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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 6 Febbraio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 28
ORDINE DEL GIORNO 2012-00549
"IL RICONOSCIMENTO DEL GENOCIDIO ARMENO DA PARTE DELLA CITTA' DI TORINO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 3 FEBBRAIO 2012. [Testo coordinato]
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201200549/002, presentata dal Consigliere Magliano in data 3 febbraio 2012, avente
per oggetto:
"Il riconoscimento del genocidio armeno da parte della Città di Torino".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Questa proposta di ordine del giorno la trovate in Aula ai sensi dell'articolo 93, come
concordato in Conferenza dei Capigruppo.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Innanzitutto, ringrazio la Conferenza dei Capigruppo per il lavoro svolto. Come
sapete, un ordine del giorno di questo tipo ha, come Commissione di riferimento, la
Conferenza dei Capigruppo; in quella sede, questo testo è stato visto, considerato
insieme nelle sue parti, e abbiamo voluto che fosse il più possibile condiviso.
Arriva in Aula un testo che, ad onor del vero, nasce anche dalla sollecitazione che
un'associazione di volontariato, l'associazione AS.SO, mi ha fatto negli ultimi mesi
e da qui nasce la volontà - come altre Città ed altri Stati - di riconoscere
formalmente, da parte della Città di Torino (una Città che, da questo punto di vista, è
sempre stata attenta a temi come questo), il genocidio armeno. È importante che la
nostra Città riconosca un fatto della storia, che, purtroppo, ancora oggi non tutti
considerano come è accaduto e questo dice anche di una complessità nei rapporti che
l'Europa e l'Unione Europea vuole aprire rispetto alla Turchia. È importante che
questo fatto venga riconosciuto da parte di una Città che, da sempre, si è schierata in
favore di tutti coloro che, per il solo fatto di un'appartenenza, vivevano una difficoltà
fino a passare per le armi e, quindi, vivevano una condizione di dramma e di morte;
da questo punto di vista, ad una Città come la nostra mancava un riconoscimento di
questo tipo.
I fatti storici li conoscete. Possiamo definire due le grandi ondate: la prima che parte
nel 1890 e la seconda dal 1909 in poi. Si tratta di due ondate attraverso le quali l'odio
ed il potere venivano assunti come possibilità di distruzione di chi era diverso e di
chi poteva rappresentare etnicamente e religiosamente - ma anche dal punto di vista
politico - un problema prima per l'Impero Ottomano e poi per lo Stato turco e,
quindi, si è arrivati al genocidio armeno (che i turchi ancora oggi definiscono
"cosiddetto" genocidio armeno).
Le premesse sono queste. Nel "considerato che" ho voluto riportare una serie di
riconoscimenti fatti dalle Nazioni Unite, dal Parlamento Europeo, dalla Camera dei
Deputati e, poi, da molte altre Città (prestigiose come la nostra), oltre che dal
Pontefice Giovanni Paolo II, che ha voluto incontrare il Patriarca degli armeni e
riconoscere insieme questo tipo di genocidio e, in ultimo, aspetto non banale,
sappiamo che dalla cultura si riconosce la storia di un popolo, per cui abbiamo
inserito anche una tutela rispetto a quello che è il patrimonio architettonico cristiano
armeno.
Da questo punto di vista, tutto ciò premesso e considerato, chiedo al Consiglio
Comunale, che ha lavorato così bene in sede di Conferenza dei Capigruppo, di
approvare questa proposta di ordine del giorno, perché si possa andare avanti e
questo si possa considerare come un fatto storico, affinché, come sempre, non accada
mai più.
Questa è una breve presentazione e non vi voglio tediare oltre. Tanti Stati hanno
riconosciuto questo fatto storico e ritengo che lo debba fare anche questo Consiglio
Comunale, perché questo documento rappresenta un aspetto di riconoscimento di
libertà, di democrazia e di rispetto, indipendentemente dall'etnia, dalla storia e dalle
appartenenze religiose ed etniche; la vita è un valore inviolabile e politicamente è
giusto che venga difesa e tutelata.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Voterò a favore di questa proposta di ordine del giorno e sottolineo anche il motivo
particolare; si tratta di un documento equilibrato, che pone la questione del genocidio
del popolo armeno (prossimamente vi sarà il centenario) e, soprattutto, non pone
questo come elemento ostativo per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea,
mentre molti lo fanno. Molti legano una questione storica di un secolo fa come un
elemento che dovrebbe ostacolare il fatto che 90 milioni di cittadini (in prevalenza,
di religione musulmana) possano diventare europei. Credo, quindi, che una proposta
di ordine del giorno che pone la questione in modo equilibrato dal punto di vista
storico debba essere approvata.
Quello che si potrà fare effettivamente è diverso, però ha un significato politico e
storico sicuramente importante, per cui invito a votare favorevolmente la proposta di
ordine del giorno proposta dal Consigliere Magliano.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Vorrei intervenire anch'io su questa vicenda. Bisogna partire dal fatto che non
recentemente, ma già da tempo, in Italia c'è un movimento di opinione che ha
studiato la tematica; sono stati prodotti e tradotti libri, sono stati proiettati su tutti gli
schermi film importanti come quello dei fratelli Taviani, "La masseria delle
allodole", tratto dal libro di Arslan, che dà una rappresentazione della vicenda
drammatica, della quale ha parlato il Consigliere Magliano. Il Parlamento francese
(entrambe le Camere), primo fra tutti e sensibile a questo tema, ha approvato una
Legge che stabilisce che, in Francia, la negazione del genocidio del popolo armeno
deve essere considerato un reato. Questa Legge è stata approvata dal Parlamento e
sottoscritta dal Presidente Sarkozy. Quindi, l'ordinamento di una delle nazioni più
importanti dell'Unione Europea ha compiuto un gesto di questo genere e credo che
l'Italia debba seguirla, non soltanto a livello di riconoscimento nel Consiglio
Comunale di Torino (che, ovviamente, non ha questo tipo di potestà), ma credo che il
movimento culturale e di opinione che può nascere da qui possa finalmente far
riconoscere, come nelle giornate della memoria e nei giorni del ricordo, anche una
giornata che, a livello europeo, commemori uno degli episodi più negati e nascosti
della vita europea e della nostra grande tradizione storico-culturale.
Si tratta di un episodio drammatico, che, oggi, non deve assolutamente gettare
discredito sulla Turchia moderna, quella che, in qualche modo, non ha fatto i conti
con quella vicenda dal punto di vista storico, ma è comunque un episodio che ricade
sulla testa di chi, sia nel XIX che nel XX secolo (nei primi due decenni), ha
perpetrato questi orrori, che hanno significato la deportazione del popolo armeno
verso la Siria, il massacro attraverso pogrom, l'uccisione di milioni di persone; non
parliamo di decine di migliaia di persone, ma di milioni di cittadini.
A differenza del Consigliere Magliano, credo che, indipendentemente dal tipo di
etnia, dal riconoscimento religioso, culturale e politico, quando si uccidono delle
persone, per motivi di carattere etnico in questo caso, non c'entra nulla soltanto la
religione, è proprio lo sterminio in modo sistematico di un'etnia, di una popolazione,
di un gruppo che ha avuto e ha i problemi dal punto di vista del riconoscimento che
sappiamo; ancora oggi in Armenia ci sono delle difficoltà, sappiamo delle vicende
del Nagorno-Karabakh, dell'enclave in territorio azero, quali sono i rapporti con il
vicino Azerbaigian, che è di religione diversa. Non vorrei ridurre la vicenda ad una
questione di carattere religioso, ma guardarla e collocarla dal punto di vista storico.
Credo che la Turchia moderna debba fare i conti con quel problema, così come
l'Italia e tante nazioni dell'Europa devono fare i conti con quelli che sono stati i
massacri perpetrati nel passato. Parlo, per esempio, dei nostri soldati per quanto
avvenuto nel Corno d'Africa durante l'occupazione del Ventennio e quello che è
successo anche precedentemente in Libia.
Molti Stati hanno fatto quel tipo di reati, quel tipo di massacri, quel tipo di pogrom. È
evidente che una vicenda come questa è di particolare significato. Voterò, quindi,
favorevolmente, chiedendo che anche il nostro Parlamento possa legiferare affinché
nessuno possa negare un fatto di questa rilevanza e portata storica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Ringrazio il Consigliere Magliano che si è fatto latore di un'istanza importante che
riguarda una tematica molto complessa e delicata della nostra storia recente, relativa
ad una parte significativa del continente europeo.
Lo ringrazio anche per aver aderito, durante la discussione che abbiamo avuto in
Conferenza dei Capigruppo, ad alcune sollecitazioni, in ordine alla proposta di
impegnativa che oggi abbiamo in esame, per rafforzare, da un lato, lo spirito
dell'esigenza di riconoscimento di una delle tragedie più rilevanti che ha avuto la
storia europea in quella zona, ma, allo stesso tempo, dall'altro lato, di far emergere,
in maniera chiara, che l'auspicio del Consiglio Comunale è quello di sostenere
iniziative che vadano nell'ottica della riconciliazione, a valle dell'emersione della
verità storica, tra la Turchia e l'Armenia, proprio evitando di schierarci in una
tifoseria che, a distanza di così tanti anni, suonerebbe anacronistica e certamente non
confacente allo spirito unitario che vogliamo avere relativamente a questo tema così
complesso, cioè alla pace tra il popolo turco ed il popolo armeno. In virtù di questi
elementi, poc'anzi ho depositato - mi scuso con il Consigliere Magliano se non l'ho
fatto durante la seduta della Conferenza dei Capigruppo, ma, purtroppo, non abbiamo
avuto tempo e modo di esplorare questa ipotesi - un ulteriore emendamento
aggiuntivo, che, sempre nell'impegnativa a valle dei punti già esplicitati nell'ordine
del giorno, introduce il seguente periodo: "A sostenere ogni iniziativa utile alla
riconciliazione tra Turchia ed Armenia e al superamento delle ferite della storia".
Ringrazio il Consigliere Magliano - a cui ho sottoposto l'emendamento - del suo
assenso; gli chiederei di assumerlo nella proposta di ordine del giorno e procedere
alla votazione del documento, se ritiene - come credo - di condividere questa
proposta e soprattutto l'auspicio ecumenico che sta dietro questo tipo di proposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Qui c'è scritto "alla fine", per cui penso che sia al fondo, giusto? (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Perfetto.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio anch'io il Capogruppo del PD, perché questa aggiunta non stravolge il
testo, mentre spesso invece sugli ordini del giorno si tende a cercare di togliere un
pezzo, e viene rispettata completamente la sensibilità di questo ordine del giorno.
Nello stesso tempo, però, si apre un riconoscimento reciproco che mi pare sia
doveroso anche rispetto a ciò che accade al Parlamento Europeo, ma noi sappiamo
che a Torino c'è una comunità turca ed il fatto di prendere anche questo ultimo punto
come possibilità di riconoscimento reciproco di una verità storica può aiutare la
nostra Città, da questo punto di vista, a far sì che le differenze ed il riconoscimento
della verità storica siano un'opportunità e non un motivo di scontro.
Di conseguenza, intendo assumere questo emendamento nel testo della proposta di
ordine del giorno, per votare il testo coordinato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Quindi, l'emendamento presentato dal Consigliere Lo Russo viene assunto
direttamente nella proposta di ordine del giorno.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di orine
del giorno così emendata:
Presenti 35, favorevoli 35.
La proposta di ordine del giorno è approvata.
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