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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Una delle iniziative stabilite in sede di Conferenza dei Capigruppo riguarda la morte di Renato Dulbecco, che voi tutti avrete ricordato dai giornali la scorsa settimana; l'ho ricordato anch'io, ma ci tenevo a ricordarlo in modo ufficiale in questa seduta di Consiglio Comunale, onorandolo con un minuto di silenzio. Nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914, è mancato il 20 febbraio di quest'anno in California, negli Stati Uniti d'America. Oggi lo vogliamo ricordare come compianto scienziato italiano, spentosi all'età di 97 anni. Dulbecco frequentò a Torino l'Università di Medicina, laureandosi a soli 22 anni con il professor Giuseppe Levi in anatomia patologica. Suoi compagni di banco due grandi nomi della ricerca, poi insigniti - come lui - del premio Nobel per la Medicina, ovvero Rita Levi-Montalcini e Salvatore Luria. Abbia pazienza, Consigliere Grimaldi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche il Consigliere Cassiani. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, però stiamo un attimo in silenzio, gentilmente. Stiamo ricordando una persona importante e vogliamo ricordarla con tutti gli onori. Partecipò alla Resistenza a Torino, dedicandosi all'organizzazione di un sistema di pronto soccorso per conto del Comitato di Liberazione Nazionale, nel quale entrò come rappresentante del Movimento Lavoratori Cristiani. Prese parte alla vita politica torinese del primo dopoguerra come Assessore nella Giunta Popolare Comunale, presieduta dal Sindaco Giovanni Roveda, dal 1945 all'inverno del 1946. Nel 1948 vinse il premio per la Fondazione Rockefeller, trasferendosi negli Stati Uniti, dove sviluppò le sue ricerche scientifiche nel campo dell'oncologia, studiando i tumori di origine virale ed i meccanismi genetici che trasformano le cellule sane in cancerogene. Nel 1972 si trasferì a Londra come direttore dell'Imperial Cancer Research Fund. Dopo il Nobel, condiviso con David Baltimore e Howard Temin, ritornò negli USA per studiare i meccanismi genetici responsabili di alcuni tumori, in primo luogo quello del seno. Rientrato in Italia nel 1987, avviò il Progetto Internazionale Genoma Umano, del quale diventò coordinatore del ramo italiano. Nel 1995 ritornò negli Stati Uniti d'America. Proprio in quell'anno, il 25 aprile, 50° Anniversario della nostra Liberazione, la Città di Torino gli conferì la Cittadinanza Onoraria. Uomo dal carattere gentile, modesto e riservato, tornò spesso a visitare la nostra Torino, della quale portava nel cuore i ricordi - come lui disse - di una stagione irripetibile della sua vita. Con la sua morte l'Italia, la nostra Città e il mondo intero, perdono uno scienziato gentiluomo, un maestro, un modello da seguire e un punto di riferimento per la ricerca scientifica. Vi prego, signori, di alzarci in piedi per un minuto di silenzio. (Il Consiglio osserva un minuto di silenzio). |