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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 27

Comunicazioni del Presidente su "Ricordo di Carlo Fruttero".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Carlo Fruttero era nato il 19 settembre 1926 e, come dicevo, è morto ieri a
Castiglione della Pescaia.
Ho desiderato ricordare con il Sindaco questo grande scrittore, giornalista e
traduttore torinese, scomparso all'età di 85 anni, perché riteniamo sia importante
omaggiare e riconoscere questa persona per il contributo che ha dato alla nostra città.
Difficile sintetizzare in poche parole la vita di un uomo che fu maestro dell'arte dello
scrivere, direi, unico nel suo genere.
Con lui, infatti, scompare un modo di raccontare particolare, intriso di quella sottile
perfidia dello sguardo e di quel disincanto acuto che si trova in ogni suo racconto.
Con l'amico Franco Lucentini, che incontrò nel lontano 1952, formò un'affiatata
coppia di autori. Collaborarono insieme, infatti, per oltre 50 anni, pubblicando
famosi bestseller, dirigendo collane editoriali, come Urania, sulla fantascienza, e
scrivendo su La Stampa. Tutti noi lo ricorderemo per questo.
Ognuno di noi ha nella memoria sicuramente almeno uno dei suoi libri, intrisi di
ironia, di quella leggerezza e curiosità, che da sempre hanno caratterizzato e
contraddistinto i suoi testi.
Uno dei suoi più celebri romanzi, datato 1972, fu "La donna della domenica", da cui
venne tratto addirittura un film girato a Torino, diretto da Comencini ed interpretato
dai grandi Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset.
Dopo la tragica scomparsa del suo caro amico Franco Lucentini nel 2002, Fruttero ha
proseguito comunque imperterrito da solo a scrivere.
La passione per la scrittura, che lo rese famoso al grande pubblico, fu centrale nella
sua vita.
In conclusione "Ciò che rende la morte effettivamente misteriosa è che nessuno ne
può parlare per esperienza diretta" diceva lo stesso Fruttero negli ultimi giorni della
sua esistenza terrena, e così vogliamo ricordarlo nella sua nuova dimensione, dove
certamente sarà ispiratore di nuove penne e potrà godere della sua grande passione.
Grazie.
La parola al Sindaco, se vuole ricordarlo.

SINDACO
Poche parole per unire, al cordoglio del Consiglio, il cordoglio dell'Amministrazione
e mio personale per la scomparsa di Carlo Fruttero.
In queste ore molte cose sono state scritte di questo grande scrittore e tutte le
riflessioni e le considerazioni sulla sua opera hanno sottolineato il tratto con cui
Carlo Fruttero ha caratterizzato non solo la sua vena artistica, ma il suo modo di
guardare alle cose e il suo stesso modo di vivere, di un uomo profondamente legato e
radicato nella sua città e che di questa città, in qualche modo, rappresentava i
caratteri ed i profili più caratteristici.
Si ritrova in Carlo Fruttero, nel suo modo di essere, di vivere e di scrivere
quell'understatement torinese, che è tipico di questa città, quella sobrietà che si
unisce ad un senso della realtà che ti porta ad avere rispetto per le cose e per gli
uomini, quell'understatement che ti porta a guardare con un qualche disincanto a
quel che avviene e a cercare di interpretare con leggerezza e con ironia anche ciò che
appare sgradevole. Quell'understatement che è quel modo di interpretare la vita con
rispetto civico, che ritroviamo in tante pagine scritte da Carlo Fruttero, che hanno
allevato intere generazioni alla lettura e alla passione per la città di Torino.
Per questa ragione è giusto che l'Amministrazione Comunale e che la Città riconosca
questo suo cittadino illustre, gli renda omaggio e merito e sarà nostra cura,
naturalmente, adottare e assumere, nei prossimi mesi, delle iniziative di celebrazioni
e di ricordo di Carlo Fruttero, come di Franco Lucentini, che rinnovino l'omaggio
alla loro opera e la memoria di quanto ci hanno lasciato.
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