| Interventi |
RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201200060/002, presentata in data 9 gennaio 2012, avente per oggetto: "Ci sono i fondi comunali per pagare la morosità incolpevole di chi abita nelle case popolari?" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Rispetto ai fondi comunali, per quanto riguarda la morosità, già nella premessa che ha fatto il Consigliere Tronzano c'è tutta una serie di fondi, che sono, però, a carico della Regione. Nella fattispecie, come Città, noi non abbiamo previsto nel 2011 - ma, in realtà, non è mai stato previsto neanche negli anni precedenti - dei capitoli specificatamente dedicati al rimborso della quota sociale a carico del Comune. In realtà, la quota che viene definita tale dai morosi, definiti incolpevoli (e naturalmente per la definizione di non colpevolezza occorre che sia rispettata una serie di requisiti, tra i quali la possibilità di aver avuto una drastica riduzione del reddito familiare, ad esempio per perdita di occupazione o cose simili), è conteggiata all'interno dell'avanzo di gestione maturato dall'ATC. Quindi, di fatto, la morosità incolpevole grava sul mancato introito di affitti, che teoricamente dovrebbero affluire alle casse comunali. Si tratta di un impegno obiettivamente sempre più gravoso per la Città, che, peraltro, va ad integrare la quota che è, invece, a carico della Regione Piemonte, che è di circa due milioni e mezzo, 2.550.000 Euro. Quindi, nel corso di quest'anno, con il cambio della Legge Regionale che norma tutto il settore della casa, noi avremo però un cambio significativo anche nella definizione di morosità incolpevole, perché, ad esempio, ad oggi, uno dei requisiti era quello di dimostrare il reddito zero e questo consentiva di considerare l'inquilino incolpevole, anche se non avesse corrisposto affitto, invece, con il cambio della normativa, noi avremo la necessità della corresponsione di una parte del canone anche per chi ha reddito zero. Su questo, infatti, ci stiamo già muovendo, con le varie associazioni che operano nell'ambito delle povertà, anche intervenendo economicamente a sostegno delle famiglie, per capire quale può essere la soluzione possibile, laddove il reddito sia veramente reddito zero, per evitare che le famiglie non decadano dall'assegnazione della casa e, quindi, provando a sostenerle prima di tutto nel pagamento di questo canone che la Regione ha previsto. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio l'Assessore per la risposta. Segnalavo questa cosa perché per il 2010-2011 (viste le nuove regole, nel 2012, quindi, non varrà più questo ragionamento che stiamo facendo adesso) la situazione è un pochino cambiata, perché dagli Uffici Comunali, a seguito di telefonate da parte di inquilini morosi incolpevoli, si dice che quest'anno il fondo a disposizione della Città per coprire la parte eccedente il fondo sociale non è a disposizione. Lo dicono per quest'anno, quindi è probabile che si fosse verificato negli anni scorsi, però probabilmente questo è sbagliato, perché lei nella sua risposta ha detto che non si è mai verificato, nel senso che questa morosità incolpevole grava, purtroppo, sui mancati introiti degli affitti ATC. Glielo segnalavo per questo, perché molti inquilini si trovano spiazzati e dicono: "Io fino al 2010 - perché poi bisogna ancora valutare il 2011, ma si farà a fine anno, come tutti noi sappiamo - avevo la possibilità di ottenere dei rimborsi da parte del Comune per la quota eccedente il fondo sociale. Adesso cosa succede?". Naturalmente, stante il fatto che poi cambieranno le regole dal prossimo e quindi sarà tutto un altro discorso. Glielo volevo segnalare perché questo fatto sta ingenerando un po' di ansia e di inquietudine, perché, anche vista la Legge Regionale che prevede che comunque il Comune possa (ma, siccome non può, perché i mancati introiti lo impediscono), non si capisce come mai si stia verificando questo fatto, perché non è chiaro come negli altri anni. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Intervengo solo per un'integrazione. La preoccupazione è anche nostra, evidentemente, ma, ripeto, il problema non è il fondo comunale, come il Consigliere ha perfettamente sottolineato - quindi verificherò anche queste informazioni che sono state date -, ma la difficoltà è proprio il fatto che, in ogni caso, da parte degli assegnatari ci deve essere il pagamento di una quota, che, nel caso di un reddito disponibile, ancorché molto basso, deve essere almeno il 14% del reddito. Quindi, anche una famiglia che ha 3.000 Euro di reddito l'anno, dal 1° gennaio di quest'anno deve dimostrare di pagare almeno il 14% come canone, con una soglia minima di 480 Euro. È evidente che questo cambia un po' le questioni. L'altro aspetto che è anche da evidenziare, che avrà una ricaduta su quest'anno, è la drastica riduzione che c'è stata sul Fondo di sostegno al canone (cioè noi siamo passati da un importo - adesso non ho con me il dato regionale, vado a memoria, spero di non sbagliare - di circa 24 milioni dell'anno scorso a poco meno di 8 milioni di quest'anno); questo riguardava perlopiù chi stava in abitazioni private, ma era proprio la quota di rimborso che serviva a chi aveva un reddito troppo basso per far fronte al suo affitto. Quindi, il bando che si aprirà tra qualche giorno, evidentemente vedrà una quota di riduzione molto alta, questo, purtroppo, a seguito, però, delle riduzioni veramente rilevanti del Fondo nazionale di sostegno al canone (sul 2012 si tratta di poco più di 800.000 Euro per tutta la Regione Piemonte) e, evidentemente, delle difficoltà della Regione ad integrare su un delta così ampio. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Grazie Assessore. Interloquiamo, perché secondo me è importante. Spiego meglio che cosa è successo. Sappiamo tutti che nel 2012 funzionerà così, perché sono cambiate le regole. Per quanto riguarda il 2010 e il 2011, la morosità incolpevole che derivava dalla mancata copertura complessiva del Fondo sociale, cioè il Fondo sociale copriva 10, i fondi comunali solitamente coprivano l'altro 5 che mancava a questi morosi incolpevoli per sanare completamente il proprio debito nei confronti di ATC. Questo è quanto mi pare sia avvenuto negli anni precedenti - ripeto, sempre per il 2010 e il 2011, perché il 2012 è un altro discorso -; oggi non sta avvenendo, quindi crea inquietudine, perché gli inquilini dicono: "Io sto ricevendo delle lettere in cui mi dicono che sono moroso, nonostante io sia incolpevole, nonostante negli anni precedenti la quota ulteriore, oltre Fondo il sociale, mi avesse coperto sempre tutto, quindi sostanzialmente non ero più moroso". Invece, poiché adesso stanno ricevendo queste lettere, volevo solo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Credo di sì, credo da ATC. Volevo verificare con lei soltanto di dirimere questo dubbio agli inquilini, perché chiaramente loro ritengono di non dover pagare nulla, perché, come è sempre successo negli anni scorsi, nonostante fossero fuori dal Fondo sociale, la quota del Comune aveva sempre coperto. Adesso, arrivando queste lettere, si trovano in una situazione di ambasce e dicono: "Sono moroso? Non sono moroso?", "Mi copriranno? Non mi copriranno?". Allora, secondo quello che avevo letto su questa Legge Regionale, il Fondo comunale serviva ad integrare la parte eccedente il Fondo sociale; non essendoci questo fondo, chiederei di spiegare che cosa sta succedendo, in questo senso. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |