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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 18
INTERPELLANZA 2012-00753
"SAGAT LA CITT? INTENDE VENDERE LE QUOTE?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MANGONE ED ALTRI IN DATA 13 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200753/002, presentata in
data 13 febbraio 2012, avente per oggetto:
\"SAGAT la Città intende vendere le quote?\"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ricordo (ma sono aspetti che abbiamo avuto modo di discutere nell'affrontare la
deliberazione che è stata conclusa dal Consiglio il 6 febbraio) che la situazione di
SAGAT è la seguente: abbiamo un 51% pubblico (38% Comune, 8% Regione e 5%
Provincia) e, poi, c'è un Patto parasociale tra i pubblici e c'è un Patto parasociale tra
i privati. I privati sono tre: Sintonia (che è il gruppo privato di Benetton), la società
delle Camere di Commercio (non della Camera di Commercio, ma delle Camere di
Commercio), quella nazionale, ed Equiter (Intesa-Sanpaolo).
Il 30 giugno 2012, scadranno gli attuali Patti parasociali che regolano i rapporti sia
tra i soci pubblici ed i soci privati, sia dei soci pubblici, sia dei soci privati. Entro
giugno, l'Amministrazione sarà chiamata a decidere se rinnovare l'attuale Patto con i
soci, oppure operare altre scelte riguardanti SAGAT.
Se andiamo verso un rinnovo dei Patti, l'indirizzo su cui si svolgerà la discussione
nel rapporto sia con il pubblico che con i privati non può che essere quello dato dal
Consiglio con la deliberazione del 6 febbraio.
Per quanto riguarda la domanda prevista nell'interpellanza del Consigliere Mangone
(che riguarda una cosa attuale), in realtà il Sindaco, nei giorni scorsi, ha
sostanzialmente annunciato il fatto che, stante la situazione sia di Patto che di
difficoltà di situazione finanziaria, potrebbe essere necessario decidere di cedere una
parte della partecipazione della società aeroportuale. Ovviamente, è una decisione
che sinora non abbiamo assunto nell'indirizzo, quando abbiamo fatto il "deliberone"
entro il 2011, di mettere sostanzialmente quattro società all'interno della costituenda
holding. Per cui, è necessario venire in Consiglio o con un atto di indirizzo, o con un
atto che vada in questa direzione.
La cosa si sta ovviamente valutando in rapporto alla situazione di carattere generale e
mi sento di poter dire fin d'ora che comunque non c'è un interesse a smobilitare
l'intera partecipazione, ma a tenerne comunque una parte, in modo tale da continuare
ad avere un rapporto con l'insieme di SAGAT, che può svolgere ovviamente anche il
suo lavoro di interesse per il territorio (cioè, sappiamo quanto è importante la
questione aeroportuale, a prescindere dal fatto se sia pubblico o privato), ma
riteniamo che avere comunque un'interlocuzione con il pubblico debba essere
valutato positivamente.
Ad oggi, la cosa che posso dire è che si sta valutando questa ipotesi per quelle
ragioni. Al momento, ovviamente, non c'è una decisione in tal senso e una decisione
in tal senso non può che passare dal Consiglio Comunale. Se, invece, non andassimo
in questa direzione, come ho già detto prima, il rinnovo dei Patti avviene sulla base
dell'indirizzo dato dalla deliberazione del 6 febbraio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Mangone.

MANGONE Domenico
Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. La deliberazione del 6 febbraio (che, in
qualche modo, tendeva ad indicare un percorso sui Patti parasociali) aveva, per noi
che l'abbiamo approvata, un altro significato, che non era solo quello di mirare e
puntare alla modifica per consentire al socio pubblico di avere maggiori poteri
operativi; alla base di questo ragionamento c'era o, meglio ancora, come presupposto
di questo ragionamento c'era il fatto che la Città continuasse a svolgere un ruolo
importante all'interno dell'aeroporto. Perché, dopo aver approvato quella
deliberazione, non ci ha fatto certo piacere apprendere dai giornali che, mentre noi
stavamo ragionando su quella deliberazione e sulle virgole di quella deliberazione, il
Sindaco faceva incontri con gli operatori per la dismissione delle quote di SAGAT.
Il punto non è la modifica dei Patti parasociali. L'indirizzo che il Consiglio
Comunale ha già dato è quello di far assumere al pubblico un ruolo ancora più
importante, che non coincide assolutamente, Vicesindaco, con la dismissione delle
quote societarie. Questo è talmente ovvio che è anche inutile dirlo.
Se la Giunta ritiene di assumere decisioni e perseguire strade in netta contraddizione
con quanto ha deciso il Consiglio Comunale ovviamente è liberissima di farlo, però
credo che tra Giunta, Consiglio Comunale e, oso dire, la maggioranza, per il futuro, è
auspicabile un maggior rapporto di chiarezza. Perché, Vicesindaco, in occasione
delle questioni che abbiamo affrontato ultimamente con GTT, lei - ma credo anche il
Sindaco, seppure non vorrei essere impreciso - ha parlato di una deliberazione o di
una qualche forma che cominciasse a determinare quali sono le partecipazioni
strategiche di questa Città.
Insomma, è vero che siamo in un momento di crisi, è vero che dobbiamo far fronte...
È verissimo tutto, come è verissimo tutto da anni, non da oggi, perché vorrei sapere
da lei, che è in questa Amministrazione da un po' di tempo, se ricorda un anno in cui
è stato fatto il Bilancio ed avanzavano dei soldi; io non me lo ricordo. Anche io sono
qui da un po' di tempo e non mi ricordo che vi sia stato un anno in cui avanzavano i
soldi.
