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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200387/002, presentata in data 25 gennaio 2012, avente per oggetto: \"Copertura delle uscite della Metropolitana e scale mobili malfunzionanti\" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Il servizio di manutenzione delle 129 scale mobili, dei 67 ascensori e delle 21 stazioni della Metropolitana di Torino, è stato affidato a seguito di una regolare gara d'appalto alla società Otis, il 1 febbraio 2011, per gli impianti della tratta Fermi fino alla fermata XVIII dicembre. Successivamente il servizio è stato esteso al 1 aprile 2011, dalla tratta Vinzaglio fino al Lingotto. Per il 1 settembre 2011, invece, si è trattato la parte interamente in servizio, in questo momento, di Porta Susa. Ovviamente, questo contratto di servizio comprende tutte le attività di manutenzione ordinaria, straordinaria, il presenziamento in orario diurno feriale per il pronto intervento, la reperibilità nei restanti periodi e la conduzione delle previste prove periodiche per legge. Invece sono esclusi gli eventi causati da forza maggiore, ad esempio quelli di vandalismo. Apro una parentesi, per una considerazione che voglio condividere con gli interpellanti e con tutto il Consiglio. In tutto questo meccanismo c'è ovviamente un limite nel momento in cui vengono individuate delle problematiche che non rispondono a scelte dirette dell'Amministrazione o dei proprietari dell'opera, cioè di Infra.To, ma che derivano direttamente da difetti della progettazione, che io individuo sostanzialmente in due elementi. Il primo, molto tecnico, riconosciuto anche dal punto di vista formale; il secondo invece forse un po' più informale, ma credo di potermelo permettere, anche per il rapporto che intercorre con i Consiglieri. Il primo riguarda le catene di trascinamento dei gradini, che è un elemento che ha messo in effetti in difficoltà un certo numero di scale mobili presenti nella città; alcune di queste, anche se potevano ancora rimanere in funzione, presentavano dei rumori e degli elementi di pericolosità per l'utenza tali che ci hanno fatto pensare che non potessero rimanere in servizio. Considerato che questi elementi venivano riconosciuti come \"difetti\" della progettazione, voglio segnalare ai Consiglieri, che so attenti anche a questo tipo di problematiche, che stiamo intervenendo direttamente per la sostituzione di questi pezzi, senza nessun costo per l'Amministrazione. Da quel momento, abbiamo chiesto che partano 12 mesi di osservazione, anche qui a carico della società che ha installato gli impianti, in maniera tale che avremo modo di verificare se questi problemi saranno risolti o meno con questa verifica tecnica. Di tutte queste scale, però, c'è un elemento che voglio sottolineare ai Consiglieri, che è quello della presenza di una scala sulla facciata di Porta Nuova, dove è in corso un intervento, che presentava un elemento non tanto di pericolosità per la scala, quanto per la caduta dei calcinacci durante i lavori del cantiere. Quindi, la rimessa in servizio di quella scala non è legata ai problemi tecnici della scala, ma al punto nel quale si trova questa scala, cioè nella zona sud-ovest di Porta Nuova. Aggiungo ancora un elemento, perché è stato sollecitato dagli interpellanti. In effetti condivido la valutazione che viene fatta rispetto alle scale mobili a cielo aperto, segnalo però che in giro per l'Italia continuo a visitare metropolitane di prossima inaugurazione realizzate con questo tipo di progettazione. Io ho segnalato questo aspetto e lo terremo in considerazione anche per quanto riguarda le future progettazioni. Sarà mia cura segnalare un'attenzione da questo punto di vista anche a chi progetterà la Linea 2, con tutte le fermate che ne conseguiranno. So che non è una soddisfazione potercelo dire, ma mercoledì sono stato a Milano per visitare l'ultimo tratto della Metropolitana che verrà inaugurato in primavera. Ho fatto una specifica domanda ai tecnici, che mi hanno portato a vedere come quasi tutte le fermate hanno scale mobili a cielo aperto, con tutti i problemi che conseguono. Quel giorno pioveva e quindi le scale mobili in funzione per la fase di test erano completamente bagnate e due erano già ferme. C'era, inoltre, il problema delle foglie e il problema del gelo; problemi banali, ma che esistono essendo scale a cielo aperto. Si tratta quindi di un tema di progettazione, rispetto al quale non possiamo fare altro che prenderne atto e farne tesoro per le prossime progettazioni, che speriamo la città di Torino possa realizzare, anche rispetto al finanziamento della Linea 2. Aggiungo che, in merito alle domande puntuali sulle cifre, consegno ai Consiglieri interpellanti una tabella con le cifre precise sulla manutenzione ordinaria e straordinaria accidentale per l'anno 2011 e 2012, così come richiesto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Grazie, Assessore, per la risposta. Ovviamente sul tema Metropolitana noi siamo piuttosto attenti, non solo come utenti, avendo la possibilità di vedere quotidianamente i problemi. Ormai sono decine di migliaia i torinesi che usano ogni giorno la Metropolitana, quindi si tratta effettivamente di una infrastruttura molto sentita, a cui si richiede una certa efficienza. Abbiamo presentato questa interpellanza a metà gennaio, che segue quelle precedenti, dopo aver letto sui giornali l'intenzione di ristrutturare questo difetto di progettazione delle scale mobili. La discussione riguarda il fatto che l'esposizione all'esterno delle scale mobili, quindi alle intemperie, potesse essere causa di questa elevata difettosità. Nelle ultime settimane c'è stato un tracollo del funzionamento delle scale mobili esterne, perché tra problemi di gelo, eccetera, forse sono più le scale ferme che quelle in funzione. Se non ho capito male - differentemente da quanto diceva l'articolo, che parlava solo di cinque scale mobili - in realtà stiamo procedendo a una sostituzione generalizzata di questo componente su tutte le scale mobili esterne. Se si tratta di un intervento generalizzato e se il costo verrà addebitato, giustamente, a chi ha fatto questo errore di progettazione, non posso che essere contento, sperando ovviamente che l'intervento sia risolutivo. Noi abbiamo presentato l'interpellanza prima dell'ondata di gelo, però vedere le scale mobili coperte da cinque centimetri di neve, benché siano progettate per resistere anche a queste intemperie, ovviamente ci ha fatto pensare alla necessità di una copertura. Il freddo di questa settimana, inoltre, ha causato altri problemi, come i tornelli gelati e i tubi scoppiati; per cui abbiamo pensato che una copertura possa evitare questi problemi di gelo. Dopodiché, concordo sul fatto che tante altre città, a partire da Milano, non hanno la copertura delle uscite della Metropolitana, quindi non siamo gli unici al mondo che non le hanno coperte. Però credo che sia una soluzione da valutare a livello tecnico, perché se fosse vero - come sostenevano i tecnici dell'articolo che abbiamo letto sulla stampa - che l'assenza di copertura è una concausa dei problemi, allora costerebbe di meno realizzare queste coperture, anziché continuare ogni anno ad avere le scale fuori servizio, i danni, eccetera. È questo il genere di valutazione che chiedo di fare. Dopodiché, possiamo aspettare che sia stato concluso l'intervento di manutenzione straordinaria, con il cambio strutturale dei componenti, per vedere se la situazione migliora e se la difettosità torna a livelli normali. Però poi valuterei questo investimento sulle coperture. Quello che non conosco è il costo di questo intervento di copertura. La Città ha bandito un concorso e c'è stato un vincitore, però nessuno ha mai provato a stimare quanto costerebbe realizzare queste coperture. Adesso purtroppo per avere un costo preciso bisognerebbe fare il progetto e investire; però capire se si tratta di 100.000 Euro, di 1 milione di Euro o di 10 milioni di Euro, almeno come ordine di grandezza, potrebbe essere utile per poter prendere, a ragion veduta, l'eventuale decisione di imbarcarsi in questo progetto di copertura o di lasciar perdere e continuare a pagare i danni, perché alla fine costa meno pagare il danno una volta ogni due o tre anni, quando c'è l'ondata di gelo. Sono valutazioni da fare a ragion veduta, tenendo anche conto che l'interruzione del servizio è un problema per la città, perché se durante un periodo di gelo, con il traffico in difficoltà, eccetera, la Metropolitana non funziona per qualche giorno, alla fine forse è meglio spendere un po' di più per evitare il danno al servizio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |