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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 22

Comunicazioni del Presidente su "Minuto di silenzio in memoria di Giuseppe Ferraris e Giuseppe Ancora, gią Consiglieri Comunali".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Come comunicato poco fa e anche venerdì alla Conferenza dei Capigruppo, nei
giorni scorsi sono mancati due ex Consiglieri Comunali, di cui vi do memoria
adesso, per i quali osserveremo un minuto di silenzio.
Il primo è Giuseppe Ferraris, nato a San Germano, nel vercellese, il 22 dicembre
1933 e morto a Roma il 2 febbraio scorso.
Fu Segretario della Federazione del Partito Socialista di Unità Proletaria di Torino.
Ispiratore e sostenitore dei primi Consigli di fabbrica alla FIAT, subì un forte
ostracismo dal PCI e nel 1970, su invito di Vittorio Foà, andò a Roma per prestare
servizio presso l'Ufficio Studi della CGIL.
Eletto nella VI tornata amministrativa (elezioni del giugno 1970, con lo scioglimento
nell'aprile del 1975), nelle fila del PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità
Proletaria), la sua esperienza in Consiglio Comunale fu breve, infatti si dimise il 5
ottobre 1971.
Ricoprì la carica di alto dirigente del Partito di Unità Proletaria, avente come scopo
dichiarato quello di far convergere il patrimonio storico del Movimento Operaio
Italiano con quello dei gruppi di senso cattolico e, come tale, porsi come unico
partito di estrema sinistra alternativo al PCI, ma convintamente parlamentare.
Nel 1976 fu condirettore de "Il Manifesto".
Riprese gli studi universitari, che aveva abbandonato per dedicarsi alla politica
attiva; si laureò nel 1977 e divenne docente di Sociologia del Lavoro presso
l'Università di Camerino.
Il secondo ex Consigliere è Giuseppe Ancora, nato a Brindisi il 7 gennaio 1921,
morto a Torino il 9 febbraio scorso.
Partigiano, è stato eletto nella III tornata amministrativa (dal maggio 1956 fino allo
scioglimento del 1960 con il Sindaco di allora, Amedeo Peyron).
Nelle fila del PCI, rappresentò in Consiglio Comunale la voce degli operai, essendo
stato lui stesso un operaio FIAT ed avendo ricoperto un ruolo importante nel
Consiglio di fabbrica.
Si ritrovano stralci del suo impegno nella lotta di fabbrica, nel libro sulla vita di
Sergio Garavini, uno dei sindacalisti più importanti della CGIL e del Novecento
italiano.
Dopo l'impegno in politica, si dedicò alle problematiche relative all'assegnazione
delle case popolari, rappresentando e difendendo le istanze degli sfrattati.
Chiedo gentilmente ai Consiglieri di osservare un minuto di silenzio.
(Il Consiglio osserva un minuto di silenzio)
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