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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 31
ORDINE DEL GIORNO 2011-06562
"SOSTEGNO AGLI STUDENTI BORSISTI EDISU, PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GRIMALDI E CURTO IN DATA 18 NOVEMBRE 2011. [Testo coordinato]
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201106562/002, presentata in data 18 novembre 2011, avente per oggetto:
\"Sostegno agli studenti borsisti EDISU, per la difesa del diritto allo studio
universitario\".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È stato presentato un emendamento dal Consigliere Grimaldi.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
L'emendamento è stato presentato solo perché questa proposta di ordine del giorno
risale a più di due mesi fa. Si parlava del futuro Governo, invece il Governo è
insediato; si parlava già allora delle borse 2011, ho solo aggiunto l'anno 2012.
Io credo che sia venuto il momento per la nostra città, se vuole ancora ritenersi una
capitale della conoscenza, di chiedere alla Regione di rivedere le sue scelte.
L'ordinamento costituzionale italiano prevede e sancisce che gli studenti capaci e
meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i più alti gradi
degli studi.
La Repubblica, tra l'altro, rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni
alle famiglie e altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso. Così dice
l'articolo 34 della Costituzione.
Molti studenti ed i loro rappresentanti nelle istituzioni accademiche e nell'EDISU
Piemonte chiedono da settimane alla Regione l'applicazione di questi principi
costituzionali, violati dai tagli indiscriminati.
Anche oggi il Rettore dell'Università e tutti i Presidi delle Facoltà si sono uniti a
questo appello. Gli idonei non vincitori sono attualmente 7.847; ad oggi, verranno
pagate poco più del 30% delle borse.
Prima il Presidente Cota voleva tagliare la borsa ai non piemontesi, ora il problema
sono i cinesi. Oltre ad essere una scelta sbagliata è oltretutto falsa: il 74% degli
studenti non beneficiari di borsa è italiano (5.812), di cui il 61% è piemontese
(3.547).
I cinesi di cui parla il Presidente Cota sono il 7% degli idonei non borsisti, pari al
valore assoluto di 584 studenti.
Ma come avrete capito, non è questo il punto. Anche quest'oggi Cota non sa di che
cosa parla, perché il D.P.C.M. in vigore è in vigore da dieci anni e nessuno - e dico
nessuno - della Lega in questi dieci anni ha chiesto né al Ministro Gelmini né al
Ministro Moratti di rivederlo.
In più, si dice che non si devono dare più borse di studio a chi non ha merito,
soprattutto il primo anno. Certo, il D.P.C.M., che nessuno ha chiesto di cambiare in
questi dieci anni, non prevede il voto delle scuole superiori. Peccato che nessuno,
però, dice che il primo anno è l'unico che deve ridarla indietro. Cioè, se quei
vincitori di borsa di studio non ottengono il merito, entro fine anno devono restituire
la borsa.
Mi risponderete che, però, poi bisogna fare i controlli. Dovete sapere che, nella
scorsa legislatura, proprio la Presidente Bresso aveva firmato un protocollo con la
Guardia di Finanza, per cui quei controlli ci sono al 100%. Quindi, quei soldi,
qualora non abbiano superato quel merito, ritornano indietro.
Tra l'altro, è un po' strana questa definizione del fatto che lo Stato non paghi questi
studenti fuori sede. Non è così. Lo Stato già oggi dà 7 milioni di Euro all'EDISU e
sono ben 500.000 gli Euro che lo Stato concede proprio per quegli studenti stranieri.
Il Presidente fuorisede ignora il fatto che la Regione non regala borse di studio a
nessuno. La borsa di studio è un diritto e lui, oltre a cancellarlo, sta per far
commissariare l'Ente al diritto allo studio che è da anni, ma proprio da anni,
considerato uno dei migliori d'Italia.
Perché la Regione dovrebbe a questo punto nominare il presidente e la maggioranza
dei consiglieri di amministrazione dell'EDISU, quando la contribuzione studentesca,
che paga con le sue tasse, è più di quella regionale? Perché non lo dovrebbe fare lo
Stato, che dà ben più soldi a questo punto della Regione Piemonte?
La nostra città è diventata grande anche grazie agli investimenti nelle residenze post
Olimpiche, grazie ai risultati degli Atenei nelle classifiche italiane, grazie alle
migliaia di studenti e studentesse che hanno cambiato il volto e hanno reso più vivaci
e vivibili i nostri quartieri, grazie a quel "sangue nuovo", di cui parlava Profumo, che
ha cambiato per sempre il volto di questa città.
Io credo che non possiamo permetterci di perdere anche solo uno studente. Non
possiamo permettercelo per il destino di questa città e perché, in qualche modo, è una
scelta che ha cambiato la nostra fisionomia, ma ha cambiato anche gli Atenei.
Si dice una cosa spesso nei campus di cui si parla tanto, che, se le persone vanno
dall'Asilo Nido all'Università insieme per tutta la vita, o ci si dice sempre le stesse
cose o non si ha più niente da dirsi.
Quel "sangue nuovo" serve a questa città; comunque, quei dati hanno fatto schizzare
in alto nelle classifiche i nostri Atenei.
Io credo che questa città non si possa permettere questo, non permetterà la
dismissione delle residenze universitarie, come ancora oggi ci chiede sui giornali il
Presidente dell'EDISU e come ancora ipotizzano gli organismi regionali.
Credo che oggi sia necessario votare questa proposta di ordine del giorno per
chiedere ancora una volta che la Regione riveda queste scelte, anche perché, senza
quei borsisti idonei, capaci, meritevoli e privi di mezzi, queste Università oggi non
potranno contribuire al sogno di una città della conoscenza, una città universitaria
come Torino si candida ancora oggi ad essere.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Credo che chiunque provenga soprattutto da una militanza universitaria, o
quantomeno abbia iniziato il proprio impegno politico in quella fase della propria
vita, non possa rimanere insensibile alle problematiche che adesso il nostro territorio,
come tanti altri Atenei italiani, sta vivendo rispetto al problema delle borse di studio.
Credo anche sinceramente che un problema simile vada affrontato, per carità, in
modo serio, come ha fatto il Consigliere Grimaldi, ma in modo meno fazioso e meno
propagandistico. Su questo invece mi permetto di muovere una critica, perché mi è
piaciuta l'esposizione fino alla rinfrescata di diritto costituzionale, ma, sinceramente
- lo dico - mi è piaciuto un po' meno il riferimento agli appelli del Rettore e della
classe baronale, che di fatto ha ridotto il nostro sistema universitario a quello che è
adesso, con una autoreferenzialità totale, che di sicuro non ha tutelato il diritto allo
studio delle ultime almeno tre o quattro generazioni di studenti.
Mi è piaciuta sinceramente ancora meno l'impostazione con la quale ha presentato
un atto di questo tipo. Probabilmente, non le interessano i tre voti della Lega Nord,
perché evidentemente una maggioranza già ce l'ha, però, sinceramente, un
apprezzamento rispetto non tanto all'esito, che è ovvio che, da forza diversa da
quella che governa la Regione, non poteva essere altrimenti, ma quantomeno anche
alle fasi che ha visto la Regione Piemonte affrontare questo problema, sinceramente,
era dovuto.
La citazione della querelle sulle borse di studio ai piemontesi si sa benissimo che era
solo una montatura mediatica e nessun atto, perché io ho sfidato in più occasioni a
trovare un atto della Regione Piemonte che veramente mettesse nero su bianco, a
livello di azione amministrativa, questa che è stata, invece, uno spauracchio agitato
fin negli angoli più remoti del nostro territorio regionale, se non addirittura
nazionale.
In più, non mi è piaciuto il riferimento alle manifestazioni di oggi, che hanno visto
una parte che non c'entra assolutamente niente con i veri studenti che studiano -
perché "studenti" in italiano vuol dire coloro che studiano - e non invece quei
quarantenni che occupano una residenza universitaria, bloccando dei lavori di
ristrutturazione - ci tengo a dirlo - che avrebbero riconsegnato una struttura con i
finanziamenti già investiti e già stanziati, che invece è diventata l'ennesimo centro
sociale. So che, purtroppo, ci ritorneremo più volte nei mesi, ma per parlare di ordine
pubblico e non di diritto allo studio nei mesi, visto anche l'atteggiamento - lo dico e
me ne assumo la responsabilità - della Prefettura rispetto a questa occupazione nei
mesi e negli anni a venire.
Sinceramente, io credo che, presentata in un modo diverso, ma ormai a verbale è
tutto rimasto, e soprattutto con una impegnativa un po' più costruttiva, poteva essere
possibile un coinvolgimento e un voto favorevole anche delle forze di opposizione.
Faccio un'ultima riflessione sull'esposizione di questo atto di indirizzo; per esempio,
citare Profumo come un elemento positivo di questa fase, quando al momento è il
titolare del Ministero dello studio universitario, del diritto allo studio, sinceramente
mi sembra una sviolinata politicamente inappropriata, perché noi, al momento, ci
stiamo trovando ad impegnare il futuro Governo. Futuro, da adesso in futuro, al
momento è Profumo, per quel che riguarda l'Università.
Dico che, se riuscissimo a modificare l'impegnativa in modo che però si vada
veramente a sensibilizzare il vero soggetto che in questo tempo ha fatto mancare i
fondi necessari e che oggettivamente è lo Stato; non voglio aprire un dibattito non
conferente direttamente con quel soggetto, ma, se guardiamo i soldi che devono
essere tagliati, dovremmo anche capire da dove è arrivato il buco drammatico che il
Presidente Cota si è ritrovato nel proprio Bilancio Regionale con i pagamenti
postdatati e scaricati da Esercizio a Esercizio.
Quindi, ritengo che, purtroppo, un gesto così importante, con un'impegnativa che
riguarda un interesse diffuso, con un atto simile sia ricondotto, invece, ad un gesto
più propagandistico che di reale indirizzo politico, perché così si chiede al Sindaco
Fassino - cito testualmente -: "di impegnarsi affinché la Regione reintegri il 100%
delle borse di studio", quando noi purtroppo già sappiamo che non ci sono i fondi. O
li tira fuori il Sindaco Fassino, ma non credo che sia il suo ruolo e temo che neanche
li abbia, purtroppo, quindi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo so,
però, leggendo l'impegnativa, noi stiamo per votare: "Invita il Sindaco ad impegnarsi
affinché la Regione sostenga, come in passato, il 100% delle borse di studio". Stiamo
votando questo e vorrei che tutti ne fossimo consapevoli.
Se c'è l'interesse a modificare questo genere di impegnativa, non c'è alcun
atteggiamento pregiudiziale, parlo a titolo personale.
Però, sinceramente, credo che un'impegnativa simile sia irricevibile, perché non ha
un contatto con la realtà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Mi fa anche un po' sorridere questa proposta di ordine del giorno: sarebbe come se la
Regione facesse una proposta di ordine del giorno per non tagliare il Trasporto
Pubblico Locale o per non fare gli aumenti al Trasporto Pubblico Locale.
Poi, ogni Amministrazione sa quali sono i suoi vuoti di Bilancio; pensiamo quanto
paga la Regione Piemonte di interessi passivi per andare a risanare il debito di
Bilancio fatto dal Presidente Mercedes Bresso (ammontano a circa 600 milioni di
Euro l'anno). Mi spiace che all'interno dell'EDISU prima ci fossero anche membri di
questa Giunta, che, probabilmente, conoscendo com'è la situazione, potrebbero
rendere più chiaro il panorama.
Il Piemonte è costretto a pagare 600 milioni di Euro l'anno di interessi passivi per un
debito causato da una maggioranza che adesso ci chiede di reintegrare i fondi per lo
studio.
Io so, e il Sindaco mi smentisca, che tra lui e il Presidente Cota hanno dei Tavoli
aperti per cercare di trovare delle soluzioni e per mettere in piedi un'alternativa
credibile che possa dare a tutti i piemontesi che studiano, innanzitutto ai piemontesi,
la possibilità di poter accedere alle borse di studio.
Sappiamo, e io ho testimonianza diretta, di persone che abitano fuori Torino e che,
magari perché avevano un filare di pioppi, dal valore catastale di poche migliaia di
Euro, però avendo un patrimonio, non andavano a prendere la borsa di studio, a
favore di persone che vengono magari da più lontano, da fuori o vengono dalla Cina.
Sappiamo che l'internazionalizzazione dell'Università, soprattutto del Politecnico di
Torino, fa prendere punti in graduatorie internazionali, però sappiamo che ha un
costo, perché noi a questi ragazzi che vengono qui paghiamo borse di studio, vitto e
alloggio, mettendoli giustamente nella condizione di poter stare qui, sapendo che
l'80% di queste persone - e io parlo a livello di Università, non vado a ricercare
facoltà su facoltà - non supera il primo anno ed entro il terzo anno si ritira.
Quindi, noi stiamo andando a dare borse di studio a persone che obiettivamente non
portano a casa i risultati, perché, se entro il terzo anno queste persone si ritirano dagli
studi, io mi chiedo che cosa gli abbiamo dato la borsa di studio a fare? Abbiamo
buttato via i soldi? Perché se noi paghiamo della gente per fare un lavoro che poi non
porta a termine, quantomeno è giusto farsi delle domande.
Allora, forse il prestito d'onore potrebbe essere un'ottima soluzione. So che se ne sta
ampiamente parlando tra la Giunta di questa Città e la Giunta della Regione
Piemonte, perché potrebbe essere un ottimo sistema per andare a migliorare un
sistema borsistico che, ovviamente, con la crisi che c'è, con la mancanza di fondi che
questo Stato oggi ha, anche per l'istruzione, potrebbe essere colmato.
Detto ciò, penso che una proposta di ordine del giorno di questo tipo non sia votabile,
come mi disse qualche tempo fa un autorevole esponente di questa maggioranza;
dato che ci sono dei Tavoli aperti, è inutile andare a sollecitare il Sindaco che i
Tavoli li ha già aperti e che sta già conducendo le trattative. Andiamo a dirgli di
continuare queste trattative? Si può fare, ma a che pro, visto che ci sono già delle
soluzioni in atto e in essere.
Quindi, ripeto, votarlo sembrerebbe quasi dire al Sindaco che non ha fatto niente fino
adesso, che finora se ne è lavato le mani e che si è messo nella condizione di non
considerare i borsisti torinesi e piemontesi.
Quindi, a questo punto, mi viene da dire: Sindaco, so che lei ha fatto qualcosa, non
credo abbia bisogno di altre sollecitazioni o di essere punzecchiato tutte le settimane
per portare avanti del lavoro. Penso, anche se non l'ho mai votata, difficilmente nella
mia vita avrò modo di votarla in termini elettorali, io penso... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Difatti ho detto "penso".
Comunque, sapendo quali sono le trattative che sta conducendo insieme alla Giunta
Regionale, in questo momento ha ancora la mia fiducia su questo tema e non ritengo
di dover votare una proposta di ordine del giorno che la sollecita a fare cose che sta
già facendo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Premesso che, ovviamente, non sono d'accordo sulle cose dette dal Consigliere
Ricca, perché mi sembrano molto strumentali, la riduzione attuale delle borse di
studio da parte della Regione, o da parte del sistema, non mi sembra che abbia
premiato il merito, ha semplicemente ridotto alcune opportunità un po' così,
eccetera.
Premesso anche che alcune proposte di ordine del giorno invitano il Sindaco e la
Giunta a fare quello che fanno già, mentre l'unica sensata può sembrare inopportuna,
a me non piace quando nell'"impegna", anzi, nell'"invita" - quindi è un invito - tra
parentesi si dice: "capaci e meritevoli e privi di mezzi, come da D.P.C.M. in vigore,
senza ricorrere alla sostituzione delle borse di studio con i prestiti d'onore", perché o
si intende in modo esplicito il prestito d'onore come intende la Regione, quindi in un
modo, o in assoluto non mi sembra che sia una cosa...
Io ritengo che i prestiti d'onore abbiano una loro funzione. Si tratta semplicemente di
valutare.
Gran parte dei Paesi occidentali hanno borse di studio, che sono di fatto dei prestiti
d'onore o sono degli anticipi, per cui non sarebbe nulla di scandaloso di per sé.
Messo così, sembrerebbe proprio che l'unica possibilità sia quella delle borse di
studio ed escluda in tutte le forme i prestiti d'onore.
Quindi, non mi piace, non so bene che cosa farò, tenendo presente che una proposta
di ordine del giorno che "invita" lascia il tempo che trova anche se viene approvata,
se non per poter dire un giorno: abbiamo invitato l'Assessore e il Sindaco, ma non
hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare o che io pensavo dovessero fare.
Siccome credo che il Sindaco dirà che l'Amministrazione è già impegnata a garantire
il più possibile le borse di studio in qualche modo, eccetera, mi sembra pleonastico e
non capisco francamente il significato.
L'ho già fatto osservare in altra sede... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
"Senza ricorrere alla sostituzione delle borse di studio con i prestiti d'onore"...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non significa che non possa essere
previsto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito, ma qui non si
specifica il prestito d'onore della Regione, o intesa Regione, e mi sembra che
tradisca un'intenzione più generale contro i prestiti d'onore, che non condivido.
Prendo comunque le distanze dall'80% di quanto ha detto il Consigliere Ricca (un
20%, come sempre, di buono c'è).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Sarò molto breve, intervengo solo per dare alcuni numeri che sono stati in qualche
modo forse omessi dal Consigliere Marrone.
Ricordo che, nelle passate tornate amministrative, la Regione Piemonte aveva
stanziato una somma pari a 25 milioni di Euro, che sono diventati 7. Quindi, significa
non un taglio del 10% - comprensibile -, del 20% - comprensibile -, di un 30% -
difficile da sostenere, ma comprensibile -, ma, passare da 25 milioni a 7, significa
avere completamente ridotto di oltre l'80% questo finanziamento.
A fronte di questo fatto, lo Stato ha continuato a mantenere i 7 milioni che erogava.
Ricordo che il titolo di studio è una risorsa per tutto il territorio regionale; come è
stato ricordato stamattina durante l'inaugurazione dell'anno accademico dai
professori, dai rappresentanti degli studenti, ma anche dai Ministri, sono un
investimento importante, perché investendo un Euro sul territorio, questo è un volano
per lo sviluppo del territorio stesso.
Tanto è vero che noi diamo una percentuale a quegli studenti capaci, meritevoli e che
sono privi di mezzi, così come dice la Costituzione, ma, in realtà, un grosso apporto
devono metterlo ovviamente le famiglie, perché noi non mettiamo a disposizione
tutto.
Ricordo il caso di questi giovani studenti pakistani, i quali saranno costretti, loro
malgrado, a tornare nel loro Paese. Innanzitutto, andare via da lì e venire qui a
studiare è un fatto di straordinaria importanza per le persone che vengono da
situazioni, anche culturali, completamente diverse, ma gli si impedisce assolutamente
una possibilità, che non è una possibilità solo per loro, ma per questa città, perché, in
qualche modo, quando i loro studenti vengono a studiare qui, questa città va
all'estero e va in Pakistan.
Poi, sempre in tema di smentite - e non per fare polemica, Consigliere Marrone -, ma
quando si privilegiano i castagneti della Provincia di Cuneo con 309.000 Euro,
perché le castagne sono soltanto nella Provincia di Cuneo, guarda caso forse perché
l'Assessore è di quella Provincia lì, non si può venire qui a fare rampogne a noi.
Quindi, ognuno guardi la trave che è nel proprio occhio, invece di guardare la
pagliuzza che è in quello degli altri. Quando avvengono queste situazioni scandalose,
che leggiamo tutti i giorni sui giornali, allora poi tutti i grandi discorsi moralistici
vengono a cadere. Quindi, chi non ha peccato scagli la prima pietra, quindi qui non
c'è nessuno che può scagliarla.
Dico di più, Consigliere Marrone, quando da 25 milioni si arriva a 7, c'è una volontà
politica di distruggere quel tema e quindi di penalizzare gli studenti fuori sede, quelli
che arrivano da fuori Unione Europea e quelli che non sono ovviamente cittadini
torinesi.
Questo è il tema vero, poi è bipartisan, perché guardate che gli studenti non sono né
di destra, né di sinistra, sono studenti, vengono qui a studiare e fanno diventare
questa città una delle città universitarie più importanti d'Europa, perché centomila
studenti vuol dire che un torinese su dieci, residente qui, è uno studente universitario.
Noi dobbiamo rendercene conto e se un pakistano o un calabrese non possono venire
qui a Torino, perché la Giunta Cota non gli dà la possibilità di avere un alloggio,
questa è una discriminazione. Ovviamente, le castagne del cuneese ne saranno
contente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Musy.

MUSY Alberto
Ogni tanto temo che quest'Aula prenda delle derive di discussioni un po' più ampie
rispetto a quelli che sono i nostri compiti.
Però, sul tema del diritto allo studio e sul tema della sollecitazione alle autorità
regionali, che sono competenti e deputate a risolvere quel problema, io voterò a
favore non per una specifica polemica contro il Presidente della Regione Piemonte (i
Bilanci sono difficili per noi come per la Regione Piemonte, li conosciamo), ma
perché se c'è una vocazione che Torino ha svolto nella sua storia è stata proprio
quella di diventare una città che attraeva intelligenze, che attraeva culture da diversi
angoli del globo, non solo dal Nord e Sud italiano.
Credo che se quella è una vocazione che avevamo ed è una vocazione che
coltiviamo, la città ne abbia solo da guadagnare.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Mi ha rubato l'intervento il Consigliere Musy, quindi lo sottoscrivo dalla prima
all'ultima parola. Capisco l'imbarazzo dei Consiglieri della Lega Nord e del PdL nel
trovarsi nella difficile situazione di dover giustificare un taglio, che è al limite della
sostenibilità e che diventa difficile non identificare con un chiaro connotato politico,
che è quello di demolire un sistema, che in questi anni ha consentito a questa città di
diventare quello che oggi è.
In questa Amministrazione abbiamo chiaramente indicato, nell'identificazione di
Torino come città universitaria e del sapere uno degli asset, uno dei cardini delle
nostre azioni ed è del tutto evidente che, proprio dalla contaminazione tra cultura e
tra saperi e nell'attrattività del nostro territorio, rispetto agli studenti fuori sede, si
misura la qualità stessa di Torino città universitaria.
È chiaro, quindi, e lo sappiamo perfettamente, che sarà molto difficile che sia una
proposta di ordine del giorno votata in Sala Rossa a risolvere il problema del
sottofinanziamento dell'EDISU; non è certamente la proposta di ordine del giorno
che oggi ci apprestiamo a votare che ristorerà nel Bilancio Regionale i milioni di
Euro tagliati.
Credo, però, che sia un segnale politico importante; l'approvazione di questa
proposta di ordine del giorno sta a dimostrare che questa Città, questo Consiglio
Comunale è attento a che cosa capita nel mondo universitario torinese ed è attento
soprattutto a che cosa capita agli studenti che frequentano le nostre Università a
Torino e che non vogliamo mettere nelle condizioni di dover scegliere altri territori,
altre Università per ragioni di carattere economico.
Il falso problema di individuare nell'alternatività tra prestito d'onore e borsa di
studio, che è sottinteso ad una linea di indirizzo dell'Amministrazione Regionale, è,
lo ribadisco, un falso problema.
Il problema non sta nel rendere alternative le questioni, ma sta nel renderle
complementari, anzi, io aggiungerei additive. Il problema non è che io sostituisco le
borse di studio con il prestito d'onore, ma aggiungo il prestito d'onore, le modalità di
prestito d'onore, per allargare la platea degli aventi diritto ai benefici del diritto allo
studio universitario. Questo se vogliamo essere conseguenti rispetto a quello che ci
siamo detti - noi, certamente, come centrosinistra in campagna elettorale - e credo
anche conseguenti rispetto ad una politica di internazionalizzazione di questo
territorio, che non può fare che bene anche ai giovani residenti e nati a Torino, che,
nelle nostre Università, vivono le loro dinamiche di vita di questi anni a contatto con
tanti ragazzi che arrivano dalle altre Regioni d'Italia e dall'estero e che, di certo, da
questo contatto e da questo melting pot culturale non potranno fare altro che uscire
arricchiti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Cercherò di essere brevissimo, perché il problema è importante, ma devo dire che mi
trovo abbastanza d'accordo con quanto hanno detto il Consigliere Musy e anche il
Consigliere Lo Russo.
È fondamentale che questa città continui ad essere un polo di attrazione per giovani
talenti, che, a loro volta, permettono anche di migliorare i talenti che già abbiamo,
diciamo prodotti in proprio, e che Torino diventi - già lo è, ma che diventi sempre di
più - un polo di attrazione dell'intelligenza, dell'innovazione, della ricerca.
Per questo è fondamentale continuare a finanziare anche le borse di studio, pur
ricordando che, spesso, purtroppo, le ragioni per cui molti giovani non vanno
all'Università sono poi da ricercare nell'insicurezza generale e nel fatto che, magari,
hanno dei genitori che a 45-50 anni sono ancora precari e non hanno i mezzi per
mandarceli. Consideriamo anche che viviamo in un'Università che, da una parte, ha
delle enormi spese, anche perché ha ancora dei tempi di laurea troppo lunghi rispetto
alla media del resto del mondo, e, dall'altra, che viene sostanzialmente
sovvenzionata dalla fiscalità generale, per cui anche gli studenti magari di famiglie
molto abbienti pagano delle tasse universitarie significative, ma comunque molto
inferiori rispetto al costo effettivo del servizio, e quindi la differenza anche per loro
viene messa da tutti, compresi quelli che non mandano i figli all'Università, perché
non possono permettersi di mantenerli.
Per cui il problema è complesso. Mi dispiace un po' che la discussione in alcuni
punti sia diventata un po' un teatrino di accuse reciproche tra le due coalizioni. Credo
che possiamo mandare avanti questa proposta di ordine del giorno, che noi voteremo
favorevolmente. Poi magari ritorneremo ad occuparci di questioni di competenza del
Consiglio Comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo che il tema sia obiettivamente molto rilevante, quindi ringrazio il Consigliere
Grimaldi di averlo sollevato con la sua proposta di ordine del giorno.
Voi sapete che - mi darete atto - da quando io ho assunto l'incarico di Sindaco ho
evitato, in qualsiasi modo, formulare qualsiasi valutazione o giudizio polemico nei
confronti delle altre istituzioni, ritengo che sia stato giusto nell'interesse della Città.
Credo che anche su un tema come quello delle borse di studio, noi dobbiamo cercare
di adottare posizioni che siano finalizzate a favorire una soluzione di questo
problema.
Non c'è dubbio che il fatto di ridurre drasticamente le risorse riconosciute alle borse
di studio e, più in generale, al diritto allo studio, rappresenta un danno che può avere
gravi conseguenze per la città.
Ho sempre insistito su questo e voglio richiamarlo: Torino è diventata via via nel
tempo una grande città universitaria. Storicamente, è sempre stata sede di Atenei di
qualità e di eccellenza, ma, negli ultimi anni, alla qualità e all'eccellenza, si è anche
aggiunta una forte attrattività, che ha portato ad un incremento di popolazione
studentesca significativo e rilevante.
Ricordo che i due Atenei complessivamente oggi sono frequentati da 100.000
studenti e che, se aggiungiamo ai 100.000 studenti tutti coloro che operano
nell'Università, come docenti, come personale ausiliario, come personale
amministrativo, l'Università, tra studenti e chi vi lavora, determina una popolazione
complessiva che supera le 140.000 unità. Quindi, un pezzo significativo della
popolazione di questa città.
Ricordo, tra l'altro, che questo significativo incremento di popolazione studentesca è
naturalmente legato all'eccellenza delle nostre Università e lo dimostra il fatto che
l'attrattività ha portato a Torino una popolazione studentesca consistente, sia da fuori
Piemonte sia da fuori Italia.
Su quei 100.000 studenti che sono iscritti ai due Atenei torinesi, 15.000 sono
stranieri e sui 100.000 studenti che sono iscritti all'Università, al netto dei 15.000
stranieri, degli altri 85.000 il 35% viene da fuori Regione e un 35% viene da fuori
Provincia. Questo significa che noi abbiamo Università di qualità, di eccellenza, che
hanno una forte attrattività.
Di più, la quota di popolazione studentesca che viene da fuori Provincia di Torino è
più alta nel secondo biennio di laurea, cioè quello della specializzazione, il che
conferma ancora di più che le due Università di Torino hanno un grado di qualità e di
eccellenza forte da determinare soprattutto attrattività nel momento della
specializzazione, che poi è quella più significativa per ogni persona rispetto alla
professione, o comunque alle aspirazioni di vita che ciascuno ha.
Tutto questo fa sì che noi si debba fare ogni sforzo per garantire che questo
patrimonio straordinario, che è diventato ormai una cifra della città, non si perda o
non venga compromesso.
Questa è la ragione per cui io già mesi fa proposi al Presidente Cota di istituire un
coordinamento tra gli Enti Locali su questo; coordinamento che è stato istituito, che
ha dato luogo anche ad alcune riunioni interistituzionali. Questa è la ragione per cui
ho sentito il dovere ancora nelle scorse settimane, insieme all'Assessore Pellerino, di
rivolgere un appello pubblico, una lettera aperta che è stata pubblicata dai giornali.
Credo che dobbiamo lavorare senza mettere la croce su nessuno, perché non mi pare
che questo sia utile; dobbiamo cercare di lavorare per vedere se sia possibile un
reperimento delle risorse necessarie a garantire che il diritto allo studio e, in primo
luogo, le borse siano sostenute da finanziamenti adeguati.
Per questo motivo, condividendo lo spirito che ha ispirato i Consiglieri Grimaldi e
Curto nel presentare questa proposta di ordine del giorno e facendomi carico,
peraltro, di osservazioni che sono state fatte da Consiglieri e da altri Gruppi,
proporrei una riformulazione del dispositivo di impegno, che provo a leggere.
Il testo originario recita - faccio due letture -: "Invita il Sindaco e la Giunta ad
impegnarsi perché la Regione ed il futuro Governo Italiano ripristinino i fondi per
l'EDISU Piemonte per l'anno 2011 e perché sostengano anche nei prossimi anni,
come in passato, il 100% delle borse di studio a tutti gli studenti idonei (capaci e
meritevoli e privi di mezzi come da D.P.C.M. in vigore, senza ricorrere alla
sostituzione delle borse di studio con i prestiti d'onore), le aule studio, le residenze e
le mense, difendendo gli ingenti investimenti predisposti e tutti i servizi erogati.".
Questo è il testo originario.
Io avanzo la proposta di una riformulazione di questo genere: "Invita il Sindaco e la
Giunta ad attivarsi perché, con l'impegno di Regione, Provincia e Comune,
Fondazioni e Istituti Bancari, imprese, si ripristinino i fondi per l'EDISU Piemonte
per l'anno 2011 e perché anche nei prossimi anni siano garantite le risorse, come in
passato, per le borse di studio a tutti gli studenti idonei..." e tutto il resto rimane tale e
quale le righe successive.
Mi pare che una formulazione di questo genere potrebbe essere votata da tutti e, se
votata da tutti, anche l'impegno che si chiede al Sindaco è più forte.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Se il Consigliere proponente l'ordine del giorno intende sottoscrivere l'emendamento
del Sindaco e ritirare il suo, possiamo votare il corpo unico con l'emendamento.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Se il senso è che alla Regione e al Governo si aggiungono le Fondazioni Bancarie, le
imprese e la Provincia di Torino sono d'accordo. Ovviamente, però due precisazioni.
La prima è che appunto l'anno è 2011/2012, come richiesto dall'emendamento che
abbiamo portato e che sia chiaro - come dicevamo nella lettura - "a tutti gli studenti
idonei". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, l'ha detto, ma tutti gli
studenti idonei vuol dire il 100% delle borse di studio.
Ripeto, questo è il sistema. Quella frase che rimane tra parentesi non è una volontà...
Lo dico anche per alcuni Consiglieri che ci hanno fatto l'appello, sono buone le
parole del Capogruppo Lo Russo: i prestiti d'onore si integrano, non sono sostitutivi
delle borse. Quindi, se quella frase tra parentesi rimane, rimangono tutti gli idonei e
in più, di fatto, si aggiungono le Fondazioni Bancarie, la Provincia e le imprese
siamo d'accordo, l'importante è che, per i prossimi anni, si provi a dare le borse di
studio alla 100% degli aventi diritto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Noi ringraziamo il Sindaco per questa modifica, perché ha dimostrato con estrema
attenzione che è un problema che sta a cuore, da un punto di vista non politico, ma
amministrativo. Cioè, Torino, se perde questo tipo di opportunità, perde tanto - come
giustamente ha detto il Sindaco - e non è il caso di farsene un vessillo politico, come
invece si è tentato di fare.
Quindi, ancora grazie e chiaramente accetteremo questa proposta di ordine del giorno, così
come è stata modificata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Quindi, naturalmente accolgo l'emendamento in via del tutto eccezionale, in accordo
con tutti i Capigruppo, che ringrazio. Recepiamo gli emendamenti a firma del Sindaco
e l'emendamento del Consigliere Grimaldi.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine
del giorno con il testo coordinato:
Presenti 29, favorevoli 29.
La proposta di ordine del giorno comprensiva degli emendamenti è approvata.
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