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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2012-00504
"IL CASO DI CATIA ALLONTANATA DALLA MADRE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BERTHIER IN DATA 31 GENNAIO 2012.
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200504/002, presentata in
data 31 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Il caso di Catia allontanata dalla madre"

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Vorrei partire da una considerazione: laddove ci sono dei provvedimenti del Giudice
tutelare, le decisioni assunte sono sempre frutto di una serie di valutazioni che
attengono sicuramente alle relazioni o indicazioni che vengono dai Servizi Sociali (in
particolare, dai Servizi che seguono in specifico le situazioni), ma anche alle
valutazioni che riguardano i nuclei familiari; le scelte che il Giudice tutelare fa per
individuare il tutore sono sempre fatte nell'interesse della persona che ha bisogno di
essere tutelata. Infatti, laddove all'interno dei nuclei familiari non si individuino
persone adeguate a fornire sufficiente tutela alle persone che hanno delle limitazioni
nelle loro possibilità di autodeterminazione o che siano minori, in moltissimi casi, è
lo stesso Assessore - nella fattispecie, la sottoscritta - che viene designato come
tutore. Questo non è il caso di questa situazione specifica.
La struttura nella quale la ragazza è stata inserita rientra nei centri per disabili
accreditati dalla nostra Città, presso la quale, peraltro, è stata anche fatta una riunione
della IV Commissione, non soltanto per far conoscere di che tipo di attività e di
contesto si trattasse, ma per permettere ai Consiglieri facenti parte della IV
Commissione di dialogare e di confrontarsi con tutti i familiari dei ragazzi inseriti in
questa comunità, che, in realtà, è un gruppo appartamento di otto persone, quindi con
dei numeri molto limitati, proprio per consentire dei contesti il più possibile
familiari.
Aggiungerei anche che, nel merito di tutti i servizi gestiti dalla Città, ci sono ben tre
tipi di controlli che vengono effettuati: uno della Commissione di Vigilanza, che è un
organismo misto, composto da figure sia sociali dell'Assessorato, che sanitarie; uno
della Commissione di accreditamento della Divisione Servizi Sociali, che monitora
che effettivamente vi siano e permangano i requisiti di accreditamento; uno (che non
ha pari in nessun'altra città italiana) che viene effettuato da una Commissione di
verifica composta da familiari organizzati ed associazioni di tutela di genitori di
ragazzi disabili, che, attraverso un protocollo con la Città di Torino, sono abilitati a
fare questo tipo di controlli. Peraltro, un paio di settimane prima, in questa struttura
era stato realizzato uno di questi sopralluoghi da parte di questa Commissione (e,
spesso, sono quelli che hanno un'attenzione particolare a certe condizioni, essendo
composta da familiari).
Tutti questi controlli vengono effettuati senza preavviso, quindi direi che
l'indicazione emersa dall'interpellanza del Consigliere Berthier è sicuramente
corretta, ma è anche già stata posta in essere, perché è necessario che questi controlli
vengano fatti senza alcun preavviso.
Nel merito della vicenda personale di questa ragazza (che anche è il motivo che, nel
corso della trasmissione, ha creato dell'imbarazzo sia al dirigente che a me), noi, per
motivi di privacy e di riservatezza nei confronti di persone comunque fragili, non
possiamo fornire dati così delicati davanti alle telecamere e la stessa cosa vale anche
per questo contesto. Ovviamente, in caso di richiesta, sono a disposizione per dare
informazioni specifiche ai Consiglieri sul caso trattato, naturalmente a condizione del
segreto d'ufficio e di quanto attiene alla privacy delle persone.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
È indubbio che in questi casi ci vogliano riserbo e privacy. Quello che ho rilevato è
che, al di là della trasmissione (che, in alcuni casi, possono essere invasive ed
eclatanti), c'era una testimonianza della stessa responsabile del centro che diceva
(oltre al fatto che sono solo otto persone e, a mio parere, non sono neanche tanto
poche, viste certe problematiche, e non so neanche se le persone presenti in questa
casa siano compatibili tra di loro, anche se lo presumo dal monitoraggio che
l'Assessore ha descritto, per cui dovrebbe esserci qualche cosa che ha attinenza tra
caso e caso) che la ragazza non è nel posto giusto e non è seguita nel modo corretto
per quanto riguarda le problematiche del suo caso.
Mi dispiace di non aver partecipato alle due Commissioni riguardanti questo caso,
non so se si sono svolte nella precedente tornata amministrativa o se sono stato
distratto.
Rimango in attesa di ulteriori ragguagli da parte dell'Assessore, anche per capire, per
questo e per altre cose; quando uno affronta o vuole approfondire certe
problematiche cerca di essere competente e positivo (non di andare ad affiancare la
pubblicità o i mass media) per poter essere efficace nel trattare un determinato
argomento.
Attenderò i dati, assicurando la massima segretezza e riservatezza, perché mi sembra
più che doveroso; mi riservo, eventualmente, di fare ulteriori approfondimenti in
seguito.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Vorrei solo aggiungere che nel merito c'è stata una Commissione il 24 gennaio, che
ha fatto un sopralluogo nella struttura, in quanto mi sembrava corretto che anche i
Commissari conoscessero la situazione e, peraltro, c'è stata la possibilità di parlare
con i familiari.
Poi, come ho già detto, sono disponibile, in un dialogo più ristretto e garantendo la
riservatezza, a spiegare la situazione nel merito.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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