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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla seconda richiesta di comunicazioni, quella relativa all'incontro di oggi con una rappresentanza dei tassisti da parte del Sindaco della Città, al fine di chiarire le azioni che intende adottare per meglio tutelare la categoria. La parola al Sindaco. SINDACO Nella giornata di oggi, pochi minuti fa, ho incontrato una delegazione dei 1.500 tassisti torinesi, che, come sapete, sono in agitazione - come i loro colleghi delle altre città italiane - per manifestare la loro contrarietà al provvedimento di liberalizzazione di questo servizio, che è in corso di elaborazione da parte del Governo. Nell'incontrare i rappresentanti dei tassisti ho sottolineato quello di cui sono convinto, cioè che, nell'adottare le misure di liberalizzazione che il Governo ha nel suo programma, sia necessario discutere il merito di questi provvedimenti con i rappresentanti delle categorie direttamente destinatarie di queste misure. Quindi, mi auguro che nell'incontro di domani, tra le organizzazioni dei tassisti e il Governo, si individuino le soluzioni che possano portare ad un provvedimento di liberalizzazione che tenga, al tempo stesso, conto delle istanze dei tassisti. In particolare, ho sottolineato la necessità che si tenga conto delle specificità con cui questo servizio viene erogato in ogni città, sapendo che ci sono molte differenze tra come questo servizio è organizzato e erogato nelle grandi città rispetto a città medio- piccole; anche tra le grandi città italiane ci sono regimi e modalità diverse di organizzazione del servizio. Credo che l'adozione di un provvedimento di liberalizzazione non possa non tenere conto di queste specificità e debba individuare le strade perché queste specificità non si perdano, per esempio, individuati e stabiliti nel provvedimento criteri e principi di ordine generale, affidando poi agli Enti Locali la valutazione sugli aspetti applicativi che derivano dal provvedimento. Ho anche sottolineato ai miei interlocutori che il Comune intende mettere in campo tutti i provvedimenti e le misure che possano facilitare l'utilizzo del servizio taxi e che, in particolare, nel predisporre un pacchetto di misure relative alla riorganizzazione della mobilità cittadina, a partire dalla revisione che abbiamo in corso della ZTL, al Piano parcheggi e al Piano di pedonalizzazioni, tutto questo potrà essere utilmente la cornice entro cui collocare anche misure che possano sostenere e favorire l'utilizzo del servizio dei taxi e, quindi, aiutare e sostenere l'esercizio di questa attività. Ho, infine, chiesto ai rappresentanti dei tassisti torinesi di sospendere l'interruzione ad oltranza e totale del servizio, che è stata messa in campo in queste ore, sottolineando che così hanno fatto i tassisti di tutte le altre principali Città, da Roma a Milano a tante altre. Quindi, chiedevo un atto di responsabilità verso la città e io reputo anche verso gli stessi tassisti, perché un'interruzione totale ad oltranza ha degli effetti economici negativi sulla loro condizione. Pertanto, ho chiesto ai rappresentanti di trasmettere ai tassisti questa mia sollecitazione, questa mia richiesta ad interrompere questa forma di lotta, anche perché siamo alla vigilia di un incontro, che dovrà essere valutato nei suoi esiti e eventuali forme di lotta o nuove agitazioni potranno essere più specificatamente discusse e assunte alla luce di quello che in quell'incontro si sarà detto. Questo è quanto. I miei interlocutori, uscendo dall'incontro, si sono detti soddisfatti dell'incontro che hanno avuto e del rapporto che hanno con l'Amministrazione, e hanno detto che si sarebbero fatti parte diligente di rappresentare alla categoria la richiesta di tornare all'attività. Allo stato attuale questo è quanto posso dire. Naturalmente è chiaro che il passaggio decisivo è l'incontro di domani e l'apertura di un Tavolo negoziale tra Governo e Organizzazioni dei tassisti. La Città di Torino seguirà passo a passo l'evoluzione di questo rapporto e, per le competenza che ha, naturalmente, metterà in campo tutto ciò che è necessario per garantire, da una parte, la regolarità di questo servizio per i cittadini e, dall'altra, che si possano prendere tutte le misure volte ad accogliere positivamente le istanze che vengono dal mondo dei tassisti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio il Sindaco Fassino e, personalmente, esprimo anche soddisfazione per la risposta a questa richiesta di comunicazione e, in particolare, per l'esito di questo incontro. Intervengo per ribadire che l'operato, fino adesso eccessivamente autoreferenziale, di un Governo che evidentemente non ha dovuto richiedere il consenso e non pensa di doverlo richiedere in futuro, finora ha rischiato di calpestare delle prerogative importanti degli Enti Locali e la gestione delle licenze taxi di sicuro rientrano tra queste, per quanto riguarda i Comuni. L'auspicio è che, nell'ambito di questa richiesta di peso, sul Tavolo istituzionale da parte dei Comuni, un intervento di questo tipo, quindi abbastanza netto e chiaro del Primo Cittadino di una grande Città come Torino, possa avere il suo peso e quindi influire concretamente sull'esito di questa riforma di liberalizzazione. Concludo limitandomi a ribadire la soddisfazione per la risposta, però anche con un auspicio: nel caso in cui questo Governo - come purtroppo è già avvenuto in passato per altre misure - non recepisca le indicazioni che il Sindaco ha voluto esprimere in questa Sede, io mi auguro che, come è avvenuto per lo sforamento del Patto di Stabilità (e in quel caso abbiamo ritenuto la scelta opinabile, però ha aperto un precedente), di fronte ad una non condivisione o, addirittura, di fronte a ritenere stupida anche un'eventuale norma non condivisa sulla liberalizzazione delle licenze taxi, il Sindaco Fassino, coerentemente, guidi la Città su una linea di disobbedienza civile nei confronti di una norma che rischia veramente di travolgere una categoria e l'erogazione di un servizio importante, senza tener conto minimamente delle esigenze del territorio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Si tratta di questione anche abbastanza delicata, perché sono persone che vivono in una situazione economica difficile, nel senso che sono professionisti che lavorano con tariffe bloccate dal 2005, magari con aumenti della benzina fino a 0,60 Euro dal momento in cui sono state bloccate le tariffe, e sappiamo, per le persone che lavorano, cosa vuol dire lavorare, soprattutto in un momento come questo di crisi, lavorando con il privato, che soffre anch'esso della situazione economica. Sono persone che, magari, impegnano 100-200.000 Euro per prendere una licenza e che, ovviamente, magari accendono un mutuo per poter lavorare e si troverebbero poi magari in concorrenza a grandi gruppi, come succede nel commercio, che hanno più disponibilità economica e hanno, poi, la possibilità di poter magari abbassare le tariffe, sfruttando la gente, magari, con lavori di cooperative e quant'altro. Ovviamente, la nostra posizione nazionale e locale è la stessa: questo tipo di liberalizzazione non va fatto. E la mia paura (ma è una critica un pochino più polemica) è che lei, signor Sindaco, faceva parte della maggioranza di Governo e che lo stesso tipo di liberalizzazioni le voleva fare quando il Ministro era Bersani. Quindi, io mi auguro che le sue trattative possano essere verso le persone, verso la gente, verso i lavoratori che ad oggi, se manifestano così, hanno sicuramente un motivo, e meno verso i grandi gruppi che potrebbero andare ad inserirsi in questo tipo di contesto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo soltanto per ricordare ai Consiglieri in quest'Aula, e in particolare al Consigliere Marrone (il Consigliere Ricca mi sembra che, invece, abbia presente), che la questione dei taxi, che è una questione di tutte le categorie che saranno coinvolte dal Governo, riguarda un pacchetto che è di interesse della collettività. Ci possono essere delle modifiche, ci possono essere sicuramente delle situazioni, ma non possiamo pensare che ogni categoria che venga sotto il Comune debba essere assicurata, pur sapendo che gli interessi nazionali e quelli del Governo e del Parlamento sono altri. Il problema non è tanto cosa dica il Sindaco oggi qui, che vedrà quali saranno i provvedimenti del Governo o cosa diremo noi, e cosa direbbe ognuno di noi, se - come io auspico, non per me, ma per gli altri - un giorno fosse parlamentare. Oggi sicuramente credo che l'intervento del Consigliere Marrone avrebbe dovuto essere calibrato diversamente, pur rispettando le cose. Io volevo solo dire una cosa: credo che per i tassisti, di cui ho conoscenza diretta e, come gran parte delle categorie che hanno un'attività commerciale che nasce da una licenza - e da sempre si è intesa la licenza come una sorta di buonuscita finale e non come un investimento per il lavoro, esattamente come gli strumenti che uno inserisce nel proprio lavoro, eccetera - sono soggette a quella che è un'evoluzione della società, perché questa Città ha già avuto molte categorie che hanno perso le licenze e le hanno ridate indietro, dalle drogherie alle latterie a gran parte di altre situazioni che hanno comprato licenze 20, 30 o 40 anni prima, quando poi sono andati in pensione hanno ridato indietro la licenza, perché il mercato del lavoro, la società ed il trasporto sono cambiati e quello che hanno pensato fosse una sorta di buonuscita finale, alla fine, è stato semplicemente l'investimento del lavoro che hanno avuto e dei risparmi che hanno potuto avere o delle situazioni che hanno potuto creare in 40 anni di lavoro. Allora, credo che i tassisti, che tendono sempre a difendere la propria situazione nell'immediato e pensano che il mondo sia fermo, debbano rendersi conto che nessuno vuole cambiare la categoria e cambiare quelli che sono i rapporti di lavoro frettolosamente, ma non possono impedire che in quel mercato del lavoro si inseriscano altri soggetti, perché alla fine gli altri soggetti si inseriranno lo stesso, come è successo per il commercio, e chi avrà anticipato i tempi, si sarà adeguato e avrà cominciato a lavorare diversamente avrà un successo, chi invece sarà rimasto ad aspettare tutto il giorno davanti a Caselle quelle due corse buone o a lavorare alcune ore, a seconda dei momenti - perché bisogna dirsi anche questo - chiaramente sarà rimasto indietro. Io fatto parte anche della Commissione dei Taxi negli Anni Novanta, in una situazione in cui chi ne faceva parte si stupiva del numero dei sindacati che si trovava di fronte per una categoria relativamente piccola. Allora, credo che la riflessione che i tassisti debbano fare sia anche quella di valutare come adeguarsi ai tempi e non soltanto pensare a difendere, questo vale per i tassisti, vale per tutte le attività commerciali, vale per i professionisti, vale per tutti quanti, perché altrimenti rischiamo che tutti vogliamo un Paese che vada avanti, si sviluppi, che si adegui a quelli che sono i tempi, ma ogni volta che viene toccato quello che riteniamo un diritto, dimenticandoci che non è detto che sia un diritto acquisito per sempre, scattiamo come dire: \"Non si tocca\" e non si fa manovra indietro. Su questo io credo che i tassisti avranno sicuramente una fase di transizione molto lunga, non ci rimetteranno. Il Governo potrà sicuramente trovare molte forme di compensazione. Il Comune - come ha detto il Consigliere Ricca - potrà fare la sua parte, ma - mi si permetta di dire al Gruppo Lega Nord - farà la sua parte a Torino e anche a Verona. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Non ho capito perché il Consigliere Viale paragona sempre Torino con Verona. Al di là di questo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Al di là di quello, credo che o non si conosce bene la realtà dei tassisti o, comunque, non si conosce bene la realtà di Torino. Il discorso è questo: mi sembra che una Città, dove ci sono più di 1.600 taxi (a Torino sono 1.520, più la cintura), a fronte di 900.000 abitanti, credo che sia un servizio già ampiamente sviluppato e ampiamente coperto. Quindi, non vedo tutta questa necessità di aumentare il numero dei taxi. Poi, che ci siano magari alcune città, tipo Verona - non lo so - o altre, dove magari questo servizio è sotto numero, mi va benissimo. Va benissimo magari avere una legge, ma andrebbe ancora meglio se il Sindaco Fassino - che non mi ascolta - prendesse in considerazione che questa Città qui ha già altri grossi problemi. Queste persone, che sono possessori di taxi, hanno famiglia, hanno degli obblighi contingentati dal Comune, pagano delle assicurazioni che sono sicuramente maggiorate rispetto alle assicurazioni del privato, perché hanno più responsabilità, hanno delle macchine che sono soggette ad altissima usura, perché fanno circa 60- 70.000 chilometri all'anno - è bellissimo parlare con lui -, sono obbligati a cambiare la macchina ogni 3 o 4 anni, quindi vi è tutta una serie di questioni. Oltretutto non sono assicurati, se non per l'assicurazione personale e, per quanto riguarda le donne tassiste - ho visto che sono molte -, non sono tutelate in caso di maternità, non ci sono indennità che coprano il momento. Quindi, al di là di una legge che prevede la liberalizzazione per tutto il Paese, credo seriamente che il nostro Sindaco potrebbe valutare o di cambiare la formula con cui sono soggetti i tassisti oppure limitare o ovviare. Insomma, va bene che ci sia la Legge, ma applicarla dove è fattibile applicarla e non certamente in una città come Torino. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intervengo molto brevemente, perché noi siamo favorevoli, in generale, alle liberalizzazioni degli ordini professionali. È indubbio che i taxi costino troppo in Italia, molto più che all'estero, quindi è indubbio che qualcosa vada fatto. L'unica cosa un po' spiacevole in questa discussione - o meglio, nella discussione che si è sviluppata magari nella pubblica opinione - è un po' il gettare la croce addosso ad una specifica categoria, che forse non è quella che gode della maggior quantità di privilegi di rendita di posizione che esistono in Italia. Quindi, va bene la liberalizzazione, se è un discorso allargato a tutte le categorie, perché ce ne sono di ben più privilegiate, e speriamo che si possa toccare anche quell'aspetto. Il generale, tenuto fisso l'obiettivo di far calare i prezzi di questo servizio, forse, prima di agire, bisognerebbe capire meglio quali sono le reali ragioni, perché non in tutti i settori una liberalizzazione senza limiti porta poi ad un effettivo calo dei prezzi e a un miglior servizio per i cittadini. Spesso è semplicemente un modo di aprire la strada ad un consolidamento successivo, per cui, alla fine, rimangono meno operatori, con una posizione di controllo oligopolistico del mercato, con i prezzi che salgono. Quindi, forse bisogna sempre essere molto sicuri di quello che si va a fare, per evitare di fare più danno che altro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Quindi, ritengo conclusa la discussione su questa richiesta di comunicazioni. |