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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2012-00060
"CI SONO I FONDI COMUNALI PER PAGARE LA MOROSIT? INCOLPEVOLE DI CHI ABITA NELLE CASE POPOLARI?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE TRONZANO IN DATA 9 GENNAIO 2012.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200060/002, presentata in
data 9 gennaio 2012, avente per oggetto:
"Ci sono i fondi comunali per pagare la morosità incolpevole
di chi abita nelle case popolari?"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Rispetto ai fondi comunali, per quanto riguarda la morosità, già nella premessa che
ha fatto il Consigliere Tronzano c'è tutta una serie di fondi, che sono, però, a carico
della Regione.
Nella fattispecie, come Città, noi non abbiamo previsto nel 2011 - ma, in realtà, non
è mai stato previsto neanche negli anni precedenti - dei capitoli specificatamente
dedicati al rimborso della quota sociale a carico del Comune.
In realtà, la quota che viene definita tale dai morosi, definiti incolpevoli (e
naturalmente per la definizione di non colpevolezza occorre che sia rispettata una
serie di requisiti, tra i quali la possibilità di aver avuto una drastica riduzione del
reddito familiare, ad esempio per perdita di occupazione o cose simili), è conteggiata
all'interno dell'avanzo di gestione maturato dall'ATC. Quindi, di fatto, la morosità
incolpevole grava sul mancato introito di affitti, che teoricamente dovrebbero affluire
alle casse comunali. Si tratta di un impegno obiettivamente sempre più gravoso per la
Città, che, peraltro, va ad integrare la quota che è, invece, a carico della Regione
Piemonte, che è di circa due milioni e mezzo, 2.550.000 Euro.
Quindi, nel corso di quest'anno, con il cambio della Legge Regionale che norma
tutto il settore della casa, noi avremo però un cambio significativo anche nella
definizione di morosità incolpevole, perché, ad esempio, ad oggi, uno dei requisiti
era quello di dimostrare il reddito zero e questo consentiva di considerare l'inquilino
incolpevole, anche se non avesse corrisposto affitto, invece, con il cambio della
normativa, noi avremo la necessità della corresponsione di una parte del canone
anche per chi ha reddito zero. Su questo, infatti, ci stiamo già muovendo, con le varie
associazioni che operano nell'ambito delle povertà, anche intervenendo
economicamente a sostegno delle famiglie, per capire quale può essere la soluzione
possibile, laddove il reddito sia veramente reddito zero, per evitare che le famiglie
non decadano dall'assegnazione della casa e, quindi, provando a sostenerle prima di
tutto nel pagamento di questo canone che la Regione ha previsto.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Segnalavo questa cosa perché per il 2010-2011
(viste le nuove regole, nel 2012, quindi, non varrà più questo ragionamento che
stiamo facendo adesso) la situazione è un pochino cambiata, perché dagli Uffici
Comunali, a seguito di telefonate da parte di inquilini morosi incolpevoli, si dice che
quest'anno il fondo a disposizione della Città per coprire la parte eccedente il fondo
sociale non è a disposizione. Lo dicono per quest'anno, quindi è probabile che si
fosse verificato negli anni scorsi, però probabilmente questo è sbagliato, perché lei
nella sua risposta ha detto che non si è mai verificato, nel senso che questa morosità
incolpevole grava, purtroppo, sui mancati introiti degli affitti ATC.
Glielo segnalavo per questo, perché molti inquilini si trovano spiazzati e dicono: "Io
fino al 2010 - perché poi bisogna ancora valutare il 2011, ma si farà a fine anno,
come tutti noi sappiamo - avevo la possibilità di ottenere dei rimborsi da parte del
Comune per la quota eccedente il fondo sociale. Adesso cosa succede?".
Naturalmente, stante il fatto che poi cambieranno le regole dal prossimo e quindi sarà
tutto un altro discorso.
Glielo volevo segnalare perché questo fatto sta ingenerando un po' di ansia e di
inquietudine, perché, anche vista la Legge Regionale che prevede che comunque il
Comune possa (ma, siccome non può, perché i mancati introiti lo impediscono), non
si capisce come mai si stia verificando questo fatto, perché non è chiaro come negli
altri anni.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Intervengo solo per un'integrazione. La preoccupazione è anche nostra,
evidentemente, ma, ripeto, il problema non è il fondo comunale, come il Consigliere
ha perfettamente sottolineato - quindi verificherò anche queste informazioni che sono
state date -, ma la difficoltà è proprio il fatto che, in ogni caso, da parte degli
assegnatari ci deve essere il pagamento di una quota, che, nel caso di un reddito
disponibile, ancorché molto basso, deve essere almeno il 14% del reddito. Quindi,
anche una famiglia che ha 3.000 Euro di reddito l'anno, dal 1° gennaio di quest'anno
deve dimostrare di pagare almeno il 14% come canone, con una soglia minima di
480 Euro. È evidente che questo cambia un po' le questioni.
L'altro aspetto che è anche da evidenziare, che avrà una ricaduta su quest'anno, è la
drastica riduzione che c'è stata sul Fondo di sostegno al canone (cioè noi siamo
passati da un importo - adesso non ho con me il dato regionale, vado a memoria,
spero di non sbagliare - di circa 24 milioni dell'anno scorso a poco meno di 8 milioni
di quest'anno); questo riguardava perlopiù chi stava in abitazioni private, ma era
proprio la quota di rimborso che serviva a chi aveva un reddito troppo basso per far
fronte al suo affitto.
Quindi, il bando che si aprirà tra qualche giorno, evidentemente vedrà una quota di
riduzione molto alta, questo, purtroppo, a seguito, però, delle riduzioni veramente
rilevanti del Fondo nazionale di sostegno al canone (sul 2012 si tratta di poco più di
800.000 Euro per tutta la Regione Piemonte) e, evidentemente, delle difficoltà della
Regione ad integrare su un delta così ampio.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Grazie Assessore. Interloquiamo, perché secondo me è importante.
Spiego meglio che cosa è successo. Sappiamo tutti che nel 2012 funzionerà così,
perché sono cambiate le regole. Per quanto riguarda il 2010 e il 2011, la morosità
incolpevole che derivava dalla mancata copertura complessiva del Fondo sociale,
cioè il Fondo sociale copriva 10, i fondi comunali solitamente coprivano l'altro 5 che
mancava a questi morosi incolpevoli per sanare completamente il proprio debito nei
confronti di ATC. Questo è quanto mi pare sia avvenuto negli anni precedenti -
ripeto, sempre per il 2010 e il 2011, perché il 2012 è un altro discorso -; oggi non sta
avvenendo, quindi crea inquietudine, perché gli inquilini dicono: "Io sto ricevendo
delle lettere in cui mi dicono che sono moroso, nonostante io sia incolpevole,
nonostante negli anni precedenti la quota ulteriore, oltre Fondo il sociale, mi avesse
coperto sempre tutto, quindi sostanzialmente non ero più moroso".
Invece, poiché adesso stanno ricevendo queste lettere, volevo solo... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Credo di sì, credo da ATC.
Volevo verificare con lei soltanto di dirimere questo dubbio agli inquilini, perché
chiaramente loro ritengono di non dover pagare nulla, perché, come è sempre
successo negli anni scorsi, nonostante fossero fuori dal Fondo sociale, la quota del
Comune aveva sempre coperto.
Adesso, arrivando queste lettere, si trovano in una situazione di ambasce e dicono:
"Sono moroso? Non sono moroso?", "Mi copriranno? Non mi copriranno?".
Allora, secondo quello che avevo letto su questa Legge Regionale, il Fondo
comunale serviva ad integrare la parte eccedente il Fondo sociale; non essendoci
questo fondo, chiederei di spiegare che cosa sta succedendo, in questo senso.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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