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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200314/002, presentata in data 23 gennaio 2012, avente per oggetto: "Epidemia di tubercolosi?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Credo che sia corretto il punto interrogativo al termine del titolo, perché, non appena sono venuta a conoscenza dagli organi di stampa di questa segnalazione che sembrava estremamente preoccupante, ho parlato con l'Assessore Monferino, Assessore alla Sanità Regionale, in quanto è stata molta rilevante l'enfasi che è stata data su questo tema da molti organi di stampa e rischia di creare anche molta preoccupazione tra i cittadini. In realtà, la documentazione che mi è stata fornita dalla ASL TO1, che è arrivata giusto questa mattina dopo una serie di solleciti, mi ha fornito il monitoraggio dell'andamento dei casi verificatisi e notificati negli ultimi sei anni, che rileva - leggo i dati, perché credo che diano anche un'idea di quella che è stata l'incidenza - nell'anno 2005 centocinquanta casi, nell'anno 2006 centocinquantatre casi, nell'anno 2007 centododici casi, nell'anno 2008 centoventotto casi, nell'anno 2009 centosettantacinque casi, nell'anno 2010 centoquarantasei casi e nell'anno 2011 centosessantacinque casi. Direi che vi è una costanza nella percentuale di casi notificati che, sostanzialmente, riporta tra l'1,6 e l'1,8 per 10.000 l'incidenza di queste situazioni. Credo che non si possa parlare di epidemia, ma è sicuramente necessario tenere alta l'attenzione e anche gli interventi di prevenzione, come segnala il Consigliere nell'interpellanza. Ho anche richiesto - e su questo potremo valutare anche come Città come rafforzare le iniziative per il controllo della malattia - quelle che sono le iniziative già in atto dalla sanità in Piemonte, ma in particolare nella città di Torino. Il Direttore dell'Igiene e Sanità Pubblica mi ha fornito l'elenco delle attività che vengono svolte. Intanto, sicuramente, vi è la necessità di individuare precocemente i casi (quindi, anche con un lavoro di informazione delle varie strutture sanitarie preposte), l'impostazione tempestiva della terapia specifica, la sorveglianza degli esiti del trattamento e delle eventuali farmaco-resistenze, la ricerca attiva dei contatti (sia familiari che lavorativi) per l'effettuazione dello screening, per l'identificazione dell'infezione tubercolare e la terapia farmacologica per la profilassi dell'infezione latente ed attività di prevenzione specifica nei confronti dei gruppi a maggiore rischio. Nella Città di Torino tutte queste attività sono coordinate dal Centro di Riferimento per la Tubercolosi del Settore Igiene e Sanità Pubblica e dal Servizio di riferimento regionale, il Seremi. L'assicurazione è che questi controlli e queste azioni vengono effettuati in modo puntuale e ribadisco che è alla valutazione dell'Assessorato capire, come Città, come possiamo rafforzare gli interventi, anche dal punto di vista della conoscenza. Ovviamente, i dati ci dicono che non c'è un'epidemia o una particolare situazione di allerta. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Ringrazio l'Assessore per la risposta. Non voglio essere allarmistico, anzi, sarebbe carino, visto che c'è questa attenzione da parte della Sanità - soprattutto locale -, che magari venisse pubblicato qualche articolo, giusto per rassicurare la cittadinanza. Il fatto che ci sia questa costante di casi dal 2005 non significa che sia tutto sotto controllo; anzi, credo che sia una di quelle malattie che, da tempo, pensavamo di aver quasi debellato e, invece, 150 o 200 casi all'anno vuol dire che, comunque, non è così sotto controllo. È indubbio che, forse, dovrebbe essere fatto un monitoraggio diverso e - ahimè, non vorrei tornare sempre sullo stesso caso - essendo presenti molti stranieri in città e, soprattutto per quanto riguarda qualche etnia (per esempio, ne cito una a caso, i nomadi), non essendo facile il controllo, visto che ci sono delle verifiche su questi campi, sarebbe carino che, oltre che preoccuparci di dargli una casa, di garantirgli lo studio e tutto quello che questa Città si preoccupa di dare ai nomadi, vi fosse anche una verifica sotto il profilo della salute e, quindi, capire se - non voglio tornare ad essere polemico - questi ceppi di tubercolosi non possano anche arrivare da questi signori che, giungendo da lontano e soprattutto vivendo in condizioni critiche, possono anche essere, in parte, i fautori di questa situazione. Vorrei sapere dall'Assessore se è possibile avere una copia dei dati forniti dall'Assessore Regionale, perché vorrei confrontarli con alcuni dati in mio possesso un po' "più allarmanti", tra virgolette. Posso capire che, su una popolazione di 900.000 abitanti riconosciuti a Torino, 200 casi o 150 casi siano minimali, però ho anche il sospetto che, magari, ci siano delle situazioni non conclamate, non dichiarate, non riconosciute (perché non è detto che tutti si rivolgano ai centri specializzati) e che questo fenomeno continui ad avanzare e, comunque, a dilagare. Anche perché - lo ripeto - è sempre un discorso di prevenzione; non bisogna aspettare che i casi diventino 200, 300 o 400 per preoccuparsi. Quella che è stata fatta è semplicemente una segnalazione e, probabilmente, se i giornali o i mass media ne hanno parlato è perché anche questo tipo di costanza di numeri non può essere dato per scontato oppure considerato quasi fisiologico. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Non ho alcuna difficoltà a fornire i dati che mi sono stati relazionati dalla ASL TO1. Aggiungo soltanto che dai dati forniti risulta che le percentuali di Torino sono sovrapponibili a quelle regionali e nazionali, a conferma del fatto che l'Italia è un Paese a bassa endemia per la tubercolosi. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |