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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200316/002, presentata in data 23 gennaio 2012, avente per oggetto: "Aeroporto di Cuneo-Levaldigi" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Ricordo di aver fatto una discussione su questo argomento con la Provincia e la Regione (per cui partirò da questa) sia circa un anno fa, che non più tardi di venerdì scorso. Da parte della Regione (sia un anno fa, che venerdì scorso) ci è stato posto il problema di avere un'attenzione a Levaldigi e di fare una considerazione, nel momento in cui discutiamo di future aree aeroportuali e di gestione delle stesse, sulla possibilità di andare verso un'ipotesi di carattere regionale, così come avviene in alcune situazioni. La risposta, anche concordata con loro, è stata la seguente: non abbiamo alcun problema di principio contrario o di altro genere sulla possibilità di mettere assieme un sistema aeroportuale regionale. Il vero problema dobbiamo valutarlo, invece, dal punto di vista della funzione, che può avere per il territorio, degli equilibri di Bilancio che è in grado di ottenere, per cui con quale Piano industriale questa cosa si sostanzi. Un anno fa avevamo concordato con la Regione che questa avrebbe dato un incarico ad un advisor per fare la situazione dell'aeroporto Levaldigi; sulla base di questo documento, che dovrebbe essere pronto nei prossimi giorni, venerdì abbiamo concordato, su nostra proposta, che lo passeremo per una valutazione al Consiglio di Amministrazione di SAGAT, in modo tale che su quella si possa esercitare un confronto e per vedere se è possibile fare un Piano industriale, ma deve essere un Piano industriale che abbia un senso per la Regione e abbia un equilibrio economico. Non è detto che l'equilibrio economico debba essere raggiunto il primo anno; può anche essere raggiunto in tre anni, ma - e questo con loro è chiaro -, ovviamente, se fosse così, è necessario un accompagnamento, cosa che è stato detto certo. Per cui, sulla base di questa condizione o di queste condizioni, in sé non vi è una negazione. Ovviamente, cosa diversa e per me, oggi, quasi impossibile è dire se questa cosa sia possibile. In realtà - spero di sbagliarmi -, ho forti dubbi che si riesca, anche con tutta la necessaria buona volontà, ma cercheremo di metterla per vedere che vi sia un equilibrio generale. Come dice il Sindaco, nell'arco sostanzialmente di trecento chilometri abbiamo quattordici aeroporti, senza contare Levaldigi; alcuni aeroporti, anche molto importanti o che hanno avuto un ruolo importante in questi anni, fanno molta fatica, perché per riuscire a reggere questo numero sarebbe necessario molto di più di quanto sta succedendo, eppure si cerca di avere una crescita a due cifre, complessivamente, per un lungo periodo. Dal punto di vista del trasporto, ovviamente, l'Alta Velocità fa la sua parte, per cui il problema da valutare è: oggi, il mercato è in grado di sostenere l'insieme dei nostri aeroporti, compresa anche la presenza di quelli minori (infatti, questo non è l'unico) della regione Piemonte? È una questione in cui bisogna necessariamente crederci e da valutare seriamente, partendo sia dalla situazione odierna di Levaldigi e sia pensando a quale potrebbe essere un Piano industriale che sia in grado di reggere in futuro. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Ringrazio il Vicesindaco per il suo intervento e mi ricollego a quanto detto nell'ambito dell'altra interpellanza sul sistema aeroportuale per precisare che ho un'opinione diversa da quella della Regione; non perché sono un esperto di trasporto di carattere aeroportuale, ma perché ho letto alcuni rapporti, commissionati dal Ministero dei Trasporti, sugli aeroporti italiani e parlano chiaro. Infatti, questi rapporti elencano una serie di scali aerei che sono completamente inutili e in un sistema aeroportuale moderno andrebbero chiusi. Tra questi, mi dispiace per gli amministratori della Provincia di Cuneo, rientra Levaldigi. È un aeroporto che, in questi anni, è sopravvissuto grazie ad un'enorme - ripeto, enorme - messe di risorse pubbliche, destinate a quello scalo per tenerlo in funzione e per garantire un traffico assolutamente insignificante rispetto alla mole di denaro speso. Penso al collegamento internazionale con la Romania che, tra l'altro, potrebbe benissimo essere svolto da SAGAT qui a Torino, anche perché in questa città vivono circa quarantamila rumeni che, ovviamente, hanno molta più difficoltà ad andare a Cuneo che a Caselle. In più le Camere di Commercio della zona del cuneese, insieme alle fondazioni bancarie di quell'area e alla Regione, hanno messo a disposizione di quell'aeroporto decine di milioni di Euro in questi anni, per ottenere, dal punto di vista operativo rispetto al numero di passeggeri, un risultato che - mi dispiace - è assolutamente irrilevante. Inoltre aggiungo, collegandomi anche a quanto diceva prima il Consigliere Mangone, che forse sarebbe il caso, in questa situazione di ristrutturazione generale, di discutere dell'ipotesi di chiusura di Levaldigi, ovviamente salvando i posti di lavoro, e di potenziamento dell'aeroporto di Caselle, facendolo diventare l'unico polo regionale e concentrando le risorse su quello che è l'unico aeroporto significativo del Piemonte e della Valle d'Aosta, che, in qualche modo, ha una grande estensione territoriale. Dico di più: dopo la vicenda di Malpensa, che, nel giro di quattro anni, ha perso un numero enorme di passeggeri e il traffico è andato via via calando in modo assolutamente esponenziale, anche l'area di Novara e la zona Nord del Piemonte potrebbe essere molto più interessata a gravitare attorno all'aeroporto di Caselle rispetto a quello di Malpensa o, addirittura, a Linate. Per cui, diventerebbe centrale reinvestire, anche dal punto di vista strategico, sull'aeroporto di Caselle. Lo dico anche perché quando si dovrà discutere di questo in SAGAT, essendo noi ancora parte di quel Consiglio d'Amministrazione e soprattutto avendo una quota di azioni significativa, si dovrà fare una riflessione generale sul fatto che non si possono tenere in piedi due realtà come quelle di Caselle e di Levaldigi in questa situazione di carattere economico, con l'attuale flusso di passeggeri e considerando che l'aeroporto di Torino, pur crescendo, cresce meno rispetto a tutti gli altri aeroporti. Faccio il rapporto con Pisa, Bologna, Verona e Bergamo, che registrano una crescita del numero di passeggeri con tassi a due cifre ogni anno, rispetto al nostro scalo cittadino, che cresce in maniera molto meno significativa. Spero che la Regione voglia cogliere il nostro appello, facendo ciò che si fa in tutti i paesi "normali" ovvero razionalizzare il trasporto aereo; soprattutto auspico che non arrivi ad approvare il progetto e finanziare solo i primi due anni per poi, in qualche modo, far ricadere tutto sulle "spalle" dei torinesi o dei cittadini della Provincia di Torino, che sono i proprietari delle azioni di quell'aeroporto e quindi, in qualche modo, ne hanno la responsabilità. Alla luce di quello che diceva il Vicesindaco sulla questione del trasporto ferroviario, teniamo conto che l'Alta Velocità, a parità di costi, consente di partire dal centro di Torino e raggiungere il centro di Roma in quattro ore, mentre per andare a Roma in aereo, partendo dal centro della città, bisogna lasciare la macchina nel parcheggio, fare il check-in un'ora in anticipo rispetto all'imbarco e, una volta raggiunto Fiumicino, prendere il trenino o l'auto per arrivare in città, per cui ci si impiega più tempo che per raggiungere Roma in treno da Porta Susa. Ho cronometrato personalmente il tempo necessario in due occasioni, una a novembre e una a dicembre; la prima in aereo e la seconda in treno. Con l'Alta Velocità sono partito da Porta Susa e sono arrivato alla Stazione Termini, quindi nel centro di Roma, in meno tempo rispetto a quanto ci avrei impiegato prendendo l'aereo. Oltre all'aspetto dei tempi e dei costi, si pensi al consumo di carburante e all'impatto di carattere ambientale utilizzando l'aereo rispetto al treno. Io sono favorevole in ogni caso all'Alta Velocità, non soltanto a seconda di dove passa, ma non voglio preannunciare delle polemiche che ci saranno, poi, questo pomeriggio durante il Consiglio Comunale. Il problema è risolto, perché in quattro ore e un quarto si arriva nel centro di Roma, comodi e seduti, e credo che sia assolutamente conveniente. Termino il mio intervento dicendo che l'Amministrazione Comunale deve valutare attentamente la situazione. In un momento di razionalizzazioni si razionalizzano gli ospedali, si accorpano le ASL, si razionalizza il mondo della scuola, raddoppiare gli investimenti su due scali aerei, soltanto perché a Cuneo qualcuno vuole avere l'aereo comodo per raggiungere il Parlamento a Roma, mi sembra assolutamente fuori luogo in una situazione di questo genere. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |