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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2012-00314
"EPIDEMIA DI TURBERCOLOSI?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BERTHIER IN DATA 23 GENNAIO 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200314/002, presentata in
data 23 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Epidemia di tubercolosi?"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Credo che sia corretto il punto interrogativo al termine del titolo, perché, non appena
sono venuta a conoscenza dagli organi di stampa di questa segnalazione che
sembrava estremamente preoccupante, ho parlato con l'Assessore Monferino,
Assessore alla Sanità Regionale, in quanto è stata molta rilevante l'enfasi che è stata
data su questo tema da molti organi di stampa e rischia di creare anche molta
preoccupazione tra i cittadini.
In realtà, la documentazione che mi è stata fornita dalla ASL TO1, che è arrivata
giusto questa mattina dopo una serie di solleciti, mi ha fornito il monitoraggio
dell'andamento dei casi verificatisi e notificati negli ultimi sei anni, che rileva -
leggo i dati, perché credo che diano anche un'idea di quella che è stata l'incidenza -
nell'anno 2005 centocinquanta casi, nell'anno 2006 centocinquantatre casi, nell'anno
2007 centododici casi, nell'anno 2008 centoventotto casi, nell'anno 2009
centosettantacinque casi, nell'anno 2010 centoquarantasei casi e nell'anno 2011
centosessantacinque casi. Direi che vi è una costanza nella percentuale di casi
notificati che, sostanzialmente, riporta tra l'1,6 e l'1,8 per 10.000 l'incidenza di
queste situazioni. Credo che non si possa parlare di epidemia, ma è sicuramente
necessario tenere alta l'attenzione e anche gli interventi di prevenzione, come
segnala il Consigliere nell'interpellanza.
Ho anche richiesto - e su questo potremo valutare anche come Città come rafforzare
le iniziative per il controllo della malattia - quelle che sono le iniziative già in atto
dalla sanità in Piemonte, ma in particolare nella città di Torino.
Il Direttore dell'Igiene e Sanità Pubblica mi ha fornito l'elenco delle attività che
vengono svolte. Intanto, sicuramente, vi è la necessità di individuare precocemente i
casi (quindi, anche con un lavoro di informazione delle varie strutture sanitarie
preposte), l'impostazione tempestiva della terapia specifica, la sorveglianza degli
esiti del trattamento e delle eventuali farmaco-resistenze, la ricerca attiva dei contatti
(sia familiari che lavorativi) per l'effettuazione dello screening, per l'identificazione
dell'infezione tubercolare e la terapia farmacologica per la profilassi dell'infezione
latente ed attività di prevenzione specifica nei confronti dei gruppi a maggiore
rischio.
Nella Città di Torino tutte queste attività sono coordinate dal Centro di Riferimento
per la Tubercolosi del Settore Igiene e Sanità Pubblica e dal Servizio di riferimento
regionale, il Seremi.
L'assicurazione è che questi controlli e queste azioni vengono effettuati in modo
puntuale e ribadisco che è alla valutazione dell'Assessorato capire, come Città, come
possiamo rafforzare gli interventi, anche dal punto di vista della conoscenza.
Ovviamente, i dati ci dicono che non c'è un'epidemia o una particolare situazione di
allerta.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Non voglio essere allarmistico, anzi, sarebbe
carino, visto che c'è questa attenzione da parte della Sanità - soprattutto locale -, che
magari venisse pubblicato qualche articolo, giusto per rassicurare la cittadinanza.
Il fatto che ci sia questa costante di casi dal 2005 non significa che sia tutto sotto
controllo; anzi, credo che sia una di quelle malattie che, da tempo, pensavamo di aver
quasi debellato e, invece, 150 o 200 casi all'anno vuol dire che, comunque, non è
così sotto controllo.
È indubbio che, forse, dovrebbe essere fatto un monitoraggio diverso e - ahimè, non
vorrei tornare sempre sullo stesso caso - essendo presenti molti stranieri in città e,
soprattutto per quanto riguarda qualche etnia (per esempio, ne cito una a caso, i
nomadi), non essendo facile il controllo, visto che ci sono delle verifiche su questi
campi, sarebbe carino che, oltre che preoccuparci di dargli una casa, di garantirgli lo
studio e tutto quello che questa Città si preoccupa di dare ai nomadi, vi fosse anche
una verifica sotto il profilo della salute e, quindi, capire se - non voglio tornare ad
essere polemico - questi ceppi di tubercolosi non possano anche arrivare da questi
signori che, giungendo da lontano e soprattutto vivendo in condizioni critiche,
possono anche essere, in parte, i fautori di questa situazione.
Vorrei sapere dall'Assessore se è possibile avere una copia dei dati forniti
dall'Assessore Regionale, perché vorrei confrontarli con alcuni dati in mio possesso
un po' "più allarmanti", tra virgolette. Posso capire che, su una popolazione di
900.000 abitanti riconosciuti a Torino, 200 casi o 150 casi siano minimali, però ho
anche il sospetto che, magari, ci siano delle situazioni non conclamate, non
dichiarate, non riconosciute (perché non è detto che tutti si rivolgano ai centri
specializzati) e che questo fenomeno continui ad avanzare e, comunque, a dilagare.
Anche perché - lo ripeto - è sempre un discorso di prevenzione; non bisogna
aspettare che i casi diventino 200, 300 o 400 per preoccuparsi.
Quella che è stata fatta è semplicemente una segnalazione e, probabilmente, se i
giornali o i mass media ne hanno parlato è perché anche questo tipo di costanza di
numeri non può essere dato per scontato oppure considerato quasi fisiologico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Non ho alcuna difficoltà a fornire i dati che mi sono stati relazionati dalla ASL TO1.
Aggiungo soltanto che dai dati forniti risulta che le percentuali di Torino sono
sovrapponibili a quelle regionali e nazionali, a conferma del fatto che l'Italia è un
Paese a bassa endemia per la tubercolosi.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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