Vicesindaco, il momento è particolare, la crisi è internazionale e questo è il peggior
momento per vendere, perché le vendite sono tutte al ribasso. Vuole la Giunta, vuole
il Sindaco ed il suo Vice, che ha la delega alle partecipate, porre al Consiglio
Comunale una deliberazione dove si cominci ad individuare quali sono le
partecipazioni strategiche di questa Città? O una vale l'altra, purché si venda e
purché si faccia cassa?
Io non sono d'accordo, perché una partecipazione come quella di SAGAT… Lei,
Vicesindaco, dice una quota della partecipazione, ma lì basta il 2% per perdere il
controllo di SAGAT. Ha riferito che il 51% è pubblico, per cui, evidentemente, il
49% è di altri, che non rappresentano il pubblico. Delle due, l'una: o si prova ad
avere una maggiore influenza su SAGAT, oppure la si delega tutta, così com'è
avvenuto in passato, alla gestione del privato e la Città si disinteressa della porta
internazionale di questa città.
Mi sia consentito anche dire un'altra cosa: l'aeroporto, diversamente da altre società
partecipate che stiamo dismettendo, necessita alla Città, più che la Città
all'aeroporto. La Città è interessata ad avere un aeroporto che funzioni, perché è la
porta d'ingresso di questa Città per il mondo; noi non possiamo pensare ad una
dismissione, perché, di fatto, la conseguenza sarebbe quella di non avere alcun tipo
di influenza sull'aeroporto di Torino Caselle.
Visto che, neanche un mese fa, c'è già stata un'espressione su questo tema, direi che
è necessario fare chiarezza una volta per tutte su queste cose; cominciamo a
ragionare con una visione complessiva, cominciamo a capire qual è il fabbisogno
finanziario di questa Città per rimanere nel Patto di Stabilità nel 2012, cominciamo a
dire quali sono le partecipazioni strategiche e quali sono le società che, invece,
possiamo cedere, quelle nelle quali continuare a detenere la maggioranza, quelle in
cui non continuare a detenere la maggioranza e quelle da dismettere. Poco tempo fa,
abbiamo fatto una Commissione su una partecipata (adesso non ricordo il nome),
che, di fatto, ha in gestione un immobile ed è stata definita strategica. Cerchiamo di
capirci qualcosa tutti insieme, Vicesindaco, perché, almeno io, comincio a perdermi
in questo grande mondo delle partecipate: tra A2A, IREN, Edipower e Grande
Edipower tutto sta diventando molto complicato e, quando le cose diventano
complicate, si perde sempre di più il controllo su cose che dovrebbero essere
pubbliche, quindi sotto il controllo pubblico, mentre il controllo passa a non si sa chi.
Quindi, chiederei cortesemente al Vicesindaco ed alla Giunta di partire da questa
deliberazione sulle partecipazioni strategiche e capire, anche per il futuro, che cosa si
muove nel mondo delle partecipate: cioè, se, in qualche modo, le partecipate possono
rappresentare uno strumento strutturale per risolvere i problemi finanziari di questa
Città. Vogliamo capirlo in termini complessivi e non un pezzo alla volta, perché non
risolve il problema.
In Commissione, mi pare che anche su questo punto il Presidente di SAGAT fosse
d'accordo nel ritenere che le partecipazioni degli aeroporti di Bologna, di Firenze,
eccetera, che potrebbero portare alle casse della Città somme importanti, potessero
essere dismesse e, se non sbaglio, lei aveva dato un parere favorevole alla
dismissione di quelle quote. Non avrei mai immaginato di arrivare alla dismissione
delle quote di SAGAT, perché, per quanto mi riguarda, sono partecipazioni
strategiche che la Città deve continuare ad avere.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve precisazione, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Solo per ribadire che, in realtà, avevamo predisposto un atto, non di indirizzo di
cessione, ma per valutare la possibilità di mettere SAGAT all'interno della Holding,
con il fatto che, poi, questo argomento avrebbe dovuto essere affrontato. Questo
argomento sarà affrontato, cioè se tenere o meno il 51% che permette di avere un
controllo della società, ancorché la maggior parte delle deleghe di gestione, da dieci
anni, siano verso il socio privato.
Quella che dobbiamo fare credo sia una discussione necessaria e le motivazioni sono
quelle che ho detto. Ovviamente, possiamo fare una riflessione - così come
richiedeva il Consigliere - su quali siano quelle strategiche e quelle che non lo sono,
tenendo conto del contesto in cui siamo inseriti, cioè che abbiamo (ma, poi, lo
vedremo nel merito) alcune situazioni che, anche dal punto di vista della gestione
privata, non creano particolari problemi; infatti, ad esempio, alcuni aeroporti sono
gestiti da più soci privati e non credo che abbiano creato alcun problema o non
abbiano tenuto conto - per usare un'espressione del Consigliere - di essere la porta
d'ingresso.
Abbiamo altre società che, per il momento - magari lo saranno domani -, dal punto di
vista di una gestione privata, farebbero in qualche modo più fatica o non vi è alcuna
disponibilità ad investirvi; credo che dovremo tenerne conto nel fare questa
discussione sulle aziende strategiche.
L'invito del Consigliere è assunto, per cui proporremo anche questa discussione; in
parte avverrà già con la deliberazione che, nei prossimi giorni, arriverà all'attenzione
del Consiglio sulla cosiddetta deliberazione ricognitiva. Accanto a questa,
ovviamente, potremo soffermarci approfondendo l'insieme della struttura che, oggi,
caratterizza le partecipazioni della Città.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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