Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 22 Gennaio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2006-09064
?CONSENTIRE LA SVOLTA A SINISTRA INSERENDEO LA FRECCIA NEL SEMAFORO UBICATO IN CORSO ROSSELLI ANG. VIA TOLMINO? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE DOMENICO GALLO IN DATA 22 NOVEMBRE 2006.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200700064/02, presentata in data 8 gennaio 2007, avente per oggetto:
"Inquinamento da PM10, meno divieti inutili e più investimenti sulla tecnologia. Perché il Comune non utilizza l'asfalto antismog? I nostri Assessori non leggono neppure i giornali. E i loro ricercatori ricercano solo lo stipendio"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Inizio con il ringraziare il Consigliere Ventriglia per questa interpellanza che, in qualche modo, ci stimola verso la lotta all'inquinamento, nel tentativo di scalfire la grossa montagna che stiamo cercando di scalare della lotta allo smog, e così rispondo anche al primo punto che l'interpellanza pone. Abbiamo assunto con convinzione dei provvedimenti sapendo che poggiavano e che poggiano su dati, dire scientifici forse è troppo, ma sufficientemente scientifici. Anche l'ultima relazione dell'APAT, che è di qualche giorno fa, ci conferma che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta.
Venendo all'oggetto dell'interpellanza e in maniera particolare a quello che viene definito "asfalto antismog", si tratta di un argomento sul quale evidentemente la Città stava già lavorando. Stavamo lavorando su due fronti, da una parte, l'Assessore Sestero e, dall'altra parte, me ne stavo occupando personalmente, ovviamente discutendo insieme e suddividendoci i compiti.
L'Assessore Sestero, non più di un mese e mezzo - due mesi fa, ha adottato una deliberazione di Giunta che avvia una sperimentazione finanziata (così rispondo in parte anche al secondo punto), anche insieme alla Regione, per circa 60.000 Euro. Verrà sperimentata insieme all'Università, al Politecnico, con un protocollo molto vasto che ha la finalità di verificare, alla fine, quali siano i risultati di questo prodotto.
Stiamo seguendo un'altra strada tramite un'azienda privata che ha già lavorato su questi temi in Piemonte e ci ha proposto un'ulteriore sperimentazione. Siamo del parere che non ci siano ancora dati scientifici, quindi la sperimentazione è opportuna, perché quel tipo di prodotto può essere applicato oltre che sulla superficie stradale, anche sulle pareti.
Con questa azienda siamo ancora alle battute iniziali, però avrei individuato una collocazione e l'azienda ha già fatto un sopralluogo, ma ancora non ci ha proposto un progetto vero e proprio. Proprio per avere una sperimentazione che potesse essere confrontata con facilità, era mia intenzione applicarla dove c'è già una centralina dell'ARPA, perché evidentemente se questo materiale viene applicato alle pareti e sulla pavimentazione stradale, il confronto dei dati lo si può verificare immediatamente, senza la necessità di fare un ulteriore protocollo. Quindi, proprio nell'ottica di semplificare la procedura.
Sto ancora aspettando di capire se e in che termini può essere fatta questa sperimentazione, visto il progetto, non appena le condizioni lo permetteranno, lo attueremo.
Forse il Consigliere Ventriglia l'ha già riferito nell'interpellanza, ma il CNR ha validato alcuni dati che riguardano, ad esempio, la Lombardia; in Piemonte siamo forse un po' più severi, credo che bisognerebbe avere un maggior coraggio, perché è opportuno avviare questo tipo di sperimentazione che ha dato risultati positivi anche in Piemonte, come apparso su alcuni articoli dei quotidiani della nostra città.
È chiaro che c'è bisogno di finanziamenti, come in tutte le scelte che si fanno, verificheremo anche con l'Assessore Sestero la possibilità di destinare qualche somma in fase di Bilancio, al momento appare onestamente molto difficile, anche in quella direzione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Vorrei soltanto due delucidazioni prima di capire bene anche il senso delle risposte dell'Assessore. Questi 60.000 Euro di sperimentazione a cosa si riferiscono? Cioè, al di là dell'impiego sulle superfici dei fabbricati, che certamente è interessante, condivido anche l'impostazione molto ragionevole che ha dato l'Assessore, vorrei però capire se, per esempio, come ha fatto ATIVA, c'è una sperimentazione proprio parlando di asfalto su un tratto di strada.

MANGONE Domenico (Assessore)
Su questo tema, la deliberazione è a firma dell'Assessore Sestero, che mi conferma essere su strada. Marciapiedi e strade, però non sono ancora state individuate le vie interessate, quindi siamo in una fase di sperimentazione vera e propria.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
(Intervento fuori microfono).

