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RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108083/002, presentata in data 19 dicembre 2011, avente per oggetto: "Concessione di case alle comunità Rom" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Relativamente al tema delle concessioni case alle comunità Rom, ho fatto una ricostruzione anche arretrata, perché, al di là di quelle che sono le dichiarazioni che voi riportate, lette sui giornali, non c'è stato alcun cambio di impostazione di quelle che sono le linee di affidamento di case di Edilizia Residenziale Pubblica nei confronti di popolazioni Rom. Cioè, le famiglie Rom hanno possibilità di accedere alle case di Edilizia Residenziale Pubblica, secondo regole determinate dalla Regione Piemonte, e quindi devono essere in possesso di quei requisiti stabiliti all'interno di queste regole (quindi il dato della residenza, reddituale e così via). Non ci sono assolutamente condizioni diverse da queste. Dicevo che ho provato anche a fare una ricognizione, a partire dal 1996. Il dato che emerge è che, dal 1996 al 2010, sono state assegnate complessivamente, come case di Edilizia Residenziale Pubblica, 9.108 alloggi, di cui 78 sono stati assegnati a nuclei di origine nomade che, evidentemente, si trovavano in questa situazione. Quindi, questo dal 1996. Quindi, risultano essere lo 0,86% delle assegnazioni, che mi sembra una percentuale assolutamente congruente. Riguardo all'altra domanda che veniva posta, relativamente a quelle che sono le risorse e la problematica dell'abitazione a Torino, certamente si tratta di un problema molto serio, ma devo dire che, in questo momento, anche attraverso alcuni interventi che non sono solo quelli dell'Edilizia Residenziale Pubblica, si sta cercando di provvedere a trovare anche altre soluzioni, sia con il coinvolgimento, diciamo, del privato sociale - qui naturalmente sto parlando in generale della problematica abitativa per tutti i cittadini torinesi che si trovano in una situazione di necessità -, sia anche attraverso strumenti di edilizia chiamiamola sociale, che, in realtà, poi creano condizioni favorevoli, come lo strumento dell'Agenzia Lo.C.A.Re., che comunque consente, oltre a quelli che sono i circa 500 alloggi di media di assegnazioni delle case di Edilizia Pubblica, di individuare altri alloggi (intorno a 400 alloggi all'anno) di proprietà privata che, però, accettano di locare a prezzi sostenibili in relazione alle possibilità delle famiglie. Quindi, credo che questa sia la strada sulla quale occorre continuare. Peraltro, su questo si lavora con la Regione Piemonte, perché il tema dell'abitare è una competenza regionale e quindi è importante che, dal punto di vista anche dell'apertura del nuovo biennio dell'Edilizia Pubblica regionale, ci sia anche un investimento della Regione stessa. In questi giorni, noi stiamo aprendo proprio il bando generale con i nuovi criteri definiti dalla Regione Piemonte, peraltro più ampi rispetto a quelli precedenti, per cui prevediamo di avere un numero maggiore di richieste, ma determinato fondamentalmente da un allargamento, ritengo, dei criteri e si aprirà anche il bando per il sostegno alla locazione, che peraltro è stato, come importi, fortemente ridotto nella sua entità. Credo che il tema della casa, forse, al di là del merito dell'interpellanza, vada approfondito in modo specifico, perché certamente presenta tutta una serie di elementi di criticità che, forse, con i dati che avremo, entro un mese, dei nuovi bandi, potrebbero essere anche analizzati con più attenzione. Per quanto riguarda, invece, le risorse nel merito specifico della popolazione Rom, noi abbiamo, come Città, sempre agito su fondi del Ministero e su fondi nazionali. Ci tengo a dire questo, perché è evidente che il venir meno di queste risorse limita anche la possibilità sia di intervento sociale che di controllo all'interno dei campi. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Il problema è più politico che amministrativo, in quanto adesso noi stiamo vivendo, soprattutto in Torino, una vera emergenza, per quanto chi cassa i provvedimenti sull'emergenza Rom dice che non c'è emergenza; l'emergenza c'è e secondo me è più forte che mai, è molto sentita dalla cittadinanza ed è molto sentita da noi Amministratori, in quanto abbiamo visto anni di non politiche verso queste popolazioni che hanno portato situazioni di degrado e di non gestione, perché poi, quando si lascia troppa mano libera, i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi. Politicamente il problema che vogliamo affrontare è quello di capire come si vuole muovere questa Amministrazione verso la prospettiva casa comunità Rom, in quanto le dichiarazioni dello stesso Sindaco e del Ministro vertono in quel senso, ovvero andare a cercare tutti quegli alloggi vuoti per dare la possibilità alle persone, ai nomadi, di potervi andare ad abitare, magari scavalcando quelle che possono essere le persone che sono in lista d'attesa, che, sappiamo, sono anche molto lunghe e ci sono dei criteri ben stabiliti che devono assolutamente essere rispettati. Ovviamente, ad oggi, non c'è stato ancora nessun atto che va in questa direzione, però, ovviamente, quando affrontiamo questo tipo di discorso, le parole hanno un peso e noi le pesiamo. Quando ci viene detto o quando a mezzo stampa viene detto: "Faremo in modo che queste persone possano trovare una casa", si mettano in coda o facciano i bandi e vediamo, poi, quali sono i loro requisiti, quali sono i loro punteggi e, in base a quelli, potranno entrare. Vorrei ricordare che gli abbiamo già fatto delle case, per esempio, in Via Germagnano, dove possono vivere e dove loro scelgono di non vivere. Mi è capitato di vedere, relativamente ad un alloggio in Corso Giulio Cesare - non ricordo il numero civico preciso, però, poi, se vuole, le farò sapere -, una famiglia che ha una casa e vive nel camper parcheggiato sotto. Queste sono situazioni che noi dovremo andare a capire, perché magari quella casa, che è assegnata loro e che magari utilizzano come magazzino, potrebbe essere assegnata ad una persona che ne ha davvero bisogno. Il problema è più politico che amministrativo. So perfettamente che lei fa quello che può, cercando di trovare una soluzione migliore a tutte le situazioni e, lo dico anche pubblicamente, politicamente la stimo, quindi non abbiamo dubbi sul suo operato, ma abbiamo dubbi sulla linea politica di questa Città ad affrontare determinati temi, che forse è la cosa ancora più importante. Quindi, visto che si stanno svolgendo molte riunioni di Commissioni (un giorno una, un giorno l'altra) su tutta questa tematica, a me, invece, piacerebbe riuscire a fare una Commissione con lei, con l'Assessore Tedesco e anche con il Sindaco, perché probabilmente voi tre insieme potreste fornirci un quadro migliore e farci capire meglio quale sia la strada che questa Amministrazione intende prendere. Secondo me, è importante andare a centrare l'obiettivo e non andare a dividere tutte le varie tematiche, facendo otto Commissioni diverse una dall'altra; magari, con una singola, facendola durare due, tre, quattro ore, il tempo che serve, potremmo davvero capire quali siano le intenzioni della Giunta. Comunque, se è possibile, chiediamo che questa interpellanza venga riportata in Commissione (insieme all'interpellanza successiva), magari una unica, per cercare di avere un quadro più completo. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa, ma l'argomento viene inviato in Commissione per un approfondimento. |