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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200546/002, presentata in data 2 febbraio 2012, avente per oggetto: \"Determinazioni articolo 90 Decreto Legislativo 267/2000. Coordinatori di segreterie\" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'interpellanza sostanzialmente ripercorre la strada per la quale esiste negli Assessorati, non in tutti per la verità, la figura del coordinatore di segreteria. Questo incarico è assegnato ai sensi dell'art. 90 del 267/2000 e la relativa spesa è contenuta nei budget complessivi riferiti naturalmente al budget figurativo che ogni Assessorato ha in attribuzione all'inizio della tornata amministrativa; in sostanza, la spesa per questo incarico, se individuato, assorbe una quota di questo budget. L'incarico naturalmente avrà la durata dalla stipula del contratto fino alla cessazione della carica. L'interpellanza ripercorre qual è la normativa dell'art. 90 e sostanzialmente afferma che l'Amministrazione Comunale non applicherebbe in modo conforme l'art. 90 e se (questa penso sia la vera domanda) l'Amministrazione Comunale non intenda valutare in modo equo, viste le circolari inviate sulla riduzione del 50% dello straordinario, una riduzione delle spese del personale degli Assessorati anche nei limiti del budget, ma soprattutto adeguato a quanto le Leggi in vigore. Sull'ultimo punto preciserò meglio. Intanto, il Consiglio Comunale, con deliberazione del 15 giugno 2011 n. mecc. 1103337/04, ha stabilito, tra l'altro, i criteri generali per l'individuazione dei collaboratori di cui possono avvalersi Sindaco e Assessori, nel rispetto delle previsioni contenute dall'art. 90 del Decreto Legislativo n. 267. Sulla base di tali criteri generali e dei criteri operativi stabiliti dall'art. 9 del vigente Regolamento di organizzazione e dalla deliberazione di Giunta del 4 luglio 2006, con deliberazione 30 giugno 2011 si è provveduto alla costituzione degli Uffici di supporto agli organi politici. Si ritiene pertanto che l'Amministrazione abbia correttamente applicato il dettato dell'art. 90 del Decreto 267. Inoltre, con le citate deliberazioni della Giunta Comunale del 4 luglio 2006 e del 30 giugno 2011, si è data la possibilità a ciascun organo di direzione politica di avvalersi di un dipendente dell'Ente, categoria C o D, che assuma la denominazione di assistente e coordinatore di segreteria, a cui viene attribuita un'indennità omnicomprensiva e che trova capienza nel budget massimo destinato a ciascun organo. Come sapete, massimo 90.000 Euro per ciascun Assessore, elevato a 100.000 Euro per il Vicesindaco. La figura riveste un ruolo operativo di coordinamento dell'attività di segreteria e vista la particolarità dell'impegno richiesto, spesso da svolgersi oltre ai normali orari di lavoro e di servizio, è stata prevista un'indennità omnicomprensiva annua lorda, sostitutiva di ogni altra voce di salario accessorio, dal compenso per lavoro straordinario, per produttività, per la qualità di prestazione individuale. Inoltre, non vi è modifica di status giuridico e di inquadramento contrattuale del dipendente. Quindi, premesso che la soluzione del coordinatore di segretaria non è stata applicata da tutti gli Assessorati, in quanto il sottoscritto, per esempio, non ha ricorso a questa figura e anche il Vicesindaco, se ricordo bene, sostanzialmente credo che la norma sia stata interpretata correttamente e vi sia stato un minimo di elasticità necessaria. Inoltre, se il tema è quello di discutere di quali sono le conseguenze e la portata della circolare limitativa sul costo del lavoro straordinario della Città di Torino, devo dire che questa discussione è stata già affrontata, con modalità che abbiamo già identificato, a cui non si sottrae neanche la segreteria degli Assessori. Vorrei rassicurare chi ha ispirato l'interpellanza sul fatto che non è che negli Assessorati si fanno gli straordinari indifferentemente, mentre nelle segreterie dei Gruppi consiliari non si fanno. Gli straordinari sono ridotti esattamente in tutto l'Ente al 50%, secondo le modalità stabilite dai carichi di lavoro e dall'attribuzione di budget straordinario in sede di organizzazione dell'Ente. Quindi, se uno aveva cento ore, ne farà cinquanta, se ne aveva centoventi, ne farà sessanta; ma sostanzialmente il taglio è orizzontale ed equo per tutti. Diverso è introdurre il concetto per cui tutti coloro che percepiscono indennità di posizioni organizzative, alte professionalità e indennità sostitutiva delle prestazioni di straordinario, debbano subire un taglio specifico per equità di tutela straordinario. Se questo è il senso dell'interpellanza, sono pronto a discuterne, anche se personalmente avrei qualche perplessità; comunque penso che occorra prima convocare il tavolo dei sindacati. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Grazie Assessore per la sua sollecita e tempestiva risposta. La perplessità nasce dal fatto che l'articolo 90, comma 1, recita che: "Il Regolamento sull'ordinamento degli Uffici e dei Servizi può prevedere la costituzione di Uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, del Presidente della Provincia, della Giunta o degli Assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla Legge, costituiti da dipendenti dell'Ente, ovvero salvo che per gli Enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una Pubblica Amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegno". Questo è ciò che recita il comma 1 e da cui nasce questa perplessità. Io so bene che il suo Assessorato, da sempre, non si avvale dei collaboratori di segretaria; mentre non sapevo che anche l'Assessorato del Vicesindaco Dealessandri non si avvale di questi collaboratori. Vi ringrazio per questo risparmio e preferirei che anche molti altri Assessori non si avvalessero di questo spreco, visto che il Consigliere Mangone qui presente, nel 2009, in qualità di Assessore della precedente tornata amministrativa, in risposta a una interpellanza aveva affermato che la spesa annuale per la funzione di questi collaboratori era pari a 1.000.300 Euro. La preoccupazione nasce dal fatto che la Città di Torino, nonostante ciò che si cerca di fare per ridurre le spese e ridurre il personale e quant'altro, conta ancora 12.000 dipendenti, che vorrebbero avere gli stessi privilegi che, ad esempio, hanno i coordinatori di segreteria. Probabilmente non conosco neanche un coordinatore di segreteria o, se lo vedo nei corridoi, lo saluto perché penso che sia una persona che lavora come tutti noi negli uffici del Consiglio Comunale o degli Assessorati. Il mio non è un attacco a queste persone o alla loro professionalità, ma è un attacco verso questa Amministrazione che, come sempre, spreca delle cifre eccessive, a mio parere. Quindi, mi interesserebbe capire più nel dettaglio quanto viene speso annualmente in questo ambito ed il motivo per cui, purtroppo, pur facendo dei tagli altrove, gli sprechi continuano in determinate circostanze. Non capisco questo taglio del 50% degli straordinari; so che ne abbiamo parlato in Conferenza dei Capigruppo più di una volta, so qual è la posizione dell'Assessore, ma la mia posizione è totalmente diversa, perché quando in Comune è necessario fare lo straordinario è perché c'è la necessità, non perché si vuole avere uno stipendio un po' più alto a fine mese o perché si vuole speculare su quei pochi Euro in più che si possono prendere grazie agli straordinari. Semplicemente siamo in una società in cui c'è una crisi economica e sociale e se uno può essere impegnato per una buona causa, lo deve fare anche guadagnando quel poco. Capisco che, in questo momento, il Comune debba fare dei tagli, però forse si potevano fare diversamente ed in altri settori. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei precisare che l'importo comunicato in allora si riferiva a tutto il costo delle indennità complessive e non solo dei coordinatori, perché se fosse un milione di Euro per i coordinatori, chiederei di essere assunto da coordinatore immediatamente! Vi assicuro che non è così. Non mi sottraggo alla discussione importante avviata sul tema dello straordinario; devo però dirle che l'Ente Locale è uno dei pochi posti del contratto pubblico o di pubblica funzione dove si pagano gli straordinari. La inviterei ad andare in Regione, nella Sanità, dove gli straordinari non si pagano per circolare e vanno tutti a recupero, dalla prima all'ultima ora fatta dal lavoratore. C'è un problema di fondo, cioè il nostro sistema di pubblico impiego percepisce le indennità accessorie come componenti del salario base, anche se sono giuridicamente accessorie, perché sono basse le indennità base del dipendente pubblico. Se vogliamo affrontare seriamente il tema bisogna dire che tra il "brunettismo" e, dall'altra parte, un sistema in cui poi si deve arrotondare (badi bene, arrotondare legittimamente, lavorando e producendo, perché io apprezzo chi produce e lavora facendo lo straordinario) alla fine non si affronta il tema radicale del fatto che si sia spesso sottopagati per un lavoro in qualifica B, C e D, a parità di sistema e di livello, rispetto ad altri settori della Pubblica Amministrazione o anche di società private o del privato puro. Però, non si può pensare che esista un mondo in cui non si ricorre ad una certa attenzione sul cosiddetto salario accessorio per chiudersi gli occhi rispetto al tema del sottopagamento del lavoro pubblico. Siccome quando c'era l'ex Ministro Brunetta molti saltavano sul carro del sottopagamento del lavoro pubblico come se fossero tutti fannulloni, cerchiamo di tenere un equilibrio tra non essere a favore dello straordinario ed il criminalizzare come fannulloni i lavoratori pubblici, perché magari basterebbe una bella riforma che dica come equamente si remunera il funzionario - o il C, o il D, o il B - del lavoro pubblico, senza necessariamente ricorrere (se, naturalmente, non necessario o nelle forme dovute e limitatamente a servizi effettivamente necessari per l'Ente) al lavoro di tipo straordinario. Questa discussione mi trova concorde, mentre trovo un po' parziale giocare sulla natura di questo tipo di bisogno o di necessità. Sarebbe ora che in questo Paese si aprisse questa discussione in modo organico e serio e si deve uscire dal "brunettismo" o dal "fannullonismo"; affrontiamo seriamente il tema del lavoro pubblico. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |