| Interventi |
RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201108165/002, presentata in data 23 dicembre 2011, avente per oggetto: "Qual è la situazione delle strutture dei richiedenti asilo politico" RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per la risposta, All'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Oggi ho una risposta parziale, perché credo che il Consigliere Berthier si riferisca alla cosiddetta emergenza sbarchi, legata alla crisi nordafricana; tutta questa situazione di emergenza è stata gestita dalla Protezione Civile, quindi il Comune non dispone di questi dati, perché è la Regione, in quanto esercente la funzione di Protezione Civile, ad aver gestito l'emergenza su tutto il territorio piemontese, provvedendo a una distribuzione sul territorio di queste persone, che in realtà sono richiedenti asilo, perché presso la Commissione competente si stanno esaminando le loro richieste di rifugio. Per cui, se il Consigliere è d'accordo, io trasmetterei questa sua richiesta alla Protezione Civile regionale, per acquisire questi elementi. BERTHIER Ferdinando È sorprendente che quando ci sono degli argomenti un po' scottanti, particolari, non si abbia sempre l'intervento dell'Assessore giusto o, comunque, non ci siano delle risposte adeguate. Io avrei voluto sapere dove sono ospitati questi signori, che a me risultano ufficialmente quattrocentosette; ma se tanto mi dà tanto, anche in questo caso ci sarà la moltiplicazione dei pani e dei pesci, come per gli zingari; quindi, saranno sicuramente di più. Volevo sapere perché chi li ospita gli si riconosce una diaria di 50 Euro al giorno, perché anche se hanno asilo politico, potrebbero benissimo lavorare, essere autosufficienti e indipendenti. Per carità di Dio, io non ho nessun problema interrazziale, però volevo capire perché si continua a essere così benevoli con tutti (non voglio riprende il precedente discorso della Collega), quando abbiamo delle realtà cittadine, di pensionati, di gente indigente, di gente che ha perso il lavoro, di persone, famiglie che abitano in monolocali con figli e quant'altro, e quindi si è così poco attenti al nostro fabbisogno. Io non voglio essere egoista e non voglio fare un discorso che non è sicuramente popolare, però è un discorso che è già venuto fuori tante volte. Perché non pensiamo prima ai nostri cittadini, ai nostri italiani, ai torinesi residenti e poi andiamo a ospitare, a pagare, a sponsorizzare e a regalare di tutto e di più a chi probabilmente ha molte più possibilità. Anzi, io sono sicuro che molti di questi signori, ammesso e non concesso che siano solo quattrocentosette, lavorano, naturalmente nel sommerso, per cui non si capisce perché non potrebbero essere autosufficienti. E poi vorrei capire quanti sono e chi opera a loro favore. Quindi, chiedo sicuramente un approfondimento. Al momento, non voglio una Commissione; aspetto un approfondimento a breve e poi, se è il caso, andiamo in Commissione, perché comunque credo che siano situazioni che devono essere affrontate, per le quali tutti noi abbiamo perlomeno bisogno di risposte. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tisi. TISI Elide (Assessore) Solo per precisare. Io credo che Torino sia anche una città benevole, come l'ha definita il Consigliere, però in questo caso la benevolenza l'ha esercitata la Regione Piemonte, nel momento in cui ha deciso, peraltro con il precedente Governo, di ripartire l'accoglienza sui vari territori regionali, sulla base di criteri definiti a livello governativo. Tant'è che, in qualche modo, noi abbiamo rappresentato alla Regione la necessità che queste persone venissero accolte in modo equo su tutto il territorio regionale, evitando le concentrazioni in aree metropolitane, che avrebbero reso difficile l'accoglienza e l'inserimento. Per cui, io ben volentieri mi faccio carico di chiedere questi dati alla Regione (in particolare alla Protezione Civile, perché questo tema è stato trattato come emergenza; quindi, è stato affidato alla Protezione Civile, vorrei dire quasi come il terremoto dell'Aquila), perché - ripeto - è l'unico Ente che ha scelto le strutture e valutato i territori nei quali le persone dovevano essere inserite. BERTHIER Ferdinando Va benissimo che sia stata la Regione a occuparsi della questione, però siccome i siti che ospitano questi signori sono ubicati nella città, credo che l'Amministrazione abbia, non il bisogno, ma il dovere di monitorare e sapere effettivamente quante sono queste persone, dove sono, quanto costano, cosa fanno, come vivono, se fanno politica interna a casa d'altri e tutto quello che succede. Solo questo. RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |