parte dei dimostranti che erano venuti da fuori Torino, episodi di violenza che hanno visto anche lì vittime esponenti delle Forze dell'Ordine, segnatamente un ufficiale della Polizia. Nella giornata di oggi, dopo che si è prodotto l'episodio drammatico che ha coinvolto Luca Abbà, c'è stata un'attivazione di iniziative connesse a quella vicenda che hanno portato all'aggressione di un giornalista della Stampa, Marco Accossato - nei confronti del quale manifestiamo la solidarietà del Consiglio Comunale - e blocchi stradali e ferroviari che sono tuttora in corso lungo le due statali che attraversano la Val di Susa ed alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Sono solo gli ultimi episodi di vicende che, in realtà, si ripetono e che assumono sempre più frequentemente queste configurazioni di intolleranza e di intimidazione. Ricordo che, nel corso di una manifestazione di qualche settimana fa (promossa anche in quel caso dal Movimento "No-TAV"), la Città era stata fortemente devastata da scritte ingiuriose nei confronti del dottor Caselli e di altri esponenti che sono sostenitori della realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità; da molte settimane, il dottor Caselli è fatto ormai oggetto di una pratica di intimidazione che tende a limitarne la libertà di movimento e di espressione. Anche in questo caso, come ho già fatto nel corso delle passate settimane e recentemente anche con un'intervista rilasciata a "La Stampa" di Torino, non posso che esprimere tutta la solidarietà nei confronti del dottor Caselli, di cui tutti conosciamo il rigore, lo scrupolo e l'assoluta attinenza alle regole dello stato di diritto. Questo è il contesto nel quale è maturato l'episodio di oggi. In questa sede, voglio ribadire con brevi parole quanto ho già avuto modo di dire a questo Consiglio molte volte. È del tutto legittimo non condividere la realizzazione di un'opera infrastrutturale di grande scala, è del tutto legittimo non essere d'accordo sulla realizzazione di una ferrovia ad Alta Velocità, piuttosto che di un altro investimento, però quello che non è legittimo è ricorrere ad una prassi costante e continua di intimidazioni, di violenze e di soprusi, che non solo riduce la validità del Movimento e delle ragioni che sostengono la contestazione di quella infrastruttura, ma rappresentano una lesione gravissima della convivenza democratica e civile del nostro Paese. Né si può invocare una drammatizzazione che viene messa in essere ogni giorno da settori interni al Movimento "No-TAV", per poi chiedere che si aprano continue pause di riflessione per ricondurci ad una situazione di minore tensione, perché se la minore tensione viene invocata da quelli che costantemente la alimentano, questa è evidentemente una spirale che non può essere né condivisa, né accettata. Quindi non posso che ribadire ancora una volta la mia valutazione personale, della Giunta e, mi auguro, di tutto Consiglio Comunale, che è di una stigmatizzazione assolutamente inequivoca e netta nei confronti di ogni atto che, in qualche modo, si configuri come un atto di intimidazione, di prevaricazione e di violenza. Penso che tutto questo non possa essere accettato. Nessuna ragione può legittimare il ricorso a parole d'ordine, metodi e prassi che in questa Città abbiamo già conosciuto in altri anni e che in questa stessa Città hanno già prodotto lutti e sofferenze, che non vogliamo più conoscere. Sottolineo che quando sulle mura di Torino si scrive: "Caselli come Ramelli" (Ramelli è stata una vittima molti anni fa), evidentemente lo scrive qualcuno che conosce la storia e che, forse, ha anche partecipato alla fine drammatica che ha fatto Ramelli. Sappiamo tutti - chi ha qualche anno di più, l'ha vissuto in questa Città - che anche negli anni Ottanta si cominciò con le scritte e si finì sprangando e sparando verso coloro che venivano considerati avversari politici. Evitare che si ripetano lutti e tragedie che questa Città ed il Paese hanno già conosciuto è responsabilità di tutti, sia di quelli che pensano che la TAV sia un'utile infrastruttura del Paese, sia di quelli che, invece, pensano che non la si debba costruire. Ripeto che il confronto e la dialettica di opinioni sono del tutto legittimi, ma tutti coloro che hanno un'opinione devono sapere che, per poterla esprimere liberamente, hanno bisogno di vivere in un Paese democratico e libero, nel quale nessuno viene perseguitato, oppresso, criminalizzato o insultato per le opinioni che esprime. L'impegno della nostra Amministrazione è di fare in modo che questa Città continui ad essere una Città nella quale ciascuno possa vivere libero e sereno ed affermare le proprie opinioni; naturalmente, il nostro impegno è anche quello di sostenere ogni scelta che si ritenga giusta per lo sviluppo di questa Città, della nostra Regione e del Paese. Non c'è dubbio, perché lo abbiamo detto molte volte, che in proposito l'opinione di merito dell'Amministrazione Comunale è di considerare la TAV un'opera strategica di interesse locale e nazionale irrinunciabile e per questo ribadiamo ancora una volta la necessità di sostenerne la realizzazione. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ritengo di dover intervenire per primo, avendo chiesto le comunicazioni, delle quali non sono molto soddisfatto, perché si è parlato di tutto, tranne che della dinamica degli scontri di sabato sera. La dinamica la posso spiegare io: non ero presente sabato sera, ma, in base a quello che è visibile a tutti dai video e dalle testimonianze sulla rete, le persone che tornavano con i treni dalla Val di Susa a Porta Nuova per prendere una coincidenza per andare a Milano o Genova (o da dove provenivano), scendendo dal treno si sono trovate davanti uno schieramento di centinaia di poliziotti in assetto antisommossa. In un clima che era perfettamente pacifico, questi poliziotti hanno cominciato a chiedere il biglietto. Per carità, è giusto controllare che anche chi torna da una manifestazione abbia pagato i 10 Euro per raggiungere Milano, ma di sicuro non è normale che uno schieramento di centinaia di poliziotti in assetto antisommossa controlli i biglietti del treno. Dopodiché, durante questa operazione, i video testimoniano che improvvisamente, in una situazione tranquilla, la Polizia ha iniziato a caricare, una prima carica a freddo, e si vede una seconda carica alle spalle; quindi, prima queste persone sono state fatte passare verso il treno e, poi, sono state inseguite con i manganelli. Si vedono filmati e foto in cui i lacrimogeni vengono tirati nel treno, quindi le persone chiuse dentro respirano i soliti lacrimogeni al CS, vietati dalle convenzioni internazionali, e queste testimonianze non arrivano da esagitati violenti, ma una delle testimonianze arriva da Giorgio Cremaschi, uno dei leader della Fiom. Chiedo di capire qual è la verità, perché il problema è che in questa città si è creato un clima preoccupante ed è vero - come ricordava il Sindaco - che ci sono stati tanti altri episodi, ad esempio quello di venerdì; io ne ho citato uno, sul quale ho presentato un'interpellanza: lunedì, allo stadio, apparentemente non per motivi politici, un tifoso ha oltrepassato la barriera in un clima di festa per prendere una maglietta ed è stato preso di peso e trascinato via davanti a migliaia di persone; ventimila persone hanno già visto questo video su YouTube ed il video continua a girare. Quindi, ormai in questa Città ci sono decine di migliaia di persone che non si fidano più delle Forze dell'Ordine e che vogliono delle spiegazioni su questi comportamenti. Non stiamo parlando della questione TAV in generale, ma stiamo parlando di episodi molto specifici di gestione dell'ordine pubblico. Senza arrivare agli episodi di oggi, su cui ovviamente non sappiamo nulla di più di quanto è stato riportato, ma anche questi sono gravissimi; senza voler entrare nell'allargamento del cantiere, nella sua legalità, perché non si capisce come si possa continuare ad occupare dei terreni privati non con un esproprio, come richiede la Legge, ma con una requisizione da parte del Prefetto, secondo una Legge di origine fascista; questa Legge prevede comunque delle condizioni di urgenza e non si capisce quali siano queste condizioni di urgenza, visto che il progetto non c'è ancora, i lavori non ci sono e, quindi, qual è questa benedetta urgenza che porta a buttare fuori la gente dai terreni che ha regolarmente acquistato e possiede e coltiva nella zona di Chiomonte? Intanto, vorremmo dare la solidarietà a tutti: al giornalista aggredito, al ragazzo che è caduto dal traliccio, perché non si deve mai augurare la morte di nessuno, al Procuratore Caselli, alle persone che protestano, ai giornalisti, perché il problema è proprio questo clima di tensione. Vorrei che la politica si ponesse il problema di come far cadere questo clima di tensione, non continuando ad alimentarlo con discussioni, con dichiarazioni, con ordini del giorno e con tutti gli strumenti che ha la politica, ma credo che sia il momento di una pausa di riflessione, perché stiamo andando in una direzione molto preoccupante per l'ordine pubblico di Torino. Spero veramente che Luca Abbà si salvi, perché non so che cosa potrebbe accadere se ciò non accadesse; quindi facciamo il tifo per lui e ci auguriamo che la situazione si risolva positivamente. Quindi, per quanto riguarda tutte le discussioni sull'utilità dell'opera, non so se lo dobbiamo ripetere per l'ennesima volta, ma quest'opera è inutile e costosa. Chiunque abbia esaminato i dati, ormai lo sa, la richiesta è di fare un passo indietro; intanto, di fare un'indagine seria su quanto è avvenuto sabato sera, perché è giusto che la Magistratura indaghi quando ci sono scontri e violenze in qualunque ambito, comprese le manifestazioni dei No-TAV, ma è giusto anche che indaghi quando vi sono delle prove, viste da decine di migliaia di persone, di possibili - chiaramente, visto che non ci sono le indagini, non sappiamo - abusi o, comunque, comportamenti esagerati ed inopportuni da parte delle Forze dell'Ordine. In particolare, vorremmo dire una cosa: sappiamo che a comandare le Forze della Polizia Ferroviaria di Torino c'è quel Questore, Spartaco Mortola, che è stato condannato in primo ed in secondo grado per i fatti accaduti nella scuola Diaz al G8 di Genova e che, poi, è stato assolto in Cassazione ed è stato messo a dirigere la Polizia Ferroviaria di Torino. Crediamo che questa destinazione sia assolutamente inopportuna e contribuisca ad aumentare inutilmente la tensione in questa situazione e, quindi, sarebbe meglio ripensare all'opportunità di avere, in questo momento, questa persona a dirigere le Forze di Polizia Ferroviaria in questa città. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto È chiaro che, anche per quanto ci riguarda, la solidarietà va a tutte le persone colpite, indistintamente da chi fossero, perché le azioni di violenza non fanno parte di questa civiltà e, in ogni caso, dovrebbero essere evitate in assoluto. Vorrei fare solo una riflessione, che credo sia importante: più che una pausa di riflessione credo che ci voglia un'azione, nel senso che, ripeto, è giustissimo dimostrare, essere contrari e farlo in modo assolutamente pacifico, come credo che faccia la grandissima parte dei "No-TAV". Negli anni Ottanta, a Torino abbiamo assistito a movimenti di massa, migliaia e migliaia di persone che manifestavano e marciavano per difendere i propri diritti, o comunque quelli che ritenevano tali, e non abbiamo mai assistito all'inserimento continuo di frange violente che invece trasformano queste quasi discussioni (perché, in qualche modo, si possono anche chiamare discussioni) in azioni efferate e particolarmente violente. È qui che chiedo, invece, io l'intervento... di Polizia, non Polizia, credo che c'entri anche relativamente, perché alla fine vengono dati degli ordini ed eseguono ciò che gli viene detto di fare. Nell'intervento del Sindaco non ho colto il passaggio o, forse, l'ha presunto automatico, ma non ho sentito alcuna azione da parte dell'Amministrazione nei confronti di chi, invece, venerdì ha aggredito gli agenti di Polizia, piuttosto che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Okay, le chiedo scusa, perché non c'è stato quel passaggio, quindi volevo capire se effettivamente c'era stato o meno. Lo stesso dottor Manganelli, rilasciando delle dichiarazioni ai media, è stato molto chiaro nell'identificare quali sono i fautori di queste azioni particolarmente violente; sappiamo che, in qualche modo, la troppo lunga pausa di riflessione da parte dell'Amministrazione concede a queste persone di poter fare un po' quello che vogliono. In questo inviterei il Sindaco ad attivarsi; è chiaro che avrebbe sicuramente il consenso della gran parte del Consiglio, perché, forse, è arrivato il momento di tirare le somme e fare in modo che non ci sia più la possibilità che pochissime persone, notissime a tutti, continuino a mettere (per fortuna non a ferro e fuoco, perché non ci riuscirebbero) in grande disagio e a creare atti di violenza sicuramente intollerabili, che però, automaticamente, a cascata portano a situazioni che tutti vorremmo evitare. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Il mio intervento sarà breve, anche perché, poi, dobbiamo esaminare una proposta di ordine del giorno, che, a mio giudizio, è molto importante. Innanzitutto, ringrazio il Sindaco per le parole inequivocabili che ha pronunciato questa sera rispetto sia all'opera, sia alla condanna ferma ed assoluta di tutti i fatti. Ricordo a tutti le parole del Capo della Polizia Manganelli rispetto ad Askatasuna, che sono sicuramente un segnale ineludibile rispetto alla necessità di interventi, anche politici, sostanzialmente, e di principio, che blocchino questa, a mio parere, reminescenza di un tempo che abbiamo già vissuto. In secondo luogo, vorrei manifestare la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a Numa, a Caselli e ad Accossato, che sono i tre che sono stati bersaglio di queste violenze, che però rappresentano bene il clima che si respira oggi. Pensiamo che su questo argomento non si possa più scherzare ed è per questo che, legittimamente (mi perdoni, Consigliere Curto), su queste cose mi scaldo, perché non è possibile continuare a strumentalizzare queste situazioni. Non è possibile, perché credo che ormai si sia raggiunto un livello di inconsapevole copertura politica che stiamo dando a movimenti giustamente pacifici e legittimamente manifestanti, che, però, automaticamente generano aspettative da parte di altre persone, che invece non hanno questi sentimenti. Quindi, Consigliere Curto, quando lei fa delle azioni, la prego di riflettere su queste cose, perché, mi creda - glielo dico con il cuore, perché lei, come me, è uno che ci crede e quindi la stimo -, su queste cose dobbiamo riflettere tutti insieme, perché siamo arrivati ad un livello oggettivamente esasperato. Per cui, ribadendo la nostra sicura ed assoluta volontà che la TAV si realizzi, perché non crediamo assolutamente a quello che dice il Movimento 5 Stelle e pensiamo che gli espropri per pubblica utilità ci possano essere, perché fanno parte di Leggi dello Stato e, conseguentemente, siano assolutamente legittimi e leciti, è giusto ragionare su questi temi. Pensiamo che chiunque possa manifestare la propria contrarietà ad un'opera così importante, però, al tempo stesso, vogliamo dire a queste persone che ci sono degli organi dello Stato, che fanno parte del potere consolidato e del potere legittimo di questa Nazione, che hanno anche una facoltà di controllo sulla salute pubblica e su quella che è la validità delle opere, che non possiamo mettere continuamente in discussione. Con l'Osservatorio sulla TAV abbiamo vissuto sei anni di discussioni su quel territorio. Dal 1991 - lo ricordava il Sindaco -, mi pare che sia lei, signor Sindaco, ad aver firmato l'accordo che portava a questa cosa, nel 1991, come Ministro del… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel 1996, come Ministro delle Infrastrutture, credo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi, dal 1996 ad oggi sono passati sedici anni, ne abbiamo discusso abbondantemente e, nel frattempo, in Francia l'opera è stata realizzata e si sta andando avanti e noi continuiamo a essere tenuti sotto scacco (con una minoranza che ha tanta voce ed una maggioranza di cittadini che, invece, vuole quest'opera, perché la ritiene indispensabile), nonostante i pronunciamenti di organi istituzionali dello Stato, dall'Osservatorio, all'ARPA, a tutte quelle Istituzioni che operano anche per il nostro bene. Infatti, la Pubblica Amministrazione - e termino il mio intervento -, checché se ne dica, opera sempre per il bene comune su questi temi. Quindi, non è possibile che si mettano continuamente in discussione delle opere che, invece, sono fondamentali. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca, a cui ricordo che il suo Collega è già intervenuto per tre minuti. RICCA Fabrizio Ringrazio il Sindaco per queste comunicazioni. Innanzitutto, ci tengo a dare, a nome della Lega Nord, la solidarietà anche a tutti i Poliziotti coinvolti in questi fatti, perché, quando accadono queste situazioni, è sempre importante ricordare chi lavora. Ritengo che in tutti i casi, se la Polizia fa delle cariche, un motivo alla base c'è, deve esserci un qualcosa che spinge un capo della Polizia a dare un ordine di carica, per cui ho piena fiducia (fino ad ora non ho mai avuto motivo di dubitare dei vertici della Polizia) e sono sicuro che qualsiasi azione è stata fatta con senso. Anche perché, lo ripeto, se caricano ci deve essere un motivo. Ho piena fiducia nel capo della Polizia Ferroviaria di Torino, nonostante sia stato indagato risulta comunque una persona pulita, quindi ritengo che ci sia un motivo se non è stato messo in galera. Il problema è che, adesso, a Torino c'è un clima pesante; come ha detto il Sindaco prima, hanno tentato di forzare il Palazzo Civico, è successo il fatto a Porta Nuova e, secondo noi, l'ultima manifestazione "No-TAV" a Torino ha avuto dei grandi problemi di gestione, perché quando i giornalisti ed i tutori dell'ordine vengono tacciati in questo modo, sicuramente non rappresenta il segnale di un clima disteso. Personalmente, in parte do anche un minimo di colpa a questa Amministrazione, perché - come diceva il Capo della Polizia Manganelli alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, che identificava in Askatasuna un problema ed un centro nevralgico di questi movimenti antagonisti - questa Amministrazione, negli anni precedenti (Sindaco, lei avrà modo in questi quattro anni che mancano di poterci smentire e in quel caso saremo pienamente con lei), probabilmente ha sempre utilizzato maniere troppo dolci, per cui sono stati messi in condizione di poter fare quello che volevano. A fronte di queste dichiarazioni, le chiedo di prendere ufficialmente le distanze anche da chi difende queste persone che dicono che hanno ricadute positive sul territorio, perché, viste le dichiarazioni del Capo della Polizia, sicuramente bisogna intervenire in maniera forte e le chiediamo di farlo, attivandosi con tutti quelli che sono gli Enti preposti, attraverso un'azione congiunta. Sicuramente non deve essere soltanto lei a volere questo tipo di azione, però le chiediamo di attivarsi in primis. Ritengo che il Movimento "No-TAV" abbia vinto la propria battaglia anni fa, quando per la terza volta ha fatto cambiare il progetto, quando ha abbassato i costi della realizzazione dell'opera a 2,7 miliardi di Euro spalmati su dieci anni, ancora meno di quanto era stato preventivato la volta precedente. Quindi, ritengo che un Movimento pacifico come quello dei "No-TAV" - e voglio continuare a crederlo così, perché conosco anche amministratori che fanno parte di questo Movimento che sono brave persone -, si debba totalmente dissociare da quella fronda violenta che sicuramente non rappresenta lo spirito del Movimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Devo ammettere che sono stupito dal tono del dibattito; sono stupito perché questa è una giornata molto particolare, secondo me molto difficile, che si è aperta, quando quasi nessuno se l'aspettava, con le notizie in arrivo da Giaglione, che parlavano di un blitz questa mattina da parte delle Forze dell'Ordine che sono intervenute sul sito di Giaglione - come hanno riportato gli organi di stampa - per cominciare l'azione di esproprio dei terreni per l'allargamento del cantiere. Riporto questo passaggio, perché, in realtà, l'ordinanza è stata consegnata alle 9.15 agli amministratori della Valle, cioè ad azione di fatto già conclusa, quindi è stata consegnata alle rappresentanze politiche ed istituzionali, che dovrebbero essere interessate a quell'azione di esproprio, quando quell'azione di esproprio, nei fatti, è già stata effettuata. Quell'ordinanza - d'altronde non potrebbe essere diversamente - non parla dell'esproprio dei terreni, ma parla esclusivamente del recintamento