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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 29

Comunicazioni del Sindaco su "Incontro con delegazione tassisti".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla seconda richiesta di comunicazioni, quella relativa all'incontro di oggi
con una rappresentanza dei tassisti da parte del Sindaco della Città, al fine di chiarire
le azioni che intende adottare per meglio tutelare la categoria.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Nella giornata di oggi, pochi minuti fa, ho incontrato una delegazione dei 1.500
tassisti torinesi, che, come sapete, sono in agitazione - come i loro colleghi delle altre
città italiane - per manifestare la loro contrarietà al provvedimento di liberalizzazione
di questo servizio, che è in corso di elaborazione da parte del Governo.
Nell'incontrare i rappresentanti dei tassisti ho sottolineato quello di cui sono
convinto, cioè che, nell'adottare le misure di liberalizzazione che il Governo ha nel
suo programma, sia necessario discutere il merito di questi provvedimenti con i
rappresentanti delle categorie direttamente destinatarie di queste misure. Quindi, mi
auguro che nell'incontro di domani, tra le organizzazioni dei tassisti e il Governo, si
individuino le soluzioni che possano portare ad un provvedimento di liberalizzazione
che tenga, al tempo stesso, conto delle istanze dei tassisti.
In particolare, ho sottolineato la necessità che si tenga conto delle specificità con cui
questo servizio viene erogato in ogni città, sapendo che ci sono molte differenze tra
come questo servizio è organizzato e erogato nelle grandi città rispetto a città medio-
piccole; anche tra le grandi città italiane ci sono regimi e modalità diverse di
organizzazione del servizio. Credo che l'adozione di un provvedimento di
liberalizzazione non possa non tenere conto di queste specificità e debba individuare
le strade perché queste specificità non si perdano, per esempio, individuati e stabiliti
nel provvedimento criteri e principi di ordine generale, affidando poi agli Enti Locali
la valutazione sugli aspetti applicativi che derivano dal provvedimento.
Ho anche sottolineato ai miei interlocutori che il Comune intende mettere in campo
tutti i provvedimenti e le misure che possano facilitare l'utilizzo del servizio taxi e
che, in particolare, nel predisporre un pacchetto di misure relative alla
riorganizzazione della mobilità cittadina, a partire dalla revisione che abbiamo in
corso della ZTL, al Piano parcheggi e al Piano di pedonalizzazioni, tutto questo potrà
essere utilmente la cornice entro cui collocare anche misure che possano sostenere e
favorire l'utilizzo del servizio dei taxi e, quindi, aiutare e sostenere l'esercizio di
questa attività.
Ho, infine, chiesto ai rappresentanti dei tassisti torinesi di sospendere l'interruzione
ad oltranza e totale del servizio, che è stata messa in campo in queste ore,
sottolineando che così hanno fatto i tassisti di tutte le altre principali Città, da Roma
a Milano a tante altre. Quindi, chiedevo un atto di responsabilità verso la città e io
reputo anche verso gli stessi tassisti, perché un'interruzione totale ad oltranza ha
degli effetti economici negativi sulla loro condizione. Pertanto, ho chiesto ai
rappresentanti di trasmettere ai tassisti questa mia sollecitazione, questa mia richiesta
ad interrompere questa forma di lotta, anche perché siamo alla vigilia di un incontro,
che dovrà essere valutato nei suoi esiti e eventuali forme di lotta o nuove agitazioni
potranno essere più specificatamente discusse e assunte alla luce di quello che in
quell'incontro si sarà detto.
Questo è quanto. I miei interlocutori, uscendo dall'incontro, si sono detti soddisfatti
dell'incontro che hanno avuto e del rapporto che hanno con l'Amministrazione, e
hanno detto che si sarebbero fatti parte diligente di rappresentare alla categoria la
richiesta di tornare all'attività.
Allo stato attuale questo è quanto posso dire. Naturalmente è chiaro che il passaggio
decisivo è l'incontro di domani e l'apertura di un Tavolo negoziale tra Governo e
Organizzazioni dei tassisti. La Città di Torino seguirà passo a passo l'evoluzione di
questo rapporto e, per le competenza che ha, naturalmente, metterà in campo tutto
ciò che è necessario per garantire, da una parte, la regolarità di questo servizio per i
cittadini e, dall'altra, che si possano prendere tutte le misure volte ad accogliere
positivamente le istanze che vengono dal mondo dei tassisti.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio il Sindaco Fassino e, personalmente, esprimo anche soddisfazione per la
risposta a questa richiesta di comunicazione e, in particolare, per l'esito di questo
incontro.
Intervengo per ribadire che l'operato, fino adesso eccessivamente autoreferenziale, di
un Governo che evidentemente non ha dovuto richiedere il consenso e non pensa di
doverlo richiedere in futuro, finora ha rischiato di calpestare delle prerogative
importanti degli Enti Locali e la gestione delle licenze taxi di sicuro rientrano tra
queste, per quanto riguarda i Comuni.
L'auspicio è che, nell'ambito di questa richiesta di peso, sul Tavolo istituzionale da
parte dei Comuni, un intervento di questo tipo, quindi abbastanza netto e chiaro del
Primo Cittadino di una grande Città come Torino, possa avere il suo peso e quindi
influire concretamente sull'esito di questa riforma di liberalizzazione.
Concludo limitandomi a ribadire la soddisfazione per la risposta, però anche con un
auspicio: nel caso in cui questo Governo - come purtroppo è già avvenuto in passato
per altre misure - non recepisca le indicazioni che il Sindaco ha voluto esprimere in
questa Sede, io mi auguro che, come è avvenuto per lo sforamento del Patto di
Stabilità (e in quel caso abbiamo ritenuto la scelta opinabile, però ha aperto un
precedente), di fronte ad una non condivisione o, addirittura, di fronte a ritenere
stupida anche un'eventuale norma non condivisa sulla liberalizzazione delle licenze
taxi, il Sindaco Fassino, coerentemente, guidi la Città su una linea di disobbedienza
civile nei confronti di una norma che rischia veramente di travolgere una categoria e
l'erogazione di un servizio importante, senza tener conto minimamente delle
esigenze del territorio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Si tratta di questione anche abbastanza delicata, perché sono persone che vivono in
una situazione economica difficile, nel senso che sono professionisti che lavorano
con tariffe bloccate dal 2005, magari con aumenti della benzina fino a 0,60 Euro dal
momento in cui sono state bloccate le tariffe, e sappiamo, per le persone che
lavorano, cosa vuol dire lavorare, soprattutto in un momento come questo di crisi,
lavorando con il privato, che soffre anch'esso della situazione economica. Sono
persone che, magari, impegnano 100-200.000 Euro per prendere una licenza e che,
ovviamente, magari accendono un mutuo per poter lavorare e si troverebbero poi
magari in concorrenza a grandi gruppi, come succede nel commercio, che hanno più
disponibilità economica e hanno, poi, la possibilità di poter magari abbassare le
tariffe, sfruttando la gente, magari, con lavori di cooperative e quant'altro.
Ovviamente, la nostra posizione nazionale e locale è la stessa: questo tipo di
liberalizzazione non va fatto. E la mia paura (ma è una critica un pochino più
polemica) è che lei, signor Sindaco, faceva parte della maggioranza di Governo e che
lo stesso tipo di liberalizzazioni le voleva fare quando il Ministro era Bersani.
Quindi, io mi auguro che le sue trattative possano essere verso le persone, verso la
gente, verso i lavoratori che ad oggi, se manifestano così, hanno sicuramente un
motivo, e meno verso i grandi gruppi che potrebbero andare ad inserirsi in questo
tipo di contesto.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo soltanto per ricordare ai Consiglieri in quest'Aula, e in particolare al
Consigliere Marrone (il Consigliere Ricca mi sembra che, invece, abbia presente),
che la questione dei taxi, che è una questione di tutte le categorie che saranno
coinvolte dal Governo, riguarda un pacchetto che è di interesse della collettività.
Ci possono essere delle modifiche, ci possono essere sicuramente delle situazioni, ma
non possiamo pensare che ogni categoria che venga sotto il Comune debba essere
assicurata, pur sapendo che gli interessi nazionali e quelli del Governo e del
Parlamento sono altri.
Il problema non è tanto cosa dica il Sindaco oggi qui, che vedrà quali saranno i
provvedimenti del Governo o cosa diremo noi, e cosa direbbe ognuno di noi, se -
come io auspico, non per me, ma per gli altri - un giorno fosse parlamentare.
Oggi sicuramente credo che l'intervento del Consigliere Marrone avrebbe dovuto
essere calibrato diversamente, pur rispettando le cose.
Io volevo solo dire una cosa: credo che per i tassisti, di cui ho conoscenza diretta e,
come gran parte delle categorie che hanno un'attività commerciale che nasce da una
licenza - e da sempre si è intesa la licenza come una sorta di buonuscita finale e non
come un investimento per il lavoro, esattamente come gli strumenti che uno inserisce
nel proprio lavoro, eccetera - sono soggette a quella che è un'evoluzione della
società, perché questa Città ha già avuto molte categorie che hanno perso le licenze e
le hanno ridate indietro, dalle drogherie alle latterie a gran parte di altre situazioni
che hanno comprato licenze 20, 30 o 40 anni prima, quando poi sono andati in
pensione hanno ridato indietro la licenza, perché il mercato del lavoro, la società ed il
trasporto sono cambiati e quello che hanno pensato fosse una sorta di buonuscita
finale, alla fine, è stato semplicemente l'investimento del lavoro che hanno avuto e
dei risparmi che hanno potuto avere o delle situazioni che hanno potuto creare in 40
anni di lavoro.
Allora, credo che i tassisti, che tendono sempre a difendere la propria situazione
nell'immediato e pensano che il mondo sia fermo, debbano rendersi conto che
nessuno vuole cambiare la categoria e cambiare quelli che sono i rapporti di lavoro
frettolosamente, ma non possono impedire che in quel mercato del lavoro si
inseriscano altri soggetti, perché alla fine gli altri soggetti si inseriranno lo stesso,
come è successo per il commercio, e chi avrà anticipato i tempi, si sarà adeguato e
avrà cominciato a lavorare diversamente avrà un successo, chi invece sarà rimasto ad
aspettare tutto il giorno davanti a Caselle quelle due corse buone o a lavorare alcune
ore, a seconda dei momenti - perché bisogna dirsi anche questo - chiaramente sarà
rimasto indietro.
Io fatto parte anche della Commissione dei Taxi negli Anni Novanta, in una
situazione in cui chi ne faceva parte si stupiva del numero dei sindacati che si trovava
di fronte per una categoria relativamente piccola. Allora, credo che la riflessione che
i tassisti debbano fare sia anche quella di valutare come adeguarsi ai tempi e non
soltanto pensare a difendere, questo vale per i tassisti, vale per tutte le attività
commerciali, vale per i professionisti, vale per tutti quanti, perché altrimenti
rischiamo che tutti vogliamo un Paese che vada avanti, si sviluppi, che si adegui a
quelli che sono i tempi, ma ogni volta che viene toccato quello che riteniamo un
diritto, dimenticandoci che non è detto che sia un diritto acquisito per sempre,
scattiamo come dire: \"Non si tocca\" e non si fa manovra indietro.
Su questo io credo che i tassisti avranno sicuramente una fase di transizione molto
lunga, non ci rimetteranno. Il Governo potrà sicuramente trovare molte forme di
compensazione. Il Comune - come ha detto il Consigliere Ricca - potrà fare la sua
parte, ma - mi si permetta di dire al Gruppo Lega Nord - farà la sua parte a Torino e
anche a Verona.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Berthier.

BERTHIER Ferdinando
Non ho capito perché il Consigliere Viale paragona sempre Torino con Verona.
Al di là di questo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Al di là di quello,
credo che o non si conosce bene la realtà dei tassisti o, comunque, non si conosce
bene la realtà di Torino. Il discorso è questo: mi sembra che una Città, dove ci sono
più di 1.600 taxi (a Torino sono 1.520, più la cintura), a fronte di 900.000 abitanti,
credo che sia un servizio già ampiamente sviluppato e ampiamente coperto. Quindi,
non vedo tutta questa necessità di aumentare il numero dei taxi.
Poi, che ci siano magari alcune città, tipo Verona - non lo so - o altre, dove magari
questo servizio è sotto numero, mi va benissimo. Va benissimo magari avere una
legge, ma andrebbe ancora meglio se il Sindaco Fassino - che non mi ascolta -
prendesse in considerazione che questa Città qui ha già altri grossi problemi.
Queste persone, che sono possessori di taxi, hanno famiglia, hanno degli obblighi
contingentati dal Comune, pagano delle assicurazioni che sono sicuramente
maggiorate rispetto alle assicurazioni del privato, perché hanno più responsabilità,
hanno delle macchine che sono soggette ad altissima usura, perché fanno circa 60-
70.000 chilometri all'anno - è bellissimo parlare con lui -, sono obbligati a cambiare
la macchina ogni 3 o 4 anni, quindi vi è tutta una serie di questioni. Oltretutto non
sono assicurati, se non per l'assicurazione personale e, per quanto riguarda le donne
tassiste - ho visto che sono molte -, non sono tutelate in caso di maternità, non ci
sono indennità che coprano il momento.
Quindi, al di là di una legge che prevede la liberalizzazione per tutto il Paese, credo
seriamente che il nostro Sindaco potrebbe valutare o di cambiare la formula con cui
sono soggetti i tassisti oppure limitare o ovviare. Insomma, va bene che ci sia la
Legge, ma applicarla dove è fattibile applicarla e non certamente in una città come
Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Intervengo molto brevemente, perché noi siamo favorevoli, in generale, alle
liberalizzazioni degli ordini professionali.
È indubbio che i taxi costino troppo in Italia, molto più che all'estero, quindi è
indubbio che qualcosa vada fatto. L'unica cosa un po' spiacevole in questa
discussione - o meglio, nella discussione che si è sviluppata magari nella pubblica
opinione - è un po' il gettare la croce addosso ad una specifica categoria, che forse
non è quella che gode della maggior quantità di privilegi di rendita di posizione che
esistono in Italia.
Quindi, va bene la liberalizzazione, se è un discorso allargato a tutte le categorie,
perché ce ne sono di ben più privilegiate, e speriamo che si possa toccare anche
quell'aspetto.
Il generale, tenuto fisso l'obiettivo di far calare i prezzi di questo servizio, forse,
prima di agire, bisognerebbe capire meglio quali sono le reali ragioni, perché non in
tutti i settori una liberalizzazione senza limiti porta poi ad un effettivo calo dei prezzi
e a un miglior servizio per i cittadini. Spesso è semplicemente un modo di aprire la
strada ad un consolidamento successivo, per cui, alla fine, rimangono meno
operatori, con una posizione di controllo oligopolistico del mercato, con i prezzi che
salgono.
Quindi, forse bisogna sempre essere molto sicuri di quello che si va a fare, per
evitare di fare più danno che altro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Quindi, ritengo conclusa la discussione su questa richiesta di comunicazioni.
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