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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 27

Comunicazioni dell'Assessore Lavolta su "Superamento inquinamenti polveri sottili".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'ultima richiesta di comunicazioni, quella a firma del Consigliere
Bertola in merito al superamento, oltre i limiti di Legge, di 35 giorni annui di
inquinamento da polveri sottili in Città.
Questa comunicazione era già stata assunta, ed era stato accordato di recepirla e di
dibatterla nella giornata odierna. Sul tema interverrà l'Assessore Lavolta, che è qui
presente.
La parola all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Ringrazio i Consiglieri che hanno chiesto le comunicazioni, perché danno così
l'opportunità per ribadire l'impegno di questa Amministrazione rispetto ad un tema
importante, quale quello della qualità dell'aria e, più in generale, della lotta
all'inquinamento.
Questa mattina mi è arrivata una nota dell'ANCI, che sta predisponendo dei
documenti per un prossimo incontro che si terrà con il neo Ministro all'Ambiente. Vi
leggo velocemente l'incipit di questo documento, perché mi ha fatto riflettere: "Il
tema della qualità dell'aria risente storicamente, nel nostro Paese, di una
disattenzione notevole da parte dei mezzi d'informazione della pubblica opinione".
In realtà questo non avviene a Torino, e io dico per fortuna, perché c'è una
sensibilità, c'è un'attenzione, c'è una dedizione al tema che impone a questa
Amministrazione e, più generale - come dirò successivamente -, a molte altre
Amministrazioni di questo territorio, di assumere provvedimenti utili a contenere le
emissioni in atmosfera.
Naturalmente, il tema non ha solo una ricaduta cittadina, ma ha una rilevanza di Area
Metropolitana. Non a caso, il Ministro Clini, neo Ministro all'Ambiente, ha voluto
affrontare questo tema istituendo un Tavolo di Coordinamento tra tutte le
Amministrazioni della Pianura Padana. Si sono già svolti due incontri; un terzo si
svolgerà a breve proprio nella Città di Milano.
Proprio all'interno di questo Tavolo di Coordinamento, la principale delle posizioni
che sta prevalendo è proprio la necessità di adottare dei provvedimenti che siano il
più condivisi possibile e soprattutto il più comprensibili possibile nei confronti
dell'opinione pubblica, in un contesto in cui - voi sapete - l'Italia è stata deferita alla
Corte di Giustizia Europea per non aver affrontato in modo efficace il problema delle
emissioni eccessive di inquinanti di polveri sottili.
Tra l'altro, da questo punto di vista, si rischiano sanzioni per diverse centinaia di
milioni, che, se fossero investite e messe a disposizione dei diversi sistemi locali,
probabilmente aiuterebbero ad affrontare con maggior forza e vigore questo
importante tema.
Come dicevo, il tema è stato più volte trattato da questa Amministrazione, sia in sede
di comunicazioni, sia in occasione di alcune Commissioni Consiliari, le ricordo
velocemente: il 19 ottobre 2011, il 17 novembre 2011, il 15 dicembre 2011; ed
ancora l'11 gennaio, sempre la VI Commissione Consiliare - ringrazio il Presidente -,
di concerto con il Presidente della II Commissione Consiliare, hanno voluto porre
attenzione a questo tema, che quindi non è mai stato, in alcun modo, sottovalutato da
questa Amministrazione, producendo, tra l'altro, un documento, che è stato poi
votato a maggioranza da questo Consiglio Comunale, che ha dato a questa
Amministrazione l'opportunità di dotarsi di un Piano Antismog, che io vado
velocemente a ribadire, che prevede, tra l'altro, misure strutturali. Questo è
l'orientamento che il Consiglio Comunale ha dato a questa Amministrazione
nell'affrontare il tema della qualità dell'aria, anche a partire da alcune considerazioni
recenti, derivanti da uno studio dell'Arpa Piemonte, che, attraverso modelli
matematici, simulando il blocco di 24 ore consecutive, in cinque giornate domenicali
dell'anno 2005, ha evidenziato come i blocchi al traffico abbiano un'incidenza, in
termini di riduzione, che non supererebbe mai, sulla media mensile, i tre
microgrammi al metro cubo.
Quindi, questo è un motivo in più per confermare come le misure strutturali, di cui
questa Amministrazione si è voluta dotare, mettano, in una situazione di esiguità di
risorse, al centro della nostra riflessione alcune priorità che riguardano, naturalmente,
il potenziamento del servizio di trasporto pubblico, ma evidentemente non solo,
anche l'incentivazione alla mobilità sostenibile, alcune iniziative di informazione e
educazione ambientale e altri interventi legati alla riqualificazione e
all'efficientamento energetico.
Ripercorro i 10 punti - che voi conoscete - del Piano Antismog della Città di Torino:
c'è l'incremento dell'offerta di trasporto pubblico con l'estensione della Linea 1
della Metropolitana; voi sapete che è stato rifinanziato e quindi si sono avviate le
procedure per l'affidamento dei lavori per il completamento della Linea 1 con la
realizzazione della tratta Lingotto-Bengasi. Ancora qualche mese fa, in occasione del
Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), è stato
confermato finanziamento di 106 milioni di Euro, così come è stato confermato,
sempre in quella sede, il carattere di alta priorità della Linea 2 della Metropolitana.
Un altro punto di questo Piano Antismog riguarda il miglioramento del parco mezzi
della GTT. L'Amministrazione, per poter essere credibile, nel momento in cui
richiede uno sforzo in merito alle motorizzazioni da abbandonare, seppur
gradualmente, deve farlo partendo dai propri mezzi di trasporto pubblico e, così
come aveva annunciato il Gruppo Torinese Trasporti, a fine 2011 sono già entrati in
esercizio 35 dei 70 autobus ecologici; 35, quindi, sono attualmente funzionanti. Si
tratta di autobus diesel con caratteristiche EEV (veicoli ecologicamente avanzati):
sostanzialmente sono con standard addirittura migliori degli Euro 5, le emissioni di
particolato e di idrocarburi sono ridotte del 99% rispetto ai bus Euro 0.
Tra i punti strutturali c'è anche il completamento del Passante Ferroviario, il
cosiddetto "Sistema Metropolitano Ferroviario", che prevede la creazione di 5 linee
di ferrovia metropolitana con treni cadenzati ogni 30 minuti. Non è un caso che, è
ancora in fase di definizione del recente stralcio al Piano che individua le opere di
compensazione del termovalorizzatore, insieme ai Comuni dell'Area Metropolitana,
si è deciso di dare priorità ad un intervento quale quello dell'FM5, quindi il nodo di
Orbassano.
Ancora, lo sviluppo della mobilità ciclistica attraverso l'aumento delle piste ciclabili,
ma anche l'adozione di strumenti, quali il Bici Plan. Voi sapete - lo sanno in modo
particolare i Commissari della VI Commissione - che è in fase di definizione il Bici
Plan, cioè uno strumento che permette di programmare gli interventi sul nostro
territorio e quindi anche di favorire un'integrazione tra le politiche nelle varie
Divisioni, in particolare la Divisione Ambiente, oltre che la Divisione che si occupa
dei trasporti.
Così come il potenziamento del bike-sharing. Ad oggi sono 70 le stazioni presenti sul
nostro territorio. Grazie al lavoro precedentemente fatto dall'Assessore Tricarico,
questa Amministrazione aveva a disposizione finanziamenti per 116 stazioni; queste
verranno ultimate nel corso dei prossimi mesi.
Questa nuova Amministrazione ha individuato le risorse per finanziare ulteriori 100
stalli, per cui nel corso dei prossimi mesi tanto sarà il lavoro che questa
Amministrazione potrà fare e dovrà fare per poter arrivare ad una rete di stazioni di
bike-sharing che andrà a caratterizzare quasi tutto il territorio cittadino, anche
attraverso una collaborazione con la zona Ovest, quindi con i Comuni della zona
Ovest che stanno omogeneizzando il proprio servizio al nostro, in modo tale da
renderli complementari.
Così come l'estensione delle Zone 30. Ad oggi corrispondono a 90 chilometri le
strade comunali con limitazioni della velocità, il cosiddetto "traffic calming".
Recentemente la Città è stata insignita di un premio per una Zona 30 nella
Circoscrizione 2, Mirafiori Nord. Come sapete, il 22 novembre 2011 questa Giunta
ha approvato un Progetto preliminare che prevede un'ulteriore creazione nella Zona
30 nella zona Nord-Ovest della Città.
Ancora, sul tema dell'efficienza energetica, grazie al lavoro di IREN, questa Città si
candida ad essere una delle Città più teleriscaldate d'Europa. La recente
inaugurazione della Centrale di cogenerazione di Torino Nord garantirà a ulteriori
180.000 abitanti torinesi di poter essere serviti dalla rete di teleriscaldamento e nel
suo complesso, a progetto concluso, si arriverà a servire 550.000 abitanti.
Naturalmente, è in corso di definizione, ma era negli intenti di questo Piano
Antismog, la realizzazione di un Progetto per il trasporto pulito delle merci, dedicato
in particolare ad alcune filiere distributive. Grazie anche allo stimolo che ci viene
dato dalla possibilità di partecipare a prossimi bandi europei, si sta accelerando un
lavoro che definisce il modello Torino di trasporto pulito delle merci. Questo
garantirà una riduzione significativa del traffico veicolare, soprattutto per quanto
riguarda il trasporto delle merci, a partire dal centro cittadino.
Ancora, per quanto riguarda la necessità di programmare interventi di
efficientamento energetico attraverso le cosiddette "energy service company", spero
di poter dare a giorni la notizia dell'esito relativo alla nostra richiesta al Ministro
Clini di dotarci di un Fondo rotativo nazionale per poter permettere a queste società,
che si occupano di efficienza energetica, di poter accedere a fondi utili ad iniziare
degli interventi di efficienza energetica diffusi sul territorio. Questo potrebbe essere a
breve annunciato, perché il Ministro Clini lo ha già fatto informalmente e speriamo
che confermi l'impegno.
A fianco a queste misure strutturali, esistono poi impegni di ciascun Assessore di
questa Amministrazione rispetto a temi più circoscritti, ma sicuramente efficaci,
soprattutto nella misura in cui sono complementari alle azioni strutturali della Città
di Torino: penso, ad esempio, al Progetto Pedibus curato all'Assessore Pellerino, che
porta diverse migliaia di bambini interessati al trasporto verso la scuola e verso casa,
naturalmente, attraverso l'accompagnamento degli stessi in percorsi a piedi.
Lo stesso recente aumento della sosta nella zona centrale, di fatto, può essere
tranquillamente inserito nell'ambito delle misure che disincentivano l'utilizzo
dell'autoveicolo, soprattutto nelle zone centrali.
Nei principali board europei, che evidenziano quali misure si possono adottare in un
contesto urbano, il tema dell'aumento del parcheggio pubblico è ai primi posti.
Così come iniziative di sensibilizzazione e di informazione: lo si sta facendo
attraverso la Fondazione Torino Smart City, lo si sta facendo aderendo ad iniziative
di carattere nazionale ed internazionale; penso all'ultima, che ha visto protagoniste
diverse realtà del territorio, quale "La Settimana Europea per la Mobilità
Sostenibile".
Sono tante le misure che questa Amministrazione sta adottando, non solo per non
sottovalutare il tema della qualità dell'aria, ma per continuare questo lavoro
importante di sensibilizzazione e di condivisione anche con la Città rispetto ad un
tema importante quale è questo.
Credo che le comunicazioni da parte del Consigliere Bertola fossero dovute a due
necessità: la prima sicuramente è quella che ha visto denunciare, a ragione, lo
sforamento dei 35 giorni previsti dalla normativa per quanto riguarda le polveri
sottili. Questo è vero, nel senso che la Città di Torino ha già sforato le 35 giornate.
Questo avviene ormai da anni, sempre in questo periodo, nel periodo invernale. Sono
due i fattori, che i Consiglieri conoscono bene, quello dell'inversione termica e
dell'accumulo, che fanno sì che il periodo invernale sia particolarmente importante
dal punto di vista della concentrazione delle micropolveri. Da una comparazione -
che però non ha alcun valore - rispetto all'anno scorso emerge che ad oggi, ad
esempio, abbiamo 41 sforamenti, mentre il 26 febbraio 2010 gli sforamenti erano 45.
Invece, mi fa piacere evidenziare che, fortunatamente, nelle giornate di ieri e
dell'altro ieri non solo non si sono sforati i livelli medi di polveri sottili, ma
addirittura ieri abbiamo registrato una delle migliori performance con 26
microgrammi al metro cubo.
Penso che l'altro motivo per cui il Consigliere Bertola abbia chiesto le
comunicazioni sia relativo a quanto è emerso dagli organi di stampa in questi giorni.
Io credo che, in termini di comunicazione, si debba dare un'importanza particolare su
questo tema, e non deve stupire se un'Amministrazione come la nostra, che non solo
non vuole nascondere il tema della qualità dell'aria, ma, anzi, vuole anche creare
cultura intorno ad esso, utilizza l'Assessore all'Ambiente per comunicare alcune
informazioni e alcuni dati.
Allora, io nella giornata di lunedì scorso mi sono preoccupato di condividere con
l'opinione pubblica un dato, secondo me, particolarmente importante quando si tratta
di qualità dell'aria, che è il livello di produzione di polveri sottili e di NOx da parte
di alcuni veicoli. Ho citato, non a caso, i veicoli Euro 3 diesel, anche perché nel
corso degli ultimi anni nell'opinione pubblica diffusa, o perlomeno nei più, veniva
condiviso il dato che ci fosse progressivamente un miglioramento delle
motorizzazioni rispetto all'impatto ambientale. Purtroppo, così come dimostra anche
questo grafico, il 52% delle emissioni di polveri sottili sono imputabili - lo dice
l'inventario regionale delle emissioni in atmosfera - proprio alle auto alimentate a
diesel. Quindi, è decisamente ingente il contributo negativo che evidentemente danno
queste motorizzazioni alla qualità dell'aria.
In quell'intervista io ho aggiunto che l'adozione di provvedimenti di limitazione a
queste motorizzazioni doveva avvenire attraverso una condivisione ampia. Ho
esordito dicendo che il tema riguarda l'intera Pianura Padana e, in alcuni casi,
l'intero territorio nazionale; figuriamoci se un'Area Vasta, un'Area Metropolitana
non può porre al centro delle proprie riflessioni perlomeno una condivisione di
intenti e di azioni.
Questo è avvenuto nella giornata di venerdì scorso: c'è stato un Tavolo di
coordinamento di Area Metropolitana, che io naturalmente ho richiesto. Questo
Tavolo, tra l'altro, avrebbe - così perlomeno era nato nella sua fase di definizione -
l'ambizione, l'ardire e l'onere di condividere strategie comuni per tutti i Comuni
dell'Area Metropolitana; secondo me questa ambizione è corretta, perché non si può
pensare che una Città, ancorché importante come Torino, possa adottare delle
limitazioni alle motorizzazioni senza che ci sia, perlomeno, una congruità in termini
di interventi con i Comuni della prima cintura.
Il risultato molto positivo che è stato raggiunto all'interno di questo Tavolo è stato
perlomeno, mi pare di poter dire, un primo passo importante - naturalmente, dal mio
punto di vista, questo risultato non è per nulla sufficiente -, che è stato quello di
andare ad omogeneizzare le limitazioni rispetto alle motorizzazioni. Per cui,
purtroppo, abbiamo registrato una distribuzione degli interventi, su Area
Metropolitana, molto distinta e molto diversa, che, io credo, innalzando ed
ottemperando, tra l'altro, ad una Legge Regionale le limitazioni alle motorizzazioni,
quali gli Euro 2 diesel, garantisce che sul territorio di Area Metropolitana perlomeno
ci siano una condivisione e uno sforzo comune.
Rispetto agli Euro 3 diesel, questa Amministrazione non fa nessun passo indietro. Io
credo che ci siano tutti i tempi e, fintanto che sarà funzionante questo Tavolo, io
continuerò a porre all'attenzione di questo Tavolo metropolitano questa esigenza. Gli
Euro3 diesel, come ho fatto vedere dal grafico e come dimostra l'inventario
regionale, incidono troppo negativamente sulla qualità dell'aria in termini di
tonnellate prodotte durante l'anno per quanto riguarda le polveri sottili e anche per
quanto riguarda gli NOx.
Quindi, questa Amministrazione non ha accantonato l'idea di limitare la circolazione
anche a queste categorie, a queste motorizzazioni.
C'è tutto il tempo per coordinare, su Area Metropolitana, una limitazione che sia
davvero efficace e che non sia solo uno spot, una limitazione che potrebbe
tranquillamente non essere compresa, e la comprensione e la comunicazione delle
informazioni corrette penso siano il principale strumento che deve adottare
un'Amministrazione con senso di responsabilità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Vorrei ringraziare l'Assessore per questi 20 minuti di esposizione molto dettagliata
di una lunghissima serie di misure strutturali, alcune talmente strutturali che forse le
vedranno solo i nostri nipoti, tra cui la Linea 2 della Metropolitana, eccetera. Però il
problema è che stiamo sforando qui adesso, cioè, ho capito che tutti gli anni si sfora
in questo momento; ho capito che tutte le altre grandi Città hanno sforato, è tutto
vero, però c'è una Legge che dice che noi oltre 35 sforamenti l'anno non dovremmo
andare e a metà febbraio siamo già andati oltre.
Tra l'altro, è vero che sono calati di 4 giorni quest'anno, però abbiamo anche avuto
una nevicata piuttosto pesante, che gli altri anni non c'era.
A questo punto, però, siamo fuori legge. Io capisco che i blocchi non siano una
soluzione definitiva, siano anche una soluzione inefficace, particolarmente se il
blocco è fatto di domenica, solo sul centro, per quattro ore, in quel caso lì
probabilmente è praticamente ininfluente, ma la Giunta si assuma la responsabilità di
essere fuori legge su questo tema, perché non possiamo sempre dire che stiamo
lavorando alla soluzione e però, forse, ci arriveremo fra 10 anni.
Tra l'altro, permettetemi di dire che, va bene tutto, però è un po' un paradosso
parlare di potenziamento del mezzo pubblico dopo che negli ultimi tre mesi abbiamo
aumentato i biglietti del 30%, 50%, tagliato un certo numero di linee, ridotto le
frequenze sulle altre linee.
Per di più, l'altra cosa che volevo dire era riguardo alle possibili contromisure di cui
ho letto sui giornali, per cui abbiamo appunto chiesto le comunicazioni. Intanto, la
Giunta forse dovrebbe avere una linea univoca, perché da una parte si parla del
problema dell'inquinamento, mentre dall'altra si legge tutti i giorni di ulteriori
esenzioni per l'ingresso del traffico privato nel centro, riapertura di alcune vie, sconti
sulla sosta a pagamento.
In questi giorni sui giornali sono uscite numerose misure che vanno in
controtendenza, andando cioè nella direzione potenzialmente di aumentare l'uso
dell'auto privata.
L'altra questione riguarda i mezzi diesel Euro 3. Sono d'accordo che i mezzi diesel,
per come sono fatti, producono molte più polveri sottili delle equivalenti
motorizzazioni a benzina, però io, onestamente, non sono più tanto d'accordo con la
linea di vietare progressivamente soltanto le macchine vecchie. Primo, perché in
questo momento di crisi, comunque, anche chi ha una macchina Euro 3 diesel, che è
una macchina di sette, otto anni fa, non una macchina di vent'anni fa, tipicamente
molto facilmente non ha i soldi per permettersi un'alternativa; secondo, perché il
messaggio che mandiamo in questo modo è sbagliato, perché continuiamo a dire che
è sufficiente cambiare la macchina ogni cinque anni per poterla utilizzare quando si
vuole. Questo è sbagliato, non solo per il problema dell'inquinamento, ma per gli
altri problemi derivanti dal traffico privato (il traffico, l'uso del suolo, le
infrastrutture, i costi di gestione, eccetera).
Noi dovremmo cominciare a mandare il messaggio che, se non si può usare l'auto,
non si può usare, per cui blocchiamo tutte le auto. Capisco che è pesante dirlo in
questo senso, però meglio magari di meno, ma comunque un qualcosa che colpisca
tutti, indipendentemente dal ceto sociale, dalla possibilità di cambiare l'auto e da altri
fattori, perché un blocco selettivo, spesso, finisce per colpire chi magari usa poco
l'auto o chi, come gli anziani, magari ha un'auto vecchia e la utilizza quando gli
serve veramente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Come si è detto, l'argomento di oggi è ampiamente annunciato, perché tutti gli anni,
ad inizio febbraio, si raggiungono i trentacinque giorni e bisogna dire che il periodo
di sforamento ormai è costante e avviene nei quattro mesi invernali (di solito, più tre
che quattro), da novembre a febbraio. Poi, da marzo, ormai da parecchi anni, si
rientra nei limiti.
Per cui, negli otto mesi rimanenti siamo perfettamente nel limite per quanto riguarda
la media annuale; continuiamo a superare i trentacinque giorni in quegli otto mesi,
ma con un impatto minore.
Lamentarsi del fatto che si sono superati i trentacinque giorni è come lamentarsi che
la Terra gira attorno al Sole e qualcheduno poteva sostenere il contrario. È un dato in
questo momento incontestabile, che vale in tutte le Amministrazioni e nelle grandi
Città; c'è una situazione su cui bisogna intervenire, sapendo che questo è un
argomento che si può usare in qualsiasi momento.
Vorrei soltanto ricordare che l'anno scorso abbiamo avuto alcuni blocchi, peraltro
sfortunati e in giorni in cui non ce ne sarebbe stato bisogno, che non hanno mai
influito sulle dinamiche delle medie e degli sforamenti annuali e quest'anno abbiamo
avuto un'enorme sperimentazione non solo con i blocchi di Milano, ma con
l'inaugurazione dell'Area C milanese, perché quando qui a Torino ha fatto scandalo
che la stazione Lingotto era a 178 microgrammi e, probabilmente, sui 200 nelle altre,
a Milano, nella stazione interna all'Area C, il valore era 222. In questo mese e mezzo
di funzionamento si è visto che, nonostante l'Area C e una riduzione del traffico del
30-40% tutti i giorni, i valori più alti dell'hinterland milanese sono proprio alla
stazione di Verziere, che è all'interno dell'Area C.
Questo dimostra come bloccare il traffico tout court in modo estemporaneo o a quote
di riduzione non ha molto significato se non lo si fa in modo mirato.
Allora, la questione è molto semplice, lo dico un po' a tutti quanti. Bisogna partire
dal presupposto che chi usa l'automobile è una minoranza dei cittadini - su un
argomento come questo è molto facile giocare demagogicamente -; questo spiega
perché nei sondaggi di solito sono tutti d'accordo al blocco, perché chi non la usa,
magari, è contento che qualcun altro sia bloccato. La stragrande maggioranza dei
cittadini non usa l'automobile tutti i giorni, la usa saltuariamente, perché abbiamo
una gran parte di quote che non si sposta (non solo gli anziani, ma anche chi ha
un'attività lavorativa, tutto sommato, non vicino) ed abbiamo invece la quota che si
sposta che è una quota economicamente rilevante per quanto riguarda la città e l'area
metropolitana.
Per cui, non è possibile dire con molta leggerezza di andare in tram; sicuramente
molti lo possono fare, ma su questo, in un periodo di crisi, bisogna avere anche il
coraggio di dire che bisogna avere degli strumenti di efficacia in proporzione alle
varie cose.
Mi rimangono da dire ancora due cose. La prima è relativa ai fattori di rischio.
Prendendo come esempio alcune patologie, quella respiratoria o anche quella
oncologica, il fattore ambientale è quello meno rilevante per quanto riguarda la
determinazione di quelle patologie. I fattori rilevanti sono altri, quelli alimentari,
ambientali, personali; se dovessimo fare un paragone, noi dovremmo costringere tutti
gli obesi a perdere il 25-30% del loro peso e guai se non lo facessero, perché ci
sarebbe un danno collettivo per quanto riguarda gran parte delle cose.
È ovviamente un paradosso, ma questo per dire che, oltre un certo limite, chiedere di
non utilizzare l'automobile in assenza di una situazione strutturale favorevole è
sbagliato. Ecco perché la questione sanitaria dev'essere rivista una volta per tutte.
Sono disposto a pagare una cena a chiunque sa dimostrarmi che, in questo inverno, i
milanesi hanno avuto più vantaggi, anche in termini di pronto soccorso, patologie
respiratorie, eccetera, dei torinesi per quanto riguarda i due, tre blocchi che hanno
avuto e l'Area C. Se qualcuno me lo dimostra, gli pago una cena e poi faccio un
passo indietro.
L'ultima questione. Sulla questione dell'Euro 3 diesel e sulla questione delle
benzine, noi abbiamo avuto, in questi ultimi trent'anni, un netto calo degli inquinanti.
Una delle cause principali che tutti dimenticano è stata la modifica della
composizione delle benzine, che ha fatto sparire il benzene e altri inquinanti nel giro
di pochissimo, ed è una delle cause che fa sì che in Italia e nella Pianura Padana il
livello di PM10 sia sempre più in diminuzione (va verso un plateau, poi possiamo
vedere il mese o l'anno in cui sale e scende).
In questo Paese, c'è un enorme numero di diesel, perché c'è stata una politica di
incentivazione dei motori a diesel che ha portato ad acquistare queste vetture. Oggi,
in Provincia di Torino, su 1.441.000 auto che circolano, ben 503.000 sono diesel.
Praticamente, se andiamo a vedere gli Euro 4 e gli Euro 5, i diesel hanno superato i
benzina, mentre per gli Euro 3 rimane ancora un rapporto diverso.
I diesel, anche Euro 4 ed Euro 5, hanno un'emissione molto più alta di PM10 rispetto
ai motori a benzina ma, siccome la parola "eco" si mette ormai dappertutto (eco-
Consiglio Comunale, ecogruppo, ecodiesel, eco-Presidente e tutto il resto, per cui
tutto diventa ecologico in questo Paese), è chiaro che noi, per quanto riguarda i
diesel, non possiamo recuperare una politica sbagliata di questi anni, ma sicuramente
occorre modificare.
La parte di quote di metano e di GPL in Provincia di Torino è l'8,5%, che è una
quota molto significativa, soprattutto gli Euro 5, perché alcune politiche, tra cui il
non bollo in Piemonte, eccetera, hanno agevolato queste tipologie.
Ricordo soltanto - e concludo - che in quest'Aula, quando abbiamo discusso quella
mozione, uno degli emendamenti che avevo ritirato riguardava proprio l'inserimento
degli Euro 3 diesel nelle stesse limitazioni già esistenti per gli Euro 1 e gli Euro 2
diesel.
Credo sia possibile valutare questo non sempre, ma nel periodo dei quattro mesi
invernali. Come anche la questione dei 90 km/h in tangenziale, come c'è peraltro a
Milano sulla tangenziale, o i 30 km/h in città. Faccio presente - l'ho scoperto l'altro
giorno - che Corso Lanza è un corso a 30 km/h (chiaramente per evitare che
diventasse una scorciatoia rispetto a Corso Casale).
Quindi, dobbiamo sicuramente avere politiche.
Sulla ZTL, invece, manifesto la mia contrarietà a ulteriori modifiche, perché
attualmente è abbastanza estesa e l'aumento della sosta è già penalizzante. Si
potrebbe probabilmente pensare a qualche pedonalizzazione ulteriore, magari il
sabato o la domenica in alcune zone del centro, ad esempio Via Roma, per favorire
un certo tipo di flusso, ma intervenire attualmente sulla ZTL lo ritengo sbagliato,
perché non solo non produrrebbe effetti positivi, ma rischierebbe di essere percepito
davvero vessatorio, dopo che la sosta a pagamento è stata aumentata, proprio per una
logica ecologica in quella zona.
Mentre sugli Euro 3 diesel sono d'accordo, purché il tutto abbia uno scopo e sia
limitato ai quattro mesi invernali, in cui sappiamo che avremo uno sforamento (90
sforamenti su 120 giorni).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Vi invito a cercare di rispettare i tempi.
