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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2011-08083
"CONCESSIONE DI CASE ALLE COMUNITA' ROM" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RICCA, CARBONERO E CERVETTI IN DATA 19 DICEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108083/002, presentata in
data 19 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Concessione di case alle comunità Rom"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi.

TISI Elide (Assessore)
Relativamente al tema delle concessioni case alle comunità Rom, ho fatto una
ricostruzione anche arretrata, perché, al di là di quelle che sono le dichiarazioni che
voi riportate, lette sui giornali, non c'è stato alcun cambio di impostazione di quelle
che sono le linee di affidamento di case di Edilizia Residenziale Pubblica nei
confronti di popolazioni Rom. Cioè, le famiglie Rom hanno possibilità di accedere
alle case di Edilizia Residenziale Pubblica, secondo regole determinate dalla Regione
Piemonte, e quindi devono essere in possesso di quei requisiti stabiliti all'interno di
queste regole (quindi il dato della residenza, reddituale e così via). Non ci sono
assolutamente condizioni diverse da queste.
Dicevo che ho provato anche a fare una ricognizione, a partire dal 1996. Il dato che
emerge è che, dal 1996 al 2010, sono state assegnate complessivamente, come case
di Edilizia Residenziale Pubblica, 9.108 alloggi, di cui 78 sono stati assegnati a
nuclei di origine nomade che, evidentemente, si trovavano in questa situazione.
Quindi, questo dal 1996.
Quindi, risultano essere lo 0,86% delle assegnazioni, che mi sembra una percentuale
assolutamente congruente.
Riguardo all'altra domanda che veniva posta, relativamente a quelle che sono le
risorse e la problematica dell'abitazione a Torino, certamente si tratta di un problema
molto serio, ma devo dire che, in questo momento, anche attraverso alcuni interventi
che non sono solo quelli dell'Edilizia Residenziale Pubblica, si sta cercando di
provvedere a trovare anche altre soluzioni, sia con il coinvolgimento, diciamo, del
privato sociale - qui naturalmente sto parlando in generale della problematica
abitativa per tutti i cittadini torinesi che si trovano in una situazione di necessità -, sia
anche attraverso strumenti di edilizia chiamiamola sociale, che, in realtà, poi creano
condizioni favorevoli, come lo strumento dell'Agenzia Lo.C.A.Re., che comunque
consente, oltre a quelli che sono i circa 500 alloggi di media di assegnazioni delle
case di Edilizia Pubblica, di individuare altri alloggi (intorno a 400 alloggi all'anno)
di proprietà privata che, però, accettano di locare a prezzi sostenibili in relazione alle
possibilità delle famiglie.
Quindi, credo che questa sia la strada sulla quale occorre continuare. Peraltro, su
questo si lavora con la Regione Piemonte, perché il tema dell'abitare è una
competenza regionale e quindi è importante che, dal punto di vista anche
dell'apertura del nuovo biennio dell'Edilizia Pubblica regionale, ci sia anche un
investimento della Regione stessa.
In questi giorni, noi stiamo aprendo proprio il bando generale con i nuovi criteri
definiti dalla Regione Piemonte, peraltro più ampi rispetto a quelli precedenti, per cui
prevediamo di avere un numero maggiore di richieste, ma determinato
fondamentalmente da un allargamento, ritengo, dei criteri e si aprirà anche il bando
per il sostegno alla locazione, che peraltro è stato, come importi, fortemente ridotto
nella sua entità.
Credo che il tema della casa, forse, al di là del merito dell'interpellanza, vada
approfondito in modo specifico, perché certamente presenta tutta una serie di
elementi di criticità che, forse, con i dati che avremo, entro un mese, dei nuovi bandi,
potrebbero essere anche analizzati con più attenzione.
Per quanto riguarda, invece, le risorse nel merito specifico della popolazione Rom,
noi abbiamo, come Città, sempre agito su fondi del Ministero e su fondi nazionali. Ci
tengo a dire questo, perché è evidente che il venir meno di queste risorse limita anche
la possibilità sia di intervento sociale che di controllo all'interno dei campi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Il problema è più politico che amministrativo, in quanto adesso noi stiamo vivendo,
soprattutto in Torino, una vera emergenza, per quanto chi cassa i provvedimenti
sull'emergenza Rom dice che non c'è emergenza; l'emergenza c'è e secondo me è
più forte che mai, è molto sentita dalla cittadinanza ed è molto sentita da noi
Amministratori, in quanto abbiamo visto anni di non politiche verso queste
popolazioni che hanno portato situazioni di degrado e di non gestione, perché poi,
quando si lascia troppa mano libera, i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli
occhi.
Politicamente il problema che vogliamo affrontare è quello di capire come si vuole
muovere questa Amministrazione verso la prospettiva casa comunità Rom, in quanto
le dichiarazioni dello stesso Sindaco e del Ministro vertono in quel senso, ovvero
andare a cercare tutti quegli alloggi vuoti per dare la possibilità alle persone, ai
nomadi, di potervi andare ad abitare, magari scavalcando quelle che possono essere
le persone che sono in lista d'attesa, che, sappiamo, sono anche molto lunghe e ci
sono dei criteri ben stabiliti che devono assolutamente essere rispettati.
Ovviamente, ad oggi, non c'è stato ancora nessun atto che va in questa direzione,
però, ovviamente, quando affrontiamo questo tipo di discorso, le parole hanno un
peso e noi le pesiamo. Quando ci viene detto o quando a mezzo stampa viene detto:
"Faremo in modo che queste persone possano trovare una casa", si mettano in coda o
facciano i bandi e vediamo, poi, quali sono i loro requisiti, quali sono i loro punteggi
e, in base a quelli, potranno entrare.
Vorrei ricordare che gli abbiamo già fatto delle case, per esempio, in Via
Germagnano, dove possono vivere e dove loro scelgono di non vivere. Mi è capitato
di vedere, relativamente ad un alloggio in Corso Giulio Cesare - non ricordo il
numero civico preciso, però, poi, se vuole, le farò sapere -, una famiglia che ha una
casa e vive nel camper parcheggiato sotto.
Queste sono situazioni che noi dovremo andare a capire, perché magari quella casa,
che è assegnata loro e che magari utilizzano come magazzino, potrebbe essere
assegnata ad una persona che ne ha davvero bisogno.
Il problema è più politico che amministrativo. So perfettamente che lei fa quello che
può, cercando di trovare una soluzione migliore a tutte le situazioni e, lo dico anche
pubblicamente, politicamente la stimo, quindi non abbiamo dubbi sul suo operato,
ma abbiamo dubbi sulla linea politica di questa Città ad affrontare determinati temi,
che forse è la cosa ancora più importante.
Quindi, visto che si stanno svolgendo molte riunioni di Commissioni (un giorno una,
un giorno l'altra) su tutta questa tematica, a me, invece, piacerebbe riuscire a fare una
Commissione con lei, con l'Assessore Tedesco e anche con il Sindaco, perché
probabilmente voi tre insieme potreste fornirci un quadro migliore e farci capire
meglio quale sia la strada che questa Amministrazione intende prendere.
Secondo me, è importante andare a centrare l'obiettivo e non andare a dividere tutte
le varie tematiche, facendo otto Commissioni diverse una dall'altra; magari, con una
singola, facendola durare due, tre, quattro ore, il tempo che serve, potremmo davvero
capire quali siano le intenzioni della Giunta.
Comunque, se è possibile, chiediamo che questa interpellanza venga riportata in
Commissione (insieme all'interpellanza successiva), magari una unica, per cercare di
avere un quadro più completo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa, ma l'argomento viene inviato in Commissione per un
approfondimento.
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