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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2012-00585
"INQUINAMENTO ACUSTICO DA PUBBLICIT? INVADENTE A PORTA NUOVA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 6 FEBBRAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200585/002, presentata in
data 6 febbraio 2012, avente per oggetto:
"Inquinamento acustico da pubblicità invadente a Porta Nuova"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Consigliere Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Gli interpellanti chiedono se la Polizia Municipale abbia mai effettuato controlli sui
volumi dei sistemi pubblicitari presenti dentro la stazione Porta Nuova, se siano in
regola con le norme sull'inquinamento acustico e se la Città abbia l'autorità per
emanare ordinanze restrittive su questa forma di pubblicità, prescrivendo per
esempio pause minime e limiti al volume.
Rispetto al primo quesito, la Polizia Municipale non ha mai effettuato controlli
all'interno della stazione, in quanto questi accertamenti, per le ragioni spiegate
successivamente, non rientrano tra le competenze proprie dell'Amministrazione.
Il Settore Ambiente e Territorio rileva invece che la Legge Quadro sull'inquinamento
acustico n. 447/95 e i relativi decreti attuativi assegnano al Comune la competenza
amministrativa in materia di inquinamento acustico.
Il Comune di Torino, presso il Settore Ambiente e Territorio, Ufficio Inquinamento
Acustico, promuove giornalmente la sua azione sul territorio a difesa e tutela dei
diritti dei cittadini nel campo della tutela dall'inquinamento acustico. Su
segnalazione dei cittadini che lamentano la presenza di eventi rumorosi, il Comune
provvede quindi ad avviare la procedura di controllo ed eventuale medicazione
acustica, avvalendosi di quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale in
materia del Regolamento Comunale per la tutela dall'inquinamento acustico.
Tuttavia, la Legge stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente
abitativo dall'inquinamento acustico. Nel caso in esame, l'inquinamento acustico
sarebbe lamentato dagli utenti e dai lavoratori all'interno della stazione Porta Nuova,
quindi non verso le unità abitative ubicate nelle vicinanze della stazione, dalle quali,
peraltro, non sono mai giunti esposti per questo problema presso il Settore Ambiente
e Territorio.
L'art. 4 del Regolamento Comunale per la tutela dell'inquinamento acustico prevede
che all'interno delle strutture aperte o chiuse, nelle quali si svolgono attività
permanenti rumorose, ovvero entro i loro confini di proprietà, non devono essere
superati i limiti massimi di esposizione al rumore per i lavoratori stabiliti dall'ex
Decreto Legislativo 15 agosto 1991, n. 277, quando applicabile.
Il controllo del rispetto dei livelli di rumore all'interno degli ambienti lavorativi
esula, pertanto, dalle competenze della Città di Torino, mentre è di competenza dello
SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), al quale il
Settore Ambiente e Territorio ha già inviato la segnalazione.
Resta fatto salvo il principio che qualora sia richiesto, da eccezionali e urgenti
necessità, di tutelare della salute pubblica, il Sindaco, su richiesta dell'ufficiale
sanitario dell'Azienda Sanitaria Locale, può assumere i conseguenti provvedimenti.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Voglio solo essere sicuro di aver capito esattamente la risposta, perché questo è un
problema che è stato lamentato piuttosto spesso dai lavoratori e dagli utenti della
stazione. L'utente rimane in stazione magari venti minuti, però sentire per venti
minuti, a volume altissimo, queste pubblicità a ciclo continuo, mentre si aspetta il
treno, non è proprio piacevole. Ancora peggio per chi lavora in stazione, perché deve
sentirle tutto il giorno.
È ovvio che non disturbano le case di fronte, perché il volume è alto, ma non fino a
questo livello; però per chi è dentro la stazione, disturbano.
Se ho ben capito (se l'Assessore può farmi avere la copia della nota, la studio
meglio), sostanzialmente è come se si trattasse di un grosso ambiente di lavoro,
quindi gli unici che possono intervenire sono i lavoratori, per quanto riguarda la
Legge a tutela dal rumore sui posti di lavoro. Mentre gli utenti del servizio di
trasporto, sostanzialmente, non sono tutelati dalla Legge in nessun modo. Cioè la
Legge sull'inquinamento acustico permette solo di intervenire sull'inquinamento
acustico nelle abitazioni, ma non in un luogo di lavoro.
Quindi, l'unico caso in cui si potrebbe intervenire sarebbe per l'eccessivo rumore per
i lavoratori, però da parte dell'autorità competente in materia, che non è il Comune.
In ogni modo, credo che si tratti di un argomento da approfondire, magari anche con
gli Uffici, perché questa situazione comunque è fastidiosa. Ovviamente non si vuole
negare alla società Grandi Stazioni il diritto di trasmettere pubblicità per finanziare i
propri conti, però questo dovrebbe avvenire nei limiti del rispetto delle persone che si
trovano a usare il servizio di trasporto pubblico. Per cui, dovrebbero esserci ad
esempio delle pause, una limitazione del volume; insomma, uno studio per rendere
questa pubblicità un pochino meno invadente e meno fastidiosa.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Probabilmente non sono stato sufficientemente chiaro, Consigliere Bertola. Ho detto
una cosa molto semplice, cioè che l'art. 4 del Regolamento per la tutela
dall'inquinamento acustico prevede che all'interno delle strutture aperte o chiuse - in
questo caso aperta - nelle quali si svolgono attività permanenti rumorose, non devono
essere superati i limiti massimi di esposizione al rumore, anche per i lavoratori,
stabiliti dal Decreto Legislativo n. 277 del 15 agosto 1991.
Ho detto anche che il controllo relativo a queste situazioni, quindi al rispetto dei
livelli di rumore all'interno di questi ambienti lavorativi, esula dalle competenze
della Città di Torino, ma è proprio di un organismo ad hoc, che è lo SPRESAL.
Chiarito che il controllo non è di competenza della Città di Torino, ma c'è una
competenza specifica ed esclusiva dello SPRESAL, ho anche aggiunto che qualora si
verificasse un'eccezionalità, ma non mi sembra che sia questa la circostanza, il
Sindaco può intervenire con provvedimenti urgenti.
Tengo a sottolineare che si tratta di una stazione ferroviaria, quindi di un contesto
dove ci sono interlocutori che possono immediatamente provvedere alla risoluzione
del problema, qualora questo fosse verificato dall'organo competente.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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