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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Gennaio 2012 ore 10,00
Paragrafo n. 22
INTERPELLANZA 2011-07828
"RICHIESTA DI ACCESSO AD ATTI AMMINISTRATIVI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CURTO IN DATA 6 DICEMBRE 2011.
Interventi

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201107828/002, presentata in
data 6 dicembre 2011, avente per oggetto:
"Richiesta di accesso ad atti amministrativi"

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
L'interpellanza del Consigliere Curto attiene sostanzialmente al problema di qual è il
livello di informazione e l'accesso agli atti in IREN.
Preciso quanto segue: la Città di Torino ha una quota di partecipazione in FSU S.r.l.,
che è puramente una finanziaria che detiene le azioni, 50% Città di Torino e 50%
Comune di Genova. FSU, a sua volta, possiede il 35,96% delle azioni ordinarie di
IREN, cioè azioni ordinarie che daranno diritto al voto per la governance. La Città di
Torino, invece, partecipa con diritto di voto, ma non ai fini della governance, tramite
il 7,40%, che sono le azioni di risparmio detenute da FCT.
Per cui, complessivamente, la Città di Torino partecipa col diritto di voto in
Assemblea per una quota pari al 17,98%. Di conseguenza, stante questa situazione,
in realtà IREN non rientra tra le aziende dipendenti dal Comune di Torino, facendo
riferimento al secondo comma dell'articolo 43 del Decreto Legislativo del 12 agosto,
n. 267; nel senso che non esiste, nei rapporti con IREN, la stessa situazione che
abbiamo per altre società, dove funziona il controllo analogo.
Di conseguenza, ovviamente, i livelli di informazione di cui i Consiglieri comunque
hanno diritto sono sostanzialmente quelli riportati nello Statuto che avevamo
approvato, cioè gli si possono chiedere tutte le informazioni e, ovviamente, è il
Comune di Torino che accede alle informazioni e risponde a tutte le informazioni
necessarie che richiedono i Consiglieri stessi.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io partirei dalla coda, e la coda è: ammesso che quanto detto prima risponda al vero,
o meglio, al diritto, mi interesserebbe sapere che intenzioni ha la Città di Torino.
Cioè rispetto alla mia richiesta, come Consigliere Comunale, di avere l'elenco dei
rapporti di consulenza economica in essere da IREN S.p.A. e Dondi Progetto, legate
ad attività, vorrei capire come intende procedere il Comune di Torino, cioè se intende
- richiesta fatta per tempo - procedere con la richiesta di questo elenco a IREN S.p.A.
e sottoporlo al Consigliere che ne ha fatto richiesta.
In senso più generale, però, mi preme ricordare qual è il diritto rispetto a quanto da
me richiesto. Premetto che non sono un giurista e che, quindi, rispetto a questa
questione che trovo di estrema importanza, perché di fatto qualifica il ruolo dei
Consiglieri Comunali e soprattutto sostanzia gli strumenti che noi abbiamo rispetto al
ruolo che dobbiamo svolgere, cioè il controllo nel rapporto di interesse che esiste fra
servizi pubblici locali, cittadini e soggetti gestori; un controllo che va allungandosi,
perché è chiaro che nel racconto che ha fatto il Vicesindaco Dealessandri,
semplicemente una fotografia societaria di IREN, ci si rende immediatamente conto
di come la distanza fra Torino e Reggio Emilia sia molto forte.
Faccio un esempio per tutti. Ci risulta, in via certa, che IREN in questo momento stia
bollettando alcuni contratti sulla fornitura di energia, che fanno riferimento al 2008,
al 2009 e al 2010, su cui IREN stessa era in ritardo, applicando l'IVA al 21%. Cioè,
cosa sta facendo IREN? Sta scaricando sul consumatore finale una sua
responsabilità, cioè IREN è in ritardo sulla tariffazione agli utenti, però intanto viene
cambiato il regime fiscale, quindi l'IVA passa dal 20 al 21%, e questa cosa va a
scapito dell'utenza stessa.
Quindi, non è irrilevante capire quale capacità di controllo abbia questo Consiglio
Comunale nei confronti di una società, che per ora svolge solo due servizi, comunque
essenziali, e che potrà presto essere chiamata a svolgerne degli altri.
Rispetto alla mia richiesta di verifica presso un giurista, a me risulta quanto segue:
"L'articolo 43 del T.U.E.L." - la normativa sugli Enti Locali - "individua quali
legittimati passivi delle richieste di accesso dei Consiglieri Comunali, oltre gli Uffici
Comunali, anche le aziende ed Enti dipendenti". Altrettanto fanno i citati articoli 26
dello Statuto e 39 del Regolamento del Consiglio. Fin qui siamo d'accordo.
"Al fine dell'esatta individuazione degli Enti legittimati passivi, però, non bisogna
trascurare la definizione di Pubblica Amministrazione formulata dalla lettera e) del
primo comma dell'articolo 22 della Legge n. 241/1990, che dice che per Pubblica
Amministrazione si intendono tutti i soggetti di diritto pubblico e" - attenzione - "i
soggetti di diritto privato, limitatamente alla loro attività di pubblico interesse,
disciplinata dal diritto nazionale o comunitario. Sempre l'articolo 23 della Legge n.
241/1990 dice che il diritto di accesso di cui all'articolo 22 si esercita nei confronti
delle Pubbliche Amministrazioni, delle Aziende Autonome Speciali, degli Enti
pubblici e dei gestori pubblici, controllati, o privati, di servizi pubblici locali e
gestori di pubblici servizi".
Per cui, la circostanza prevista dalla normativa civilistica viene addotta nella lettera
che IREN ha mandato al Comune di Torino, di cui io sono entrato in possesso. IREN
scrive al Comune di Torino dicendo, in poche parole, che il diritto amministrativo
limiterebbe il diritto di accesso; io sono una società, per cui tu non hai diritto di
chiedermi questa cosa.
Questa circostanza è disciplinata dagli articoli 2381 e 2403 del Codice Civile, che
prevedono la modalità di informazione societaria; tali norme vanno coordinate con le
disposizioni concernenti l'esercizio di un munus pubblico di rilevanza costituzionale.
In altri termini, la giurisprudenza, oramai consolidata, dice che IREN non ha nessun
diritto di limitare il nostro diritto all'accesso dei dati; questa cosa non la dico io, non
la dice il giurista a cui mi sono rivolto, la dice la sentenza del Consiglio di Stato della
V Sezione del 2002, la dicono le sentenze del Consiglio di Stato del 2009, n. 5987, n.
7900 e n. 4472.
Peraltro, ho un paio di copie delle sentenze, in particolare la più interessante credo
sia una sentenza del Tribunale Amministrativo del Piemonte, che fa riferimento
proprio a una analoga richiesta di accesso atti, presentata dall'avvocato Ciccia. La
sentenza dice proprio: "Al riguardo, non può trascurarsi che la ratio dell'estensione
del diritto d'accesso dei Consiglieri, operata dall'articolo 43, anche nei confronti
delle aziende o Enti dipendenti dal Comune, risieda nel fatto che tali aziende ed Enti
dipendenti, sono quelli che gestiscono pubblici servizi locali. Il Legislatore ha cioè
inteso individuare quali soggetti passivi del diritto di accesso dei rappresentanti della
popolazione locale, gli Enti o aziende dipendenti che gestiscano servizi pubblici
locali per il Comune, siano esse pubbliche, partecipate, oppure private".
In altri termini, a me interessa fare una domanda precisa al Vicesindaco, che è quella
di capire come l'Amministrazione ha intenzione di comportarsi rispetto al mio
diritto e di tutti i miei Colleghi di avere informazioni e di accedere agli atti
amministrativi. Vorrei capire cosa pensa questa Amministrazione di un'azienda che
non considera doveroso rendere trasparenti le consulenze che in questo momento
pone in essere e il valore delle medesime.
Annuncio che, come è mio diritto, anche considerata la base giuridica di cui sopra, è
mia intenzione rivolgermi agli organi competenti e quindi al Tribunale
Amministrativo Regionale, perché il diritto di noi Consiglieri Comunali venga
rispettato e perché i criteri di trasparenza possano essere difesi.
In senso più generale - e così chiarisco - è mia intenzione provare a chiedere a tutte le
società che svolgono servizi pubblici locali in questo momento, quali sono le
consulenze che hanno in essere e qual è il valore economico, perché credo che in
questo momento sia particolarmente importante. Questo non a scopo persecutorio nei
confronti di quella o quell'altra persona che, invece, secondo me, fa parte anche di
una legittima aspettativa che alcuni cittadini ripongono e che alcuni giornali e media
praticano. Ma, più in generale, credo sia necessario provare a capire qual è la mappa
delle persone che agiscono per conto dell'Amministrazione e quali sono le attività
che portano avanti.
In altri termini, in un momento di fortissima ristrettezza economica e di grave
difficoltà, in un momento in cui stiamo ripensando completamente la struttura dei
servizi pubblici locali e, più in generale, anche dei servizi alla persona, io credo
determinante capire qual è l'infrastruttura che in questi anni li ha gestiti e se questa
sia stata animata dall'esclusivo interesse pubblico, o piuttosto questa non abbia, a
lungo andare, strutturato un sistema di interessi che in questo momento non possiamo
permetterci.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ovviamente, il Consigliere può adire a tutte le vie che ritenga opportune; io posso
provare a fare un approfondimento sulla base di questa sentenza, che, se ho capito
bene, è del TAR.
Nel merito, mi sento di dire la seguente cosa: credo che in quella sentenza si faccia
riferimento molto spesso al servizio pubblico locale, ma IREN non gestisce servizi
pubblici locali della Città, se non per una parte della stessa, che è quella che fa capo a
IREN Servizi, non a IREN Energia. Per questo motivo, se il Consiglio è interessato,
vorrei fare un approfondimento.
Per quanto riguarda la richiesta, io non sono a conoscenza di come sia articolata e
vorrei farne un approfondimento, perché una cosa è avere un quadro della situazione,
una cosa è avere il singolo nome, con la singola individuazione, con il singolo
importo. Entriamo in una sfera in cui non è più un problema solo di responsabilità
dell'impresa, ma dell'insieme di questi soggetti.
Però, non avendola a disposizione e richiedendo anche un approfondimento del tema,
mi riserverei, se c'è questo interesse, di fare questo approfondimento.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io allora scinderei le cose. Chiaramente mi riservo di fare le scelte opportune nelle
sedi opportune, ma questo è un altro discorso. Rispetto all'Amministrazione, accetto
la proposta del Vicesindaco per un ulteriore approfondimento, che io rimanderei,
rispetto anche al diritto all'accesso, in I Commissione. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Certo, ovviamente dando il tempo al Vicesindaco di ricevere
l'incartamento e di valutarlo.

RATTAZZI Giulio Cesare (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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