| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200047/002, presentata in data 9 gennaio 2012, avente per oggetto: "Negozi sempre aperti 24 ore, Torino cosa intende fare?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Prima di entrare più nel merito, vorrei dire che condivido totalmente lo spirito di questa interpellanza, pur essendo una liberalizzatrice convinta per molti motivi, penso però che il settore del commercio sia uno di quelli più liberalizzati. In una recente classifica del Wall Street Journal, in una valutazione da uno a cento rispetto ad altri Paesi europei, per quanto riguarda il commercio l'Italia ha acquisito il punteggio di novanta, il che significa che il commercio è il settore più liberalizzato in Italia. Probabilmente, non è che non si doveva partire da lì, ma si doveva proprio lasciare tutto così com'era. In ogni caso, il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, che è stato convertito in Legge il 22 dicembre, all'articolo 31, comma 1, ha introdotto la possibilità per gli esercizi di vendita al dettaglio e per gli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande di effettuare l'apertura dell'attività tutti i giorni della settimana e senza limiti di orario. In questo senso, disciplina solamente gli orari degli esercizi che ho detto prima, cioè le attività di vendita al dettaglio ed i pubblici esercizi che somministrano alimenti e bevande; di conseguenza, gli orari delle sale gioco, come invece si pensava all'inizio, fortunatamente non sono giuridicamente contemplati da questa normativa. Proprio per ottemperare ai contenuti della mozione relativa alle sale gioco approvata dal Consiglio Comunale, gli Uffici stanno effettuando tutti gli approfondimenti per la predisposizione degli atti opportuni. Quindi, ad oggi, gli orari dei locali di intrattenimento e delle sale gioco sono disciplinati dall'ordinanza n. 1341 del 1998. L'obiettivo del lavoro che stiamo riconducendo è proprio quello di riprogrammare in maniera generale gli orari di queste attività. Quindi, il Sindaco può coordinare e riorganizzare, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi, dei servizi pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili delle Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli Uffici Pubblici localizzati nel territorio, proprio per armonizzare l'espletamento dei servizi. Questa disposizione non è stata modificata dal Decreto Monti e, all'articolo 1 comma 4 del Decreto Legislativo n. 267, solo con una modifica espressa è possibile introdurre delle deroghe alla disposizione del Testo Unico. Quindi, in merito alla programmazione degli orari, il potere del Sindaco può venire meno solo con un'abrogazione espressa fatta dalla Legge, ma ciò non è avvenuto. Nei giorni scorsi, in Assessorato abbiamo ricevuto i rappresentanti nazionali della SAPAR, che è l'associazione nazionale Sezione Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative (quindi, sale gioco) e anche alcuni rappresentanti locali delle medesime associazioni di categoria; sono stati illustrati i contenuti della mozione approvata dal Consiglio Comunale e le associazioni hanno mostrato molto interesse in riferimento all'iniziativa volta a far esporre nei locali da gioco le locandine che descrivono le patologie del gioco ed i centri di cura. In riferimento, invece, alla prospettata modifica degli orari, ovviamente hanno chiesto di poter partecipare al procedimento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Per quanto riguarda il tema del gioco, sono molto contenta di sentire che l'Assessorato sta andando avanti e sono fiduciosa che comunque potremo effettivamente avere una risposta concreta, che vuol dire non solo l'ordinanza, ma anche tutta la parte di formazione, che, secondo me, sarebbe anche un bel messaggio - al di là di quello che sarà in pratica - verso i cittadini a proposito di quello che sta facendo l'Amministrazione in concreto per confrontarsi e cercare di contrastare questo fenomeno. Relativamente al tema delle liberalizzazioni, non le definirei neanche così, ma parlerei di una deregulation, perché mi sembra che, di fatto, non stiamo andando a liberalizzare, ma stiamo andando a togliere delle regole, mettendo, di fatto, sullo stesso piano - perché, poi, è così - il piccolo negoziante e la grande distribuzione, che, oggettivamente, non sono in grado di affrontare allo stesso modo la situazione. Sono molto preoccupata - e questo è anche lo spirito da cui è nata questa interpellanza -, perché speravo che il Comune potesse in qualche modo avere qualche leva e agire, ma dalla risposta dell'Assessore mi sembra di capire che purtroppo non è così. Mi preoccupa, soprattutto dal punto di vista economico, al di là della scelta politica e culturale (io ritengo questa più una valutazione politica), che l'acquisto compulsivo, che è quello che normalmente si fa (che, tra l'altro, sarebbe favorito da un'apertura ventiquattro ore su ventiquattro), non può sicuramente spingere un aumento del PIL o, in qualche modo, risollevare le sorti economiche del Paese. Tolto ciò, sono molto preoccupata proprio per quella che è la struttura dei costi delle piccole imprese: mentre una grande azienda può facilmente intervenire e ristrutturarsi, in modo tale da poter rimanere aperta ventiquattro ore su ventiquattro, sappiamo bene che nella struttura dei costi delle piccole imprese l'aumento di un costo fisso (che può riguardare anche solo una persona) incide molto più pesantemente rispetto a quella che può essere l'incidenza su una grande azienda. Mi sembra di capire che non possiamo agire in alcun modo, per cui mi ritengo soddisfatta delle risposte, ma chiedo all'Assessore se si possa intervenire anche solo con un messaggio, dimostrando - e dal suo intervento credo che sia così - che comunque il Comune di Torino non è, quanto meno, soddisfatto di questa politica, che è stata attuata a livello nazionale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Vorrei precisare meglio che l'applicazione pratica della norma che attribuisce al Sindaco il potere di riorganizzazione degli orari degli esercizi (quindi, al dettaglio) presenta molte criticità. Infatti, anche le prime pronunce della giustizia amministrativa purtroppo vanno in senso contrario. Cito in particolare il TAR di Milano, che ha sospeso dei provvedimenti in questo senso assunti dal Comune di Milano, e anche il TAR del Veneto, che ha fatto la stessa cosa sulla Legge che si era data la Regione Veneto. Mentre, per quel che riguarda gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ritengo che ci sia un maggiore margine di manovra, perché lo stesso articolo del Decreto legittima l'apposizione di limitazioni all'orario di apertura nel caso in cui siano necessarie alla salvaguardia dell'interesse pubblico, con particolare riferimento alla sicurezza pubblica. Quindi, se parliamo di locali aperti ventiquattro ore su ventiquattro, poiché ci potrebbero essere dei pregiudizi per la sicurezza, probabilmente - dico "probabilmente" perché, poi, il TAR è sovrano - possiamo avere maggiore margine di manovra. Chiaramente, sono provvedimenti che hanno bisogno di essere studiati molto attentamente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |