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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc. 201200549/002, presentata dal Consigliere Magliano in data 3 febbraio 2012, avente per oggetto: "Il riconoscimento del genocidio armeno da parte della Città di Torino". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Questa proposta di ordine del giorno la trovate in Aula ai sensi dell'articolo 93, come concordato in Conferenza dei Capigruppo. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Innanzitutto, ringrazio la Conferenza dei Capigruppo per il lavoro svolto. Come sapete, un ordine del giorno di questo tipo ha, come Commissione di riferimento, la Conferenza dei Capigruppo; in quella sede, questo testo è stato visto, considerato insieme nelle sue parti, e abbiamo voluto che fosse il più possibile condiviso. Arriva in Aula un testo che, ad onor del vero, nasce anche dalla sollecitazione che un'associazione di volontariato, l'associazione AS.SO, mi ha fatto negli ultimi mesi e da qui nasce la volontà - come altre Città ed altri Stati - di riconoscere formalmente, da parte della Città di Torino (una Città che, da questo punto di vista, è sempre stata attenta a temi come questo), il genocidio armeno. È importante che la nostra Città riconosca un fatto della storia, che, purtroppo, ancora oggi non tutti considerano come è accaduto e questo dice anche di una complessità nei rapporti che l'Europa e l'Unione Europea vuole aprire rispetto alla Turchia. È importante che questo fatto venga riconosciuto da parte di una Città che, da sempre, si è schierata in favore di tutti coloro che, per il solo fatto di un'appartenenza, vivevano una difficoltà fino a passare per le armi e, quindi, vivevano una condizione di dramma e di morte; da questo punto di vista, ad una Città come la nostra mancava un riconoscimento di questo tipo. I fatti storici li conoscete. Possiamo definire due le grandi ondate: la prima che parte nel 1890 e la seconda dal 1909 in poi. Si tratta di due ondate attraverso le quali l'odio ed il potere venivano assunti come possibilità di distruzione di chi era diverso e di chi poteva rappresentare etnicamente e religiosamente - ma anche dal punto di vista politico - un problema prima per l'Impero Ottomano e poi per lo Stato turco e, quindi, si è arrivati al genocidio armeno (che i turchi ancora oggi definiscono "cosiddetto" genocidio armeno). Le premesse sono queste. Nel "considerato che" ho voluto riportare una serie di riconoscimenti fatti dalle Nazioni Unite, dal Parlamento Europeo, dalla Camera dei Deputati e, poi, da molte altre Città (prestigiose come la nostra), oltre che dal Pontefice Giovanni Paolo II, che ha voluto incontrare il Patriarca degli armeni e riconoscere insieme questo tipo di genocidio e, in ultimo, aspetto non banale, sappiamo che dalla cultura si riconosce la storia di un popolo, per cui abbiamo inserito anche una tutela rispetto a quello che è il patrimonio architettonico cristiano armeno. Da questo punto di vista, tutto ciò premesso e considerato, chiedo al Consiglio Comunale, che ha lavorato così bene in sede di Conferenza dei Capigruppo, di approvare questa proposta di ordine del giorno, perché si possa andare avanti e questo si possa considerare come un fatto storico, affinché, come sempre, non accada mai più. Questa è una breve presentazione e non vi voglio tediare oltre. Tanti Stati hanno riconosciuto questo fatto storico e ritengo che lo debba fare anche questo Consiglio Comunale, perché questo documento rappresenta un aspetto di riconoscimento di libertà, di democrazia e di rispetto, indipendentemente dall'etnia, dalla storia e dalle appartenenze religiose ed etniche; la vita è un valore inviolabile e politicamente è giusto che venga difesa e tutelata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Voterò a favore di questa proposta di ordine del giorno e sottolineo anche il motivo particolare; si tratta di un documento equilibrato, che pone la questione del genocidio del popolo armeno (prossimamente vi sarà il centenario) e, soprattutto, non pone questo come elemento ostativo per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, mentre molti lo fanno. Molti legano una questione storica di un secolo fa come un elemento che dovrebbe ostacolare il fatto che 90 milioni di cittadini (in prevalenza, di religione musulmana) possano diventare europei. Credo, quindi, che una proposta di ordine del giorno che pone la questione in modo equilibrato dal punto di vista storico debba essere approvata. Quello che si potrà fare effettivamente è diverso, però ha un significato politico e storico sicuramente importante, per cui invito a votare favorevolmente la proposta di ordine del giorno proposta dal Consigliere Magliano. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Vorrei intervenire anch'io su questa vicenda. Bisogna partire dal fatto che non recentemente, ma già da tempo, in Italia c'è un movimento di opinione che ha studiato la tematica; sono stati prodotti e tradotti libri, sono stati proiettati su tutti gli schermi film importanti come quello dei fratelli Taviani, "La masseria delle allodole", tratto dal libro di Arslan, che dà una rappresentazione della vicenda drammatica, della quale ha parlato il Consigliere Magliano. Il Parlamento francese (entrambe le Camere), primo fra tutti e sensibile a questo tema, ha approvato una Legge che stabilisce che, in Francia, la negazione del genocidio del popolo armeno deve essere considerato un reato. Questa Legge è stata approvata dal Parlamento e sottoscritta dal Presidente Sarkozy. Quindi, l'ordinamento di una delle nazioni più importanti dell'Unione Europea ha compiuto un gesto di questo genere e credo che l'Italia debba seguirla, non soltanto a livello di riconoscimento nel Consiglio Comunale di Torino (che, ovviamente, non ha questo tipo di potestà), ma credo che il movimento culturale e di opinione che può nascere da qui possa finalmente far riconoscere, come nelle giornate della memoria e nei giorni del ricordo, anche una giornata che, a livello europeo, commemori uno degli episodi più negati e nascosti della vita europea e della nostra grande tradizione storico-culturale. Si tratta di un episodio drammatico, che, oggi, non deve assolutamente gettare discredito sulla Turchia moderna, quella che, in qualche modo, non ha fatto i conti con quella vicenda dal punto di vista storico, ma è comunque un episodio che ricade sulla testa di chi, sia nel XIX che nel XX secolo (nei primi due decenni), ha perpetrato questi orrori, che hanno significato la deportazione del popolo armeno verso la Siria, il massacro attraverso pogrom, l'uccisione di milioni di persone; non parliamo di decine di migliaia di persone, ma di milioni di cittadini. A differenza del Consigliere Magliano, credo che, indipendentemente dal tipo di etnia, dal riconoscimento religioso, culturale e politico, quando si uccidono delle persone, per motivi di carattere etnico in questo caso, non c'entra nulla soltanto la religione, è proprio lo sterminio in modo sistematico di un'etnia, di una popolazione, di un gruppo che ha avuto e ha i problemi dal punto di vista del riconoscimento che sappiamo; ancora oggi in Armenia ci sono delle difficoltà, sappiamo delle vicende del Nagorno-Karabakh, dell'enclave in territorio azero, quali sono i rapporti con il vicino Azerbaigian, che è di religione diversa. Non vorrei ridurre la vicenda ad una questione di carattere religioso, ma guardarla e collocarla dal punto di vista storico. Credo che la Turchia moderna debba fare i conti con quel problema, così come l'Italia e tante nazioni dell'Europa devono fare i conti con quelli che sono stati i massacri perpetrati nel passato. Parlo, per esempio, dei nostri soldati per quanto avvenuto nel Corno d'Africa durante l'occupazione del Ventennio e quello che è successo anche precedentemente in Libia. Molti Stati hanno fatto quel tipo di reati, quel tipo di massacri, quel tipo di pogrom. È evidente che una vicenda come questa è di particolare significato. Voterò, quindi, favorevolmente, chiedendo che anche il nostro Parlamento possa legiferare affinché nessuno possa negare un fatto di questa rilevanza e portata storica. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Ringrazio il Consigliere Magliano che si è fatto latore di un'istanza importante che riguarda una tematica molto complessa e delicata della nostra storia recente, relativa ad una parte significativa del continente europeo. Lo ringrazio anche per aver aderito, durante la discussione che abbiamo avuto in Conferenza dei Capigruppo, ad alcune sollecitazioni, in ordine alla proposta di impegnativa che oggi abbiamo in esame, per rafforzare, da un lato, lo spirito dell'esigenza di riconoscimento di una delle tragedie più rilevanti che ha avuto la storia europea in quella zona, ma, allo stesso tempo, dall'altro lato, di far emergere, in maniera chiara, che l'auspicio del Consiglio Comunale è quello di sostenere iniziative che vadano nell'ottica della riconciliazione, a valle dell'emersione della verità storica, tra la Turchia e l'Armenia, proprio evitando di schierarci in una tifoseria che, a distanza di così tanti anni, suonerebbe anacronistica e certamente non confacente allo spirito unitario che vogliamo avere relativamente a questo tema così complesso, cioè alla pace tra il popolo turco ed il popolo armeno. In virtù di questi elementi, poc'anzi ho depositato - mi scuso con il Consigliere Magliano se non l'ho fatto durante la seduta della Conferenza dei Capigruppo, ma, purtroppo, non abbiamo avuto tempo e modo di esplorare questa ipotesi - un ulteriore emendamento aggiuntivo, che, sempre nell'impegnativa a valle dei punti già esplicitati nell'ordine del giorno, introduce il seguente periodo: "A sostenere ogni iniziativa utile alla riconciliazione tra Turchia ed Armenia e al superamento delle ferite della storia". Ringrazio il Consigliere Magliano - a cui ho sottoposto l'emendamento - del suo assenso; gli chiederei di assumerlo nella proposta di ordine del giorno e procedere alla votazione del documento, se ritiene - come credo - di condividere questa proposta e soprattutto l'auspicio ecumenico che sta dietro questo tipo di proposta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Qui c'è scritto "alla fine", per cui penso che sia al fondo, giusto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio anch'io il Capogruppo del PD, perché questa aggiunta non stravolge il testo, mentre spesso invece sugli ordini del giorno si tende a cercare di togliere un pezzo, e viene rispettata completamente la sensibilità di questo ordine del giorno. Nello stesso tempo, però, si apre un riconoscimento reciproco che mi pare sia doveroso anche rispetto a ciò che accade al Parlamento Europeo, ma noi sappiamo che a Torino c'è una comunità turca ed il fatto di prendere anche questo ultimo punto come possibilità di riconoscimento reciproco di una verità storica può aiutare la nostra Città, da questo punto di vista, a far sì che le differenze ed il riconoscimento della verità storica siano un'opportunità e non un motivo di scontro. Di conseguenza, intendo assumere questo emendamento nel testo della proposta di ordine del giorno, per votare il testo coordinato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Quindi, l'emendamento presentato dal Consigliere Lo Russo viene assunto direttamente nella proposta di ordine del giorno. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di orine del giorno così emendata: Presenti 35, favorevoli 35. La proposta di ordine del giorno è approvata. |