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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 19

Comunicazioni del Presidente su "Minuto di silenzio in memoria di Oscar Luigi Scalfaro, Presidente emerito della Repubblica, Giuseppe Reppucci, ex Consigliere Comunale, e Francesco Tabusso, pittore".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
È mancato il Presidente Emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che era nato
a Novara il 9 settembre 1918 e che si è spento nella notte tra sabato e domenica,
all'età di 93 anni.
Novara, sua città natale, ha dichiarato per oggi il lutto cittadino e la Città di Torino
ha posto la bandiera a mezz'asta in segno di rispetto e di lutto.
Con Scalfaro, Padre Costituente, muore l'ultimo dei cinquantaquattro piemontesi
eletti nel 1946 per scrivere la nostra Carta Costituzionale. Antifascista e fervente
cattolico, ha sempre dimostrato una spiccata dedizione verso le Istituzioni
democratiche. Esponente della Democrazia Cristiana, è stato più volte
Sottosegretario ed ha ricoperto l'incarico di Ministro dei Trasporti, nel primo
Governo presieduto da Giulio Andreotti, nel 1972 e, nello stesso anno, di Ministro
della Pubblica Istruzione, nel secondo Governo Andreotti; inoltre, è stato Ministro
dell'Interno dal 1983 al 1987, durante il Governo Craxi.
Eletto Presidente della Camera dei Deputati il 24 aprile 1992, ha occupato per poco
tempo questa carica, perché il 25 maggio dello stesso anno è salito al Quirinale,
affrontando con fermezza e lucidità uno dei periodi più difficili della nostra storia: le
stragi di mafia, Tangentopoli ed il difficile passaggio tra la prima e la seconda
Repubblica.
Infatti, il suo primo atto come Presidente della Repubblica è stato la visita a Capaci,
luogo dell'attentato ai giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Nel 1994,
tocca a lui tenere a battesimo il primo Governo Berlusconi, seguirne da vicino le
alterne e brevi vicende fino alla caduta e formare un nuovo Esecutivo con a capo
Lamberto Dini, meritandosi così il soprannome del cosiddetto "uomo del ribaltone".
Non mancarono le polemiche e gli attacchi alla sua persona, dai quali si difese
sempre con grande coerenza, dignità ed integrità. Le sue migliori qualità sono state
l'intensità e l'impegno con i quali affrontava il suo lavoro.
La sua ultima battaglia importante è stata nel 2006 contro la riforma della
Costituzione. È celebre una sua frase: "L'uomo è un animale politico. Chi non sa, chi
non se ne interessa, non compie il proprio dovere. La politica è quanto di più
necessario possa esserci". Aveva vissuto la guerra ed amava la pace; era stato anche
magistrato nei primi anni del Dopoguerra. È stato uno dei protagonisti più importanti
della storia repubblicana, spendendo la sua vita per le Istituzioni ed in difesa della
Costituzione.
Il 25 gennaio, è mancato l'ex Consigliere Comunale Giuseppe Reppucci, nato a
Napoli il 7 maggio 1946; è stato Consigliere Comunale nel corso della IX
Legislatura, dal 1985 al 1990, militando nelle fila del Partito Comunista Italiano. Ha
partecipato alla relazione dell'Assessore Prest sulla disoccupazione ed ha effettuato
un lavoro sull'adeguamento delle tariffe dei trasporti della rete urbana e suburbana
nel 1986 ed era sua la proposta di ordine del giorno sulla Deltasider; partecipò
attivamente alla III Commissione Consiliare Permanente.
Infine, ieri è mancato il noto pittore Francesco Tabusso, nato a Sesto San Giovanni il
27 giugno 1930. La Città desidera ricordare anche lui che è stato definito il pittore
fiabesco di Torino. Nato ottantadue anni fa, è cresciuto a Torino; prima, ha
frequentato il liceo classico e, successivamente, la scuola artistica di Felice Casorati.
Maestro della meraviglia, Tabusso è stato un pittore semplice, immediato e diretto e
con i suoi quadri è riuscito a far sognare molte generazioni. Per questo motivo, è
stato molto amato in vita - merito raro per gli artisti - sia dai critici che dalla gente,
tanto da essere stato eletto cantore della semplicità, della quotidianità, della natura e
della bellezza.
Vi chiedo gentilmente di alzarvi in piedi e di onorare queste tre persone con un
minuto di silenzio.
(Il Consiglio osserva un minuto di silenzio)
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