| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'ultima richiesta di comunicazioni, quella a firma del Consigliere Bertola in merito al superamento, oltre i limiti di Legge, di 35 giorni annui di inquinamento da polveri sottili in Città. Questa comunicazione era già stata assunta, ed era stato accordato di recepirla e di dibatterla nella giornata odierna. Sul tema interverrà l'Assessore Lavolta, che è qui presente. La parola all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio i Consiglieri che hanno chiesto le comunicazioni, perché danno così l'opportunità per ribadire l'impegno di questa Amministrazione rispetto ad un tema importante, quale quello della qualità dell'aria e, più in generale, della lotta all'inquinamento. Questa mattina mi è arrivata una nota dell'ANCI, che sta predisponendo dei documenti per un prossimo incontro che si terrà con il neo Ministro all'Ambiente. Vi leggo velocemente l'incipit di questo documento, perché mi ha fatto riflettere: "Il tema della qualità dell'aria risente storicamente, nel nostro Paese, di una disattenzione notevole da parte dei mezzi d'informazione della pubblica opinione". In realtà questo non avviene a Torino, e io dico per fortuna, perché c'è una sensibilità, c'è un'attenzione, c'è una dedizione al tema che impone a questa Amministrazione e, più generale - come dirò successivamente -, a molte altre Amministrazioni di questo territorio, di assumere provvedimenti utili a contenere le emissioni in atmosfera. Naturalmente, il tema non ha solo una ricaduta cittadina, ma ha una rilevanza di Area Metropolitana. Non a caso, il Ministro Clini, neo Ministro all'Ambiente, ha voluto affrontare questo tema istituendo un Tavolo di Coordinamento tra tutte le Amministrazioni della Pianura Padana. Si sono già svolti due incontri; un terzo si svolgerà a breve proprio nella Città di Milano. Proprio all'interno di questo Tavolo di Coordinamento, la principale delle posizioni che sta prevalendo è proprio la necessità di adottare dei provvedimenti che siano il più condivisi possibile e soprattutto il più comprensibili possibile nei confronti dell'opinione pubblica, in un contesto in cui - voi sapete - l'Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia Europea per non aver affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive di inquinanti di polveri sottili. Tra l'altro, da questo punto di vista, si rischiano sanzioni per diverse centinaia di milioni, che, se fossero investite e messe a disposizione dei diversi sistemi locali, probabilmente aiuterebbero ad affrontare con maggior forza e vigore questo importante tema. Come dicevo, il tema è stato più volte trattato da questa Amministrazione, sia in sede di comunicazioni, sia in occasione di alcune Commissioni Consiliari, le ricordo velocemente: il 19 ottobre 2011, il 17 novembre 2011, il 15 dicembre 2011; ed ancora l'11 gennaio, sempre la VI Commissione Consiliare - ringrazio il Presidente -, di concerto con il Presidente della II Commissione Consiliare, hanno voluto porre attenzione a questo tema, che quindi non è mai stato, in alcun modo, sottovalutato da questa Amministrazione, producendo, tra l'altro, un documento, che è stato poi votato a maggioranza da questo Consiglio Comunale, che ha dato a questa Amministrazione l'opportunità di dotarsi di un Piano Antismog, che io vado velocemente a ribadire, che prevede, tra l'altro, misure strutturali. Questo è l'orientamento che il Consiglio Comunale ha dato a questa Amministrazione nell'affrontare il tema della qualità dell'aria, anche a partire da alcune considerazioni recenti, derivanti da uno studio dell'Arpa Piemonte, che, attraverso modelli matematici, simulando il blocco di 24 ore consecutive, in cinque giornate domenicali dell'anno 2005, ha evidenziato come i blocchi al traffico abbiano un'incidenza, in termini di riduzione, che non supererebbe mai, sulla media mensile, i tre microgrammi al metro cubo. Quindi, questo è un motivo in più per confermare come le misure strutturali, di cui questa Amministrazione si è voluta dotare, mettano, in una situazione di esiguità di risorse, al centro della nostra riflessione alcune priorità che riguardano, naturalmente, il potenziamento del servizio di trasporto pubblico, ma evidentemente non solo, anche l'incentivazione alla mobilità sostenibile, alcune iniziative di informazione e educazione ambientale e altri interventi legati alla riqualificazione e all'efficientamento energetico. Ripercorro i 10 punti - che voi conoscete - del Piano Antismog della Città di Torino: c'è l'incremento dell'offerta di trasporto pubblico con l'estensione della Linea 1 della Metropolitana; voi sapete che è stato rifinanziato e quindi si sono avviate le procedure per l'affidamento dei lavori per il completamento della Linea 1 con la realizzazione della tratta Lingotto-Bengasi. Ancora qualche mese fa, in occasione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), è stato confermato finanziamento di 106 milioni di Euro, così come è stato confermato, sempre in quella sede, il carattere di alta priorità della Linea 2 della Metropolitana. Un altro punto di questo Piano Antismog riguarda il miglioramento del parco mezzi della GTT. L'Amministrazione, per poter essere credibile, nel momento in cui richiede uno sforzo in merito alle motorizzazioni da abbandonare, seppur gradualmente, deve farlo partendo dai propri mezzi di trasporto pubblico e, così come aveva annunciato il Gruppo Torinese Trasporti, a fine 2011 sono già entrati in esercizio 35 dei 70 autobus ecologici; 35, quindi, sono attualmente funzionanti. Si tratta di autobus diesel con caratteristiche EEV (veicoli ecologicamente avanzati): sostanzialmente sono con standard addirittura migliori degli Euro 5, le emissioni di particolato e di idrocarburi sono ridotte del 99% rispetto ai bus Euro 0. Tra i punti strutturali c'è anche il completamento del Passante Ferroviario, il cosiddetto "Sistema Metropolitano Ferroviario", che prevede la creazione di 5 linee di ferrovia metropolitana con treni cadenzati ogni 30 minuti. Non è un caso che, è ancora in fase di definizione del recente stralcio al Piano che individua le opere di compensazione del termovalorizzatore, insieme ai Comuni dell'Area Metropolitana, si è deciso di dare priorità ad un intervento quale quello dell'FM5, quindi il nodo di Orbassano. Ancora, lo sviluppo della mobilità ciclistica attraverso l'aumento delle piste ciclabili, ma anche l'adozione di strumenti, quali il Bici Plan. Voi sapete - lo sanno in modo particolare i Commissari della VI Commissione - che è in fase di definizione il Bici Plan, cioè uno strumento che permette di programmare gli interventi sul nostro territorio e quindi anche di favorire un'integrazione tra le politiche nelle varie Divisioni, in particolare la Divisione Ambiente, oltre che la Divisione che si occupa dei trasporti. Così come il potenziamento del bike-sharing. Ad oggi sono 70 le stazioni presenti sul nostro territorio. Grazie al lavoro precedentemente fatto dall'Assessore Tricarico, questa Amministrazione aveva a disposizione finanziamenti per 116 stazioni; queste verranno ultimate nel corso dei prossimi mesi. Questa nuova Amministrazione ha individuato le risorse per finanziare ulteriori 100 stalli, per cui nel corso dei prossimi mesi tanto sarà il lavoro che questa Amministrazione potrà fare e dovrà fare per poter arrivare ad una rete di stazioni di bike-sharing che andrà a caratterizzare quasi tutto il territorio cittadino, anche attraverso una collaborazione con la zona Ovest, quindi con i Comuni della zona Ovest che stanno omogeneizzando il proprio servizio al nostro, in modo tale da renderli complementari. Così come l'estensione delle Zone 30. Ad oggi corrispondono a 90 chilometri le strade comunali con limitazioni della velocità, il cosiddetto "traffic calming". Recentemente la Città è stata insignita di un premio per una Zona 30 nella Circoscrizione 2, Mirafiori Nord. Come sapete, il 22 novembre 2011 questa Giunta ha approvato un Progetto preliminare che prevede un'ulteriore creazione nella Zona 30 nella zona Nord-Ovest della Città. Ancora, sul tema dell'efficienza energetica, grazie al lavoro di IREN, questa Città si candida ad essere una delle Città più teleriscaldate d'Europa. La recente inaugurazione della Centrale di cogenerazione di Torino Nord garantirà a ulteriori 180.000 abitanti torinesi di poter essere serviti dalla rete di teleriscaldamento e nel suo complesso, a progetto concluso, si arriverà a servire 550.000 abitanti. Naturalmente, è in corso di definizione, ma era negli intenti di questo Piano Antismog, la realizzazione di un Progetto per il trasporto pulito delle merci, dedicato in particolare ad alcune filiere distributive. Grazie anche allo stimolo che ci viene dato dalla possibilità di partecipare a prossimi bandi europei, si sta accelerando un lavoro che definisce il modello Torino di trasporto pulito delle merci. Questo garantirà una riduzione significativa del traffico veicolare, soprattutto per quanto riguarda il trasporto delle merci, a partire dal centro cittadino. Ancora, per quanto riguarda la necessità di programmare interventi di efficientamento energetico attraverso le cosiddette "energy service company", spero di poter dare a giorni la notizia dell'esito relativo alla nostra richiesta al Ministro Clini di dotarci di un Fondo rotativo nazionale per poter permettere a queste società, che si occupano di efficienza energetica, di poter accedere a fondi utili ad iniziare degli interventi di efficienza energetica diffusi sul territorio. Questo potrebbe essere a breve annunciato, perché il Ministro Clini lo ha già fatto informalmente e speriamo che confermi l'impegno. A fianco a queste misure strutturali, esistono poi impegni di ciascun Assessore di questa Amministrazione rispetto a temi più circoscritti, ma sicuramente efficaci, soprattutto nella misura in cui sono complementari alle azioni strutturali della Città di Torino: penso, ad esempio, al Progetto Pedibus curato all'Assessore Pellerino, che porta diverse migliaia di bambini interessati al trasporto verso la scuola e verso casa, naturalmente, attraverso l'accompagnamento degli stessi in percorsi a piedi. Lo stesso recente aumento della sosta nella zona centrale, di fatto, può essere tranquillamente inserito nell'ambito delle misure che disincentivano l'utilizzo dell'autoveicolo, soprattutto nelle zone centrali. Nei principali board europei, che evidenziano quali misure si possono adottare in un contesto urbano, il tema dell'aumento del parcheggio pubblico è ai primi posti. Così come iniziative di sensibilizzazione e di informazione: lo si sta facendo attraverso la Fondazione Torino Smart City, lo si sta facendo aderendo ad iniziative di carattere nazionale ed internazionale; penso all'ultima, che ha visto protagoniste diverse realtà del territorio, quale "La Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile". Sono tante le misure che questa Amministrazione sta adottando, non solo per non sottovalutare il tema della qualità dell'aria, ma per continuare questo lavoro importante di sensibilizzazione e di condivisione anche con la Città rispetto ad un tema importante quale è questo. Credo che le comunicazioni da parte del Consigliere Bertola fossero dovute a due necessità: la prima sicuramente è quella che ha visto denunciare, a ragione, lo sforamento dei 35 giorni previsti dalla normativa per quanto riguarda le polveri sottili. Questo è vero, nel senso che la Città di Torino ha già sforato le 35 giornate. Questo avviene ormai da anni, sempre in questo periodo, nel periodo invernale. Sono due i fattori, che i Consiglieri conoscono bene, quello dell'inversione termica e dell'accumulo, che fanno sì che il periodo invernale sia particolarmente importante dal punto di vista della concentrazione delle micropolveri. Da una comparazione - che però non ha alcun valore - rispetto all'anno scorso emerge che ad oggi, ad esempio, abbiamo 41 sforamenti, mentre il 26 febbraio 2010 gli sforamenti erano 45. Invece, mi fa piacere evidenziare che, fortunatamente, nelle giornate di ieri e dell'altro ieri non solo non si sono sforati i livelli medi di polveri sottili, ma addirittura ieri abbiamo registrato una delle migliori performance con 26 microgrammi al metro cubo. Penso che l'altro motivo per cui il Consigliere Bertola abbia chiesto le comunicazioni sia relativo a quanto è emerso dagli organi di stampa in questi giorni. Io credo che, in termini di comunicazione, si debba dare un'importanza particolare su questo tema, e non deve stupire se un'Amministrazione come la nostra, che non solo non vuole nascondere il tema della qualità dell'aria, ma, anzi, vuole anche creare cultura intorno ad esso, utilizza l'Assessore all'Ambiente per comunicare alcune informazioni e alcuni dati. Allora, io nella giornata di lunedì scorso mi sono preoccupato di condividere con l'opinione pubblica un dato, secondo me, particolarmente importante quando si tratta di qualità dell'aria, che è il livello di produzione di polveri sottili e di NOx da parte di alcuni veicoli. Ho citato, non a caso, i veicoli Euro 3 diesel, anche perché nel corso degli ultimi anni nell'opinione pubblica diffusa, o perlomeno nei più, veniva condiviso il dato che ci fosse progressivamente un miglioramento delle motorizzazioni rispetto all'impatto ambientale. Purtroppo, così come dimostra anche questo grafico, il 52% delle emissioni di polveri sottili sono imputabili - lo dice l'inventario regionale delle emissioni in atmosfera - proprio alle auto alimentate a diesel. Quindi, è decisamente ingente il contributo negativo che evidentemente danno queste motorizzazioni alla qualità dell'aria. In quell'intervista io ho aggiunto che l'adozione di provvedimenti di limitazione a queste motorizzazioni doveva avvenire attraverso una condivisione ampia. Ho esordito dicendo che il tema riguarda l'intera Pianura Padana e, in alcuni casi, l'intero territorio nazionale; figuriamoci se un'Area Vasta, un'Area Metropolitana non può porre al centro delle proprie riflessioni perlomeno una condivisione di intenti e di azioni. Questo è avvenuto nella giornata di venerdì scorso: c'è stato un Tavolo di coordinamento di Area Metropolitana, che io naturalmente ho richiesto. Questo Tavolo, tra l'altro, avrebbe - così perlomeno era nato nella sua fase di definizione - l'ambizione, l'ardire e l'onere di condividere strategie comuni per tutti i Comuni dell'Area Metropolitana; secondo me questa ambizione è corretta, perché non si può pensare che una Città, ancorché importante come Torino, possa adottare delle limitazioni alle motorizzazioni senza che ci sia, perlomeno, una congruità in termini di interventi con i Comuni della prima cintura. Il risultato molto positivo che è stato raggiunto all'interno di questo Tavolo è stato perlomeno, mi pare di poter dire, un primo passo importante - naturalmente, dal mio punto di vista, questo risultato non è per nulla sufficiente -, che è stato quello di andare ad omogeneizzare le limitazioni rispetto alle motorizzazioni. Per cui, purtroppo, abbiamo registrato una distribuzione degli interventi, su Area Metropolitana, molto distinta e molto diversa, che, io credo, innalzando ed ottemperando, tra l'altro, ad una Legge Regionale le limitazioni alle motorizzazioni, quali gli Euro 2 diesel, garantisce che sul territorio di Area Metropolitana perlomeno ci siano una condivisione e uno sforzo comune. Rispetto agli Euro 3 diesel, questa Amministrazione non fa nessun passo indietro. Io credo che ci siano tutti i tempi e, fintanto che sarà funzionante questo Tavolo, io continuerò a porre all'attenzione di questo Tavolo metropolitano questa esigenza. Gli Euro3 diesel, come ho fatto vedere dal grafico e come dimostra l'inventario regionale, incidono troppo negativamente sulla qualità dell'aria in termini di tonnellate prodotte durante l'anno per quanto riguarda le polveri sottili e anche per quanto riguarda gli NOx. Quindi, questa Amministrazione non ha accantonato l'idea di limitare la circolazione anche a queste categorie, a queste motorizzazioni. C'è tutto il tempo per coordinare, su Area Metropolitana, una limitazione che sia davvero efficace e che non sia solo uno spot, una limitazione che potrebbe tranquillamente non essere compresa, e la comprensione e la comunicazione delle informazioni corrette penso siano il principale strumento che deve adottare un'Amministrazione con senso di responsabilità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei ringraziare l'Assessore per questi 20 minuti di esposizione molto dettagliata di una lunghissima serie di misure strutturali, alcune talmente strutturali che forse le vedranno solo i nostri nipoti, tra cui la Linea 2 della Metropolitana, eccetera. Però il problema è che stiamo sforando qui adesso, cioè, ho capito che tutti gli anni si sfora in questo momento; ho capito che tutte le altre grandi Città hanno sforato, è tutto vero, però c'è una Legge che dice che noi oltre 35 sforamenti l'anno non dovremmo andare e a metà febbraio siamo già andati oltre. Tra l'altro, è vero che sono calati di 4 giorni quest'anno, però abbiamo anche avuto una nevicata piuttosto pesante, che gli altri anni non c'era. A questo punto, però, siamo fuori legge. Io capisco che i blocchi non siano una soluzione definitiva, siano anche una soluzione inefficace, particolarmente se il blocco è fatto di domenica, solo sul centro, per quattro ore, in quel caso lì probabilmente è praticamente ininfluente, ma la Giunta si assuma la responsabilità di essere fuori legge su questo tema, perché non possiamo sempre dire che stiamo lavorando alla soluzione e però, forse, ci arriveremo fra 10 anni. Tra l'altro, permettetemi di dire che, va bene tutto, però è un po' un paradosso parlare di potenziamento del mezzo pubblico dopo che negli ultimi tre mesi abbiamo aumentato i biglietti del 30%, 50%, tagliato un certo numero di linee, ridotto le frequenze sulle altre linee. Per di più, l'altra cosa che volevo dire era riguardo alle possibili contromisure di cui ho letto sui giornali, per cui abbiamo appunto chiesto le comunicazioni. Intanto, la Giunta forse dovrebbe avere una linea univoca, perché da una parte si parla del problema dell'inquinamento, mentre dall'altra si legge tutti i giorni di ulteriori esenzioni per l'ingresso del traffico privato nel centro, riapertura di alcune vie, sconti sulla sosta a pagamento. In questi giorni sui giornali sono uscite numerose misure che vanno in controtendenza, andando cioè nella direzione potenzialmente di aumentare l'uso dell'auto privata. L'altra questione riguarda i mezzi diesel Euro 3. Sono d'accordo che i mezzi diesel, per come sono fatti, producono molte più polveri sottili delle equivalenti motorizzazioni a benzina, però io, onestamente, non sono più tanto d'accordo con la linea di vietare progressivamente soltanto le macchine vecchie. Primo, perché in questo momento di crisi, comunque, anche chi ha una macchina Euro 3 diesel, che è una macchina di sette, otto anni fa, non una macchina di vent'anni fa, tipicamente molto facilmente non ha i soldi per permettersi un'alternativa; secondo, perché il messaggio che mandiamo in questo modo è sbagliato, perché continuiamo a dire che è sufficiente cambiare la macchina ogni cinque anni per poterla utilizzare quando si vuole. Questo è sbagliato, non solo per il problema dell'inquinamento, ma per gli altri problemi derivanti dal traffico privato (il traffico, l'uso del suolo, le infrastrutture, i costi di gestione, eccetera). Noi dovremmo cominciare a mandare il messaggio che, se non si può usare l'auto, non si può usare, per cui blocchiamo tutte le auto. Capisco che è pesante dirlo in questo senso, però meglio magari di meno, ma comunque un qualcosa che colpisca tutti, indipendentemente dal ceto sociale, dalla possibilità di cambiare l'auto e da altri fattori, perché un blocco selettivo, spesso, finisce per colpire chi magari usa poco l'auto o chi, come gli anziani, magari ha un'auto vecchia e la utilizza quando gli serve veramente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Come si è detto, l'argomento di oggi è ampiamente annunciato, perché tutti gli anni, ad inizio febbraio, si raggiungono i trentacinque giorni e bisogna dire che il periodo di sforamento ormai è costante e avviene nei quattro mesi invernali (di solito, più tre che quattro), da novembre a febbraio. Poi, da marzo, ormai da parecchi anni, si rientra nei limiti. Per cui, negli otto mesi rimanenti siamo perfettamente nel limite per quanto riguarda la media annuale; continuiamo a superare i trentacinque giorni in quegli otto mesi, ma con un impatto minore. Lamentarsi del fatto che si sono superati i trentacinque giorni è come lamentarsi che la Terra gira attorno al Sole e qualcheduno poteva sostenere il contrario. È un dato in questo momento incontestabile, che vale in tutte le Amministrazioni e nelle grandi Città; c'è una situazione su cui bisogna intervenire, sapendo che questo è un argomento che si può usare in qualsiasi momento. Vorrei soltanto ricordare che l'anno scorso abbiamo avuto alcuni blocchi, peraltro sfortunati e in giorni in cui non ce ne sarebbe stato bisogno, che non hanno mai influito sulle dinamiche delle medie e degli sforamenti annuali e quest'anno abbiamo avuto un'enorme sperimentazione non solo con i blocchi di Milano, ma con l'inaugurazione dell'Area C milanese, perché quando qui a Torino ha fatto scandalo che la stazione Lingotto era a 178 microgrammi e, probabilmente, sui 200 nelle altre, a Milano, nella stazione interna all'Area C, il valore era 222. In questo mese e mezzo di funzionamento si è visto che, nonostante l'Area C e una riduzione del traffico del 30-40% tutti i giorni, i valori più alti dell'hinterland milanese sono proprio alla stazione di Verziere, che è all'interno dell'Area C. Questo dimostra come bloccare il traffico tout court in modo estemporaneo o a quote di riduzione non ha molto significato se non lo si fa in modo mirato. Allora, la questione è molto semplice, lo dico un po' a tutti quanti. Bisogna partire dal presupposto che chi usa l'automobile è una minoranza dei cittadini - su un argomento come questo è molto facile giocare demagogicamente -; questo spiega perché nei sondaggi di solito sono tutti d'accordo al blocco, perché chi non la usa, magari, è contento che qualcun altro sia bloccato. La stragrande maggioranza dei cittadini non usa l'automobile tutti i giorni, la usa saltuariamente, perché abbiamo una gran parte di quote che non si sposta (non solo gli anziani, ma anche chi ha un'attività lavorativa, tutto sommato, non vicino) ed abbiamo invece la quota che si sposta che è una quota economicamente rilevante per quanto riguarda la città e l'area metropolitana. Per cui, non è possibile dire con molta leggerezza di andare in tram; sicuramente molti lo possono fare, ma su questo, in un periodo di crisi, bisogna avere anche il coraggio di dire che bisogna avere degli strumenti di efficacia in proporzione alle varie cose. Mi rimangono da dire ancora due cose. La prima è relativa ai fattori di rischio. Prendendo come esempio alcune patologie, quella respiratoria o anche quella oncologica, il fattore ambientale è quello meno rilevante per quanto riguarda la determinazione di quelle patologie. I fattori rilevanti sono altri, quelli alimentari, ambientali, personali; se dovessimo fare un paragone, noi dovremmo costringere tutti gli obesi a perdere il 25-30% del loro peso e guai se non lo facessero, perché ci sarebbe un danno collettivo per quanto riguarda gran parte delle cose. È ovviamente un paradosso, ma questo per dire che, oltre un certo limite, chiedere di non utilizzare l'automobile in assenza di una situazione strutturale favorevole è sbagliato. Ecco perché la questione sanitaria dev'essere rivista una volta per tutte. Sono disposto a pagare una cena a chiunque sa dimostrarmi che, in questo inverno, i milanesi hanno avuto più vantaggi, anche in termini di pronto soccorso, patologie respiratorie, eccetera, dei torinesi per quanto riguarda i due, tre blocchi che hanno avuto e l'Area C. Se qualcuno me lo dimostra, gli pago una cena e poi faccio un passo indietro. L'ultima questione. Sulla questione dell'Euro 3 diesel e sulla questione delle benzine, noi abbiamo avuto, in questi ultimi trent'anni, un netto calo degli inquinanti. Una delle cause principali che tutti dimenticano è stata la modifica della composizione delle benzine, che ha fatto sparire il benzene e altri inquinanti nel giro di pochissimo, ed è una delle cause che fa sì che in Italia e nella Pianura Padana il livello di PM10 sia sempre più in diminuzione (va verso un plateau, poi possiamo vedere il mese o l'anno in cui sale e scende). In questo Paese, c'è un enorme numero di diesel, perché c'è stata una politica di incentivazione dei motori a diesel che ha portato ad acquistare queste vetture. Oggi, in Provincia di Torino, su 1.441.000 auto che circolano, ben 503.000 sono diesel. Praticamente, se andiamo a vedere gli Euro 4 e gli Euro 5, i diesel hanno superato i benzina, mentre per gli Euro 3 rimane ancora un rapporto diverso. I diesel, anche Euro 4 ed Euro 5, hanno un'emissione molto più alta di PM10 rispetto ai motori a benzina ma, siccome la parola "eco" si mette ormai dappertutto (eco- Consiglio Comunale, ecogruppo, ecodiesel, eco-Presidente e tutto il resto, per cui tutto diventa ecologico in questo Paese), è chiaro che noi, per quanto riguarda i diesel, non possiamo recuperare una politica sbagliata di questi anni, ma sicuramente occorre modificare. La parte di quote di metano e di GPL in Provincia di Torino è l'8,5%, che è una quota molto significativa, soprattutto gli Euro 5, perché alcune politiche, tra cui il non bollo in Piemonte, eccetera, hanno agevolato queste tipologie. Ricordo soltanto - e concludo - che in quest'Aula, quando abbiamo discusso quella mozione, uno degli emendamenti che avevo ritirato riguardava proprio l'inserimento degli Euro 3 diesel nelle stesse limitazioni già esistenti per gli Euro 1 e gli Euro 2 diesel. Credo sia possibile valutare questo non sempre, ma nel periodo dei quattro mesi invernali. Come anche la questione dei 90 km/h in tangenziale, come c'è peraltro a Milano sulla tangenziale, o i 30 km/h in città. Faccio presente - l'ho scoperto l'altro giorno - che Corso Lanza è un corso a 30 km/h (chiaramente per evitare che diventasse una scorciatoia rispetto a Corso Casale). Quindi, dobbiamo sicuramente avere politiche. Sulla ZTL, invece, manifesto la mia contrarietà a ulteriori modifiche, perché attualmente è abbastanza estesa e l'aumento della sosta è già penalizzante. Si potrebbe probabilmente pensare a qualche pedonalizzazione ulteriore, magari il sabato o la domenica in alcune zone del centro, ad esempio Via Roma, per favorire un certo tipo di flusso, ma intervenire attualmente sulla ZTL lo ritengo sbagliato, perché non solo non produrrebbe effetti positivi, ma rischierebbe di essere percepito davvero vessatorio, dopo che la sosta a pagamento è stata aumentata, proprio per una logica ecologica in quella zona. Mentre sugli Euro 3 diesel sono d'accordo, purché il tutto abbia uno scopo e sia limitato ai quattro mesi invernali, in cui sappiamo che avremo uno sforamento (90 sforamenti su 120 giorni). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Vi invito a cercare di rispettare i tempi. La parola al Consigliere Ambrogio. AMBROGIO Paola Dopo l'intervento del Consigliere Viale mi viene spontaneo invitare la Giunta e l'Assessore a prendere spunto anche da una parte della sua maggioranza, che in qualche modo lo invita anche a riflettere su quelle che sono le sue intenzioni rispetto agli eventuali blocchi del traffico, che, a quanto pare, non vengono condivise all'interno non solo dalla minoranza, ma anche all'interno di una parte della sua maggioranza. Gli esempi che sono stati riportati anche dal Consigliere Viale - di cui abbiamo già parlato sia in Commissione che in altre occasioni -, come quello di Milano, sono comunque una dimostrazione del fallimento di una serie di provvedimenti spot, che in qualche modo lo stesso Assessore ha fino ad oggi cercato di evitare, che però ultimamente sui giornali sembra di nuovo voler rimettere in pista. Io vado anche oltre rispetto a quanto detto adesso dal Consigliere Viale in merito agli Euro 3 diesel, nel senso che - come diceva il Consigliere Bertola - questi veicoli non sono poi così vecchi e noi andiamo a vessare in qualche modo quegli automobilisti e quei cittadini che magari non utilizzano spesso l'auto e che però si trovano con una macchina di sei, sette anni. Quindi, io cercherei di attuare una serie di quei dieci punti, non tutti, perché non è che possiamo sempre e solo ipotizzare percorsi ciclabili o una serie di provvedimenti che, in qualche modo, vanno contro l'automobilista, che viene messo molto spesso alla gogna, e invece sono nella direzione di andare verso le due ruote. Inviterei, quindi, anche l'Assessore a riflettere su alcuni di quei dieci punti che sono stati da lui già esaminati e che, in qualche modo, portano in luce una serie di provvedimenti che sono sicuramente più strutturali e non, invece, gli interventi spot. Quindi, rifletta ancora; visto che dice che non vuole fare retromarcia rispetto al provvedimento degli Euro 3, la invito a riflettere ancora una volta e a prendere in considerazione anche le osservazioni che arrivano dalla minoranza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Grazie Presidente, ma ovviamente ringrazio l'Assessore e i Consiglieri per questa ulteriore opportunità di discutere di questo tema. Ci tengo a precisare due cose. La prima è che l'8 marzo avremo una Commissione, tra l'altro in presenza ovviamente dell'Assessore, anche con l'ARPA per vedere anche un po' i dati, per uscire anche dalla retorica ovviamente che c'è in Consiglio, ma anche per dirci che è vero che la situazione, come diceva il Consigliere Viale, non sarà così allarmante dal punto di vista dell'emergenza sanitaria, ma, come più volte detto sia dalla maggioranza che dalla Giunta, non possiamo ovviamente sottovalutare quelli che sono gli sforamenti e, in generale, la non riduzione sul PM10. È vero che, come si dice spesso, la qualità dell'aria dipende talmente tanto dalle condizioni atmosferiche che non sempre l'uomo riesce ancora a prevedere questi flussi; è anche vero che - lo dico citando uno dei punti della mozione che abbiamo discusso in quest'Aula non più di un mese e mezzo fa - la qualità dell'aria non aspetta e non attende le misure straordinarie e anche strutturali che abbiamo messo in campo. Per questo, l'informazione è il primo punto, ne abbiamo discusso più volte con l'Assessore. L'ARPA comunica questi dati attraverso delle centraline; è vero che c'è ancora una dispercezione, perché, quando nevica per ventiquattr'ore, c'è l'appello del Sindaco a non prendere il mezzo privato, invece quando ci sono degli sforamenti, come in questi mesi, non c'è un chiaro riferimento allo stato della qualità dell'aria - basta vedere sul sito della Città di Torino - e manca un invito esplicito ai cittadini a prendere i mezzi privati il meno possibile e solo per cose straordinarie. Allora, il primo aspetto è quello relativo all'informazione e alla comunicazione. Il secondo aspetto è quello delle misure strutturali. Certo, è vero che esiste un PUMS, che prevede un Bici Plan e che prevede un rafforzamento delle linee forti, con l'idea di riorganizzare il trasporto pubblico; vorrei, però, che ci sentissimo un po' tutti dentro questa discussione. Dico questo perché la scorsa settimana il Sindaco ha incontrato, con il Presidente Saitta, il Presidente della Regione; non credo che ci sia da parte nostra o da parte di GTT la volontà di non riorganizzare le linee forti e non tagliare alcune linee in sovrapposizione con altre. Ne abbiamo già discusso e ne discuteremo nei prossimi mesi. Credo che però sia inaccettabile, dopo che abbiamo fatto una discussione così ampia sulla vicenda del trasporto pubblico e sulla riorganizzazione dei prezzi dei nostri carnet e dei nostri abbonamenti, che, a fronte di quell'impegno, non ci sia un impegno altrettanto forte del Governo dello Stato e della Regione a restituire quello che giustamente dovrebbe arrivare nelle casse di GTT. Lo dico perché - e sono d'accordo con il centrodestra - non sono le sentenze del TAR che ci devono dare una mano, ma deve essere un po' di condivisione politica sul fatto che, se il giorno prima si fa un appello a prendere il meno possibile un mezzo privato e si chiede a tutti cittadini di credere negli abbonamenti - che, tra l'altro, grazie al ruolo del Consiglio Comunale, gli aumenti sono stati almeno dimezzati o azzerati per disabili, studenti, disoccupati, anziani -, ci sia una conseguenza, cioè che il giorno successivo alla revisione di questi piani tutto il centrosinistra e tutto il centrodestra siano convinti del fatto che non ci debbano essere tagli ai trasferimenti al Trasporto Pubblico Locale. Dall'altra, però, Assessore, dobbiamo dare un'accelerata sulle misure strutturali. Non è presente l'Assessore Lubatti, ma lo direi anche a lui. Abbiamo messo in un programma di Governo l'ampliamento delle pedonalizzazioni, l'istituzione delle Zone 30, e credo che questa cosa si debba fare all'inizio del mandato, cioè si deve dare subito un'accelerata e una riorganizzazione assieme alle Circoscrizioni, perché anche loro possono esserci utili a ripensare ad un pezzo di mobilità che parte, prima di tutto, anche da quei quartieri. Lo dico, però, perché, oltre a queste misure strutturali, c'è tutto un impegno invece straordinario che si può fare in condivisione con tanti settori. Non sono d'accordo a dire che saranno i commercianti a decidere sulla salute dei cittadini, anche perché con loro dobbiamo condividere il tema delle pedonalizzazioni e il fatto che quella è un'agevolazione, in realtà, al commercio e alla riorganizzazione anche dei servizi in quei quartieri; dall'altra, però, sulla ZTL, secondo me, oggettivamente i commercianti esagerano nel pensare che sia quello il fattore di rischio rispetto ai loro incassi. Ripeto, la salute dei cittadini passa da delle scelte, secondo me, politiche e dal fatto che questa discussione deve andare avanti anche con misure straordinarie. Per questo, non abbiamo paura di dire alle altre Città della Provincia che serve una svolta, una svolta che questa Città ha avuto e che vuole continuare a guidare. Io credo che sia giusto che l'Assessore Lavolta vada anche avanti qualora non ci sia la condivisione di tutte quelle Città, ma è ora anche di chiedere a tutti un'assunzione di responsabilità. Su questo non credo che il Consigliere Viale sbagli. Anzi, noi crediamo che quell'assunzione di responsabilità vada dalla tangenziale fino ai centri delle piccole Città della Provincia. Credo che tutti insieme potremo dare dei segnali tangibili e di miglioramento dell'aria fin dai prossimi mesi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. Tenga presente che aveva qualche minuto a disposizione, perché una parte l'aveva già consumata il Consigliere. LIARDO Enzo Presidente, io tengo presente la situazione, però non bisogna fare due pesi e due misure sugli interventi; da parte della maggioranza c'è sempre la possibilità di sforare e poi in premessa, prima dell'intervento di uno di minoranza, si vogliono contingentare i tempi. Comunque, chiudo subito l'intervento; sono stato semplicemente stimolato a intervenire da quello che diceva il Consigliere che mi ha preceduto sulla questione della ZTL. Non è che l'allargamento della ZTL sia la panacea di tutti i mali, ma in realtà è solo una tassa aggiuntiva per i cittadini e non va assolutamente a migliorare quella che è la condizione dell'aria, perché non è che fuori dalla ZTL l'aria sia completamente diversa. Sottolineo invece un aspetto: effettivamente, sì, è la rovina dei commercianti; ne sono pienamente convinto. Li si vuol sempre far passare come i commercianti piagnoni, che si lamentano sempre. In realtà, se provate a fare un giro in centro, potrete notare come ci siano proprio degli abbattimenti per quanto riguarda il flusso di traffico e di sosta, proprio per le ragioni di cui sopra. Volevo solo specificare questo. Non è con la ZTL che si risolvono i problemi ambientali di questa città e neanche quelli delle casse, purtroppo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Liardo, il commento che facevo non era rivolto a maggioranza o opposizione, ma era rivolto a cercare di far rispettare l'Aula ai Consiglieri, cosa che qualche volta sfugge anche nei tempi. |