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Dopo l'intervento del Consigliere Viale mi viene spontaneo invitare la Giunta e
l'Assessore a prendere spunto anche da una parte della sua maggioranza, che in
qualche modo lo invita anche a riflettere su quelle che sono le sue intenzioni rispetto
agli eventuali blocchi del traffico, che, a quanto pare, non vengono condivise
all'interno non solo dalla minoranza, ma anche all'interno di una parte della sua
maggioranza.
Gli esempi che sono stati riportati anche dal Consigliere Viale - di cui abbiamo già
parlato sia in Commissione che in altre occasioni -, come quello di Milano, sono
comunque una dimostrazione del fallimento di una serie di provvedimenti spot, che
in qualche modo lo stesso Assessore ha fino ad oggi cercato di evitare, che però
ultimamente sui giornali sembra di nuovo voler rimettere in pista.
Io vado anche oltre rispetto a quanto detto adesso dal Consigliere Viale in merito agli
Euro 3 diesel, nel senso che - come diceva il Consigliere Bertola - questi veicoli non
sono poi così vecchi e noi andiamo a vessare in qualche modo quegli automobilisti e
quei cittadini che magari non utilizzano spesso l'auto e che però si trovano con una
macchina di sei, sette anni.
Quindi, io cercherei di attuare una serie di quei dieci punti, non tutti, perché non è
che possiamo sempre e solo ipotizzare percorsi ciclabili o una serie di provvedimenti
che, in qualche modo, vanno contro l'automobilista, che viene messo molto spesso
alla gogna, e invece sono nella direzione di andare verso le due ruote.
Inviterei, quindi, anche l'Assessore a riflettere su alcuni di quei dieci punti che sono
stati da lui già esaminati e che, in qualche modo, portano in luce una serie di
provvedimenti che sono sicuramente più strutturali e non, invece, gli interventi spot.
Quindi, rifletta ancora; visto che dice che non vuole fare retromarcia rispetto al
provvedimento degli Euro 3, la invito a riflettere ancora una volta e a prendere in
considerazione anche le osservazioni che arrivano dalla minoranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Grazie Presidente, ma ovviamente ringrazio l'Assessore e i Consiglieri per questa
ulteriore opportunità di discutere di questo tema.
Ci tengo a precisare due cose.
La prima è che l'8 marzo avremo una Commissione, tra l'altro in presenza
ovviamente dell'Assessore, anche con l'ARPA per vedere anche un po' i dati, per
uscire anche dalla retorica ovviamente che c'è in Consiglio, ma anche per dirci che è
vero che la situazione, come diceva il Consigliere Viale, non sarà così allarmante dal
punto di vista dell'emergenza sanitaria, ma, come più volte detto sia dalla
maggioranza che dalla Giunta, non possiamo ovviamente sottovalutare quelli che
sono gli sforamenti e, in generale, la non riduzione sul PM10.
È vero che, come si dice spesso, la qualità dell'aria dipende talmente tanto dalle
condizioni atmosferiche che non sempre l'uomo riesce ancora a prevedere questi
flussi; è anche vero che - lo dico citando uno dei punti della mozione che abbiamo
discusso in quest'Aula non più di un mese e mezzo fa - la qualità dell'aria non
aspetta e non attende le misure straordinarie e anche strutturali che abbiamo messo in
campo.
Per questo, l'informazione è il primo punto, ne abbiamo discusso più volte con
l'Assessore. L'ARPA comunica questi dati attraverso delle centraline; è vero che c'è
ancora una dispercezione, perché, quando nevica per ventiquattr'ore, c'è l'appello
del Sindaco a non prendere il mezzo privato, invece quando ci sono degli sforamenti,
come in questi mesi, non c'è un chiaro riferimento allo stato della qualità dell'aria -
basta vedere sul sito della Città di Torino - e manca un invito esplicito ai cittadini a
prendere i mezzi privati il meno possibile e solo per cose straordinarie.
Allora, il primo aspetto è quello relativo all'informazione e alla comunicazione.
Il secondo aspetto è quello delle misure strutturali. Certo, è vero che esiste un PUMS,
che prevede un Bici Plan e che prevede un rafforzamento delle linee forti, con l'idea
di riorganizzare il trasporto pubblico; vorrei, però, che ci sentissimo un po' tutti
dentro questa discussione. Dico questo perché la scorsa settimana il Sindaco ha
incontrato, con il Presidente Saitta, il Presidente della Regione; non credo che ci sia
da parte nostra o da parte di GTT la volontà di non riorganizzare le linee forti e non
tagliare alcune linee in sovrapposizione con altre. Ne abbiamo già discusso e ne
discuteremo nei prossimi mesi.