VENTRIGLIA Ferdinando
Per quanto riguarda la seconda delucidazione, le volevo soltanto chiedere se a suo parere, dopo la rassegna stampa di questi giorni, potrei parlare a microfono spento, per contribuire alla riduzione dei costi della politica del Consiglio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Le ho già dato la parola a microfono spento.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ah, era per capire. Siccome siamo alla riduzione dei costi, non vorrei che il consumo di energia elettrica...

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Va bene così. Può proseguire tranquillamente parlando al microfono.

VENTRIGLIA Ferdinando
No, perché non mi era noto il suo orientamento, fino ad ora. Adesso, invece, lo conosco e sono più sollevato.
Voglio ringraziare gli Assessori, limitatamente alla risposta, che dimostra che su alcuni temi vi sia comunque, nella diversità di filosofie complessive, la possibilità di perseguire obiettivi comuni che sono quelli di common sense e vanno nell'interesse della comunità che amministriamo. Chiedo agli Assessori di farmi avere documentazione scritta, laddove esista. Mi procurerò la deliberazione dell'Assessore Sestero, ammesso che sia una deliberazione e non una determinazione. Prego di tenermi informato sugli esiti della sperimentazione, appena l'Assessore Mangone avrà definito la convenzione con questa società per la sperimentazione sulle superfici degli immobili.
Per convinzione mia, non che sia uno scientista a tutti i costi, ma ritengo che la chiave della soluzione del problema dell'inquinamento risieda, in larga parte - come dimostra anche il fatto che state lavorando sul rinnovo del parco auto -, proprio nelle nuove soluzioni tecnologiche. Tutt'al più, ma questo è argomento non di oggi direttamente, tra qualche anno le nostre città si troveranno confrontate con il problema di affrontare flussi fisici veicolari insostenibili e, quindi, di rivedere le reti di trasporto pubblico, perché penso che, nell'arco di un decennio al massimo, avremo auto ad impatto bassissimo se non nullo.
Mi lascia perplesso il fatto che, nonostante ci sia già questa sperimentazione - quindi, abbia perso la primazia di questo suggerimento dalla lettura di Panorama, ma la perdo volentieri, se perderla significa che gli Assessori ci stiano lavorando -, questo tema, se non per un breve accenno dell'Assessore Mangone in sede di comunicazioni, non sia entrato nel dibattito che si è articolato in queste settimane sui divieti e sulla lotta al PM10, anche sul fronte di quello che il Sindaco definisce il "benaltrismo". C'è già chi parla di PM2.5, che è anche uno degli inquinanti che sembrerebbe si riescano ad abbattere con questi nuovi materiali. Credo che, laddove l'Assessore nella sua replica ai Consiglieri aveva illustrato anche elementi di carattere strategico (quindi, che andavano al di là della stretta ordinanza sindacale sul momento, sull'Euro2), questo grande tema sia entrato soltanto per accenni. Mi pare, invece che, se le sperimentazioni andranno avanti con un ritmo ragionevolmente efficace per dimostrare la buona fede anche dell'investimento, potremmo trovarci, addirittura nell'arco di questa tornata amministrativa, di fronte al dilemma se sia maggiore il danno che facciamo al sistema produttivo e al disagio che arrechiamo ai torinesi con i divieti, rispetto a quello che il Comune potrebbe investire, anche in un rapporto più diretto con il Ministero dell'Ambiente che, comunque, in quel Decreto Legislativo suggerisce l'impiego di tali materiali. Poi, bisogna vedere se il suggerimento si configura anche in misure più concrete. Se appunto non si possa considerare - mi rendo conto, in contraddizione con larga parte della filosofia che è maggiormente condivisa in Giunta sulla mobilità privata, in particolare - di allentare sui divieti man mano che l'impiego di tali materiali diverrà più comune. Giudicando anche dall'esperienza comune, queste innovazioni, in realtà, oggi sono di diffusione estremamente rapida.
Questo è uno scenario, credo, del domani immediato. Prego gli Assessori di farmi avere la documentazione via via che questa troverà una sua ragione e una sua consistenza nei risultati. Rimane questo punto interrogativo del perché questo tema non sia entrato con maggior forza quando si parla di strategie per la lotta all'inquinamento dato dalla mobilità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200700098/02, presentata in data..., avente per oggetto:
"Abusi negli spazi di sosta per i disabili, perché il Comune non denuncia i falsi invalidi?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Rispondono gli Assessori Borgogno e Sestero.
La parola all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
L'interpellanza parte dal presupposto - ribadito nei punti di questione diretta - che non ci sia nessun tipo di verifica su questa situazione, per cui si dà per scontato l'abusivismo nell'utilizzo degli stalli personalizzati ai disabili e non - in particolare personalizzati - che io non darei così per scontato, anche se ci sono difficoltà oggettive a verificarlo.
Intanto rispondo alle richieste di dati. Nel quinquennio 2001-2006 sono stati istituiti 2353 stalli: 1.155 stalli sono stati revocati e 292 sono stati spostati. Ho i dati anche anno per anno, se possono interessare al Consigliere.
Sui controlli c'è una proceduta. L'Ufficio preposto all'istituzione degli stalli riceve la domanda, la manda al Corpo di Polizia Municipale che fa gli accertamenti sull'autocertificato dal cittadino (residenza, non disponibilità da parte dell'interessato di un posto auto facilmente accessibile e privo di barriere architettonico, eccetera). Vorrei ricordare che, proprio sul terreno dell'impegno a limitare, ridurre ed annullare eventuali abusi, nel 2004, la Giunta ha deliberato delle norme restrittive per la concessione dello stallo personalizzato. Le norme restrittive - anche abbastanza restrittive - dicono che ci deve essere un disabile che guida l'auto o l'auto può essere di proprietà di un familiare, che deve essere convivente, proprio per evitare l'utilizzo da parte di familiari che non hanno rapporto con il titolare di necessità. Su quella base abbiamo avviato la riverifica delle condizioni degli stalli esistenti. E' un lavoro lento, complesso, di richiesta di mostrare che si è in quelle condizioni, ma che stiamo facendo e che nel suo cammino ha già introdotto degli elementi di informazione e, quindi, di riconoscimento che nell'ambito di quelle norme restrittive non c'erano più le condizioni per averlo.
Abbiamo lavorato su un'ipotesi ulteriore, che, in questo momento, è in fase di verifica, che è quella di dare un'alternatività tra lo stallo sotto casa e i buoni taxi, partendo dal presupposto che, se una persona ha un'auto a disposizione di un familiare che convive con lui e che per almeno 10 volte al mese, per motivi di cure, eccetera, la utilizza per il disabile, non si riconosce la possibilità di avere i buoni taxi. Questa è una materia delicata e complessa, perché i diritti delle persone in queste condizioni sono giustamente ampi e spesso non comprimibili, però stiamo lavorando in questa direzione e porteremo, fra non molto, un regolamento nuovo per questo sistema della garanzia della mobilità.
Una volta che gli stalli sono concessi, sulla verifica dei Vigili (che è fatta tutte le volte, come mi si dice in una lettera del Comandante, ovviamente) l'Ufficio fa dei controlli a campione, come prevede la normativa, per accertare se le condizioni persistano.
Stiamo realizzando la possibilità di accedere ai dati anagrafici, per far decadere tempestivamente, in caso di morte o trasferimento, la limitazione dello stallo. In questa direzione, lavoriamo sia noi, sia il Corpo di Polizia Municipale.
Il Comandante dei Vigili mi informa inoltre che, nel corso del 2006, sono state accertate 1002 violazioni per sosta irregolare negli stalli riservati ai disabili: in questo numero sono, però, comprese anche le soste negli stalli generici delle zone blu.
Per quanto riguarda il punto 4, il rilascio della riserva di sosta non è necessario, ma è conseguente e subordinato al possesso del contrassegno per disabili, che ha validità quinquennale, è un contrassegno non solo nazionale, ma non è normato dalla Città. Per ottenerlo, è necessario il parere favorevole dell'Ufficio Medico Legale dell'Unità Sanitaria Locale di appartenenza. Quando viene acquisito il parere, viene rilasciato il contrassegno.
Anche in questo caso la materia è complessa: si è avviata una procedura regionale, tesa a semplificare la necessità di rivolgersi agli Uffici e ai Servizi per i controlli delle persone disabili. La Regione, anche su sollecitazione di una mozione di questo Consiglio, ha stabilito che non ci fosse un solo punto di accertamento della mobilità sensibilmente ridotta (quella che dà diritto al permesso H), ma che ogni ASL potesse compiere questo accertamento. Il Comune ha lavorato con gli Uffici della Medicina Legale delle ASL torinesi, anche per dare la consapevolezza della delicatezza di questo riscontro sanitario: un permesso H è un permesso che dà molti diritti ed è molto ambito (al momento della visita, sono frequenti i tentativi di accreditare disabilità, anche quando non ce ne siano). Abbiamo lavorato, affinché si fosse consapevoli di questo e perché fosse seguito un comportamento omogeneo e rigoroso da parte di tutte le ASL di fronte a questa verifica sanitaria.
Per quanto riguarda la necessità di controlli e la necessità di avviare procedimenti penali, è evidente che, quando emergono fatti penalmente perseguibili, questi sono d'ufficio riferiti all'autorità giudiziaria preposta. Qualche volta si è verificato.
Circa l'uso improprio del contrassegno, ricordo che, nell'ordinanza del 2002, è prevista la sospensione del permesso da 2 a 4 mesi e, in caso di recidiva, la revoca definitiva (pur essendo consapevoli della difficoltà di accertare tale uso improprio). Credo che, nella stesura del nuovo Regolamento, si possa prevedere di ritirare il contrassegno al primo riscontro.
Stiamo procedendo in più direzioni per impedire gli abusi e per fornire il servizio a chi effettivamente ne ha bisogno.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
La risposta dell'Assessore è stata molto articolata, ma insoddisfacente: posto che nessuno ha detto, né scritto che il Comune non esercita i controlli (la domanda oggetto dell'interpellanza era perché il Comune non sporgesse denuncia e, limitatamente a questo quesito, l'Assessore ha risposto che qualche volta è accaduto), rimangono alcuni dubbi, che voglio elencare in ordine sparso rispetto alla risposta (che probabilmente poteva essere pensata in modo migliore, mi sembra mancare di un'organizzazione generale coerente).
Lei ha detto che qualche volta è avvenuto, ma non è indifferente, Assessore.
Se domani il Consigliere Ventriglia, en touchant du bois, per improvvisa causa, dovesse lasciare come pellegrino questa valle di lacrime e qualcuno si appropriasse di quell'automobile, di un certo modello e targata in un certo modo, in possesso del permesso viola, e lo usasse, ad esempio, per sei mesi, nonostante i reiterati solleciti di restituzione, ci troveremmo di fronte ad un evidente abuso, che configurebbe, oltre all'illecito amministrativo, probabilmente anche l'illecito penale.
Non è la prima volta che discutiamo di questi argomenti: ricordo distintamente di aver sentito, in quest'Aula, l'Assessore Sestero dire che famiglie di disabili deceduti si erano fatte interpellare dai nostri uffici più di una volta per restituire il permesso, obiettando anche, in certi casi, sulla riconduzione alla norma generale per il tratto di strada in cui si trovava lo stallo riservato.
Quindi non può che stupire il fatto che l'Assessore dica che si sta cercando, con i Vigili, di avere accesso diretto all'Anagrafe. A me risulta che Anagrafe e la Polizia Municipale siano due Servizi del Comune di Torino: io credo che, in automatico, con il programma Excell, si possa arrivare ad incrociare i dati, per poter sospendere il permesso, in caso di morte del titolare del permesso.
Se l'Assessore è d'accordo e se il Presidente ne conviene, propongo di riportare la questione in Commissione.
Si tratta, infatti, di un tema sul quale credo vi sia una larga sensibilità (che avverto anche nei cittadini), dovuta a diverse ragioni: oggi la sosta in città è merce molto rara, quindi si fa un sacrificio a riservare una sosta, oltre alla riserva prevista dal Codice della Strada, anche a questi casi specifici. A maggior ragione, anche presso una sensibilità non particolarmente acuta, è malvisto l'abuso di questi benefici, che servono ad alleviare un disagio grave. Aggiungo: è maggiormente malvisto agli occhi di chi ha un minimo di sensibilità sociale, perché è un abuso fatto su chi è più sfortunato di noi e sulla buona fede di quelli che cercano di evitare, è quindi un abuso che si alimenta del senso sociale della comunità.
Credo, quindi, che ci sia grande interesse intorno al nuovo Regolamento.
Provo allora a formulare una proposta di lavoro: se l'Assessore e il Presidente sono d'accordo, si porti l'interpellanza in Commissione, per qualche settimana e con i nuovi elementi del Regolamento, sotto un'etichetta di informativa. Credo che il passaggio in Commissione possa anche facilitare il nostro lavoro sul Regolamento e permetterci di stilare un documento in cui tutti possano dare il loro contributo, un documento che goda dell'approvazione e del consenso unanime da parte della Commissione.
Ringrazio l'Assessore, perché una parte di lavoro è stata svolta, ma credo che, in quella sede, ci sia spazio per ulteriori approfondimenti e sollecitazioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Se l'Assessore non ha nulla in contrario, rimandiamo l'interpellanza in Commissione, tenendo presente che, se non è accompagnata da ulteriori elementi come richieste di audizioni, eccetera, rimane sempre un momento di discussione ancora abbastanza ristretto, però, se può essere utile per evidenziare i problemi che sono emersi oggi, credo, con molta franchezza, che sia la soluzione migliore. Eventualmente, in quella sede, si potrà decidere come proseguire la discussione su questo argomento con l'ottica della revisione del Regolamento.
L'interpellanza, quindi, viene trasmessa in II più IV Commissione ed invito, ovviamente, il Consigliere Ventriglia a voler verificare con i Presidenti le modalità ed i tempi della discussione in Commissione.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)