dell'area di cantiere, che corrisponde all'area del sito strategico, che - come giustamente il Consigliere Bertola ricordava prima - fa riferimento ad un articolato di Legge di epoca fascista. Credo che non possiamo prescindere da quello che poi è successo, cioè dal fatto che, dopo questo intervento, un uomo di trentasette anni è salito su un traliccio dell'alta tensione e, a seguito di quello che credo oggi dobbiamo definire un incidente (ma su cui la Procura di Torino ha aperto immediatamente un'indagine), giace in fin di vita al CTO. Sono stupito di questo dibattito, perché pensavo che partissimo da qui, cioè dal fatto che quando in un Paese democratico come l'Italia per la gestione dell'ordine pubblico si arriva - probabilmente suo malgrado - a mettere a rischio la vita o l'incolumità delle persone (a qualunque gruppo appartengano, ai tutori dell'ordine pubblico o ai manifestanti che stavano manifestando) in quella che è - lo voglio ricordare - una proprietà ad oggi privata, credo che sia necessario aprire una discussione serena e pacata, ma molto attenta e responsabile, perché stiamo parlando di una situazione che è al limite della sostenibilità democratica. Ed è per questa ragione che avremmo preferito evitare di mischiare cose diverse, come è successo nei giorni scorsi, cioè di mischiare i fotogrammi di queste settimane con queste ondate - andate e ritorni - di emotività: quindi, i fatti che fanno riferimento al Procuratore Caselli, di cui preferirei parlare dopo (visto che avremo la possibilità di discussione), con i fatti degli ultimi giorni. Per quanto riguarda la giornata di oggi, mi limito a dire che abbiamo il dovere, non soltanto la responsabilità, di chiedere a tutti di fermarsi un secondo. Come Sinistra Ecologia Libertà, per bocca del nostro leader nazionale Nichi Vendola, nel pomeriggio abbiamo chiesto un'interruzione immediata delle azioni di lavoro all'interno dell'area di cantiere. Lo abbiamo fatto perché pensiamo che, davanti al rischio della vita, non si possa proseguire. Dall'altra parte, credo anche che non si possano non valutare i fatti di sabato, cioè quella straordinaria manifestazione pacifica e colorata che ha impegnato migliaia di cittadini torinesi, piemontesi, valligiani ed italiani, che è stata assolutamente non violenta e che ha visto anche un comportamento molto responsabile da parte delle Forze dell'Ordine (di fatto invisibili nella gestione dell'ordine pubblico), ma che, invece, è terminata - come sempre con uno sproporzionato racconto da parte dei media - con i fatti di sabato sera. Credo che i fatti di sabato sera non siano ancora chiari, meriterebbero appunto un'azione di indagine, ancora a carico della Magistratura; una cosa è chiara: dopo le enormi pressioni che si scaricavano su quel corteo, il fatto che si sia deciso un intervento di ordine pubblico nella stazione ferroviaria di Torino è sicuramente un elemento di estrema ratio. Molto spesso capita di dover gestire gruppi di persone in movimento, penso per esempio alle partite di calcio, ed è prassi consolidata evitare interventi di ordine pubblico nelle stazioni. I fatti di sabato sera rappresentano sicuramente una controtendenza rispetto alla giornata di sabato, visto che questa era la richiesta di comunicazione, e non si può non notare che la gestione dell'ordine pubblico porta due firme diverse: la Digos di Torino durante la giornata e la Polizia Ferroviaria durante la serata. Non si può non notare, ancora una volta, che la firma è quella del mazziere violento di Genova, Spartaco Mortola, e che, oggi, quella firma rischia di allungare un'ombra sinistra su questa Città. Quell'ombra sinistra rischia di non aiutare quanti - e mi annovero in pieno - cercano di passare questa difficilissima fase democratica, rispettando il diritto di un movimento popolare, invocando alle Istituzioni la loro responsabilità politica, che non è soltanto quella di ripetere che un'opera va fatta a tutti i costi, perché in questo Paese si sta discutendo tutto (dai diritti fondamentali alle pensioni, alle possibilità per il futuro delle persone) e, quindi, non si capisce perché non si possa discutere anche un'opera come la TAV, ma soprattutto permettendo e tutelando la convivenza civile in un Paese - questo è vero - che rischia ancora degli strappi democratici. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non volevo intervenire, ma credo che gli interventi dei Colleghi dell'opposizione e del Consigliere Curto impongano una riflessione. Quando si parla di sproporzione dei media, bisogna valutarla sempre in tutte le direzioni, perché quando i media raccontano di centomila manifestanti o fanno articoli parlando di resistenza le loro parole sono oro colato, mentre quando vi è una critica e, come si teme, vengono aggrediti i giornalisti, è chiaro che non va più bene. Ho già fatto notare l'altra volta che era stato un errore cancellare il nome di Caselli e non quello di Numa dalle scritte ed oggi l'aggressione ad Accossato (che spero si sia risolta in un paio di spintoni e non di più) è chiaramente significativa. Vorrei solo far notare al Consigliere Curto, facendo parte della stessa maggioranza e avendo avuto discussioni sulla TAV con lui ormai da un anno (cioè, dalle primarie) ed avendo sottoscritto il documento - io convinto e lui per dovere d'ufficio - delle primarie con un'ambiguità che, chiaramente, c'era allora e oggi rimane integra nella maggioranza che governa questa Città, pur essendo chiaro l'indirizzo della maggioranza, che non si può ribaltare la situazione. Oggi non siamo di fronte alla discussione se fare o meno la TAV a tutti i costi, siamo di fronte ad una scelta non legittima di una parte del Movimento "No-TAV" - non dico tutto - di una resistenza ad ogni costo per impedire l'opera. Quando si accetta una resistenza ad ogni costo per impedire l'opera, si mette nel conto tutto quello che accade. Ad esempio, non posso non criticare Perino (cito il nome più autorevole) quando dice che le scritte a Torino non si devono fare, ma si possono tirare le pietre in Val di Susa. Non si possono avere pesi e misure differenti, perché, in certi casi si cerca di alimentare la tensione e di sfruttare qualunque argomento o qualunque punto per motivazioni che non c'entrano con la TAV; io non guardo YouTube ed i filmati più di tanto, però il filmato del blocco che ha sfilato sabato e che diceva "Chiomonte come Atene - Siamo tutti black bloc", accettato nel corteo e che si muoveva con estrema padronanza, è qualcosa che deve far riflettere prima che noi, che siamo favorevoli alla TAV, quelli che sono contro la TAV e vogliono manifestare. Altrimenti, da quel tipo di deriva verrà fuori sempre più una questione di ordine pubblico ed una spirale in cui non si discuterà più nel merito della questione, che è risolta (perché l'hanno deciso gli organismi democratici di questo Paese), ma sempre di più sulle modalità della manifestazione. Ha ragione il Consigliere Curto su una cosa ed ha ragione anche il Consigliere Bertola, quando l'ha fatto notare: non leggo tutti i giornali e tutti gli articoli, ma è abbastanza curioso che sabato sera a Porta Nuova si sia decisa una prova di forza sui biglietti, in un Paese in cui da sempre le manifestazioni metà non pagano. Non so chi l'abbia deciso e per quali motivi, ma in una giornata che finiva in quel modo - non mi interessano le illazioni -, credo che chi si è assunto la responsabilità di controllare i biglietti di quella sera (e non in altre occasioni, e non alla partenza da Milano, e non alla partenza da Genova, e non alla partenza da altre parti), debba spiegare perché. Non basta soltanto dire che chi non ha il biglietto, non è in regola, perché questo vale in tutte le manifestazioni, anche in quelle precedenti, vale alla partenza e vale all'arrivo. Peraltro, se c'era un biglietto collettivo, c'era una responsabilità collettiva di qualcuno che se l'era assunta, per cui c'era qualcheduno a cui riferire. Per la mia esperienza sulle manifestazioni, non giustifico la dinamica e non credo sia stata una carica a freddo - per capirci -, però una spiegazione la si deve dare a questa Città, perché, altrimenti, si alimenta ancora una volta un clima di sospetto e di complotto che, da Genova in poi, molte volte degenera in questo Paese. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non avendo altri iscritti ad intervenire, dichiaro concluse le comunicazioni. |