Credo che però sia inaccettabile, dopo che abbiamo fatto una discussione così ampia
sulla vicenda del trasporto pubblico e sulla riorganizzazione dei prezzi dei nostri
carnet e dei nostri abbonamenti, che, a fronte di quell'impegno, non ci sia un
impegno altrettanto forte del Governo dello Stato e della Regione a restituire quello
che giustamente dovrebbe arrivare nelle casse di GTT.
Lo dico perché - e sono d'accordo con il centrodestra - non sono le sentenze del TAR
che ci devono dare una mano, ma deve essere un po' di condivisione politica sul fatto
che, se il giorno prima si fa un appello a prendere il meno possibile un mezzo privato
e si chiede a tutti cittadini di credere negli abbonamenti - che, tra l'altro, grazie al
ruolo del Consiglio Comunale, gli aumenti sono stati almeno dimezzati o azzerati per
disabili, studenti, disoccupati, anziani -, ci sia una conseguenza, cioè che il giorno
successivo alla revisione di questi piani tutto il centrosinistra e tutto il centrodestra
siano convinti del fatto che non ci debbano essere tagli ai trasferimenti al Trasporto
Pubblico Locale.
Dall'altra, però, Assessore, dobbiamo dare un'accelerata sulle misure strutturali. Non
è presente l'Assessore Lubatti, ma lo direi anche a lui. Abbiamo messo in un
programma di Governo l'ampliamento delle pedonalizzazioni, l'istituzione delle
Zone 30, e credo che questa cosa si debba fare all'inizio del mandato, cioè si deve
dare subito un'accelerata e una riorganizzazione assieme alle Circoscrizioni, perché
anche loro possono esserci utili a ripensare ad un pezzo di mobilità che parte, prima
di tutto, anche da quei quartieri.
Lo dico, però, perché, oltre a queste misure strutturali, c'è tutto un impegno invece
straordinario che si può fare in condivisione con tanti settori. Non sono d'accordo a
dire che saranno i commercianti a decidere sulla salute dei cittadini, anche perché
con loro dobbiamo condividere il tema delle pedonalizzazioni e il fatto che quella è
un'agevolazione, in realtà, al commercio e alla riorganizzazione anche dei servizi in
quei quartieri; dall'altra, però, sulla ZTL, secondo me, oggettivamente i
commercianti esagerano nel pensare che sia quello il fattore di rischio rispetto ai loro
incassi.
Ripeto, la salute dei cittadini passa da delle scelte, secondo me, politiche e dal fatto
che questa discussione deve andare avanti anche con misure straordinarie.
Per questo, non abbiamo paura di dire alle altre Città della Provincia che serve una
svolta, una svolta che questa Città ha avuto e che vuole continuare a guidare. Io
credo che sia giusto che l'Assessore Lavolta vada anche avanti qualora non ci sia la
condivisione di tutte quelle Città, ma è ora anche di chiedere a tutti un'assunzione di
responsabilità.
Su questo non credo che il Consigliere Viale sbagli. Anzi, noi crediamo che
quell'assunzione di responsabilità vada dalla tangenziale fino ai centri delle piccole
Città della Provincia. Credo che tutti insieme potremo dare dei segnali tangibili e di
miglioramento dell'aria fin dai prossimi mesi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo. Tenga presente che aveva qualche minuto a
disposizione, perché una parte l'aveva già consumata il Consigliere.

LIARDO Enzo
Presidente, io tengo presente la situazione, però non bisogna fare due pesi e due
misure sugli interventi; da parte della maggioranza c'è sempre la possibilità di
sforare e poi in premessa, prima dell'intervento di uno di minoranza, si vogliono
contingentare i tempi. Comunque, chiudo subito l'intervento; sono stato
semplicemente stimolato a intervenire da quello che diceva il Consigliere che mi ha
preceduto sulla questione della ZTL.
Non è che l'allargamento della ZTL sia la panacea di tutti i mali, ma in realtà è solo
una tassa aggiuntiva per i cittadini e non va assolutamente a migliorare quella che è
la condizione dell'aria, perché non è che fuori dalla ZTL l'aria sia completamente
diversa.
Sottolineo invece un aspetto: effettivamente, sì, è la rovina dei commercianti; ne
sono pienamente convinto. Li si vuol sempre far passare come i commercianti
piagnoni, che si lamentano sempre. In realtà, se provate a fare un giro in centro,
potrete notare come ci siano proprio degli abbattimenti per quanto riguarda il flusso
di traffico e di sosta, proprio per le ragioni di cui sopra.
Volevo solo specificare questo. Non è con la ZTL che si risolvono i problemi
ambientali di questa città e neanche quelli delle casse, purtroppo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Liardo, il commento che facevo non era rivolto a maggioranza o
opposizione, ma era rivolto a cercare di far rispettare l'Aula ai Consiglieri, cosa che
qualche volta sfugge anche nei tempi.
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